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L'INCREDIBILE ERRORE DI MATTEO RENZI

DI FRANCO LUCENTI
Senza Soste

L’adrenalina del potere. È solo con questa motivazione che può essere spiegata la decisione di Matteo Renzi di abbattere con una spallata Enrico Letta e marciare verso Palazzo Chigi. È l’adrenalina, simile a quella che ti sale quando ottieni tanti successi consecutivi e quindi ti senti invincibile, che in politica deriva dalla possibilità di mettere le mani sullo scettro del potere, di sedere nel posto di comando. A questa tentazione è difficile resistere, ma Renzi pareva avere in testa un piano preciso e graduale che lo avrebbe portato prima o poi a governare il paese con un regolare mandato degli italiani. Pareva. Perché invece non ha resistito, e si è subito avventato con voracità famelica sul trono del suo collega di partito Letta, compiendo, con una mossa sola, una incredibile serie di errori.

Vecchia politica

Il primo (lampante) errore è quello di rispolverare un classico della vecchia politica sia della Prima che della Seconda Repubblica: il subentro a legislatura in corso. Proprio lui che ha costruito tutta la sua immagine e il suo successo sul concetto di “rottamazione” (anche perché, o usava quello o non aveva speranze, visto che le sue idee sono sempre state “praline del nulla” per dirla alla Crozza), arriva al potere con un blitz analogo a quelli con i quali la Dc per decenni ha cambiato governi a seconda delle guerre interne tra le varie correnti. Oppure (peggio) come quello che portò al governo D’Alema nel 1998 facendo fuori Prodi. Sembra la pena del contrappasso, perché come tutti ricorderanno, l’uomo simbolo della rottamazione di Renzi, il “rottamato” per eccellenza, è sempre stato proprio Massimo D’Alema. Oggi Renzi arriva al potere con un tradimento fratricida che richiama alla mente proprio il comportamento di D’Alema. Uno sbaglio madornale quindi, perché gli fa perdere improvvisamente quello che era il suo principale punto di forza: essere il “nuovo” che va in discontinuità con i vecchi schemi della politica.

Monti, Letta, Renzi

Il secondo errore è quello di decidere di diventare il terzo premier consecutivo dopo Monti e Letta a salire a Palazzo Chigi senza un chiaro mandato degli italiani. Una scelta in antitesi col suo personaggio “pop” che dice di avere la sua legittimazione perché votato dagli elettori. In questo modo diventa uno dei tanti, un Letta, un D’Alema, un funzionario di partito grigio e noioso. Probabilmente proverà ad autolegittimarsi attraverso l’investitura delle primarie di dicembre, ma sa bene che sarebbe solo una difficilissima arrampicata sugli specchi. I voti (a 2 euro l’uno) delle primarie del Pd infatti non sono ovviamente i voti di tutti gli italiani, e lui tra l’altro ha sempre puntato proprio sul superamento degli elettorati classici, dicendo che voleva andare a prendere i consensi anche tra chi ha sempre votato a destra. Ora invece non solo non li prende, ma lancia addirittura al paese il messaggio che per andare al governo basta vincere la corsa interna a un partito (per 50 anni in Italia è stato così con la Dc), con buona pace del resto degli elettori. Un partito, il Pd, la cui base tra l’altro ha dimostrato ancora una volta uno stato mentale di assoluta confusione, votando prima Bersani e gridando a Renzi quasi come il male assoluto, per eleggere poi in massa (dopo appena un anno) proprio Renzi. Della serie: “checcefrega” dei programmi, andiamo a tentativi.

“Mai più larghe intese”

La coerenza in politica è fondamentale, ti presenta sempre il conto. Renzi ha vinto le primarie di dicembre al grido di “mai più larghe intese”. Era lo slogan principale, quello che lo fotografava come l’uomo del superamento degli inciuci e dei compromessi. Oggi, ad appena due mesi da quel proclama ripetuto in continuazione, un governo di larghe intese si appresta ad andare a presiederlo. E anche qui ritorna uno schema classico della vecchia politica, quello delle promesse che durano poco e poi vengono disattese dai fatti. Quello degli slogan vuoti che poi non hanno mai un seguito. Quello che un giorno puoi dire #enricostaisereno (il famoso hashtag su Twitter con cui tranquillizzava Letta) e il giorno dopo farlo fuori senza pietà.

