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L'HAPPY REGIME VUOLE SOLO GOOD NEWS

DI PIETRANGELO BUTTAFUOCO

ilfattoquotidiano.it

Happy è il regime. Matteo Renzi, a New York, partecipa all’incontro della Clinton Global Initiative, si parla di Europa, di crescita, di ficaggine d’ogni sorta e l’intervistatore – con tanto di telecamere della Ccn, neppure il Parallelo Italia di Gianni & Riotto – lo paragona a Tony Blair e a Bill Clinton.

E’, ovviamente, un gioco di società ma al premier degli italians non gli pare vero di sentirsi lisciare con così tanta panna.

Guardatelo, dunque, nel video: si pavoneggia come neppure un oco infiocchettato. Ed è tutta pastura per il foie gras conformista. Sempre più enfio di buona sorte, Matthew sente le farfalline salirgli dalla sedia direttamente dal kundalini dell’ego e, unto di finta umiltà, dice: “Dopo la sua definizione posso interrompere la carriera”.

Ecco, è proprio un Happy Regime. La narrazione, ormai, fluttua. Sono solo good news quelle di questa Italy. Si vive solo di cool, di cosine belle e il giornalista della Ccn – un altro leccaiuolo – è né più né meno che un Riotto di pronto accomodo.

Happy è il regime. Renzi lancia un proclama: “Supereremo la Germania”. Una dichiarazione che merita una pernacchia e nulla più ma al giornalismo italiano non resta che riprodurre la frase senza un commento, evitando la più ovvia mediazione critica che accompagni il lettore, lo spettatore, l’ascoltatore, alla verità dei numeri e a qualcosa che metta chiarezza tra quello che dice Matthew con la sua faccia tosta e quello che la realtà, purtroppo, nella crudezza della società, dispone.

Matthew non mette mai la faccia sulle sventure ma solo sulle cose piacevoli – siano esse le ragazze del tennis o il minuetto al Global Citizen Festival – ma la nazione non è infetta, è in necrosi. Un poliziotto, a Napoli, è in fin di vita. Un autista di bus, a Roma, viene picchiato a sangue. Sono come prede incappate nel branco quei due uomini e se episodi come questi, ancor più delle declamazioni sulla legalità, confermano ciò che dice Rosi Bindi – e cioè che pezzi interi di territorio sono in mano alla criminalità – l’Happy Regime sorvola soavemente facendosi forte di un vantaggio: e cioè che l’Italia del potere non coincide con l’Italia reale e i leccaiuoli suonano per lui un lungo pianoforte che metta a debita distanza Matthew e l’effettività delle cose.

Good sono le news. E però non esiste sicurezza nelle città e in certi quartieri – dove non arriva la fotogenia dell’Happy Regime – ci si muove come a Caracas. Certi racconti del degrado – a Catania, a Mondragone, a Ostia – corrispondono alle cronache della perestroika, quando a Mosca crollava l’Unione Sovietica: “Non si poteva andare in giro se non con la pistola in tasca”.

Good sono le news. E a proposito di numeri, a fruire della mediazione dell’Happy Regime, non si capisce mai qual è la verità. L’Istat dice una cosa, il Ministero del Tesoro un’altra ed è, ormai – nello specchio dei conti e dei piccioli in tasca – la solitudine dei numeri gufi. Matthew, si sa, è spregiudicato. Cassa le argomentazioni e dice le cose più improbabili. Impone a tutta l’Italy la sua suggestione perché sa – e lo sa bene, spalleggiato com’è dal giornalismo, neppure più acritico ma smarrito nel grande imbroglio – che ogni sua minchiata resterà impunita.

Manca il “discernimento” nel lavoro del giornalismo. E neppure non si può dire che sia venuta meno la capacità di analisi perché i giornali, quando c’era da bastonare la minoranza Pd – che pure offriva tutti gli argomenti per farsi strattonare – sapevano fare il loro mestiere e a memoria recente, sul Corriere della Sera, l’ultima voce critica nei confronti dell’Happy Regime e del suo boss fu quella di Ferruccio De Bortoli, il direttore, e giusto nel momento stesso in cui diventava ex.

Tutto è Happy. E se il giornalismo è diventato ex, al punto di far squillare un unico spot – “siamo tutti Riotto” – nell’Happy Regime dove l’Italia reale non coincide con l’Italia del potere, la pastura che fa felice l’oco dell’uomo solo al comando resta quella dell’élite di pronto accomodo. E sono appaltatori e affaristi, lobbisti dei contratti pubblici, terziario in cerca di terzietà ideologica, insomma, è quella cerchia del ceto medio che da destra va verso sinistra procurandosi un alibi mentale: la mancanza di alternativa.

Happy è il Regime ma la struttura psichica, nella buona sorte d’Italia, è sempre la stessa. I renziani di oggi, in qualunque tempo dell’eterno tempo del potere, sarebbero stati qualunque cosa nell’ibrido di destra, sinistra, centro e giù di lì. “Io sono il taxi”, ha detto Denis Verdini, in una cronaca di Tommaso Ciriaco su La Repubblica, “e in dieci minuti ti porto da Berlusconi a Renzi”. Ecco dove ha sbagliato l’intervistatore della Cnn alla Clinton Global Initiative. Non è proprio il nuovo Tony Blair o il nuovo Clinton, Matthew, ma è il clone del vecchio Denis: il socio di maggioranza dell’Happy Regime dove tutto è possibile a eccezione della realtà. E sempre per mancanza di alternative.

