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LA SPAGNA E' AD UN PASSO DALL'IMPLOSIONE DELLE ISTITUZIONI DEL MODELLO DEMOCRATICO ATTUALE

DI GIUSEPPE SANDRO MELA
rischiocalcolato.it

«I diversi ricatti che pesano sui politici e le istituzioni minacciano di provocare una paralisi del sistema politico e un’implosione delle istituzioni, che potrebbe portare alla fine del modello democratico attuale

«Malefatte che hanno trasformato la Spagna in un’immensa cloaca inondata dalla corruzione».

«La fogna in cui si è trasformato lo stato spagnolo conta più astri di una costellazione»

Sono anni che andiamo ripetendo queste affermazioni, invero con audience ben scarsa. Fa quindi una certa quale impressione leggerle su organi a vasta diffusione.

Due concetti dovrebbero essere valutati con la massima attenzione.

1. «Implosione delle istituzioni»

L’ostinarsi nel non voler vedere, considerare e rimediare una lunga serie di problemi porta inevitabilmente alla loro putrefazione. Esattamente quello che é successo per l’Unione Sovietica: nel disperato tentativo di mantenere in vita un sistema marcio i russi arrivarono al crollo, all’implosione. Repentina ed inaspettata solo per gli sprovvidi accecati dai paraocchi delle ideologie.

Quando un corpo di regole non rappresenta più la realtà e presenta evidenti contraddizioni dovrebbe essere abbandonato, ed in tutta fretta. Le teorie economiche e politiche non dovrebbero essere vissute come dogmi di fede. Non sono verità eterne.

2. «Fine del modello democratico attuale».

É inutile nascondersi dietro ad un dito oppure voler a tutti costi ridursi alla favoletta del Il Re é nudo.

Ciò che sta crollando in Europa é l’impianto strutturale voluto dal così detto “illuminismo, con tutte le sue susseguenti variazioni sul tema. Non son solo le teorie comuniste, socialiste, socialdemocratiche e keynesiane ad essere entrate in avanzata fase putrefattiva. Non è solo la nefasta teoria che legittimizza l’intervento dello stato nei processi economici e nella vita dei cittadini, privandoli di fatto della libertà e, quindi, anche della libertà economica.

É il cuore dell’illuminismo a morire.

Il suffragio universale é incompatibile con la sanità di bilancio, e senza bilanci almeno in pareggio nessun modello di organizzazione statale può sussistere nel tempo. I conti devono tornare e non si può generare ricchezza dal nulla.

Conclusioni.

Non ci si faccia illusioni. Nemmeno la più impercettibilmente piccola.

Ad ogni azione corrisponde una reazione eguale e contraria.

La strenua resistenza opposta dallo statalismo alla realtà che avanza implacabile porta inevitabilmente ad un immane disastro: la società della miseria. Questa é l’ultima carognata perpetrata dagli statalisti a danno dell’intera enclave europea.

Non ci si faccia illusione alcuna: ma proprio nessuna.

Giuseppe Sandro Mela
Fonte: www.rischiocalcolato.it
Link: http://www.rischiocalcolato.it/2013/02/la-spagna-e-ad-un-passo-dallimplosione-delle-istituzioni-con-fine-del-modello-democratico-attuale.html
21.02.2013

LO STATO TRABALLA

Il discorso annuale del premier sullo stato del paese del 20 febbraio arriva in un momento di profonda crisi economica, sociale e istituzionale. Il sistema politico spagnolo è a un passo dall’implosione.

Anche se non esiste alcun legame tra loro, i diversi ricatti che pesano sui politici e le istituzioni minacciano di provocare una paralisi del sistema politico e un’implosione delle istituzioni, che potrebbe portare alla fine del modello democratico attuale.

Dal re in giù, ormai è difficile incontrare una personalità dello stato che non sia coinvolta in qualche tipo di ricatto. Non c’è partito politico di peso esente da questo rischio. Diego Torres continua a manovrare la macchina del ricatto contro il suo ex socio e genero del re Iñaki Urdangarin, e nel frattempo ha coinvolto l’infanta Cristina e ha attaccato sempre più duramente la Casa reale. Nella sua ultima apparizione, Torres ha parlato addirittura di interventi diretti di Juan Carlos, di un’amica intima del monarca e persino del principe Felipe.

Nelle fila del governo le cose non vanno meglio. Mariano Rajoy, nelle doppia veste di presidente del Pp e primo ministro, non ha ancora fornito spiegazioni adeguate sul perché Luís Bárcenas abbia continuato a lavorare per il partito per più di due anni dopo essersi dimesso da senatore ed essere stato coinvolto nella vicenda Gürtel [caso di corruzione che ha coinvolto alti funzionari del Partito popolare e imprenditori favoriti nella concessione di appalti pubblici]. Nessuno sa spiegare come mai sia stato concesso un simile privilegio a un uomo che ha portato 22 milioni di euro in Svizzera ed è stato il responsabile delle finanze del partito per più di vent’anni.

Come in un romanzo a puntate del XIX secolo, ogni giorno gli spagnoli vanno in edicola o navigano su internet per conoscere l’evoluzione delle malefatte che hanno trasformato la Spagna in un’immensa cloaca inondata dalla corruzione. L’argomento domina le conversazioni nei supermercati, nei bar e nelle fabbriche, ed è penetrato così a fondo che l’indignazione monta incontrollata.

In Catalogna la stabilità politica è minacciata dalla [notizia che le agenzie investigative spiavano] (3410291) gli affari e la vita privata dei vertici politici. È evidente che lo scopo della sorveglianza, di cui ancora si cercano i responsabili, fosse proprio il ricatto. Alcuni dei politici più coinvolti nel processo indipendentista potrebbero essere accusati formalmente di corruzione nelle prossime settimane.

La fogna in cui si è trasformato lo stato spagnolo conta più astri di una costellazione. L’indignazione, intanto, aumenta di giorno in giorno e ribolle sui social network. I movimenti civici degli indignados cominciano a ottenere le prime vittorie sul parlamento e sulle decisioni dei partiti al potere.

Se questa storia andrà avanti, se [l’infanta Cristina sarà chiamata a deporre] nei processi per corruzione contro il duca di Palma e se gli alti funzionari del Pp (incluso il presidente del governo) saranno convocati da un giudice, la stabilità dell’esecutivo potrebbe andare definitivamente in pezzi.

