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L'FMI CAMBIA LE SUE REGOLE PER ISOLARE CINA E RUSSIA

DI MICHAEL HUDSON

counterpunch.org

Lo scenario da incubo, preconizzato dagli strateghi della geopolitica americani, sembra diventare realtà: l’indipendenza economica straniera dal controllo degli Stati Uniti. Invece di privatizzare e rendere il mondo neoliberale sotto la pianificazione e proprietà finanziaria accentrata sugli Stati Uniti, i governi russo e cinese stanno investendo in economie di prossimità, in termini che cementino l’integrazione economica euroasiatica, sulla base del petrolio russo, delle esportazioni erariali e del finanziamento cinese. L’Asian Infrastructure Investment Bank (AIIB) minaccia di rimpiazzare i programmi dell’FMI e della Banca Mondiale che favoriscono i venditori, le banche e i possessori di bond degli Stati Uniti (con gli Stati Uniti che detengono potere di veto unico).

Il prestito russo del 2013, concesso in seguito alla richiesta fatta dall’eletto governo pro-russo dell’Ucraina, ha dimostrato i benefici del mutuo commercio e delle relazioni d’investimento tra i due Paesi. Come indica il Ministro delle Finanze Anton Siluanov, in Ucraina le “riserve internazionali erano appena sufficienti per coprire le importazioni di tre mesi e nessun altro creditore era preparato a concedere un prestito a condizioni accettabili per Kiev”. Tuttavia la Russia ha fornito 3 miliardi di dollari di un fondo altamente necessario, al tasso d’interesse del 5%, quando i bond ucraini stavano fruttando quasi il 12% .” [1]

Ciò che provoca fastidio in modo particolare agli strateghi finanziari americani è il fatto che questo prestito, concesso dal fondo di debito sovrano russo, fosse protetto dalla pratica di prestito dell’FMI, il quale in quel periodo aveva assicurato esigibilità di credito, trattenendo nuovo credito proveniente da Paesi in default di debiti ufficiali stranieri (o almeno, non contrattando in buona fede per il pagamento). Per venire a capo alle questioni, i bond sono registrati seguendo le regole di Londra a favore del creditore e dei tribunali.

Il 3 dicembre (una settimana prima che l’FMI cambiasse le sue regole, in modo tale da colpire la Russia), il Primo Ministro (ndT. Presidente) Putin ha proposto che la Russia “e gli altri Paesi dell’Unione Economica Euroasiatica dovrebbero avviare consultazioni con i membri della Shanghai Cooperation Organization (SCO) e dell’Association of Southeast Asian Nations (ASEAN) sulla base di una possibile partnership economica.”[2] La Russia sta cercando anche di costruire condutture in Europa passando per Paesi, che sebbene siano amici, sono appoggiati dagli Stati Uniti.

Mossi a denominare il loro commercio e l’investimento nelle loro proprie valute invece dei dollari, Cina e Russia stanno creando un sistema geopolitico liberato dal controllo americano. In seguito alla minaccia dei dirigenti americani di provocare sconvolgimenti nelle connessioni bancarie della Russia, tagliandola fuori dal sistema di liquidazione SWIFT interbank, la Cina ha accelerato la creazione dell’alternativa China International Payments (CIPS), con il suo proprio sistema di credito a proteggere le economie euroasiatiche dalle minacce insistenti, mosse dagli unilateralisti americani.

Russia e Cina stanno facendo semplicemente quello che hanno fatto per lungo tempo gli Stati Uniti: usare il commercio e le connessioni di credito per cementare la loro diplomazia geopolitica. Questo spostamento tettonico, dal punto di vista della geopolitica, è una minaccia Copernicana all’ideologia della Nuova Guerra Fredda: invece di avere un’economia mondiale che ruoti attorno agli Stati Uniti (l’idea tolemaica dell’America come “nazione indispensabile”), essa farebbe riferimento all’Eurasia. Finché il papato finanziario globale rimarrà radicato a Washington presso gli uffici dell’FMI e della Banca Mondiale, tale spostamento del centro di gravità sarà combattuto con tutto il potere dell’inquisizione del Secolo americano (in verità, l’Età felice americana).

Si immagini il seguente scenario quinquennale, partendo da ora. La Cina avrà speso metà decade a costruire ferrovie ad alta velocità, sistemi elettrici per i porti e altre infrastrutture per i Paesi asiatici e africani, rendendoli in grado di crescere ed esportare di più. Queste esportazioni verranno a linea per il rimborso dei prestiti di infrastruttura. Supponendo anche che la Russia stia continuamente fornendo il petrolio e l’energia del gas, necessaria per questi progetti.

Per i neoconservatori americani lo spettro del prestito da governo a governo e dell’investimento concesso dall’AIIB, crea il timore di un mondo indipendente dal controllo americano. Le nazioni conierebbero il loro proprio denaro e si terrebbero il loro debito nelle riserve internazionali, invece di prenderlo in prestito o conservare dollari e subordinare la loro pianificazione finanziaria all’FMI e al Tesoro americano, con le loro richieste di salasso valutario e l’austerità per i Paesi debitori. Ci sarebbe meno bisogno per il governo straniero di finanziare ammanchi di bilancio, svendendo la propria infrastruttura chiave in ambito pubblico e privatizzando l’economia. Invece di smantellare la spesa pubblica, l’AIIB e un’Unione Economica Euroasiatica più ampia farebbero ciò che gli Stati Uniti stessi mettono in pratica e cercherebbero l’autosufficienza nelle necessità di base come cibo, tecnologia, servizi bancari, creazione di credito e politica monetaria.

Con questa prospettiva in mente, si supponga che un diplomatico americano si incontri con i leader dei debitori a Cina, Russia e all’AIIB e avanzi la seguente proposta: “Ora che avete la vostra produzione incrementata e in ordine, perché rimborsare? Noi vi renderemo ricchi, se voi non pagherete i nostri avversari della Nuova Guerra Fredda e, quindi, rivolgetevi all’Occidente. Noi e i nostri alleati europei vi aiuteremo ad assegnare l’infrastruttura a voi stessi e ai vostri sostenitori e dare a questi beni valore di mercato, vendendo azioni a New York e a Londra. Poi potrete spendere le vostre eccedenze in Occidente.”

