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LARRY SUMMERS : IL MEMO SEGRETO DI “END-GAME”

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DI GREG PALAST
dissidentvoice.org

Quando un uccellino ha lasciato cadere il promemoria di “End Game “ sul mio davanzale non riuscivo a credere a quello che c’era scritto tanto era esplosivo, nauseante e dannatamente malvagio .

Quel Memo confermava anche la più stramba delle fantasie complottistiche : alla fine degli anni ‘90, alti funzionari del Tesoro americano segretamente cospirarono con una piccola cricca di banchieri per fare a pezzi tutte le regolamentazioni finanziarie del pianeta. Quando vediamo il 26,3% di disoccupazione in Spagna, vediamo la disperazione e la fame della Grecia, gli scontri in Indonesia e vediamo Detroit in bancarotta, dobbiamo tornare indietro col pensiero fino a risalire a questo “ End Game”: Genesi di sangue e lacrime.

FOTO :
Memorandum del Dipartimento del Tesoro, 1997

Il funzionario del Tesoro che inventò “End Game – il gioco segreto dei banchieri” era Larry Summers. Oggi, Summers è il candidato principale di Barack Obama come prossimo Presidente della Federal Reserve, la Banca Centrale del mondo. Se questo MEMO confidenziale è autentico, allora Summers oggi non dovrebbe entrare in servizio alla Fed, ma dovrebbe essere rinchiuso in un carcere duro riservato ai pazzi criminali che girano nel mondo della finanza.

Il memo è autentico

Per avere questa conferma, avrei dovuto volare a Ginevra e simulare un incontro con il Segretario Generale dell’Organizzazione Mondiale del Commercio, Pascal Lamy. L’ho fatto e Lamy, il Generalissimo della globalizzazione, mi ha detto che l’OMC non è stata creata da loschi individui delle multinazionali che volevano armare complotti segreti contro il popolo …. “Noi non siamo quelli che fumano sigari mentre negoziano con ricchi banchieri pazzi.”

Poi gli ho mostrato il memo

Si comincia con, Timothy Geithner, il leccapiedi di Summers che sta ricordando al suo capo che deve chiamare i più potenti amministratori delegati del pianeta e convincerli a ordinare ai loro lobbysti di serrare i ranghi:

Dato che stiamo cominciando a giocare con “ End- Game” la-partita dei negoziati dell’OMC per i servizi finanziari, credo che sia una buona idea prendere nota dei contatti diretti degli amministratori delegati ….

Per evitare a Summers di chiederli al suo ufficio Geithner ha elencato i numeri di telefono personali dei CEO (che, secondo la legge degli Stati Uniti, dovrebbero essere pubblici). Eccoli:

Goldman Sachs: John Corzine (212) 902-8281
Merrill Lynch: David Kamanski (212) 449-6868
Bank of America, David Coulter (415) 622-2255
Citibank: John Reed (212) 559-2732
Chase Manhattan: Walter Shipley 212) 270-1380

Lamy aveva ragione: non fumano sigari. Andiamo avanti e chiamiamoli. Ho chiamato, e sono abbastanza sicuro di aver sentito un allegro e caloroso “ciao” da Reed- che è rimasto allegro solo fino a quando ha scoperto che non ero Larry Summers. (Nota:.. Gli altri numeri chiamati hanno riattaccato subito, invece Corzine non può essere raggiunto perché sotto processo penale)

Ma non è la piccola cricca di confabulatori che dice Summers e nemmeno i bankster preoccupare tanto, ma è L’orrore che è nello scopo stesso di “END GAME”.

Mi spiego meglio:

L’anno era il 1997. Il Segretario al Tesoro Robert Rubin mettendocela tutta per de-regolamentare le banche. Cosa che, in primo luogo, prevedeva l’abrogazione del Glass-Steagall Act smantellando così la barriera che esisteva tra banche commerciali e banche di investimento. Era come provare a conservare le riserve monetarie nei casinò, in mezzo alle roulette, anziché lasciarli nei caveau delle banche.

Poi le banche volevano anche il diritto di giocare un nuovo gioco ad alto rischio: la ” Negoziazione dei derivati”: JP Morgan da sola in poco tempo avrebbe così registrato “attività” sui suoi libri contabili di ben 88.000 miliardi di dollari ” lucrati” con questi pseudo-titoli, .

Il Vice Segretario del Tesoro Summers (che avrebbe presto sostituito Rubin come Segretario) ha bloccato con il proprio corpo qualsiasi tentativo di mettere dei controlli sui derivati.

Ma a che sarebbe servito trasformare le banche americane in un casinò dei derivati, se poi il denaro avrebbe potuto fuggire all’estero, dove vigevano leggi bancarie più sicure?

