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L'IMMIGRAZIONE ? E' UNA STRATEGIA USA PER CONTROLLARE L'EUROPA

DI CLAUDIO MESSORA

byoblu.com

Intevista a Fulvio Grimaldi, giornalista di guerra e documentarista indipendente.

Oggi sul Corriere della Sera il cardinal Bagnasco accusa l’Onu di non fare abbastanza per risolvere il problema dell’immigrazione. Immediatamente sopra, un articolo sulla Libia, dove molti stati membri della comunità europea, tra cui Francia, Spagna e Italia, che si candida a condurre l’operazione, si dicono pronti a intervenire militarmente. Le due cose sono legate?

Al cardinal Bagnasco vorrei innanzitutto chiedere a quale Onu intende appellarsi. A quell’Onu che ha legittimato la distruzione totale della Libia nel 2011? A quell’Onu che ha coperto la distruzione totale dell’Iraq, nel 2003? A quell’Onu che legittima la guerra di 14 anni contro l’Afghanistan?

Insomma, quell’Onu che avvalla la famosa guerra contro il terrorismo che gli Stati Uniti utilizzano per poter togliere di mezzo paesi disobbendienti e avanzare nella loro conquista del mondo? Bagnasco, rivolgendosi all’Onu, lavora in sintonia con questi signori della guerra che si stanno preparando ad assaltare per l’ennesima volta la Libia, come se non avessero combinato abbastanza guai con la distruzione della Libia di Gheddafi, che allora era un paese prospero e con una notevole giustizia sociale, come dichiarato dalla stessa Onu nel 2011. L’Onu ha coperto tutte le guerre degli Stati Uniti e della cosiddetta comunità internazionale (cioè occidentale), che ora per andare in Libia dovrà avere il nulla osta dell’Onu, che lo darà senz’altro, come ha dato il nulla osta a tutte le guerre neocoloniali condotte in questi ultimi decenni dall’Occidente.Cosa c’entra l’immigrazione in questo contesto? L

’immigrazione è quella che deve convincere il popolo bue, decerebrato dal costante martellamento dei mezzi di informazione falsi e bugiardi, obbedienti e servili, tentacoli del potere, che per risolvere questo immane problema, fatto di tragedie altrui ma anche di fastidio nostro, ci sia bisogno di un intervento drastico. Non si è potuto bombardare i barconi perché la cosa era tremendamente idiota (si sarebbe potuto fare confusione con le barche da pesca e ammazzare un sacco di gente che non c’entrava niente). Non si è potuto combinare un accordo tra le due realtà libiche che si fronteggiano e in più hanno da affrontare anche l’Isis, opportunamente arrivato per evitare che la Libia potesse consolidarsi, riunirsi e diventare una realtà statuale, con poteri negoziali eccetera. L’Isis perpetua e approfondisce il caos, e quindi l’emigrazione, e quindi la disperazione di coloro che fuggono dai bombardamenti, dai massacri delle truppe imperiali oppure dei loro connazionali e, arrivando qua, spaventano a tal punto la popolazione che poi l’intervento militare appaia come una necessità addirittura umanitaria. L’escalation del fenomeno, pompato al di là della realtà da tutti i mezzi di informazione, ha il suo equivalente in accadimenti come l’11 settembre, che è stato il pretesto per lanciare la famosa guerra infinita al terrorismo, che permette ai circoli dirigenti internazionali del mondo di consolidare il loro potere.ìù+

Approfondiamo i motivi per cui queste masse migrano.

