Home / ComeDonChisciotte / LA SVALUTAZIONE DEL VENEZUELA SEDUCE I MERCANTI

LA SVALUTAZIONE DEL VENEZUELA SEDUCE I MERCANTI

Free Image Hosting at www.ImageShack.us
DI MARK WEISBROT
guardian.co.uk

La recente svalutazione del Venezuela ha acceso le aspettative di un collasso economico, ma questo pio desiderio è solo mala-informazione. Il Venezuela ha modificato il tasso di cambio fisso da VBE 4,30 (bolivares) per un dollaro a VBE 6,30 per dollaro e con questa operazione ha scatenato un bel dibattito sulla stampa internazionale. Naturalmente l’opposizione venezuelana ha subito interpretato questa mossa come un’azione disperata del governo per scongiurare l’inevitabile collasso economico.
Questa lettura dell’opposizione, supportata dalla maggior parte dei media internazionali (che si basa su fonti dell’opposizione), è questa : il Venezuela ha dovuto svalutare, perché il governo ha finito i soldi. Ma la svalutazione è insufficiente e arriva troppo tardi, l’ inflazione sfuggirà di mano, ci saranno altre svalutazioni, altri soldi lasceranno il paese e il governo andrà in rovina, fino alla sua caduta.

Gli oppositori del governo venezuelano sperano in una spirale “inflazione-svalutazione” che contribuisca a far cadere il governo. In questo scenario, la svalutazione farebbe aumentare i costi delle importazioni, alimentando l’inflazione, con un aumento dei prezzi, il Bolivar sarebbe sopravvalutato in termini reali, e ci sarebbe altra svalutazione, e così via. Quindi la popolazione starebbe perdendo fiducia nella moneta e sempre più persone dovranno cambiere la loro valuta nazionale per comprare dollari, facendo una forte pressione per svalutare e portando il paese a dover ridurre le sue riserve in valuta estera – una crisi della bilancia dei pagamenti.

Naturalmente, quanto più l’opposizione riesce a convincere la gente che questi fatti siano veramente in atto, tanto più è facile che si arrivi ad una crisi -ad esempio, mettendo in giro  voci di una possibile insolvenza,  si potrebbe provocare una corsa agli sportelli. Sia in Venezuela che in Argentina, i media sono per lo più in mano all’opposizione, e quindi non è sorprendente che questi punti di vista riescano ad avere una ampia diffusione in entrambi i paesi.

Esaminiamo il caso. L’essenza della maggior parte delle notizie che si possono leggere rivolta che-  il Venezuela ha dovuto svalutare per ricavare, dai proventi del petrolio, più moneta nazionale (il bolivar fuerte) per ogni dollaro –questo è quanto si può intendere.

Ma questo non ha molto senso economico.

Quando il governo svaluta la moneta da 4,3 Bolivares a 6,3 Bolivares  per dollaro, che cosa fa? Si garantisce due bolivares in più per ogni dollaro di proventi che arrivano dal petrolio.

Naturalmente, potrebbe anche creare la stessa quantità di denaro, senza nessuna svalutazione ma la parte avversa obietterebbe  che ” la creazione di moneta aumenta l’inflazione.”

Ma l’idea del governo di ricavare due bolivares aggiuntivi da ogni dollaro incassato è la stessa cosa che creare altro denaro  che, sostanzialmente , non è diverso dal creare denaro senza fare nessuna  una svalutazione.

La differenza principale è che, oltre a tutti gli effetti inflazionistici che produce la creazione di più denaro, la svalutazione può produrre anche inflazione per l’aumento del prezzo delle merci importate. La creazione di denaro, però, non sempre fa crescere l’inflazione.

La Federal Reserve ha creato più di due trilioni di dollari dal 2008, e l’inflazione non è aumentata significativamente. Ma se il governo venezuelano avesse voluto solo incassare più bolivares da spendere, avrebbe rischiato meno, con l’inflazione, stampando direttamente denaro senza fare nessuna svalutazione.

Ma allora, perché svalutare ?

La svalutazione produce altri effetti. Anche se le importazioni diventano più costose e fanno aumentare l’inflazione, la svalutazione permette alla produzione interna di competere con le importazioni. E, cosa forse più importante, la svalutazione rende più caro comprare dollari, e quindi aumenta il costo della fuga di capitali. Questo aiuta il governo a mantenere più dollari nel paese.

Non a caso, molto di quello che sembra analisi riportata sulla stampa, si basa su numeri sbagliati e su una logica inconsistente. Il primo premio per i numeri sbagliati questa volta va Moisés Naím, che ha scritto sul Financial Times, che “durante la presidenza di Hugo Chávez, il bolivar è stato svalutato del 992%.”

