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L’IMPERIALISMO TRANSGENICO DI GEORGE SOROS E BILL GATES

DI COMIDAD

L’assegnazione del premio Tiziano Terzani al finanziere George Soros possiede una sua intrinseca logica, dato che l’attività giornalistica di Terzani ha rappresentato un fattore di notevole confusione negli anni ’70 e ’80. Può essere indicativo ricordare come Terzani dichiarasse, con la massima disinvoltura, il modo in cui si era costruito un’intera teoria circa i presunti moventi utopistici dei massacri commessi dal regime di Pol Pot in Cambogia; una teoria poi affermatasi come luogo comune inattaccabile. Terzani avrebbe ottenuto questo risultato sulla base di una singola frase all’interno di una breve intervista rilasciatagli dal ministro degli Esteri del governo cambogiano dell’epoca.
In realtà è cosa sin troppo comune confondere le acque sparando frasi ad effetto e slogan idealistici per nascondere motivazioni opportunistiche, meschine o addirittura abiette.
Ne sa qualcosa proprio il “filantropo” Soros, il quale ha contribuito anche lui a creare confusione scrivendo un libro sulla crisi, con una particolare attenzione alla questione europea. Soros ha palesato nel libro le sue superiori doti intellettuali, esibendosi in intuizioni fulminanti e originali, come quella secondo cui il progetto monetario dell’euro presentava contraddizioni sin dall’inizio. Certo, chi ci avrebbe mai pensato.
Ma l’ingegnosità di Soros è andata ben oltre. A chi gli contestava le sue responsabilità nell’attacco speculativo alla lira nel 1992, Soros ha risposto che: «La crisi non è degli speculatori, ma sono le norme dei governi a rendere possibili gli speculatori come messaggeri di cattive notizie». Quindi la speculazione finanziaria potrebbe rientrare tra i lavori socialmente utili.

Su “Il Fatto Quotidiano” del 13 maggio, in soccorso delle tesi di Soros è arrivato addirittura l’economista di “opposizione” Alberto Bagnai, a ribadire le esclusive responsabilità della politica nella sopravvalutazione della lira che rese possibile la speculazione del ’92. La sortita di Bagnai appare però eccessivamente ingenua e imprudente nel momento in cui, nell’attuale governo italiano, si riscontra la presenza di una lobbista dello stesso Soros, cioè la ministra degli Esteri Emma Bonino.

Soros però non si è mai accontentato di agire soltanto attraverso il lobbying, ed ha assunto spesso un ruolo politico diretto. Non c’è neppure bisogno di ipotesi di complotto, dato che le operazioni politiche di Soros sono del tutto manifeste, persino ostentate. Nel 1997 Soros, con la sua Open Society Foundation, era in prima linea nella destabilizzazione della Serbia. Le fondazioni private costituiscono uno strumento di penetrazione imperialistica di tipo nuovo e sofisticato, in grado di distruggere le società attraverso il colonialismo di una pseudo-beneficenza che è, in realtà, un veicolo di corruzione e di affarismo. L’impegno di Soros per portare la “democrazia” in Serbia, fu propagandato con entusiastici toni celebrativi in un articolo de “La Repubblica” dell’epoca, dal titolo esplosivo: “I miliardi di Soros sostengono la rivolta”.

L’anno dopo Soros, insieme con la Bonino, era a Dakar per sostenere la fondazione della Corte penale per i crimini di guerra, che avrebbe avuto poi sede all’Aja, in modo da creare nella pubblica opinione un’opportuna confusione con l’altro Tribunale, quello dell’ONU, situato nella stessa città. Quindi Soros, mentre destabilizzava, la Serbia, già si preoccupava di istituire il tribunale con cui avrebbe fatto processare e condannare i leader serbi da lui abbattuti. Un uomo previdente.

Questa corte penale è uno strumento della NATO, ma a scanso di pericoli, il Paese che commette più crimini di guerra, cioè gli USA, non la riconoscono, in modo da non rischiare di essere continuamente denunciato presso di essa. Nelle sedi NATO Soros è regolarmente accolto con gli onori di un capo di Stato, anzi, molto meglio di tanti capi di Stato. Soros può permettersi di andare alla NATO a discutere e pianificare sulle sorti non solo dell’Europa dell’Est, ma del mondo intero, dato che la sua fondazione agisce e mesta dappertutto, anche se con gradi diversi di influenza. Non vi è nulla di segreto a riguardo, poichè è lo stesso sito della NATO ad informarci dettagliatamente sul ruolo atlantico di Soros, definito il “benefattore”.

Durante la manifestazione di Dakar del ’98 pro Corte penale internazionale, Emma Bonino fece appello anche al miliardario Bill Gates per ottenere il suo appoggio nell’iniziativa. Le cronache successive non permettono di stabilire con certezza se questo appoggio vi sia stato, però vi è certamente un campo in cui la collaborazione fra Soros, Gates e la Bonino va a pienissimo regime, e cioè gli OGM. Se la Bonino è una semplice lobbista (almeno per ciò che ne sappiamo), Soros e Gates sono invece fra i principali azionisti della Monsanto, la più tentacolare e aggressiva delle multinazionali del transgenico. La Bill & Melinda Gates Foundation – la più grande fondazione privata del mondo – non è soltanto l’istituzione che maggiormente spinge per l’adozione del geneticamente modificato in agricoltura, ma si è fatta notare anche per i suoi massicci acquisti di azioni Monsanto. I legami finanziari tra Gates e la Monsanto hanno messo in evidenza un clamoroso conflitto di interessi, segnalato anche dal quotidiano britannico “The Guardian”.

