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L'INUTILE STRAGE DI GADHIMAI

DI ALESSANDRA COLLA

Caos scritto

Io credo che quello che sta accadendo (e purtroppo accadrà nei prossimi giorni) a ‪#‎Gadhimai‬ sia una delle cose più orrende al mondo.

So benissimo che nei mattatoi di tutto il pianeta, ogni giorno, succedono tragedie analoghe — come succedono negli allevamenti e in ogni maledetto luogo di questa terra in cui l’umano dimentica la sua natura e infligge al non-umano sofferenze che mille vite non basterebbero a riscattare.

Ma che si versi tutto quel sangue, che si infligga a quelle povere carni senzienti tutta quell’angoscia e quel dolore in nome della “religione” — quella religione cui già Lucrezio rimproverava di tantum suadere malorum, spingere a tanti mali — è una cosa che mi rivolta lo stomaco, letteralmente, dalla rabbia e dal disgusto verso quelli che dovrebbero essere miei fratelli di specie.

Rivendico il mio status di figlia unica a oltranza, e gli affini me li scelgo io.

Alessandra Colla

Fonte: http://www.alessandracolla.net/

Link: http://www.alessandracolla.net/2014/11/28/inutile-strage-di-gadhimai/

28.11.2014

Pubblicato da Davide

  • Mattanza

    Non sono d’accordo, a parte che l’induismo promuove il vegetarianesimo, bisogna notare che gli animali sacrificati vengono mangiati…e vi è una partecipation mistyque con l’animale sacrifcato a differenza della nuncuranza con cui noi andiamo dal macellaio.


  • giannis
    Finche’ non moriamo tutti ( umanita’ ) continueremo a fare cazzate

  • Primadellesabbie

    Immagina, Alessandra, che al posto di quegli animali della foto ci siano dei bambini, e potrai così farti un’immagine di quello che facciamo noi, senza armi da taglio e senza allarmante spargimento di sangue, e fingendo di non rendercene conto, delle vite dei nostri figli, nell’intento di renderli adatti a vivere nella nostra civiltà.

    Naturalmente rivolgiamo adesso la nostra attenzione ai nostri bambini dopo aver salvato svariate decine di milioni di esseri umani dall’inferno, sterminandoli.
    É terribilmente facile giudicare le altre tradizioni, sembra l’unica abitudine che accomuna realmente il prete, l’omocida, il capo di governo, il militare, il truffatore, il giornalista, il vegano, il cocainomane, il popolo e la sedicente élite di ogni Paese occidentale e senza distinzioni di "genere".
    Non é giusto o ingiusto, é del tutto assurdo ed altamente allarmante e la linea di difesa per questo comportamento scopre tutta l’immaturità, l’arroganza, la superficialità, l’ipocrisia nelle quali annaspiamo e dalle quali partiamo per le nostre generose "missioni" umanitarie.
  • Hamelin
    I Criminali dell’ISIS che torturano crocifiggono e mozzano teste a gente innocente cosi’ per divertimento ( ma facendosi scudo con la religione che infangano ) non li hai ancora visti ?

    Gli esseri umani sono meno evoluti di tante altre forme di vita che abitano il pianeta.

  • GioCo

    Beh, per scomodare Lucrezio, direi che la Colla porta una interessante testimonianza di angoscia e di orrore per la sofferenza e la morte.

    A me non interessa prendere le parti di un induismo che stimo, tanto quanto le altre grandi religioni, inserite nel contesto sociale umano.
    Osservo che è facile un giudizio esterno, fuori da casa propria e dalla propria intimità, tanto più se questo appare eclatante ai nostri occhi.

    Peccato che l’occidente, e nello specifico ogni "buon cittadino medio",  compie orrori ben maggiori ma celati e silenti, nella sua propria quotidianità. In parte lo riconosce, tentando di svincolarsi dalla tenebra che  ottunde "il benessere" che ci rende "civili", quindi superiori, quindi abili al giudizio dell’altrui mattanza, ma poi basta il programma preferito in TV e l’inconfessabile fragilità sussurrata è già li a farsi corrompere con piacere e collusione. Magari giustificandosi con le solite frasi "ma io penso con la mia testa", oppure anche più penosamente "ma io la TV non la guardo mai" … a volte è vero, soprattutto se si è scambiato quel cordone ombelicale con altra tecnologia non meno invasiva e velenosa.

    Provo anch’io infinita pena di fronte alla sofferenza, ma tendo ultimamente a non gettare lo sguardo troppo lontano, mi sforzo di guardare dov’è il mio corpo e mi accorgo anche che più resto dove mi trovo, tra i miei vicini, più quello schifo che provo davanti alle mattanze mi coglie impreparato.
    Tuttavia mi trovo anche nell’incapacità di disgiungerlo da una pena infinita, che non elude me stesso.

  • andriun

    Essendo lei donna, posso capire questo atteggiamento esageratamente sensibile quanto illogico verso gli animali, che poi sono anche il nostro cibo, per chi se lo può permettere, quotidiano. Dico illogico perchè l’illusione di non arrecare dolore alle piante quando le si strappa dal terreno o peggio si strappa loro delle foglie per cibarsene è del tutto fuorviante ed irrealistico. Noi vediamo solo ciò che ci va di vedere. 

