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L'INDONESIA BRUCIA E IL MONDO GUARDA DALL'ALTRA PARTE

DI GEORGE MONBIOT
Terre in fiamme per cinquemila miglia e animali cacciati dal loro habitat: Un crimine contro l’umanità e contro la natura.
“Molti bambini si preparano all’evacuazione sulle navi da guerra, ma molti altri già sono morti soffocati. Di tutte le specie animali non sa quante siano scomparse in mezzo al fumo.”
Mi ero chiesto spesso come avrebbero reagito i media se fosse capitata una apocalisse ecologica. Mi ero immaginato che i telegiornali cominciassero a lanciare degli spot con titoli sensazionali, fino a quando non fossero riusciti a spiegare perché questo stava accadendo e come tuto ciò si potesse bloccare.

Mi ero immaginato che poi avrebbero cominciato a chiedere a esperti di finanza che impatto avrebbe potuto avere questo tipo di catastrofe sulla borsa e che solo dopo, eventualmente, avrebbero parlato di sport. Avrete compreso che io non ho una immensa fiducia per l’industria per cui lavoro.

Quello che però non mi sarei mai aspettato è che avrebbero IGNORATO QUESTO EVENTO.
Incendi in Indonesia: il Presidente in visita a una zona ancora fumante, il paese rischia di diventare il maggior inquinatore del pianeta.
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Shocking drone footage captured by Greenpeace field researchers shows extensive peat and forest fires burning in Indonesia in early October.

La stampa parla del vestito che ha indossato la duchessa di Cambridge alla premiere di James Bond, dell’ultima idiozia che ha sparato Donald Trump e di chi sia stato eliminato la sera di Halloween a “Ballando con le stelle”. Il grande tema della settimana, quello che ha dominato l’informazione in gran parte del mondo?

Le Salsicce: fanno davvero tanto male alla salute?

Quello di cui voglio parlare è un barbecue su una scala diversa. Un fuoco che imperversa per 5.000 chilometri in Indonesia. Se si volesse essere appena obiettivi, questa sarebbe la notizia più importante di qualsiasi altra cosa avvenuta recentemente. E non ci dovrebbe essere un giornalista, uno che scrive su un giornale, ad affermarlo. Una notizia del genere dovrebbe essere sulla prima pagina di tutti i giornali.

E’ difficile fare paragoni con un inferno come quello che si sta vivendo in Indonesia, ma ecco qualcosa che potrebbe aiutare a comprendere:

  • Questo incendio produce più anidride carbonica di quanta ne emani tutta l’economia americana.
  • In tre settimane questo incendio ha rilasciato più CO2 di quanto ne produca la Germania in un anno intero.

Helicoptering water on to Indonesia's forest fires

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Ma la realtà non è solo questo. Questa catastrofe non può essere misurata solo in percentuali per milione. Gli incendi stanno distruggendo tesori preziosi e facendo danni irreparabili come i danni prodotti dalla Isis distruggendo i resti archeologici in Siria. Oranghi, leopardi – con le macchie annerite dal fumo – orsi, gibboni, il rinoceronte di Sumatra e la tigre di Sumatra, queste sono tra le specie minacciate su gran parte del territorio in fiamme.
Ma si tratta di migliaia, forse di milioni di animali, se non di più.

Una delle provincie che sta bruciando è la West Papua, una nazione occupata illegalmente dall’Indonesia nel 1963. In quel posto io ho passato sei mesi quando avevo 24 anni, studiando alcuni dei fattori che oggi hanno portato il paese a questo disastro. A quel tempo era il paese delle meraviglie, ricco di specie endemiche in ogni palude e in ogni valle. Chissà quante di quelle specie saranno scomparse nelle ultime settimane? Questa settimana mi sono riguardato le foto di quei luoghi che ho amato tanto e che forse ora sono ridotti in cenere, e ho pianto.

Ma nemmeno le emissioni di gas sono riuscite a far preoccupare la gente che vive su queste terre. In Indonesia, come effetto dell’ultimo grande incendio, nel 1997, ci furono ben 15.000 bambini, sotto i tre anni, che morirono e queste morti furono attribuite all’inquinamento atmosferico. Quello che sta accadendo, a quanto pare, è peggio. Le maschere di protezione che stanno distribuendo in tutto il paese non faranno quasi niente per proteggere chi vive in mezzo ad uno smog che non fa vedere nemmeno il sole. I parlamentari di Kalimantan (Borneo indonesiano) durante le sedute si sono messi le maschere sul viso e il Parlamento era tanto pieno di fumo che devono aver avuto non poca difficoltà anche per riconoscersi l’uno con l’altro.

