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LEVI MONTALCINI, CATTIVI MAESTRI E FALSA SCIENZA

DI ALESSANDRA COLLA
Caos scritto

Ora che, per dirla aulicamente, la parabola terrena di Rita Levi Montalcini si è conclusa, espongo qualche considerazione in merito.

Sono contenta che sia morta? No, direi di no. La morte è il destino di tutti i viventi, e mi pare stupido gioire di una necessità. Avrei preferito che intervenisse Nemesis, a suo tempo — ma capisco che il secolo breve abbia imposto anche alle divinità un surplus di lavoro.

Non mi dispiace nemmeno che sia vissuta fino a 103 anni: naturalmente è lunghissima la lista di coloro che avrei preferito beneficiassero della medesima longevità, ma la cosa non dipende da me né da nessun altro mortale — pertanto è inutile dolersene.

Non me la prendo neanche per le ombre sull’assegnazione del Nobel e sulla vecchia serissima faccenda del Cronassial, il farmaco spacciato per miracoloso e rivelatosi poi mortale; né per l’entusiastico sostegno a scenari da incubo come la produzione e l’impiego degli embrioni chimera.

In realtà quello che più mi urta (mi ha sempre urtato) è l’incrollabile fiducia di questa pia macellaia nella bontà-giustezza-doverosità della sperimentazione animale, pratica discutibile ormai riconosciuta inaffidabile eppure sempre difesa a spada tratta col ricorso ai consueti distinguo:

[…] Nel 1960 il direttore di una commissione australiana sul cancro, Kenneth Starr dice: «È impossibile applicare alla specie umana informazioni ottenute provocando il cancro negli animali». Nel 1981, Dulbecco: «l’alterazione della funzione dei geni è diversa nell’animale e nell’uomo». Il professor Burr della California: «Possiamo fidarci solo delle sperimentazioni compiute sull’uomo».
C’è qualcuno che recentemente ha denunciato gli abusi nella sperimentazione animale. È il premio Nobel Rita Levi Montalcini, destando stupore sulle pagine di alcuni giornali.

“Nemesis” di Alfred Rethel (1937)

RITA LEVI MONTALCINI
Non sono animalista. Sono per il controllo e la dignità dell’animale. Tanto è che giovane, ancora adolescente, ho rifiutato qualunque esperimento che potesse comportare sofferenza al cucciolo, poniamo. Quindi io ho mai cambiato, sono sempre stata per il rispetto dell’animale, ho rifiutato la carriera di sperimentazione che non accettavo. Quando io ero in America ho visto tagliare le corde vocali agli animali domestici per non sentir le loro urla. Questo è atroce: non soltanto si fa soffrire l’animale ma gli si impedisce di dimostrarlo. Ho fatto un esperimento su un primate, un piccolo, e si è ribellato, era semplicemente un’iniezione innocua, ma la sofferenza che io vedevo mi ha impedito di lavorare anche a livello dei primati subumani.

AUTRICE
Serve o non serve allo scienziato?

RITA LEVI MONTALCINI
Si, oddio bisogna che sia controllata, purtroppo non possiamo farne a meno, però lo si deve fare con il massimo rispetto dell’animale stesso e senza farlo soffrire.

[…]

AUTRICE
Ma esistono dei farmaci che sono stati sperimentati sugli animali e poi sull’uomo hanno dato risultati completamente diversi.

RITA LEVI MONTALCINI
No, non mi risulta! Io ritengo che l’esperimento sull’animale è valido, naturalmente con il controllo. Scusi: ma sono domande che non mi vanno tanto. [fonte]

Ora, questa donna è campata fino a superare il secolo di vita; posto che ci si comincia a interrogare sulla possibilità/esigenza di una via alternativa alla sperimentazione animale (non chiamatela “vivisezione”, ché questi dispatici s’indispettiscono) perlomeno sul finire degli anni Cinquanta del XX secolo, all’epoca Rita Levi Montalcini era quasi nel mezzo del cammin di sua vita. Da allora, ha continuato la sua attività per un altro mezzo secolo: possibile che una studiosa preparata, di mente acuta e intelligenza aperta (così dicono), in tanti decenni non abbia mai neanche per un momento avvertito l’esigenza di fermarsi a riflettere o il bisogno di interrogarsi sul suo vissuto? Possibile che in un campo sdrucciolevole come quello della ricerca la signora non sia mai stata sfiorata dal dubbio che certe pratiche fossero superate o di esito incerto o eticamente riprovevoli?

Ecco, è questa inscalfibile certezza che mi spaventa — diffido sempre di chi non nutre dubbi e non osa mettersi in discussione. Così, lo ripeto, non sono contenta che sia morta Rita Levi Montalcini; e neanche dirò che mi dispiace. Quello che mi dispiace veramente è che abbia allevato generazioni di studiosi pronti a seguire il suo esempio — cattivi maestri formano cattivi allievi.

Alessandra Colla
Fonte: www.alessandracolla.net
Link: http://www.alessandracolla.net/2013/01/03/levi-montalcini-cattivi-maestri-e-falsa-scienza/
3.01.2013

Pubblicato da Davide

  • Delusidalbamboo

    E’ molto difficile entrare nella testa delle persone.

    Non sappiamo, e non sapremo mai, se la Montalcini non ha mai avuto dubbi oppure se li ha avuti.

    La mia opinione è che non serve perdere tempo a giudicare le persone del passato: bisogna analizzare le loro azioni, evitare i loro errori, prendere ad esempio i loro pregi, e cercare di fare meglio nel nostro futuro.

    Questo è costruzione, questo è crescita e questo è il vero progresso (che, secondo me, deve essere morale prima che tecnologico).

