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LA TEORIA SECONDO CUI IL SISTEMA TEDESCO DEVE COMPRARSI LA MANIFATTURA ITALIANA PRIMA DEL CROLLO DELL’EURO COMINCIA AD AVVERARSI: ITALCEMENTI ACQUISTATA DA HEIDELBERG

DI FANTOMAS

scenarieconomici.it

La teoria comincia a confermare i peggiori presagi di alcuni “malpensanti”, ad esempio Mitt Dolcino che mi ospita su questo sito. Quello che è stato a più riprese previsto dall’autore sopra citato si può riassumere come segue:

la stagflazione in regime di cambi fissi è una moderna forma di neocolonialismo tedesco a danno dei supposti “partner” deboli dell’EU [concetto di cui abbiamo discusso molte volte ed è stato formalizzato dall’autore solo ieri];

le ricette austere di matrice tedesca stanno indebolendo le aziende dell’Europa periferica ed italiana in particolare che quindi vengono acquisite dall’estero, con massima attenzione per quei paesi che competono direttamente con la Germania (ad es. l’Italia, soprattutto l’Italia);

Appunto, la Germania è interessata ad acquisire nel Belpaese i competitors delle propie grandi aziende, non per investire con/in esse ma semplicemente per eliminare un avversario (pls check);

questo verrà provato a breve con lo svuotamento delle attività italiane delle aziende acquisite, prima di tutto in termini di manodopera e di investimenti (nell’arco di circa un triennio);

la Germania deve acquistare quel che resta delle imprese italiane – maggior competitor manifatturiero della Germania – PRIMA che l’euro si rompa onde ovviare alla innegabile competizione della italiana a seguito della svalutazione competitiva che seguirà.

Ecco, questa è in pillole la teoria che Mitt Dolcino ha propugnato nei suoi interventi degli scorsi tre anni, forse bisognerebbe ponderare se avesse/avrà o meno ragione, l’acquisto di Italcementi – il più grande cementiere del sud Europa [indebolito per altro dalla crisi italiana del mattone, frutto iniziale delle politiche montiane estremamente punitive verso l’immobiliare, ndr] – è un boccone enorme. Di più, un vero banco di prova.

Vero che su questo sito si era preconizzata l’acquisizione in passato di ENEL da parte dei tedeschi. Altrettanto vero che tale piece pf news pare fosse informazione accurata, peccato che da una parte l’acquirente in pectore tedesco si stia letteralmente liquefacendo a seguito dei suoi enormi errori manageriali e dei pessimi (relativi al settore) risultati di bilancio (…); dall’altra il duo Governo/AD di ENEL [bravissimo] hanno saputo tessere una tela ramificatissima e pregevolissima che, anche grazie a supporti esterni (USA, vedasi l’accordo con GE per il rinnovabile in Nord America, …) e all’astuzia del governo con le tlc in fibra allocate al gigante elettrico, ha esteso le coperture della golden share [e della geopolitica che conta] alla nostra multinazionale dell’energia.

Ma ciò non toglie che quello di Italcementi sia un vero simbolo, un passo decisivo nel piano egemonico tedesco, certamente – si teme – solo il primo di una serie: la Germania, avendo compreso che l’euro è destinato a crollare, deve comprare ORA le aziende che le fanno concorrenza, soprattutto nella manifattura e soprattutto nel suo settore di elezione, quello primario (cemento, acciaio, energia, autotrazione, chimica etc. ma non nell’oil in quanto ne fu esclusa dopo la sconfitta nell’ultima guerra). O al limite farle chiudere/sperare che chiudano, come la Riva Acciai competitore della iper-problematica ThyssenKrupp (il crollo di Riva a fine del 2011 ha prima di tutto salvato il gigante tedesco dell’acciaio; coincidenza delle coincidenze è che il crollo del nostro gruppo siderurgico sia coinciso con l’alba del governo di Mario Monti e del golpe contro un primo ministro italiano democraticamente eletto, considero il Professore certamente un affiliato o quasi dell’ordoliberismo tedesco, per non dire molto di più, …).