Come incasseranno la Cina o la Russia in tale situazione? Possono intentare causa. Ma quale tribunale riconoscerà la loro richiesta, cioè quale tribunale occidentale porrebbe attenzione a ciò?

Questo è il tipo di scenario che i dirigenti del Dipartimento di Stato e del Tesoro americano, sul quale continuano a discutere da più di un anno. Il conflitto che si profila è stato reso immediato dal debito ucraino di 3 miliardi di dollari alla Russia, la cui estinzione è prevista entro il 20 dicembre 2015. Il regime ucraino appoggiato dagli Stati Uniti ha annunciato la sua intenzione di fare default. I lobbisti americani hanno appena cambiato le regole dell’FMI per rimuovere un’influenza critica alla quale la Russia e altri governi hanno fatto riferimento per lungo tempo, in modo tale da far rispettare il pagamento dei loro prestiti.

Il ruolo dell’FMI come esecutore di debiti inter-governativi

Quando si tratta di imporre alle nazioni di pagare debiti inter-governativi, il Fondo Monetario Internazionale e il Club di Parigi manovrano la leva principale. Come coordinatore di prestiti di “stabilizzazione” della banca centrale (l’eufemismo neoliberale per l’austerità imponente e le economie di debito destabilizzanti, secondo lo stile della Grecia), l’FMI è capace di trattenere non solo il suo proprio credito, ma anche quello di governi e banche globali che partecipano nel momento in cui i Paesi debitori hanno bisogno di rifinanziamento. Paesi che non sono d’accordo a privatizzare la loro infrastruttura e a venderla ad acquirenti Occidentali sono minacciati con sanzioni che fanno riferimento al “cambio di regime” e alla “promozione della democrazia”, patrocinati dagli Stati Uniti secondo lo stile di Maidan.

Questo era lo scenario dell’8 dicembre, quando Gerry Rice, Portavoce principale dell’FMI, ha annunciato: “Il Collegio Esecutivo dell’FMI si è incontrato oggi e ha concordato il cambio dell’attuale linea politica sulla non-tolleranza di arretrati a creditori ufficiali.” L’influenza come creditore utilizzata dall’FMI consiste nel fatto che se una nazione è in arretrati finanziari a qualsiasi governo, non può avere i requisiti necessari per un prestito dell’FMI e quindi per pacchetti che coinvolgano altri governi. Questo è stato il sistema secondo il quale ha funzionato, per cinquant’anni, il sistema finanziario globale basato sul dollaro. I beneficiari sono stati i creditori in dollari americani.

In questo scenario mondiale che ruota attorno agli Stati Uniti, Cina e Russia appaiono in lontananza come grandi avversari potenziali, definiti come centri di potere indipendenti dagli Stati Uniti, dato che creano la Shanghai Cooperation Organization come alternativa alla Nato e l’AIIB come alternativa al tandem FMI e Banca Mondiale. Proprio il nome, Asian Infrastructure Investment Bank, implica che i sistemi di trasporto e altra infrastruttura saranno finanziati dai governi, non affidati in mano a privati, in modo tale da divenire opportunità dalle quali ottenere rendita, con il finanziamento del credito della banca che ruota attorno agli Stati Uniti, così da trasformare la rendita in un flusso di pagamenti con interessi.

Il focus su un’economia che mescoli pubblico e privato mette in disaccordo l’AIIB con la Trans-Pacific Partnership (TPP) sullo scopo di abbandonare il potere di pianificazione dei governi del settore finanziario e delle imprese per i loro propri guadagni a breve termine e, soprattutto, sullo scopo di bloccare il potere del governo di creare denaro e regolamentazione finanziaria. L’economista capo di Nomura, Richard Koo, ha spiegato la logica di considerare l’AIIB come una minaccia all’FMI controllato dagli Stati Uniti: “Se il rivale dell’FMI è in modo eclatante sotto l’influenza della Cina, i Paesi che ricevono il suo appoggio ricostruiranno le loro economie sotto quella che è effettivamente la guida cinese, incrementando la probabilità di cadere direttamente o indirettamente sotto l’influenza di quel Paese.”[3]

Il Ministro delle Finanze russo, Anton Siluanov, ha criticato la decisione dell’FMI, considerata “frettolosa e parziale.”[4] Ma era stata discussa per la durata di un intero anno, calcolando una serie di scenari per un’inversione di tendenza a lungo termine nella legge internazionale. Lo scopo di questa inversione è isolare non solo la Russia, ma per di più anche la Cina nel suo ruolo di creditore a Paesi africani ed eventuali mutuatarii di AIIB. I dirigenti americani sono entrati nella sede centrale dell’FMI a Washington con l’equivalente legale di giubbotti finanziari esplosivi, avendo deciso che era venuto il tempo di deragliare la capacità della Russia di intascare il prestito sovrano dell’Ucraina e, di portata ancor più grande, il piano della Cina per una Nuova Via della Seta che integri un’economia euroasiatica indipendente dal controllo finanziario e commerciale americano. Anders Aslund, membro anziano del Consiglio Atlantico che fa riferimento alla NATO, fa notare che:

Lo staff dell’FMI ha iniziato a contemplare un cambio normativo nella primavera del 2013, perché i creditori non tradizionali come la Cina, avevano cominciato a fornire prestiti ingenti ai Paesi in via di sviluppo. Un problema era che questi prestiti sono stati concessi su condizione inappropriata alla pratica dell’FMI. La Cina non era membro del Club di Parigi, dove viene di solito discussa la ristrutturazione del prestito, così era ora di aggiornare le regole.

L’FMI ha inteso adottare una nuova linea politica nella primavera del 2016, ma la controversia relativa al prestito di 3 miliardi di dollari all’Ucraina ha accelerato un processo decisionale che altrimenti sarebbe stato lento. [5]

Il Wall Street Journal ha concordato che la motivazione di base per il mutamento delle regole dell’FMI fosse che il prestito cinese fornirebbe un’alternativa ai prestiti dell’FMI e alle richieste di austerità. “Gli osservatori dell’FMI hanno detto che il fondo, in origine, pensava di assicurare la Cina e non sarebbe stato in grado di frustrare il prestito dell’FMI a Paesi membri, cercando soccorsi finanziari, per quanto Pechino incrementasse i prestiti per lo sviluppo delle economie mondiali.“[6] Gli strateghi americani hanno, in breve, ideato una linea politica per bloccare il commercio e gli accordi economici organizzati al di fuori del controllo americano, di quello dell’FMI e della Banca Mondiale, nella quale hanno un potere di veto eccezionale.