Neppure i continui acquisti di azioni Monsanto da parte di Soros costituiscono un mistero, anzi, le notizie si possono trovare tranquillamente nei notiziari finanziari. Le due principali fondazioni private del mondo agiscono quindi come una falange compatta, non solo dal punto di vista politico, ma anche da quello finanziario.

Con il passare del tempo, il prestigio scientifico e tecnologico degli OGM tende sempre più a decadere, mentre si rivela il loro carattere meramente truffaldino. Infatti gli OGM spesso non rappresentano vere innovazioni tecnologiche, ma solo espedienti per realizzare dei brevetti che permettano di monopolizzare determinate sementi. Ovviamente tutto questo non potrebbe avvenire senza la complicità e la corruzione delle autorità preposte al controllo dell’agricoltura. In Europa il lobbying OGM è in piena attività, e l’aver inserito la Bonino nel governo italiano è certamente un punto a suo favore. Viste le protezioni internazionali di cui beneficia la Bonino, non ci sarebbe da sorprendersi se di qui a poco ce la ritrovassimo davvero alla Presidenza della Repubblica.
A sostegno della reputazione di progressista di Soros, molti ricordano il suo impegno per la legalizzazione della marijuana. Soros è effettivamente il maggior finanziatore delle associazioni impegnate a chiedere la legalizzazione della cannabis.

Questo interesse di Soros per la legalizzazione della marijuana potrebbe però essere spiegato considerando il business che costituirebbe il monopolio di una cannabis geneticamente modificata, e quindi brevettata. In base alle informazioni fornite dagli inquirenti, questo tipo di cannabis già esiste. Lo scorso anno il quotidiano “Il Sole – 24 ore” dava la notizia di un mega-sequestro di marijuana OGM proveniente dall’Albania.

Del tutto casualmente, l’Albania è sotto la tutela della “Open Society Foundation” di Soros, che si adopera anche per far ammettere questo Paese nell’Unione Europea.

Fonte: www.comidad.org
Link: http://www.comidad.org/dblog/articolo.asp?articolo=549
23.05.2013

Pubblicato da Davide

  • Paraclito

    Aggiungo all’articolo sopra esposto che Soros è un maggiordomo dei De Rothshild.
    In Italia il maggiordomo nostrano dei De Rothshild è Carlo De Benedetti.

  • omicron

    Ecco un altro fuuuuuuuuuurbo. Lui sì che se ne intende. Bagnai? Un bischero…

  • Primadellesabbie

    Pensierino a margine o fantapolitica?

    Una salutare e compatta opposizione agli OGM non sarebbe difficile da ottenere nel nostro Paese (l’orgoglio per la cucina, i prodotti, ecc.).
    Costituirebbe una rara opportunità, difendibile e percorribile per arrivare, in tempi brevi, ai ferri corti con l’Europa.
    Provvidenziale per preparare il terreno per cambiamenti piú importanti.

  • mincuo

    Quello che dice su Soros o altri è perfino poco, e detto in modo impreciso, poco dettagliato, ma non gliene faccio una colpa. A lui. Non lo conosco. Una buona fetta di “controinformazione” (colonizzata) fa invece apposta. Prima tace, e basta andare a vedere quando successero i fatti. Neanche una parola. Poi prende la sua brava posizione “critica” dopo 10 o 20 anni, tanto non costa niente, sono cose che circolano ampiamente, e fa tanto “siamo dei vostri”. Ma lo regolarmente fa in modo vago, spara un po’ dii nomi, che tanto girano sulla bocca di tutti in modo altrettanto vago, non fa collegamenti, soprattutto non fa dossier precisi. Anche perchè il metodo e anche il livello è sempre quello: una paginetta infilando di tutto di più. Che è innocuo.
    Poi sempre condito con la morale.
    Bagnai non ha detto che Soros è “buono” (tanto siamo sempre lì, alla gente va inculcato solo “buono” o “cattivo”). Ha detto che la LIRA (e la Sterlina) erano costrette entro un peg (ECU). Erano molto sopravvalutate e quindi c’erano margini ampi per prendere posizione contro quelle valute, avendo i mezzi. Quello che fecero. Bagnai ha detto una cosa precisa e limitata, non ha parlato di massimi sistemi nè di buoni e cattivi, o comunisti o liberisti, Orazi e Curiazi.
    Lo fecero anche in altri casi. Anche nel caso Argentino. A parte le donne con le pentole e le altre mitologie, l’ARS (peso) era bloccato da un peg col dollaro 1 a 1. Enormemente sopravvalutato. Presero posizioni forti speculative per la rottura del peg. Che poi avvenne. Molte delle persone con le pentole furono incoraggiate e comunque la messa in scena dell’elicottero e della rivolta popolare inaspettata poco si concilia con le posizioni prese per tempo da BCRA, e dal Governo. Lì gli amici di Soros non sono mai nominati, e siccome non sono nominati non esistono, tanto la gente non capisce nè si domanda mai qualcosa.
    Ma fu lo stesso. Guadagnarono cifre enormi sulla rottura (svalutazione) del Peso.

  • Highlangher

    Soros e’ una pedina di un gioco inventato secoli fa dai rotti shields, i proprietari di isr.aele e di tuttele banche mondiali, meno quattro…Sudan, Iran, Corea del nord e siria, che strano eh? Andate tutti affankul, con le vostre disamine del locale, statale, diseguale, fare i nomi non basta, e non siete capaci neanche di quello, figuriamoci di cambiare il mondo. Penosi tasti erosi dalla invidia del tempo che fu, e mai sarà…