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L’EURO/CIVETTA GRECO DAGLI OCCHI GLAUCHI DELLA MORTE

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

L’ “eterno ritorno dell’uguale” di Friedrich Nietzsche, caratterizza l’ontologia circolare della storia delle società e anche del capitale, per cui l’universo rinasce e rimuore secondo cicli temporali fissi e necessari, ripetendo eternamente un percorso anche diverso, ma rimanendo sostanzialmente sempre se stesso. Cioè in un sistema finito, con un tempo infinito, ogni combinazione può ripetersi infinite volte: “L’eterna clessidra dell’esistenza viene sempre di nuovo capovolta e tu con essa, granello della polvere!”. (Nietzsche, La gaia scienza)

Così l’attuale situazione politico economica dell’Eurozona ricorda da vicino, come fosse appunto un remake iperrealistico postmoderno, una vicenda che si perde nella notte dei tempi, ma che prevede molte affinità e parallelismi con quella attuale: la defezione di Mitilene all’Imperialismo ateniese del 427 a.C., raccontata da Tucidide nelle “Storie”.

Il 3° libro delle “Storie” appunto affronta il tema scottante della nascita dell’Imperialismo ateniese, sollevando la questione delle prime diserzioni alla Lega Delio-Attica, divenuta con Pericle una sorta di Eurozona d’antan, con cui lo “stratega della democrazia” sanciva e consolidava la supremazia militare e politica della città di Atene sul resto degli alleati. Una serie di misure resero subito esplicita la soggezione delle città delio/attiche: l’estensione dell’uso della moneta (ma va!), la riforma delle procedure di riscossione dei prelievi tributari (Fiscal Compact, Mes …), l’invio di ispettori con il compito di controllare le attività politiche locali.

Infatti la cosiddetta “civetta” era una moneta d’argento del peso di circa 16,5 grammi, coniata nella zecca ateniese a partire dalla fine del VI secolo a.C. Simbolo della filosofia, della saggezza e della cultura (sic), la civetta di Atena è stata rappresentata anche nella moneta da un Euro greco (lapsus freudiano?), così com’era raffigurata nell’antica tetradracma ateniese del V sec.a.C. La glaucopide Atena era dunque la dea “dagli occhi glauchi della civetta”: politeismo religioso, ma monoteismo del denaro, fin dai primi vagiti del capitalismo imperiale.

Mitilene dunque è tra le prime città a ribellarsi a questo violento imperialismo di Pericle, che aveva trasformato la Lega, originariamente sorta in funzione di difesa anti-persiana, in una Federazione di Stati spudoratamente sfruttati e spolpati da Atene, confluiti per occorrenza in una comunità di soci alla pari, che però si erano ritrovati nel tempo governati da un potere vincolante sempre più autoritario ed accentrato, che imponeva loro il versamento di un pesante tributo annuo alle casse federali (il MES?). I tributi venivano conservati nel Santuario di Apollo a Delo (santuari di Francoforte?), dove si teneva annualmente l’assemblea federale.

Dunque Mitilene (la Grecia di Tsipras) inviò i propri rappresentati all’assemblea federale, per dichiarare apertamente il proprio dissenso verso la speculazione affaristica, protrattasi nel tempo ai loro danni e sostenuta dalla borghesia capitalistica ateniese, e questi legittimarono come “giusta” la propria ribellione, sostenendo che un’alleanza del genere non rispettava valori condivisi, ma poggiava unicamente su calcoli di interesse, utilità e ricatto.

L’eterno ritorno della truffa del capitale verso i più deboli ha visto, il 4 febbraio scorso, anche Yanis Varoufakis incontrare a Berlino e a Bruxelles i vertici della Troika (Draghi, Juncker, Schäuble ), cui avrebbe fatto alcune proposte: allentare la morsa delle politiche di austerity sul debito greco per consentire una dilazione dei riscatti di credito, e permettere così una crescita economica salvifica per il recupero del benessere sociale. Teniamo presente che l’austerity e l’attuale crisi economica devastante hanno messo in ginocchio la Grecia (7000 suicidi e un aumento al 43% della mortalità infantile).
«Credo che di tutti i Paesi europei la Germania possa capire questo semplice concetto, ha detto Varoufakis, quando si avvilisce troppo a lungo una nazione orgogliosa, e la si espone a trattative e preoccupazioni di una crisi del debito deflattiva, senza vedere una luce alla fine del tunnel, questa nazione prima o poi fermenta. Non successe alla Germania sconfitta e umiliata del 1918, che vide germogliare il Nazismo all’ombra della precaria Repubblica di Weimar?»
Come ha risposto la Troika? Beh, dopo baci e abbracci di Juncker, a sera ha parlato Draghi, da buon falco/guardiano del santuario, e ha pronunciato l’oracolo: o la Grecia china la testa, accettando la prosecuzione della “terapia” della Troika, o le sue banche resteranno a secco di euri. La Bce quindi non accetterà più a garanzia titoli di debito greci per finanziare le banche elleniche, che rischiano così di andare gambe all’aria. Allineatosi sulla posizione dura dei falchi tedeschi, Draghi usa il pugno di ferro con la Grecia di Tsipras, perché la defezione anche di un solo paese dell’Eurozona rappresenterebbe un precedente troppo rischioso per la tenuta del sistema. 

Ma anche nel 427 a.C. quale fu la risposta alla ribellione di Mitilene, da parte dei guardiani del santuario dell’epoca? Addirittura due posizioni in aperta dialettica, all’interno del gruppo dirigente ateniese, provarono a risolvere il problema in chiave imperialistica. La prima fu quella dell’arconte Cleone, che si era arricchito con la conciatura delle pelli, materiale indispensabile per gli eserciti greci (oligarca del comparto militare/commerciale).

Il salsicciaio guerrafondaio Cleone dunque, con la neolingua populista ci sapeva fare parecchio, ed era particolarmente sensibile nei confronti dei Teti (popolino) e degli Zeugiti (piccoli proprietari terrieri), propose immediatamente di sterminare tutti i cittadini maschi della ribelle Mitilene, schiavizzare donne e bambini della città ribelle (appoggiata da Sparta), giustificando la propria risolutezza con la ragion di stato.

«Di frequente, in tempi passati, ho avuto occasione di convincermi, per esperienza diretta, che la democrazia è impotente al governo di un impero: concetto più di prima nitido e fermo, mentre, proprio ora, noto sui vostri volti pentiti il rammarico per la decisione su Mitilene.» (Tucidide, Guerra del Peloponneso)

Insomma Draghi e Juncker come Cleone? Certo ! Historia magistra vitae? Beh credo proprio di sì, sono gli uomini che non hanno imparato un accidente … o meglio non vogliono imparare, per un loro tornaconto.

