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L'ESECUZIONE DI AL NIMR: UNA MOSSA POLITICA INTELLIGENTE !

FONTE: MOON OF ALABAMA

Il governo saudita ha dato seguito all’esecuzione di 47 prigionieri che, da lunga data, erano stati condannati a morte per terrorismo e per ribellione contro il governo.

Dal punto di vista del governo saudita è stata una mossa politica intelligente!

I sauditi sono nei guai per la guerra nello Yemen. Dopo nove mesi di bombardamenti che hanno fatto vedere l’inferno in quel paese non c’è nessuna possibilità che l’obiettivo della loro guerra – cioè reinstallare un governo fantoccio a Sanaa – possa realizzarsi in tempi brevi. Mentre le forze yemenite fanno continui raid (vid) su una città saudita dopo l’altra, anche i progetti sauditi di cambiare i regimi per mezzo di jihadisti salafiti sia in Iraq che in Siria stanno vacillando. Il prezzo del petrolio troppo basso rende necessario che il governo saudita introduca le tasse sul suo popolo e le tasse, quasi sempre, non rendono più popolare.

Per distogliere la gente da questi problemi i sauditi hanno deciso di sbarazzarsi di un gruppo di prigionieri e utilizzare questo evento per riguadagnarsi una certa legittimità. Molti dei 47 uccisi erano veramente marmaglia di al-Qaida che, dieci anni fa, aveva ucciso e fatto saltare in aria interi edifici in Arabia Saudita e aveva provato a rovesciare con la violenza il governo saudita.

Dopo i recenti appelli anti-sauditi dello Stato islamico e di al-Qaeda, qualcosa come una evasione dal carcere o una presa di ostaggi per liberare i prigionieri stavano cominciando a sentirsi nell’aria. Solo quattro degli uccisi erano di fede sciita. Uno di questi era quella eminente feccia provocatoria del predicatore sciita Nimr Baqr al-Nimr che veniva dalla maggioranza sciita della provincia orientale saudita di Qatif.

Al-Nimr aveva incitato tutti giovani in Arabia Saudita e Bahrain a sollevarsi contro il governo, chiedendo il rovesciamento di tutti i tiranni, non solo in Arabia Saudita e in Bahrain, ma anche del governo di Assad in Siria. Non era un fantoccio dell’Iran, ma stava difendendo la sua forma di governo. Al-Nimr diceva di essere contro la violenza, ma molte delle manifestazioni che aveva indetto erano finite con poliziotti e manifestanti morti. Egli stesso dichiarava abbastanza sorprendente il fatto che il governo saudita lo avesse lasciato ancora predicare per così tanto tempo. Un religioso sunnita in Arabia Saudita sarebbe stato messo in prigione o ucciso per molto meno di qualche chiacchiera rivoluzionaria.

Ci sono certe persone stupide come Kenneth Roth – di Human Right Watch – che dicono che al-Nimr voleva uno stato democratico:

Kenneth Roth @KenRoth

Sheikh Nimr’s real offense: leading peaceful protests for Saudi democracy, equality for Shia (lo sceicco Nimr leader di una protesta pacifica per la democrazia in Arabia, l’uguaglianza per gli Shiiti)

Questa è una sciocchezza. Un diplomatico americano aveva parlato con al-Nimr nel 2008. E’ disponibile un compendio del discorso su Wikileaks:

Al-Nimr espresse la posizione propria e quella di al-Mudarrasi verso la governance islamica come un qualcosa che doveva essere tra il “wilayet al-faqih”, in cui un paese è guidato da un unico leader religioso, e il “shura di al-fuqaha”, in cui un consiglio di capi religiosi dovrebbe guidare lo Stato. Al-Nimr, che ha svolto studi religiosi per una decina di anni, a Teheran e “qualche altro anno” in Siria, affermò che tutto la governance avrebbe dovuto passare per la consultazione, ma la quantità di potere ufficiale investito nelle mani di una singola persona avrebbe dovuto essere determinato sulla base della qualità dei capi religiosi e della situazione politica del momento.