Il piano è abbastanza semplice. Il commercio segue la finanza e il creditore di solito è colui che decide. Questo è il modo in cui gli Stati Uniti hanno usato lo Standard del dollaro per manovrare il commercio e gli investimenti del Terzo Mondo, dalla Seconda Guerra Mondiale in poi, lungo linee di vantaggio per l’economia americana.

Il cemento del credito commerciale e del prestito bancario è l’abilità dei creditori di intascare i debiti internazionali che sono negoziati. Questo è il motivo per il quale gli Stati Uniti e altre nazioni creditrici hanno usato l’FMI come intermediario con il ruolo di “broker onesto” per i consorzi di prestito. (“Broker onesto” sta a significare, in pratica, essere assoggettato al potere di veto americano). Al fine di rinforzare l’influenza finanziaria, l’FMI ha seguito per lungo tempo la regola di non patrocinare alcun accordo di prestito o rifinanziamento per i governi che sono in default di debiti dovuti ad altri governi. Comunque, come spiega il sopracitato Aslund, l’FMI potrebbe mutare facilmente la pratica di non fare prestiti a [Paesi ufficialmente] in arretrato… perché ciò non è incorporato negli Articoli dell’Accordo dell’FMI, cioè gli statuti dell’FMI. Il Collegio Esecutivo dell’FMI può decidere di cambiare questa linea politica con una semplice maggioranza di collegio. L’FMI ha concesso prestiti all’Afghanistan, alla Georgia e all’Iraq, nel mezzo della guerra, e la Russia non ha potere di veto, avendo solo il 2,39 per cento dei voti nell’FMI. Quando l’FMI ha concesso prestiti alla Georgia e all’Ucraina, gli altri membri del suo Collegio Esecutivo hanno avuto il sopravvento sulla Russia. [7]

In seguito al cambiamento delle regole, Aslund ha poi osservato che “l’FMI può continuare a concedere prestiti all’Ucraina, a prescindere da ciò che l’Ucraina fa per il suo debito dovuto alla Russia, la cui estinzione è prevista. [8]

Poiché il debito ufficiale ucraino al fondo del debito sovrano russo non era dovuto al governo americano, l’FMI ha annunciato il cambiamento delle sue regole come “chiarimento”. La sua regola che nessun Paese può prendere prestito se è in default (o non stia negoziando in modo serio con) un governo straniero è stata creata nel mondo post 1945 e ha governato gli ultimi settant’anni, nei quali il Governo degli Stati Uniti, dirigenti del Tesoro e / o dei consorzi bancari hanno partecipato a quasi tutti i “bail out” o a un accordo per un prestito più consistente. Ciò che in verità la regola dell’FMI significava, era che non si sarebbe fornito credito a Paesi in arretrati, in modo specifico con il Governo americano, non quelli con la Russia o la Cina.

Mikhail Delyagin, Direttore dell’Institute of Globalization Problems, ha compreso il doppio standard dell’FMI in modo abbastanza chiaro: “Il Fondo darà a Kiev una nuova tranche di prestito, a condizione che l’Ucraina non paghi un dollaro alla Russia, nella sua condizione di debito di 3 miliardi di dollari. Tutto sarà formalizzato correttamente dal punto di vista legale, ma obbligheranno l’Ucraina a pagare solo i creditori occidentali per ragioni politiche.” [9] Rimane compito del collegio dell’FMI e, alla fine, del suo direttore manageriale, se ritenerlo o no un Paese degno di credito. Naturalmente la rappresentativa americana ha sempre bloccato qualsiasi leader in debito verso gli Stati Uniti.

I pacchetti di prestito post – 2010 alla Grecia sono un noto caso a cui far riferimento. Lo staff dell’FMI ha calcolato che la Grecia non avrebbe forse potuto pagare il bilancio che è stato prestabilito per il “bail out” di banche straniere e possessori di bond. Molti membri della direzione si sono trovati d’accordo (e in seguito hanno dichiarato al pubblico la loro rivelazione d’illeciti). Le loro proteste non avevano importanza. Dominique Strauss-Kahn appoggiava la posizione Stati Uniti – Banca Centrale Europea (dopo che il Presidente Barack Obama e il segretario del Tesoro Tim Geithner hanno indicato che le banche avevano compilato accordi di swap in default, scommettendo che la Grecia potesse pagare e avrebbe perso denaro se ci fosse stata una svalutazione contabile del debito). Nel 2015 anche Christine Lagarde ha dato appoggio alla linea dura Stati Uniti – Banca Centrale Europea, contro le proteste dello staff. [10]

Il membro del collegio esecutivo dell’FMI Otaviano Canuto, rappresentante del Brasile, ha osservato che la logica che “pone condizioni sul prestito dell’FMI a un Paese che è rimasto in arretrato per quanto riguarda i pagamenti [era] l’assicurazione che continuasse a negoziare in buona fede per giungere a un accordo con i creditori.”[11] Togliendo questa condizione, ha riferito, si aprirebbe la porta ad altri Paesi affinché insistano su una simile rinuncia, in modo tale da evitare di fare sforzi seri e sinceri per giungere a un accordo di pagamento con i governi creditori.

Una regola più vincolante dell’FMI è che non si può concedere prestiti a Paesi in guerra o utilizzare il credito dell’FMI per il coinvolgimento in guerre. L’articolo primo del suo statuto fondativo del 1944-45, vieta al fondo il prestito a uno Stato membro coinvolto in una guerra civile o in guerra con un altro Stato membro, o per scopi militari in generale. Ma quando Lagarde, capo dell’FMI, ha concesso l’ultimo prestito all’FMI all’Ucraina nella primavera 2015, nelle sue dichiarazioni ha fatto cenno che lei sperava nella pace. Ma il Presidente Poroshenko ha immediatamente annunciato che avrebbe intensificato la guerra civile con la popolazione di lingua russa, nella regione del Donbass orientale.

