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LE MUMMIE ALL’ARREMBAGGIO. MA ACCANTO A BEPPE GRILLO C’E’ UN RAGAZZO CHE SE LA RIDE

DI SERGIO DI CORI MODIGLIANI
Libero pensiero

“Ci vuole molto, ma veramente molto molto tempo prima di riuscire a diventare giovani”.
Pablo Picasso

Certamente la bella citazione di Picasso (avvalorata dal fatto che l’ha pronunciata a 84 anni, quando ha iniziato la sua produzione di disegni erotici) non può in alcun caso aderire alla definizione dell’attuale classe politica italiana.
Nell’essere testimoni del suo inevitabile declino verso un tramonto annunciato, ogni giorno, a turno, ineluttabilmente, e in maniera davvero impietosa, queste vecchie cariatidi ammuffite imperversano alla tivvù, sulla stampa mainstream, dilagando adesso anche in rete dove valenti titolari di siti on line, bloggers e disperati dell’ultima ora, raccattano qualche briciola d’euro per dire e sostenere falsi, raccontare e pubblicare menzogne, firmando con il loro consueto atteggiamento la cifra anagrafica della nazione Italia: un paese passato dalla dittatura fascista allo sfascismo democristiano, dall’autoritarismo craxiano alla buracritura comunista, per approdare infine alla gerontocrazia istituzionale, con nonno Berlusconi al comando del cabaret elettorale.

Sempre in bilico tra la tragedia e un burlesque da remota provincia dell’impero, le mummie riescono a vampirizzare chicchessia, facendo invecchiare anzitempo anche la gente più impensabile, che dopo due comizi avvizzisce e diventa esangue senza rendersene conto.

Davvero triste assistere allo spettacolo offerto da Lilly Gruberberg che officiava un paio di sere fa il circo Barnum del minuetto elettorale: Ingroia e La Russa, promossi entrambi a coraggiosi arrampicatori di una impervia montagna fatta di specchi scivolosi. Pur mantenendo alto e inossidabile il senso della mia stima e rispetto per il lavoro svolto dal dott. Ingroia in quanto magistrato, c’è da rimanere sgomenti nel vedere quanto poco tempo gli sia stato sufficiente per trasformarlo in un ennesimo clone intercambiabile, occupandosi di politica secondo un modello talmente arcaico, obsoleto e lontano da ciò che la gente vorrebbe ascoltare, da lasciare davvero sgomenti. Guida una compagine politica che sostiene di volere “la rivoluzione civile” e si avvale della collaborazione di avanzi nostalgici di un passato comunista ed ex candidati che da cinque anni scalpitano per rientrare in parlamento, dato che finora non avevano trovato nessuno che li candidasse. Ho comunque fiducia nella stoffa di Ingroia, spero di essere smentito. Intanto già mi piace come sta reagendo alla richiesta di “patto di desistenza” arrivata dal PD

Viviamo in un paese ammalato di Alzheimer sociale e il prode Oscar Giannino ci ha pure raccontato che sia il PDL che Monti che il PD sono andati da lui con identica proposta: “ti diamo la tua elezione garantita più altri quattro deputati amici tuoi se ritiri la tua lista” e il Berlusconi del rinnovamento candida Cosentino, Papa, Milanese, Dell’Utri, Farina e compagnia bella.
 

Questo tanto per rinfrescare la memoria.

In questa palestra degli orrori e degli errori c’è anche qualche giovanotto.

Un ragazzo terribile, spensierato adolescente, e come tale poco incline ai giochi di bottega -per via dell’età si intende- il quale scalpita, si dà da fare, promuove il suo politico prediletto  sostenendolo e si diverte, anche perché non è candidato: non gli interessa.

Non è una novità, perché la sua scelta era già nota da parecchio tempo.

Eppure, la notizia c’è.

Si tratta di Dario Fo, il nostro premio Nobel per la letteratura, uno che va verso i 90, e che davvero può permettersi il lusso di poter dire ai quattro venti, come suggerito da Picasso “io ce l’ho fatta a diventare finalmente giovane”.