Basta dare un’occhiata ai paesi d’origine della maggioranza di questi migranti. Sono l’Afghanistan, sono la Siria, sono l’Iraq, sono la Palestina, la Libia… Poi sono anche alcuni paesi del nord Africa, in cui c’è stato il provvidenziale intervento della cosiddetta comunità internazionale, sotto la guida della Francia, Mali, Repubblica Centroafricana, Ciad, ma anche Nigeria, Senegal. il Congo che ci riforniscono di migranti a centinaia di migliaia. Ognuno di questi paesi porta il marchio dell’intervento del capitalismo occidentale e dell’imperialismo. Questi paesi sono stati aggrediti, colonizzati, depredati, spogliati dei loro averi, disgregati, fatti a pezzi con milioni e milioni di morti per mano delle potenze coloniali europee, le quali hanno costruito sulle rapine dei paesi del sud del mondo le proprie ricchezze. Il capitalismo occidentale è cresciuto, si è sviluppato, è fiorito in virtù del fatto che le ricchezze sono state tolte, rubate ai popoli dell’America latina, dell’Africa e dell’Asia. In più oggi si aggiunge l’escalation delle guerre. E’ veramente stupefacente, vergognoso, quasi osceno il fatto che 99 commentatori su 100 non menzionino, pur spargendo lacrime di indignazione o germi di paura, il fatto che per evitare l’alluvione che si sta verificando si deve chiudere il rubinetto da cui esce l’acqua. Ma chi controlla, chi ha aperto quel rubinetto se non l’occidente, in termini di guerra economica, climatica (ambientale) e militare? Tutti questi vengono da paesi che sono stati straziati da noi. Sono stati imposti dittatorielli obbedienti all’occidente che vendevano il loro paese alle multinazionali. Sono i paesi centroafricani, il Kenia, l’Uganda, anche in una certa misura il Congo, la Nigeria. Poi ci sono i paesi cui è stato imposto un sistema neoliberista strangolatore, immessi in un circuito di globalizzazione che li ha distrutti. La Grecia è un altro esempio.

Ma l’elemento più direttamente responsabile sono le guerre. Quando si parla di persecuzioni si allude ai famosi Gheddafi, Saddam, Assad… i dittatori che perseguitano. Peccato che tutti questi paesi stavano infinitamente meglio prima che arrivasse la nostra democrazia. L’elemento, lo strumento più importante, è quello della guerra, ma la guerra fatta dagli Stati Uniti, fatta dalla Nato, cui dà il suo contributo l’Unione Europea e quindi l’Italia. La guerra che se non utilizza direttamente i militari della Nato, interviene attraverso l’uso di spaventose bande surrogate di terroristi, addestrati allo scopo di creare la destabilizzazione più totale, la disgregazione sociale, nazionale e soprattutto il nostro terrore. A che cosa serve l’utilizzo di forze come l’Isis o Al Qaeda, oltre al fatto che devono disgregare paesi fino a quel momento uniti che ostacolavano la marcia dell’imperialismo? Servono a consolidare lo scontro di civiltà. Lo scontro di civiltà, formulato come teoria in corrispondenza dell’11 settembre, era quello che doveva demonizzare, satanizzare l’Islam. E allora la presenza di queste bande è anche un elemento che agisce sulla psicologia occidentale consolidando l’idea che noi ci troviamo di fronte i mori, i selvaggi, i barbari, che minacciano – li si fa minacciare – di arrivare a Roma, al Papa, di fare cose spaventose. Ogni tanto accadono cose come Charlie Hebdo e naturalmente rappresenta un ulteriore incentivo ad alimentare questo scontro di civiltà che serve a preparare il terreno alle guerre contro a questo cosiddetto mostro.

Tornando all’immigrazione, sono raccapriccianti le immagini che arrivano dalla Grecia, paese che già è stato scarnificato dalla comunità europea, con il concorso di tutta la comunità internazionale che ha assistito al martirio della culla della nostra civiltà. Su questo paese ridotto a pezzi si sta concentrando il maggiore afflusso di migranti che sta occupando le isole. Si trovano di fronte ad un paese già totalmente disarmato, impreparato a sostenere i propri abitanti, ma figuriamoci questi disperati che non hanno nulla. Quindi è proprio strategico investire i paesi europei più deboli, più esposti, di queste ondate di migranti provocate dagli stessi operatori di guerra perché ci mettano in difficoltà, perché suscitino apprensioni sociali e culturali, perché provochino, attraverso i minimi diritti che gli vengono concessi, le rivendicazioni, la gelosia, l’invidia degli autoctoni, e quindi guerre tra poveri.

