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LE UTOPIE CAMBIANO LA STORIA ?

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Il “Decamerondel Boccaccio si apre con una drammatica immagine di morte, che contrasta con il tono afrodisiaco e libertino del resto dell’opera, voragine caleidoscopica delle molteplici passioni umane che rendono la vita degna di essere vissuta. L’autore descrive infatti la peste che colpì Firenze (e l’Europa intera) nel 1348, concentrandosi sulla dissoluzione morale della società che l’epidemia aveva portato con sé in città.

“(.) nascevano nel cominciamento d’essa a’ maschi e alle femine parimente o nella anguinaia o sotto le ditella certe enfiature, (.) le quali i volgari nominavan gavoccioli. E dalle due parti del corpo predette infra brieve spazio cominciò il già detto gavocciolo mortifero indifferentemente in ogni parte di quello a nascere e a venire: e da questo appresso s’incominciò la qualità della predetta infermità a permutare in macchie nere o livide (.) E come il gavocciolo primieramente era stato e ancora era certissimo indizio di futura morte, così erano queste a ciascuno a cui venieno.”

Il propagarsi del morbo mortale dunque avrebbe provocato la dissoluzione di ogni forma di società e di rapporto civile, così come la mancanza di moralità politica nell’Italia (e nell’Europa) di oggi sta determinando il collasso dei rapporti sociali e civili, e il saccheggio dei diritti democratici.

Anche Beppe Grillo nel suo ultimo intervento all’assemblea del Monte dei Paschi di Siena ha evocato l’immagine della morte, definendo “peste rossa” quel malsano ginepraio di interessi politico, finanziari, speculativi, affaristici che ha saccheggiato il Monte dei Paschi di Siena, una delle più belle e antiche banche d’Europa, nata nel 1472 per volere della Repubblica di Siena, come istituto di credito di diritto pubblico, poi dal 1995 iniziata all’esercizio della prostituzione finanziaria dalla Fondazione Mps, che nel giro di questi ultimi 19 anni ne ha fatto scempio.

What happened? Semplicemente questo: una classe politica lercia e corrotta ha depredato un bene pubblico, cioè, per essere più distillati, è stata trangugiata una fortuna di proprietà di tutti i cittadini italiani, che forse negli ultimi tempi, assuefatti ai decennali proclami neoliberisti del potere, confondono lo scarto primario tra pubblico e privato, anzi si sono convinti che il pubblico sia per loro un danno, mentre il privato un’opportunità.

Schiavi che adorano la propria schiavitù, come nella distopia del “Mondo Nuovo” di Huxley, i cui soggetti umani sono manovrati da una dittatura totalitaria, che induce alla sottomissione orgasmica, viziata dall’uso di una droga che alimenta il desiderio. Opinione pubblica insipiente e delirante, cresciuta tra i cazzeggi del Grande Fratello e il The Sorcerer’s Apprentice di Briatore.

Una “peste rossa” che è sinonimo di malgoverno, corruzione, decomposizione tragica del tessuto morale di una classe dirigente che sfodera come fosse un trionfo i propri reati di baratteria, per cui il costo delle opere pubbliche in Italia è maggiorato di 5 volte rispetto agli altri paesi europei, che ha consumato il venti per cento del comparto industriale del proprio Paese in pochi anni, che ha prodotto il ripugnante aborto legislativo degli esodati, che ha propagato la disoccupazione adulta al 13% e quella giovanile al 43%, che ha cancellato dalla carta geografica una città italiana come L’Aquila, che assiste impassibile al crollo dei suoi beni artistici (Pompei), che indossa maschere antigas e si rifugia in bunker platinati di fronte ai disastri ambientali che ammorbano il Paese (Napoli, Taranto), che permette ad un pregiudicato condannato a quattro anni di fare campagna elettorale, legiferare, cambiare la legge elettorale e la Costituzione, con arredo di “interviste e reportage dal carcere”.

In questa fossa paludosa di immobilismo politico, dove i problemi privati invadono urgentemente lo spazio pubblico della discussione, ma non si traducono mai in risoluzioni pubbliche, la figura di Beppe Grillo appare quella di un gigante dell’etica politica, un Davide arruffato che con il suo blog invadente e sfrontato combatte da alcuni anni contro il sistema e il mondo massmediatico che lo sostiene, mistificando quotidianamente la realtà.

Nella “società dei consumatori/spettatori”, che non è più quella “dei produttori” del dopoguerra, fatta di grandi apparati politici, di grandi complessi industriali, il cittadino è abbandonato alla solitudine più totale (Zygmunt Bauman, “La solitudine del cittadino globale”), i partiti sono ridotti a semplici organismi affaristici autoreferenziali, che fanno gli affari per sé e non si curano di risolvere i problemi della povera gente, e la democrazia rappresentativa entra in crisi, appare un marchingegno decrepito e superato, perché non rappresenta più i valori civili di una società sottoposta a continue tensioni antidemocratiche (Porcellum e liste bloccate senza preferenze).