    Detto ciò, sono convinto che ai funerali della gente famosa, indipendentemente dal fatto che si tratti della Montalcini, di Raimondo Vianello o di Jim Morrison, la gente piange soprattutto un pezzo della propria vita che se ne va via di cui il defunto è solamente un simbolo.

    Guido Mastrobuono – http://www.delusidalbamboo.org [www.delusidalbamboo.org]

  • lucamartinelli

    Il Cronassial non è nemmeno il peggio della disonestà di fondo della cara estinta. Cominciamo pure coll’affermare che la scoperta che le ha portato il Nobel è stata come la scoperta dell’acqua calda. Da allora ad oggi questo Fattore di crescita del tessuto nervoso non ha portato nessuna ricaduta concreta. Zero di zero. Anzi c’è chi sostiene che detto fattore era già noto ad altri ricercatori da tempo. Ma il bello viene ora e consiste nella coincidenza che ha legato il fattore della Rita ad un farmaco “rigenerante” prodotto dalla Fidia farmaceutica, che era destinato ai pazienti con problemi al sistema nervoso, dal trauma cranico alla sciatica. Si chiamava Sygen e costava un pacco di soldi. Inutile dire che era totalmente inefficace. Si trattava di cervello bovino frullato e liofilizzato, senza nessun principio attivo se non il prione della Bse (mucca pazza). La grande ricercatrice lo sostenne a spada tratta finchè, travolta dalle polemiche che nessuno sa e nessuno ricorda, si presentò in televisione a dire che il farmaco “poteva” aiutare in “qualche caso”. estremo tentativo truffaldino di servire la Fidia che le aveva sponsorizzato il Nobel togliendolo a chi era più meritevole. La casa farmaceutica era preoccupata del crollo delle vendite dovuto al rifiuto dei medici rianimatori di praticare il farmaco. Buon anno cari.

  • vanbasten83

    Alessandra Colla, un altro mistero di CDC come Cori Modigliani e Massimo Fini.

  • ferval

    Vanbasten, quali sarebbero i misteri di Di Mori Codigliani e Massimo Fini, io non ne so niente!…

  • lucamartinelli

    nemmeno io ne so niente. Illuminaci!

  • Vocenellanotte

    Su CDC viene pubblicato di tutto. Perciò non mi stupisco, ma accostare Cori Modigliani a Massimo Fini è inspiegabile e ancora più misterioso. Passiamo da un logorroicismo empio e fazioso, a una prosa sintetica, cruda, scomoda, tagliente, dai contenuti pienamente condivisibili.

  • Allarmerosso

    Sempre a guardare i messaggeri e non il messaggio ???

  • eresiarca

    Montalcini: Raffi (Grande Oriente d’Italia), una perdita per tutta l’umanità. Nel suo nome, proseguire le battaglie di pensiero e di libera ricerca.
    http://radiospada.org/2013/01/02/la-massoneria-omaggia-r-levi-montalcini/

  • cardisem

    Non metto lingua su cose di cui non ho competenza, anche se il sospetto e lo scetticismo sono uno dei miei difetti. Ma questa venerando signora non credo sia egualmente competente, oltre che in medicina e nelle cose per il quale le hanno dato un Nobel, anche in temi filosofico giuridici. Non ho per nulla apprezzato la sua firma nell’elenco di quanti hanno presentato un disegno di legge liberticida, con la quale anche in Italia si vorrebbe mandare in galera chi contesta non dati bio-medici (vivisezione, animali, ecc.) ma temi “storici”, sui quali la defunta non credo abbia nessuna competenza… Ma competenza o meno il principio della libertà di pensiero e di ricerca vale in tutti i campi della scienza… Possibile che il Premio Nobel Montalcini queste cose non le avesse comprese? Da qui nascono i miei dubbi e sospetti sulla Fama che in viata ha accompagnato questa Signora, a cui sommessamente esprimo tutta la pietà che si deve ad ogni persona defunta qualche che sia stata la sua vita ed il giudizio che su di essa ci è consentito dare.

  • cardisem

    Ma che diavolo dice costui? E il disegno di legge liberticida che Rita ha firmato? Cosa ha a che fare con la libertà di pensiero e di ricerca? fa proprio specie che una “scienziata” abbia firmato un simile disegno di legge!

  • Nauseato

    In realtà sarebbe bene saper guardare correttamente l’uno e l’altro.

  • maxbn

    ricordo il Sygen ed il Cronassial (lavoro in farmacia) all’epoca 1990/91 costavano circa 90000 lire ed i medici di base ne prescrivevano a tonnellate.
    E ricordo anche quando i titolari della Fidia furono fermati al confine della svizzera con 50 (cinquanta) miliarducci di lire.
    E ricordo anche il boicottaggio della scienza ufficiale alla cura DI BELLA…
    Ei ricordo anche il monito di Martin Luther King “VI PREGO SIATE SEMPRE INDIGNATI”

  • Aironeblu

    È morta la Montalcini… Pace all’Anima nostra!

  • nuvolenelcielo

    io non mi stupirei. gli scienziati non si fanno molte domande al di fuori di quello che è il loro campo specifico, sono dei gran pedalatori e non dei gran pensatori.

  • eresiarca

    È tutta una buffonata

  • geopardy

    Profondo,

    Geo

  • nigel

    Ricordi le monografie che accompagnavano il prodotto? Ha… com’erano suggestive. Il target del farmaco doveva essere l’ “area di penombra ischemica”. Chissa’ chi ha partorito quest’immagine, fusione di scienza, poesia, interessi e corruzione

  • Santos-Dumont

    Quoto il contenuto dell’articolo.