Il problema è che il Donbass è il luogo in cui si realizzava la maggior parte delle esportazioni ucraine, principalmente verso la Russia. Quel mercato è perso in seguito alla belligeranza della giunta militare verso la Russia. Questo avrebbe dovuto bloccare l’Ucraina dal ricevere l’aiuto dell’FMI. La trattenuta del credito dell’FMI sarebbe potuta essere una leva per costringere la pace e l’adesione agli accordi di Minsk, ma la pressione diplomatica americana ha fatto in modo che quell’opportunità venisse rifiutata.

La più importante regola dell’FMI a essere stata violata è che il continuo stato di guerra con l’Oriente, preclude la prospettiva realistica che l’Ucraina ripaghi i nuovi prestiti. Lo stesso Aslund fa riferimento alle contraddizioni interne che sono all’opera: l’Ucraina ha raggiunto l’equilibrio di bilancio, poiché l’inflazione e il notevole deprezzamento di valuta hanno eroso in modo drastico i suoi costi di sussidio. Il risultante valore inferiore dei benefici di sussidio ha condotto a un’opposizione montante alla giunta militare ucraina post-Maidan. “I rappresentanti principali del blocco del Presidente Petro Poroshenko insistono su massicci tagli di tasse, ma non più tagli di spesa; ciò provocherebbe un enorme deficit di bilancio che l’FMI stima al 9-10 percento del prodotto interno lordo, che forse non poteva essere finanziato.”[12] Quindi in che modo ci si può attenere all’austerità di bilancio dell’FMI senza una forte reazione politica?

L’FMI sta quindi infrangendo quattro regole: non concedere prestito a un paese che abbia mezzi evidenti alcuni per ripagare il prestito, infrange la regola “No More Argentinas” adottata dopo il prestito disastroso del 2001 concesso dall’FMI. Non concedere prestiti a Paesi che rifiutano in buona fede di negoziare con i loro creditori ufficiali, va contro il ruolo dell’FMI come strumento principale del cartello dei creditori globali. E l’FMI ora sta concedendo un prestito a un mutuatario in guerra, davvero uno che sta distruggendo la sua capacità di esportazione e quindi la sua capacità di mantenere l’equilibrio dei pagamenti per ripagare il prestito. L’FMI sta finalmente concedendo prestiti a un Paese che ha piccola probabilità di rifiuto, realizzando le note “condizionali” di austerità dell’FMI sulla sua popolazione, senza mettere a tacere l’opposizione democratica in maniera totalitaria. Invece di essere trattato come reietto da parte del sistema finanziario internazionale, l’Ucraina viene accolta e finanziata.

Il risultato e le nuove linee guida di base per il prestito concesso dall’FMI è la creazione di una nuova Cortina di Ferro che divide il mondo in economie a favore degli Stati Uniti, neoliberali, e tutte le altre economie, incluse quelle che cercano di mantenere l’investimento pubblico d’infrastruttura, tassazione progressiva e ciò che si applica per essere considerate a capitalismo progressivo. Russia e Cina concederebbero prestiti per quanto vogliono agli altri governi, ma non c’è supporto internazionale alcuno, che dia aiuto nel rafforzare la loro capacità di essere ripagati, in regime di ciò che fino a ora è stato approvato come legge internazionale. Avendo rifiutato di ritirare le sue proprie pretese finanziarie o quelle della Banca Centrale Europea sulla Grecia, l’FMI è alquanto bendisposto ad assistere al ripudio dei debiti ufficiali dovuti a Russia, a Cina o ad altri Paesi dell’elenco approvato dai neoconservatori americani che esercitano il potere di veto nell’FMI, nella Banca Mondiale e in simili istituzioni economiche globali, ora attratte nell’orbita degli Stati Uniti. Il cambiamento delle sue regole per fare strada all’FMI, affinché conceda prestiti all’Ucraina e ad altri governi in default di debiti, dovuti a prestatori ufficiali, è a ben vedere considerato un’intensificazione della Nuova Guerra Fredda dell’America contro la Russia e anche della sua strategia anti-Cina.

Il tempismo è tutto in tali manovre. Anna Gelpern, professoressa dell’Università di Legge di Georgetown e consulente del Tesoro ha reso noto, al cospetto dello “staff dell’FMI e del collegio esecutivo che [c’era] tempo sufficiente per cambiare la linea politica sugli arretrati a creditori ufficiali”, mentre la Russia dal canto suo userebbe “la sua nota clausola debito/prodotto interno lordo, in modo tale da accelerare i bond in qualsiasi momento prima di dicembre, o semplicemente mettere il bastone tra le ruote nel processo di riforma della linea politica dell’FMI relativa agli arretrati.”[13] Secondo questa clausola, se il debito straniero dell’Ucraina crescesse al di sopra del 60 percento del prodotto interno lordo, il governo russo avrebbe diritto di richiedere il pagamento immediato. Ma anticipando senza dubbio la lotta aspra per condurre in porto i suoi tentativi di intascare il prestito, il Presidente Putin si è trattenuto con pazienza dall’esercitare questa opzione. Sta giocando una lunga partita, facendosi in quattro per venire incontro all’Ucraina, piuttosto che comportarsi “odiosamente.”

Un motivo più incalzante che dissuade gli Stati Uniti dal fare pressione fin dall’inizio per cambiare le regole dell’FMI era che la rinuncia dell’Ucraina avrebbe aperto le porte legali alla Grecia, affinché chieda una rinuncia simile a pagare la “troika” – la Banca Centrale Europea (BCE), la commissione dell’UE e lo stesso FMI – per i prestiti post-2010 che l’hanno spinta in una depressione peggiore rispetto a quella degli anni ‘30. “Immaginare che il governo greco avesse insistito che le istituzioni dell’UE accettassero lo stesso trattamento dei creditori privati del Paese”, il Ministro delle Finanze russo Anton Siluanov ha posto la questione che “La reazione nei capitali europei sarebbe stata gelida. Tuttavia questa è la posizione ora adottata da Kiev, rispetto all’eurobond di 3 miliardi di dollari dell’Ucraina detenuto dalla Russia.” [14]

Solo in seguito alla capitolazione della Grecia all’austerità dell’eurozona era stata aperta la strada, così che i dirigenti cambiassero le regole dell’FMI, nella loro lotta per isolare la Russia. Ma la loro vittoria tattica è stata ottenuta al costo di cambiare le regole dell’FMI e quelle del sistema finanziario globale in modo irreversibile. Altri Paesi, d’ora in poi, potrebbero rigettare le condizionali, così come ha fatto l’Ucraina, e chiedere svalutazioni contabili per quanto riguarda i debiti ufficiali stranieri.