Chi ha qualche nozione di aritmetica intuisce immediatamente  che questo è dato inverosimile. Il massimo che una moneta potrebbe essere svalutata arriva al 100%, infatti a quel punto sarebbe scambiata per zero dollari. A quanto pare, quando si scrive sul Venezuela qualsiasi esagerazione è ammissibile, purché sia negativa.

Ma, per una serie di ragioni, la spirale inflazione-svalutazione  in America Latina sono diventate una cosa del passato – e una svalutazione ogni pochi anni è ben altra cosa.  Infatti, nonostante le notizie riportate dalla stampa che l’inflazione sarebbe arrivata al 60% dopo la svalutazione del gennaio 2010 – che fu ben maggiore di quest’ultima – l’inflazione generale non ebbe nessun sussulto, se non un temporaneo aumento dell’inflazione, che poi  ridiscese per più di due anni, anche mentre la crescita economica arrivava al 5,2% lo scorso anno.

Il livello dell’inflazione che seguirà a questa svalutazione dipenderà dalle altre misure che il governo prenderà  e quanto sarà efficace la loro applicazione: il controllo dei prezzi, l’approvvigionamento  di dollari per gli importatori (compresi quelli dei generi alimentari), e il controllo dei capitali. Ma se negli ultimi anni non c’è stata nessuna segnalazione si può credere che il governo farà ancora quello che deve fare per mantenere inflazione e disponibilità delle merci sotto controllo.

Per quanto riguarda il debito pubblico del Venezuela, il governo è ben lontano dall’avere un problema di debito insostenibile. Il FMI proietta il debito pubblico lordo del Venezuela per il 2012 al 51,3% del PIL (rispetto a oltre il 90% dell’Europa). Una  misura più chiara si può avere considerando che il peso della parte estera del debito, che nel 2012 era all’1% del PIL,  equivale al 4,1% dei proventi delle esportazioni del Venezuela.

Ci sono una serie di distorsioni e di problemi nell’economia del Venezuela – tra cui ricorrenti mancanze di certi prodotti –  in certi casi a causa della gestione del sistema dei tassi di cambio. Ma nessuno di questi problemi rappresenta una minaccia sistemica per l’economia, niente a che vedere comunque – per esempio – con le bolle immobiliari degli Stati Uniti, del Regno Unito, della Spagna e di altri paesi scoppiate dopo il 2006. Quelli erano davvero squilibri insostenibili che hanno generato un inevitabile collasso economico.

Nonostante il pio desiderio,  sovra-dimenzionato dai media, molto probabilmente l’economia del Venezuela è destinata a crescere per molti anni ancora, fino a quando il governo continuerà a sostenere la crescita e l’occupazione.

Mark Weisbrot
Fonte: http://www.guardian.co.uk
Link: http://www.guardian.co.uk/commentisfree/2013/mar/03/venezuela-devaluation-doom-mongers
3.03.2013

Traduzione per www.ComeDonChisciotte.org a cura di BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Bosque Primario

  • Tanita

    Sí, solo che tanto in Venezuela quanto in Argentina i media non sono in mano all’opposizione ma nelle mani delle corporazioni internazionali, e l’opposizione é in mano ai media/alle corporazioni.

    Questo, naturalmente, rende media e oppositori impopolari. Per il resto, basta guardare, come dicono gli economisti, i “fundamentals” e paragonarli con quelli dei paesi della zona euro.

  • rebel69

    Facendo un paragone con il nostro continente,credo che il primo problema da risolvere sarebbe quelle della sovranità monetaria,ed il secondo l’abbattimento dei monopoli televisivi e pubblicitari.