Carta “bruciata”

Un altro errore è quello legato al futuro che poteva avere davanti, anche per la sua giovane età. Avrebbe potuto con molta calma far lavorare il governo Letta oppure, se proprio venivano a mancare i presupposti, farlo cadere ma chiedere di andare subito alle elezioni, dove avrebbe probabilmente vinto dicendo che lui è sempre stato contrario alle larghe intese. E dove avrebbe trovato sia un Movimento 5 Stelle in crescita ma probabilmente non ancora abbastanza forte da poter vincere, sia una destra ancora frastornata dalla decadenza di Berlusconi e dalla frattura Forza Italia-Nuovo Centrodestra. In questo modo invece, se veramente andrà (come dice) fino al 2018, corre il fortissimo rischio di preparare il campo ad una successiva vittoria avversaria (con i 5 Stelle mina vagante che probabilmente riusciranno a limare alcuni dei loro attuali difetti), come accadde nella legislatura 1996-2001, quando il centrosinistra dei Prodi-D’Alema-Amato fu lo spot migliore per la vittoria di Berlusconi. Se questo avvenisse, Renzi si troverebbe ad assistere al film della propria gioventù (politica) bruciata. Si ridurrebbe ad essere l’ennesima “carta persa” del centrosinistra italiano, che dalla Seconda Repubblica in poi, non ha mai azzeccato un leader, visto che hanno sempre perso tutti e l’unico che ha vinto due volte (Prodi) è durato in entrambi i casi meno di metà legislatura.

Re Giorgio

Tornando all’argomento elezioni mancate, c’è da chiedersi perché Renzi non le ha chieste. E la risposta è semplice, perché Napolitano non voleva. Lo ha detto chiaramente pochi giorni fa Re Giorgio, con tono anche molto infastidito: “Elezioni? Non diciamo sciocchezze!”. Un diktat passato quasi sotto silenzio, ma molto grave in un paese democratico. Un Presidente della Repubblica che, come un sovrano assoluto, decide autoritariamente che dell’ipotesi elezioni non si può neanche discutere, perché lui ha deciso che non si fanno nonostante la crisi di governo. Renzi, di fronte a questa imposizione, ha deciso di abbassare la testa, legittimando praticamente il potere assolutista del quasi novantenne “padre della patria” Napolitano. E soprattutto lanciando un messaggio con cui (stonando con la sua immagine artificiale di uomo coraggioso e spavaldo) si dimostra debole e incapace di imporsi su una carica non elettiva come quella del Capo dello Stato. Questa mancanza di coraggio è un altro errore strategico.

In definitiva, Renzi ha fatto una scelta abbastanza incredibile, se messa a confronto con la sua strategia comunicativa di uomo che cerca una carriera politica basata sull’avanzamento a furor di popolo. Un autogol maldestro e dilettantesco, una mossa da principiante, o per dirla con le parole di Prodi di cinque giorni fa, un suicidio politico. Se così sarà, noi (che di Renzi abbiamo sempre denunciato le idee pericolose) ovviamente esulteremo.

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Franco Lucenti

Fonte: www.senzasoste.it

Link: http://www.senzasoste.it/nazionale/l-incredibile-errore-di-matteo-renzi

14.02.2014

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Tranquilli, il Superciuk di Firenze, pronto con le sue alitate alla cipolla&vino marcio a rapinarci il poco che resta per darlo ai suoi amichetti Bankster, finirà proprio come E. Bluff – lo spazzino squattrinato ed alcolista nemico giurato del TNT- ,ma regolarmente cornuto e mazziato ,alla fine anche dalla moglie-compagna banditessa. Lo terranno lì come utile idiota e come diversivo, intanto che finiscono di svuotare le casse, i suoi Padroni, che non sono i poveri e tanto meno i comunisti, ovvio.

    Corta vita a Superciuk , che gli si possa bucare il palloncino!
  • Eshin

    Jolly Joker, la carta è servita…ma quale errore!

  • roz

    Non la vedo per niente così semplice. Certo l’ambizione personale gioca un ruolo, come sempre del resto. Ma la scelta, per certi versi un po’ obbligata, per come si sono messe le cose, ha una sua logica, secondo me:
    http://vocialvento.altervista.org/blog/e-adesso-che-cosa/ [vocialvento.altervista.org]

    Certo i margini di manovra sono molto, molto ristretti.

