Home / ComeDonChisciotte / L'ASSASSINIO POLITICO – IL METODO AMERICANO
16543-thumb.png

L'ASSASSINIO POLITICO – IL METODO AMERICANO

DI FINIAN CUNNIGHAM

sputniknews.com

Donald Trump è entrato in una kill zone politica.

L’establishment statunitense si sta allineando per eliminarlo. Ne parliamo qui in termini virtuali, almeno per ora.

Al giorno d’oggi, l’assassinio politico ad opera dell’autorità costituita non comporta necessariamente la liquidazione fisica di un individuo ritenuto un nemico dello stato. Chi ha bisogno di tutto quel sangue e di quelle polemiche? Specialmente quando la diffamazione di un personaggio pubblico raggiunge lo stesso risultato desiderato, vale a dire l’eliminazione del bersaglio dalla scena pubblica.

La pioggia di spietati attacchi dei media cui è sottoposto il candidato repubblicano che corre per le presidenziali lascia pochi dubbi sul fatto che si tratti di uno sforzo concertato per distruggere la sua figura politica.

La scorsa settimana, abbiamo assistito ad una raffica di attacchi denigratori rivolti al magnate newyorkese che aspira alla presidenza. A quanto sembra gli è stato gettato addosso di tutto, dalle violazioni in tema di permesso di soggiorno della moglie di origini slovene, alle sue prepotenze nei confronti di bimbi in lacrime alle manifestazioni politiche, al suo essere l’ignaro servitore del leader russo Vladimir Putin.

È così chiaro e assurdo da sembrare quasi ridicolo.

È evidente che i mezzi di comunicazione istituzionali americani stiano cercando di scalzare Trump malgrado il tenace supporto tra le fila degli elettori repubblicani americani. È ovvio che il potere costituito di Washington ha deciso di fare della rivale democratica Hillary Clinton la scelta da preferire per proteggere i loro interessi privilegiati, in qualità di prossimo occupante della Casa Bianca.

I media statunitensi, pilastri del sistema, stanno contribuendo all’eliminazione di Trump dalla presunta libera competizione elettorale di novembre, divenendo complici dell’assassinio del suo personaggio agli occhi dell’opinione pubblica.

È davvero ironico dato che ci sono molte più sordide storie sul conto della Clinton, dato il suo coinvolgimento nella propaganda di guerra, in operazioni clandestine volte ad un cambio di regime, nonché dell’abuso del segreto di stato per accrescere il proprio prestigio grazie a risorse finanziarie di provenienza estera.

L’ultimissimo segno che il segreto Stato Profondo degli Stati Uniti – il Pentagono, la CIA, l’FBI, i colossi finanziari di Wall Street – si stia muovendo per insediare il proprio candidato alla Casa Bianca è la lettera pubblicata questa settimana da 50 repubblicani di lungo corso, esperti in materia di sicurezza nazionale, che appoggiano la Clinton mentre massacrano Trump.

Ebbene sì, i repubblicani sostengono un democratico. Questo è il chiaro segno di un’uniformità di interesse.

Tra i firmatari figurano l’ex direttore della CIA Michael Hayden e l’ex capo della sicurezza nazionale Michael Chertoff, entrambi in servizio negli anni del governo di George W Bush, nonché John Negroponte ex direttore dei servizi di intelligence americani e presunto fornitore degli squadroni della morte in America Centrale durante gli anni ’80.

La lettera a firma congiunta contro Trump segue solo di pochi giorni la pubblicazione di un articolo d’opinione sul New York Times da parte dell’ex capo della CIA Michael Morrell in cui bastona Trump, additandolo come un burattino nelle mani russe.

Ciascuna di queste figure è intimamente connessa allo Stato Profondo americano e in maniera unanime stanno esponendo Trump alla gogna, etichettandolo come “una pericolosa minaccia alla sicurezza nazionale americana”.

Dal suo canto, Trump respinge in maniera decisa quest’ultima raffica di insulti sostenendo che gli esperti in materia di sicurezza nazionale sono gli stessi responsabili della creazione della guerra in Iraq, della perdita di soldati tra le file delle truppe americane nonché della nascita del terrorismo in Medio Oriente. Con estrema sfrontatezza, Trump li ringrazia per aver reso pubblici i loro nomi di modo che il popolo americano sappia chi accusare per i disastri della politica estera.

Ad ogni modo, il punto è che la campagna di discredito verso Trump non è solo frutto di un fortuito incidente di percorso per il candidato, attribuibile a passi falsi e dichiarazioni inappropriate che potrebbe aver emesso durante il suo percorso elettorale.