Pietrangelo Buttafuoco

Fonte: www.ilfattoquotidiano.it

29.09.2015

via http://www.lintellettualedissidente.it/

Pubblicato da Davide

  • omega86

    Renzi va negli states
    Marino va negli states
    Pizzarotti (sindaco m5s di parma) va negli states

    la sovranità appartiene agli stati uniti.

  • cardisem

    Ho il privilegio di poter comunicare direttamente con Buttafuoco: l’ho fatto, dicendogli che io per quel che so e posso combatto contro il giornalismo alla Riotto. Quanto a Renzi, ogni volta che lo vedo e lo sento, mi prende uno sconforto infiniti.

    Saluti: non rivisito la pagina per evitare di cadere in discussioni. Cerco di intervenire sempre di meno e una tantum.

  • GioCo

    L’Italia è uno spettacolare laboratorio psicosociale, dove è possibile sperimentare ogni tipo immaginabile di relazione di potere.
    L’idea di nazional-socialismo, nasce qui, ma nasce anche qui l’idea di repubblica mercantile che poi darà la base alle società-nazione.
    Nasce qui il comune, concetto ignoto al resto del pianeta, frutto della parcellizzazione del territorio a Matrioska, che arriva a essere multistruttura sociale ghotica, con comune, provincia e poi la regione, quindi la Nazione. Abbiamo il peso di 2000 anni di storia, ma rispetto a qualsiasi altro popolo al mondo, con densità vissuta in un periodo assurdamente lungo di vessazioni e prevaricazioni portate verso ogni possibile eccesso psicotico.
    Si potrebbe affermare che contenere la sede della realtà religiosa più diffusa al mondo, ci porti anche una inusuale realtà d’unità sociale e carità verso il prossimo, specie una religione che predica (principalmente) la compassione, l’amore (per il simile), il perdono.
    Si dice che poi l’uomo e le sue pulsioni animali fanno d’ogni buona intenzione d’amore una perversione, così il sesso diventa fornicazione (almeno che non sia violenza verso la donna infedele o la strega da "santa per-in-quisizione intima") mentre la guerra se santa non diventa massacro ingiustificato: e si fanno le allegre crociate.
    Per ciò non è perversione la cosa in sé, ma ciò che un altro (uomo) per mandato divino dice sia. Il rituale avrebbe la funzione magica di creare l’investitura.
    Se pensiamo che tutto questo appartenga solo a un ammuffito passato però, siamo in grave errore. La mente cerca da sé il suo rituale se non gliene fornisci almeno uno posticcio che sai finto e te lo fa rispettare senza scampo. Puoi solo sapere qual’è, al limite.

    Questo è il caso della nuova religione dei buoni che per mandato storico verte sulla nuova lettura della morte: la morte è brutta e va combattuta con ogni mezzo.
    Per estensione, la sofferenza e la fatica sono brutture di serie B, rispetto la morte sono una "piccola morte" e per ciò nasce la cultura dell’ostensione felice.
    Che poi è un evoluzione del concetto di benessere, quindi sta perfettamente nelle corde della massa. Ma è una criciata, ha il "nonsense" di una battura grottesca da "fratelli Choen".

    Prendiamo ad esempio l’ottimo docufilm "Cowspiracy", come metro. La prima parte che misura l’impatto dell’allevamento è convincente, la seconda sul buonismo per la vita semplicemente delirante. La parte che più mi inqieta riguarda proprio l’estensione della visione della morte che diventa il nemico per una nuova crociata per la vita.
    Guidata dai soliti noti. Tanto a loro che ci si massacri a vicenda o si beva latte di soya trasgenico, non cambia niente. Basta non essere in equilibrio. Il potere continuerà a gozzovigliare sulle nostre carcasse permettendosi tutto all’ombra dei suoi stupidi servi, in attesa delle briciole che cadono dalla tavola che servono, perché è giusto così, Dio li ha promossi a Demoni e devono fare il loro dovere: perseguitarci con ogni mezzo e senza mai riposare. Sono i nostri Goverananti Demoniocratici, sempre buoni e sempre al nostro servizio per "guidare" verso una desiderabile deriva (la loro) ogni nostra volontà di riscatto.
    Non è che sono cattivi è che li hanno progettati così. Sono parte di "Struttura".

  • AcidBoy

    "una tantum" significa una volta sola, non una volta ogni tanto.
    ma tanto, e
    se tanto mi da tanto, tu non leggerai mai questa
    precisazione.
    tanti saluti

  • Primadellesabbie

    Non lo ho mai sentito parlare, né lui né Saviano di cui non ho letto una riga, e conto di resistere.

     So, al proposito, quanto posso dedurre dai blog e dal comportamento dei suoi ministri e ministre, e mi sono fatto l’idea che siano due gemelli immessi sul mercato come qualsiasi prodotto di consumo, e rispettino i ruoli attribuiti a questi dalla psicologia (e dal mercato), il gemello buono e quello perfido.
  • Primadellesabbie

    "Il rituale avrebbe la funzione magica di creare l’investitura.
    Se pensiamo che tutto questo appartenga solo a un ammuffito passato però, siamo in grave errore. La mente cerca da sé il suo rituale se non gliene fornisci almeno uno posticcio che sai finto e te lo fa rispettare senza scampo."


    Ehm…ehm…a socchiudere le finestre possono entrare correnti d’aria…"la cervicale" può risentirne.
  • Faulken

    La realtà esiste solo per chi può permettersela o per chi la subisce… per tutti gli altri ci sono narrazioni a connessione continua (il nuovo oppio dei popoli cioè la patina della tecnologia, che è la nuova religione – Marx non avevi capito nulla purtroppo…) Renzi negli Usa è andato ad incontrare i suoi datori di lavoro, quelli di BlackRock, a cui sta svendendo l’Italia, cercate un po’ di notizie.