Nel frattempo la serie inarrestabile di ricatti non suscita alcuna reazione. Bárcenas manipola le sue agende e i suoi documenti con destrezza, ed è riuscito a evitare che Rajoy avviasse alcuna azione giudiziaria contro di lui o si azzardasse nemmeno a pronunciare il suo nome.

Accettare il ricatto non fa che mantenere o aggravare una debolezza. Se le richieste dell’estorsore sono eccessive, è meglio farla finita subito.

La stanchezza del re.

A questo panorama desolante bisogna aggiungere la crisi sistemica della Confederazione delle industrie spagnole (Ceoe). L’ex presidente [Gerardo Díaz Ferrán] è in galera per gravi atti di corruzione. Il suo successore [Joan Rossell] si comporta come un piromane, mettendo in dubbio i dati ufficiali dello stato sulla disoccupazione e insultando centinaia di migliaia di lavoratori del settore pubblico. Il vicepresidente [Arturo Fernández] dovrà dimettersi con l’avanzare del processo in cui è accusato di reati contro la previdenza sociale e il fisco per aver pagato in nero i suoi dipendenti.

A proposito di malattie, i continui acciacchi del re di Spagna, la sua età avanzata e gli obblighi imprescindibili della sua agenda sono un ulteriore elemento di difficoltà per una istituzione ereditaria che non è abbastanza solida da impedire una successione complessa e delicata.

Le cariche sono ormai piazzate nella struttura dello stato. Se esploderanno dall’interno, sarà molto difficile tenere in piedi i pilastri portanti. Ma il rischio di destabilizzazione non può e non deve impedire che si conosca la verità. Questa volta i cittadini non sono disposti a perdonare o a dimenticare.

Versione originale:

Carlos Carnicero
Fonte: www.elperiodico.com
Link: http://www.elperiodico.com/es/noticias/opinion/chantajes-estado-implosion-2321161
18.02.2013

Versione italiana:

Fonte: www.presseurop.eu
Link: http://www.presseurop.eu/it/content/article/3438101-lo-stato-traballa?xtor=RSS-9
20.02.2013

Traduzione a cura Andrea Sparacino

Pubblicato da Davide

  • Jor-el

    L’avevo sempre sospettato: è tutta colpa dei comunisti!

  • Aironeblu

    É il cuore dell’illuminismo a morire.
    Il suffragio universale é incompatibile con la sanità di bilancio, e senza bilanci almeno in pareggio nessun modello di organizzazione statale può sussistere nel tempo.

    E questa da dove esce?

  • nigel

    È’ un’asserzione raccapricciante (a dir poco)

  • RicBo

    L’articoletto di questo ineffabile sig. Mela sembra preso pari pari da un discorso di Gil Robles, il capo dell’ultradestra spagnola degli anni 30. Questo tanto per ribadire che si sta ripetendo lo stesso cammino di un secolo fa, il che non stupisce, dato che stiamo vivendo l’ennesimo episodio della famigerata lotta di classe. E che rischiocalcolato si mostra per quello che è, ovvero un sito rossobruno, molto tendente al bruno direi.

  • RicBo

    PS: la pubblicazione di un articolo ridicolo come questo, appena edulcorato dal seguente articoletto del “periodico”, la dice lunga sugli orientamenti di fondo di questo sito

  • Clausewitz

    affermazione agghiacciante e buttata lì senza alcuna argomentazione. Sempre che ce ne possa essere una.

  • terzaposizione

    Anche i tuoi commenti la dicono lunga sulla tua onestà intellettuale.
    Ma la compagna non ha più notizie dalla Siria?
    Chetati e stasera divertiti, domani potresti non svegliarti.

  • yago

    I seguaci di Von Mises non sanno piu’ a che santo votarsi. Orfani di Berlusconi che si è spostato a sinistra avevano puntato si Giannino , ma anche qui’ sono cascati male. Odiano Monti visto come una peste per il suo statalismo della peggior specie. Ridurre le spese improduttive dello stato è sacrosanto, come lo è eliminare corruzione e clientele varie.
    Diminuire invece la spesa pubblica in un periodo di recessione è folle.
    Ogni teoria dovrebbe essere rivista in relazione ai contesti che mai come ora sono cosi’ mutevoli. In un contesto dove tutti stampano e ceracano di svalutare, rimanere ancorati a Von Mises credo sia una sciocchezza.

  • yago

    Quando un corpo di regole non rappresenta più la realtà e presenta evidenti contraddizioni dovrebbe essere abbandonato, ed in tutta fretta. Le teorie economiche e politiche non dovrebbero essere vissute come dogmi di fede. Non sono verità eterne…………………………………………

    Questo naturalmente vale per gli altri , guai a toccare le loro teorie.

  • stefanodandrea

    L’ignoranza o la disonestà o la fede satanica di questi signori supera ogni limite pensabile. E davvero soprende.
    Negli ultimi trenta anni, gli stati che hanno perduto la politica doganale, la politica commerciale, la possibilità di amministrare il credito, la possibilità di mantenere oligopoli o monopoli, la possibilità di limitare la concorrenza, ameno in settori nevralgici (credito e finanza in generale), persino la possibilità di disciplinare la scuola nel modo migliore. La politica estera, da lungo tempo vincolata, è stata completamente assoggettata. La leva obbligatoria (alternativa al servizio civile) è stata eliminata in favre di eserciti di professionisti. La libertà della pubblicità e delle televisioni commerciali è stata un dogma
    E questi mentecatti, perché non c’è altro termine da utilizzare – bisogna offenderli, per la loro ignoranza, o per la loro disonestà, o per la loro fede satanica – osano sostenere che il problema è lo statalismo, confondendo corruzione e statalismo?
    LO STATALISMO, ossia l’elemento che, possiamo cominciarlo a dire forte, nella storia d’italia ha UNIFICATO FASCISTI, DEMOCRISTIANI, COMUNISTI E SOCIALISTI (i quali si sono divisi e contrastati sotto altri profili), e che si è espresso in discipline giuridiche che sono state vigenti dagli anni trenta fino a Maastricht (e invero un po’ prima, in vista dell’adesione), E’ LA SOLUZIONE.

