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LA TEMPESTA PERFETTA DI HILLARY CLINTON: GUCCIFER E LE 20000 EMAIL HACKERATE DAL CREMLINO

DI ANDREW P. NAPOLITANO

LewRockwell.com

Le cattive notizie legali per Hillary Clinton hanno continuato a infrangersi sulle sue speranze presidenziali durante la scorsa settimana sino a diventare una specie di tempesta perfetta di problemi legali. Ecco cosa è successo.

La scorsa settimana l’FBI ha interrogato i 5 più stretti collaboratori del periodo in cui Hillary Clinton era Segretario di Stato, quattro dei quali tuttora vicini a lei e con importanti posizioni nella campagna presidenziale. Questi interrogatori sono stati spontanei, non sotto giuramento e tutti alla presenza dello stesso team di legali.

L’atmosfera era aggressiva visto che gli interrogatori avevano lo scopo di permettere ai pubblici ministeri federali di capire se queste 5 persone fossero degli obiettivi o dei testimoni. Detto in diverse parole, i federali dovevano decidere se accusare ciascuna di queste persone di far parte di un piano di spionaggio, o se potranno essere dei testimoni da parte governativa nel caso ci sia un processo, o ancora se saranno dei testimoni a favore di Mrs. Clinton.

La stessa settimana, un giudice federale ha ordinato alle stesse cinque persone di rendere testimonianza filmata in un procedimento civile contro il Dipartimento di Stato che li impiegava, allo scopo di stabilire se ci sia stata una “cospirazione”, questa è la parola usata dal giudice, all’interno dell’ufficio della Clinton per aggirare le leggi federali sulla trasparenza. In altri termini, lo scopo di questi interrogatori era di cercare prove di un accordo per aggirare gli obblighi previsti dal Freedom of Information Act di archiviazione e trasparenza dei registri, e se questo ipotetico accordo fosse volto anche a commettere spionaggio, inteso come lo spostamento di segreti di stato da un posto sicuro a un posto non sicuro.

Inoltre a inizio settimana il Dipartimento di Stato ha rivelato che non riesce a trovare le email di Bryan Pagliano dei quattro anni in cui è stato impiegato presso il Dipartimento. Chi è Bryan Pagliano? E’ l’ex esperto di tecnologia informatica assunto dal Dipartimento di Stato per risolvere qualunque problema informatico avesse interessato la Clinton.

Pagliano è stato anche un dipendente personale di Mrs. Clinton. Lei lo ha pagato 5000 dollari per trasferire le email dal suo account ufficiale presso il Dipartimento e dal suo accounto segreto sempre presso il Dipartimento al suo server personale, segreto ma non sicuro, nella sua casa di Chappaqua, New York. Questo è stato indubbiamente un gesto criminale. Pagliano deve aver ricevuto una promessa di immunità o un vero e proprio decreto di immunità da qualche giudice federale, dal momento che egli è ora il principale testimone contro la Clinton.

E’ poco credibile che tutte le sue email siano andate perse. Sicuramente questo interesserà l’FBI, che sarebbe invece stato in grado di ottenere le email che Mrs. Clinton aveva cercato di cancellare dal suo server.

Mentre accadeva tutto ciò, fonti dell’intelligence hanno riferito di un dibattito ormai largamente noto ma che starebbe avvenendo nell’ombra al Cremlino tra il Ministro degli Affari Esteri e i servizi di intelligence russi. Stanno cercando di decidere se il governo russo debba rilasciare o meno qualcosa dalle 20000 email della Clinton ottenute hackerando lei direttamente o hackerando il suo confidente Sid Blumenthal.

E come se le cattive notizie per la Clinton in una sola settimana non fossero abbastanza, la scorsa settimana l’FBI avrebbe saputo dall’hacker internazionale che si fa chiamare Guccifer e che è attualmente in prigione, che egli è a conoscenza del modo in cui i russi sarebbero entrati in possesso delle email della Clinton: cioe’ grazie al fatto che lei le custodiva, riceveva e inviava dal suo server personale segreto e non protetto.

Alla Clinton non e’ stato pubblicamente chiesto cosa ne pensi di questi eventi, ma le e’ stato chiesto se sia stata contattata dall’FBI. Potrebbe sembrare contro-intuitivo, ma nei casi criminali che riguardano colletti bianchi, l’FBI e’ solito dare ai soggetti sotto indagine la possibilita’ di spiegare perche’ non dovrebbero essere incriminati.

Questo è un sentiero insidioso per qualunque indagato, anche per un avvocato smaliziato come Mrs. Clinton. Non sa cosa i federali vogliano da lei, ed è di fronte al dilemma se sia peggio parlare o non parlare.

Ogni bugia e ogni affermazione fuorviante, e lei è propensa a entrambe, fatta all’FBI può costituire la base per una incriminazione. Questo è il genere di caso in cui è rimasta intrappolata Martha Stewart. Per cui è pratica standard dei consiglieri legali di rifiutare colloqui con chi indaga i propri assistiti.

