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LE PERIPEZIE DI UN CINESE A CASA DI KAFKA

DI T.V.

http://tempsreel.nouvelobs.com

Germania: un cinese in vacanza smistato per errore in un centro d’accoglienza per rifugiati

Un turista cinese in viaggio attraverso l’Europa s’ è ritrovato incastrato in Germania, in luglio, in un centro d’accoglienza per rifugiati, a causa di un pasticcio burocratico aggravato dalle difficoltà linguistiche.

Per ragioni ancora confuse, quest’uomo di 31 anni, che non parla né inglese né tedesco, il 4 luglio scorso, appena atterrato a Stuttgart è stato considerato “bisognoso d’aiuto”, racconta Christoph Schlütermann a un responsabile della Croce Rossa.

Accompagnato in un centro di prima accoglienza, a Heidelberg, avendo perduto il proprio denaro ha riempito, “visibilmente per errore”, il modulo di richiesta d’asilo che gli hanno porto le autorità locali, secondo Christoph Schlütermann.

“Un ingranaggio dal quale non poteva più affrancarsi”

Come stabilisce la procedura tedesca, che organizza la ripartizione dei rifugiati tra le regioni a statuto speciale, il 6 luglio è stato trasferito in un centro d’accoglienza a Dortmund, poi in un altro situato nelle vicinanze, a Dülmen.

“Ha messo in moto un ingranaggio da cui non poteva sottrarsi”, spiega Christoph Schlütermann, che gestisce il centro di Dülem, al giornale “Dülmener Zeitung”.

Privato del passaporto e del visto d’ingresso, il malcapitato la cui identità non è stata rivelata, si è sottoposto a tutte le normali procedure: visita medica, rilevamento d’impronte digitali e ha perfino ottenuto l’aiuto previsto dalla legge per i richiedenti asilo.

“M’immaginavo l’Europa diversamente”

Christoph Schlütermann e un altro responsabile del centro hanno tuttavia rapidamente rimarcato che l’uomo agiva in maniera differente dagli altri ospiti e hanno dipanato il malinteso grazie a un’app di traduzione simultanea sul suo cellulare.

“Diceva di voler visitare la Francia e l’Italia”, racconta Schlütermann.

L’arresto dell’iter procedurale ha richiesto nondimeno più di dieci giorni e solo dopo due settimane dall’inizio della disavventura il turista cinese ha potuto finalmente rimettersi in viaggio.

“Avevo immaginato l’Europa diversamente”, ha dichiarato all’emittente radiotelevisiva pubblica locale WDR, prima di riprendere il giro turistico interrotto attraverso l’Europa.

T.V.

Fonte: http://tempsreel.nouvelobs.com

Link: http://tempsreel.nouvelobs.com/l-histoire-du-soir/20160808.OBS6002/allemagne-un-chinois-en-vacances-se-retrouve-par-erreur-dans-un-foyer-de-refugies.html

8.08.2016

Scelto e Tradotto per www.comedonchisciotte.org da ANTONIO FIORELLA

Pubblicato da Davide

  • lanzo

    Mi sembra una storiella piena di buchi e non capisco dove voglia andare a  parare, che vuol dire "in viaggio attraverso l’Europa" ? Senza passaporto ? Senza carte di credito ?  Ma la maggioranza dei cinesi in Europa entrano cosi’.  Solo non rompono le palle e non vanno ad ammazzare la gente e se li metti in un centro di accoglienza, non hanno certo problemi dietetici  (maiale) , mangiano pure cani e gatti !

  • yakoviev

    "..privato del passaporto e del visto d’ingresso…" dice l’articolo. Ma al di là del modulo riempito per sbaglio, chi controlla il passaporto non ha visto che questo ha un regolare visto turistico e non è un rifugiato? Perché questo turista, vedendo quello che gli stava capitando, non ha chiesto dell’ambasciata?

  • temuchindallaCina

    Finiamola di dire puttanate, solo alcuni cinesi, e solo in certe zone, a volte, per tradizione secolare, mangiano un certo tipo di cani, più di 1,4 miliardi di cinesi mangia in modo normale, detto questo, l’articolo mi sembra una cagata. Con il passaporto e il visto, sicuramente non l’avrebbero mandato in quel centro, quindi, o è una palla che aveva il passaporto e il visto o è una palla che lo abbiano mandato in un centro di accoglienza…..

    sempre peggio questi articoli pubblicati qui…oltretutto in home…

  • venezia63jr

    Non sanno piu’ come farci diventare solidali, raccontano ogni giorno storie

    strappalacrime, vogliono che accettiamo inconsciamente l’invasore e ne
    dobbiamo sentire anche la nostalgia.
    Questi giornalisti sono pazzi.