E – lo ripeterò fino allo sfinimento – la Germania deve acquisire i propri competitors in EU indeboliti dalla crisi PRIMA che l’euro si rompa, con il fine di evitare che la svalutazione competitiva italiana spiazzi i suoi giganti nazionali.

Ben inteso, sarà facile verificare che Heidelberg ha acquisto Italcementi per farla chiudere o comunque per ridimensionarla, eliminando un competitor. Per altro solo l’aspetto fiscale – tasse molto più basse in Germania che in Italia – giustificherebbe la chiusura della maggioranza delle filiali italiane rispetto a quelle meno tassate/vessate in Germania. Verificate gente, verificate se quanto stiamo asserendo si trasformerà in realtà: in particolare occhio all’occupazione di Italcementi nei prossimi tre/quattro anni ed ai tagli che seguiranno, facile prevedere che finirà come Acciai Speciali Terni simboleggiata nel disastro di Torino, bassi investimenti e chiusura progressiva (speriamo che questa volta almeno si eviti la tragedia). Credetemi, questa storia la conosco davvero bene e non temo – purtroppo – smentita nella visione proposta.

Ed in tutto questo, tristissimo epilogo, i nostri politici fanno grande fatica a riconoscere la grave realtà che ci aspetta, questo è l’aspetto più irritante. E soprattutto a vedere l’ormai evidente protervia tedesca, un piano ben congegnato.

Attenti politici, se la disoccupazione dovesse esplodere per colpa diretta dei tedeschi stile abbattimento/forte ridimensionamento di Italcementi da parte di Heidelberg penso che questa volta rischierete davvero di pagarla di fronte ai cittadini, soprattutto vis a vis con le maestranze esodate in forza ad esempio degli effetti del job act….

Ed ai giovani intraprendenti dico: andatevene da questo paese, se la politica permette che gli stranieri che ci impongono il rigore ci comprino i nostri grandi gruppi a valle all’indebolimento preventivo causato dall’austerity per voi non c’è futuro. E probabilmente nemmeno per i giovani politici, aspettare per credere, sono pronto a scommettere che da qui a qualche anno saranno loro i responsabili del disastro.

Ben inteso, fosse per me chiederei a Mario Monti di emigrare….

Fantomas per Mitt Dolcino

Fonte: http://scenarieconomici.it

Link: http://scenarieconomici.it/la-teoria-secondo-cui-il-sistema-tedesco-deve-comprarsi-la-manifattura-italiana-prima-del-crollo-delleuro-comincia-ad-avverarsi-italcementi-acquistata-dai-tedeschi-di-heidelberg/

29.07.2015

Pubblicato da Davide

  • micheleimperio

    Io credo che in previsione del crollo dell’impero americano che è dato per certo, ogni mini-potenza stia cercando di costituirsi un piccolo impero per conto suo. In questo senso l’Italia e i paesi che non reggono l’euro ma che continuano a tenerselo sono terra di conquista. La Francia ha già acquistato tutta l’industria agroalimentare italiana e le banche, la Germania sta acquistando quella manifatturiera, la Cina ha acquistato Pirelli, l’India sta per acquistare l’Ilva, gli arabi puntano alle compagnie aeree, Emirates ha acquistato Alitalia, il Qatar Meridiana.  Enel eni e Finmeccanica reggono ancora ma ogni tanto sis ente apralre di una loro privatizzazione con il pretesto del debito. 

    Di fronte a questo scempio causato prima dalla separazione Tesoro-Banca d’Italia poi dalle stragi, dalle privatizzazioni e dalla liquidazione di una intera classe politica che non avrebbe accettato questi processi, infine dall’ingresso dell’Italia nell’euro, quando ancora non ne era preparata, non so se veramente ci stiamo battendo affinchè l’euro si rompa.

    Del resto dovrebbe essere la potenza egemone del pianeta gli Stati Uniti che dovrebbe comprendere la sconvenienza per sè e per tutti di questi processi e prendere provvedimenti. Ma mi pare che neanche gli Stati Uniti abbiano compreso il problema……….