L’intensa e concertata natura della campagna congeniata per annientare Trump dimostra quanto la struttura del potere di Washington, inclusi i media istituzionali, lo stiano incastrando per diffamazione.

Questo è il tipo di liquidazione politica in cui la plutocrazia statunitense eccelle.

Qualche decennio fa, “l’azione esecutiva” americana – o “terminazione con effetto immediato” per dirla in termini eufemistici – comportava spesso l’effettiva uccisione del bersaglio.

Il caso più noto è quello del presidente John Fitzgerald Kennedy assassinato a Dallas il 22 novembre 1963. In quel periodo, diversi altri leader politici stranieri vennero assassinati da agenti di stato americani, inclusi Patrice Lumumba in Congo, Rafael Trujillo nella Repubblica Dominicana e Ngo Dinh Diem nel Vietnam del Sud. L’assassinio politico era e continua ad essere la norma in America.

L’ormai estinto procuratore di New Orleans, Jim Garrison, che indagò sull’assassinio di JFK, sostenne che la ragione primaria per il suo assassinio era che il presidente stava lavorando per portare a conclusione la Guerra Fredda con la Russia: Kennedy stava utilizzando in sordina un canale riservato con la controparte russa Nikita Krushchev per implementare piani ambiziosi per il disarmo nucleare.

Per di più, JFK aveva nettamente bocciato le proposte segrete presentate dal Pentagono per un’azione nucleare preventiva ai danni dell’Unione Sovietica. Stava in aggiunta chiudendo con le operazioni terroristiche finanziate dalla CIA contro Cuba e dichiarando il ritiro delle truppe americane dalla nascente guerra in Vietnam.

In questo modo Kennedy era entrato nella kill zone politica per quel che riguardava il potente e non eletto Stato Profondo. Le sue politiche stavano minacciando gli enormi interessi delle imprese degli armamenti militari, le grandi compagnie petrolifere e l’alta finanza di Wall Street. Quindi la CIA e i suoi killer a contratto vennero schierati per eliminare il problema.

Donald Trump ha due aspetti in comune con JFK. Come Kennedy, il magnate ha grosse disponibilità economiche, il che lo mette in condizione di parlare apertamente, senza il bisogno di doversi ingraziare potenti finanziatori.

Il secondo e più importante aspetto è che Trump si è ripetutamente scagliato dalla piattaforma elettorale contro l’inarrestabile consolidamento dell’alleanza militare condotta dagli USA, la NATO, nell’Europa dell’Est, contro lo schieramento delle truppe americane oltremare e in particolare contro la politica ostile di Washington nei confronti della Russia.

Trump ha richiesto la normalizzazione delle relazioni con la Russia. La sua posizione in materia di politica estera è un anatema per l’establishment di Washington che richiede, come assoluta necessità, la demonizzazione delle nazioni straniere come minacce alla sicurezza nazionale al fine di mantenere la gargantuesca economia militarizzata degli Stati Uniti. In sostanza, lo Stato Profondo americano prospera grazie al perpetuo ricrearsi delle guerre. La guerra è una funzione permanente del fallito capitalismo americano.

Questa disfunzione sistemica consiste in ciò che era e continua ad essere la Guerra Fredda con la Russia – il pompaggio di milioni di dollari nelle casse dell’élite finanziaria ed istituzionale che continua a farla franca nonostante l’imbroglio, grazie ai loro lacchè che serpeggiano nei canali politici e mediatici.

Chiunque osi sfidare i potenti interessi americani è esposto all’eliminazione. Si entra nella zona di tiro.

In passato, i metodi di eliminazione con effetto immediato prevedevano abitualmente l’eliminazione fisica.

Cinque decadi dopo il governo Kennedy, i metodi di assassinio politico degli Stati Uniti si sono evoluti divenendo più sofisticati. Il più delle volte, la diffamazione può dirsi sufficiente. Nessun bisogno di assoldare sicari o invischiarsi in inchieste pubbliche. Saranno i killer mediatici ad occuparsene.

Basterà piazzare il bersaglio al centro di un fuoco incrociato di un incessante bombardamento mediatico che non gli lasci scampo.

Analogamente, ogni di capo di stato estero che diventa un “problema” per gli interessi del potere americano viene allo stesso modo preso di mira. Il presidente russo Putin ne rappresenta forse il miglior esempio.

Con l’avvicinarsi delle elezioni presidenziali, previste nei prossimi tre mesi, è sufficiente osservare come i poteri ombra di Washington si stiano mobilitando per far fuori Trump dalla corsa alla presidenza.