  • maurydek

    L’idea che mi sono fatto (vivendo in Venezuela) e’ che al governo c’e’ una massa di pecore guidate da un cane pastore ( che e’ gia’ sottoterra da tempo).Nonostante condividessi in gran parte le sue idee e soprattutto, fossi d’accordo che il modello capitalista USA sta facendo il nostro mondo a pezzetti, bisogna dire che Chavez sarebbe dovuto nascere in un paese del nord Europa perche’ la gente che ha attorno sono dei miserabili approfittatori. In piu’ credo che nel governo ci siano persone che volontariamente influiscono a fare cose sbagliate e completamente assurde come questa svalutazione. Chissa’ a lungo termine sara un beneficio ma oggi come oggi hanno messo un paese in ginocchio. Le importazioni sono bloccate; sugli scaffali dei supermercati non c’e’ NIENTE.Il venezuela importa l’80% del cibo.La produzione nazionale e’ carne e pollo ( ma non si trova il mangime…….perche’ importato e carissimo) e la frutta e verdura spontanea che cioe’ non e’ coltivata ( in Venezuela non ci sono contadini!!!). Es. I pomodori sono aumentati da 8BsF/Kg dic 12 a 30BsF/Kg feb13.Di contrabbando A VOLTE si trova zucchero,sale,caffe,olio,burro,pollo,riso,pannolini,farina,cemento,ricambi auto,ecc.ecc.
    I media non sono principalmente dell’opposizione e la liberta’ di espressione e’ violata regolarmente. Le radio vengono chiuse non appena accennano un discorso anti-governo(se poi riaprono con un nome diverso sono fatti loro). L’unico canale TV apertamente antichavista Globovision viene regolarmente sanzionato (ma tanto e’ finanziato dagli USA) e , durante la campagna di Capriles,essendo l’unico canale TV dove lui appariva,non appena andava in linea un suo discorso ,partiva una “cadena nacional” ( messaggi obbligatori del governo su tutte le TV) che lo oscurava.
    Poi Mark Weisbrot dice: La svalutazione produce altri effetti. Anche se le importazioni diventano più costose e fanno aumentare l’inflazione, la svalutazione permette alla produzione interna di competere con le importazioni. E, cosa forse più importante, la svalutazione rende più caro comprare dollari, e quindi aumenta il costo della fuga di capitali. Questo aiuta il governo a mantenere più dollari nel paese.
    Ora, se gia’ si erano dimezzate le importazioni in questi ultimi anni; la produzione interna e’ quasi 0( a parte il petrolio che non e’ produzione ma estrazione) dovuto anche al fatto che la maggior parte delle imprese nazionalizzate sono sparite nel nulla e quelle ancora in piedi, lo sono grazie a flusso di cash derivante da PDVSA………..quindi, ora come non mai l’unica maniera per sfuggire da una moneta che oggi vale 10 e domani vale 3 e’ comprare $$$ a qualsiasi prezzo e depositarli a Miami.Io sto spendendo tutti i miei risparmi ( che da dicembre a febbraio hanno perso 3-4 volte il loro valore), costruendo.

  • Allarmerosso

    Ecco appunto Miami. Tutti i detrattori solitamente sono coloro i quali hanno la POSSIBILITA’ di ANDARCI a Miami. Il Popolo quello che prima faceva la vera fame mi pare che non si ponga nemmeno l’idea di andarci …

  • mincuo

    Chi ha qualche nozione di aritmetica intuisce immediatamente che questo è dato inverosimile. Il massimo che una moneta potrebbe essere svalutata arriva al 100%, infatti a quel punto sarebbe scambiata per zero dollari. A quanto pare, quando si scrive sul Venezuela qualsiasi esagerazione è ammissibile, purché sia negativa.
    Chi ha qualche nozione di aritmetica e di cambi sa che quello che ha appena scritto questo signore è una cretinata MEGAGALATTICA, e che è un IGNORANTE, perchè non sa nemmeno che i cambi si quotano incerto-per certo (quasi tutti) o certo-per-incerto, ed è diverso.
    Quindi EUR USD che è denominato in EUR può sì svalutare fino al 100% e non più. 1,30 1,20 1,10 0,80 0,50, 0,20….
    Ma USD MXN o o USD ARS o USD CHF (svizzero) e quasi tutti i cambi sono espressi incerto per certo cioè CHF per un USD o VEN per 1 USD e può avere un numero sopra il 100% o 200% o 2000%
    Così è espresso il Bolivar. Proprio vero che gli ignoranti non perdono mai l’occasione non solo di mostrare di esserlo ma anche di fare i saccenti.

  • mincuo

    Infatti EUR USD non può svalutare + del 100% espresso così, (certo per incerto) ma può rivalutare quanto gli pare. Perchè in realtà sono il numero di dollari per un EUR. E cioè il dollaro può svalutare quanto glli apre 100% 600% ecc..
    Espresso come USD EUR (incerto per certo), cioè gli EUR per 1 dollaro, il numero di EUR può essere infinito, può svalutare rispetto al dollaro quanto gli pare. IGNORANTI COME l’ASFALTO e scrivono anche.

  • mincuo

    Normalmente USD VEF si esprime come N° VEF per 1 USD e così è quotato in tutto il mondo. E solo dal 2008 stava a 2.14 VEF per 1 USD ora a 6.30 VEF per 1 USD. Quant’è secondo il genio dell’articolo in %?
    Certo se esprimo in dollari per VEF (reciproco) i dollari non possono andare a più che 0 dollari per 1 VEF se il VEF non vale proprio nulla. Un genio della lampada questo. E infatti si può anche esprimere così il cambio ma non lo usa nessuno. Diventa N° Dollari per 1 VEF ed era 0.47 Dollari per 1VEF nel 2008 ed è 0.16 USD per 1 VEF circa ora. Più che a 0 non può andare. Dei begli ignoranti scrivono sul Guardian.