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LIMITI E PREGI DEL “PENSIERO CASALEGGIO”

DI ALESSIO MANNINO
ilribelle.com

E’ come pensavo: Gianroberto Casaleggio è semplicemente un teorico del web. Qui sta il suo limite, purtroppo e per fortuna. Nella prima intervista rilasciata alla stampa italiana, sul settimanale La Lettura allegato al Corriere, il co-fondatore del Movimento 5 Stelle spiega diffusamente la sua visione di internet come rivoluzione digitale della società. A me qui preme analizzarne non gli aspetti tecnici, ma i risvolti politico-sociali. Che possono essere raggruppati in due giudizi, positivo per un verso e negativo per un altro.

La Rete è un utilissimo strumento di propagazione libera di idee. Sebbene vi siano oligopoli mondiali che usano le informazioni personali a scopo commerciale o di orwellismo governativo, la circolazione non è controllabile, è a bassissimo costo ed è facile da usare. Per questo motivo oggi è insostituibile per una forza politica che combatta l’omologazione di pensiero e l’establishment dei partiti e dei loro burattinai industrial-finanziari. E’ un’arma di cui non si può fare a meno, le cui potenzialità Casaleggio ha compreso meglio di chiunque altro in Italia.

Il punto di forza della tecnologia informatica sta nella disintermediazione: il rapporto fra utenti non ha mediazioni, è diretto. Di qui la coincidenza, almeno come obbiettivo finale, fra democrazia digitale e democrazia diretta. E qui alla Voce del Ribelle ben sappiamo come la democrazia diretta corrisponda all’unico vero sistema istituzionale che possa fregiarsi del nome di democrazia. Casaleggio elenca con precisione le radicali riforme coerenti con tale impostazione: il referendum propositivo senza quorum, l’obbligatorietà della discussione parlamentare delle leggi di iniziativa popolare, l’elezione diretta del candidato che deve essere residente nel collegio dove si presenta, l’abolizione del voto segreto, l’introduzione del vincolo di mandato. Vediamole una per una. L’assenza di un quorum è il cuore del meccanismo referendario portato alle sue estreme conseguenze: decide chi partecipa, punto. L’obbligo di prendere in esame le proposte legislative di iniziativa popolare implica che un livello rappresentativo sussista, il che è realisticamente saggio e inevitabile, ma attribuendogli un ruolo comunque dipendente dalla sovranità primaria, dal basso. Il legame anch’esso obbligatorio fra candidati e territorio va nell’eccellente direzione di rendere gli eletti un’espressione reale di una realtà sociale circoscritta, senza pagare dazio alle alchimie nazionali (e se unito al limite dei mandati, si esclude il pericolo del notabilato). Abolire il voto segreto è un ritorno all’antico: nell’assemblea ateniese si votava per alzata di mano, allo scrutinio segreto si ricorreva solo in situazioni-limite (come l’ostracismo per i cittadini indesiderati). La reintroduzione del vincolo di mandato di medievale memoria è antimodernismo allo stato puro, il che da queste parti equivale a un complimento: l’eletto è un semplice tramite fra basso e alto, ha un mandato definito e se da questo sgarra va a casa immediatamente.

Notazione non secondaria che va sottolineata positivamente è che Casaleggio, a proposito del tanto citato video futuristico Gaia, parli di un gioco. Se ci ponete mente, è tipico di chi passa parecchio tempo nel mondo virtuale – con effetti molto reali, però, e anche qui il guru ha ragione – il pensare per videogames, con un’attitudine ludica, un po’ adolescenziale, a creare mondi futuri, paralleli o immaginifici. Spesso e volentieri apocalittici, per sfogare l’angoscia da immobilità psicomotoria e immobilismo civile che stare seduti davanti al computer comporta. Casaleggio è un Theodore Kaczinski pacifico e senza la wilderness del solitario anarcoide, ma un uomo della sua intelligenza non può credere sul serio che il 14 agosto 2054 si instaurerà il governo mondiale dell’internet-crazia. E infatti non ci crede.

Ma d’altra pare crede, ahi lui, che in un avvenire non lontano Rete e realtà si fonderanno. Internet diventerà come l’aria, sostiene citando quel profeta maniaco di Negroponte. Uno varrà uno, non ci saranno leader (e Grillo cos’è?), l’era della conoscenza passerà dal web. Posso dirlo? Stronzate. Questa mitizzazione idolatrica di un mezzo fa perdere di vista il fine: il benessere esistenziale dell’uomo in carne e ossa. Mi rifiuto di pensare che una persona che affida il suo sapere e il suo potere di cittadino ad una macchina sia più libero e vitale di un contadino premoderno che si autogovernava nel villaggio o di un cittadino ateniese che partecipava all’agorà. Perché non è la quantità di informazioni assorbite (davvero assorbite, o solo orecchiate bulimicamente?) né tanto meno la staticità ingrassante e impigrente della postazione pc a garantire una maggiore libertà, ma la possibilità concreta di decidere ciò che condiziona la propria vita qui e ora nel luogo e nel tempo in cui si vive. La democrazia digitale sul lungo periodo è alienante, perché solo l’esperienza diretta e vissuta con tutti e cinque i sensi è realmente umana, completa, soddisfacente. La piazza virtuale deve prima o poi tornare piazza reale, o si sarà passati da una schiavitù ad un’altra. La tecnica è importante quanto i contenuti: il mezzo è il messaggio, insegna il fondamentale adagio mcluhaniano. Perciò mi auguro che un giorno salti fuori un altro Grillo che imiti il Grillo delle origini e torni a spaccare con un martello queste benedette-maledette scatole elettroniche.  