L’estate scorsa quella era, dopo tutto, la grande paura dei neoliberali americani e degli strateghi dell’eurozona. Il motivo di mandare in frantumi l’economia della Grecia era dissuadere Podemos in Spagna e movimenti simili in Italia e Portogallo dal perseguire la prosperità nazionale, invece che l’austerità dell’eurozona. Ad aprire la porta a tale resistenza da parte dell’Ucraina sono le conseguenze della tattica americana nel colpire finanziariamente a breve termine la Russia, mentre il suo equilibrio dei pagamenti è in ribasso, come conseguenza del collasso dei prezzi di petrolio e gas.

Le conseguenze vanno proprio ben al di là dell’FMI. La trama della stessa legge internazionale viene stracciata. Ogni azione ha una reazione nel mondo newtoniano della geopolitica. Certamente potrebbe non essere una cattiva cosa per l’ordine globale post-1945 infranto dalla tattica americana contro la Russia, se ciò è il catalizzatore che spinge altri Paesi a difendere le loro economie nella sfera legale e politica. Sono stati gli stessi neoliberali americani a catalizzare l’emergente blocco euroasiatico indipendente.

Contrastare la capacità della Russia di recuperare il debito nei tribunali britannici

Nel corso dell’ultimo anno il Tesoro americano e i Dipartimenti di Stato hanno discusso le manovre per bloccare la Russia nel recupero del credito, secondo le condizioni della giurisprudenza britannica, nella quale sono registrati i suoi prestiti all’Ucraina. Rivisitando il repertorio di scuse legali che l’Ucraina potrebbe usare per evitare di pagare la Russia, la professoressa Gelpern ha osservato che essa potrebbe dichiarare “odioso” il debito, concesso sotto coercizione o corruzione. In un intervento per l’Institute of International Economics di Peterson (la lobby delle banche a Washington), lei ha suggerito che la Gran Bretagna dovrebbe negare alla Russia l’uso dei suoi tribunali come sanzione aggiuntiva, rinforzando le sanzioni relative all’economia, all’energia e al commercio, così come quelle passate contro la Russia in seguito al voto per l’annessione della Crimea, come protezione contro la pulizia etnica da parte del Settore Destro, del Battaglione Azov e di altri gruppi paramilitari, che calano sulla regione. [15]

Ci potrebbe essere una manovra congiunta per l’Ucraina, in modo tale da intentare causa contro la Russia per le riparazioni, per la sua invasione, per aver salvato la Crimea e la regione del Donbass dal tentativo del Settore Destro di occupare il Paese. Tale manovra sembrerebbe avere poche possibilità di successo nei tribunali internazionali (senza mostrare a loro di essere semplicemente tentacoli della politica della Nuova Guerra Fredda della NATO), ma ritarderebbe la capacità russa di recuperare il credito, vincolando il prestito a una fastidiosa azione legale di lungo termine.

Sostenere che il debito dell’Ucraina sia “odioso” o in qualche altro modo illegittimo, “il Presidente Petro Poroshenko ha riferito che il denaro era inteso ad assicurare la lealtà di Yanukovich a Mosca, e ha chiamato il pagamento una “mazzetta”, secondo un’intervista rilasciata a Bloomberg nel giugno di quest’anno.”[16] Il problema legale e morale con tali discussioni è che ci si rivolgerebbe in modo uguale sia ai prestiti dell’FMI, che a quelli americani. Sostenere che il prestito russo sia “odioso”, aprirebbe le porte ad altri Paesi al ripudio dei debiti accollati da parte di dittature appoggiate dai prestatori dell’FMI e americani, capeggiate da molte dittature che danno supporto alla diplomazia americana.

Le conseguenze derivanti dal tentativo multi-fronte americano di annichilire il debito dell’Ucraina, potrebbero essere utilizzate per annullare o almeno svalutare i prestiti distruttivi dell’FMI, concessi a condizione che i mutuatari accettino le privatizzazioni che favoriscono gli investitori americani, tedeschi e di altri Paesi NATO, che intraprendano misure di austerità e comprino sistemi d’armi, come ad esempio i sottomarini tedeschi che la Grecia ha preso in prestito per il pagamento. Come ha osservato il Ministro degli Esteri Sergei Lavrov: “Questa riforma, che ora stanno tentando di implementare, è ideata solo per calzare bene all’Ucraina, ma potrebbe piazzare una bomba a tempo sotto tutti gli altri programmi dell’FMI.” Ciò ha certamente mostrato la misura in cui l’FMI è subordinato ai Nuovi Fautori della Guerra Fredda: “Questa riforma, nella sua essenza, si riduce a quanto segue: dato che l’Ucraina è fondamentale dal punto di vista politico – e ciò è importante solamente poiché è opposta alla Russia – l’FMI è pronto a fare per l’Ucraina tutto ciò che non sia stato fatto per qualcun altro e la situazione che al 100% dovrebbe significare default, sarà considerata una situazione che permette all’FMI di finanziare l’Ucraina.”[17]

Andrei Klimov, vicepresidente del Committee for International Affairs presso il Consiglio Federale (la camera alta del parlamento russo) ha accusato gli Stati Uniti di rivestire “il ruolo di violino principale nell’FMI, mentre il ruolo di secondo violino è rivestito dall’Unione Europea. Questi sono i due patrocinatori fondamentali di Maidan – il simbolo di un colpo di Stato in Ucraina nel 2014.” [18]

La contro strategia di Putin e le conseguenze sulle relazioni Stati Uniti-Europa e globali