Ma la Clinton non è un assistito qualunque. E’ in corsa per la presidenza. E’ solita mentire. Lo sappiamo perché quando le è stato chiesto se l’FBI l’avesse contattata per un colloquio ha risposto ai giornalisti che né lei né i suoi collaboratori della campagna elettorale avevano avuto notizie dall’FBI ma che non vedeva l’ora di parlare con gli agenti.

E’ una sciocchezza, e l’FBI lo sa. Innanzitutto l’FBI non chiama né i suoi collaboratori per la campagna elettorale né lei. Il Dipartimento di Giustizia chiama i suoi legali, e questo è già stato fatto e la Clinton lo sa. Perciò la sua affermazione che l’FBI non ha chiamato lei o i suoi collaboratori per la campagna è profondamente fuorviante, e l’FBI lo sa.

Quelli della Clinton si stanno preparando al peggio. Hanno già lasciato trapelare una sciocchezza, cioè che “funzionari USA” avrebbero affermato che i federali non hanno trovato intenzione da parte della Clinton di commettere spionaggio. Peccato che questi funzionari, delegati politici senza dubbio, ignorino le basi del codice penale: il governo non deve dimostrare un’intenzione di commettere spionaggio o di mentire ad agenti federali, ma da’ con forza la caccia a entrambi i crimini.

Andrew P. Napolitano è un ex giudice della Corte Suprema del New Jersey e analista giudiziario senior di Fox News Channel. Il giudice Napolitano ha scritto nove libri sulla Costituzione USA, il più recente è “Suicide Pact: The Radical Expansion of Presidential Powers and the Lethal Threat to American Liberty” (“Patto suicida: l’espansione radicale dei poteri presidenziali e la minaccia letale alla libertà americana”).

Fonte: www.lewrockwell.com

Link: https://www.lewrockwell.com/2016/05/andrew-p-napolitano/perfect-storm-legal-misery/

12.05.2016

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da ALCENERO

Pubblicato da Davide

  • neroscuro2014

    20.000 mail scambiate? Magari! Almeno la Clinton sarebbe stata occupata in qualcosa di inoffensivo negli ultimi 8 anni. È verosimile che se di 20.000 email si tratta e non c’è la pubblicità del Cialis in mezzo, la maggior parte non sarà nemmeno diretta a lei, ma al suo ufficio e non sono comunicazioni scritte da lei, ma dal suo staff. Sembra una manovra per metterla sotto pressione, nulla di più. Forse vogliono assicurarsi la sua fedeltà totale prima delle elezioni o che non tenti manovre che dispiacciano altri circoli di potere.

  • PietroGE

    Dunque, il ministro degli esteri americano che ovviamente ha a disposizione server super protetti decide di mantenere un server privato facilmente hackerabile. Già solo questo fatto è senza precedenti. Il fatto poi che su questo server passavano email top secret aggrava la posizione della Clinton notevolmente.

    Perché lo ha fatto? Follow the money diceva gola profonda! I Clinton erano una coppia senza il becco di quattrino prima di entrare in politica e ora il loro patrimonio è stimato in centinaia di milioni. Sono andati alla Casa Bianca con le pezze al c..o e sono usciti con lo yacht, come direbbe qualcuno. Il segreto del fare quattrini così è vendersi alle lobby. La Clinton sapeva che la campagna elettorale sarebbe costata un patrimonio e ha avuto la brillante idea di fornire alle lobby e alle aziende danarose un modo sicuro per guadagnare quattrini alla borsa : con l’insider trading. Bastava seguire quello che il server lasciava trapelare di accordi economici e notizie interessanti e poi giocare in borsa sfruttando il vantaggio della conoscenza. La gratitudine dei privilegiati si è poi trasformata in milioni per lei e la campagna elettorale.

    La Clinton è la prestanome delle lobby. Un presidente americano così sarebbe un disastro per tutti.

  • AlbertoConti

    "La Clinton è la prestanome delle lobby. Un presidente americano così sarebbe un disastro per tutti."
    Sono d’accordo, ma aggiungo che non è solo un problema americano, e tendenzialmente neppure solo occidentale.
    Il problema nasce molto in profondità, nella struttura stessa dell’economia monetaria che organizza le tecnologie di produzione (e distruzione) di massa.
    Certo è che gli USA hanno imposto il modello che accelera questo processo di dominazione delle corporations direttamente per via lobbistica, in parallelo a tutte le altre manipolazioni del consenso.
    Sembra paradossale, ma l’operazione "mani pulite" che avviò il cambio di passo della "politica" italiana era fondata sul reato di "finanziamento illecito dei partiti".
    Col senno di poi la prossima generazione, se ne avrà la possibilità, giudicherà il lobbismo come il reato capitale, superiore anche al tradimento della patria, sempre che qualche patria sopravviva.

