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LA SFIDA TRA GOOFY E IL PISTOLERO TEXANO FINISCE 7 – 0

DI ROSANNA SPADINI

comedonchisciotte.org

Ditelo che siete piddini, forza, abbiate il coraggio di ammetterlo! Lo so è una disgrazia, è come svegliarsi una mattina e vedersi la pelle ricoperta di fetide pustolette o vesciche putrescenti, rosicchiate da invisibili acari microscopici annidatisi sottocute. Anche se un rimedio ci potrebbe essere, dovreste fare un viaggetto al mare alle prossime elezioni, tutti in massa. Ma del resto vi capisco, si sta così bene a crogiolarsi nel proprio brodo di bicamerali riscaldate (D’Alema), di salsicciotti riciclati dalle feste dell’Unità di bersaniana memoria, o di profumi d’incenso e fumi di candele dell’ultima cerimonia ecclesiale (Serracchiani).

Dico a voi del Fatto Quotidiano. E anche se negli ultimi tempi avete sgombrato molti lettori (ed io ero tra quelli), pazienza, resta sempre un bell’ingresso in Borsa e migliaia di azionisti che finanziano. Mi riferisco in modo particolare ad un’interessante intervista a due voci pubblicata sulle vostre pagine, che mi era sfuggita, ma che ora vorrei riprendere per commentarla.

L’intervista titolava così: Riforme, sovranità all’Ue. Scacciavillani: “Draghi ha ragione”. Bagnai: “E’ un suicidio.” Quale scenario prefigurano i tre passaggi del discorso del governatore della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, che più riguardano l’Italia? Lo abbiamo domandato a due economisti, uno favorevole e l’altro critico nei confronti dell’euro: Fabio Scacciavillani, docente e Chief Economist del Fondo d’investimenti dell’Oman, e Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’università “Gabriele d’Annunzio” di Pescara.

Dunque il Fatto Quotidiano, giornale che si predica “libero e indipendente”, dotato di giornalisti “duri e puri” e rispettosi non solo del “diritto di cronaca”, ma anche del “dovere della verità” (Carta dei Doveri, 8 luglio 1993), considera equivalenti le considerazioni macroeconomiche di Fabio Scacciavillani, docente e Chief Economist del Fondo d’investimenti dell’Oman, e Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’università “Gabriele d’Annunzio” di Pescara (repetita iuvant).

Anzi meglio ancora, il Fatto ha anche destinato due blog ad entrambi i “giornalisti”, così la pluralità dell’informazione è garantita, così l’indottrinamento dell’opinione pubblica rispetta esattamente i requisiti base della salvaguardia del regime. Gatekeeper del sistema di potere esistente, il Fatto contribuisce a confondere ulteriormente le idee, con la scusa della par condicio dell’informazione, infatti i lettori, per la maggior parte insipienti su tematiche macroeconomiche, si ritrovano di fronte ad un dubbio amletico irrisolvibile: chi ha ragione? Chi ha torto? E non dovrebbe essere l’informazione “corretta” a sgombrare i dubbi?

Dice il prof. Scacciavillani di sé, sul suo profilo Facebook: “Ho lavorato al Fondo Monetario Internazionale 
a Washington, alla Banca Centrale Europea a Francoforte (nel periodo pioneristico in cui è partita l’unione monetaria), a Goldman Sachs a Londra e da qualche anno mi sono trasferito nella Penisola Arabica, approdando prima in Qatar e adesso a negli Emirati Arabi Uniti dove sono il Direttore della Ricerca Macroeconomica e Statistica al Centro Finanziario Internazionale di Dubai. Quindi più che un cervello in fuga (che sarebbe forse un’esagerazione) direi che (talvolta) mi sento una coscienza in esilio.”

Ora, questa sventurata “coscienza in esilio”, formatasi e cresciuta in cotanti ambiti professionali, è chiaramente espressione di quella fede neoliberista che domina da Chicago a Washington (sede dell’FMI e della Banca Mondiale), da diversi decenni, da cui l’espressione “Washington consensus”, per indicare quell’insieme di ricette economico dogmatiche che vengono imposte da tempo ai Paesi in crisi, con risultati disastrosi per la loro economia: contrazione della spesa e dei servizi pubblici, deregulation, pareggio di bilancio, privatizzazioni e liberalizzazioni, e conseguente svendita di beni e imprese statali.

Il prof. Scacciavillani nell’intervista usa la tecnica fallace del pistolero texano, o “fallacy of the shooter Texan”, che consiste appunto nello scegliere arbitrariamente un casuale bagaglio di cause motivazionali per sostenere una tesi, una congettura. Il nome viene dalla storia del pistolero texano che sparava colpi a caso su di un capanno, per poi disegnare attorno ai fori di proiettile un bersaglio, così come Scaccia disegna intorno alle sue deduzioni, tesi argomentative complesse, ma prive di legittimazione documentata (tanto il lettore che ne sa, che ne capisce?).