Ma Draghi e Juncker sono anche come Pericle, perché il nobile stratega, passato alla storia come l’ideatore della democrazia ateniese, governò Atene per trent’anni, dal 460 a.C fino a quando morì di peste nel 429, e seguace dell’ideale “democratico” di Temistocle, favorì la “piena parità” dei diritti politici dei cittadini, infatti introdusse un compenso in denaro per tutti coloro che ricoprivano cariche pubbliche, permettendone così l’accesso anche ai meno abbienti, incrementò l’assistenza sociale, pagando sussidi a mutilati e invalidi, assegnando una paga a soldati e marinai e concedendo la terra delle colonie ai contadini.

Non dimentichiamo però che la democrazia ateniese interessava solo il 10% della popolazione, solo i cittadini ateniesi adulti di sesso maschile e dotati di censo godevano del diritto di voto. Quindi la forma di governo democratica, nasce in funzione dell’affermarsi della borghesia come nuova classe di potere, in cui solo chi possedeva i capitali poteva partecipare attivamente all’Ecclesia (assemblea con poteri legislativi e giudiziari), e invece erano escluse tutte le altre classi sociali: donne, schiavi, meteci (stranieri residenti). Anche chi non aveva entrambi i genitori residenti non poteva parteciparvi.

Ora però si era in tempo di guerra, e la reazione ateniese fu particolarmente dura: Mitilene fu sottoposta ad assedio, dovette capitolare e attendere nel terrore le decisioni della “città civetta”, mentre Atene, dopo aver approvato in fretta e furia la proposta del “democratico” Cleone, spedì immediatamente una nave da guerra per comunicare e far eseguire la sentenza. Ma la “saggezza” del nuovo giorno portò con sé dubbi e rimorsi per l’enormità della ritorsione, suscitati dal discorso del moderato Diodoto, che suggerì una repressione meno indiscriminata. Non che la nuova punizione fosse particolarmente lieve: uccisi 1000 aristocratici, requisita la flotta, abbattute le mura della città ed espropriata la terra.
Anche Atene, come la Troika, negava ai suoi stessi alleati la libertà di scegliere la forma di governo preferita, adducendo a pretesto la supremazia assoluta e indiscutibile del proprio “modello di democrazia”, ma in realtà per difendere sino alle estreme conseguenze il proprio potere.

Oggi i Parlamenti dell’UE si sono svuotati di potere autonomo, devono sottostare ai diktat del capitale finanziario e subirne i ricatti, se non vogliono rischiare default economico e aumento della povertà. Ma tutto ciò non sta accadendo ugualmente anche sotto l’imperio dei Trattati? E allora perché non liberarsene definitivamente, dato che la crescita economica cessa di essere un miraggio, una volta riacquistata la sovranità monetaria, economica e politica?

I parallelismi storico politici sono tanti: la Confederazione navale della Lega Attica di Delo aveva il suo cuore nel tesoro di Delo (trasferito poi ad Atene), il suo motore nella dracma/civetta, il suo braccio armato nella flotta, il suo assetto era dunque fondato, in maniera assolutistica, su una struttura economico/militare. Anche l’Unione Europea è governata da un monoteismo fondamentalista di tipo economico, il suo dio è l’Euro/civetta dagli occhi glauchi, al quale ogni altro valore è stato sacrificato, il suo braccio armato sono gli organi di disinformazione. Violenza indotta ad arte dalla “società dello spettacolo”.

I rapporti fra Atene e gli alleati erano soprattutto di tipo monetario, attraverso il versamento forzato del “phòros” (il vincolo esterno). Anche oggi chi non ottempera alle imposizioni della BCE, ne paga le dure conseguenze. Sappiamo bene che le responsabilità della crisi greca però non vanno tanto attribuite alla cattiva gestione economica della politica autoctona, quanto piuttosto alla mancanza di sovranità monetaria e alla sistematica usurocrazia praticata dal progetto criminale europeo ai danni della periferia dell’impero.

E mentre Atene pretendeva dagli alleati l’obbedienza assoluta, non tollerandone né l’uscita dalla Confederazione né semplicemente una diminuzione dell’impegno, guarda caso nel Trattato di Maastricht non è neppure contemplata la possibilità che un Paese membro possa un giorno decidere di uscire dall’Unione.

Tempi cupi dunque per noi, periferia dell’Impero. Però ora l’opinione pubblica dei paesi Piigs sta diventando sempre più sensibile al problema, anche le oche del Campidoglio si stanno forse svegliando, così come ha riaperto gli occhi glauchi la “civetta greca” di Syriza.

Che la “gaia storia” vi sia lieve …

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

11.02.2015

Pubblicato da Davide

  • oriundo2006

    Bellissimo articolo e bellissimo parallelo. Non concordo sulla non rilevanza della ”.. cattiva gestione economica della politica autoctona..” nel delineare le responsabilità della crisi. Queste ci sono eccome, a partire da un sistema politico pre-Syriza bloccato su partiti e figure immutabili, ampiamente ricattabili e sopratutto portatrici di un’immagine di potere familistico-personale che ha considerato il tesoro dello stato sua diretta proprietà da amministrare secondo propri interessi, sicuro che nessuno controllasse e sicuro che così andasse bene anche alla Eu, fatto salvo il maquillage alla Goldmann all’ultimo minuto. Il tutto all’ombra delle Logge, beninteso.

  • Rosanna

    Sono d’accordo con te oriundo2006,

    certamente anche il sistema politico bloccato pre-Syriza ha le sue gravi responsabilità, così come da noi la partitocrazia criminale, governata dalle lobbies ha condizionato fortemente la malapolitica nostrana,
    però l’attuale default economico della Grecia è dovuto soprattutto alla usurocrazia del sistema eurocratico, diversamente la Grecia con la sua vecchia dracma non sarebbe sull’orlo del default
    (anzi già fallita), come del resto nemmeno noi …

  • albsorio

    Un bel tema da liceo… ma le cose sono più semplici.

