Home / ComeDonChisciotte / L’ISLANDA ANNUNCIA DI VOLER RITIRARE LA RICHIESTA DI INGRESSO NELL’UE
14571-thumb.jpg

L’ISLANDA ANNUNCIA DI VOLER RITIRARE LA RICHIESTA DI INGRESSO NELL’UE

FONTE: RT.COM

L’Islanda ha ritirato la richiesta di ingresso nell’Unione Europea, sostiene il Ministero degli Esteri. L’annuncio fa seguito alle richieste fatte dal governo euro-scettico fin da quando ha vinto le elezioni nel 2013.

Gunnar Bragi Sveinsson, il Ministro degli Esteri, ha rilasciato una dichiarazione in cui dice di aver informato la Lituania, attualmente alla presidenza dell’UE, e la Commissione Europea che il governo di centro-destra ha decido di far decadere la richiesta, fatta sei anni or sono.

“L’UE e l’Islanda hanno discusso la posizione della nazione circa lo status della richiesta di ammissione all’UE” dice la dichiarazione “Il governo non è intenzionato a continuare a prepararsi in tal senso”.

Il Primo Ministro Sigmundur Davið Gunnlaugsson ha parlato di abbandonare formalmente la richiesta in gennaio.

“Partecipare ai discorsi dell’UE non è più valido” ha detto il primo ministro al Reykjavik Grapevine al tempo. “sia a causa dei cambi nell’UE sia perchè non è nei piani dell’attuale governo accettare tutto ciò che sarebbe stato disposto a sopportare il precedente. A causa di ciò siamo di nuovo al punto di partenza”.

L’Islanda ha fatto richiesta di ingresso nell’UE a Luglio 2009, quando la crisi economica mondiale si stava alleggerendo. In febbraio del 2010, la Commissione Europea ha dato risposta favorevole e il via libera alle negoziazioni che sarebbero iniziate a luglio dello stesso anno.

Le negoziazioni si sono arenate nell’aprile 2013, quando le elezioni in Islanda sono state vinte dal Partito Progressista di centro e dal conservatore Partito per l’Indipendenza. Quando Gunnlaugsson, membro del Partito Progressista, è diventato Primo Ministro, ha congelato le negoziazioni con l’UE nel maggio 2013.

Una delle maggiori cause dello stallo erano le quote di pesca consentite su cui insisteva Bruxelles, un punto al quale l’industria della pesca islandese non avrebbe mai acconsentito.

La piccola isola-nazione, con una popolazione di 325.000 abitanti, è e rimarrà membro dell’Area Economica Europea (AEE), dell’Associazione Europea per il Libero Scambio (EFTA), il trattato di Schengen ed è un partner dell’UE per promuovere la cooperazione nel nord Europa – ovvero beneficia di molti dei vantaggi di essere membro effettivo senza molti aspetti negativi dei piani e delle leggi centralizzati dell’UE.

Se in futuro l’Islanda deciderà di entrare nell’UE, sarà deciso solo tramite referendum, ha detto il governo. L’Islanda continuerà a sottostare ai termini dell’AEE ed a cooperare con l’UE come fatto in precedenza.

Fonte: http://rt.com

Link: http://rt.com/news/240221-iceland-drop-eu-member/

12.03.2015

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione FA RANCO

Pubblicato da Davide

  • makkia

    Beh, per adesso almeno loro l’hanno scampata.

  • sotis

    Bravi, hanno fatto benissimo. Entrare in Europa vuol dire andare nella m…..

  • egenna

    Quando in Italia l’uscita??

    Cordiali saluti
  • egenna

    Non certo con questi governi di smandrappati e farabutti.

    Cordiali saluti
  • Toussaint

    Ho l’impressione che si continui a confondere l’Unione Europea con l’Eurozona. Sono due cose completamente diverse. Per me l’UE è stata una cosa positiva, e auspico fortemente che continui ad esistere, mentre l’Eurozona è stata il peggior errore mai commesso dall’Italia e da molti paesi europei.

    Credo che si debba distinguere. 
    E’ un po’ troppo comodo, comunque, prendere dall’UE tutto quello che per loro è positivo, ma negare tutto quello che potrebbe essere utile al resto dell’Europa. Facciano richiesta, se vogliono, di entrare nel Nafta, e ci lascino in pace. Così magari teniamo conto anche degli interessi dei pescatori degli altri paesi nord-atlantici.
  • AlbertoConti

    Svezia e UK a parte, eurozona e UE sostanzialmente coincidono, nei fatti. E’
    noto che i fatti più rilevanti prevalgono sulle regole generali, in
    particolare per Germania e Francia, i due pilastri di UE. Una UE che senza
    l’euro non sta in piedi, per come è fatta ora.

  • makkia

    E’ un po’ troppo comodo, comunque, prendere
    dall’UE tutto quello che per loro è positivo, ma negare tutto quello che
    potrebbe essere utile al resto dell’Europa

    … come fa, per esempio, il Regno Unito? EU sì, Eurozona no, giusto?

    Ma per l’Islanda che senso avrebbe entrare nell’UE senza adottare l’euro: solo essere una minoranza decisionalmente irrilevante che subisce il processo di standardizzazione giuridica pensato e deliberato da altri, che fanno senza mezzi termini i loro porcissimi interessi alla faccia dei più deboli. Non ha mica il pesso dell’UK o la solidità economica di Svezia e Norvegia! E se lo adottasse farebbe la fine delle altre economie in difficoltà.