L’Espresso ci racconta che Dario Fo sta scrivendo un libro con Grillo e Casaleggio. Così scrive il settimanale “… Un libro con Grillo? Casaleggio? Che testo è, un dibattito, uno scambio di lettere? «Un libro. Ci stiamo lavorando. Lo pubblica Chiarelettere». E chi ha avuto l’idea? «Sono venuti loro a offrirmelo. Poi per due interi giorni abbiamo imbastito qui da me un dialogo a tre sull’abbandono della cultura in Italia, il misconoscimento della storia, il travisamento dell’economia, Monti e il gioco delle banche e delle tasse, i media e il modo in cui fanno di tutto per stroncare il loro movimento…». 
Lui e Grillo si conoscono da quarant’anni, «ha una forza incredibile, una grande voglia di apprendere, è uno che si documenta, difficilmente lo prendi in castagna. Abbiamo fatto spettacoli insieme, cinque anni fa, in piazza a sostenere un movimento, una battaglia, come a Forlì dove volevano distruggere una valle col pretesto di produrre energia, centomila persone erano lì a vederci». E Casaleggio? «Lui l’ho conosciuto adesso. Bella testa. Colto. Preparato. E nell’organizzazione, nell’inventare meccanismi di mercato è una macchina da guerra». 
Sì, i due gli piacciono davvero. Dario Fo s’immagina un centinaio di 5 Stelle che entrano in Parlamento e mandano tutto all’aria. Nega che siano senza un programma, e comunque «quando scopri che nelle liste Pd ci sono trenta o quaranta figuri degni di galera ti chiedi: ma è tale ormai il distacco dei vertici dalla loro base che nessuno li avverte?». Difende Grillo anche sui dissidenti, Scelsi & Co. cacciati a calci nel sedere da un movimento che si vuole iperdemocratico: «Ma è un tormentone caricato in modo grottesco dai giornali! Se una viene pregata di non mettersi di mezzo in tv perché non ne ha né la facoltà né l’esperienza e ci va lo stesso allo sbaraglio, in qualunque organizzazione chi ha la responsabilità della gestione ha il diritto di espellerla».

In un paese normale, in piena campagna elettorale, questa sarebbe stata una importante notizia in campo politico-mediatico. Grillo e Casaleggio insieme al nostro premio Nobel, tra i rari esempi di intellettuale italiano dall’impeccabile biografia.

E invece nulla.
 

Non ne parlano, né in rete si trovano opinioni e confronti su questo curioso terzetto. Neppure sui social networks, dove di solito ci si sbrana a colpi di striscette per un nonnulla.

Intendiamoci, sono ragazzi, quindi è comprensibile che i vecchi marpioni non vogliano perdere tempo con i giovanotti che ignorano la realtà dei veri teatri per adulti.
 

Comunque, in un momento come questo, il fatto che il più autorevole rappresentante della cultura italiana, riconosciuto e riverito in tutto il mondo, scelga di scrivere un libro insieme al duo più chiacchierato, avrebbe meritato una enorme attenzione. Dario Fo non è certo persona che ha bisogno di audience, ne ha avuta sempre, tutta quella che voleva e, avendo corollato la sua ambizione con il prestigio di un Nobel, non lo si può certo accusare di star cercando una scorciatoia per mettersi in mostra. L’articolo su L’Espresso descrive  la coppia Fo-Rame, questi due “vecchietti” che a casa loro si divertono a vivere, a creare, a inventare il loro futuro, con un tono tra il nostalgico e il salottiero da bon ton gossip. Non sia mai si parlasse di politica.
 

Viene comunque fuori l’immagine di una coppia giovane, che pensa al futuro, che lo progetta, lo elabora, lo sogna, lo costruisce e, da bravi intellettuali –essendo quella la loro funzione- ci mostrano la strada da percorrere, a noi esuli in patria in cerca di bussola, di punto di riferimento, di sostegno.
 

Nessuno ne parla. Nessuno divulga questo evento che, a mio avviso, è l’unica novità in campo editoriale e intellettuale verificatasi in Italia negli ultimi dieci anni.
 

Lo trovo sconcertante.
 

Ma non mi stupisce, né tantomeno mi sorprende.
 

In compenso abbiamo la Littizzetto che parla e scrive e si veste come una ragazzina, ma è già mummificata, sembra la vecchia zia democristiana di Franca Rame.
 

Questo è ciò che passa il convento oggi.
 

Ecco perché mi insospettisce sempre la demagogia del razzismo anagrafico e la continua tiritera sul “largo ai giovani”.
 