    L’euro è una moneta privata garantita da debito pubblico.
    Questo espropria chi la usa della ricchezza che produce.
    Per la Grecia, come per l’Italia è necessario pagare i debiti… con cosa? Con i propri euro.
    Si perché ogni Paese aderente alla moneta unica quando vuole soldi, non metallici, da debito pubblico in contropartita.
    Draghi interrogato su chi sia il proprietario delle banconote e dei numeretti nei PC dice che all’atto della emissione sono di BCE, lapalissiano.
    Ma un secondo dopo che ha ricevuto il debito pubblico non sa di chi siano?
    A mio avviso sono di chi li ha "comprati".
    Quindi una volta azzerato il debito con gli euro si riparte con una moneta del popolo, emessa da una banca centrale del popolo.
    Va controllato anche l’accesso al credito dei cittadini, che non deve essere più ad esclusivo appannaggio delle banche private.
    Eliminare la riserva frazionaria, una leva che amplifica la differenza tra i tassi dare e avere, motore dell’inflazione.
    Rendere libere le borse da HFT 
    Nazionalizzare i servizi e le risorse, luce acqua gas telefono, ESTRAZIONE IDROCARBURI…
    Questo dovrebbe fare la Grecia e l’Italia.
  • Rosanna

    Grazie albsorio,

    ma io non ho fatto delle proposte di risoluzione del problema, ho solo fatto un parallelismo storico tra la Lega Delio-Attica e l’attuale Eurozona, entrambe studiate ad arte dalle lobbies del potere imperialistico per spolpare gli alleati di queste comunità societarie che sono invece associazioni a delinquere, legittimate da trattati che nessun popolo ha firmato, né oggi, e nemmeno al tempo di Pericle e della sua pseudo-democrazia, dove solo il 10% della popolazione partecipava al potere.

    Ma oggi qual’è la percentuale di partecipazione democratica al potere della morente democrazia europea
    e italiana? Forse il 20%? Abbiamo fatto passi da gigante attraverso i millenni !

  • oriundo2006

    Rosanna, forse la differenza col passato è solo che la Eu non richiederà la testa di mille aristoi greci…si accontenta oggi degli iloti di Atene che si suicidano o muoiono di fame…Senza far polemica, beninteso, ma credo che quando uno stato si indebita così pesantemente come l’Italia o la Grecia o un domani gli stessi Usa, ebbene, lo fa confidando che UN DOMANI si vedrà, si farà, si dirà: insomma  prevede già implicitamente in un evento che risolverà le cose SENZA pagare o pagando assai meno. Questo ‘evento’ oggi lo abbiamo alle porte e si chiama guerra. Dracma o non dracma, lira o scudo non conta più di tanto. Paradossalmente l’Euro ha RINVIATO il ‘redde rationem’ in quanto l’economia tedesca ha fatto da ‘garanzia’ implicita sui debiti ‘sovrani’ ( e de che poi ? ) degli altri Paesi, i quali probabilmente NON si sarebbero indebitati così pesantemente in ASSENZA dello ‘scudo’ europeo. Basta vedere le serie storiche pre e post moneta unica per verificarlo. Dunque le responsabilità sono a ripartirsi fra tutti gli attori, nessuno escluso, tantomeno parte del popolo greco che è vissuto non ‘sopra’ i propri mezzi ma senza darsi peso collettivo di quanto facessero i propri governanti, lasciandoli fare confidando appunto in una facile ‘soluzione’ di tutti i problemi una volta entrati nella moneta unica. Una faccia una razza…Georgios mi tirerà le orecchie a sentire questo ma io non salvo nessuno. 

  • SanPap
  • SanPap

    E allora come oggi un altro impero scalpitava per partecipare al banchetto.

  • Rosanna

    Proprio quello che volevo dire, attraverso il parallelismo storico, grazie SanPap, molto interessante e ben documentato l’articolo di scenarieconomici.it

    http://scenarieconomici.it/scandaloso-litalia-ha-pagato-3-100-miliardi-di-interessi-in-3-decenni-198-del-pil/ [scenarieconomici.it] [scenarieconomici.it]

    infatti dopo il famigerato Divorzio tra Bankitalia e Tesoro 1981, i tassi d’interesse pagati sul debito sono schizzati alle stelle, cui si è poi aggiunta l’introduzione del vincolo esterno e dell’eurozona, tutte le fasi di un vero e proprio golpe finanziario ai danni del benessere democratico dei popoli della periferia, a vantaggio invece del centro Europa.

  • Rosanna

    Scusa albsorio,

    vorrei anche aggiungere che lo studio della storia , anche al liceo, serve appunto per capire la realtà in cui viviamo, sarebbe bastato infatti aver capito bene le dinamiche del potere dell’imperialismo ateniese del tempo di Pericle ed assimilarlo alla vicenda dell’Eurozona, per comprendere che il capitalismo imperialistico è nato allora ed è semplicemente l’antenato di quello che esiste oggi.

    Allora era l’Atene di Pericle che sfruttava gli alleati, oggi è la Troika … cambiano i nomi, ma la truffa è tale e quale, c’è persino una moneta unica di mezzo, un tesoro conservato prima a Delo, oggi nei santuari di Francoforte, un braccio armato pronto ad intervenire, ieri come oggi.

    Vedi come talvolta basta sfogliare un testo liceale per capire, non occorre leggersi tanti trattati economici di Krugman (che è comunque una pedina del sistema).

    Certo che poi le risoluzioni possono poi essere diverse e numerose, anche quelle che nomini tu sono interessanti e giuste.

    Perché non scrivi un articolo sul tema?

  • Arcadia

    Applausi Rosanna.

  • albsorio

    Diciamo che una minoranza (1%) ha capito la storia… solo scrivere un articolo sono la persona sbagliata.

  • albsorio

    Interessante anche la storia delle 500 lire di carta emesse dallo Stato italiano senza debito da Aldo Moro morto ammazzato anni dopo  dalle BR

  • SanPap
  • Georgios

    Per
    cominciare devo dire che non sono d’accordo
    con l’introduzione dell’articolo cioè non sono d’accordo con
    Nietzsche. La storia fa sì dei cicli ma
    questi cicli rotolano verso il futuro. E’ una continua lotta ma
    anche un continuo cambiamento di sostanza.
    Diversamente saremmo rimasti ai tempi di Nabucodonosor.
    Senza considerare che
    e’ una visione non scientifica e
    pessimistica considerare che
    non cambierà mai niente, specialmente dati
    i tempi che corrono.

    Poi,
    qui si rischia di condannare la democrazia in generale, una
    democrazia inventata dai greci classici per la prima volta nella
    storia umana. E si rischia di condannarla uguagliandola
    all’imperialismo per il fatto che la democrazia ateniese ha dato vita
    in seguito (ai tempi di Pericle) all’imperialismo ateniese
    dell’epoca. La democrazia ateniese ha avuto come padre Clistene ed e’
    stata messa a punto da Efialte (non da Pericle che era stato suo
    allievo). Sarebbe un discorso troppo lungo elencare la lista delle
    importantissime riforme introdotte nella società (prima fra tutte
    l’azzeramento dei debiti delle classi deboli verso gli aristocratici)
    ma credo basti questo: In Grecia, ancora oggi si dice “ha visto
    degli Efialtes nei suoi sogni” il che si riferisce al sonno non
    tanto tranquillo degli aristocratici ai tempi di Efialte.

