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LE 5 NAZIONI EUROPEE CON ARMI NUCLEARI NON DICHIARATE. RUSSIA E IRAN SONO GLI OBIETTIVI

nuclear Europe

DI MICHEL CHOSSUDOVSKY

globalresearch.ca

I media, i politici e gli scienziati rimangono muti. L’attenzione è persistentemente concentrata sulle inesistenti armi nucleari dell’Iraq.

Ampiamente documentato, Belgio, Olanda, Germania Italia e Turchia sono in possesso di armi nucleari che sono dispiegate (su ordine governativo) contro la Russia, Iran e Medio Oriente.

Durante i recenti sviluppi, a seguito del fallito colpo di stato turco del luglio 2016, i media hanno riportato armi stoccate nella base turca di Incirlik.

Il Consiglio Nazionale delle Risorse della Difesa americano ha confermato il dispiegamento di 90 cosiddette armi tattiche B61, alcune delle quali sono state di seguito decomissionate.

Lo stoccaggio e dispiegamento dei B61 in questi 5 paesi “non nucleari” ha come obiettivo il Medio Oriente. Inoltre, in accordo con “piano di attacco” della NATO, queste bombe termonucleari B61 (capaci di penetrare e distruggere bunker sotterranei) possono essere lanciate “contro obiettivi come Russia o nazioni del Medio Oriente come Iran e Siria”

(fonte: National Resources Defense Council, Nuclear Weapons in Europe, febbraio 2005).

Durante i recenti avvenimenti, la stampa europea, inclusa Deutsche Welle, ha confermato il dispiegamento di 50 B61 nella base di Incirlik. Ma questo è risaputo da anni. Ci sono voluti 10 anni affinché i media riconoscessero che la Turchia (stato ufficialmente “non nucleare”) possedesse un numero non indifferente di testate nucleari.

C’è comunque una qualche confusione negli articoli dei media sulla natura di queste bombe custodite a Incirlik. Sono B61 “bombe a gravità” (in originale: gravity bombs, n.d.t.) con testate nucleari di una capacità esplosiva di 170 chilotoni (fino a 12 volte la potenza di quella di Hiroshima).

L’accuratezza sul numero esatto di bombe riportate dai media deve essere ancora verificata. Come sappiamo per certo, alcune bombe sono state decommissionate durante gli anni e altre sono state rimpiazzate da una loro versione più recente, tra cui i B61-11.

Deve essere sottolineato il fatto che negli ultimi anni il Pentagono ha sviluppato una versione più avanzata del B61, chiamata B61-12, che è in linea per rimpiazzare le versioni vecchie attualmente stoccate in Europa e Turchia. Altre armi nucleari sono in progetto: una testata da un trilione di dollari viene in questo momento contemplata dal Pentagono.

Il principio di deterrenza è stato fatto fuori. Queste cosiddette mini-bombe nucleari esistono per essere usate. Sotto il programma del Pentagono chiamato Life Extension (estensione della durata di vita delle armi nucleari, n.d.t.): le B61 sono programmate per rimanere operative fino al 2025.

Quindi la Turchia è a tutti gli effetti una potenza nucleare non dichiarata?

La risposta è “Si” ma ciò di può dire anche di altre quattro nazioni europee: Belgio, Olanda, Germania e Italia, in quanto posseggono bombe B61 dispiegate sotto ordine governativo e aventi come obiettivo la Russia, il Medio Oriente e l’Iran.

(Michel Chossudovsky, 30 Luglio 2016)

Lontano dal rendere l’Europa più sicura e meno dipendente da armi nucleari, questo programma rischia di portare più armi nucleari sul suolo europeo e rendere più complicati i tentativi di disarmo multilaterale.

(L’ex Segretario Generale della NATO George Robertson in una dichiarazione ripresa da Global Security, 10 febbraio 2010)

Può l’Italia lanciare un attacco termonucleare? … Possono i Belgi e Olandesi sganciare bombe all’idrogeno su target nemici? … Può l’aviazione tedesca aver ricevuto un training per effettuare attacchi con bombe 13 volte più potenti di Hiroshima? Bombe nucleari sono conservate in basi aree in Italia, Belgio, Germania e Olanda e le sono dotati di forze aeree in grado di usarle.

(fonte: “Cosa fare delle armi nucleari segrete in Europa.” Time Magazine, 2 dicembre 2009)

Gli stati nucleari “ufficiali”

Cinque nazioni, USA, Regno Unito, Francia, Cina e Russia, sono considerate essere “stato con armi nucleari” (NWS), uno “status internazionalmente riconosciuto e conferito dal Trattato di Non-Proliferazione Nucleare (NPT)”. Altre tre altre nazioni non facenti parte del NPT, India, Pakistan e Nord Korea, sono state identificate essere in possesso di armi nucleari.

Israele: “Stato nucleare non-dichiarato”

Israele è identificato come “stato nucleare non-dichiarato”. Produce e dispiega testate nucleari dirette contro obiettivi e militari nel Medio Oriente, incluso Teheran.

