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LETTERA APERTA A PAOLO BARNARD

DI DOMENICO DE SIMONE
domenicods.wordpress.com

Leggo sul blog di Paolo Barnard queste “considerazioni” a proposito di Warren Mosler e, incidentalmente, dei texani che ne hanno sostenuto in un primo tempo le teorie e dei gruppi MMT e poi MEMMT che lui stesso ha creato. Sulla MMT, o meglio sulle teorie di Mosler ho già scritto le mie considerazioni in questo articolo dell’anno scorso. Sulla scoperta dei texani e dello strumento unico della Rivoluzione ho scritto tre anni fa in quest’altro articolo. Questo primo articolo era parecchio polemico, contrariamente alle mie abitudini, ma credo fosse inevitabile. In un certo senso anticipava quello che è successo. Ora che Paolo Barnard è rimasto da solo, tradito sia dai cow boys texani che dal trader Warren Mosler, abbandonati dagli stessi gruppi MMT che aveva creato in tutta Italia e infine buttato fuori dalla Gabbia di Paragone, per la stessa ragione di fondo, ovvero che il potere e i suoi uomini fanno sempre schifo, dovunque li metti, mi sembra giusto scrivergli. Forse, con la testa sgombra dalle lucciole della MMT sarà in condizioni di ragionare.

Caro Paolo, mi dispiace. Anche se in qualche modo te l’avevo detto, comunque mi dispiace. Non me ne frega niente degli insulti che hai elargito a me (a quanto mi hanno riferito) ed a tutti quelli che in Italia, fuori dal pensiero mainstream, hanno cercato di dare un senso alla critica al sistema finanziario ed economico. Spesso scrivendo sciocchezze o banalità, ma almeno ci hanno provato in buona fede e non meritavano di essere buttati tutti nel cesso come hai fatto. Non c’era bisogno di andare in Texas per scoprire comunismo sovietico, bastava farne oggetto di una riflessione meno viscerale e più razionale.

Cosa ti aspettavi da un gruppo di texani che hanno lo spessore culturale di un foglio di carta velina e la profondità di pensiero di un tappo della coca cola? Cosa vuoi che facciano nelle università dei puffi se non impadronirsi della prima ideuzza che gli capita sotto mano e che gli sembra che possa funzionare, per farla propria e costruirci una carriera sopra? Vecchia storia, ne parlava già Lonergan una quarantina di anni fa, e prima ancora Galbraith, Keynes, Pareto e Croce. Ti ha mai sfiorato il dubbio che a questa gente, della sorte di decine o centinaia di milioni di persone non gliene frega un piffero, mentre tengono molto alla propria fottutissima immagine e carriera sostenuta da un ego grande quanto il Colosseo?

Lo stesso vale per Mosler, probabilmente. Come dici, la sola idea di essere accreditato presso il mondo accademico, gli ha fatto completamente perdere la testa. Al punto da rinnegare completamente tutto quello che hai fatto per le sue teorie e le sue idee e buttarti al cesso, più o meno come quel mondo accademico aveva fatto con lui. Cambiano i fattori ma il prodotto non cambia. Continui ancora a sostenere che la teoria di Mosler è quella che salverà il mondo. Non è così, caro Paolo, non c’è niente di rivoluzionario nella MMT e nemmeno nella MEMMT, e Mosler non è Galileo. La verità è che non esiste una teoria che cambia il mondo dell’economia così com’è, perché il capitalismo fa schifo e distrugge l’umanità ed il mondo, sia come capitalismo privato che come capitalismo di stato, e peggio ancora nella sua moderna forma di capitalismo finanziario. Non esiste la panacea di tutti i mali, ma è possibile cambiare il mondo. C’è da fare un duro lavoro, faticoso, difficile, lungo e impegnativo, ma si può fare e senza andare né in Texas né in Cina. E tanto meno da Paragone.