Subentra a gamba tesa la proposta Casaleggio/Grillo di una democrazia partecipativa, dove siano gli stessi cittadini a partecipare in prima persona al potere, mettendosi in gioco, destinando tempo e denaro, passione e responsabilità, per spazzare via l’intero ceto politico italiano corrotto, indagato e pregiudicato, perché una classe dirigente onesta e irreprensibile possa riprendere in mano lo Stato e ricostruire il Paese dalle fondamenta. Nella scenografia tridimensionale politico economica devastata dell’Italia odierna, le idee moralizzatrici così forti del Movimento 5 stelle sembrano le uniche proposte ragionevoli e credibili e l’unica risorsa possibile alla risoluzione dei tanti problemi.

Casaleggio e Grillo stanno conducendo la loro battaglia con grande tenacia e determinazione, stanno proponendo una “rivoluzione culturale” ai cittadini italiani, afoni e sgomenti, dispersi nell’assoluta inesplicabile incomprensione del pasticcio economico politico che sta decimando industrie, posti di lavoro, ed esistenze, in tempo reale.

Persino ZeroHedge, uno dei migliori siti americani di economia, che si occupa spesso di problemi italiani ed europei, mentre denuncia l’inerzia del rettiliano Draghi dal sangue glaciale e dagli occhi fradici, si domanda come mai sia possibile che “comuni cittadini” siano entrati nel Parlamento italiano per “aprirlo come una scatoletta di tonno”. In Usa certo la storia appare assolutamente absurdithy is nothing.

La vicenda dei 5 stelle appare veramente incredibile e quasi utopistiche le norme di codice comportamentale interne al movimento: riduzione dello stipendio, rifiuto dei finanziamenti pubblici, accettazione piena del contratto elettorale, condanna del trasformismo (previa espulsione decisa dalla rete), limite di incarico di due mandati, rispetto della coerenza assoluta nella realizzazione del mandato elettorale, partecipazione diretta ed impegno.

Così come appaiono utopistiche le loro battaglie politiche: difesa della Costituzione, dei diritti, del lavoro, dello stato sociale, della giustizia, dell’ambiente.

Facce d’angelo in Parlamento, giovani puliti, onesti, responsabili, carichi di passione, come non si sono mai visti, interpreti della rabbia di quegli italiani che da lungo tempo si sono sentiti offesi, traditi, rinnegati da un sistema politico infame.

Facce d’angelo, dice però qualcuno, che nascondono un’oscura ed enigmatica doppia verità, trame orwelliane di ipotesi di complotti, cospirazioni gattopardesche, che convincono con ennesimi illusionismi l’elettore ingenuo della possibilità di un cambiamento, che mai si realizzerà. La palingenesi non sarebbe possibile nell’Italia dei mille vizi capitali.

Ma la storia è spesso stata cambiata da utopie rivoluzionarie, non da ipotesi di complotto.

Un cocktail Angel’s Faces: shakerare con cubetti di ghiaccio, servire nella coppetta di cristallo ghiacciata, decorare con crema di menta verde o polvere di stelle.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

5.05.2014

Pubblicato da Davide

  • spadaccinonero

    Rosanna

    sei a dir poco PATETICA
  • Georgios

    Cara Rosanna il tuo articolo e’ stato rinfrescante come il cocktail proposto in chiusura. Certo, a differenza di tutta l’Europa, in Italia c’è la possibilità di qualcosa veramente di nuovo. Che potrà essere liberatorio anche per gli altri europei. Si chiama partecipazione.
    La dissoluzione morale dovuta all’epidemia può anche essere compresa. Qui abbiamo una specie di proverbio per casi del genere: "Quello che mangeremo, quello che berremo e quello che ci piglieremo nel didietro". Voglio dire, tanto la fine e’ certa. Ma allora la colpa era di un invisibile e apparentemente invincibile bacterio e non si sapeva neanche questo.
    Vale lo stesso oggi? Certo che no.
    Quindi non ci sono scusanti per nessuno. Allora partecipiamo.

  • Earth

    Basta saper scrivere bene in italiano e si finisce in home, i contenuti non contano nulla.