Non è l’età che conta, ma la visione esistenziale.
 

E le mummie, potete starne certi, poichè rappresentano un’idea del potere, della società, del mondo che è già defunta e battuta dalla Storia, se ne guardano bene dal consentire che si parli dei “giovanotti doc”, delle nostre eccellenze, dei cittadini pensanti che, proprio in virtù di una lunga esperienza, la sanno lunga su ciò che sta accadendo, e soprattutto su ciò che ci stanno preparando nelle solite cucine di sempre.
 

Volevo soltanto ricordare al pubblico che c’è un giovanotto dotato che ci sta mostrando una certa via possibile da seguire.
 

Noblesse oblige.
 

Informatevi.
 

Ne vale davvero la pena, e non c’è neppure bisogno di affidarsi alla consueta dietrologia.
 

Dietro non c’è nulla.
 

I veri giovani sono sempre come appaiono.
 

Perché non ce l’hanno un dietro e un passato, ma soltanto un davanti e un futuro.
 

Questa è la vita nel post-Maya.
 

Il più anziano tra gli intellettuali e artisti italiani è in realtà il più giovane, ottimista e fiducioso sostenitore dell’idea che c’è un futuro possibile per tutti noi.
Dipende da come si guarda il mondo e dalle scelte che si fanno.
 

E siccome lo suggerisce un meritatissimo premio Nobel, c’è proprio da pensarci su.
 

Vale molto di più di qualunque tipo di sondaggio e di statistiche.

Sergio Di Cori Modigliani
Fonte: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it
Link: http://sergiodicorimodiglianji.blogspot.it/2013/01/le-mummie-allarrembaggio-ma-accanto.html
15.01.2013

 
 

Pubblicato da Davide

  • BaronCorvo

    Quanto non mi piace Dario Fo.
    Quando prese il Nobel stavo a Bangkok e su uno dei giornali locali in inglese c’era una pagina intera dedicata a lui col titolo molto orientale:
    “IL MASSIMO CASTIGATORE DEL SISTEMA
    RICEVE IL MASSIMO RICONOSCIMENTO DAL SISTEMA”.
    Non a caso piace a un essere come Modigliani.
    Piace…

    A uno come Modigliani non gli “piace” niente…gli “serve” casomai come tante altre cose di facile presa, per creare un’aura di credibilità sentimentalistico-buonista in cui cercare di far passare le immondizie e le falsità che scrive (ho una lista delle notizie false che ha scritto in molti suoi articoli [questo qui ovviamente manco lo leggo]; ma lui non è un giornalista quindi non è tenuto ad attenersi al codice etico dell’ordine).

  • Saysana

    L’imperativo e’ quello di far sparire tutti i colpevoli dello sfascio dalla scena politica italiana, cioe’ TUTTI i politici!

    Non ci sono altre opzioni se si vuole sperare in un (lontano) futuro un poco migliore e sicuramente piu’ equo.

    Il resto e’ decadenza, morale (per loro) e materiale (per noi).

  • tersite

    No, no.. Ognuno rimanga della sua opinione, ma qui c’è scritta un’altra cosa, i giornali danno poco spazio ad una notizia che, in campagna elettorale, dovrebbe essere importante. E’ vero.

  • radisol

    Non amo Modigliani, tuttaltro …. ma amo molto invece Dario Fo …. che effettivamente dimostra che si può essere giovani a quasi 90 anni … che ci si può rimettere completamente in discussione … sarebbe stato facile per lui appoggiare il Pd dato vincente … o al limite, con un pò più di coerenza con la sua storia precedente, la lista di Ingroia … ma soprattutto poteva anche permettersi di non appoggiare nessuno …. e invece che ti va a fare ? praticamente la scelta più scomoda … ma soprattutto più esaltante e divertente …. da pischello utopista come è sempre stato, persino quando a 17 anni si arruolò volontario nella Rsi … e poi nel dopoguerra diventò comunista, ma sempre “eretico” e senza partito …. ce ne fossero di Dario Fo in Italia … Eduardo lo definì il più grande attore di teatro italiano della storia … e volle, con grande scorno del Pci di cui Eduardo era allora senatore a vita, che fosse l’ “eretico” Fo a pronunciare la sua orazione funebre …. ed i compassati dirigenti del Pci, mentre parlava Fo, si allontanarono addirittura dal funerale …. si, stavolta Modigliani ci ha preso … magari per sbaglio, ma ci ha preso ….