Le ragioni per cui non ritengo che la MMT dica alcunché di rivoluzionario le ho spiegate in un articolo che ho scritto l’anno scorso. Rileggilo, per favore, anzi leggilo perché sono certo che non l’hai letto. Il link sta sopra. Capisco che tu debba sostenere la validità della MMT per non ammettere a te stesso di aver preso un abbaglio colossale e di aver buttato al cesso quattro anni di vita e di lavoro. È dura ammetterlo, ma è questo il problema. Ma credimi, anche se hai cavalcato un ronzino da soma invece del purosangue che pensavi, non sono stati quattro anni buttati via. Anzi, hai dimostrato a te stesso ed a tutti noi, che si può parlare alle masse di economia facendogli capire qualcosa e sollecitandola a fare qualcosa. Ed hai fatto un lavoro straordinario di ariete in quel mondo di cariatidi pietrificate che è il mondo accademico, non solo in Italia ma dappertutto. Hai persino smosso nel profondo quella palude melliflua e maleodorante che è l’ambiente della politica italiana, ed hai bucato lo schermo delle televisioni con la tua sfacciata e arrogante presunzione di portare la verità sull’economia che è entrata nel cuore di milioni di italiani. Non ti sto insultando, ti sto facendo un complimento. Magari avessi la tua sfacciataggine, la tua forza e la tua capacità di capire e di usare i media.

Quando ti ho insultato è perché dalle tue dure parole verso il pensiero eterodosso in economia nel nostro paese, ho capito che non eri in buona fede. Ma sbagliavo, in realtà tu sei davvero animato dal desiderio di trovare lo strumento per battere questo mostro allucinante che è il pensiero unico liberista e dare una speranza di salvezza a milioni di esseri umani, votati alla schiavitù ed alla disperazione. Mi spiace aver usato quel tono e te ne chiedo scusa, ma la sostanza della critica alla MMT rimane senza alcun ripensamento. Caro Paolo, non funziona, non è niente di nuovo, anzi è qualcosa di terribilmente vecchio e che ci farebbe tornare indietro di parecchi decenni. Non è il centralismo statale la panacea, né tanto meno il lavoro coatto per lo Stato che, se permetti, è pure peggio del liberismo. Non è vero che lo Stato può stampare tutta la moneta che vuole e così finanziare attività produttiva, ci sono limiti e regole ben precise. Nemmeno è vero che il debito può essere aumentato indefinitamente, perché tanto è un debito che non sarà mai pagato. Questo è vero, e l’abbiamo scritto in tanti, ma il problema non è il debito ma gli interessi. La distribuzione ineguale di ricchezza avviene tramite proprio gli interessi, sono questi che alimentano all’infinito l’economia del debito e la distribuzione ineguale della ricchezza. L’effetto è che pochi diventano sempre più ricchi e la maggioranza diventa sempre più povera, ma questo lo sai. Allora non può esserci un progetto rivoluzionario che non preveda di eliminare gli interessi sul debito e magari il debito stesso come strumento per la creazione di denaro. E che allo stesso tempo, non immagini un mondo in cui le relazioni sociali si generino secondo logiche diverse da quelle mercantili. Ti dice niente quell’espressione di Marx per cui il capitale è un rapporto sociale? Anche la moneta, che del capitale è l’espressione mobile, è un rapporto sociale. Non si tratterà, quindi, di ripensare la società nel suo complesso se vogliamo davvero uscire da questa follia?

Se fosse possibile stampare tutta la moneta che serve, i politici sarebbero felicissimi. Se tutta la spesa pubblica fosse produttiva, non solo la salvezza sarebbe assicurata, ma anche il loro potere. La Kirchner l’avrebbe già fatto, o ne dubiti? E se non lo fa non è perché non voglia, ma perché non è possibile farlo. In Italia in un certo senso, lo si faceva negli anni sessanta e settanta. Grande boom dell’economia, prima e inflazione a due cifre dopo. E poi di corsa a togliere ai politici il potere di stampare denaro, perché altrimenti sarebbe stato un disastro a tre cifre, o a quattro, come la storia ci ha insegnato. Parliamone, ma non è quella la via della salvezza.

Lo so che il tasso negativo non è facilmente digeribile. A molti, qui in Italia, sembra uno scherzo del pensiero o comunque qualcosa di cui on vale la pena nemmeno occuparsi. Tuttavia ti faccio notare che ci sono economisti nel mondo, (Buiter, Mankiw, Fukao, Ilgmann) che se ne sono occupati molto seriamente e che hanno scritto interessanti e profondi saggi in proposito. E si tratta di gente dallo spessore culturale e scientifico molto più elevato di quello dei texani tuoi ex amici. È un peccato che tu non ci rifletta sopra. Oh, il tasso negativo è solo uno strumento, solo una fase di un progetto molto più articolato e abbastanza complesso dal punto di vista teorico. Ma è una teoria che contiene in sé solo alcuni elementi di novità, per il resto si tratta di cose note. D’altra parte siamo formiche che cercano disperatamente di arrampicarsi sulla testa dei giganti che le hanno precedute, perché da lì la vista è un pochino più ampia. Occorre essere molto umili per farlo, e io ci provo. Ma credimi, è l’unica strada praticabile.