  • GioCo

    [i][…] E come se le cattive notizie per la Clinton in una sola settimana non
    fossero abbastanza, la scorsa settimana l’FBI avrebbe saputo dall’hacker
    internazionale che si fa chiamare Guccifer e che e’ attualmente in
    prigione, che egli e’ a conoscenza del modo in cui i russi sarebbero
    entrati in possesso delle email della Clinton: cioe’ [b]grazie al fatto che
    lei le custodiva, riceveva e inviava dal suo server personale segreto e
    non protetto[/b]. […][/i]

    Ma ci voleva Guccifer per dire sta cosa?! Ma gli telefono e glielo confermo pure io, ca%%o! E’ evidente a chiunque abbia un minimo di conoscienza tecnica delle reti che un server privato è accessibile a cani e porci, ma le va gia bene se solo la Russia gliel’ha ciulate! Certo che prendersi 5000 dollari e non preoccuparsi di questo aspetto, credo possa rendere Pagliano una specie di San Sembastiano, cioè un puntaspilli inerme, per i desideri erotici notturni della Clinton. Per ciò ha senso che stia ben protetto, sennò chi se lo caga sto testimone informatico inetto al punto da non riuscire a proteggere le sue di mail.
     
    Comunque, messo e non concesso che sia vero questo potrebbe dirci almeno due cose importanti:
    1) la natura dei contenuti era tale che meno persone del Governo lo sapevano, meno la Clinton era ricattabile, perciò forse l’hackeraggio "potenziale" più probabile era nel conto dei Clinton dato che la natura del ricatto potrebbe renderlo spendibile solo all’interno della politica americana, oppure dobbiamo credere che la dimensione astrale di imbecillità di sta tipa la escluda a priori da qualsiasi calcolo politico, perché rappresenta un cavallo comunque perdente. Aia per l’una che per l’altra tesi, suggereiscono che l’incriminazione potrebbe avere questi messaggi politici sottostanti, per evidenziare che rispetto a lei è meglio persino Trump, perché oltre ad essere più manipolabile e meno intelligente, dipenderebbe più dalle strutture governative e per ciò ste cagate non avrebbe interesse a combinarle. In sostanza sarebbe una specie di dialogo tra "interessati".
    2) la Clinton ha più cose da nascondere di quelle che sono sopportabili persino per una del suo calibro e per la posizione politica che occupa. Ricordo di aver letto [url=http://www.santaruina.it/trance-formation-of-america][u]QUI[/u][/url] (ma vado a braccio, potrei confondere la fonte con un altro libro simile) delle abitudini sessuali della coppia Clinton, condivise il larga parte da quella specifica élite di politici, incoraggiata e guidata da appositi agenti CIA, per questioni di ricattabilità burocratica per un epicentro demoniocratico come quello. Proprio quel genere di "peccatucci" non fruttabile nella politiche internazionali è proprio ciò che potrebbe mettere la Russia in crisi nel divulgarle, dato che non descrivono atti politici generici "del governo", ma fanno tanto gossip e "bruciano" l’immagine del singolo politico. Ricordiamo cos’ha combinato un pompino al marito? Se tali notizie provenissero dalla Russia sarebbe facile farli passare per "attacchi falsi e tendenziosi alla dignità americana" perchè diviene così possibile falsificarle. La cosa migliore sarebbe farle apparire sullo sputtanoso Wikileaks. Ma temo non le vedremo apparire per una semplice ragione: se hanno i contenuti che sospetto, mettono a rischio di sputtanamento troppa gente e inoltre, farebbero aprire gli occhi su certe pratiche diffuse a certi livelli che è meglio rimangano saldamente in mano all’agenzia che ne sta governando i contenuti.

    Infine, potrebbe anche essere un modo mascherato per provocare la Russia e farle fare qualche passo falso politico. Sarebbe tipico della CIA giocare su più lievelli in modo che se perdi qualcosa qui la guadagni di là e alla fine dei conti ci guadagni sempre.

  • ProjectCivilization

    Posso proporre che invece di pubblicare solo articoli che non negano come funzionano le masse e il relativo potere , CDC crei anche proposte di aggregazione su piccoli progetti che consentano di sottrarsi al masochismo della massa ?

  • Earth

    Ancora ancora in italia se provi a chiedere a qualcuno cosa sia una lobby, ti sa rispondere forse 1 su 10. Quindi possiamo dire che siamo assolti temporaneamente nella ignoranza.

    In america invece e’ rinomato l’atto del lobbysmo, la cosa che mi sconvolge e’ come li’ non ci sia ancora stata una rivolta.
  • AlbertoConti

    Gli americani sono nati nel segno del "più forte" che domina sul resto della popolazione, è parte del loro dna alieno, che diffondono infettando il pianeta.

    Da noi la gente non sa che le lobbi a bruxelles scrivono le leggi per la commissione europea che poi le fa approvare al parlamento, tal quali. Se lo sapesse s’incazzerebbe ancor di più e questa UE andrebbe in pezzi ancor più rapidamente. Il guaio è che non c’è un’alternativa virtuosa.