  • clausneghe

    Bellissimo,ottimista pezzo dello “scrittore dai quattro nomi” di solito prolisso come appunto il suo name “nomen numen”.. Che del resto leggo sempre più che volentieri,tempo e impegni permettendo.
    Speriamo davvero che i meglio Italiani seguano la via indicata dal venerando Saggio unito alla Veneranda consorte che la Rete li conservi..E lo farà,almeno sin che esisterà la civiltà.

  • lucamartinelli

    caro BaronCorvo, che non ti piaccia Dario Fo è una decisione tua. Il valore artistico di Fo è indipendente dalla tua opinione, vero? Con affetto.

  • BaronCorvo

    Il valore artistico ce l’hanno tantissimi, dipende quello che ci fai.
    Non mi piace lui, non mi piace quello che fa sua moglie (donna molto coraggiosa, però), non mi piacciono le sue idee di fondo. Quelle di facciata non sono male.

  • BaronCorvo

    Non mi piace nemmeno Eduardo. Recita bene ma non mi frega niente della sua roba.

  • Pellegrino

    Nooo Dario Fo Noooooooooo

  • Ercole

    Non ha nulla da insegnare questo giullare del potere,anche a 90 anni e nonostante il” nobel “de che …..dell’opportunismo non ha apportato nessuna idea innovativa , e ” rivoluzionaria”,e un perfetto sedicente “sinistro “borghese ,ha vissuto e continua a vivere benissimo con le sue chiacchiere insieme alla moglie, un’altra perla di opportunismo ingannando i polli con “il teatro”…. come quello parlamentare, il pianeta e pieno di chiacchieroni a tutti i livelli ,il mondo non va interpretato , va cambiato……

  • rebel69

    Sbandierare il nobel come simbolo di successo è serietà.Solo questo basta per non finire nemmeno di leggere questo articolo.

  • sisifo

    Sinceramente, non mi meraviglia che siamo ancora a trastullarci con quella farsa chiamata democrazia rappresentativa.
    Basta dare una occhiata ai commenti carichi di offese che vomitano insulti a ripetizione per rendersi conto che, in una democrazia diretta, ci saremmo gia estinti tutti da un pezzo.

  • BaronCorvo

    Ma ti rivolgi solo a Modigliani o anche a qualcun altro?

  • tersite

    Scusate, valore del nobel e di Fo a parte, il fatto strano è che questa scelta non ha fatto notizia è passata inosservata.

  • RicBo

    Ercole, sono arrivato a stimarti per la coerenza che mostri nei tuoi post ma questa volta no, non sono d’accordo. La tua invettiva contro Fo avrebbe un senso solo nel caso che tu possa dimostrare una cultura ed una traiettoria non solo artistica, ma umana ed etica inattaccabili come quella di Fo e Rame. Riformisti? Può darsi, ma perchè tu ti consideri forse un rivoluzionario? Cosa definisce un rivoluzionario? Cosa avrebbero dovuto fare del Nobel secondo te? Rifiutarlo? Sai che hanno investito tutti quei soldi in progetti di solidarietà? No, Ercole, i nemici sono altri, stiamo attenti a non scannarci fra di noi

  • rebel69

    Per correttezza uno che viene letto da tante persone non dovrebbe usare come metro di misura un premio che da quando è stato istituito è servito a dare credito e importanza non solo a chi se lo è meritato ma sopratutto per rivestire di prestigio chi di prestigioso non ha niente(comunità europea,Obama,per dirne un paio)vuol dire che ci consideri tutti idioti,come idioti ci consideravamo chi il premio lo ha istituito.Secondo me se hai la possibilità di utilizzare,anche per poco,spazi di comunicazione mainstream come la TV e non accusi in maniera chiara chi deve essere accusato dell’obrobrio che stiamo vivendo,con nomi cognomi trattati firmati leggi approvate,ma ti metti a menare il can per l’aia insieme a Grillo Ingroia o chi per loro con la storia del parlamento pulito l’assegno di cittadinanza(con quali soldi)e pugnette varie,non sei affidabile in partenza,anche se ti hanno violentato la moglie.Se poi tutto questo a qualcuno serve per sentirsi speranzoso e il fatto che è stato occultato è una prova che allora è veramente pericoloso per i nostri aguzzini(che magari si stanno cagando sotto di paura che Fó affianca Grillo?mah)sono contento per voi,deve essere bello avere una speranza,infatti anche io c’è l’ho,ma non è Grillo Fó o Ingroia,per carita,tutti bravi nei loro mestieri di origine.