    In ogni
    caso le cose non sono mai bianco e nero. Le stesse situazioni possono
    influenzare il corso della storia contemporaneamente in un modo
    progressista ma anche reazionario. P. es. e’ vero tutto il racconto
    sulla federazione ateniese e su Mitilene ma la repressione e la
    crudele punizione inflitta al popolo di Mitilene, ma soprattutto agli
    aristocratici di Mitilene, ebbe luogo proprio perché questi
    aristocratici avevano avviato delle trattative con Sparta nel pieno
    svolgimento della guerra del Peloponneso. E non le avevano avviate
    per fare un favore al popolo, ma per difendere i propri interessi.

    I fondi
    raccolti a Delo erano stati ideati per poter far fronte ad una nuova
    aggressione da parte della Persia dopo le due guerre del 492 e 480
    aC. E’ vero che più tardi sono stati trasferiti ad Atene ma e’ anche
    vero che chi non si sentiva proprio contento di questa raccolta
    furono gli aristocratici i quali nella guerra del Peloponneso erano
    dalla parte di Sparta come lo erano d’altronde anche i Persiani che
    aiutarono militarmente ed economicamente Sparta. E l’esito di questa
    guerra che non era solo uno scontro tra due potenze rivali (Atene e
    Sparta) ma anche una guerra tra democrazia ed oligarchia, ha
    influenzato negativamente tutta la storia umana.

    Aggiungo
    anche che non c’erano dei borghesi ai tempi di Pericle. Il termine
    indica una classe sociale con certe caratteristiche di tipo economico
    che non esistevano allora. Non c’era stata ancora l’accumulazione di
    capitale nel senso produttivo del termine e la ricchezza prodotta
    dallo sfruttamento veniva impiegata o in opere di prestigio oppure
    veniva messa da parte, nascosta. Naturalmente e’ anche stata la fonte
    della potente flotta dell’imperialismo ateniese.

    Poi,
    c’è il famigerato discorso del 10%. Per evitare di ripetere cose già
    commentate in passato, per chi fosse interessato, propongo questo (e’
    il commento del 17/12/14, ore 16:04, stesso nick):

    http://sollevazione.blogspot.it/2014/12/liberta-democrazia-e-sovranita-di.html [sollevazione.blogspot.it]

    Per
    cui, per carità, Draghi e Juncker come Cleone sì. Ma come Pericle
    no. E poi, Cleone era stato avversario politico di Pericle.

    E
    neanche Tsipras come Mitilene. Le dinamiche oggi sono del tutto
    diverse. E non solo perché non c’è una guerra in atto nella quale
    la Grecia vuole passare dall’altra parte.

  • Rosanna
  • GioCo

    Basta una goccia o un fotone, per cambiare ogni ragione, per portare la realtà verso un altra magione. Ma ognuna di esse sarà in prigione, ognuna dentro un altro contenitore.

    Delle molte gocce che cadono, nessuna saprà se stessa altro che inutile, incapace, limitata al destino gramo di una lenta agonia contenuta. Quando infine arriverà quella per cui molti troveranno la libertà, tutti non potranno che eleggerla come speciale, mentre lei saprà se stessa identica alle altre.

    Che cos’è la libertà? Libertà da cosa o di chi? Posso essere libero se non posso uccidere chi mi pare? Che valore ha la vita senza il possesso? Esiste Godimento senza Violenza? Nelle eterne relazioni di potere, dalla nascita alla morte, è più fortunato il contenuto o ciò che contiene? Che diritto ha l’esistente di essere Tiranno per l’umana progenie di cui è figlia, di decretarne la fine a proprio piacimento?

    Zeus fu Signore relegando padre Cronos nel tartaro (uccidendolo simbolicamente), Cronos fu Signore del Cosmo dopo aver sterilizzato Urano, secondo volontà di Gea, madre terra. Ma Cronos fu signore al tempo in cui gli Uomini conobbero il massimo splendore, l’esatto paradiso dove si inizia e di termina l’esistenza senza mai sofferenza, mentre sotto Zeus l’Uomo vide crescere solo patimenti, sfinimento e inedia. Un mondo malato e morente per un Dio pazzo, inclemente, maniaco sessuale e sadico.

    Non so se saremo destinati in questo nuovo precipizio, verso un altra finta libertà da un altro finto Dio che ci riserverà altri orrori peggiori di questi, tanto da farci guardare all’oggi come a un epoca d’oro. All’epoca dei Greci era il mito degli Eroi, Umani che confinavano con il divino, noi quello dell’indecente Mercato, che tutto risolve. Finiamo per vedere il mito che ci ha preceduto migliore, perchè cancelliamo il peggio che ha garantito, in attesa di traboccare fuori a in un altro precipizio.

    Ci dicono i Veda che questo è l’ultimo giro della grande giostra di questo cosmo, prima che torni l’epoca d’oro. Ma in una giostra non c’è l’ultimo giro, c’è che scendi e te ne torni a casa, basta che non dimentichi che è solo una gigantesca, titanica, presa per il … buon giro. :))

  • furibondius

    secondo me, se può far piacere constatare le similitudini tra diverse epoche storiche, è vero anche che è estremamente importante mantenere una autonomia di pensiero, per non essere portati a credere che siccome da tremila anni le cose vanno così, non si possa cambiare. Facciamola noi, adesso, la storia……

  • Rosanna

    Ciao Georgios,

    è la prima volta che non ci troviamo d’accordo, ma ben venga, dato che la verità la si acquisisce attraverso la dialettica, e questo ce l’ha insegnato un altro greco con i suoi dialoghi: PLatone.

    Partendo dall’inizio della tua obiezione, Nietzsche dice che l’universo rinasce e rimuore secondo cicli temporali fissi e necessari,
    ripetendo eternamente un percorso anche diverso, ma rimanendo
    sostanzialmente sempre se stesso, con tutte le dovute sfumature, tanto che il suo "nichilismo" giunge a profetizzare attraverso Zarathustra un mondo nuovo e rinnovato (dunque non immobile), che fonderà una umanità più autentica e vitale (ubermensch). Il suo nichilismo dunque è addirittura propositivo, non pessimista.  Forse non sono riuscita a spiegarmi bene, scusa.

    Poi alla seconda obiezione mi sento di chiarire che non ho voluto minimamente condannare la democrazia in genere, scherziamo, e nemmeno sminuire il fatto che il sistemza democratico sia nato in Grecia, non poteva essere diversamente, dato che anche la filosofia è nata lì, e dunque tutto il pensiero e la civiltà ocidentale ha origini greche. Quindi non volevo assolutamente screditare la grandezza della civiltà e della storia greca, ma esattamente il contrario. Certo che la democrazia del tempo riguardava solo il 10% della popolazione, come ho detto, quindi non era vera democrazia, ciò non toglie che sia nata proprio lì, per i motivi che ho detto prima.