Perché si fa tutto questo? Io credo che sia un piano lucido, ottimamente organizzato. Quelli che hanno come obiettivo il dominio mondiale assoluto, che risiedono a Wall Street e rappresentano la cupola del grande potere finanziario, bancario, multinazionale essenzialmente americano ma anche europeo, utilizzano la nazione Stati Uniti, essendo la più potente sul piano militare, per attuare i propri propositi. Gli eventuali alleati, che hanno un carattere anche competitivo, concorrenziale come l’Unione Europea, devono essere tenuti in ginocchio, in difficoltà. Gli Stati Uniti hanno voluto l’Unione Europea. Attraverso le loro agenzie di spionaggio, la Cia in particolare, alla fine degli anni ’40 e negli anni ’50 sono stati i primi promotori delle prime organizzazioni di federazione europea. Hanno voluto creare questa confederazione per superare l’ostacolo degli stati nazionali che, soprattutto emergendo dalla guerra antitotalitaria contro il nazifascismo, avevano assunto delle costituzioni e dei caratteri statali molto democratici, molto progressisti. Cosa che agli ambienti conservatori, reazionari non poteva andar bene. Allora la proposta di una Unione Europea che superasse gli scogli degli stati nazionali e configurasse una struttura non democratica, dove il governo del continente fosse affidato a dei funzionari nominati, prodotti dal coacervo del potere finanziario, poteva liberare la strada a una struttura che fosse dominabile, assimilabile agli interessi degli Stati Uniti. Avendo un’Europa ridotta in questi termini anti-democratici, che man mano hanno fatto carne di porco delle sovranità nazionali, agli Stati Uniti è riuscito molto meglio il controllo sul continente. Un controllo che deve essere comunque e sempre mantenuto, come sempre deve essere mantenuta la subalternità del continente, che non deve rafforzarsi eccessivamente, non deve fiorire, non può essere troppo competitivo economicamente con gli Stati Uniti e, soprattutto, non deve essere attratto dalla sua tentazione naturale, data dalla sua collocazione geografica, culturale, storica, verso l’Eurasia, verso la Russia. Questo deve essere impedito. Mettere in difficoltà l’Europa a partire dalle sue appendici inferiori, cioè meridionali, creando questi subbugli, caricando le economie nazionali di questo sovrappeso, significa tenere l’Europa sotto ricatto. Io, attraverso le mie guerre, attraverso i miei strangolamenti economici, attraverso i miei surrogati, l’Isis eccetera, provoco profughi. Questi profughi li faccio riversare su di te, Europa, ed eventualmente la smetto se tu mantieni un ruolo subalterno, se non ti fai tentare da Putin e rimani un nostro tranquillo vassallo, a cui è concesso qualche giro di valzer, qualche spazio economico, ma sempre in termini di condizionamento.

Sia la tensione in Ucraina sia il grexit sarebbero dunque funzionali all’esigenza degli Stati Uniti di trattenere le potenze europee dall’espansione verso est.