  • lopinot

    Mario Monti quel tipo da voltastomaco, ha ricominciato a ragliare interviste al veleno in cui scalpita per tornare a posti di comando in Italia. Povero ciccio, non ha tutti i torti, definito come bieco e spietato massacratore dei poveri e degli operai ora non riesce a capire il motivo dei peana verso Renzi e melma associata in qualla che sta diventando la più gigantesca mattanza dei diritti che mai si sia vista in tempo di pace.
    Su Italcementi si può solo dire che operazioni come la fuga di Fiat in Olanda e Londra per trasformarsi in evasori fiscali legalizzati, sarebbero stati oggetto di dibattiti e valutazioni economiche a tutto campo.
    Oggi si tratta di notizie di supporto e a gioco fatto senza possibilità di replica.
    Anche per FCA si è trattata la cosa èiù dal punto di vista romantico e di costume: la Mitica Cinquecento, il miracolo economico, la città fabbrica e via di questo passo.
    In effetti la parte maggiormante odiosa di questo andazzo, è la consapevolezze dellaassoluta libertà di azione dei grossi gruppi impreditoriali di fare qualunque cosa passi loro per la testa disinteressandosi di costi umani, ricadute economiche nazionali e razionalità delle operazioni stesse.
    Gente come Monti e Prodi si sono impegnati a farci capire che le popolazioni contano zero, sono ascoltate meno di zero, hanno possibilità di intervento molto meno di zero.
    I lavoratori sono chiamati in causa unicamente per rimediare alle follie dei supposti economisti per aumentare l’età pensionabile, essere ricattati e stuprati contrattualmente.

  • Whistleblower

    Ma serve a poco se analisi come questa non le riprende qualcuno che abbia un peso politico e che sia un personaggio un minimo istituzionale ossia credibile dal grande pubblico.
    Se le dicesse un Fassina, per esempio.
    Rimane in sospeso la questione più importante però e cioè il fatto che la gente da noi non protesta e anzi forse non gliene frega proprio niente. Senza una reazione popolare nessuno può fare nulla, anche il politico meglio intenzionato se i cittadini non spingono a un certo punto mollerà e si lascerà cooptare.

  • mago

    Che nostalgia i tempi di Perrier…e di quando rifilammo i Fiat G91 alla germania…

  • whugo

    A proposito di Monti, "splendida" intervista questa mattina sul Corriere della sega in cui l uomoloden ribadisce ancora una volta il perfetto funzionamento dell euro.

    La riprova?
    I greci han fatto di tutto per restarci, anche a costo di grandi sacrifici!
    Forse non ha tutti i torti, dipende da cosa si intende per "greci".
  • mago

    Il bello che va anche in chiesa…il prototipo del buon cristiano….

  • orckrist

    Ci hanno ammorbato fino alla nausea con slogan del tipo: "l’Italia non è competitiva" "manca il lavoro" "bisogna ripensare il lavoro", mentre sui mercati internazionali il "made in Italy" vale oro.

    Per vedere la truffa in fondo bastava considerare che la maggior parte delle aziende erano costrette a fallire pur essendo piene di commesse semplicemente perchè private della liquidità necessaria.

    Infatti, nessuno si ricorda del debito dello stato con i privati? quei 90 miliardi che  tutti promettevano di pagare ma sono finiti nel dimenticatoio?
    E ancora, come mai le aziende che ancora resistono sono quelle che fatturano almeno il 70% sul mercato internazionale?

    Per questo fu necessario far fuori Berlusconi, che da bravo imprenditore non avrebbe mai superato il limite della svendita, e sostituirlo con una serie di battitori d’asta conniventi e venduti.

    Come dimenticare la fanciullesca gioia del neopremier Renzi all’indomani dell’acquisizione Indesit da parte del gruppo Whirpool, fingendo di non sapere che a breve gli operai italiani se lo sarebbero preso nel cacapranzi.

  • yago

    La svendita continua con indifferenza dei politici che sembra non rendersi conto che svuotare il paese di quasi tutte le principali aziende significa meno  entrate con le quali si distribuiscono le loro prebende. Per loro non è un problema in quanto recuperano tartassando ulteriormente quelle che rimangono. Quando anche queste saranno fallite faremo la fine della Grecia.