Home / ComeDonChisciotte / LE CLAMOROSE SCOPERTE DI GALLI DELLA LOGGIA
11869-thumb.jpg

LE CLAMOROSE SCOPERTE DI GALLI DELLA LOGGIA

DI MASSIMO FINI
ilfattoquotidiano.it

Il professor Ernesto Galli della Loggia va sempre tenuto d’occhio. Perché è pericoloso. Il suo pensiero sulfureo tende ad avventurarsi su terreni inesplorati e inquietanti.

Adesso ha scoperto che ci sono delle analogie fra la Lega e il Movimento di Grillo. Scrive infatti Monsignore in un ponderoso editoriale sul Corriere (10/6): “Ci sono alcune cose interessanti in comune fra la nascita del Movimento 5 Stelle e la nascita della Lega”. Un’intuizione fulminante, che non era venuta a nessuno e la cui profondità poteva essere colta solo da un docente di Storia contemporanea, che peraltro non ha mai scritto un libro di storia, né contemporanea né del Pleistocene, essendo pensosamente impegnato, con altri liberali della sua risma, a difendere tutte le illegalità di Berlusconi (non a caso insegna all’Università “Vita e salute” del San Raffaele, feudo del Cavaliere, o vi ha insegnato, non posso pedinare il Della Loggia fino a questo punto, ci pensi la Digos).Naturalmente, nell’epistola di Monsignore, tutte le possibili analogie fra Lega e 5Stelle, fra Bossi e Grillo, sono volte al negativo. La loro protesta è “confusa, umorale, spesso violenta”. Per la verità nell’ormai trentennale storia della Lega non si registra un solo atto di violenza. Tanto che Repubblica, non sapendo a che altro appigliarsi, quando un cane, presunto leghista, abbaiò alla consigliera Repubblicana di Palazzo Marino Rosellina Archinto, titolò in prima pagina, di testa, a otto colonne: “Aggressione fascista della Lega a Milano”. Se poi Monsignore si riferisce alla violenza verbale, mi sembra che l’affermazione di Berlusconi, fatta nella sua veste di premier, “la magistratura è il cancro della democrazia, sia un po’ più eversiva di qualsiasi “vaffa”, per quanto estremo, di Grillo. Ma, all’epoca, dal professore liberale non si levò un vagito o, almeno, un belato.

Scrive Monsignore a proposito dei due movimentisti: “Nell’interpretare questa protesta li unisce ancora un elemento comune. Entrambi le danno uno sfondo utopico: Bossi il separatismo, Grillo il miraggio della Rete e della democrazia diretta”. L’idea di fondo della prima Lega era quella identitaria, e non morirà col movimento di Bossi, sarà anzi il tema centrale degli anni a venire perché l’utopia voltairiana dell’uomo “cittadino del mondo” è fallita, soprattutto in epoca di globalizzazione, le persone hanno bisogno, come scriveva Bocca, “di riscoprire le proprie radici e di avere punti di riferimento vicini e comprensibili”. Sullo sfondo del pensiero di Grillo non c’è solo la protesta ma, come per la Lega, il bisogno di ritornare a una società più semplice.

Grillo usa il web per distruggere il mondo che ha prodotto il web. Nella sostanza è un tradizionalista.
Ma non pretendiamo che il Professore legga i documenti di 5Stelle.

I fautori del “nuovo”, scrive il Professore, sono intellettualmente elementari, ingenuamente protestatari, antropologicamente plebei o piccolo borghesi… brillano quasi tutti per pochezza concettuale”. E qui arriva la polpa dell’omelia di Monsignore. “Da questo ‘nuovo’ le élite socio-culturali della Penisola sono ogni volta assenti”. Verrebbe da chiedersi se élite socio-culturali esistono ancora in Italia.

Ma della Loggia così prosegue: “Sono assenti anche perché le élite italiane, pur se critiche, criticissime, delle condizioni del Paese e della qualità della sua classe politica accreditata – come da esse si ascolta sempre quando si sentono libere di esprimersi (cioè di nascosto, ndr) – tuttavia preferiscono l’immobilità. Hanno ereditato una sorta di timore atavico a schierarsi davvero all’opposizione del ‘sistema’… hanno sempre timore di ‘esporsi’, di mettersi in gioco senza paracadute, senza avere qualche forma di garanzia”. Un perfetto autoritratto.