Mettere fuori gioco i nemici politici “con effetto immediato” è il metodo americano.

Finian Cunningham

Fonte: http://sputniknews.com

Link: http://sputniknews.com/columnists/20160809/1044091435/political-assassination-american-way.html

9.08.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di BENEDETTA D’URSO

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    L’articolo non è completo. Bisognerebbe aggiungere che :

    -I partiti americani non hanno un retroterra ideologico, sono più o meno dei comitati elettorali dominati dalle lobby.

    -Kennedy non è stato ucciso perché voleva una migliore relazione con l’URSS, ma perché si era messo contro il sistema militare-industriale che ha sempre bisogno di guerre per fare profitto e quindi mantenere il potere. Inoltre si era opposto al programma nucleare di Israele.

    -Il contenzioso con Trump non è tanto la Russia, quanto le guerre in MO. La lobby ebraica vuole la guerra contro l’Iran, unico nemico di Israele rimasto in piedi dopo la distruzione di Iraq, Libia e Siria. America first è lo slogan più odiato dalle lobby perché ammette l’intervento armato solo quando ci sono interessi nazionali americani in gioco. In più la sua opposizione all’immigrazione rischia di favorire la destra europea e  quelli che si oppongono all’invasione dell’Europa.

    -Le lobby dei poteri forti americani si sono tolte i guanti. Tutto è possibile, anche l’assassinio politico. Ovviamente ci sarà il solito killer solitario depresso e armato ecc. ecc….

  • Fischio

    Clinton e Trump, due facce di una stessa medaglia: CRIMINALBORGHESE la prima, CRIMINALPOPULISTA il secondo. Perciò non sarebbe male una sparatoria incrociata in stile Western e un finale del tipo ‘Duello al sole’…

  • marcopa

    Anche in Italia,  dove non votiamo, dobbiamo evitare di simpatizzare con Trump in funzione anti Killary o per Killary Clinton in funzione anti Trump.

    ………………
    Sono entrambe figure molto negative. Non ci sono, che io sappia, figure forti tra gli altri candidati indipendenti, ma esistono contenuti forti per opporsi a entrambi i caldidati dei partiti storici………….
    La giustizia sociale, contro le guerre e ogni violenza.Contro le oligarchie di ogni tipo.e molti altri ancora.
  • giannis

    Ce la possibilita’ che Trump e Hillary siano di nascosto messi d’accordo , anche perche’ 4 persone che erano contro Hillary sono state ammazzato nell’ ultimo mese…quindi se fossero veramente nemici perche’ Trump e’ ancora vivo ???? Forse perche’ e’ super protetto ma il dubbio rimane

  • 1Al

    Senza tanti giri di parole, Kennedy fu eliminato perché si era messo contro le lobby ebraico-massoniche., Basta leggere il suo discorso sulle società segrete. Trump non è certo paragonabile a quella situazione, ma rimane comunque l’avversario del candidato principe di quelle lobby, la psicopatica Killary.

  • annibale51

    Quoto PietroGE. Non capisco perché quando si parla della forza dei media si ometta che questi in genere sono quasi tutti, perlomeno in occidente, di proprietà di ricchi oligarchi ebrei e che quindi tendano sistematicamente a fare gli interessi di Israele data la nota unità di intenti e la compattezza che caratterizza quel popolo.  Purtroppo è così. Nel caso specifico della lotta elettorale negli USA è facile prevedere la vittoria della Clinton per la sua vicinanza, quasi  sudditanza, agli interessi israeliani.  I media "amici" troveranno qualsiasi cosa per denigrare, diffamare e calunniare chiunque si opponga o che non sia servile nei confronti dei loro padroni. Succede al di là dell’ oceano come al di qua con una progressione sempre più evidente. La Clinton potrà essere la meno meritevole delle donne e degli uomini a governare l’ America ma con il forte appoggio dei media al 99% vincerà. L’  INFORMAZIONE  è il problema!

  • Unaltrouniverso

    Non uccideranno nessuno. Serve un candidato pittoresco per far sembrare l’altro presentabile.

  • AlbertoConti

    "Analogamente, ogni di capo di stato estero che diventa un “problema” per
    gli interessi del potere americano viene allo stesso modo preso di
    mira. Il presidente russo Putin ne rappresenta forse il miglior esempio."

    Da incorniciare e appendere nei luoghi pubblici e nelle chiese, ad uso e consumo della "maggioranza silenziosa" che è sempre esistita ed ha sempre seguito l’onda mediatica, anche quando è completamente marcia come non lo è mai stata, ovvero oggi.