Il problema non è tanto lo strumento, che pure è essenziale, ma capire quali sono le forze sociale e spirituali che muovono il mondo e cercare di intuire quale direzione hanno preso. Io non credo che tu possa rinunciare al tuo nobile obiettivo di aiutare i milioni di persone che stanno soffrendo indicibilmente a causa di questa situazione. E le altre decine o centinaia di milioni che presto le seguiranno, perché, concordo con te, la crisi è finita solo nelle trasmissioni televisive e nel portafoglio di qualcuno, non per la gente. E la tua forza, la tua volontà, la tua capacità, la tua generosità sono importanti messe al servizio di questa causa. Riflettici Paolo, non è troppo tardi e la battaglia non è perduta affatto. Anzi è cominciata proprio ora. Ma a cavallo di un ronzino si va solo a combattere i mulini a vento.

Con affetto, Domenico

Domenico De Simone

Fonte: http://domenicods.wordpress.com

Link: http://domenicods.wordpress.com/2014/03/16/lettera-aperta-a-paolo-barnard/

16.03.2014

Pubblicato da Davide

  • mal0x

    speculativo….

    nessuno della MMT ha mai detto che si stampa denaro indefinitivamente.

    Le immissioni di liquidità avvengono nei momenti di crisi per evitare disoccupazione.

    La piena occupazione è il postulato, la creazione e immissione di denaro "a fondo perduto" da parte dello stato è solo uno dei mezzi da usare in casi di emergenza o necessità. E sicuramente è stato ben specificato che non è la norma da seguire nella vita di tutti i giorni.

    La disequazione sociale, le differenze fra le varie classi di cittadini, l’accentramento della ricchezza in mani di pochi non ha niente a che vedere con il modello economico adottato.
    Potrebbe essere MMT, oppure Comunismo, Neoliberismo, il problema è nelle leggi dello Stato e negli accordi Internazionali che non pongono freni a questi enormi flussi di capitale e ai monopoli, aprendo cosi la porta agli "oligarchi".

    "Ripensare la società nel suo complesso" è un’operazione che potrebbe virtualmente prendere dei secoli. Belle parole.

    Non è che Barnard pensava magari di cominciare con dei piccoli passi concreti (informare le persone, renderle attive, aprirgli gli occhi sulla situazione attuale e fargli intravedere nuove prospettive) invece di perdersi nella costruzione dell’ennesimo castello in aria?

  • Simec

    Un altro che non ha capito che la moneta do oggi viene creata dalle banke dal NULLA, senza riserve, senza copertura alcuna, senza nulla. La moneta oggi viene creata dal DEBITO. L’unico limite delle banle a creare moneta è quello di non sputtanarsi per evitare che la gente smetta di credere alla più grande truffa di tutti i tempi quella del SIGNORAGGIO.
    Un altro che invece di proporre, come Barnard, sa solo criticare.
    Barnard, con tutti i suoi difetti e limiti ha contribuito a opporre qualcosa di concreto al pensiero unico neoliberale.
    Il problema di Barnard è che i suoi semi erano buoni ma li ha gettati su un terreno sbagliato, una massa di sudditi eterodiretti dalla TV, che fino a quando non ci sbatterà la faccia contro non capirà in quale incubo totalitario stiamo vivendo.
    Mi domando a cosa serva a CDC pubblicare interventi vuoti e inutili come questo.
    Più che scrivere certa gente dovrebbe informarsi. Almeno avere un’idea di cosa è la moneta ovvero CARTA STRACCIA, una BUGIA, una COSTRUZIONE IDEOLOGICA.  Esattamente come il DEBITO. Quel debito che, alla faccia dei tanti professorini più o meno organici al regime, NON PAGHEREMO MAI!

    https://www.youtube.com/watch?v=otwSQyaPy-Y
    https://www.youtube.com/watch?v=SiCEmbb1DXI
    etc etc. ab infinitum…