Alessio Mannino (ilribelle.com)
Fonte: www.ariannaeditrice.it
Link: http://www.ariannaeditrice.it/articolo.php?id_articolo=45723

24.06.2013

Pubblicato da Davide

  • jorge

    Casaleggio: “Il web non sostituisce il luogo fisico ma lo integra e completa. Da anni si sta diffondendo la cosidetta “realtà aumentata” che attraverso gli smartphoe, i tablet e ora Google glass, consente di avere in tempo reale, mentre ci si sposta, informazioni su tutto ciò che ci circonda. In futuro sarà normale interagire con gli oggetti che ci cicondano collegati in rete…(omissis)… Web e realtà sono destinati a fondersi “

  • polidoro

    Hai detto bene: Stronzate.

    Però è più pericoloso di così, di una stronzata cioè di una cosa falsa e inconsistente posso anche fregarmene, non mi tange, qui però è diverso: queste stronzate hanno effetti.

    Casaleggio “vende” la Rete come soluzione, prossimo passo, web-realtà (ed altre amenità) come i Preti vendono Dio, cioè come la Soluzione che è fuori da Noi, venduta (naturalmente) da Loro .

    Nicholas Negroponte, l’autore di “Essere digitali ? Il fratellino di John Negroponte ? Quello che allevava i Contras in Nicaragua ? Nel 2001 gli scavi alle case di El Aguacate (Base dei Contras di Negroponte) portarono alla luce 185 cadaveri … Negroponte poi in Iraq ha continuato il suo lavoro di esportatore di democrazia.

    Ora può darsi che di due fratelli uno sia cattivo e l’altro buono [io ne dubito, così, a naso] ma indubbiamente Nicholas Negroponte è almeno un maniaco tecnologo e sulla sua paccottiglia culturale uno dovrebbe basarsi per la “nuova” democrazia ?

    Democrazia che si basa sulla corrente elettrica ? Giriamo l’interruttore e … puff ! sparita la democrazia.

    Negroponte studiava le interfacce uomo/computer, interessante si, solo che c’è ancora da perfezionare (e molto) l’interfaccia uomo/uomo, no ?

    sempre venditori di “snake oil” ? (Oh .. magari lui, Casaleggio, ci crede veramente: poveretto lui e poveretti noi)

  • gianni72

    e poi dicono che uno non debba pensare male di casaleggio e di grillo…. pure negroponte ci ha infilato dentro, o glielo hanno fatto infilare.

  • xl_alfo_lx

    MANNINO dovrebbe un pò far funzionare la sua intelligenza e capire che nel futuro non ci sarà più il pc e l’accesso non sarà più statico. L’esempio dei Google Glass fa capire che il futuro sarà realtà vissuta con tutti e 5 i sensi ma contemporaneamente è possibile ad accedere vocalmente a migliaia di informazioni disponibili sugli oggetti che si vivono e si incontrano per strada.

  • cardisem

    Non molti anni fa lessi un libro di futurologia, dove mi impressionò la previsione azzeccato di un imprenditore giapponese di 30 anni prima. Il ragionamento era questo: sarà possibile per ognuno che abbia conoscenze da dare, sedersi alla sua scrivania e donare il suo sapere al mondo intero… Direi che la previsione è stata azzeccata. I problemi che poi sorgono sono altri, ma si sa che un problema risolto ne crea poi altri… Una odierna capacità di comunicazione e interazione prima impensabile o meglio tecnicamente impossibile pone problemi nuovi, che però nulla hanno a che fare con i presunti limiti di Casaleggio…

  • mendi

    Ho letto sotto il titolo il nome dell’autore dell’articolo, Alessio Mannino, e non ho letto l’articolo. Mi sono stufato di leggere i discorsi e le argomentazioni di questo tizio che si crede intitolato a disquisire e commentare sui più svariati argomenti.

  • massi

    Quindi deduco che leggi solo articoli di chi sei sicuro che la pensa come te… complimenti, bel modo di informarsi.

  • alvise

    Non voglio replicare ai giudizi di Mannino, però una cosa gli voglio dire.Ogni uomo che ha voluto un cambiamento ha usato le armi che il contesto in cui viveva poteva mettergli a disposizione, Grillo e Casaleggio quello del web, Cromwell quello della spada.Cromwel fece decapitare il Re Carlo I Stuart, a suo dire e sicuramente vero, corrotto e affamatore.Se ne tornò nella sua casa, e dopo sette anni, ritornando in parlamento lo trovò peggio di quando l’aveva lasciato, tutti corrotti e peggior affamatori del re.Li fece buttare fuori con la forza, e creò un parlamento democratico votato dal popolo.Ecco, sarò pure suggestionato dalla figura di Cromwell, tuttavia il mio intervento è dovuto alla frase di Mannino dove citava il Medioevo.Non siamo forse in un moderno medioevo, ossimoro perfetto?Quindi Grillo e Casaleggio, senza volerlo veramente, sono dei Cromwell.Vogliono tagliare la testa al RE che si chiama corruzione.Grillo, come Cromwell si sta battendo in favore di una radicale trasformazione democratica, vuole ripulire il parlamento dai politici condannati all’ultimo grado di giudizio, e come Cromwell volle dare una vita onorevole al popolo, che ormai non ricordavano più, Grillo sta tentando di apportare le stesse umane condizioni e diritti, e salvare la costituzione calpestata ogni vergognoso giorno , anche se qualcuno dirà “si, a parole”

  • Truman

    Un ulteriore commento di Pellizzetti all’intervista a Casaleggio è nei forum:
    Le idee molto anni ’80 della «sondaggiocrazia» lucidate da Casaleggio.