Home / ComeDonChisciotte / LA STORIA DEI NOSTRI TEMPI

LA STORIA DEI NOSTRI TEMPI

Free Image Hosting at www.ImageShack.us

DI PAUL KRUGMAN
nytimes.com

Quelli di noi che hanno passato anni a dibattere contro una austerità fiscale avventata, hanno appena passato due belle settimane. Gli studi accademici che, con le loro teorie, giustificavano l’austerità stanno perdendo credibilità e anche i più duri della Commissione Europea e di altre istituzioni stanno ammorbidendo la loro retorica.
Il tono della conversazione è decisamente cambiato.

La mia sensazione, però, è che siano ancora in molti quelli che non capiscono cosa significhi tutto questo. Quindi, mi sembra che questo sia un buon momento per fare una specie di ripasso sulla natura dei nostri problemi economici, e ricordare perché questo sia veramente un momento molto brutto per fare tagli alla spesa.

Cominciamo con quella che dovrebbe essere la cosa più importante da capire: l’“Economia” non è come gestire una famiglia.

Le famiglie guadagnano quello che possono, e spendono tanto quanto pensano sia prudente spendere; le opportunità di spesa e di guadagno sono due cose diverse. Per l’economia, intesa in tutto il suo complesso, tuttavia, il reddito e la spesa sono interdipendenti tra di loro: la mia spesa è il tuo reddito, e la tua spesa è il mio reddito. Se tutti e due smettiamo di spendere contemporaneamente, ovviamente entrambi smetteremo di ricevere il nostro reddito.

Ed è quello che è successo dopo la crisi finanziaria del 2008. Molte persone improvvisamente hanno ridotto la spesa, o per una loro scelta o perché a questo li hanno costretti i loro creditori; contemporaneamente troppe persone non sono state più in grado di spendere o di spendere di più. Il risultato è stato un crollo dei redditi che ha causato uno sfascio anche nel mondo del lavoro, creando la depressione che continua ancora oggi.

Perché è crollata la spesa ? Soprattutto a causa dello scoppio della bolla immobiliare e di una sovraesposizione del debito del settore privato – ma se mi chiedete un parere, credo che la gente parli troppo di quello che è andato storto durante gli anni del boom e non parli abbastanza di quello che dovremmo fare adesso. Perché io credo che non abbia nessuna importanza ricordarci quanto siano stati sordidi gli eccessi del passato e che non c’è nessuna buona ragione per dover pagare oggi con una disoccupazione di massa, i danni provocati da altri tanti anni fa.

Quindi cosa possiamo fare per diminuire la disoccupazione? La risposta è che questo è il tempo di una spesa pubblica superiore al normale, per sostenere l’economia fino a quando il settore privato sarà disposto a spendere di nuovo. Il punto cruciale è che, nelle condizioni attuali, il governo non è, ripeto non è, in concorrenza con il settore privato. La spesa pubblica non sottrae risorse destinate ad un uso privato : ma permette alle risorse disoccupate di lavorare. L’indebitamento pubblico non si sostituisce agli investimenti privati ma mobilita fondi che altrimenti resterebbero inutilizzati.

Ora, tanto per essere chiari, questo non significa che spesa pubblica e deficit di bilancio debbano uscire fuori da qualsiasi controllo – questa è una affermazione assolutamente falsa che si vuole attribuire a persone come me, dicendo che vogliamo sempre più deficit – L’economia non è sempre la solita cosa – in realtà, situazioni come quella che stiamo vivendo accadono piuttosto raramente.

Stiamo cercando con tutti i mezzi di ridurre i deficit e di ridurre l’indebitamento dei governi in attesa che si torni a condizioni normali e che l’economia non sia più in depressione. Ma in questo momento stiamo ancora lottando con le conseguenze di una crisi finanziaria che capita una volta-ogni-tre-generazioni. Non è questo il momento per l’austerità.

OK, ho appena raccontato una storia, ma perché voi ci dovreste credere? Dopo tutto, c’è un sacco di gente che insiste sul fatto che il vero problema sia da ricercarsi sul versante dell’offerta in economia: sono i lavoratori che non hanno le competenze necessarie o sono le troppe garanzie contro la disoccupazione che hanno distrutto l’incentivo a lavorare o è la minaccia incombente dell’assistenza sanitaria per tutti (in USA) i motivi che impediscono di assumere, come qualsiasi altra scusa.
Come facciamo a stabilire chi si sta sbagliando?