Sì, ma sono funzionali anche ad evitare una fuga della Germania, quella Germania rappresentata dalle posizioni del suo ministro delle finanze Schäuble. Schäuble, convinto sostenitore dell’egemonia tedesca che deve essere la prima in tutto il continente ed avere un ruolo mondiale, aveva addirittura vaticinato l’uscita della Grecia dall’Euro, per togliersi una zavorra che non poteva più essere ulteriormente sfruttata, dissanguata. I tedeschi dalla Grecia avevano già succhiato tutto quello che si poteva (ndr: oggi la notizia della vendita alla tedesca Fraport di ben 14 aeroporti). Appena è stato ventilato il grexit, c’è stato subito l’intervento del Fondo Monetario Internazionale, che sappiamo essere un organismo americano (risiede a Washington e i suoi direttori vengono nominati dal governo statunitense, in questo caso Christine Lagarde), il quale di fronte alla prospettiva di una Grecia fuori dall’eurozona ha frenato immediatamente. Subito dopo è intervenuto direttamente Obama, che ha fatto pressioni sulla UE per avere una considerazione più tollerante nei confronti delle difficoltà greche. Da quel momento in poi di grexit non si è più parlato. Se l’intento di Schäuble fosse andato a buon fine e se la Grecia fosse uscita, secondo il piano B predisposto da Yanis Varoufakis, allora Atene avrebbe dovuto appoggiarsi alla Russia, alla Cina, ai Brics e a tutti quei paesi del mondo che avevano teso una mano alla Grecia. Fare della Grecia un’appendice di questa realtà alternativa alla cosiddetta comunità internazionale globalizzante, avrebbe significato con ogni probabilità per la Grecia anche l’uscita dalla Nato. E questo era inaccettabile: intanto la Grecia è un grande acquirente di armi. Pensate che il bilancio militare della Grecia era di oltre il 6%, quando la media europea in tutti questi anni era del 2%. La Grecia si è indebitata principalmente attraverso l’acquisto di carri armati e sottomarini tedeschi, di cacciabombardieri francesi e di armamenti di ogni genere (ndr: leggere “Perché la Grecia non può fallire”). Con la scusa della paura della Turchia, che non aveva ragione di essere, la Grecia veniva usata come un baluardo a cavallo del medio oriente, un membro della Nato che avrebbe potuto essere utilizzato in vista dello scontro finale con l’Eurasia, a partire dai Balcani fino alla Russia. La Grecia, in quella collocazione, era fondamentale. Obama, all’ipotesi che la Grecia avrebbe potuto uscire dalla Nato, è intervenuto direttamente.

[Dal minuto 23.09 si parla delle origini del debito, ma la trascrizione sarà contenuta in un post successivo]

Claudio Messora

Fonte: www.byoblu.com

Link: http://www.byoblu.com/post/2015/08/18/limmigrazione-e-una-strategia-usa-per-controllare-leuropa-fulvio-grimaldi.aspx

18.08.2015

Pubblicato da Davide

  • giannis

    Certo che è una strategia USA , l Europa e’ schiava degli USA dal 1945 quindi tutto quello che succede in Europa e’ perché lo vogliono gli USA 

  • temuchindallaCina

    Fulvio Grimaldi una persona lucidissima, sono assolutamente d’accordo con lui

  • clausneghe

    Notevole, come sempre, Fulvio Grimaldi, vero "contras" intellettuale in possesso di una nitida e ampia visione geopolitica.

    Uno dei migliori analisti, seppur leggermente di parte, per via del suo vecchio "falce&martello"…
    Un grazie a Messora che lo ha intervistato.
  • Thrower

    Opzione militare? Se l’Italia avesse le p…., dovrebbe fare così.

    – senza dirlo a nessuno ("alleati" soprattutto, ovviamente), inviare un reparto di forze speciali (es. Col. Moschin) sulle coste libiche, davanti a Misurata, dopo aver fatto una efficiente intelligence per sapere dove è tenuto prigioniero al-Sāʿadī Muʿammar Gheddafi, figlio di Cheddafi, a bordo di una piccola fottiglia militare con sopra elicotteri d’assalto e da trasporto, mentre l’aviazione assicura il controllo del cielo.
    – attacco nel cuore della notte e liberazione del prigioniero, subito portato a bordo di una nave.
    – ad operazione effettuata, come programmato, sbarco di un corpo di spedizione (lagunari) in zona sicura della Libia dove, con la protezione dal cielo delle forse aeree italiane ed il suo appoggio logistico, al-Sāʿadī Muʿammar Gheddafi, figlio di Cheddafi possa chiamare a raccolta le forze per la liberazione della Libia, cui assicureremo il nostro appoggio militare, economico e diplomatico, riconoscendone subito la legittimità.
    – concomitantemente divieto di uso di spazio aereo italiano e marittimo, oltre che basi, a ogni forza armata straniera.
    E, una volta tanto, faremmo i nostri interessi oltre che quelli "dell’umanità".
    Sogni? Sì, certo, visto chi governa l’Italia…
  • Aironeblu

    Bravissimo Fulvio Grimaldi a descrivere con questo panorama le relazioni tra flussi di migranti, neocolonialismi, Unione Europea, politiche di austerità,  industria bellica e potere finanziario, in cui tutto torna perfettamente senza la minima forzatura. Uno dei migliori indicatori per valutare un sistema interpretativo è la sua COERENZA, e nella visione di Grimaldi certo nin ne manca.