Come osservato precedentemente, avendo anticipato che l’Ucraina cercherebbe ragioni pur di non pagare il prestito russo, il Presidente Putin si è accortamente trattenuto dall’esercitare il diritto della Russia di richiedere il pagamento immediato quando il debito straniero dell’Ucraina avesse incremento superiore al 60% del prodotto interno lordo. A novembre ha proposto di posticipare il pagamento se gli Stati Uniti, l’Europa e le banche internazionali sottoscrivessero l’obbligazione. In effetti ha perfino “proposto condizioni migliori per la ristrutturazione del debito, rispetto a quelle che il Fondo Monetario Internazionale ci ha richiesto. Ha proposto “di accettare quest’anno una ristrutturazione del debito più profonda senza pagamento – un pagamento di 1 miliardo di dollari per il prossimo anno, 1 miliardo dollari nel 2017 e 1 miliardo dollari nel 2018.” Se l’FMI, gli Stati Uniti e l’Unione Europea “sono sicure che crescerà la solvibilità dell’Ucraina”, allora non dovrebbero “vedere rischi nel fornire garanzie per questo credito.” Di conseguenza, ha concluso “Abbiamo chiesto tali garanzie sia al governo degli Stati Uniti, sia all’Unione Europea, sia a una qualunque delle grandi istituzioni finanziarie internazionali.” [19]

L’implicazione che Putin ha indicato, era che “Se non possono fornire garanzie, questo significa che non credono nel futuro dell’economia ucraina.” Un professore ha indicato che questa proposta era in linea con il fatto che, l’”Ucraina ha già ricevuto una garanzia di prestito sovrano dagli Stati Uniti per una precedente emissione di bond. “Perché gli Stati Uniti, l’Eurozona o le principali banche commerciali non potevano fornire una garanzia simile relativamente al debito dell’Ucraina alla Russia o, meglio ancora, prestare semplicemente il denaro per trasformarlo in prestito all’ Fmi o a prestatori americani? [20]

Ma l’FMI, l’Unione Europea e gli Stati Uniti hanno rifiutato di appoggiare le loro felici (ma insensate) previsioni sulla solvibilità ucraina con garanzie attuali. Il Ministro degli Esteri Lavrov ha chiarito ciò che significava quel rifiuto: “Avendo rifiutato di garantire il debito dell’Ucraina, come parte della proposta della Russia per ristrutturarlo, gli Stati Uniti hanno effettivamente ammesso l’assenza di prospettive per il ripristino della sua solvibilità. … Rifiutando ufficialmente lo schema proposto, gli Stati Uniti hanno sottoscritto con ciò di non vedere prospettive alcune, relative al ripristino della solvibilità dell’Ucraina.”[21]

In un tono ancora più esasperato, il Primo Ministro Dmitri Medvedev ha spiegato al pubblico della televisione russa: “Ho percezione che non ci restituiranno il denaro, poiché sono imbroglioni. Rifiutano di restituirci il nostro denaro e i nostri partner occidentali non solo rifiutano di darci aiuto, ma ci rendono le cose difficili anche per noi stessi.”[22] Aggiungendo che “il sistema finanziario internazionale è strutturato in maniera ingiusta”, ha promesso di “presentarsi in tribunale”. Faremo pressione per il default sul prestito e faremo pressione per il default su tutti i debiti ucraini.”

La base per la pretesa legale della Russia ha spiegato che era il fatto che il prestito fosse una richiesta del Governo ucraino al Governo russo. Se due governi giungono a un accordo ciò è, con tutta evidenza, un prestito sovrano… E’ una cosa sorprendente, comunque, che le organizzazioni finanziarie internazionali abbiano cominciato a dire che questo non è precisamente un prestito sovrano. Ciò è una speculazione al rialzo. Evidentemente, ciò è solo una sfacciataggine assoluta, una bugia cinica. … Ciò erode seriamente la fiducia riposta nelle decisioni dell’FMI. Io credo che ora ci saranno molti appelli da parte di diversi Stati mutuatari all’FMI, per garantire loro le stesse condizioni dell’Ucraina. In che modo l’FMI potrà rifiutarle?

E lì la questione ha un punto fermo. Come ha rimarcato il Presidente Putin in relazione all’appoggio dell’America ad Al Qaeda, Al Nusra e ad altri alleati dell’ISIS in Siria, “Avete idea alcuna di ciò che avete fatto?”

Le conseguenze

Pochi hanno calcolato la misura in cui la Nuova Guerra Fredda dell’America con la Russia sta creando una reazione che sta lacerando i collegamenti mondiali, posti in essere a partire dalla Seconda Guerra Mondiale. Al di là dell’attrarre in maniera stretta l’FMI e la Banca Mondiale nella geopolitica unilaterale americana, per quanto tempo l’Europa Occidentale sarà disposta ad anteporre il suo commercio e l’interesse d’investimento con la Russia? Germania, Italia e Francia stanno già percependo gli sforzi. Se e quando si assisterà alla rottura, ciò non sarà marginale, bensì uno spostamento sismico dal punto di vista della geopolitica.

La guerra del petrolio e delle condutture, ideata per aggirare le esportazioni russe di energia, ha sommerso il Vicino Oriente nell’anarchia per una decade. Sta allagando l’Europa con rifugiati e diffondendo anche il terrorismo in America. Nel dibattito presidenziale repubblicano del 15 dicembre 2015, il problema principale era la sicurezza dai jihadisti islamici. Ancora nessun candidato ha pensato di spiegare la fonte di questo terrorismo, nell’alleanza dell’America con l’Arabia Saudita e il Qatar, di corrente wahabita, e da adesso con Al Qaeda e l’ISIS / Daesh, come mezzo per destabilizzare regimi laici che cercano l’indipendenza dal controllo americano.

Come i suoi alleati in questa Nuova Guerra Fredda, gli Stati Uniti hanno scelto la religione del fondamentalismo jihadista contro regimi laici in Libia, Iraq, Siria e in precedenza in Afghanistan e Turchia. Ritornando al peccato originale della superbia della CIA, la quale, deponendo il Primo Ministro iraniano laico, il leader Mohammad Mosaddegh nel 1953, ha fatto in modo che la politica americana in ambito di affari esteri, abbia avuto come base la supposizione che i regimi laici tendano a divenire nazionalisti e resistere alla privatizzazione e all’austerità neoliberale.

Sulla base di questa fatale supposizione a lungo termine, i Fautori della Guerra Fredda non solo si sono allineati contro i regimi laici, bensì anche contro i regimi democratici, dove cercano di promuovere loro propria prosperità e l’indipendenza economica e resistere al neoliberalismo a favore del mantenimento della loro tradizionale economia di pubblico / privato.