E’ arrivata subito una risposta pensata dalle Big Bank Five: eliminare i controlli sulle banche in ogni nazione del pianeta – in una sola mossa. Idea brillante quanto follemente pericolosa.

Come hanno potuto tirare fuori questo coniglio dal cappello? Il gioco di Summers e dei banchieri voleva utilizzare l’accordo sui servizi finanziari ( FSA ), un addendum, astruso e conveniente pr le banche, degli accordi commerciali internazionali sotto la tutela dell’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Fino a quando i banchieri non iniziarono il loro gioco, gli accordi dei trattati dell’OMC riguardavano semplicemente gli scambi delle merci, cioè, ti do la mia auto e tu mi dai le tue banane. Le nuove regole inventate da Summers e dalle banche avrebbero costretto tutte le nazioni ad accettare come pagamento dei “certificati” – che rappresentavano attività tossiche come i derivati finanziari.

Fino a quando i banchieri non riscrissero la bozza del FSA, ogni nazione controllava e regolamentava le banche dentro i propri confini. Le nuove regole del gioco avrebbero costretto ogni nazione ad aprire i suoi mercati alla Citibank, a JP Morgan e a tutti i loro “prodotti derivati “.

E tutte le 156 nazioni del OMC avrebbero dovuto abbattere qualsiasi separazione tra casse di risparmio commerciali e banche di investimento, quelle che giocano con i derivati.

Il compito di trasformare l’Accordo sui Servizi Finanziari –FSA– in un ariete dei banchieri fu affidato a Geithner, che fu nominato Ambasciatore presso l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Go Bananas ( Altrimenti si arrabbiano i banchieri !)

Ma perché ogni nazione del mondo avrebbe dovuto accettare di lasciare che il suo sistema bancario si imbarcasse e fosse sequestrato da pirati finanziari come JP Morgan?

La risposta, nel caso dell’Ecuador, fu bananas. L’Ecuador era davvero una repubblica delle banane. Il frutto giallo era per quella nazione fonte di vita o di morte e di valuta pregiata. Se l’Ecuador si fosse rifiutato di firmare il nuovo FSA, avrebbe dovuto dare le sue banane in pasto alle scimmie e fallire di nuovo. Così l’Ecuador firmò.

E così via, con ogni altra nazione che, vittima del bullismo, ha dovuto firmare.

Ogni nazione, eccetto una, dovrei dire. Il nuovo Presidente del Brasile, Inacio Lula da Silva, rifiutò. Per rappresaglia, il Brasile fu minacciato con un embargo virtuale sui suoi prodotti dal Commissario per il Commercio dell’Unione Europea, un certo Peter Mandelson, come si legge in un’altra nota confidenziale ( allegata) , su cui ho messo le mani. Ma il rifiuto e la presa di posizione di Lula ripagarono il Brasile che, unica tra le nazioni occidentali, superò e prosperò durante la crisi bancaria 2007-9.

La Cina firmò, ma chiese in cambio “Una libbra di carne” . Fece aprire una crepa nel proprio settore bancario ma in cambio pretese di avere l’accesso e il controllo dell’industria delle parti di ricambio auto degli Stati Uniti e di altri mercati. (In pratica due milioni di posti di lavoro americani spostati in Cina.)

Accettare il nuovo FSA fu come scoperchiare il vaso di Pandora che travolse tutto il mondo del commercio con i derivati. Tra le famigerate operazioni legalizzate: La Goldman Sachs (di cui il segretario al Tesoro Rubin era stato Co-presidente) mise in atto un piano segreto di swap in euro-derivati che, in ultima analisi, sono quelli che hanno distrutto la Grecia. In Ecuador, il settore bancario de-regolato e demolito, fece esplodere tumulti popolari. In Argentina dovettero vendere le compagnie petrolifere (agli spagnoli) e l’acqua pubblica (ad Enron), mentre i suoi insegnanti, licenziati, cercavano di trovare qualcosa da mangiare nei bidoni della spazzatura.

Poi, i banchieri si eccitarono tutti e si buttarono a capofitto nella piscina europea dei derivati, senza nemmeo saper nuotare, ma adesso stanno vendendo il continente a pezzetti, per pochi centesimi alla Germania.

Certo, non furono solo minacce a far vendere la FSA, ma anche tante tentazioni. Dopo tutto, ogni male cominciò con un morso ad una mela offerta da un serpente.
La mela: I mucchi di denaro scintillante su cui le élite locali potevano mettere le mani – come si leggeva tra le righe dell’accordo FSA -. Il serpente fu chiamato Larry.