    L’unico appunto che tendo a fare è la solita trappola dell’autocolpevolizzazione, per cui NOI siamo andati a fare le guerre di conquista, NOI abbiamo massacrato milioni di inermi civili, NOI abbiamo raso al suolo e contaminato irrimediabilmente intere nazioni sovrane e fiorenti, NOI abbiamo creato la nostra ricchezza rubando le risorse all’Africa e all’America Latina…. 
    Assolutamente NO! A fare tutto questo non siamo stati NOI, questo è quello che ci raccontano i veri responsabili, USA, Inghilterra e Francia in prima fila, quando vogliono affibbiarci le loro colpe raggruppandoci insieme a loro sotto la definizione aleatoria di OCCIDENTE, ma a colonizzare nell’800 e nel ‘900 sono stati questi tre paesi, con Germania, Olanda, Belgio e altri in seconda fila, mentre l’ITALIA è l’unico paese europeo che può affermare di non avere mai avuto possedimenti coloniali (le disavventure del ventennio fascista in Abissinia sono fallite per fortuna sul nascere). E le guerre NATO in cui siamo stati trascinati, non sono state certo per l’Italia guerre di conquista, dal momento che ci hanno fatto perdere tutti i favorevoli rapporti commerciali costruiti da Mattei e dall’ENI negli anni passati, ma sono stati atti di obbedienza che noi stessi in wuanto colonia USA abbiamo dovuto sopportare.
    Per cui mi dissocio dal "NOI" che assimila l’Italia ai feroci predatori capitali come USA, Inghilterra e Francia. Siamo il solo Paese europeo cresciuto senza colonie, dalle guerre NATO di vantaggi non ne abbiamo mai avuti, solo perdite.
  • PietroGE

    Grimaldi dice solo una parte della verità. L’immigrazione dei clandestini e richiedenti asilo in Europa c’è dagli anni ’80, molto prima delle guerre dell’occidente per destabilizzare il MO.

    Il fattore primo che provoca l’immigrazione in tutti i Paesi sviluppati (anche gli USA) è la crescita demografica nel terzo mondo e l’impressione, fondata, a mio parere, che la UE ormai è solo una terra di nessuno pronta per essere colonizzata. Questa è la sfida che viene in particolare dal mondo islamico.

    Che poi il fenomeno venga amplificato dalle guerre tipo quella contro la Libia o quelle in Iraq Afganistan Siria ecc. è fuor di dubbio. Il parlare solo di questo però fa dimenticare i problemi, ben più difficili da risolvere, che ci sono dietro.

    Io poi lascerei stare i discorsi tipo "disegno del capitale" di 68esca memoria. Il capitale ha mezzi molto più efficaci dell’immigrazione per mantenere allo stato di vassallaggio i Paesi europei. 

  • vic

    La nazione europea senza passato coloniale si chiama Svizzera.

    Non c’e’ discussione.
    L’Italia un passato coloniale l’ha avuto. Addirittura di impero parlavano!
    Il 90% degli italiani stavano coi fascisti. Facile metterla via senza prete, eh.
    Il forte sciovinismo attuale dei media italiani e’ senz’altro un’eredita’ del ventennio.
  • Rosberg

    Così non sarà. Sai come uso dire io? Che c’è carenza di palle e sovrabbondanza di coglioni.

    L’italia non la farebbe mai e poi mai una cosa del genere.
  • Rosberg

    Beh ora non esagerare dai. Non vorrai mica credere che quell’abbozzo di conquista con un accozzaglia male organizzata e peggio comandata sia il nostro passato coloniale vero?