    Mi sembra del tutto normale e sano sottoscrivere solo quei trattati che portano vantaggi alla MIA gente.
    Tu sottoscriveresti un contratto che "ti puzza"? Che tuoi conoscenti hanno sottoscritto, trovandocisi male?

    Esistono moltissimi trattati con "clausole
    vessatorie" improponibili e anti-etiche, che ci si dovrebbe vergognare
    anche solo di proporre, ma che vengono sottoscritti da persone corrotte
    che fanno finta di non saper leggere le "scritte in piccolo", in spregio
    dei popoli che a quei trattati sono vincolati (o, meglio, condannati).

    Per esempio con l’UE (e non parlo dell’Eurozona)
    abbiamo la mostruosità giuridica di un trattato che non prevede la
    possibilità di recedere. A nessuna condizione. Non so che background
    legale hai, ma a me la cosa dà un certo senso di vertigine ogni volta
    che mi ci soffermo.*

    E comunque, come ogni trattato, quelli cui l’Islanda aderisce comportano anche degli obblighi. Non esistono trattati che danno solo vantaggi.

    *(ammetto che, al momento in cui siamo entrati nell’euro E nell’Eurozona, non ci avevo fatto caso per niente: davo per scontato che fosse un "super-SME"… un esperimento che alle brutte ci sarebbe costato carissimo abbandonare)

  • Toussaint

    Fra i paesi mancanti (UE ma non Eurozona), oltre a Gran Bretagna e Svezia magari citiamo anche Danimarca, Polonia, Cechia, Ungheria, Romania, Bulgaria etc.

    Il fatto discriminante, comunque, è l’adozione o meno dell’euro. Senza l’euro a mio parere l’UE può andare avanti, come è andata avanti per molti anni, portando dei vantaggi indiscutibili, che nessuno, mi pare, ha mai contestato.
    Non sono molto d’accordo, quindi, con la tua conclusione, che l’UE non sta in piedi senza l’euro. A me sembrerebbe di no. L’UE è andata avanti benissimo senza l’euro. Anzi è proprio quest’ultimo a farla funzionare male.
    C’è chi diceva che l’euro ci avrebbe portato di nuovo al nazionalismo, al razzismo, alla distruzione di un’area di civile convivenza e di reciproca solidarietà. Purtroppo aveva ragione.    
    Sulla diarchia Germania/Francia hai mille volte ragione. Il discorso è molto lungo ma, a mio parere, non è mai stato trattato in modo compiuto. Speriamo che un qualche "volontario" se ne faccia carico. Ne varrebbe la pena.
  • Toussaint

    Guarda, Makkia, che per l’Islanda il problema non è quello che vogliono aderire all’UE ma non all’Eurozona. Il problema che stanno discutendo, se ho capito l’articolo, è se entrare o meno nell’UE (di entrare nell’euro non ci pensano nemmeno. Del resto, senza aver prima aderito all’UE, come sarebbe possibile?).

    La mia obiezione non è se sia lecito o meno che una comunità decida in base al suo interesse (magari l’avessimo fatto noi!), il problema è se una tale prerogativa, però, vogliamo negarla alla comunità che deve accettare o meno la domanda di adesione.
    Insomma, la convenienza deve esserci da entrambe le parti. Il problema della pesca, nelle comunità nord-atlantiche, è grandissimo, e coinvolge la vita non solo delle multinazionali della pesca, ma anche quella delle tante persone che su quest’attività ci mangiano. 
    Se l’Islanda vuole tutto per sé, bè, allora una mancata adesione non sarebbe proprio una disgrazia. Insomma, mi sembra che questi Islandesi stiano trattando l’adesione all’UE con un po’ di puzza al naso. Da qui l’invito che ho fatto loro: aderiscano al Nafta, vediamo se otterranno condizioni migliori. O restino da soli. Con tutti i problemi che abbiamo in Italia, figurarsi se è un problema nostro.
     
  • makkia
    La mia obiezione non è se sia lecito o meno
    che una comunità decida in base al suo interesse (magari l’avessimo
    fatto noi!), il problema è se una tale prerogativa, però, vogliamo
    negarla alla comunità che deve accettare o meno la domanda di adesione.
    Non mi è chiara la frase, perdonami…

    … stai dicendo che se non entrano, la UE ha il diritto — chessò — di negargli Schengen? O di promuovere qualche tipo di ritorsione per la mancata adesione?

    Se è così, allora non vedo la legittimità dei trattati separati.
    Sarebbero specchietti per le allodole: intanto entra, chessò, nella convenzione per le ZEE, quando dopo un po’ ti proporremo di diventare UE (e magari anche NATO) se ti rifiuti ti tratteremo come se ti fossi appena annesso la Crimea.
    Sarebbe un classico contratto-trappola impugnabile per vizio di forma. Non che sia un problema costruire truffe (come ho già accennato Bruxelles non è che un unico, grande, mostro giuridico), ma non capisco il tuo aderire a questa visione.

    Se vogliono trattare solo sui diritti di pesca, trattassero solo su quello. Se poi dovranno mandare le cannoniere a scortare i pescherecci e succederà l’incidente coi norvegesi, ahò, si finirà all’ONU (che alla fine in teoria è lì per quello, anche se la propaganda USA dice che non serve a una cippa)

  • makkia