  • castigo

    secondo me invece non ha torto.
    l’istituto del pareggio di bilancio sta cancellando lo stato sociale come noi lo conosciamo e, probabilmente, lo stato stesso nel senso comunemente inteso.
    lo stato è frutto di un consenso espresso tramite suffragio universale, pertanto è logico che quest’ultimo venga dato per spacciato.
    un po’ contorto come ragionamento ma condivisibile.
    sempre ammesso che il suffragio universale abbia avuto un effetto diverso da quello di dare al popolo l’illusione di contare qualcosa……

  • Clausewitz

    infatti la Francia del XVIII secolo era un Paese noto per la sanità della spusa pubblica e per avere il suffragio universale. Ma per favore….proviamo a leggere un po’ prima di scrivere….

  • Truman

    Concordo con Stefano. Il discorso di Mela va capovolto: è il liberismo sfrenato, con i suoi risvolti finanziari, che sta distruggendo gli Stati. E’ vero che tale liberismo è incompatibile con lo Stato, ma l’evidenza (salvataggi bancari a ripetizione) è che l’unica risposta è lo Stato.

  • Tanita

    E’ da manuale.

    Neanche una parola sui “corruttori”. Si parla soltanto dei corrotti.

    Neppure una menzione alle banche, ai banchieri.

    É il cuore dell’illuminismo a morire. Il suffragio universale é incompatibile con la sanità di bilancio, e senza bilanci almeno in pareggio nessun modello di organizzazione statale può sussistere nel tempo.

    Quest’affermazione appare ai miei occhi quale sentenza per tenerci pronti ad accettare i programmi dei fanatici del NWO, c’est a dire:

    Voto qualificato (molto promosso via CNN, vedere qui):

    http://www.youtube.com/watch?v=U_Uhv2nHlLw

    E poi il concetto che sottogiace nell’asseverazione riguardante il bilancio dello Stato; sotto questo (promosso) paradigma l’Economia é una scienza esatta predominante su ogni altra considerazione sociale e/o politica.

    Insieme con concezioni di questa caratura vengono la “necessaria cessione di sovranitá” (a chi la cediamo, la sovranitá?????), perché “i Greci sono incapaci di ….”, “gli Spagnoli sono incapaci di…”, “gli Italiani sono incapaci di….”, “I Francesi…” Pure! (Ho letto di recente un’articolo su ZeroHedge in cui si sentenziava che “il problema di Francia sono i francesi”. But of course! Cosí dicevano da noi nel 2001: che avevamo bisogno di un governo sorvegliato e monitorato dall’FMI poiché noi argentini non eravamo “capaci”.

    Niente sulle banche.

    Niente sul fatto che:

    http://www.zerohedge.com/contributed/2013-02-21/fed-now-fifth-largest-country-world

    In questo meccanismo perverso e patologico, prima si corrompe i politici (che si lasciano corrompere, certamente), si mettono i governi sotto controllo dei (chiamiamoli) banchieri, banksters, poi gli si sputtana attraverso i media corporativi; la gente deve convincersi dell’inutilitá della politica, del suo “carattere intrinsecamente sporco”, deve VOLER delegare il governo, la GOVERNANCE in altre “istituzioni” controllate da…

    Controllate da chi? Chi controlla la BCE? Chi controlla la FED?

    Grossolane, brutali strategie ormai collaudate.

    Poi disprezzano i “complottisti”, come se questo modus operandi calcato che si é operato e si opera in decine di Stati fosse casuale, naturale, cosí, che “just happens”.

  • Georgejefferson

    Scuola austriaca,quella della difesa a prescindere della proprieta privata,anche i grandi capitali costruiti grazie anche e sopratutto ai deficit pubblici

  • Georgejefferson

    bravo jago

  • mincuo

    Lo Stato, non lo statalismo. Sono due cose diverse. E non c’è nessun liberismo nè c’è mai stato il liberismo. Continuano con questa campana per imbrogliare i fessi. Nè il liberismo prevedeva che non ci fosse lo Stato, anzi, necessita proprio di uno Stato forte che scriva le regole e le faccia rispettare, per esistere. Non di Statalismo. E semmai a non prevedere PER NULLA lo Stato era il marxismo, ma solo perchè è una evoluzione ulteriore del liberismo e dell’etica della responsabilità.
    Mancano le basi proprio. Solo slogan, studiato zero.

  • mincuo

    Quello di cui parla la gente è la degenerazione del liberismo, come anche la degenerazione del socialismo. Il liberismo è l’etica della responsabilità individuale e richiede uno STATO e delle REGOLE da far rispettare. Assegna all’individuo responsabilità. E una comunità formata dalle singole responsabilità.
    Prevede che NON CI SIANO MONOPOLI e OLIGOPOLI e posizioni dominanti.
    Il socialismo ha evidenziato e sottolineato di più l’aspetto comunità ed è un’evoluzione del liberismo e non prevede nemmeno uno STATO nel suo compimento teorico.
    La degenrazione sta nel fatto che uno è diventato banditismo e cioè mancando etica allora faccio quel che voglio, e mancando Stato le regole tanto non si rispettano. L’altro è diventato banditismo di Stato. E ha affossato l’idea che la comunità è fatta di individui con responsabilità, facendoli invece diventare bambini con uno Stato, o Partito, o Burocrazia che vengono dalla Luna sono “altra cosa” e li protegge e gli fa da papà, e così diventano una casta a parte che si perpetua e basta che formalmente scriva un’iniquità qualunque e va bene. Grillo nel suo piccolo cerca di rompere queste due degenerazioni, ricominciando da responsabilità ed etica della responsabilità.

  • mincuo

    In uno Stato che fa lo Stato ed è cioè uno Stato non ci dovrebbe essere NESSUNA DIFFERENZA ad esempio tra avere una scuola pubblica (che non è lo stesso che statale) e una scuola privata.
    NESSUNA DIFFERENZA. Perchè lo Stato SCRIVE LE STESSE REGOLE E LE FA RISPETTARE a chi gestisce.
    Poi può convenire una gestione statale, oppure può convenire per la scuola primaria e secondaria e non per Università, ma non cambia: lo STATO fa rispettare le STESSE REGOLE a una GESTIONE STATALE o auna GESTIONE PRIVATA. LE STESSE. Quindi il vero problema è lo STATO cosa DEVE FARE, non cosa gestisce.
    La gente fa fatica perfino a capire questo concetto perchè è abituata da una parte alla degenerazione del concetto di privato, dall’altra alla degenerazione del concetto di statale, che confonde con la gestione, e dal fatto che lo Stato gle lo hanno inculcato come “un’entità” a parte.