Un sistema guidato esclusivamente da giudici religiosi o da ecclesiastici non è una democrazia. Da quell’intervista sembra anche che al-Nimr non avesse un quadro chiaro di quello che voleva veramente. Il suo scopo era sempre quello di “schierarsi con la gente, non con il governo” indipendentemente da chi o che cosa fosse giusto o sbagliato.

La pazienza del governo saudita è finita quando, a giugno 2012, al-Nimr oltraggiò dopo la sua morte il Ministro degli interni e Principe ereditario Nayef bin Abdul-Aziz Al Saud:

Disse : “la gente deve gioire per la morte [di Nayef]” e “sarà mangiato dai vermi e soffrirà le pene dell’inferno nella tomba”

Al-Nimr fu imprigionato e condannato a morte.

C’era la preoccupazione che in realtà l’uccisione di al-Nimr avrebbe fatto aumentare le tensioni fra sunniti e sciiti. Diversi governi oltre alle Nazioni Unite avevano informato che così facendo sarebbero aumentati i conflitti tra le parti.

Bene, questo è il punto!

La legittimità del governo saudita dipende dalla generosità finanziaria e dall’ essere un “difensore- di parte – della fede wahabita”. Aver alzato l’asticella di parte provocando una reazione sciita aiuta solo i sauditi a raccogliere i religiosi sunniti wahabiti e tutto il popolo intorno a loro. L’uccisione di uno sciita di primo piano è servita anche di copertura per eseguire le sentenze di morte per quelli di al-Qaeda. Questi ultimi hanno molti simpatizzanti in Arabia Saudita e uccidere quelli di al-Qaeda senza uccidere al-Nimr avrebbe portato a proteste o a qualcosa di peggio da parte dei radicali sunniti. Infatti anche con questa copertura una certa parte di al-Qaeda – fuori dall’Arabia Saudita – sta minacciando vendette.

Il governo iraniano e le organizzazioni sciite in Iraq sono caduti nel trucco e protestano contro l’esecuzione di al-Nimr, tanto che questo ha permesso a certe bande organizzate a Teheran di prendere d’assalto l’ambasciata saudita e di darle fuoco. Nelle provincie orientali dell’Arabia Saudita dei giovani manifestanti sciiti hanno violentemente attaccato le forze di polizia (vid).

Questo era esattamente quello che volevano e di cui avevano bisogno i governanti sauditi. Ma potrebbe anche essere stato quello che speravano certi circoli conservatori iraniani.

Fonte : http://www.moonofalabama.org/ 3 gen. 2016

Link : http://www.moonofalabama.org/2016/01/the-saudi-execution-of-al-nimr-was-a-smart-move.html

Il testo di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte comedonchisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque Primario.

Pubblicato da Bosque Primario

  • luiginox

    per gli obesi ex beduini con la tovaglia sulla testa si sta mettendo male.  il clan dei saud

    non ha futuro. è da troppi anni ormai che sono al potere pur non avendone la capacità.
    i loro protettori li butteranno via,come hanno gia fatto con altri burattini,perchè non gli servono più o peggio perchè vorrebbero far di testa loro
  • geopardy

    Non ho una conoscenza approfondita delle azioni del defunto Al-Nimr, ma il fatto che manifestazioni pacifiche degenerino in violenza, non sono certamente una garanzia di non pacificità di chi le organizza, basta vedere da noi come vengono infiltrate e represse, pur con famiglie e bambini al seguito delle manifestazioni e con carattere pacifico da parte di chi vi partecipa e di chi le organizza. Figuriamoci in Arabia Saudita.
    Il fatto che siano giustiziati oppositori sciiti e sunniti insieme, non credo che porti automaticamente al riallineamento dei sunniti oppositori a favore di chi li uccide.
    Mi sembra molto superficiale l’analisi di Moon of Alabama, daltronde, non so se egli sia uno statunitrense, ma se lo è, non mi meraviglia la semplificazione dell’analisi.