Ciò è quello che sta dietro le quinte della storia della lotta americana per controllare il resto del mondo. Lacerare le regole dell’FMI è solamente il capitolo più recente. Il grande sforzo contro la Russia, la Cina e i loro eventuali alleati euroasiatici, si è deteriorato in tattiche senza una comprensione realistica del modo in cui esse stanno determinando precisamente qualche genere di mondo che si sta cercando di prevenire – un mondo multilaterale.

Di ambito in ambito, i valori alla base di ciò che era l’ideologia socialdemocratica americana ed europea, sono sradicati di continuo. Le idee dell’Illuminismo della democrazia laica e della regola della legge internazionale applicata in modo uguale a tutte le nazioni, la teoria classica del libero mercato (di liberi mercati dal reddito non guadagnato e dall’ottenimento di rendita, secondo interessi personali speciali) e l’investimento pubblico in infrastruttura per frenare il costo della vita e fare affari, saranno sacrificati a un unilateralismo americano militante, secondo l’idea di “nazione indispensabile.” Ergendosi al di sopra della regola di legge e degli interessi nazionali, i neoconservatori americani proclamano che il destino della loro nazione è fare la guerra per impedire alla democrazia straniera laica di agire in altro modo, che non sia la sottomissione alla diplomazia americana. In pratica, ciò significa favorire speciali interessi finanziari e societari americani che controllano la linea politica americana in ambito straniero.

Ciò non è il modo in cui ci si attendeva l’Illuminismo. Ci si aspettava che il classico capitalismo industriale di un secolo fa evolvesse in un’economia dell’abbondanza. Abbiamo invece il capitalismo del Pentagono, capitalismo di finanza che deteriora in un’economia polarizzata di rendita e in un imperialismo vecchio stile.

La Cortina di Ferro finanziaria del Blocco del Dollaro

Trattando l’annullamento del debito ufficiale ucraino al Fondo di Ricchezza Sovrano russo come nuova norma, l’FMI ha benedetto il default sul suo pagamento di bond alla Russia. Il Presidente Putin e il Ministro degli Esteri Lavrov hanno detto che intenteranno causa nei tribunali britannici. Ma esiste tribunale, a Occidente, che non sia sotto la pressione del veto americano?

Cosa faranno Cina e Russia, faccia a faccia con l’FMI che serve da tribunale fittizio, i cui giudizi sono soggetti al potere di veto americano? Per proteggere la loro autonomia e autodeterminazione, hanno creato alternative all’FMI e alla Banca Mondiale, alla NATO e, al di là di ciò, allo standard del dollaro.

La recente manovra americana, in stile Nuova Guerra Fredda, ha mostrato che le due istituzioni di Bretton Woods non possono essere riformate. È più facile creare istituzioni nuove come l’A.I.I.B. che metterne a nuovo di vecchie e mal definite, aggravate dall’eredità dei loro personali interessi di base. È più facile espandere la Shanghai Cooperation Organization, che arrendersi alle minacce della NATO.

I geostrateghi americani sembrano avere immaginato che se escludono la Russia, la Cina e altri Paesi dell’SCO ed Euroasiatici dal sistema commerciale e finanziario a base americana, questi Paesi si troveranno nello stesso inquadramento economico di Cuba, Iran e altri Paesi che sono stati isolati per mezzo di sanzioni. Lo scopo è far scegliere a questi Paesi tra l’impoverimento derivante da tale esclusione o acconsentire le spinte neoliberali americane per finanziare le loro economie e imporre l’austerità nel loro settore governativo e di welfare.

Ciò che manca in tali congetture è l’idea di massa critica. Gli Stati Uniti potrebbero usare l’FMI e la Banca Mondiale come leve per escludere Paesi che non si trovano nell’orbita americana dal prendere parte al commercio globale e al sistema finanziario e potrebbe persuadere con la forza l’Europa dall’imporre sanzioni commerciali e finanziarie alla Russia. Ma quest’azione produce una reazione uguale e opposta. Ciò è l’eterna legge di Newton della geopolitica. La contromisura indicata è per gli altri Paesi creare semplicemente la loro propria organizzazione finanziaria internazionale come alternativa all’FMI, la loro propria istituzione d’appoggio per la concessione di prestito, da giustapporre alla Banca Mondiale che fa riferimento agli Stati Uniti.

Tutto ciò richiede un tribunale internazionale per gestire le controversie liberate dalla persuasione americana, in modo tale da trasformare la giurisprudenza internazionale in un tribunale fittizio che segua i dictat di Washington. L’Unione Economica Euroasiatica ora ha il suo proprio tribunale per emettere un giudizio sulle controversie. Fornirebbe un’alternativa al tribunale federale del Giudice Griesa a New York che governa a favore dei vulture funds (ndT. fondi avvoltoio) che facciano deragliare i negoziati relativi al debito dell’Argentina, escludendola dai mercati finanziari stranieri. Come ha minacciato il Presidente Poroshenko nel Parlamento ucraino, se il Tribunale dell’Arbitrato Internazionale di Londra (sotto le cui regole sono registrate le obbligazioni russe emesse all’Ucraina) permette frivole pretese legali (in inglese barratry, ndT. baratteria), anch’esso diventerà vittima dell’obsolescenza geopolitica.

Più l’asservimento viene allo scoperto e la linea politica riguardante la geopolitica americana si realizza nell’appoggiare escrescenze di fondamentalismo islamico radicale di Al Qaeda in tutto il Vicino Oriente, i governi nazionalisti di destra in Ucraina e nei Paesi Baltici, sempre più grande sarà la pressione catalitica per la Shanghai Cooperation Organization, l’AIIB e le istituzioni euroasiatiche per la liberazione dal sistema di Bretton Woods post-1945, amministrato dai Dipartimenti di Stato, Difesa e Tesoro americani e dalla sovrastruttura NATO.

La questione ora è se Russia e Cina possono stare aggrappate ai BRICS e all’India. Proprio come Paul Craig Roberts ha di recente ricapitolato le mie idee, esposte in quest’articolo, si torna alla frattura globale proposta da George Orwell in 1984 tra l’Oceania (gli Stati Uniti, la Gran Bretagna e i suoi alleati della Nato dell’Europa settentrionale) e l’Eurasia.

Michael Hudson

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2015/12/18/the-imf-changes-its-rules-to-isolate-china-and-russia/

18.12.2015

Traduzione per www.Comedonchisciotte.org a cura di NICKAL88

NOTE

[1] Anton Siluanov, “Russia wants fair rules on sovereign debt”, Financial Times, 10 dicembre 2015.