  • stefanodandrea

    Continui a offendere a ogni commento. I vecchi dovrebbero essere sereni, non frustrati.
    Costringi a trattarti come meriti.
    Hai negato che serva lo statalismo senza definirlo. Un modo puerile di argomentare. Io pur non avendolo definito espressamente, ho indicato una serie di caratteristiche e poteri che hanno caratterizzato l’intervento dello stato in economia sia sotto il fascismo che sotto la prima repubblica. Insomma, chi legge il mio commento capisce cosa intendo per statalismo. Chi legge io tuo no.
    Inoltre il marxismo è una filosofia o una critica dell’economia o altro. Insomma è teoria. I partiti comunisti e socialisti che sono stati marxisti sono tutti stati statalisti. Fin troppo, addirittura. Quindi il marxismo non c’entrava un tubo.
    Infine il liberismo. C’è tutta una immensa categoria di idioti secondo i quali il federalismo vero non è quello che abbiamo introdotto nel 2001, la concorrenza vera non è quella che abbiamo introdotto negli ultimi 23 anni; il maggioritario vero non è quello che abbiamo introdotto. Vuoi iscriverti a questa categoria?
    Puoi ingannare le quindici persone che ti seguono su CDC. Per me sei solo un frustrato dotato di una certa intelligenza. Una di quelle persone aggressive che, quando capita la sventura di incontrarle, vanno prese a insulti sputi e calci. Insomma il peggio del peggio.

  • Georgejefferson

    i seguaci di Mises non sono Mises,come i seguaci di Malthus non erano Malthus(come anche alcuni keynesiani o Marxisti non sono Keynes o Marx)…sul discorso ci sono fondi di verita,ma ometti sempre il discorso sull’utile,ne riparleremo.

  • mincuo

    Il trucco è sempre il solito e la stupidità e il condizionamento fatto alla gente è sempre ll solita. Irriformabile. In questo caso lo schema è il SOLITO. Li fai litigare sulle CONSEGUENZE. Dividendoli in due fazioni. Quello che c’è SOPRA resta intatto.
    Per cui qui hai il banditismo privato. E che vuole uno? Toglierlo giustamente. E lo chiama “liberismo” o “neo-liberismo” ma è banditismo.
    Allora avrà il banditismo di Stato che gli firma il pareggio di bilancio in Costituzione, il MES, che gli fa elezioni o anche no, che gli cambia regole, che ruba in cento modi, ecc….Perchè non è STATO, è una “cosa” a parte gestita da gente “a parte” legittimata da elezioni, ma che non corrisponde a quelle e a quegli interessi.
    E’ cioè una DEGENERAZIONE dello Stato, non lo STATO.
    Se non fosse DEGENERATO non ci sarebbe nemmeno il banditismo PRIVATO evidentemente. Ma la gente vede il banditismo privato e non si chiede perchè c’è e dice “lo togliamo e lo diamo allo STATO” che però è quello che ha consentito e consente il banditismo. Perchè non è lo STATO è la degenarazione dello STATO.
    E allora? Il problema è quello sopra queste due fazioni fasulle, una pro bandito privato e l’altra pro bandito stato.
    Oggi poi li hai ENTRAMBI in pista. Il banditismo privato e il banditismo Statale. Felici e contenti.

  • mincuo

    L’utile è uguale. Quale ometti? In un bilancio è identico. Ma è uno svicolare questo: se è CONVENIENTE una gestione STATALE per una somma di moitivi va fatta QUELLA. Tu confondi che uno “parteggi” per qualcosa. Io non PARTEGGIO. ANZI ho scritto molte cose su assets strategici ad esempio e sulle privatizzazioni demenziali anni ’90.
    Ma quel che dco io è altro, e dà un po’ fastidio si vede. Avere imprese Statali in mano a uno Stato degenerato non è una gran soluzione. La soluzione è avere uno STATO, non una lobby chiamata Stato. E per averlo ci sono delle condizioni base. Una è il controllo dal basso e la disintermediazione dei Partiti. Un’altra è l’informazione. Due cose che porta avanti, anche se confusamente, Grillo.

  • Georgejefferson

    chi e’ felice e contento?Fai i nomi

  • arno

    Quante imprecisioni, quante inesattezze. Ma non si tratta di errori di sintassi ma veri e propri errori concettuali e/o forse volontà di disinformazione

    Dice : Le teorie Keynesiane andate in putrefazione …
    In putrefazione ci stiamo finendo noi , tutta la società, si salva solo la èlite finanziaria.
    La ricostruzione del dopo guerra e il nostro benessere è avvenuto con il piano Marshall ed esattamente con politiche Keynesiane.
    L’abbandono di tali politiche e la follia dell’ applicazione dei concetti della scuola degli economisti Austriaci hanno portato a questo sfascio.
    Aver dato la Ns sovranità monetaria a un negozio privato come la BCE ha portato a questo sfascio
    Aver ceduto la sovranità democratica a soggetti non eletti ( Commissione Europea , UE, BCE) ha prodotto questo sfascio,( il parlamento Europeo non ha potere rilevante in materia ).

    Dice : La sanità di bilancio … senza il pareggio nessuna struttura statale può soppravivere nel tempo ..

    Non sò se lo fà completamente in malafede o per ignoranza .
    Non parla del fatto che gli stati a moneta sovrana, producono moneta dal nulla. Il Giappone ha investito miliardi producendo moneta dal nulla, impulsi elettronici .. e ha ricostruito le strutture distrutte dal terremoto.

    Non sà o non capisce la differenza tar deficit positivi e negativi ? Veda in memmt.info .
    Non spiega che se lo Stato mette in circolazione 100 e toglie 105 è un bel avanzo di bilancio di 5 e il settore privato perde 5 in risparmi? Quindi è un impoverimento ?
    Ma certo vendiamo anche la sanità e mettiamo tutto in pareggio, così oltre le migliai di miliardi di profitti in derivati e titoli tossici iniziano un bel mercato della salute dei cittadini.