Iran

C’è stata molta benzina gettata sul fuoco, supportata da scarsa evidenza, sul fatto che l’Iran potrebbe in futuro diventare uno stato nucleare. E quindi un attacco nucleare preventivo sull’Iran per annichilare il suo non-esistente arsenale dovrebbe essere preso in seria considerazione per “rendere il mondo un posto più sicuro”. I media mainstream abbondano di dichiarazioni e opinioni sul pericolo nucleare iraniano. Ma cosa dire allora delle 5 nazioni europee “nazioni nucleari non-dichiarate”?

Belgio, Germania, Olanda, Italia e Turchia: nazioni nucleari non-dichiarate.

Mentre il potenziale iraniano rimane non confermato, quello di queste 5 nazioni è ben riconosciuto. Gli USA hanno rifornito qualcosa come 480 B61 (testate termonucleari) a queste nazioni che, è bene ricordarlo, sono ufficialmente “non nucleari”.

Convenientemente ignorato dall’istituzione di controllo sul nucleare delle Nazioni Unite, IAEA, gli Stati Uniti hanno attivamente contribuito alla proliferazione di armi nucleari. Parte integrante dell’arsenale europeo è la Turchia che è partner della coalizione contro l’Iran guidata dagli USA, e possiede circa 90 testate nella base di Incirlik.

(fonte: National Resources Defense Council, Nuclear Weapons in Europe, febbraio 2005).

Tutto questo significa che Iran o Russia, che sono in questo momento potenziali obiettivi di attacco nucleare originati da questi 5 stati dovrebbero contemplare un attacco nucleare difensivo contro Belgio, Germania, Italia, Olanda e Turchia? La risposta è no, neanche ad immaginarlo.

Mentre queste potenze nucleari non-dichiarate continuano a lanciare accuse di vario genere contro Teheran sul loro programma nucleare, senza alcuna prova documentata, loro stesse hanno le capacità di lanciare un attacco nucleare contro l’Iran. Dire che questo è un chiaro esempio di “due pesi e due misure” da parte di IAEA e della solita “comunità internazionale” è dire poco.

nucleareurope

Germania: produttore di testate nucleari

Tra le 5 nazioni riportate sopra, la Germania rimane quella in assoluto più nuclearizzata, con tre basi (due delle quali sono pienamente operative) e potrebbero stoccare fino a 150 testate B61. In accordo col piano della NATO (menzionato sopra) queste armi tattiche sono puntate anche in Medio Oriente. Anche se la Germania non è classificata ufficialmente come potenza nucleare, produce testate nucleari per la Marina francese.

Oltre a ciò, la European Aeronautic Defense and Space Company (EADS) una joint-venture franco-ispanico-tedesca, controllata dalla Deutsche Aerospace e dal potente gruppo Daimler è il secondo più grande produttore di armi europeo, e vende i famosi missili nucleari francesi M51. E di nuovo, anche la Germania è classificata come “stato non-nucleare”.

Michel Chossudovsky

Fonte: www.globalresearch.ca

Link: http://www.globalresearch.ca/europe-s-five-undeclared-nuclear-weapons-states/17550

30.07.2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da COLOSSEUM

Nota dell’autore:

Questo articolo è stato originariamente pubblicato da Global Research nel febbraio 2010 sotto il titolo: Le 5 nazioni europee con armi nucleari non dichiarate

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Ka…spiterina! Siamo una potenza nucleare e non lo sapevamo. Non lo dite a Renzi perché quello è già bullo per conto suo, se viene a sapere che dispone di armi nucleari chissà che diavolo combina. Magari minaccia di nuclearizzare tutti quelli che votano NO al referendum.

    Ma che è successo a Michel Chossudovsky?  Una volta il sito della global research sfornava articoli fatti molto bene. Ora…beh lasciamo perdere.

  • Aironeblu

    Tra l’essere una nazione dotata di armi nucleari o un servile deposito per la testate USA, corre la differenza che nel primo caso è la nazione in questione a disporre della armi e decidere del loro utilizzo, mentre nel secondo caso sono gli USA a farlo, e nella malaugurata ipotesi che la cosa succeda, le risposte da parte della Russia sarebbero dirette verso di noi, da dove i missili sono partiti, e non verso Washington, che ha ordinato l’atacco: del resto a questo servono i vassalli, a servire gli interessi del padrone ed essere eventualmente sacrificati come pedine.

  • Toussaint

    Per quanto ne so, le armi nucleari dislocate in Italia sono gestite dalla NATO (ovvero dagli USA), ma non possono essere usate senza il consenso del governo italiano. Probabilmente vale lo stesso concetto per gli altri paesi non dichiaratamente nucleari, esclusa Israele.

  • edoxxx

    Il Governo italiota avrebbe diritto all’ultima parola?

    Stenterei a crederci, 
  • albsorio
  • giannis

    Ma che dici , l’ Italia e’ completamente sottomessa agli USA da 71 anni , non esistiamo

  • AlbertoConti

    Tutta questa tecnologia è destinata a diventare obsoleta in tempi relativamente brevi. Chi invece la governa oggi è già diventato politicamente obsoleto, ma Pippo ancora non lo sa.

  • sandman972

    Più che altro visti gli attributi del governo italiano viene da chiedersi quanto ci metterebbero gli USA ad ottenere il consenso, anche se fosse effettivamente necessario. 😀