    Quanto al fatto che non ci fosse borghesia al tempo di Pericle, sono d’accordo, così come la intendiamo noi, ma c’era sicuramente il capitale, che nasce in realtà ancora prima, agli albori della civiltà, perché come dice John Zerzan in ‘Primitivo attuale’: "L’agricoltura è l’atto di nascita della produzione, e della deformazione della vita e della coscienza, quando la terra diventa uno strumento della produzione". Quindi il capitale produttivo era già nato e faceva gli interessi suoi.

    Che Cleone poi fosse molto peggio di Pericle, sono d’accordo anche su questo, come ho anche detto in relazione alle novità democratiche da lui introdotte (citate anche nell’articolo), però non dovremmo lasciarci influenzare troppo dalla retorica della storia, così come spesso ci insegna Massimo Fini, che spesso è stata raccontata dai vincitori, perché Pericle era sostanzialmente un imperialista, che ha favorito la "democrazia", perché in quel momento era funzionale al potere.

    Per ottenere soprattutto  la maggiore partecipazione possibile del popolo, infatti egli introdusse un compenso in denaro
    per tutti coloro che ricoprivano cariche pubbliche permettendone
    l’accesso anche ai più poveri. Incrementò l’assistenza sociale,
    accollando allo Stato l’educazione degli orfani, pagando sussidi a
    mutilati e invalidi, assegnando una paga a soldati e marinai in servizio
    e incentivando l’emigrazione dei contadini concedendo loro terre nelle
    colonie.

    La concezione imperialista. Pericle accelerò il
    processo di trasformazione della libera Lega delio-attica in un
    organismo imperiale tramite il quale Atene imponeva la sua volontà
    politica agli alleati, cosa simbolicamente espressa dal trasferimento da
    Delo a Atene (454 a.C.) del tesoro federale. Una serie di misure resero
    manifesta la soggezione a Atene delle città delio-attiche:
    dall’estensione dell’uso della moneta e dei sistemi metrico-ponderali
    ateniesi alla riforma delle procedure di riscossione e irrigidimento del
    prelievo tributario, all’invio di ispettori con il compito di
    controllare le attività politiche locali. Ciò fu causa di rivolte
    (l’Eubea nel 446 a.C., Samo nel 441) che misero in risalto la
    contraddizione di fondo della politica periclea, accesamente democratica
    in Atene e negatrice di ogni autonomia politica fuori di essa. Nel 457
    a.C. Pericle, alleatosi con tutti gli avversari Spartani, iniziò la prima Guerra del Peloponneso,
    ottenendo alcuni successi, e spinse Atene a combattere per difendere
    l’Egitto dai Persiani, spedizione che si rivelò un fallimento. Ripresa
    la guerra contro la Persia, gli Ateniesi riportarono una grande vittoria
    e venne firmata la pace. Scoppiata nel 431 a.C. la seconda Guerra del
    Peloponneso contro Sparta, Pericle si oppose alla parte di opinione
    pubblica favorevole ad accordi di pace con il nemico. Posto sotto
    accusa, ritenuto responsabile della guerra e della fiacca condotta
    ateniese attraversò una fase di difficoltà, ma ciononostante continuò a
    essere eletto stratego finché restò vittima dell’epidemia di peste
    abbattutasi sulla città (429 a.C.).

    http://www.sapere.it/sapere/strumenti/studiafacile/storia/Preistoria-ed-et–antica/Dall-et–di-Pericle-al-governo-dei-Trenta–il-fiorire-della-cultura-classica/L-et–di-Pericle.html

    Per concludere Georgios, mi dispiace che non ti sia piaciuto l’articolo, ma io ho fatto questo parallelismo storico per sostenere le giuste motivazioni delle rivendicazioni di Varoufakis, condannando la Troika e non tanto la Grecia, che è purtoppo una vittima del sistema eurocratico.
    Tutto qui.

  • Georgios

    Che Atene si sia pian piano trasformata in una potenza
    imperialistica l’ho scritto pure io, quindi certe scelte di Pericle
    in “politica estera” furono scontate e approvate dal popolo. Non
    poteva essere diversamente dato il ruolo determinate di Atene sia a
    Maratone (1a invasione persiana) sia a Salamina (2a
    invasione). Ma dato anche il suo commercio (che era la vera forza
    motrice di tutto), la sua egemonia in mare e come anche il suo
    sistema politico che era stato il primo esempio democratico per tutta
    la Grecia.

    Intendiamoci, democratico, tenuto conto del sistema economico di
    allora per tutto il mondo: la forza lavoro erano gli schiavi, schiavi
    con un significato del termine ben diverso da quello che gli
    attribuiamo noi oggi. Infatti fu Marx stesso che ha parlato di
    qualità democratica ma non di quantità. E di fatto certe misure a
    favore dei cittadini ateniesi rimangono impensabili perfino ai
    migliori tempi delle democrazie contemporanee.

    Il vero ruolo, dal punto di vista sociale però, di Pericle, anche
    se lo descrivi molto bene, e’ manifesto sopratutto nel suo discorso
    sconvolgente ai suoi concittadini proprio all’inizio della guerra del
    Peloponneso, come e’ stato riportato da Tucidide (uno storico grande,
    non democratico ma obbiettivo) ma e’ anche testimoniato dalla
    raccolta intorno a sé di tutte le menti radicalmente progressiste
    del suo tempo. Per cui, parlare di Cleone come “molto peggio di
    Pericle” non rende giustizia al secondo.

    Nessuna delle due guerre del Peloponneso può essere attribuita ad
    Atene. La causa in entrambi i casi fu la rivalità tra due città
    potenti e due sistemi politici contrastanti e basta.

    Per quel che riguarda il capitale, allora non esistevano
    “capitali” perché questa parola ha un significato ben preciso
    che nasce solo dal 15o – 16o secolo in poi.
    Allora esisteva solo ricchezza. Ci sarebbe stata anche l’apparizione
    del capitale in tempi abbastanza brevi se 1o la guerra del
    Peloponneso fosse stata vinta dall’alleanza ateniese e 2o
    se non fosse apparso un dio della guerra di nome Alessandro che ha
    provocato la prima mini-globalizzazione del mondo di allora. Invece
    abbiamo dovuto aspettare molti secoli.

    D’accordo su Nietzsche, infatti mi era parsa un po’ strana la tua
    affermazione e perciò sono stato un po’ provocatorio, cosa della
    quale mi scuso.

    Non e’ esatta la tua affermazione che non mi sia piaciuto
    l’articolo. Al contrario, ho captato il senso profondo di esso e sono
    assolutamente d’accordo con questo. Volevo solo chiarire che esistono
    molte cose “grigie” nelle cose e nella storia, cose che non
    dobbiamo vedere solo in bianco e nero. Tutto qui. Ecco il senso del
    discorso sulla democrazia che ho fatto e che non si indirizza
    minimamente al tuo credo democratico che non metto assolutamente in
    dubbio.