    Una tentata conquista basata su supposizioni, improvvisazioni, fiducia mal riposta nella capacità tutta italica di arrangiarsi, scarsa conoscenza delle difficoltà, scambiate per arditezza, insomma ottime basi per ottenere solo disastri.
    Vorrei solo ricordarti che siamo partiti con un vapore, il Gottardo, molto più veloce nella navigazione della corazzata Principe Amedeo che aveva il compito di scortarci, arrancava per seguire il vapore….il risultato è stato che il vapore è arrivato da solo allo stretto di Suez, senza la scorta sostituita poi con la corazzata Vespucci in quanto la Principe Amedeo conlcuse la sua catastrofica missione incagliandosi ingloriosamente davanti al canale di Suez.
    Meglio dimenticarcene.
    Per poter dire di avere un passato coloniale una nazione la devi sottomettere in tutto e per tutto e per parecchi decenni o secoli addirittura. Fai tu che negli stati colonizzati parlano la lingua dei colonizzatori.
    In Libia non mi risulta essere l’italiano la lingua, nemmeno in Somalia Etiopia ed Eritrea, a parte forse qualche vecchia prostituta che ancora sparlazza una parvenza di italiano in ricordo dei nostri temerari guerrieri conquistatori, mi vien da ridere. Ti consiglio qualche lettura sui nostri tentativi di conquista, alla Totò e Peppino dai! Alla fine siamo stati conquistati noi dalle loro bellezze locali, si sa com’è l’italiano no?
    In conclusione direi che noi non abbiamo conquistato e colonizzato proprio niente e nessuno.
  • Aironeblu

    Non confondiamo i sogni imperialisti del ventennio con la realtà dei fatti: Mussolini ha provato a conquistare delle colonie in Africa (per stare al passo don TUTTE le altre nazioni europee, che erano TUTTE potenze coloniali, e pptevano competere mettendo sul piatto le risorse estirpate a interi continenti), e fortunatamemte per la nostra dignità di italiani, ha miseramemte fallito. Per il resto bisogna risalire 2000 anni all’epoca dei romani per parlare di colonie e impero, ma stiamo parlamdo di Italia.

    Giusto per rendere l’idea, la GB fino alla seconda guerra aveva un impero che andava dalla Turchia fino a Singapore in Asia, più grandi fette di Africa e America latina, la Francia aveva la cosiddetta Indocina, dove oggi sto vivendo, mezza Africa e mezza Oceania: Chirao i suoi maledetti esperimenti nucleari li ha fatti a Muroroa, non nel Massiccio Centrale o nella Camargue.
    Noi possiamo dire di essere (stati) la sola potenza economica del pianeta che non ha mai avuto colonie: un bello svantaggio come punto di partenza, ma l’abbiamo colmato con le nostre capacità. 
    Quanto alla Svizzera, non possiamo nemmeno considerarla come una Nazione, essendo le sue attività e la sua economie principalmemte collegate alla sua funzione di centro di deposito e riciclaggio finanziario scelto proprio dai grandi poteri che decidono quale Stato sovrano invadere oggi e quale Nazione scomoda far cadere domani.
  • Aironeblu

    Grazie per lacsintesi, direi che non c’è molto da aggiungere alla nostra eroica impresa coloniale.

  • Aironeblu

    L’immigrazione clandestina c’è anche dagli anni ’70 se è per quello, e non era tanto per richiesta di asilo quanto per il sogno di condizioni migliori di vita. 

    Ma ad entrare in Europa erano poche centinaia, dai valichi di frontiera, mentre oggi sono decine di migliaia centinaia di migliaia in tutta Europa) ogni anno che arrivano stipati come animali su imbarcazioni strapiene. Un fenomeno che si è improvvisamente moltiplicaro per mille.
  • MarioG

    L’impresa coloniale italiana, non so se eroica o meno, copri’ un lasso di tempo di 50 anni: 1882-1936.