    ….considera lo stato come una famiglia che deve pareggiare i conti e non fà la distinzione tra soggetto che può emettere moneta e soggetto utilizzatore della moneta.
    Vedere un piccolo esempio Postato dall’Economista Daniele Basciu

    http://memmt.info/site/plesiometa-argyra/

  • Tanita

    Strano che tu ce l’abbia tanto con l’Argentina doce la scuola pubblica é universale e gratuita ma é garantito il diritto di educare ai privati; le regole sono esattamente le stesse per le scuole pubbliche o private, gli stipendi sono esattamente gli stessi per insegnanti di scuole pubbliche o private, i diritti di allievi, insegnanti, la libertá di cattedra, il tutto é esattamente uguale per la scuola pubblica o privata.

  • Ercole

    La crisi morde morde ma non fugge ,anche in INDIA sciopero generale con oltre 100 milioni di operai in piazza per 2 giorni, l’EUROPA IN PIENA RECESSIONE E NON SI INTRAVEDE LA FINE,gli U.S.A. e GIAPPONE stampano moneta fittizia per difendersi dal crollo economico ,in AFRICA una guerra al giorno….e la gente discute ancora sul voto….

  • mincuo

    Tutti pare. Mica solo qui. O perlomeno non abbastanza scontenti in 50 anni da cercare di impedirlo. Che non è certo votando destra o sinistra. Ma anche qui. Quando sfiori argomenti di quel tipo non interessano pressochè a nessuno salvo andare avanti colla nenia del neo-liberismo e del socialismo. Infatti i già pochi commenti nelle 3 o 4 volte che ho affrontato erano tutti fuori tema o per ricicciare la solita nenia e ricacciarsi dentro il solito schema.

  • mincuo

    Va al Circolo Stalin a dire queste scemenze e a fare un minestrone di termini così parli anche dei derivati che lì sei anche più colto e sai perfino che è un nome che comincia per “d” e finisce per “i”.

  • Denisio

    si tratta sopratutto di un insieme di riflessi che ci ritroviamo a scontare per la mancanza di principi, ma di quali principi? beh, dalle basi, dalla socialità, ci possiamo rifare partendo dalla base , dalla consapevolezza che dobbiamo ricostruire, partendo dalla comprensione dell importanza della socialità, capito ciò capiremo il senso dello stato. ciao.

  • Georgejefferson

    ESTRATTO… I primi a mistificare sono proprio gli austriaci, a cominciare dall’uso estensivo che fanno del termine socialismo (fin da Hayek) per indicare tutto ciò che ha anche minimamente a che fare con lo Stato.Il socialismo può piacere o non piacere, ma ha una sua connotazione storica e politica abbastanza precisa. Per gli austriaci, invece, la semplice presenza di uno Stato come entità sovraindividuale con autonomia impositiva è già di per sé un segnale di socialismo. Poco importa, poi, se all’atto pratico lo Stato non redistribuisce affatto il reddito, anzi, sistematicamente ruba ai poveri per pagare i lussi dei ricchi, come ci insegna il bailout del 2008 o come ci conferma la diversa aliquota alla quale sei soggetto negli USA se hai una normale attività produttiva rispetto a chi, invece, vive di rendite finanziarie. Per gli austriaci vale la formula Stato = socialismo. In realtà, questo uso estensivo del termine “socialista” risponde a una precisa e deliberata strategia di mistificazione. Bisogna tener conto, infatti, che negli Stati Uniti (dove il libertarismo si è diffuso inizialmente) il termine “socialista” provoca incubi anche al più radical e al più liberal (quelli che da noi si definiscono genericamente “di sinistra”). Si inventa, insomma, uno spauracchio (lo Stato totalitario socialista) per giustificare di fatto il laissez-faire, ossia per giustificare che chi è più ricco non è tenuto a pagare per chi è più povero. È il solito trucco: fai paura alla gente e la gente farà quello che vuoi. Devi far credere ai gonzi che lo Stato limita la libertà dell’individuo, così i gonzi accetteranno di buon grado di rinunciare allo stato sociale e a quel poco di diritti che ancora rimangono loro.Il manganello non sarà più quello della FED o dello sceriffo locale, sarà quello dell’agenzia di mercenari, ma il manganello privato è notoriamente più efficiente di quello pubblico e, soprattutto, non costa un cent alla collettività. Inoltre, non ci sarà coercizione. Ci sarà un libero contratto, per cui il manganellato accetterà preventivamente di farsi bastonare a piacimento. Hayek contesta che la maggioranza abbia diritto a prendere decisioni anche per la minoranza, mentre ritiene assolutamente naturale che una minoranza di non meglio definiti saggi, o eletti, “ispiri la maggioranza”, di fatto decidendo per tutti. Ma certo che se uno non legge mai il testo può credere a quello che vuole e far dire a Hayek quello che vuole. Quello che impropriamente viene definito anarcocapitalismo è di fatto la giustificazione teorica del diritto del più forte a decidere anche per il più debole. Hayek non accetta che i pezzenti abbiano diritto di voto e, in tal modo, possano obbligare i più ricchi a cedere una parte della propria ricchezza a chi ha di meno. Il povero, per lui, è uno sfigato che è stato incapace di provvedere a se stesso, non merita alcuna assistenza se non quel minimo che lo renda innocuo e lo faccia desistere dal rubare al più ricco. Ma per non apparire elitarista, Hayek aggira abilmente il problema rovesciando i valori. Si inventa il concetto di “dittatura della maggioranza” creando una vittima della coercizione (la povera minoranza di più ricchi che deve sottostare alla volontà della maggioranza di poveri e scemi) per giustificare, di fatto, il diritto di quella stessa minoranza a sfruttare eternamente i meno fortunati.L’anti-statalismo degli austriaci, come non mi stancherò mai di ripetere, è solo fuffa, è solo una cortina fumogena dietro cui nascondere l’unico vero intento, eliminare lo stato sociale. Lo Stato esisterà sempre, non foss’altro per sancire il diritto (naturale e inviolabile per tutti gli austriaci) alla proprietà privata.

  • Georgejefferson

    Tutti quindi anche io…io non lo sono.Perche mi accusi di essere felice e contento?Mi conosci?