  • giannis

    Esatto , infatti i falsi media non hanno detto che sono stati uccisi 4 persone che diffamavano la clinton

  • MarioG

    Ecco la solita scappatoia da "sinistra antagonista".

    Perche’ bisogna evitare di simpatizzare per Trump?
    Mi ricorda tanto il 2011, quando scandivano: "Ne’ con la NATO, ne’ con Gheddafi".
    Alla fine, sappiamo abbastanza bene a cosa equivale il loro " ne’… ne’ ".
    Magari da una parte si dicono contro il TTP, poi pero’ se c’e’ un candidato che (almeno a parole) dice altrettanto, non bisogna simpatizzare, perche’ e’ populista e di destra (anzi, decisamente "reazionario"….).
    Oppure: sebbene dichiari (sempre a parole, eh, che riesca a metterlo in pratica e’  altro discorso; ma non e’ di questo che si ragiona) di dare una svolta estera e alla strategia del caos che ha buttato intere nazioni nel tritacarne, NON VA BENE LO STESSO. 
    Infatti il cattivone minaccia di costruire… un muro a casa propria! Veramente una cosa di cattivo gusto! Tanto vale la politica ‘alla libica’ della Clinton, non e’ vero?
    Liberateci da questi ‘antaginisti’!
  • marcopa

    Gheddaffi mando’ via le basi straniere, contribui’ a cambiare il rapporto tra paesi produttorl e paesi consumatori di petrolio. Finanzio’ moltissimo l’ unione Africana, fu sempre contro "l’ imperialismo" dell’ Occidente.

    Trump e’ una cosa diversa. Continuo a pensare che possa accadere qualcosa di imprevisto negli USA prima delle presidenziali.
    Magari l’ aiuto di importanti sponsor a un terzo incomodo. Non so se sono possibili nuove candidature, ma scommetterei su sorprese prima novembre.
  • sandrez

    da incorniciare.
    il succo del discorso in sole 10 parole

  • AlexFocus

    Ho letto alcuni commenti e credo che chi li ha postati sia molto giovane oppure un pò disinformato.
    J. F. Kennedy non fu assassinato tanto e solo per aver messo in discussione la politica di aggressione anglo-assassina, stimolata dal complesso militar-industriale, o per altri motivi di opposizione politica.
    Egli fu fatto fuori da TRE sniper della CIA per la direttiva 11110 del Congresso che strappava la SOVRANITA’ MONETARIA dalle mani della FED e la riportava nelle mani del popolo americano; infatti JFK aveva già fatto stampare circa 3,5 miliardi di dollari che NON portavano più in frontespizio la scritta "Federal Reserve Note" (la banca PRIVATA che controlla i flussi monetari e si appropria del CAPITALE e dei relativi INTERESSI, un pò come la BCE) ma "United State Note" quindi ZECCA/Poligrafico dello Stato.
    La prima cosa che fece Lyndon B. Johnson (che, sicuramente, faceva parte del complotto), dopo la morte di JFK, fu di "congelare" la direttiva 11110 (perchè NON poteva permettesi di annullare una legge dello stato) e fece ritirare quanto più possibile di quei 3,5 miliardi di dollari SOVRANI.

  • AlexFocus

    Ho letto alcuni commenti e credo che chi li ha postati sia molto giovane oppure un pò disinformato.
    J. F. Kennedy non fu assassinato tanto e solo per aver messo in discussione la politica di aggressione anglo-assassina, stimolata dal complesso militar-industriale, o per altri motivi di opposizione politica.
    Egli fu fatto fuori da TRE sniper della CIA per la direttiva 11110 del Congresso che strappava la SOVRANITA’ MONETARIA dalle mani della FED e la riportava nelle mani del popolo americano; infatti JFK aveva già fatto stampare circa 3,5 miliardi di dollari che NON portavano più in frontespizio la scritta "Federal Reserve Note" (la banca PRIVATA che controlla i flussi monetari e si appropria del CAPITALE e dei relativi INTERESSI, un pò come la BCE) ma "United State Note" quindi ZECCA/Poligrafico dello Stato.
    La prima cosa che fece Lyndon B. Johnson (che, sicuramente, faceva parte del complotto), dopo la morte di JFK, fu di "congelare" la direttiva 11110 (perchè NON poteva permettesi di annullare una legge dello stato) e fece ritirare quanto più possibile di quei 3,5 miliardi di dollari SOVRANI.