    Nulla da dire, tutto corretto, ma sono cose sentite e risentite ovunque.
  • Gil_Grissom

    E’ evidente a tutti ormai che il movimento di Grillo e Casaleggio, pur con tutti i suoi difetti e le sue problematiche, appare come l’unica forza politica italiana nella quale poter riporre un minimo di fondata speranza, l’unica in grado di andare in Europa e dire ad alta voce che vogliamo stracciare tutti i trattati sottoscritti da impresentabili politici come Monti, Berlusconi, Prodi, che non e’ assolutamente giusto far pagare a queste generazioni i debiti di 70 anni di sciagurata gestione della res publica, che il fiscal compact e’ un crimine verso gli stati mediterranei. Non e’ detto che il movimento ce la faccia, ma e’ davvero l’unica e ultima speranza per i bravi cittadini di qualinque estrazione ideologica.

  • Giamboniere

    "Subentra a gamba tesa la proposta Casaleggio/Grillo di una democrazia partecipativa, dove siano gli stessi cittadini a partecipare in prima persona al potere" 

    Direi che dopo due programmi elettorali scritti da Grillo, Casaleggio e nessun altro, la manfrina del "uno vale uno" e la presunzione di "democrazia dal basso" siano state ampiamente sconfessate. 
    Quello a cui stiamo assistendo è un cambio generazionale della classe politica, nulla di più e nulla di meno.  
  • Ercole

    Consiglio la lettura L’evoluzione del socialismo dall’utopia alla scienza ,effettivamente ha cambiato il pensiero storico.

  • Servus

    E vero, le utopie cambiano la storia, ma come le cambiano? 

    L’utopia dell’illuminismo (Libertè, Fraternitè, Egalitè) ha portato a milioni di morti innocenti in tutta Europa, e da essa è nato il marxismo. 

    L’utopia del marxismo ha cambiato la storia portando a morte decine di milioni di innocenti in tutto il mondo per poi naufragare nel nulla. Dell”utopia del nazismo non vale la pena di parlare.
    Anche il capitalismo è una utopia che ci sta portando ala distruzione di tutto il mondo.
    Quindi ancora con le utopie?
  • atanasiuskircher

    Articolo mieloso e insipiente.  Ancora con questa manfrina della democrazia partecipativa? chiunque abbia partecipato  a qualche riunione governata col metodo della cosiddetta democrazia assembleare può accorgersi che alla fine il tutto si riduce null’altro che in una farsa gestita da quelli che sanno urlare di più, intimidire meglio gli avversari e affabulare meglio. tanto più che alla stragrande maggioranza dei cittadini non importa un beneamato XXXXX della gestione della cosa pubblica ed è completamente priva di qualsivoglia educazione politica. La democrazia è un’utopia così come l’anarchia e il comunismo; il M5S fa malissimo a sbandierarla in continuazione senza, tralaltro, essere in grado di applicarla neanche al suo interno, a quanto pare.

    Le utopie cambiano il mondo? ma neanche per sogno! un sano realismo e una capacità di analisi dell’esistente possono fare la differenza. Mi consta che lo stesso Lenin abbandonò molto presto le fantasie marxiste sull’estinzione dello stato e sulla rivoluzione mondiale e, al contrario, gettò le basi di uno stato forte e strutturato nonché avviò relazioni diplomatiche e economiche con altre nazioni ed organismi di potere. E anche così la sua creatura durò 73 anni, l’arco di una vita umana.

    Personalmente sento la mancanza di persone serie e preparate come Marine Le Pen e Viktor Orban  e non di faccine pulite in parlamento, magari sincere e oneste ma del tutto prive di un’idea forte e di un’elaborazione politica, storica ed ideologica.

  • RosannaSpadini

    Grazie, sono d’accordo con te, infatti il M5S è attento anche al rispetto per l’ambiente.

  • RosannaSpadini

    Grazie per il consiglio, lo leggerò.

  • RosannaSpadini

    Le idee precise e serie ci sono. Il M5S ha elaborato un insieme di regole piuttosto rigide che hanno l’effetto di impedire il reiterarsi della corruzione politica: stipendi dimezzati,  rinuncia al finanziamento pubblico, limite dei due mandati, e (soprattutto) possibilità di revocare l’eletto. La democrazia rappresentativa non è più in grado di interpretare l’autogoverno dei cittadini, in quanto la formazione del ceto politico-casta ha  determinato un’espropriazione della sovranità popolare. Questa l’autentica disgrazia per l’Italia. L’antidoto è quello dell’abolizione del ceto politico attuale, non c’è rimedio, e del passaggio alla democrazia partecipativa. Poi capisco che sia particolarmente faticosa. Per quanto riguarda le persone serie e preparate in Italia ce ne sono fin che vuoi, l’erba del vicino non è sempre la più verde, basta guardarsi intorno.