    Sono sessista? forse lo sono, ma non si può prescindere dalle differenze di genere, altrimenti si cade nell’errore di considerare logica e giusta l’uniformità sociale che la natura stessa considera inapplicabile e che solo l’uomo in quanto essere intelligente, ma purtroppo ai giorni nostri anche sempre più femminilizzato, ha la pretesa di voler realizzare, ovviamente sbagliando. 
      
  • Vocenellanotte

    Come tutte le posizioni estreme, specie quelle che investono direttamente o indirettamente la sfera alimentare, gli assunti sono riconducibili a disturbi della personalità. Più che legittimi e che anzi danno il senso alla diversità degli uomini e che non è mia intenzione confutare. Appartengono alla libera scelta e sensibilità di ognuno su come riconciliarsi con lo stare al mondo. Ognuno di noi lascia un impronta incancellabile non solo materiale ma soprattutto negli affetti che nessuno può eliminare. La nostra traccia ci perseguita anche se si desidera fermamente di non lasciare tracce. Siamo ciò che introduciamo nel nostro organismo e un cattivo rapporto con ciò che è  potenzialmente cibo è il segno di un rapporto irrisolto con gli affetti più vicini o con noi stessi. Ma mentre l’anoressia viene studiata senza tabù ( peraltro e l’unico disturbo alimentare che porta alla morte direttamente), il veganesimo, il vegetarianesimo, la bulimia no perché non portano alla morte direttamente. Ad esempio il veganesimo riduce drasticamente la libido conducendo indirettamente alla estinzione ( morte indiretta).

    Cosa aggiungere? Che tutti coloro che propugnano costumi alimentari estremi, dovrebbero coerentemente suicidarsi. Solo così potranno  ragionevolmente dimostrare di avere ragione.
  • Boero

    Non avevo dubbi che fossi figlia unica.

  • Boero

    Direi che è l’ora di dare il buon esempio

  • fefochip

    incredibile c’è qualcuno che legge siti come questo e ancora si beve le frescacce della cattiveria dell’isis?
    da non credere

  • blobbb

    gia come se sgozzare una persona sia molto più crudele di bruciarla col napalm 

  • neroscuro2014

    Il guaio maggiore è che analoga "festa" venga consentita sul territorio italiano. La solita storia che prima viene il rispetto per ogni subcultura religiosa e non, poi per le leggi dello Stato.

  • Boero

    Tu sei uno dei pochi qui dentro che ragionano,i miei complimenti amico.

  • Ercole

    Se Marx è arrivato alla conclusione che la religione è l’oppio dei popoli evidentemente aveva visto bene : L’ignoranza opera potentemente nella storia al pari dell’indifferenza.

  • Fedeledellacroce

    Complimenti per gli splendidi progressi nell’uso della punteggiatura!

  • Detrollatore

    Peccato che quando stacchi una zampa da un animale non gli ricresce più. Peccato che quando gli tagli la testa non risuscita più. Altra cosa sono le piante. Se vuoi ti spiego meglio, forse non hai molta confidenza con la terra.
    Dimmi una cosa: quanta sofferenza si procura a un albero staccandone i frutti?? E i frutti stessi? Soffrono?

  • giannis

    ma poi tra ammazzare una persona o un animale che differenza fa ?

  • andriun
    Mi sa che sta andando fuori tema. Io ho parlato di sofferenza e un animale morto non soffre di certo, tanto più se gli tagliano la testa. Però se invece di ucciderlo gli si stacca una gamba e poi un’altra, allora e logico presupporre che la medesima sofferenza vi sia tanto per l’animale quanto per la pianta qualora le si staccassero le foglie. Non credo che si possa dire che le piante non soffrono, solo per il fatto che(per nostra fortuna) non ci è possibile sentirle, o per il fatto che poi la foglia potrebbe(salvo attacchi parassitari o di altro genere) ricrescere. Come dicevo è solo un problema di prospettiva. 
  • Detrollatore

    Questa cosa della sofferenza delle piante uguale a quella degli animali non mi è proprio chiara. Certamente "fa molto fighi" sostenere una cosa del genere, trattandosi di una teoria inconsueta per il "comune sentire" e  scusa se è a questo che mi affido (scusa anche per il "tu") per stabilire la mia verità, visto che non esistono altri modi per farlo in questo caso. Per molti carnivoristi inoltre costituisce un’ ottima argomentazione contro i vegani (figuroooone…). A me risulta un’argomentazione di basso livello (oltre che grottesca) e non manco mai di abbassarmi a tale livello, quando, come ora, mi si presenta l’occasione. Vengo al dunque: se è tale supposta uguaglianza di sofferenza a giustificare l’alimentazione con carne animale, cosa succede se si tiene conto del fatto che gli animali che mangiamo sono erbivori e che il loro allevamento comporta un’ "ecatombe" di vegetali? Permane la suddetta uguaglianza di mali? MMmmmmmmmmmh…

    Inoltre, non credo di essere andato molto fuori tema, poiché, torno a ripetere, quando stacchi la testa a una vacca questa muore per sempre…se tagli una pianta dalla terra, quella ricresce. Dovrebbe essere indice di minore sofferenza o se non altro è un’atto meno distruttivo (l’alimentazione vegana-fruttariana). Per non parlare del sollievo che dai a un albero quando gli stacchi un frutto, dove per frutta si intende l’alimento più congeniale per il nostro organismo.