  • illupodeicieli

    Ricordo bene che Barnard ha detto che la maggior parte di noi non vedrà il cambiamento: ergo non vedrà la società migliorata, almeno non in toto. Ciò non vuol dire che non si debba lottare ma sopratutto capire. Il punto che non viene quasi mai toccato , secondo me ovviamente (quindi posso sbagliare in pieno), è che pur facendo parte degli eterodiretti, gonzi, rinco, come la maggior parte degli italiani ho delle esigenze, delle priorità, che si chiamano bollette, tasse, imposte, mobilità, ma anche vivere. Quindi se alcune di queste cose fossero abbuonate, se ad esempio il wifi fosse gratis al pari delle telefonate, idem per l’energia e la mobilità (ci sono città dove i bus sono gratis in quanto, immagino, pagati poi da tutti con imposte o tasse comunali, con la pubblicità messa sui bus ecc.), lo stesso con l’istruzione, sarebbe un buon passo avanti. Se ci fossero altri supporti per le abitazioni e la sanità, sarebbe un ulteriore passo avanti. Penso che il concetto che volevo esprimere, in parte lo abbia espresso. Quanto alle teorie di Barnard, ritengo che i contenuti del più grande crimine siano in gran parte veri, mentre si può dire che col senno di poi ritenere che sia sbagliato il suo modo di propagandarli in tv, forse sia esagerato. Per far parlare di qualcosa occorre che si crei un evento, un fatto clamoroso, come in pubblicità le scritte al rovescio o al contrario o qualcosa alla Oliviero Toscani: diversamente ciò che si ascolta è come il sermone di un prete o un mantra, che nessuno vuole ascoltare o ripetere, perchè noioso. Ciò che ne viene fuori è che nessuno valuta i contenuti, siano questi positivi: quello che serve è parlare di questo problema, e invece la cosa non viene fatta. Il suo punto forte, forse copiato e sicuramente ripreso da altri, è che c’è il problema euro insieme a tutti i trattati e gli obblighi che la nostra nazione (è ancora nostra? )si è assunta: e prima di andare a processare i vari firmatari di questi accordi, di questi trattati, risolverei i problemi che questi hanno generato, ossia mancanza di lavoro, suicidi, crollo del potere di acquisto, chiusura delle attività commerciali. Quanto a non apparire più in tv, mi pare un peccato.

  • Georgios

    Proprio cosi. La gente però non capirà mai il problema in questi termini che sono nascosti dietro una messa in scena fatta di "teorie", modelli, diagrammi e tabelle incomprensibili (anche se nelle sue fondamenta e’ semplicissimo) perché troppo occupata dai suoi problemi che sembrano (e spesso sono) insormontabili. Specialmente dal momento che in questo buco nero ci sta cascando da decenni, lentamente, senza accorgersene, al punto di considerarlo come normalità.
    Nessun capovolgimento, sollevazione o rivoluzione che sia e’ mai accaduta perché la gente "ha capito" il tranello. O perché "ha studiato" la situazione. E’ accaduto perché non ne poteva più e nello stesso tempo il sistema si e’ trovato in crisi.
    Ora la crisi c’è. Quindi rimane da concretizzare in termini di lotta quel sacrosanto "NON PAGHEREMO MAI!" con il quale chiudi il tuo commento. Non dico che sarà facile ma e’ l’unica strada. Tutto il resto, compresi i tentativi (con tutte le buone intenzioni che vogliamo) di informare ed educare, finisce a far parte di un sistema che pur incanalando la situazione verso dove vuole, si vanta anche di essere "democratico" e di accettare il contraddittorio.

  • Cataldo

    Tutti quelli che hanno avuto la fortuna di poter studiare seriamente economia politica sono in grado di vedere gli abbagli e le disarmanti superficialità della MMT.
    La moneta è informazione, la capacità di controllo che esiste oggi dell’informazione è sempre più concentrata in poche mani, da questo derivano tutti i problemi, ed è su questo che si deve agire in primis. Non esistono teorie dal passato che possano affrontare la rivoluzione del digitale, è tutto da elaborare, ma intanto ci sono bersagli concreti e immediati per una azione concreta di liberazione dell’economia dal pensiero unico oggi dominante, che si basa sulla rimozione del problema redistributivo,  l’occultamento del ruolo sempre più parassitario della finanza  come si è andato configurando negli ultimi 20 anni, la socializzazione delle perdite e la privatizzazione dei profitti che contamina il sistema alle fondamenta.  Per questa azione di base non c’è bisogno di una rivelazione in tasca.

  • geopardy

    Concordo

  • geopardy

    Anni fa lessi un libro di economia monetaria di Domenico De Simone, in cui esponeva una teoria basata sul tasso negativo di interesse, di cui fa cenno nell’articolo.
    Non è, quindi, uno sprovveduto in materia monetaria.
    Sono dì’accordo con le sue critiche alla MMT ed al sistema capitalista (sia esso privato o statale).
    Ritengo, inoltre, che dagli Usa non possa uscire alcuna alternativa valida a questo sistema, poichè, nella testa della loro gente, non esiste la filosofia concettuale di base per affrontare un reale problema ridistributivo.
    Neanche nella oro religione esiste un reale concetto di ugaglianza e le cose non nascono dal nulla, ma sono conseguenti alla propria caratteristica culturale.

