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L’EUROPA DOVRA' AFFRONTARE UNA SECONDA RIVOLTA. I SOCIALISTI PORTOGHESI IN FORTE ASCESA RESPINGONO L’AUSTERITA’

DI AMBROSE EVANS-PRITCHARD

telegraph.co.uk

La Germania è preoccupata perché qualsiasi concessione alla Grecia farà inevitabilmente scattare una sorta di contagio politico, in grado di provocare in tutta l’Europa meridionale il collasso della disciplina fiscale.

L’Europa corre il rischio di una seconda rivolta delle forze di sinistra del Sud. Il Partito Socialista del Portogallo ha promesso di sfidare le richieste di austerità dei creditori, e di bloccare eventuali ulteriori licenziamenti dei dipendenti pubblici.

“Noi attueremo una politica all’opposto”, ha dichiarato Antonio Costa, leader dei socialisti portoghesi.

Egli sostiene che la netta maggioranza del suo Partito vuole fermare “l’ossessione per l’austerità”. Parlando con i giornalisti a Lisbona – il paese sta preparandosi alle elezioni generali di Ottobre – il Sig. Costa ha insistito sul fatto che il Portogallo deve cominciare a ricostruire delle parti fondamentali del settore pubblico, sottoposto a tagli molto drastici dal precedente regime imposto dalla troika [Commissione Europea-BCE-FMI]

I socialisti hanno un piccolo vantaggio, nei sondaggi, sulla coalizione conservatrice al governo e potrebbero anche collaborare con i Partiti di estrema sinistra, forse anche con il vecchio Partito Comunista.

“Deve esserci un’alternativa che possa permetterci di voltare pagina sull’austerità, di rilanciare l’economia, di creare posti di lavoro e – nel rispetto delle regole dell’Eurozona – di ridare speranza a questo paese”, egli ha detto.

Nonostante il Partito Socialista insista nel dire che è “un animale diverso” rispetto al movimento radicale greco Syriza, c’è comunque fra i due Partiti una sorprendente somiglianza, sia in alcune parti del linguaggio pre-elettorale che nelle proposte. Anche Syriza aveva promesso di attenersi alle regole dell’UEM ma, allo stesso tempo, portava avanti una campagna politica destinata a provocare uno scontro frontale con i creditori.

Il Sig. Costa ha accusato il governo portoghese di voler lanciare un blitz sulle privatizzazioni, nei suoi ultimi giorni di vita, e ha avvertito che i socialisti bloccheranno o rivisiteranno la vendita della compagnia area di bandiera, la TAP, come anche la privatizzazione degli hubs del trasporto pubblico e le opere idrauliche.

Il linguaggio più duro lo ha riservato al Fondo Monetario Internazionale – ma questo è un riflesso dell’ambiente culturale della sinistra portoghese – che, in realtà, è stato un partner minore nella missione della Troika.

Il Sig. Costa ha presentato a Marzo un pacchetto di 55 misure, guidato da un’ondata di spesa in favore dell’assistenza sanitaria e dell’istruzione, che equivale ad una forma di reflazione fiscale [scolasticamente, moderata nuova inflazione successiva ad una deflazione, innescata dall’iniezione di una maggior quantità di moneta]. Il Partito Socialista, inoltre, attenuerà le riforme sul lavoro e renderà più difficile, per le aziende, il licenziamento dei lavoratori.

Il piano sembrerebbe del tutto incompatibile con il Fiscal Compact dell’UE, che impone al Portogallo di conseguire enormi avanzi primari per ridurre il debito pubblico dal 130 al 60% del PIL in 20 anni, sotto pena di forti sanzioni.

Gli attacchi sempre più feroci portati a Lisbona nei riguardi dell’austerità rischiano di far aumentare i timori che Berlino nutre nei riguardi della disciplina di bilancio e delle riforme che sono da attuare in tutta l’Europa meridionale, se si dovessero fare delle concessioni ai ribelli della Grecia. Doversi preoccupare anche del “rischio morale” [political moral hazard] complica notevolmente la ricerca di una soluzione per la Grecia.