    Infine due piccole osservazioni:

    La dialettica non e’ un’invenzione platonica ma hegeliana. Platone
    faceva i dialoghi che costruiva come gli piaceva. E’ stato sì uno
    grande, ma non per questo meno reazionario.

    Non mi sono sentito minimamente offeso per il fatto che sono
    greco. Avrei difeso la “scoperta” della democrazia anche se fosse
    stata inventata dagli eschimesi.

  • adriano_53

    suggestivo.

    ma da evitare parallelismi limitati alla geometria euclidea, e mitologie partorite  dalla testa dell’uomo e non dalla sua storia.

    La storia non si ripete, è sempre nuova, aperta, libera ed ogni suo periodo, come il giorno, ha le sue pene e il suo tramonto.

  • adriano_53

    suggestivo.

    ma da evitare parallelismi limitati alla geometria euclidea, e mitologie partorite  dalla testa dell’uomo e non dalla sua storia.

    La storia non si ripete, è sempre nuova, aperta, libera ed ogni suo periodo, come il giorno, ha le sue pene e il suo tramonto.

  • SanPap

    Grazie, domani li guardo

  • Affus

    una piccola osservazione di carattere etico in tutta questa matassa storica intorno alla democrazia , imperialismo ,oligarchie varie di potere  , etc.etc.

    non ho studiato questi periodi storici, però posso affermare, per mio convincimento,  che l uomo di 10 mila anni fa è lo stesso e identico uomo di oggi con i suoi meriti ,le sue qualità umane e i suoi egoismi, che sono sempre gli stessi …..    Ma dove sono le diversità se ci sono  ? cambia solo il suo progresso scientifico che gli permette di governare e trarre ricchezza per la sua sopravvivenza sfruttando nuove fonti della natura grazie alla maggior conoscenza scientifica .Con la scienza egli domina di più e meglio la terra e il creato …. ma alla fine chi ha più mezzi e sfrutta meglio i beni della terra estende il suo potere democratico o  oligarca che sia perché la  conoscenza scientifica non significa di pari passo giustizia nel senso ebraico- cristiano del termine .   Perché la democrazia sarebbe meglio del potere oligarchico o del potere monarchico ? Solo e soltanto perché assicurerebbe secondo alcuni maggiore giustizia in quanto cercherebbe di prendere una via ugualitaria …..il che è una grossa menzogna !!!!      Una monarchia , una oligarchia o altro sistema  che conosca bene le esigenze umane e sociali del popolo da organizzare ,  la giustizia del vivere politico, può senz ‘altro essere più giusta e  infinitamente migliore di qualsiasi democrazia inventata dagli ateniesi ,dato che questi  , non avendo una legge naturale scritta ,cercavano  per via razionale e logica una giustizia o una conoscenza della verità o filosofia del vivere …… A volte si avvicinavano , a voltge si allontanavano . Tutto qui .

  • Affus

    io non sono né  ebreo , né israelita , ma mi interessa la giustizia sociale e non la democrazia che , al di là di qualsiasi democrazia o sistema politico è tutta  delineata come dato di fede e non come frutto della filosofia nei vari periodi storici dell umanità come descritta nel libro sacro , dove si parte da un nucleo familiare ,dagli anziani , dai giudici ,per passare a forme di monarchie imperialiste  e democratiche o meno .Ma tutte rapportate a come era sentita la giustizia sociale , quindi  la politica a quei tempi . Era osservata la legge ? Questo era l unico problema !!!   Ecco, in vari  periodi storici , non era osservata la giustizia sociale , ciò portava ad imperialismi , guerre e malanni storici vari …….perché alla fine trionfavano le caratteristiche basse dello stesso uomo .

  • Tonguessy

    Georgios, evito di riparlare di Storia: vedo che abbiamo posizioni inconciliabili. Tu da una parte sostieni che era giusto così perchè non si poteva fare altrimenti, io dico che non era comunque giustificabile.
    Mi voglio invece soffermare su un altro aspetto. Scrivi:
    . La storia fa sì dei cicli ma
    questi cicli rotolano verso il futuro. E’ una continua lotta ma
    anche un continuo cambiamento di sostanza.
    Diversamente saremmo rimasti ai tempi di Nabucodonosor.

    Ma questa è una classica deriva epistemologica di chi pensa che la nostra cultura sia congenta e non determinata da fattori formativi (il che, per inciso, ci riporta al punto precedente).

    Pensare che il tempo sia lineare è solo un preconcetto moderno, che vuole questo ineffabile fattore (il tempo non viene "misurato" dato che fisicamente non esiste, siamo noi uomini a dargli il valore che crediamo, addirittura in base sessagesimale invece che decimale come di solito preferiamo fare), il Caronte che traghetta le anime perse dell’antichità verso i luminosi lidi della modernità. Questo crea non poche crisi interpretative ed imbarazzi semantici. Ad esempio la crisi UE (e greca in particolare) ci dimostra che tale retta non sempre parte da zero e si inerpica per valori positivi. Spesso, al contrario, scende in territorio negativo. Quindi non è una retta, ma una curva che va dove vuole, a seconda di dove le forze umane la dirigono. Il Tempo ha dimostrato alla Grecia (ma non solo a questa nazione) che se si stava bene negli anni ’80, nel 2015 si sta molto peggio. Se Nabuccodonor fosse esistito nel 1980 e oggi fosse morto, credo che Tsipras ed i Greci tutti  ne tesserebero le lodi e maledirebbero invece il suo attuale successore.
    I cicli non rotolano neanche lontanamente verso il futuro, così come lo intendi tu e molti altri. Pensa che per migliaia di anni (molte migliaia di anni, 2,5 milioni ad essere pignoli) il Tempo era assolutamente circolare, e ritornava esattamente dove cominciava. Questo almeno fino al neolitico. Poi con l’avvento della Modernità si è resa necessaria un’interpretazione del Tempo assolutamente diversa (ma i germi erano stati gettati ben prima): non più circolare, ricorrente, ma lineare, irripetibile. Con Cogito ergo sum, ad esempio, Cartesio dice che il tempo è solo suo, e non può essere circolare, dato che il pensiero evolve. Il che è ciò che sostieni anche tu.
    Nietzsche, un po’ di anni dopo, ci metterà in guardia:
    "L’umanità non presenta una evoluzione verso qualcosa di migliore o di più forte o di più elevato nel modo in cui questo viene creduto. Il ‘progresso’ è semplicemente un’idea moderna, cioè un’idea falsa. L’europeo di oggi resta, nel suo valore, profondamente al di sotto dell’europeo del Rinascimento; la prosecuzione di uno sviluppo non è, per una qualsiviglia necessità, elevazione, potenziamento, consolidamento" (L’Anticristo)
    Ancora più preciso è John Zerzan:
    Time is increasingly a key manifestation of the estrangement and humiliation that characterize modern existence.