Beh, potrei continuare a lungo su questo argomento, ma basta guardare le previsioni fatte dalle due parti che si contrappongono in questo dibattito.
Da un lato c’è chi, come me, ha predetto fin dall’inizio che un piccolo aumento nei deficit sui bilanci di grandi dimensioni avrebbe prodotto pochi effetti sui tassi di interesse, che “stampare tanto denaro” da parte della FED ( questa non è una giusta descrizione dell’attuale politica della Fed, ma non importa) non siano elementi inflazionistici e che le politiche di austerità avrebbero causato terribili crisi economiche. Dall’altro lato c’è chi sghignazza, insistendo sul fatto che senza una politica di austerità i tassi di interesse salirebbero alle stelle e che solo l’austerità porterà effettivamente ad una espansione economica.
Adesso chiedete a chi possiede obbligazioni, o alle popolazioni che soffrono in Spagna, Portogallo e così via, come sta veramente andando a finire.

La storia è davvero tanto semplice ? e sarebbe davvero tanto facile mettere fine alla piaga della disoccupazione?
Sì –ma chi ha il potere in mano non ci vuole credere. Qualcuno di quei potenti ha una sensazione viscerale che la sofferenza sia un bene e che si debba pagare un prezzo per i peccati del passato (anche se i peccatori di allora e chi soffre oggi sono dei gruppi sociali di persone completamente diverse).

Qualcuno di quei potenti vede nella crisi un’opportunità per smantellare tutta la rete di sicurezza sociale. E quasi tutti nelle elites politiche prendono le parti di una minoranza benestante che in realtà non sta sentendo molto dolore.

Quello che è successo ora, comunque, è che chi finora ha sostenuto l’austerità, ha perso la sua foglia di fico intellettuale, è restato nudo e adesso si vede tutto il suo pregiudizio, l’opportunismo e l’interesse di classe che ha sempre potuto tenere nascosto. E forse, solo forse, questa scoperta improvvisa ci darà la possibilità di cominciare a fare qualcosa per combattere veramente questa depressione che stiamo vivendo.

Paul Krugman
Fonte: http://www.nytimes.com//29- apr.2013
Link: http://www.nytimes.com/2013/04/29/opinion/krugman-the-story-of-our-time.html?smid=tw-share&_r=0
29.04.2013

Scelto e tradotto per www.ComeDonChisciotte.org da BOSQUE PRIMARIO

Pubblicato da Bosque Primario

  • segretius

    Quante stronzate, pur condivisibili associandosi intellettualmente, per non dire che in un sano socialismo reale si produce quanto serve, e si dividono risorse e lavoro equamente. Tutte le altre teorie sono a difesa dello status quo capitalistico.

  • Aironeblu

    Addirittura sul NYTimes! Sarà un segno della mietitura imminente?

  • Arazzi

    Già, incredibile – Comunque è da un pò che dagli usa arrivano ste critiche all’euro – Ma anche essere una colonia usa non ci ha aiutato minimamente a fermare lo sfascio a favore della germania, come mai?

  • Shivadas

    Purtroppo proprio perchè oramai in tanti sostengono che le politiche di Austerity sono criminali e si scrive che la situazione da risolvere sarebbe semplice, essa è irrisolvibile. L’avere vietato politiche Keynesiane (in Europa addirittura nelle costituzioni degli stati membri) ha posto un pietra tombale sulla possibile inversione di tendenza. Qualunque studente del I anno di Economia sa benissimo che in periodi di recessione l’unico modo per stimolare la ripresa è la spesa pubblica, indispensabile e non solo opportuno, quando gli investimenti privati sono prossimi allo zero attesa la stretta creditizia e la sfiducia imperante. Sempre uno studente qualsiasi sa altrettanto bene che in una situazione di questo tipo aumentare le tasse e le imposte è controproducente. Ora la domanda sorge spontanea. Come è possibile che nozioni così semplci di economia politica sfuggano ai professoroni sia essi della Bocconi che di Chicago ?. Mi sembra ovvio che anche loro lo sanno benissimo, ergo, il fatto che si perseveri non è frutto di analisi macroeconomiche, ma di una precisa strategia politica ed economica che ha per obiettivo la distruzione dello stato moderno, fondato su democrazia e Welfare, che tutti noi conosciamo. Se ci non fosse da piangere verrebbe da ridere a pensare che nel nostro apese la sinistrra presenta Letta quale presidente del consiglio (alfiere dell’alta finanza e servo dei poteri forti) e in quota Renzi ci troviamo il ministro della Pubblica istruzione ultra liberista e nemica della scuola pubblica.