“La Grecia è il banco di prova che tutti stanno guardando con molta attenzione. È per questa ragione che i Primi Ministri di Spagna e Portogallo sono sostenitori così forti della linea dura”, ha sostenuto Vincenzo Scarpetta di Open Europe [http://openeurope.org.uk/contact/].

Nessuna soluzione per la Grecia è ancora in vista [http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11612513/Bundesbank-warn-Greeks-are-on-the-edge-of-default.html]. Syriza continua a vivere alla giornata. Rimanda il default settimana dopo settimana facendo ricorso a dei fondi “oscuri”. Il Ministro delle Finanze del paese, Yanis Varoufakis, Lunedì notte ha detto alla televisione greca che “le pensioni e gli stipendi sono sacri” e avranno la priorità se il denaro dovesse esaurirsi: “Preferirei il default nei riguardi del Fondo Monetario Internazionale, piuttosto che sui salari”.

Inviando all’esterno dei messaggi contrastanti, ha anche detto che la Grecia non ha né “piani di rottura” con Bruxelles né piani per un “cambio di valuta”.

Il Portogallo non è più sottoposto al controllo della Troika. Ne è uscito lo scorso anno con un programma di salvataggio da 78 miliardi di euro ed è tornato sui mercati. E’ in grado, attualmente, di farsi prestare denaro a-10-anni ad un tasso d’interesse del 2.35%. “Noi non abbiamo più alcuna influenza diretta”, ha dichiarato un funzionario dell’UE.

I paesi interessati, tuttavia, restano sotto la cosiddetta “sorveglianza post-programma”, che comprende due missioni annuali di monitoraggio “sul campo”, fino a quando non hanno rimborsato il 75% del denaro prestato. Conseguentemente, il Portogallo non sarà libero per un lungo periodo di tempo.

Il “testo di legge”, inoltre, stabilisce che il Consiglio dei Ministri dell’UEM può emanare delle “raccomandazioni per l’attuazione di azioni correttive, se necessario e se del caso”. I fondi per i bail-outs [salvataggi esterni] stanziati dall’UE [ESM e EFSF] hanno comunque un proprio “meccanismo di allerta” per garantire che i debitori restino sulla giusta strada.

Il Portogallo ha superato la crisi di austerità con una forma molto migliore rispetto alla Grecia, ma è ancora vulnerabile, considerando gli elevati livelli del “debito aggregato” [pubblico e privato] e i più bassi livelli d’istruzione rispetto alla Grecia.

Il debito totale, pubblico e privato, è oltre il 370% del PIL [per una visione complessiva dei paesi europei si può consultare, fra i tanti, questo sito: http://www.forexinfo.it/L-Italia-non-e-il-paese-piu], il più alto d’Europa. Questo lascia il paese gravemente esposto agli effetti della “deflazione del debito”, a PIL nominale stagnante.

William Buiter, economista-capo di Citigroup, ha detto che il Portogallo ha molte delle stesse “patologie” economiche della Grecia, e si troverà probabilmente in “prima linea”, sul fronte del contagio, se la “santità” dell’Unione Monetaria dovesse essere violata dall’espulsione della Grecia.

Il Citigroup ha calcolato che gli indici di indebitamento del Portogallo hanno già superato il punto di non ritorno e ha avvertito che il Paese avrebbe bisogno di una qualche forma di ristrutturazione del debito, per poter ricominciare da zero. Questa persistente paura presente nel mercato espone il Portogallo ad una nuova crisi del debito, se la ripresa dell’Eurozona dovesse “esaurire il vapore”.

Il FMI, nel “2015 Article IV Consultation” di questa settimana [http://www.imf.org/external/pubs/ft/scr/2015/cr15126.pdf], ha detto che il piano di salvataggio del Portogallo è stato un successo, ma ha anche avvertito che “il paese resta molto vulnerabile”.