  • mincuo

    Quello che dà dell'”aggressivo” e però che “va preso a insulti sputi e calci”.
    Che deve essere il suo metodo evidentemente. Deficit di personalità poveretti.
    Il marxismo predicava l’abolizione dello Stato. Non certo lo Statalismo. Studia qiualcosa. Quindi non è marxismo quello realizzato, ma bolscevismo.
    Lo Stato non cambia come nozione. Un ignorante invece confonde le prerogative e i compiti dello Stato con la gestione dello Stato. Ma solo uno particolarmente ignorante e verso il quale la natura non è stata particolarmente prodiga.

  • stefanodandrea

    Ho deto forse che il marxismo non predicava l’abolizione dello stato? Ma allora sei inj mala fede. Però il manifesto del partito comunista prevede un programma di otto punti. Il primo punto è una banca centrrale statale e un altro punto è mezzi di trasporto statali. E c’era scritto che il proletariato non aveva nazione ma doveva “farsi classe nazionale”. Poi c’era una mezza paginetta in cui si diceva che a un certo punto (in un’altra epoca) il proletariato avrebbe estinto lo stato.
    Lo sapevi, tu che pretendi di conoscere il marxismo che nel manifesto del patito comunista c’è scritto che “il proletariato deve farsi classe nazionale”? Lo sapevi che la banca centrale statale è il primo punto del programma mentre l’abolizione della proprietà pubblica dei mezzi di produzione è soltanto il sesto?
    Hai letto il dibattitp sulla concezione marxista dello stato pubblicata su “Mondo operaio” del 1974?
    La tua presunzione è sconfinata quanto la tua arroganza. Per statalismo si intende la presenza nello stato nell’economia: l’amministrazione del credito; i vincoli alla circolazione dei capitali; le licenze di commercio; i monopoli e gli oligopoli pubblici; le partecipazioni statali; il rifiuto del dogma della concorrenza; la possibilità di ricorrere al protezionismo; la televisione nazionale solo pubblica; repressione della rendita finanziaria; scala mobile; aiuti di stato ai settori reputati strategici; e cose simili. TUTTO CIO’ NON è LO STATO è STATALISMO; STATALISMO STATALISMO (basta non essere arroganti e presuntuosi per ammettere che questo è lo statalismo; questo è il significato che ha avuto la parola sia tra i detrattori sia tra i sostenitori). iL FASCISMO FU STATALISTA; LA DEMOCRAZIA CRISTIANA FU STATALISTA; I COMUNISTI FURONO STATALISTI; E I SOCIALISTI FURONO STATALISTI.
    Mai incontrata una persone spregevole come te. Se hai studiato non hai imparato nulla. Quattro nozioni che di diverti ad insegnare a persone che ne sanno poco.
    Non sai dialogare. Finisci ogni commento scrivendo: “studia”. A che serve stjudiare se uno studiando diventa un idiota come te?

  • Jor-el

    “senza bilanci almeno in pareggio nessun modello di organizzazione statale può sussistere nel tempo”.
    Allora gli Stati Uniti d’America sono un’illusione ottica…

  • mincuo

    Vabbè tu no. Contento?

  • mincuo

    Il Cielo benedica l’esistenza di chi scrive cose tipo che [i]”ho la deregulation nel sangue”. [/i]
    Io ho fatto quattro o cinque post sulle privatizzazioni Italiane degli anni ’90 e spiegato come sia stato distrutto l’interesse Italiano e come alcuni assets strategici e le loro sinergie di sistema dovessero assolutamente restare allo Stato come gestione e proprietà.
    Fin lì andava bene. Applausi.
    Ma poi ho detto che il “liberismo” non è mai esistito, nè vecchio nè “neo” e quello di cui si parla è banditismo, e cioè la degenerazione del liberismo, e che il liberismo in sè sarebbe un’ottima cosa, non buona, e tutt’altro che “senza regole” ma che anzi richiede proprio uno STATO, e molto autorevole anche.
    E poi peggio ancora ho detto che non è mai esistito nemmeno socialismo, ma solo banditismo di Stato. O per meglio dire di una “lobby di Stato” comunemente contrabbandata alla gente essere “lo Stato”.

    E allora sono scoppiati.

    Il Cielo benedica l’esistenza di questi imbecilli, meschini, indottrinati, ignoranti e in malafede. Che sia per quello o per l’Argentina, per la MMT o per Grillo, per i derivati o per gli Ebrei, per Galileo o per Malthus, per Roosevelt o per il Cile, per Wikipedia o per la “controinformazione”, per la Rivoluzione Russa o per l’economia Nazista sentirli insultarmi per una cosa e per il suo contrario è, ed è sempre stato, come respirare per me.
    Significa la garanzia che io, comunque sia, resto sempre anni luce lontano dal quel livello di merda (pardon) in cui sguazzano questi abitualmente.

    Il Cielo nella sua imperscrutabile generosità mi ha voluto dare quella fortuna. Anche solo pensare che avrei potuto benissimo nascere e diventare una feccia simile mi fa venire i brividi, ma nel contempo mi rende felice di capire quanto sia stato prezioso finora aver vissuto, percepito, pensato, studiato, conosciuto.
    Si può anche morire domani, tranquilli.

    Il Cielo li benedica. Perchè mi ricordano continuamente questo.

  • mincuo

    Però e detto onestamente un ottuso e un analfabeta simile non l’avevo mai incontrato, Stefanoandrea. Davvero. Sei prezioso. Il cretino integrale. Fantastico.

  • mincuo

    Dai test risulti un 97. Un record assoluto.
    100 è solo teoria.

  • mincuo

    A una persona media, con intelligenza media, e cultura discreta, sarebbe possibile dimostrare che “Statalismo” è una tautologia, in quanto la parola Stato è direttamente proporzionale alla rispondenza alle sue prerogative, e in questo senso nella sua perfezione è indifferente la questione proprietaria o gestionale, mentre nella sua sempre minor rispondenza diventa ininifluente il grado.
    Allora la persona potrebbe chiedere maggiori spiegazioni, però mostrebbe che afferra qualcosa.
    assolutamente impossibile..

  • mincuo

    …nel caso di un sopra 90, circa considerato (scherzosamente) un Manouvrier in gergo.