    Quindi per me, trovarmi davanti un Caronte che mi vuole traghettare verso i lidi della radiosa UE riepiendosi la bocca di Tempo lineare ed ineluttabilità dei cambiamenti, rappresenta solo un’aberrazione antimaterialistica, metafisica, frutto di una irricevibile devianza epistemologica.

  • Tonguessy

    Beh, visto che parli di geometria: sai chi è il primo filosofo? Talete. E sai chi inventò la geometria euclidea? Talete. E chi invece inventò la speculazione sui futures? Sempre Talete.
    Fu Talete a descrivere il metodo geometrico per calcolare il tempo che ci avrebbe impiegato una nave ad attraccare al porto di Mileto. Secondo te perchè lo fece? Mah, io penso fosse per favorire i commercianti, quindi la classe borghese di allora. Questione di soldi.
    Quando poi gli rinfacciarono di essere un inutile quanto povero filosofo, sapendo che l’annata della raccolta delle olive sarebbe stata abbondante, l’inverno prima affittò per un anno tutti i frantoi di Mileto per poi cederli al prezzo che volle imporre. Si chiama speculazione.
    Questa è la storia, e la storia si ripete come farsa per chi  la sa riconoscere.

  • Tonguessy

    Se dovessimo dare retta alla Storia (così magistralmente raccontata da Rosanna) dovremmo tutti temere il Cleone di turno che "rappresenta le istanze della nuova borghesia commerciale, radicale,
    progressista e decisamente tesa a espandere, con la propria forma di
    governo, i mercati"
    http://it.wikipedia.org/wiki/Cleone
    Cos’altro sta facendo di diverso Draghi e la schiera di giannizzeri pro UE? Qualcuno  sente parlare di popoli, se non quando il "demagogo corrotto e privo di scrupoli" (ibid) di turno si lancia in proclami a sostegno dei lavoratori?

  • Rosanna

    Certo furibondius,

    è quello che ho tentato di fare con l’articolo, proporre cioè una lettura libera della storia, fuori dagli schemi mainstream, per mettere in evidenza che dovrebbero essere gli uomini a cambiarla appunto, quindi non dovrebbero farsi imbrogliare dai "Cleone" di turno, non dovrebbero concedere loro la sovranità, non dovrebbero coninuare a votare i soliti ignobili "professionisti della neolingua".

    Solo così potranno salvarsi, dalle regressioni oscurantiste che stanno distruggendo la nostra società, attraverso la demolizione dei diritti democratici.

    Ma ce la faranno? Come ho concluso:

    "Però ora l’opinione pubblica dei paesi Piigs sta diventando sempre più
    sensibile al problema, anche le oche del Campidoglio si stanno forse
    svegliando, così come ha riaperto gli occhi glauchi la “civetta greca”
    di Syriza."

  • Rosanna

    Grazie Arcadia!!

    Leggo anch’io  sempre i tuoi post interessanti sul forum …

  • Rosanna
  • Georgios

    Neanche io sono ebreo e
    naturalmente neanche israelita, non capisco cosa c’entri questo con
    il discorso che ho fatto.

    Se ti interessa la
    giustizia sociale ma non la democrazia, mi pare che tu abbia confuso
    la democrazia con il sistema parlamentare borghese o, ancora peggio,
    con questo baraccone che ci governa e che “loro” chiamano
    democrazia.

    E, chiedo scusa di nuovo,
    non capisco quale sia il libro sacro di cui parli.

    Per quel che riguarda la
    legge, il problema non e’ che la legge deve essere rispettata, ma chi
    scrive la legge.

  • Georgios

    No, non era una caso.

    La gente aveva
    l’esperienza dell’orrore della guerra ed era ancora armata o, almeno,
    abituata a maneggiare le armi con le quali aveva combattuto.

  • Georgios

    Io non ho parlato di
    storia lineare e non ho parlato neanche di progresso.

    Ho detto “rotolano verso
    il futuro” e ho parlato di “un continuo cambiamento di sostanza”.
    Prima di tutto bisognerebbe che ci mettessimo d’accordo su cosa
    intendiamo con “lineare” e con “progresso”.

    Lasciamo perdere il
    periodo prima del neolitico e parliamo invece della società degli
    uomini. Perché e’ della società degli uomini che stiamo parlando e
    non dei dinosauri. Certo, se per esempio penso all’uomo di
    Neanderthal, trovo che in una rappresentazione grafica del progresso,
    in una scala cosi vasta, si possa usare una linea retta e si possa
    dire che rispetto a lui siamo progrediti. Perché se non possiamo
    metterci d’accordo neanche su questo, allora e’ inutile continuare a
    perdere del tempo scrivendo.

    Nel periodo in mezzo e’
    difficile trovare delle linearità specialmente se consideriamo dei
    tempi molto vicini tra loro. E con molto vicini intendo assolutamente
    alcuni decenni e spesso anche alcuni secoli. Dipende dal luogo di cui
    si parla e dal periodo storico di cui si parla.

    Ma non voglio fare
    dell’interpretazione della storia sociale dell’umanità un problema
    geometrico. Mi considererei troppo intellettuale ma anche troppo
    fesso, dati i problemi che affliggono in un modo cosi crudele me e i
    miei concittadini.

    Io la penso cosi: la
    storia la scrivono gli uomini, i popoli, agendo in doppio senso.
    Coscientemente, tramite una specie di “onde corte” che riguardano
    i brevi periodi della loro esistenza ed inerenti ai loro problemi
    quotidiani. Ed incoscientemente, tramite una specie di “onde
    lunghe” della storia che tendono a portare a ciò che alcuni, come
    ad esempio Thomas More per primo, ma anche Goethe (superuomo versione
    romantica) o Nietzsche (superuomo versione forza vitale), hanno
    chiamato Utopia.

    Le onde corte sono le
    forze parziali che agendo anche a differenza di tempo tra loro
    tendono a costruire la forza risultante, appunto ogni onda lunga. Il
    punto centrale di questo discorso e’ che la parola “incoscientemente”
    non rivela altro che la tendenza naturale dell’uomo a costruire la
    società che davvero si merita. L’Utopia appunto.

    Noi conosciamo abbastanza
    bene il modo in cui vengono costruite le cosiddette onde corte, le
    teorie marxiane hanno aiutato molto in questo senso.

    Per quel che riguarda le
    onde lunghe invece, bisogna essere ottimisti e confidare nella nostra
    specie. Certo, gli incidenti di percorso non sono mai esclusi a
    priori.