  • Georgios

    D’accordo sull’ambiente ma perché il riferimento ambientale?
    Io piuttosto parlavo con riferimento alle cause dei problemi (economici per cui sociali) di tutti i popoli europei e della necessità di un impegno comune, un impegno partecipativo, per superarli e far nascere qualcosa di nuovo. A dire il vero qualcosa di più di una "nuova classe dirigente".
    Con tale proposito, considero il M5S il vettore migliore (fin ora) a livello europeo e anche di ampio consenso popolare. Una speranza per tutti.
    E se per il Movimento vale qualcosa un consiglio da parte di un greco, devo dire che prima si adotta la strategia "fuori dall’euro" e si fa una campagna d’informazione degli italiani a proposito, meglio sarà. Anche per noi.

  • spadaccinonero

    dell’un% del pil non me ne frega assolutamente nulla non sono così stupido da guardare la pagliuzza ignorando la trave…

    cosa ti danno per scrivere in maniera così faziosa e cieca???
    rifletti
  • spadaccinonero

    delle 3 la peggiore è quella rossa (non sto assolutamente proteggendo le altre) che ha ucciso molto più delle altre)

    il capitalismo non è un’utopia ma una triste realtà
  • RosannaSpadini

    È logico che l’uscita dall’euro è fondamentale, infatti questo è l’unico punto oscuro del Movimento, ma giustamente per cambiare l’Europa bisogna prima cambiare la classe dirigente nazionale, perché è stata quella che ha firmato tutti i trattati capestro europei (Maastricht, Lisbona), poi cambiando Premier riusciremo ad incidere sul Consiglio d’Europa, che è l’unico organo veramente determinante ed esecutivo, al contrario del Parlamento, che non ha alcun potere. Penso spesso alla condizione drammatica della Grecia, speriamo che queste elezioni europee diano una spallata alla dittatura neoliberista oggi vigente e che i Greci possano tornare a vivere serenamente. Un abbraccio e un augurio di un prossimo futuro migliore, per tutti noi!

  • bstrnt

    Sbagliato non è il comunismo il peggiore dei mali, ma lo stato degenerato del capitalismo fondamentalista (turbo-capitalismo o neo-liberismo, come lo si voglia chiamare) ed è pure quello che ha fatto più morti in assoluto di tutti gli altri messi assieme, nazismo compreso.

    Ora anche il neo-liberismo sta implodendo (la Cina è la prima economia mondiale) e a breve sarà pure il primo esercito, vedremo se il capital-comunismo saprà fare peggio del capitalismo fondamentalista; di certo deve impegnarsi molto!
  • Georgios

    L’utopia e’ una sola ed e’ la società veramente libera. Non e’ mai esistita da nessuna parte ed e’ per questo che si chiama utopia.
    Tutto il resto sono delle ideologie, alcune miranti all’approccio verso l’utopia, alcune miranti ad ostacolare tale approccio ed altre che degenerano dall’obbiettivo iniziale e finiscono per rientrare nella seconda categoria.
    Le azioni a breve termine sono definite come onde corte della storia, ma l’insieme di tutte le onde corte confluiscono nelle onde lunghe della storia nelle quali i vari soggetti politici, di epoche anche molto distanti tra loro e quindi senza un preciso nesso di strategia comune, danno i loro contributi per il raggiungimento o il non raggiungimento dell’utopia. A seconda degli interessi di classe.
    Chi vince finora?
    Questo e’ da decidere guardando la storia nel contesto delle onde lunghe. Ossia, era meglio vivere p.es. nel medioevo oppure oggi, vivere nell’impero egiziano oppure nel 19o secolo, e cosi via. Secondo me la tendenza generale e’ verso una realtà utopica. Che però non e’ garantita e che non e’ neanche molto vicina, ma, in generale, più passano i secoli più si vive meglio.
    Ogni tanto nascono delle crisi che sono dei punti di svolta determinanti verso l’ulteriore cammino dell’umanità. In questi crocevia la parola finale e’ sempre dei popoli.

  • RosannaSpadini

    Nel nostro caso particolare è l’utopia del popolo italiano che riesce in maniera pacifica e democratica a smantellare il ceto politico malsano e corrotto, ormai ridotto a casta autoreferenziale, ricattata dalla finanza e dalla malavita organizzata, e si riappropria di quell’unico bene che è soltanto suo, come attestato dalla Costituzione: la sovranità appartiene al popolo. Sarebbe la risoluzione di gran parte dei nostri mali.

    Non ci riusciremo attraverso  l’utilizzo della sola ragione, che governa solo una parte della dimensione esistenziale, ci riusciremo invece accendendo nell’immaginario collettivo la speranza di una possibile rinascita.

    Ci riusciremo solo attraverso la proposta di UN’UTOPIA: CITTADINI AL POTERE!
    In quel senso stanno andando Grillo e Casaleggio.