  • Simec

    Ti quoto in pieno.
    Aggiungo che per concretizzare oggi le vere armi sono quelle della conoscenza, dell’informazione, di Internet.
    Quel pirla geniale di Grillo qualche tempo fa ha capito che i computer era meglio usarli invece di sfasciarli sul palco durante i suoi spetacoli.
    Speriamo che capiscsa prima o poi che quegli stessi computer è meglio usarli per organizzare la disobbedienza civile popolare contro il regime, invece di perdere tempo a cercare candidati inutili per elezioni farsa, in un sistema che non permetterà mai alcun cambiamento.
    Purtroppo grillo si è “democristianizzato”, non pensa +, semmai ci ha pensato, alla rivoluzione. pensa a dirigere il suo spettacolo + grande. Magari si diverte anche….
    Del resto, dai suoi “Sette punti per l’Europa” confessa di essere per questa Europa. Quindi ha gettato la maschera. Non c’è speranza con Grillo. Nè con nessun altro . Se ci salveremo dovremo salvarci da noi, senza uomini della provvidenza, come Grillo.
    Comunque hai ragione. Al di la del detonatore, la gente si rvolta solo quando ha fame. sic.

  • ROE
    Da quando esiste il denaro (dal surplus al baratto al denaro) e soprattutto la moneta (una invenzione dello stato), chi controlla il denaro (ed il credito) controlla il mondo. E con gli interessi aumenta il suo potere. Questa è la realtà storica. L’unico modo per eliminare questo potere è distribuire a tutti lo stesso denaro che usa chi oggi lo controlla. Si può fare con un sistema extra-bancario che presti denaro sulla fiducia senza interessi. Solo in questo modo si possono liberare i popoli dal denaro di chi li controlla. Se davvero si vuole cambiare, http://www.ekabank.org [www.ekabank.org] può funzionare.

  • bagumako

    Un giorno lo troverò un tuo commento stupido, forse non quest’anno, ma un giorno lo troverò..

  • Eshin

    sempre più concentrata in poche mani, da questo derivano tutti i problemi, ed è su questo che si deve agire in primis…. yess

  • dana74

    molto interessante, bella lettera

  • yago

    Non conoscevo De Simone , è un grande. Peccato che Italiani cosi spesso rimangono in ombra.

  • joko

    Stare davanti al pc a scegliere tra Marx, Keynes, Mosler, Smith, o chi altro é quasi uguale a giocare alla Playstation. Questo sistema non è solo sbagliato economicamente ma totalmente e parlare di teorie economiche per uscirne è solo inutile. È vero che in questo momento i soldi aiutano a vivere meglio(se ne hai abbastanza…..) ma la maggior parte della gente sta perdendo di vista la cosa più importante per colpa della tv, media, intrattenimento(film e videogames soprattutto).
    Qual è la cosa più importante?? In un mondo dove acqua, terra e aria sono inquinate fino ad uccidere la persone; dove gli animali si stanno estinguendo; dove tutte le previsioni di fior di scienziati e ricercatori dicono che non c’è futuro se continuiamo a bruciare idrocarburi; etc… CHE COSA ME NE FACCIO DI UN SISTEMA ECONOMICO PERFETTO???
    Se grazie a questo sistema economico perfetto il nipote di mio figlio avrà 3 case in più ma dovrà vivere in un bunker o sarà morto per colpa della costante e inarrestabile combustione di idrocarburi, CHE COSA ME NE FACCIO DI UN SISTEMA ECONOMICO PERFETTO???

  • ROE

    Concordo ma c’è un forte collegamento fra diseguaglianza socio-economica e superamento dei limiti ambientali. Un esempio: i consumi dell’1% più ricco della popolazione mondiale provocano il 50% delle emissioni di CO2.

  • ottavino

    Bravo! Benvenuto nel manicomio!

  • geopardy

    Ahahahaha!

  • Ercole

    Se qualcuno nutre ancora dei dubbi su questi sedicenti economisti da salotto non ci resta che ripartire da MARX.

  • ROE

    Sì, magari con soluzioni e strumenti "impensabili" fino a 30 anni fa.