  • Tonguessy

    Come sarebbe a dire "lasciamo perdere il periodo prima del neolitico"? Vuoi ignorare il 95% del tempo vissuto dall’Umanità? Perchè? Di quale "società degli uomini  stiamo parlando"? Di quella che piave a te, ordinata in classi stratificate con gli irrisolvibili problemi di abuso dei vertici sulla base? Oppure possiamo prendere in cosiderazione TUTTE le società finora apparse sul pianeta Terra? Perchè in tal caso giova ricordare ciò che fior di antrologic hanno scritto e detto (inascoltati, pare, data la mole di disinformazione che circola) proprio sui "primitivi", ovvero su quelle società che oggi anche tu consideri immeritevoli di attenzione, mostrando un preoccupante bias culturale e percettivo sulla materia.
    A questo punto sì, " e’ inutile continuare a
    perdere del tempo scrivendo".
    Per dovere di cronaca allego due link, uno del premio Pulitzer Jared Diamond su come stiano le cose dall’avvento dell’agricoltura in poi (sul passaggio cioè dal paleolitico al neolitico) e l’altro di un altro gigante dell’antrolpologia, Marshall Sahlins che mette in chiaro quanto deviati siano i pensieri comunemente accettati sui cacciatori raccoglitori.
    http://www.sigervanbrabant.be/docs/Diamond.PDF
    http://www.vizkult.org/propositions/alineinnature/pdfs/Sahlin-OriginalAffluentSociety-abridged.pdf

    Noto con disappunto che no hai saputo spiegare perchè oggi la Grecia sia messo peggio di 30-40 anni fa senza ricorrere a trucchi contabili del tipo " gli incidenti di percorso non sono mai esclusi a
    priori". La Grecia attuale non è frutto del caso, ma di una programmazione che ha molto a che vedere con l’idea stessa di Tempo lineare. Propaganda, cioè.

  • Affus

    Il discorso a mio parere ci azzecca perché qui si parla di democrazia ; nascita ,morte ,imitazioni, imperialismi etc, solo perché sembra sia  un sistema più giusto . Quindi dato che si parla e si studia  la  democrazia solo perché sistema più giusto , allora sarebbe bene qualche volta parlare di giustizia ; cosa sia questa giustizia .Non possiamo costruire un grattacielo senza avere le basi su cui deve poggiare , ti pare ?  

  • Affus

    C’è un libro che con una coerenza ultrascientifica, storica,  parla di vita sociale partendo da un uomo , poi di una coppia , poi si parla di patriarchi e anziani che guidano gruppi sociali , poi diventando popolo ricevono  una legge sociale e una terra con dei confini precisi da rispettare e difendere  . . mi sembra una paradigma base per partire  a parlare di  politica e storia .  Perché prima dei greci, c’erano altri sistemi sociali solo che non teorizzavano e non riflettevano sulla loro storia .  Pensa, io paragono il sistema italiano a quello egiziano , molto egualitario per certi aspetti , coi vari ceti  sociali che hanno solo cambiato il nome ,ma sono gli stessi .

  • Georgios

    Ma dai, stai proprio col
    dito sul grilletto.

    Non hai notato il
    riferimento all’uomo di Neanderthal? E’ del neolitico il Neanderthal?
    Non si riferisce a 100 mila e più anni fa? Ho scritto, per un
    lapsus, neolitico invece di paleolitico. Insomma, intendevo la storia
    prima dell’avvento degli umani. La frase che intendevo era "lasciamo
    perdere il periodo prima del paleolitico". Ed infatti il
    paragone era fatto rispetto all’uomo cacciatore. Appunto per questo
    parlavo poi dei dinosauri.

    E via con la filippica
    circa le “società ordinate e stratificate” che piacerebbero a
    me. Tu credi che io non conosca che quel 95% della sua storia l’uomo
    l’ha vissuta nel cosiddetto comunismo primitivo che si estende (verso
    il presente) ben oltre il neolitico?

    Quand’è che mi hai fatto
    una precisa domanda sulla Grecia di 40 anni fa e che io, per tuo
    disappunto, non ho risposto?

    Eppure se tu avessi letto
    con attenzione ciò che ho scritto avresti trovato la risposta alla
    tua domanda. Per prima cosa ho detto questo:

    “Nel periodo in mezzo e’
    difficile trovare delle linearità specialmente se consideriamo dei
    tempi molto vicini tra loro. E con molto vicini intendo assolutamente
    alcuni decenni e spesso anche alcuni secoli. Dipende dal luogo di cui
    si parla e dal periodo storico di cui si parla.”

    Devo spiegarlo
    ulteriormente?

    E per seconda quest’altro:

    “Per quel che riguarda
    le onde lunghe invece, bisogna essere ottimisti e confidare nella
    nostra specie. Certo, gli incidenti di percorso non sono mai esclusi
    a priori.”

    Il che, se ci ragioni,
    vuol dire che gli incidenti di percorso non riguardano la Grecia o
    l’Italia e le loro storie di poche decenni di anni, ma l’umanità
    intera e la sua storia intera. Insomma all’Utopia ci si arriverà se
    nel frattempo non facciamo saltare per aria il pianeta.

    Chiaro adesso?

  • Georgios

    Scusa, per aiutarmi a
    capire:

    1. Di quale libro stai
    parlando?

    2. Secondo te, e’ un bene
    che un popolo non teorizzi e non rifletti sulla propria storia?

    3. Perché insisti sulla
    giustizia? Ho forse lasciato intendere che non mi interessa la
    giustizia?

    4. Su quale base consideri
    il sistema egiziano (suppongo dei faraoni) “molto egualitario per
    certi aspetti”?

    5. In risposta al mio
    commento iniziale perché hai parlato di ebrei e di Israele?

    Grazie. Allora forse
    capirò.

  • Affus

    Gentile Georgios il problema principale di tutto quello che stiamo a discutere , è la mancanza di parametri certi o incerti su cui misurarci e misurare la nostra storia .La gaia scienza che ci propinano è anch’ essa falsa e ideologizzata .  Un parametro umano o politico ;  non può essere la democrazia , né il lavoro nel vivere sociale come abbiamo fatto in italia con la nostra Costituzione ….. . Ci possono essere parametri importanti  ma mai assoluti come abbiamo fatto finora  costruendo idolatrie varie .. Se di parametri bisogna parlare , bisogna stare attenti a quali parametri eleggere : E uno importante per me è la giustizia che non ha patria , non ha nome , non ha ideologia definita . Sotto ogni discorso politico si nasconde un’ idea di giustizia . Il sistema politico egiziano divideva gli uomini in classi : la corte , i sapienti, i sacerdoti , i guerrieri e la stragrande massa di schiavi lavoratori tutti uguali derubati .