  • cardisem

    Bah! Le mie conoscenze sono di terza e quarta mano, anzi no di quinta e sesta… Di certo non so per mia scienza le cose che l’articolista scrive sopra…

    Un’idea, precaria, me la sono però fatta:

    l’Arabia Saudita voleva/vuole incitare l’Iran ad un attacco militare contro l’Arabia Saudita, per costringere gli USA (e l’Occidente) ad entrare in guerra contro l’Iran, esattamente come successe 25 anni fa (il 16 gennaio ne ricorre l’anniversario) contro Saddam Hussein, dopo che l’Iraq attaccò (non senza ragione) il Kweit, non uno stato un popolo una nazione, ma soltanto una pompa di benzina…

    Saddam fu spinto per otto anni a fare guerra all’Iran, che nel 1979 si era liberato di quel regime che gli Usa con un colpo di stato imposero nel 1953, rovesciando il governo democratico di Mossaqued..

    Da 70 anni esiste una "patto d’acciaio" fra Arabia Saudita e USA…

    Tre sono/erano le teste di ponte degli Usa in Medio Oriente: Israele, Arabia Saudita e Iran pre-1979…

    La terza è caduta…

    Ne restano due: Israele e Arabia Saudita…

    L’Arabia Saudita è traballante… Israele lo sarà anche, quando sarà stata isolata da TUTTI gli stati arabi e/o musulmani…

    L’Iran, saggiamente, non ha mai mosso guerra a nessuno, credo da quattro secolo a questa parte…

    L’Iran ha perfettamente ragione quando smaschera l’ipocrisia occidentale, che si riempie la bocca di diritti umani, democrazia, bla bla, ed è intimamente fuso e colluso con uno stato come l’Arabia Saudita, che con l’Islam – in quanto religione  – non ha proprio nulla a che fare, malgrado finanzi moschee e centri islamici dappertutto…

  • geopardy

    Non dimentichiamo che l’Arabia Saudita ha, momentaneamente, la presidenza dell’isitituzione che si occupa di diritti umani dell’Onu (c’è da dire, che lo fu anche Gheddafi a suo tempo, però), il che la dice lunga sul tipo di ortganizzazione di questa istituzione sovrannazionale.
    In Iran sono estremamente più abili politicamente che in AS, non credo attaccheranno direttamente quel paese e non escluderei, viste le esecuzioni e la doppiezza (assai confusa) dei Saud in Siria ed Iraq nei confronti degli wahabiti, una segreta unione di intenti tra isis e gruppi sciiti per rovesciarli.
    La tracotanza, senza essere una reale potenza militare ed economica (sono elites compradore), non credo che li premierà in futuro.
    Mi sembra agiscano in politica estera con la stessa logica di chi cambia super mercato a seconda delle convenienze momentanee di acquisto, ma i soldi, prima poi, potrebbero finire o non essere più sifficienti.

  • Hamelin

    Solo per il pressapochismo con cui viene descritta la figura di Al-Nimr questo articolo sarebbe da cestinare .

    Per i Sauditi che vogliono il caos per cercare di tirarsi fuori dal casino che hanno provocato in tutto il medio-oriente magari sarà una mossa geniale .

    Per me che la vedo da esterno è la pietra tombale della casa dei Saud .
    Adesso si che sono spacciati .
    Hanno contro tutti , fra un po’ avranno contro anche il popolo ( visto che hanno portato la sitauzione economica in grave crisi ) .
    Secondo me non rimaranno per molto con la testa attaccata al collo .
    Il giorno che verranno liquidati stappero’ una bella boccia di Ferrari  .

  • mystes

    É risaputo che l’Arabia Saudita é un feudo americano e non si muove foglia che Dio non voglia.