  • BaronCorvo

    Ma perché dici “voi”? Io che c’entro???

  • rebel69

    Baron corvo non ce l’ho con te…veramente non c’è l’ho con nessuno

  • clausneghe

    Mi tocca darti ragione un altra volta ricbo

  • Ercole

    i rivoluzionari non usano solo l’arma della critica,come ha fatto Fo,ma poi si adoperano per abbattere il capitalismo contribuendo alla costruzione del partito rivoluzionario ,non frequentano i salotti buoni per rendersi visibili, lottano a fianco dei lavoratori ,sono in prima linea ,anche a prendere le randellate della polizia,non frequentano le istituzioni borghesi ,per farsi eleggere nel parlamento europeo (F.RAME CON I.D.V) non concorrono alle primarie come D.FO, che sfida Ferrante A MILANO non vanno nei consigli comunali,questa e pratica opportunista,a noi non danno il premio Nobel PER LE NOSTRE BATTAGLIE , Dario Fo lo ha donato ad amnesty international, per lavarsi la coscienza ,ne aveva troppi di miliardi…..sara anche bravo nel suo lavoro ,ma con la recita non cambi il mondo, e neppure con le donazioni ,il capitalismo rimane con tutti i suoi mali,mi dispiace RI.CBO ma tu confondi lucciole per lanterne…..

  • yiliek

    Sagge parole, e devo osservare che ultimamente (e la cosa mi rammarica) lo spazio dei commenti sia diventata simile ad un arena dove (invece di aggiungere informazioni utili o portare critiche costruttive agli articoli postati) mettere in competizione il proprio ego e scaricare le proprie frustrazioni

  • tersite

    E’ certo che i media stiano facendo campagna anti M5s ad oltranza, da ciò ognuno tragga, oppure no, quel che vuole. Ma è un fatto.

  • yago

    Dario Fo a me Mi piace.

  • vraie

    “IL MASSIMO CASTIGATORE DEL SISTEMA RICEVE IL MASSIMO RICONOSCIMENTO DAL SISTEMA”.
    vero!! … svela “il trucco” ed è sufficiente a confermarre che è meglio stare da un’altra parte

  • Gracco

    ricordiamoci che Dario Fo ha applaudito con entusiasmo all’ aggressione euroamericana contro la Libia e non sembra essersi pentito: lui, come le altre cariatidi della vecchia “sinistra” italiana (Rossana Rossanda, Pietro Ingrao etc etc.) sono i servi dell’imperialismo!

  • Gracco

    comunque sono grato al “premio nobel” perchè, sponsorizzando Grillo, mi ha dissuaso a votarlo (avevo una certa tentazione…)

  • Primadellesabbie

    Questo articolo, a parte la denuncia dell’oscuramento mediatico su una notizia di un certo peso, ha provocato sopratutto reazioni, in questo sito, del tipo “non mi piace o mi piace Fo”. É difficile far cambiare idea a chi vuole, o ha deciso di, pensare in un certo modo (nonostante l’aforisma in testa al frontespizio).

    Quindi sarebbe meglio astenersi, ma vorrei dire una cosa in questo piccolo scambio: Fo ha scavato in una materia ed in un’epoca fin lì trascurate, in cui é difficile mettere le mani, giungendo a realizzare uno spettacolo (Mistero Buffo) zeppo di suggerimenti e spunti, tali da far nascere interessi ed approfondimenti in molte direzioni.

    Questo spettacolo veniva allestito nelle piazze del Paese grazie all’opera di schiere di giovani entusiasti (“c’ero anch’io” in qualche occasione) che a loro volta muovevano ad interesse centinaia o migliaia di altri, che scoprivano per la prima volta un singolare possibilità della politica, per quei tempi. Fo era disponibile, pieno di energia, coraggioso (ogni volta l’esito economico era un’incognita), rassicurante e circondato da giovani talenti. Non é stato un fenomeno da poco e nemmeno “uno dei tanti”.

    Trovo ingiusto liquidarlo con due battute.