Il “miracolo delle esportazioni” ha una base molto stretta e non riflette ancora un guadagno duraturo in termini di competitività: “Non c’è ancora stato un riequilibrio durevole dell’economia e il settore non-tradable è ancora dominante [scolasticamente, è il settore dei servizi locali non vendibili all’estero, quali l’istruzione, la salute, il piccolo commercio e l’artigianato, le costruzioni etc.]”.

Nonostante le esportazioni siano passate, dal 2010, dal 30 al 40% del PIL, il quadro resta tuttavia molto meno roseo per quanto riguarda le “esportazioni nazionali a valore aggiunto”, la metrica utilizzata dal FMI per misurare eventuali guadagni di competitività].

Il FMI ha detto che il Portogallo sta attualmente beneficiando di “un tris composto da: tassi d’interesse ai minimi storici, indebolimento dell’euro e bassi prezzi del petrolio”, ma questo ciclico “vento in poppa” svanirà nel corso del tempo: “Il Portogallo deve affrontare una sfida molto dura per la crescita. La produttività è diminuita nel corso dell’ultimo mezzo secolo. Guardando al futuro, la popolazione portoghese in età lavorativa andrà a diminuire, mentre lo stock di capitale [del paese] sta contraendosi come conseguenza dei sotto-investimenti”.

Questa “trappola della stagnazione” rende estremamente difficile per il paese crescere a sufficienza per uscire dal debito, o per superare le “passività esterne”, che sono pari al 215% del PIL.

Il FMI ha sostenuto che: “È necessaria una soluzione sistemica al problema dell’eccessiva leva finanziaria. Le banche che mantengono sui loro libri contabili quantità eccessive di cattivo credito non solo mettono in pericolo la stabilità finanziaria, ma sono anche incapaci di finanziare la ripresa economica”.

Ambrose Evans-Pritchard

Fonte: www.telegraph.co.uk

Link: http://www.telegraph.co.uk/finance/economics/11616002/Europe-faces-second-revolt-as-Portugals-ascendant-Socialists-spurn-austerity.html

19.05.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCO

Fra parentesi quadra [ … ] le note del Traduttore

Pubblicato da Davide

  • albsorio

    Finché si usa una moneta privata garantita da debito pubblico si è succupi e vittime di chi la emette e controlla, tutto il resto (destra vs sinistra, sud vs nord) è noia…

  • SanPap

    concordo pienamente

    e prima si fa chiarezza attorno a questo problema e meglio è

    più si va avanti e più la situazione si incancrenisce

    e diventa sempre più concreta l’opzione "piazza" per risolverla

  • Hamelin

    L’opzione piazza non risolverebbe nulla .

    Aggiungerebbe caos ad altro caos , ira ad altra ira e frustrazione a frustrazione .

    Ci vorrebbe una rivoluzione culturale .

  • Jor-el

    Vero. Ed è per questo che il potere sta concentrando i suoi sforzi per addomesticare il dissenso. Hanno capito che è sì importante insegnare alla gente come dire "sì", ma che è altrettanto importante insegnargli a dire "no".

  • SanPap

    la rivoluzione culturale l’ho sempre sostenuta anch’io, ma temo ci voglia tanto tempo, troppo tempo, tempo che no abbiamo più

    qualche giorno addietro parlavo con una persona, laureata, che cercava delle serie storiche, le ho suggerito "Perché non vai all’Accademia dei Lincei, cerca tra gli atti dei congressi, sicuramente troverai qualcosa"

    risposta "Dove devo andare ?"

    partiamo da troppo lontano per una rivoluzione culturale.

  • SanPap

    la rivoluzione culturale l’ho sempre sostenuta anch’io, ma temo ci voglia tanto tempo, troppo tempo, tempo che no abbiamo più

    qualche giorno addietro parlavo con una persona, laureata, che cercava delle serie storiche, le ho suggerito "Perché non vai all’Accademia dei Lincei, cerca tra gli atti dei congressi, sicuramente troverai qualcosa"

    risposta "Dove devo andare ?"

    partiamo da troppo lontano per una rivoluzione culturale.