  • giannis

    Probabilmente questa uccisione e’ stata voluta dagli USA per vari motivi

  • giannis

    Probabile uccisione voluta dagli USA , per provocare problemi tra Arabia Saudita e Iran e cosi mandare a rotoli i colloqui di pace per la siria nei quali i due paesi mediorentali erano coinvolti , cosi’ la Russia rimarra’ impantanata nel caos siriano ancora a lungo , questo perche’ il primo problema degli USA e’ la russia

  • oriundo2006

    Non penso sia voluta dagli USA…tutt’al più non si saranno dispiaciuti troppo. Fosse stato ebreo ( o filoccidentale ) cosa avrebbero detto o fatto ? Ragionando su questa asimmetria ne potrebbe risultare 1) problema solo interno all’Arabia Saudita. Nessuno ne era stato preavvertito: prova di forza ‘militare’ del regime dopo che sciiti yemeniti gliele stanno dando di santa ragione 2) Manina dei soliti in odio a Teheran per puntellare un regime in via di disfacimento: i soliti con la Kippa in testa, tanto per chiarire. Costoro sono amicissimi dei sauditi ( le ragioni sono tante e non tutte ‘razionali’ ) 3) Lotte interne a carattere feudale tra esponenti ‘duri e puri’ whahabiti e ‘occidentalisti’ desiderosi di rapporti di buon vicinato con tutti dopo che l’Iran è stato formalmente sdoganato da Washington ( si vedrà se questo poi durerà ) 4) Tentativo di essere o mostrare di essere ‘equidistanti’ tra sciismo e Al-Quaeda, mozzando le teste degli uni e degli altri senza distinzione: anche qui peraltro più che una prova di forza come dice l’articolista mi pare una prova di PAURA. 

    Di fatto il regime saudita dopo le svariate ‘primavere arabe’ sente il fiato sul collo della ‘democratizzazione’ a suon di sovversione sobillata da Usa e Fratelli Musulmani ( longa manus di altri ‘confratelli’ di altre logge, non ultime quelle potentissime turche ). Si sa che il terrore e la paura sono sempre cattivi consiglieri…finiscono per realizzare quanto non si vorrebbe. E’ un facile pronostico la caduta del regime saudita, sia per forze interne democratizzanti sia per l’esito disastroso dell’invasione yemenita ( su cui il Consiglio di Sicurezza tace: dove le sanzioni ? Dove le proteste ad esempio russe sui ‘diritti’ delle Nazioni ? ) …i conti si regoleranno DOPO, quel ‘dopo’ che tutti attendono, speranzosi ed illusi al medesimo tempo…anche qui in Italy: si pensa alla catarsi della storia, alla redenzione della violenza levatrice del ‘nuovo’, all’esplodere di tante e troppe tensione cumulatesi ovunque. Attenzione, chè potrebbe non andare verso il ‘meglio’…
  • cardisem

    Per quel poco che posso giudicare, causa mia mancanza di fonti dirette, anche io penso che questa possa essere la pietra tombale della casa saudita… ma sotto un profilo mediatico… e diplomatico…

    Non ci si può venire ad infinocchiare dalla mattina alla sera con la favola dei "diritti umani”, che è stata una narrazione dei vincitori, soprattutto dal 1945 in poi (libertà, poter parlare, rispetto della vita umana e cavolate varie), puntualmente smentita dagli stessi narratori, e poi fare finta di nulla con uno stato come l’Arabia Saudita che è uno sputo in faccia, un insulto all’intelligenza di quelle stesse persone cui la Favola viene servita… Sappiamo di essere tutti manipolata, ma credo che ci sia un limite alla manipolazione, oltre la quale essa diventa un boomerang… O forse sono un ingenuo…

  • idea3online

    Se la Russia dovesse usare a livello mediatico le condanne a morte per fare percepire al mondo i diversi sistemi di governo tra gli stessi arabi, paragonando Siria e Iran con Arabia Saudita, motivi di una guerra in Siria individuato come governo del terrore, e avvicinando le stesse esecuzioni non essere individuate come terrore, permette alla Russia come fece con la Turchia riguardo le foto del petrolio venduto in "nero", un clamore ben costruito potrebbe allentare la tensione tra arabi. Bastò un dossier al G20 per indebolire la Turchia, gestire in modo diplomatico queste esecuzioni dimostrando che Siria ed Iran se di estremismo si parla dovrebbero cambiare mestiere paragonati all’Arabia Saudita.