    Non vedo come si puo’ paragonare ad altri colonialismi plurisecolari.
  • lanzo

    Allora – le MIGRAZIONI sono iniziate almeno dagli anni 70 – Ora Grimaldi, che stimo, amo  perche’ e’ un puro e scrive in modo sublime, Grimaldi vorrebbere far credere che tutti i disgraziati vengono a causa delle guerre – Ma i bangladeshi ci hanno invaso da 30 anni arrivando a piedi o con visti falsi.

    Con Jus Soli, faranno come i Bangla "britannici" che mandano per corriere espresso – il proprio passaporto a parenti, il passaporto verra’ dato ad uno che ha una vaga somiglianza con il titolare ed il gioco e’ fatto.
    Ste cose le so – non perche’ ho la palla di cristallo, ma perche’ ho lavorato in Bangladesh – Dhaka in Ambasciata  e colleghi britannici e inglesi mi hanno spiegato tutti i trucchi. Il nostro ministero degli Esteri invece se ne fregava e voleva che dessimo il visto a TUTTI !
  • lanzo

    In effetti  mi sono anche io rotto le palle co’ sta’ storia del NOI – Belgi, Francesi che hanno ancora possedimenti un po’ dapertutto, se non c’era la storia del relitto chi sapeva che le isole REUNION in culo alla balena fossero possedimenti francesi ?

    Solo che i suddetti hanno vampirizzato per secoli le loro colonie e accumulato beni, noi in Libia manco ci eravamo accorti che c’era il petrolio – Eritrea, ci siamo scelti i paesi che pure i britannici manco si cacavano.
    Che genio il Duce ! 
  • Mattanza

    Non è che perché il progetto fascista abbia fallito miseramente che abbia fatto meno schifo, l’invasione c’è stata, le atrocità, in lungo e in largo, di ogni risma,  jugoslavia, Grecia, Albania, Libia, Etiopia ecc. un delirio.

  • Aironeblu

    D’accordo, ma qui stiamo distinguendo tra potenze coloniali, come la Francia, e paesi autosufficienti, come l’Italia.

    I danni che ha fatto l’Italia nella pretesa "Abissinia" sono una vergogna, di cui io personalmente sono ben disposto a farmi carico con un risarcimento equo da parte del nostro governo e le scuse ufficiali, ma non sono niente confronto ai danni arrecati da Francia, USA e Inghilterra, Olanda e Germania alle loro colonie. E soprattutto, per restare in tema con l’articolo, l’Italia le guerre di conquista coloniale le ha perse, e non ha mai avuto delle colonie da sfruttare ignobilmente come ha fatto ad esempio la Francia, che ha fondato il suo benessere e la sua economia sulla fame e la miseria delle sue colonie. Giusto per fare un esempio, l’uranio che alimenta le centrali nucleari francesi da dove arriva? Dal Ciad e da altri paesi subsahariani, dove il regime neocoloniale francese organizza le miniere a cielo aperto, contaminando interi paesi e condannadno a morte migliaia di esseri umani. E le scorie radioattive da smaltire dopo la produzione energetica, dove finiscono, in Francia? No, sempre nelle colonie subsahariane, sotto qualche centimetro di sabbia, oppure nei fondali delle loro coste, quando non finiscono nelle campagne del Suditalia o nel mare della Calabria.
    Quanto a colonialismo l’Italia è la sola potenza economica occidentale ad uscirne con le mani pulite, e io non mi associo ai criminali che hanno devastato il mondo come la triade atlantica USA, GB  e Francia.
  • cardisem

    Dell’immigrazione si possono dare molte e diverse interretazioni… magari tutte fondate…
    A me capita di pensare che si tratta di una Nemesi storica, soprattutto per noi italiani…
    Dai nostri porti sono partiti gli ebrei che hanno ripulito la Palestina… I palestinesi hanno di che esserci grati…

    Oggi, quelle ondate immigratorie che noi abbiamo favorito ai danni di terzi, ci ritornano con gli interessi… Ma il processo è appena all’inizio… E non è escluso che vi possa essere un grande rinsavimento di massa…