  • Cataldo

    Gentile Lucenti, il tuo commento avrebbe anche ragioni,  sarebbe sensato, ma manca del presupposto primario, ovvero che Renzi possa commettere sbagli in proprio, in realtà è un servo dei più utili proprio perchè è del tutto eterodiretto, si muove solo con la carichetta a molla, il problema è quindi a Monte, ci si deve chiedere come mai devono bruciare il renzi, sempre minuscolo ovviamente, in un modo che a noi sembra prematuro. Mi pare che il filo si deve seguire a partire dallo sputtanamento pubblico di Napo orso capo, … 😉

  • lucamartinelli

    Possibile che Lucenti non abbia  ancora capito che Renzi è solo un esecutore di ordini? Che non ha deciso nulla autonomamente?

  • Penta

    Manca l’errore più grande: si sta assumendo in toto la responsabilità del risultato delle europee.

  • AlbertoConti

    Monti-Letta-Renzi, ovvero la trilogia dei non-votati, imposti da un vegliardo al
    servizio della Troika.

    Non è un problema solo italiano, è un film già
    visto in tante altre versioni, a cominciare dalla tragedia greca.

    Se la
    "ripresina", a cominciare da quella USA, si rivelerà un flop, il "caro" Matteo
    farà bene a preparare l’elicottero, per sottrarsi alla furia popolare, come già
    accaduto in Argentina.

    Ma anche se la congiuntura migliorasse, voglio
    proprio vedere come dentone si smazzerà i trattati impossibili firmati dai
    predecessori decerebrati, o semplicemente delinquenti.

    In ogni caso è un
    pupazzo nato morto.

  • cardisem

    Guardando al versante istituzionale non resta che aspettare l’ennesimo prevedibile e previsto fallimento, l’ulteriore verifica del fatto che questi signori vanno avanti a menzogne, del fatto che anche se volessero fare qualcosa sono impotenti perché non è nelle loro mani la capacità di decidere e di dare un corso ad eventi che sono prodotti altrove e di cui loro stessi sono esecutori e imbonitori. Non si può aspettare invece un solo istante sul versante sociale. Non faccio mistero di avere una militanza politica alternativa a quella dei governi finora succedutisi, ma ho anche estrema ripugnanza per ogni forma di ideologia e commetterei un insulto a chi per avventura qui legge se facessi un discorso di tipo ideologico.

    Ai miei commilitoni propongo questo discorso da contrapporre alla propaganda avversa. Adesso è la volta di Renzi? Da domani incomincia il regno della felicità in terra? Tutti i problemi saranno risolti e la gente tornerà tranquilla e contenta? Andranno al ristorante? Potranno tornare a permettersi tutte le cose in cui in questi anni hanno dovuti rinunciare? I giovani avranno un lavoro e rosee prospettive? Potranno sposarsi e mettere su famiglia? Potranno comprarsi una casa in cui far crescere i loro figli?

    E se Renzi significa tutto questo, perché mai ci dovremmo dispiacere ed essere contrari? Ai nostri avversari faccia a faccia (se ve ne sono: io non ne ho mai incontrati) o mediatici (quelli dei talk show cui non si può replicare) diciamo che facciamo i nostri migliori e sinceri auguri di successo. Se noi non rappresentiamo altro che “protesta senza programma”, siamo ben lieti di sparire e di lasciar loro tutta la scena.

    Ma in realtà noi non crediamo alle loro promesse. Non ci crediamo per nulla.

    E allora?

    Non dobbiamo stancarci di studiare e di prepararci per quando avranno finito di rovinare questo paese e toccherà a noi metterci le mani, a noi che non abbiamo di che fuggire all’estero con il bottino fatto. Quel giorno, quando verrà, non sarà una festa, non sarà qualcosa cui brindare e festeggiare. Sarà l’ultima prova, l’ultima speranza prima dell’abisso. E non vi è di che stare allegri, perché di successo non vi è certezza, anche se non potremo sottrarci all’estremo tentativo di salvare noi stessi e insieme con noi il paese, ossia la stessa cosa, giacché noi siamo il paese, la gente, il 99 %, il popolo italiano.

  • marco08

    Un autogol che con tutta probabilità condurrà a spegnersi definitivamente in maggio (grazie alle elezioni europee) il PD:

  • patrocloo

    Speriamo, ma non facciamoci troppe illusioni. Il numero degli imbecilli è ancora troppo alto 🙁

  • Simec

    l’ennesimo golpe bianco, dopo Monti e Letta ecco il terzo fantoccio calato dall’alto con la complicità del vecchio boia.
    Ma gli italiani sopportano proprio tutto?… che paese di merda. Non resta che emigrare…

  • AlbaKan
    Renzi è quello che è…
  • valis

    Scusate la domanda che forse è stupida: ma il Presidente del consiglio non dovrebbe essere Senatore? O Deputato?