Massimo Fini
Fonte: www.ilfattoquotidiano.it
15.06.2013

Pubblicato da Davide

  • nigel

    Mah… Perché tanto odio?

  • massi

    Fini sta diventando sempre di più nei confronti di Grillo quello che è un Mario Giordano o un Claudio Brachino per Berlusconi. Ecco perché tanto odio.

  • andyconti

    “Sullo sfondo del pensiero di Grillo non c’è solo la protesta ma, come per la Lega, il bisogno di ritornare a una società più semplice.” Verissimo, poi quando hanno iniziato a prendere voti l’una si e’ trasformata in un comitato d’affari peggio del Psi e e l’altro e’ diventato il capo della Sezione Disciplinare del suo stesso Movimento.

  • mincuo

    Premetto che Galli della Loggia a me non rappresenta nulla di speciale. Uno come un altro.
    Correttezza però avrebbe voluto che Fini avesse avuto almeno il buon gusto di mettere un link all’articolo di Galli della Loggia. http://www.corriere.it/editoriali/13_giugno_10/se-il-carisma-non-basta-editoriale-galli-della-loggia_29eae01a-d18b-11e2-810b-ca5258e522ba.shtml
    E’ che così uno si sarebbe reso conto dell’uso che Fini, taglia qui e cuci là, di quell’articolo ha fatto.
    Per non sbagliarsi Fini comincia intanto secondo i classici di una vecchia scuola a insinuare e a dipingere negativamente direttamente la persona. Character assassination.
    Ecco quindi che “va tenuto d’occhio” neanche G.d.L. fosse un pregiudicato. Quindi Fini avverte il lettore che il suo è un “pensiero sulfureo”. Poi lo cita sempre come Monsignore, che tra parentesi non sarebbe neanche tecnicamente adatto a Galli della Loggia. Infine si produce nel classico “è pericoloso”, un evergreen di un’intramontabile genia intollerante e bigotta sempre però la più lesta a definirsi apertissima. Genia il cui semplice breviario è:
    1) E’ “pericoloso” tutto ciò che non coincide col loro pensiero.
    2) Per qualche insondabile e misteriosissimo motivo sono loro gli eletti (da chi?) a giudicare cosa sia pericoloso e cosa no, e in generale cosa uno può dire e cosa no.
    Fini continua con delle menzogne belle e buone che non gli fanno onore, come quella che G.d.L. non ha mai scritto un libro. (E così torna a denigrare la persona). Ma basta sfogliare:
    http://it.wikipedia.org/wiki/Ernesto_Galli_della_Loggia
    E si vede che ne ha scritti più di qualcuno.
    Buoni o cattivi io poi non lo so, non li ho letti, ma scritti li ha scritti.
    E da Wikipedia si vede anche che G.d.L dirigeva a suo tempo “Mondo Operaio” insieme a Mughini, Mieli, Chiaberge e…..indovinate…..Massimo Fini.
    Fini non mi sta per nulla antipatico e ha anche scritto buone cose, secondo me almeno. Perchè si riduca così è un mistero. Ma anche no.

  • Aironeblu

    Evidentemente cogliere l’ironia non è il tuo forte…

  • mincuo

    In effetti. Noto di non essere il solo. Anzi a parte Aironeblu questa ironia non ho sentito nessuno coglierla finora.

  • makkia

    Francamente anche leggendo l’articolo non è che vedo tutta ‘sta “ciccia” in più che Fini ci avrebbe nascosto. Ha riportato abbastanza completamente il pensiero di fondo dell’articolo di GdL. Se è per quello ci ha risparmiato – ad esempio – una delle debolezze dell’articolo: il paragone forzato sulle origini “simili” di Grillo e Bossi, come se Grillo fosse spuntato 5 anni fa e non avesse una storia di 30 anni di critica feroce e di seguito “non politico” dietro le spalle (o meglio “non partitico”, che è la cosa che disturba tantissimo GdL).

    Detto questo, condivido che il link all’originale è doveroso e che il character assassination non può essere il nocciolo della contro-argomentazione, ma al massimo il “condimento” retorico della critica.
    Vero che l’articolo di GdL è la solita guazza di banalità (e viscida dal punto di vista della tecnica comunicazionale), ma anche quello di Fini non è ‘sto capolavoro di “bruciante ma puntuale” analisi.