  • Truman

    Ancora una volta vedo la lotta tra chi vuole l’austerità e chi vuole stampare moneta quanto serve. Dovendo scegliere, preferisco Krugman, ma nel complesso la problematica è una trappola, perchè ci impone di vedere i problemi in termini monetari.

    No, il monetarismo non ci salverà. La soluzione deve essere politica.

  • Aloisio

    praticamente Krugman ci sta dicendo quello che molti italiani già sapevano; e cioè che oltre ad essere uno “snob slob” Monti è un economista idiota.

  • nigel

    Quotone

  • nigel

    Non è alla mia portata proporre soluzioni. So tuttavia che, quando si aveva la lira, il sistema era elastico, pur con tutti i suoi significativi limiti. In fase cecessiva si stampava un pò di moneta, così stranamente le retribuzioni riprendevano quota, l’economia girava. Dopo poco iniziava il processo inflattivo, con aumento del costo dei beni importati, ma al tempo stesso i nostri prodotti risultavano competitivi all’estero. E il mercato interno era protetto…e le imprese non delocalizzavano.
    Certo, era un sistema drogato, ma per evitare corda e sapone non sarebbe possibile ricorrere almeno un pò a questa droga ? Certo che si potrebbe. Ma, come sopra evidenziato da altro Lettore, il Sistema non vuole. Persegue la nostra fine.

  • nigel

    Forse perchè agli USA fa comodo una moneta ancillare e gestire un’EU vassalla. Sempre che rimangano al loro posto, però. E forse la Germania sta incominciando ad essere difficilmente controllabile (come sempre) e gliu States incominciano ad intravedere un pericolo. Chissà, sentiamo qualcuno più acculturato sull’argomento

  • nigel

    Non credo che Monti sia idiota. Sa esattamente quello che fa (o ha fatto) e il massacro realizzato obbedisce a precise disposizioni. E’ chiaro poi che deve trovare una giustificazione “economica” all’assassinio del Paese

  • albsorio

    Si dimentica un particolare, siamo finiti nella trappola del debito (pubblico) perchè usiamo soldi privati, Bankitalia prima BCE poi ci stampano in cambio di debito. —- Prima di attuare politiche Kennesiane ci dobbiamo riprendere la moneta, nel senso che deve essere emessa dallo Stato, senza debito, oltre ovviamente alla “sovranità monetaria” mandando a cagare FMI. —- Poi necessita una “Norimberga” della classe politica italiana e direi europea, tutto senza giustizialismo ma con giustiza. —- Se rubi in un supermercato sono dolori, dei mega ladri invece la fanno da padrone…

  • Aironeblu

    Esattamente!

  • FreeDo

    Mincuo, se non sbaglio questo articolo e’ pane per i tuoi denti; ci fai conoscere la tua opinione?

  • Georgejefferson

    ” Qualcuno di quei potenti ha una sensazione viscerale che la sofferenza sia un bene e che si debba pagare un prezzo per i peccati del passato (anche se i peccatori di allora e chi soffre oggi sono dei gruppi sociali di persone completamente diverse).
    Qualcuno di quei potenti vede nella crisi un’opportunità per smantellare tutta la rete di sicurezza sociale. E quasi tutti nelle elites politiche prendono le parti di una minoranza benestante che in realtà non sta sentendo molto dolore.”

  • Georgejefferson

    E’politica la redistribuzione truman.Ma se (per miracolo) la mano politica vera prende la decisione..se nel tempo materiale di quei 10 min.per operare il trasferimento si muore,intanto stampo moneta,poi recupero politicamente redistribuendo

  • nigel

    Quoto

  • nigel

    Con termini possibilmente semplici per non addetti ai lavori, magari…

  • mikaela

    Mincuo pensava di screditare la ME-MMT postando questo link ma dopo la pessima figura forse sta ancora studiando.

    Carmen M. Reinhart
    Kenneth S. Rogoff schiaccia qui
    [www.nber.org]

    A nulla e’ servito il mio interventi (di casalinga che ha iniziato a capire solo dopo aver letto Il piu’ grande crimine spiegato alla nonna di Barnard.

    I maestri di Mincuo hanno contraffatto i dati per avere la soluzione che volevano i loro padroni per fregarci tutti e lui che è sempre pieno di presunzione non l’ha capito. Io senza avere una laurea e tantomeno un diploma l’ho capito dopo due ore, giusto il tempo di studiare quelle tavole e riconfrontarli con il periodo storico ma lui ha detto che non capico niente.