    Non mi sembra che Renzi lo sia. Che facciamo un altro senatore a vita come Monti?
  • valis

    Mi rispondo da solo:

    l’art 92 della costituzione dice che: 
    Il Presidente della Repubblica nomina il Presidente del Consiglio dei ministri e, su proposta di questo, i ministri. Non c’è un vincolo che sia un parlamentare eletto oppure no. 
    Ciampi ad esempio fu presidente del consiglio senza essere parlamentare, come prima fu ministro senza essere parlamentare (era in banca d’italia) e poi a seguire fu presidente della republica sempre senza essere parlamentare.
  • cavalea

    Resto basito da tali articoli. 

    La vicenda Renzi dimostra una volta di più, 
    che il grande comunicatore, che non ha mai 
    comunicato un bel niente, è l’ennesimo 
    cameriere pronto a servire con solerzia i 
    padroni che lo hanno imposto, come si conviene 
    per un paese del tutto privo di sovranità.
  • giu42su

    Mah, parlare di adrenalina, per giustificare l’agire di Renzi, secondo me è riduttivo. Come lo è spiegare il tutto con l’ambizione, come hanno fatto in tanti. Sicuramente ci sarà questa e quella, non ci sono dubbi, ma la vera spinta al volgere degli eventi viene da altro e da altrove. Oramai i politici sono solo pedine/marionette/automi mosse da "mangiafuochi" più o meno occulti che decidono e determinano ogni loro mossa. Il libero arbritrio nella moderna politica non esiste (ammesso che sia mai esistito, ma credo di si, l’ultimo ad averne è stato Craxi e forse ne avrebbe avuto anche Berlusconi se non fosse stato per le sue aziende). I politici alla Renzi non sono creature autodeterminate ma cresciute, allevate, portate per mano non più dal partito ma dai "poteri extraforti supernazionali": sono loro che decidono quando, dove e come i Renzi devono entrare in scena. L’adrenalina o l’ambizione sono sovrastrutture che i mangiafuoco hanno certamente considerato e analizzato, ma "in principio" ovvero al tempo della scelta dei "bambini" da allevare. 

  • giu42su

    continua:

    Ai Renzi non importa se la loro mossa li brucerà o meno, se è un errore o meno; il problema nemmeno se lo pongono perchè stanno semplicemente reagendo ad una spinta; sono come l’acqua corrente incanalata. Per loro la politica è un dare e avere. Gli è stato promesso qualcosa (in genere, in questo mondo veniale, si tratta di qualcosa di "concreto", sebbene anche la sensazione di potere per loro rappresenta un premio gratitissimo) e sanno che comunque vada dopo (o durante) andranno a riscuotere. Cosa importa ai Renzi se saranno una stella fugace o cosa importa se porteranno più danno che altro alla società e alla nazione? Non gli importa proprio un bel niente, non gli importa nemmeno dell’ardua sentenza dei posteri, perchè sono creature allevate nel qui ed ora e nell’edonismo terrestre. 
    Non si può cavare il sangue dalle rate
  • gnorans

    Guardando il telegiornale che parla di Renzi, Renzi .. Renzi, la butto là: Renzi e tutti gli interrogativi che si porta appresso sono l’ennesima arma di distrazione di massa.
    La vera novità è Grillo, di cui per un po’ non si parla.
    Pertanto  credo che Grillo meriti ancora il beneficio del dubbio.

  • geopardy

    Il paragone con quelli citati non regge molto, dopo Ciampi e Dini, che comunque erano tecnici chiamati da tutti (non che sia una gran cosa, tutt’altro), escludendo  Monti (che venne opportunamente nominato prima senatore a vita da Napolitano, un puro trucchetto, ma era già in parlamento)), Renzi è il primo politico non parlamentare a salire, eventualmente, alla presidenza del consiglio (gravissima questione).

  • vanbasten83

    Allo stato attuale Renzi e il PD non hanno i voti necessari per vincere le elezioni. Se si andasse a votare adesso, ne uscirebbero rafforzati gli avversari del Pd, Forza Italia e M5s, e l’unico appoggio attuale, ossia la nuova destra di Alfano, sarebbe addirittura esclusa dal parlamento (ma chi lo vota Alfano, su). Renzi spera di fare campagna elettorale da una posizione privilegiata, quella di presidente del consiglio, scelta che può rivelarsi assolutamente controproducente se la crisi economica dovesse durare ancora o peggiorare addirittura. 

  • italosvevo

    bravo ! per fortuna non sono l’unico a pensarla così