  • stefanodandrea

    Mincuo, non so se dici a me per parlare ad altri. Io non ho mai contestato la tua costruzione sul liberismo e sul socialismo.
    Ho contestato soltanto, in una occasione, che tu neghassi che la qualifica di scommessa o di assicurazione o di contratto atipico di alcuni derivati spettasse ai giuristi. E ho cercato di argomentare perché dal punto di vista giuridico quei derivati erano scommesse (ne hanno tutte le caratteristiche mentre non hanno quelle specializzanti del contratto di assicurazione); e ho anche dimostrato che conoscevo gli argomenti ideologici con i quali per anni è stata negata l’evidenza, affermata dai nostri tribunali prima dell’inserimento di una norma del TUF e dalla giurisprudenza inglese.
    In una precedente occasione ci siamo scontrati su una “valutazione”. Io sostenevo che i tassi d’interesse reale sul debito pubblico DOVESSERO essere negativi. Tu sostenevi che dovessero essere un po’ positivi. Qui non c’è studio che tenga. Io la pensavo come te e ho mutato idea.
    In occasione e in ragione di questi diverbi tu continui a dirti che sei bravo, che hai studiato; adesso ringrazi anche il Cielo per la tua esperienza e la tua bravura.
    Con quante persone ti sei scontrato qui su CDC? Io con nessuna, salvo con te. Quindi il problema sei tu: il tuo carattere, per il quale non hai certamente da ringraziare il cielo.
    In questo caso le cose sono semplici. Io credo che dobbiamo ricostruire lo stato – e qui siamo d’accordo – ma credo che dobbiamo anche reintrodurre quello che è sempre stato chiamato statalismo (o dirigismo) in economia. In realtà, da ciò che dici tu sei parzialmente d’accordo. Che male c’è ad essere parzialmente in disaccordo, nel senso di muovere da valutazioni diverse? E comunque, che senso ha dire: non abbiamo bisogno dello statalismo come dici tu; abbiamo bisogno dello stato (ma io non lo avevo escluso; avevo parlato dello statalismo come intervento dello stato in economia, non solo come regolatore che traccia la cornice del mercato): STUDIA! Ma come studia? Siamo in presenza di diverse valutazioni, non è mica una questione tecnica o di dati storici! Tu arrivi a dire “studia” pure quando sono in ballo valutazioni politico-morali. Qui l’arroganza esplode addirittura e diventa insensatezza del discorso.
    Visto che ogni tanto ci incontriamo qua su CDC basterebbe che ti esprimessi diversamente. Per esempio “non so se tu chiami statalismo ciò che io chiamo stato e quindi non so se siamo d’accordo” e così continua il dialogo. Oppure ” sono favorevole soltanto a una parte degli interventi in economia tra quelli che tu hai accennato, quindi non direi di essere statalista” e allora il dialogo prosegue.
    Perché non invochi il Cielo di farti la grazia di divenire civile e umile?

  • mincuo

    Guarda hai detto abbastanza bene. Io qui su CdC mi sono “scontrato” in effetti, anche perchè mi serviva (tra parentesi) per fare valutazioni. Ma solo qui è possibile questo Stefannoandrea. Se parlo di derivati con gente competente di che vuoi che mi scontri? Sono uno dei migliori specialisti Italiani, ti pare che debba parlare dell’esempietto dell’ “impresa la pentola di rame” o “cos’è un prezzo” o come si definisce un rischio. Abbi pazienza. Ci sono cose dove c’è un minimo. E così per statalismo: sono due curve funzione, intanto, e già quello….
    Secondo: non è solo ideologia o anche politica. E’ questione di alternative possibili. Ad esempio, qui fu dettato per buon parte da sottocapitalizzazione, cioè fu obbligato. Ti pare che ne potrei parlare?
    Io penso di no perchè parlerei con una persona per cui la stessa parola “capitale” = “Demonio”, gli fa venire la febbre. Per carità non ho niente in contrario, ma perchè dovrei parlarci? Di che?

  • mincuo

    Faqccio un esempio.
    Pubblico è una cosa. Non è uguale a Statale.
    Uno Stato anche è una cosa. Ha a che vedere con, in estrema sintesi:
    1) la fissazione delle regole, delle leggi, e la capaicità di indirizzo, in nome della collettività.
    2) Il controllo. Che quelle leggi siano applicate a dovere.
    Fine.
    Lo Statalismo ha a che vedere invece con la proprietà e la gestione. E’ una cosa differente la gestione. Uno Stato fissa delle regole valide e poi controlla tanto una gestione privata quanto una gestione statale in base alle stesse regole scritte dallo Stato. Non cambia.
    Ora se fai una discussione a un livello decente non devi stare lì a perdere tempo su queste cose, qui dette ora malamente e in fretta, perchè non c’è persona al mondo di un livello decente che non le capisca.
    Quindi dai per scontato e allora parli di curve funzione, di condizioni di partenza (capitalizzazione ecc..). Di scelte e di convenienza, di tipologie, di sinergie, di utilità, di centrale-locale, di nozione di asset strategico, di tempi, di ritorno, di alternative ecc…
    Qui invece ti imbarcheresti solo su ideologia: “statale=buono” “privato= cattivo” e lo sfruttamento e la finanza “speculativa” e gli avvoltoi, ecc..
    E poi inevitabilmente la persona, per cui: buono cattivo fascista nazista comunista liberista neoliberista ecc…
    A me interessa, appena vedo, il tipo di reazione dal punto di vista logico-associativo-culturale ecc.. e magari uso diversi approcci, polemici, anche irritanti, ecc…e tarati su un certo piano, soprattutto per alcune valutazioni logico-sillogiche-analogiche, ma in realtà appena visto mi va benissimo tutto.
    Non c’è nessuna discussione reale. Per me almeno .

