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LA VERA CATASTROFE DEL BREXIT: LE 400 PERSONE PI RICCHE AL MONDO HANNO PERSO 127 MILIARDI DI DOLLARI

DI TYLER DURDEN

zerohedge.com

Dopo tutto l’allarmismo e le minacce di un imminente apocalisse finanziaria nel caso di una vittoria della Brexit, incluse fosche previsioni da personaggi come George Soros, la Bank of England, David Cameron (che ha persino invocato la guerra), e persino Jacob Rothschild, qualcosa di “inaspettato” è accaduto ieri: dopo l’esito della Brexit la borsa britannica è stata la migliore in Europa.

Questo risultato è esattamente quello che avevamo preventivato tre giorni fa per le ragioni descritte in “Is Soros Wrong” [“Soros si sbaglia?” n.d.t], dove avevamo detto che “in un mondo in cui le banche centrali corrono a svalutare la loro moneta con ogni mezzo necessario solo per guadagnare un modesto vantaggio competitivo nella guerra commerciale mondiale, un crollo della sterlina è esattamente quello che la Banca d’Inghilterra dovrebbe desiderare per far ripartire l’economia britannica”.

Venerdì anche il mercato ha iniziato a tenere conto di questo, e il processo ha mostrato che chi perde di più a causa della Brexit non è la Gran Bretagna ma l’Europa.

Ma non solo. Come facevamo notare ieri in “Who Are The Biggest Losers From Brexit?” [“Chi ci perde di più dalla Brexit?” n.d.t], c’è chi perde ancora più dell’Unione Europea: le persone più ricche di Gran Bretagna ed Europa.

I 15 cittadini britannici più ricchi hanno visto 5.5 miliardi di dollari cancellati dal loro patrimonio venerdì dopo che il paese ha votato per lasciare l’Unione Europea. Secondo Bloomberg Billionaires Index, il britannico più ricco, Gerald Grosvenor, ha guidato il declino con una perdita di un miliardo di dollari. E’ stato seguito da Philip Green, proprietario di Topshop, dal suo compatriota il barone Charles Cadogan e da Bruno Schroder, azionista di maggioranza della società di gestione di fondi Schroders Plc.

Ma non solo in Gran Bretagna: come ha aggiunto Bloomberg, venerdì le 400 persone più ricche al mondo hanno perso 127.4 miliardi di dollari mentre i mercati azionari vacillavano per la notizia che gli elettori britannici avevano votato per lasciare l’Unione Europea. Secondo Bloomberg Billionaires Index i miliardari hanno perso il 3.2% del loro patrimonio netto, che equivale a 3.9 trilioni di dollari. La perdita maggiore è stata della persona più ricca d’Europa, Amancio Ortega, che ha perso oltre 6 miliardi, mentre nove altri hanno perso oltre 1 miliardo ciascuno, inclusi Bill Gates, Jeff Bezos e Gerald Cavendish Grosvenor, l’uomo più ricco del Regno Unito.

Ironicamente, si è visto che quando George Soros minacciava “sappiate che il crollo dovuto alla Brexit vi renderà tutti più poveri”, ciò che realmente voleva dire era “mi renderà più povero”. E si, George, la gente era avvertita ed è per questo che ha votato così.

Titolo originale: ‘The Real Brexit “Catastrophe”: World’s 400 Richest People Lose $127 Billion’

Fonte: http://www.zerohedge.com/

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Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Das schloss

  • annibale51

    Le 400 persone più ricche del mondo dovrebbero perdere molto di più, non il 3%…diciamo il 97%. Invocare la guerra per evitare che i ricchi perdano i loro soldi è da scemi. Che perdano tutto, Brexit o non Brexit!

  • snypex

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    Finalmente una piccola ristrutturazione del capitale che produce solo crisi sistemiche.
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  • uomospeciale

    Io infatti ho sempre sostenuto che per dare il giusto peso alla propaganda sui giornali e le televisioni bisogna sempre tenere conto non di quel che viene detto ma di chi lo dice, perché lo dice, chi lo paga, e che cosa ha da guadagnarci lui personalmente nel perorare questa o quella causa..

    Nulla di nuovo sotto il sole, l’interasse personale è sempre dietro ad ogni motivazione, e chiunque combatte solo per gli ideali che gli convengono di più.

    Amen.

  • illupodeicieli

    Mi sarebbe piaciuto poter leggere, magari con l’aiuto della grafica, degli schemi, i vantaggi e gli svantaggi del Brexit. Tempi e modi necessari per l’uscita. Ma sopratutto la chiarezza che manca da parte di chi intervista inglesi e scozzesi, per non parlare di ciò che dicono i famosi "esperti" che, chissà perché sono sempre anti Brexit. Sembrerebbe che tutti gli esperti di economia, finanza e giurisprudenza, siano anti Brexit. Strano ma vero. Così come diversi politici che , intervistati in materia, hanno rispolverato il personaggio del signor Tentenna, quello del "bisogna vedere o bisogna approfondire", quello del "ma anche" di veltroniana memoria: ciò dimostra che ignorano l’argomento e se ne fregano dei problemi dei cittadini. Da sardo potrei fare un elenco di problemi da affrontare , ma so bene, perché non vivo nei nuraghi, che sarei in buona compagnia, sopratutto di italiani di altre regioni. Ma che fare?

  • natascia

    Se chi comunica partecipa in modo diretto o indiretto agli interessi della percentuale dell’ 1% che possiede ogni ricchezza e la aumenta in forza di leggi e trattati ingiusti ,  all’altro 99%, in questi tempi di depauperazione selvaggia, non resta che comprendere come  le bellezze e le catastrofi presenti e future instillate nelle nostre menti dai media, si riferiscano solo  all’1%.  Quando si parla con toni accorati  di emergenza umanitaria per  profughi e immigrati, sempre di interessi del questo piccolo gruppo si parla. Tanto per precisare infatti la loro deportazione comporta: 1.l’indebitamento degli Stati Comunitari  con la bce; 2. l’abbassamento delle retribuzioni   per l’immissione di masse lavoratrici a costi stracciati; 3. lo sfruttamento selvaggio e incontrollato dei lori averi e territori da parte delle oramai note (aimè) corporation sempre partecipate alle grosse banche centrali private. A questo la Gran Bretagna ha detto stop. Il  buonismo  del nostro Presidente della Camera dei Deputati quando chiede sacrifici e perdita di sovranità in nome e per conto  di non precisati beneficiari,  e  quello del  nostro Presidente del Consiglio dei Ministri  quando   proclama i  successi del suo mandato , sempre  si riferiscono  quella piccola percentuale. Non resta quindi  che agire comprendendo quanto sia falsa e pubblicitaria l’informazione  e la comunicazione con cui siamo  forzosamente alimentati.