Non sono solo gli alberi che stanno bruciando. E’ la terra stessa. Gran parte della foresta è nata su enormi giacimenti di torba. Quando i fuochi penetrano nella terra, la cenere cova sotto per settimane, a volte per mesi e rilascia nuvole di metano, di monossido di carbonio, di ozono e di gas esotici come il cianuro di ammonio. I pennacchi di fumo si estendono per centinaia di miglia e provocano conflitti diplomatici con i paesi vicini.

Il presidente, Joko Widodo, è – o vuole essere – un democratico. Ma è a capo di una nazione dove fioriscono fascismo e corruzione. Come si vede nel documentario di Joshua Oppenheimer The Act of Killing , i capi degli squadroni della morte, quelli che nel 1960 contribuirono a uccidere un milione di persone – durante il periodo del terrore di Suharto e con l’approvazione dell’occidente – da allora si sono evoluti verso altre forme di criminalità organizzata, tra cui la deforestazione illegale.

Hanno l’appoggio di una organizzazione paramilitare con tre milioni di affiliati, chiamati Gioventù-Pancasila . Indossando una specie di uniforme color arancio con berretti scarlatti organizzano incontri in un’atmosfera militaresca e musica sdolcinata, come le milizie fasciste immaginate da JG Ballard. Non è mai venuta a galla nessuna verità, non c’è mai stata una qualsiasi riconciliazione; quegli assassini sono trattati, ancora oggi, come eroi e festeggiati in televisione. In tanti posti, in particolare in Papua occidentale, continuano gli omicidi politici.

Chi può commettere crimini contro l’umanità non esita a commettere crimini contro la natura. Anche se Joko Widodo sembra voler fermare gli incendi, quello che può fare è molto poco. La politica del suo governo è contraddittoria: sono state concesse nuove sovvenzioni per la produzione di olio di palma e questo rende quasi inevitabili altri incendi.

Ci sono delle piantagioni che, su richiesta dei loro clienti, hanno promesso di smettere di distruggere la foresta pluviale e i funzionari del governo hanno risposto con rabbia, sostenendo che questa scelta bloccherebbe lo sviluppo del paese, ma quel fumo che sta offuscando tutta la nazione, non è già costato almeno 30 miliardi di dollari?

Forse è questo che si intende per sviluppo.

Lunedì scorso, Widodo era a Washington, per incontrare Barack Obama. Obama in un comunicato ufficiale ha registrato il suo “apprezzamento per le recenti politiche del Presidente Widodo per combattere e prevenire i fuochi delle foreste”. E’ in corso apocalisse ecologica mentre stanno parlando, e nel comunicato non se ne fa nemmeno un cenno sui danni che sta provocando quella masnada che si sta facendo beffe dei provvedimenti presi dal governo stesso.

I governi ignorano i problemi, quando i media ignorano i problemi.

Ma i media perché ignorano i problemi ? … beh, questa è una bella domanda che può trovare mille risposte, molte delle quali coinvolgono il “potere”. Ma uno dei motivi è il completo fallimento della prospettiva in una industria che è governata e dominata da persone incompetenti per mezzo di comunicati stampa delle multinazionali, che mostrano solo foto o servizi di moda e dove tutti sembrano in attesa di qualcun altro che prenda l’iniziativa.

I media contribuiscono a che non si prenda nessuna decisione per contrastare questa catastrofe, non considerando questo evento un ” argomento (abbastanza interessante)” e, visto che nessuno ne parla, non sta succedendo niente.

Al vertice sul clima di Parigi il prossimo dicembre, i media si lasceranno avvolgere dalla bolla intergovernativa di una diplomazia astratta e si muoveranno come in una commedia inventata, e riusciranno a raccontare dei negoziati quasi senza far nessun riferimento a quello che sta accadendo nel mondo.

I colloqui avverranno in un regno irreale nel quale il resto del mondo non ha niente in comune. E, quando il circo avrà smontato il tendone, tutto tornerà nel solito silenzio.

C’è qualche altra industria capace di servire tanto male i suoi clienti?

Una versione integrale di questo articolo si trova su monbiot.com

George Monbiot

Fonte: http://www.theguardian.com/

Link: http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/oct/30/indonesia-fires-disaster-21st-century-world-media?CMP=fb_gu

30.10.2015

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • ligius

    chi è causa del suo mal pianga se stesso

  • orckrist

    Semplice strategia di "liberazione" di territori con alte possibilità di sfruttamento non solo agricolo ma anche minerario, nonostante le "aree protette" dall’UNESCO.

    Non mi stupisce che non se ne parli.

  • giannis

    diciamo che la natura e’ ancora un po’ viva , ma noi umani la uccideremo del tutto a breve