Ma è possibile che tutto questo malaffare e questo dolore possano dipendere solo dal MEMO? Certo che no: il male era l’eesenza del gioco stesso e come ha voluto giocarlo la cricca dei banchieri.
Il memorandum rivela solo che il gioco era programmato – per arrivare allo scacco matto.

E il memo rivela molto anche su Summers e su Obama.

Mentre miliardi di anime tristi stanno ancora pagando i disastri fatti dai banchieri in tutto il mondo, a Rubin e a Summers non è andata fatto troppo male.

La deregolamentazione delle banche di Rubin aveva permesso la creazione di una mostruosità finanziaria chiamata “Citigroup”. Poche settimane dopo aver lasciato il suo posto di Treasury Secretary, Rubin fu nominato Direttore e poi Presidente di Citigroup, che finì in bancarotta, mentre l’amministrazione stava
pagando a Rubin 126 milioni di dollari.

Poi Rubin prese un altro incarico per essere stato uno dei più prodighi benefattori della campagna elettorale di un giovane senatore, Barack Obama. Solo pochi giorni dopo la sua elezione a Presidente, Obama, su insistenza di Rubin, offrì a Summers il posto di “Zar dell’Economia Americana” e Geithner divenne la sua zarina (cioè, Segretario del Tesoro).
Nel 2010, Summers ha abbandonato il suo ruolo pubblico per tornare alla “consulenza” per Citibank e per altre creature della deregulation bancaria, ccon cui ha accumulato un patrimonio netto di 31 milioni di dollari da quando ricevette quel memo di “end-game”.

Il fatto che Obama, su richiesta di Robert Rubin, stia per scegliere Summers per dirigere il Federal Reserve Board significa che, purtroppo, siamo ben lontani dalla fine della partita.

Greg Palast ha studiato economia sanitaria presso il Center for Hospital Administration Studies all’Università di Chicago.
I suoi reportages sono trasmessi da Newsnight della BBC Television.

Fonte: http://dissidentvoice.org

Link: http://dissidentvoice.org/2013/08/larry-summers-and-the-secret-end-game-memo/

23.08.2013

Traduzione per ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Bosque Primario

  • AlbertoConti

    Zeus potrebbe anche fulminare Summers, Geithner, Clinton e Obama, e restituire i Partenone ai greci. Magari retroattivamente, non poniamo limiti alla Provvidenza, visto che non se li pone neppure il legislatore italiano. La domanda allora è: cambierebbe (sarebbe cambiato) il corso della storia? La mia risposta è no, e non solo perchè alla lista dei quattro andrebbero aggiunti altri cento, e poi mille, e poi chissà! Intanto i veri “tecnici” nostrani faranno osservare che i derivati sono “buoni”, svolgono funzioni utili anche da noi, per es. evitando all’ENI di sprecare soldi nelle fluttuazioni imprevedibili dei cambi sul “libero” mercato quando compra il greggio. Il solito problema del dito e della Luna. Le Big Bank Five hanno dietro i veri scheletri nell’armadio della storia occidentale, almeno dai templari in poi, che hanno contaminato fino all’ultimo bottegaio dei sobborghi parigini. Più che scoperchiare vasi di Pandora si è trattato di una pandemia di avidità parassitaria.

  • TarasBulba

    “…..Sti ppagliacciate ‘e ffanno sulo ‘e vive:
    nuje simmo serie…appartenimmo à morte!” ( La livella- Totò)

    La verità è che la vita è breve….troppo breve soprattutto per la volontà di potenza di tanti di questi signori.
    E che c’e’ un fulmine, quello della morte, che nessun vivo può e potrà mai evitare.
    In fondo il dito o la luna sono la stessa cosa per chi guarda le vicende col naturale, semplice distacco di chi si sente solo di passaggio.
    Così dovrebbe essere per chi è dotato di ragione e di un minimo di sensibilità per cercare un senso accettabile (anche razionalmente) della vita. Invece c’e’ una povertà spirituale ed umana, molto più grave di quella materiale; povertà e miseria umane di cui vediamo la tristezza e le contraddizioni ogni giorno. Soprattutto nei nostri tempi.
    Almeno la morte ( sorella morte come la definiva S. Francesco) dovrebbe indurci ad alzare lo sguardo, per una riflessione su quale senso concreto ( realistico) dare alla nostra esigua esistenza, sia che siamo umili netturbini o facoltosi banchieri.

    http://www.antoniodecurtis.com/poesia8.htm

  • Behemot

    … anche a ‘ste mexxe un giorno apparirà una bella scritta: “THE GAME IS OVER” !!!