    E’ il ivello

  • mincuo

    Ti faccio un altro esempio:
    Pochi mesi fa fui invitato a una di quelle seccature che organizzano o banche o Associazioni, chiamate Convegni. Io non vado mai fui pregato da un amico anche perchè voleva che poi dicessi qualcosa se potevo. Bene, lì parlava uno che tu definiresti “neo-liberista”. Tra le varie illustrò poì economia Sovietica tra il 70 e il 90 pressapoco mostrando come fu una stagnazione di 20 anni, cosa vera.
    La conclusione era appunto sulla economia pianificata e centralizzata e il suo malfunzionamento, un tema arcidibattuto e apparentemente arciconosciuto.
    A quel punto questo mio amico mi disse beh commenta magari tu e io mi rifiutai.
    Perchè?
    Perchè l’economia Sovietica NON FU un’economia centralizzata. BUMMMM!!!
    Quindi buono o cattivo che fosse il risultato non fu dovuto al fatto che fosse centralizzata, perchè non lo era.
    Avessi parlato a un uditorio selezionato sarebbe stata anche una bella discussione. Lì no. Sarebbe diventato che volevo “difendere l’economia centralizzata Sovietica” o che ero un bolscevico, ma la verità è che le persone non capiscono nemmeno quello che dici, una volta che gli hanno inculcato che era “centralizzata” basta.
    Quello resta fermo e non capiscono nemmeno che contesti alla radice proprio l’affermazione, nè gli interessa il perchè. Non cambia più. Tu puoi essere “pro centralizzata” per lui o “contro”, che è un’altra faccenda. Ma non capisce neanche l’argomento. E’ tempo perso.
    Come qui quando dici “speculazione”. E’ inutile, nemmeno uno ci prova. E’ quella per lui, è quella che gli ripetono. Allora sei speculatore o anti-speculatore e basta. Se parli a un altro uditorio è scontato che non è quella cosa lì da fumetti la speculazione, e che quella è una cosa ridicola.
    E così per cento altre cose. E’ il livello. Non si tratta di discutere o meno.

  • castigo

    veramente è un po’ più complicato, ma contento te……

  • stefanodandrea

    Mincuo, intanto osservo che il tono che hai usato nell’argomentare è diverso da altri casi. Quindi sai parlare pacatamente.
    Se capirerà qualche altra volta di dialogare, usa questo tono. Anche io, ovviamente, se tratto di materie giuridhìiche devo semplificare, perché non parlo a giuristi.
    Io non credo, per esempio, che un modello dirigista serva soltanto quando c’è sottocapitalizzazione. E potrei argomentarlo. E’ una discussione che potremmo anche fare un giorno. Però se tu non sei disposto a dialogare con opinioni diverse dalle tue; se devi commentare gli altrui commenti scrivendo “studia” è meglio che non commenti. Altrimenti dialoga.

  • mincuo

    Potrei anche ma è faticosissimo. Forse è il blog, forse il mio Italiano è incerto, ma ad esempio: “che un modello dirigista serva soltanto quando c’è sottocapitalizzazione” io non l’ho mai detto.
    Ho detto che uno dei fattori (nemmeno l’unico) Italiani fu quello.
    Quindi dover star lì a rettificare ecc.. continuamente non è il caso.
    Poi ho distinto statalismo da Stato. Dirigismo o autorità poi ancora distinguerei. Sono sempre questioni inerenti allo Stato. Ma star lì eternamente a ritornare alla casella di partenza a distinguere tra indirizzo e gestione non è nemmeno quello il caso.
    Con tutto il rispetto lo dico. Se non è un punto quello, è inutile andare avanti in qualunque discussione. Per me come pure per te. Non solo per me quindi. E nemmeno per la gente, perchè ognuno va avanti uno parlando Cinese e l’altro Arabo, che senso ha. Per me nessuno poi, io non faccio nè il propagandista, nè il politico nè il pedagogo. Non devo convincere nessuno.

  • bstrnt

    Un articolo infarcito di assiomi fasulli e avulsi dalla realtài, uno su tutti:
    “1. «Implosione delle istituzioni»

    L’ostinarsi nel non voler vedere, considerare e rimediare una lunga serie di problemi porta inevitabilmente alla loro putrefazione. Esattamente quello che é successo per l’Unione Sovietica: nel disperato tentativo di mantenere in vita un sistema marcio i russi arrivarono al crollo, all’implosione. Repentina ed inaspettata solo per gli sprovvidi accecati dai paraocchi delle ideologie.”

    La Russia precipitata al terzo step del collasso (vedi Elizabeth Kubler-Ross) si è salvata grazie ai pilastri che hanno retto l’URSS: lavoro, istruzione e sanità; è lì che Putin ha potuto invertire la rotta, prima che questi pilastri fossero definitivamente distrutti grazie alla profusione di “aiuti” occidentali.
    Ora la Russia si permette lei di offrire la corda con la quale l’occidente si sta impiccando.

    “Quando un corpo di regole non rappresenta più la realtà e presenta evidenti contraddizioni dovrebbe essere abbandonato, ed in tutta fretta. Le teorie economiche e politiche non dovrebbero essere vissute come dogmi di fede. Non sono verità eterne.”

    Appunto, perché allora non si abbandonano con sufficiente velocità le psicopatiche teorie di Milton Friedmann & C.?

    E a proposito di sistemi marci come la mettiamo con i sistemi del “civile” Occidente?

  • stefanodandrea

    Come preferisci Mincuo. Ma una delle regole per poter tentare dialoghi è accogliere il linguaggio altrui, quando si è compreso in che significato è stata utilizzata una parola. In quel caso si può contestare la presa di posizione o l’asserzione maa non la scelta linguistica, almebo sul web. Perché i discorsi sulle scelte lessicali, che sono importanti, conducono sempre lontano e su altri piani.

  • mincuo

    Non è che preferisco o no. Non è scelta linguistica. Come ho detto ad esempio una distinzione netta tra Stato e gestione Statale è fondamentale. Il fatto è che quando ho discusso in vari ambiti non è che sono dovuto star lì a questionare su una cosa elementare come quella. Ho sviluppato poi dove, come, quando, perchè sia preferibile una cosa o l’altra a seconda di condizioni di partenza, tipologia, contenuto strategico, continuità, valenza temporale ecc… E poi ho discusso di cose più complesse come il valore della intercambiabilità ad esempio. Oppure del grado di degenerazione dello Stato come funzione di preferenza per una gestione Statale o per una privata connesso agli effetti sull’una o l’altra che variano anche in rapporto a tipologie, e cioè non sono univoche.
    Allora tutto questo o altro lo posso anche discutere, ma è chiaro che non lo posso fare con chi parte che Stato o gestione Statale sono la stessa cosa e che Statale è “buono” per definizione e privato è “cattivo” o “criminale”.
    Peraltro uno per me uno è libero di considerare Stato e gestione Statale la medesima cosa e anche libero di dire che “deve essere così” “che Statale è meglio, è giusto, è doveroso, è obbligatorio e tutto quel che gli pare e che “si deve fare così”.
    Ma appunto mica si deve discutere in quei casi. Di che?