    Dopo due o tre giorni è uscito l’articolo di Barnard poi quello di Mosler e di tanti altri che non sto qui a ripostare basta aprire il link sotto

    Lettera aperta di Mosler a R&R

    di Warren Moslers qui [memmt.info]

    qui invece trovi un bel video dell’ economista Mike Norman che glie le canta in TV

    Economisti corrotti dall’élite qui

    Se trovi il tempo di leggere nei link che ti ho messo ti renderai conto che il parere di Mincuo non vale un cxxxo e gli ME-MMTer glie lo stanno dicendo da una vita che si sta sbagliando.


    la discussione qui
    [www.comedonchisciotte.org]

  • Jor-el

    L’errore Reinhart/Rogoff sta mandando in palla gli economisti mainstream. Persino Giuliano Amato ne parla su Il Sole 24 Ore del 28/4 (Il circolo vizioso del Rigore); e si è rapidamente convertito alla battaglia contro l’austerità. G-i-u-l-i-a-n-o A-m-a-t-o.

  • Georgejefferson

    C’e’ un perche Jor el.

  • ilsanto

    Hai Hai tutti professori ma perchè non si va al sodo ?.

    Dove nasce la crisi ?
    Cosa si è sbagliato ?
    Quali sono i trend ?
    Cosa conta ?

    La crisi nasce nel 1989 con il crollo del muro di Berlino.
    L’errore è stata la globalizzazione.

    I trend oramai secolari indicano che esiste l’aumento della produttività e non sto a spiegare cosa sia ma è indiscutibile l’effetto prima l’80% era dedito all’agricoltura ora se va bene il 5% ad essere ottimisti.
    Con l’industria siamo sulla stessa china, spero abbiate visto le fabbriche robotizzate almeno in TV.
    Nei servizi idem chiudono i negozi e crescono i centri commerciali e le vendite internet.
    Alzi la mano chi entra più in una filiale di una banca e non fa tutto via internet.

    Quindi ?
    Quindi il “Sisema” va a gonfie vele MA a beneficiarne è l’1% mentre il 99% è stato ridotto in miseria con mille scuse ( sempre a vantaggio dei soliti noti ) complici gli economisti che sono indottrinati alla scuola di Chicago e ben prezzolati dai soliti noti per una professione che non ha senso di esistere se non al servizio del “Sistema” per perpetrare le logiche di potere.

    Mi spiego meglio l’uomo produce tutto quello che serve e anche di più infatti è una crisi da sovrapproduzione ma, ma per garantire il potere all’uno % mantiene un “Sistema” illogico che affama il 99% della popolazione. Basato sulla PAURA.

    E’ ora di chiedersi perchè.
    E’ ora di dire che questo sistema è marcio.
    E’ ora di cambiarlo.

    Molto democraticamente e semplicemente il 99% deve solo gentilmente dire all’1% che si è deciso che vadano tutti alle Cayman insieme ai loro amati soldini che qui ora ci pensiamo noi.

  • geopardy

    C’è qualcuno che pensa che il pianeta terra sia un sistema di risorse infinito?

    Se sì, allora proponete soluzioni monetarie o quant’altro, continuate a credere nella crescita infinita e continuate pure a proporre soluzioni per far diventare infinite le risorse della terra.

    L’essenziale è rimandare il problema a data da destinarsi (finchè sarà possibile farlo).

    Non riusciamo più neanche a programmare cosa succederà tra un mese e vogliamo illuderci di essere così “divini” da dvidere i pani ed i pesci all’infinito?

    Sarebbe ora di cominciare ad affrontare seriamente il perpetrare di questo sistema dal punto di vista delle risorse possibili, altrimenti sarà solo fuffa, secondo me.

    Un sistema di sprechi in passato inconcepibile e le crisi c’erano lo stesso, solo su scala spaziale molto minore, figuriamoci così restando la situazione cosa potrebbe succedere in futuro.

    Un intero ecosistema rischia di andare a farsi benedire e non mi riferisco al clima.

    Prima lo faremo e meglio sarà per le generazioni future.

  • albsorio

    La media del pollo dice che ogni famiglia italiana ha 140’000€ di risparmi per continuare a rapinarci devono fare altro debito usando la moneta privata di BCE.
    —- Le politiche kennesiane sono necessarie per rilanciare lo sviluppo ma prima ci dobbiamo riprendere la moneta che deve essere emessa dallo Stato senza debito, bisogna anche impedire la riserva frazionaria.