[2] “Putin Seeks Alliance to Rival TPP”, RT.com (4 dicembre 2015),

https://www.rt.com/business/324747-putin-tpp-bloc-russia/. L’Unione Economica Euroasiatica è stata creata nel 2014 da Russia, Bielorussia e Kazakhstan, alla quale ben presto si è unito il Kyrgyzstan e l’Armenia. Il SCO (ndT. Shanghai Cooperation Organization) è stato creato nel 2001 a Shanghai dai leader di Cina, Russia, Kazakhstan, Kyrgyzstan, Tajikistan, e Uzbekistan. India e Pakistan sono nell’elenco per l’adesione, insieme a Iran, Afghanistan e Bielorussia come osservatori e altri Paesi dell’Asia orientale e centrale come “partner di dialogo”. L’ASEAN (Association of Southeast Asian Nations) è stato formato nel 1967, in origine da Indonesia, Malaysia, Filippine, Singapore e Thailandia. Successivamente ha subito un’espansione. Cina e l’AIIB stanno aprendo un dialogo per sostituire la Banca Mondiale. Gli Stati Uniti d’America si sono rifiutati di associarsi all’AIIB, facendo opposizione fin dall’inizio.

[3] Richard Koo, “EU refuses to acknowledge mistakes made in Greek bailout”, Nomura, 14 luglio 2015. Richard Koo, r-koo@nri.co, jp

[4] Ian Talley, “IMF Tweaks Lending Rules in Boost for Ukraine”, Wall Street Journal, 9 dicembre 2015.

[5] Anders Aslund, “The IMF Outfoxes Putin: Policy Change Means Ukraine Can Receive More Loans”, Atlantic Council, 8 dicembre 2015. Su Johnson’s Russia List, 9 dicembre 2015, #13. Aslund era uno strenuo difensore del trattamento shock neoliberale e dell’austerità in Russia e ha considerato l’austerità lettone come una storia di successo piuttosto che come un disastro.

[6] Ian Talley, op. cit.

[7] Anders Åslund, “Ukraine Must Not Pay Russia Back”, Atlantic Council, 2 novembre 2015 (da Johnson’s Russia List, 3 novembre 2015, #50).

[8] Anders Aslund, “The IMF Outfoxes Putin”, op. cit.

[9] Citato nell’articolo di Tamara Zamyantina, “IMF’s dilemma: to help or not to help Ukraine, if Kiev defaults”, TASS, tradotto su Johnson’s Russia List, 9 dicembre 2015, #9.

[10] Fornisco una narrazione del disastro greco in Killing the Host (2015).

[11] Reuters, “IMF rule change keeps Ukraine support; Russia complains”, 8 dicembre 2015. http://www.reuters.com/article/us-ukraine-crisis-imf-idUSKBN0TR28Q20151208#r8em59ZOcIPIkqaD.97

[12] Anders Aslund, “The IMF Outfoxes Putin”, op. cit.

[13] Anna Gelpern, “Russia’s Bond: It’s Official! (… and Private … and Anything Else It Wants to Be …)”, Credit Slips, 17 aprile 2015. http://www.creditslips.org/creditslips/2015/04/russias-ukraine-bond-its-official-and-private-and-anything-else-it-wants-to-be-.html

[14] Anton Siluanov, “Russia wants fair rules on sovereign debt,” Financial Times, 10 dicembre 2015. Ha aggiunto: “Il finanziamento russo non è stato realizzato per profitto commerciale. Così come l’America e la Gran Bretagna fanno con regolarità, esso forniva assistenza a un Paese che desse appoggio alle sue direttive politiche. Gli Stati Uniti stanno ora dando supporto all’attuale governo ucraino, mediante il programma di garanzia USAID.”

[15]John Helmer: IMF Makes Ukraine War-Fighting Loan, Allows US to Fund Military Operations Against Russia, May Repay Gazprom Bill”, su Naked Capitalism, 16 marzo 2015 (dal suo sito Dances with Bears).

[16] “Ukraine Rebuffs Putin’s Offer to Restructure Russian Debt”, Moscow Times, 20 novembre 2015, da Johnson’s Russia List, 20 novembre 2015, #32.

[17] “Lavrov: U.S. admits lack of prospects of restoring Ukrainian solvency”, Interfax, 7 novembre 2015, tradotto su Johnson’s Russia List, 7 dicembre 2015, #38.

[18]Citato da Tamara Zamyantina, “IMF’s dilemma”, op. cit. [fn 8].

[19] Vladimir Putin, “Responses to journalists’ questions following the G20 summit”, Kremlin.ru, 16 novembre 2015. Da Johnson’s Russia List, 17 novembre 2015, #7.

[20] Anton Tabakh, “A Debt Deal for Kiev?” Carnegie Moscow Center, 20 novembre 2015, su Johnson’s Russia List, 20 novembre 2015, #34. Tabakh è Direttore per i rating regionali presso “Rus-Rating” e professore associato presso la National Research University Higher School of Economics di Mosca.

[21] “Lavrov: U.S. admits lack of prospects of restoring Ukrainian solvency”, 7 novembre 2015, tradotto su Johnson’s Russia List, 7 dicembre 2015, #38.

[22] “In Conversation with Dmitry Medvedev: Interview with five television channels,” Government.ru, 9 dicembre 2015, da Johnson’s Russia List, 10 dicembre 2015, #2

Pubblicato da Davide

  • annibale51

    Premetto che sono un contadino e che me ne intendo poco…ma cosa vuol dire isolare Russia, Cina, Iran e Brics? Avete guardato una cartina geografica? Cosa vuol dire isolare mezzo mondo? Che loro fanno gli affari suoi e noi i nostri? e quindi diventeranno poveri? Uhm…direi che queste iniziative sono puzzette  dell’ Occidente…ad occhio e croce ci vorranno 500 anni prima che diventino più poveri e con guida di politici corrotti o ubriaconi. Mi sa che se va avanti così gli isolati, vecchi e pieni di debiti, saremo noi!   

  • marcoferro

    prima o poi tutte queste controversie esploderanno e ci sarà una guerra tottale con un tutti contro tutti e fine dei giochi.

  • RenatoT

    infatti 🙂