Egli infatti riassumendo dice: La Bce è un’istituzione “governata” da 24 membri provenienti da 18 paesi (falso), la Bce non ha il potere di commissariare l’Italia, o altro stato membro dell’area euro (vero, ma ha il potere di controllare la casta politica alle sue dirette dipendenze), così come la Fed non il potere di commissariare il Presidente Obama, questa crisi è l’occasione storica per scardinare le resistenze della Vandea retrograda nazionalista agli Stati Uniti d’Europa (cioè per assumere direttamente il timone del comando); quando Berlusconi fu cacciato a furor di popolo il paese era a pochi giorni dalla bancarotta (falso), Renzi ha una maggioranza solida (cioè tutta la casta corrotta e succube), anche se finora ha speso capitale politico e negoziale per far girare il motore in folle, inoltre non si trova nel mezzo di una tempesta finanziaria, grazie al bluff della Bce che si è solennemente impegnata a fare qualsiasi cosa per preservare l’euro (vero).

Da due anni nessuno è andato a scoprire le carte perché fa comodo a tutti preservare l’arcano, ma la situazione sta diventando fragilissima per cui la quiete potrebbe tramutarsi in tempesta nel giro di pochi giorni (vero). Per cui un replay del novembre 2011 non si può certo escludere (sarà peggio). La crisi dura ormai da sette anni e a parte una riforma delle pensioni la cui urgenza era nota da decenni in Italia non si è preso nessun provvedimento significativo (urgono massacri sociali). La Francia, dove dopo il crollo alle europee persino i socialisti hanno preso atto che le ricette spendi e spandi sono un boomerang (solito mantra castacorruzionespesapubblicaimproduttiva). Io spero che il referendum sulla permanenza dei sudditi di sua Maestà Britannica nell’Ue venga convocato al più presto in modo da eliminare un membro da sempre dannoso per il processo di integrazione (e l’Europa non è dannosa?). Finalmente a una classe politica corrotta e incapace, parolaia e collusa con la criminalità organizzata, verrà sottratto il potere di decidere l’utilizzo delle risorse pubbliche per mantenersi al potere, al di fuori di qualsiasi controllo e violando sistematicamente lettera e spirito della Costituzione. (Perfetto, ci siamo, diciamolo, gridiamolo a squarciagola: dobbiamo diventare definitivamente schiavi della BCE !!!)

Abilissimo il nostro Scaccia, le solite bufale neoliberiste che abbiamo sentite sbandierate ai 4 venti da diversi anni: corruzione della classe politica, debito pubblico, necessità di austerity, tagli alla spesa pubblica, destabilizzazione finanziaria, necessità delle riforme, spread …

Dice invece il prof. Bagnai: La situazione in cui si trova Renzi è ancora più tragica, perché il premier non fa nemmeno finta di opporsi all’Unione Europea (vero). Se continua così, finirà maciullato (vero). C’è una parte dell’opinione pubblica che, con molta malizia, è portata a pensare che aver messo al governo un inetto che va in giro dicendo che la crescita non è importante sarebbe una strategia per favorire la cessione di sovranità (vero). Renzi, purtroppo, è un personaggio inaffidabile e rafforza nell’opinione pubblica l’opinione secondo cui al suo posto sarebbe meglio un governo fatto di tecnici (vero). Non c’è nulla che una politica monetaria di livello europeo possa fare. Una politica monetaria nazionale potrebbe fare molto: per poterne avere una è necessario uscire dall’euro (vero). Accadrà che la Bce deciderà quanto pagheremo le cure in ospedale, quale sarà la percentuale delle nostre tasse che andranno a finanziare i bisogni di un altro Paese, a quanti chilometri da casa mia sorgerà la scuola in cui andrà mio figlio” (vero, però, a Goofy il Fatto ha destinato meno spazio, una casualità?).

Due tesi antitetiche a confronto dunque, la prima espressione della politica neoliberista più becera e meschina, che ha provocato tante “vittime della schiavitù del debito” in giro per il globo, strozzando l’economia dei paesi e costringendoli alla perdita della loro sovranità economica, la seconda invece a difesa della sovranità monetaria ed economica dell’Italia, condizione imprescindibile per una possibile rinascita.

Ora cerchiamo di capire se è legittimo che Mario Draghi chieda all’Italia di cedere la propria sovranità. Partiamo con il rammentare che secondo l’art. 1 della nostra Costituzione “la sovranità appartiene al popolo che la esercita nelle forme e nei limiti previsti dalla Costituzione.” Suddetti limiti sono meglio specificati nell’art. 11, con il quale vengono consentite espressamente “limitazioni della sovranità”, limitazioni che tuttavia debbono anche rispettare precise condizioni. Le “cessioni” di sovranità invece “non sono minimamente contemplate”, ma anzi costituiscono pacificamente “reato penale”, ex art. 241 c.p., in quanto “menomazioni definitive della personalità dello Stato” e dunque atti, per definizione, ostili allo Stato stesso in quanto ne determinerebbero la sua cancellazione.

È giusto chiarire anche il concetto di “limitazione di sovranità”. La limitazione è qualcosa che consente alla Nazione di conservare la propria potestà sovrana. Dunque non si tratta di una “cessione del proprio potere” a titolo definitivo ma di una “momentanea compressione dello stesso”, necessariamente “reversibile”. Peraltro tale limitazione dovrebbe avvenire in favore di un “ordinamento politico sovranazionale” e non certo verso organismi privati come i mercati o le banche. A ciò si aggiunga che i Trattati UE sono “necessariamente subordinati” alle norme costituzionali della Nazione, come già ampiamente riconosciuto dalla stessa Corte Costituzionale. (Marco Mori, Chi detiene la sovranità in Europa?)

In ambito monetario abbiamo invece subito, senza alcun consenso da parte dei cittadini europei, una “cessione integrale di sovranità” in favore di un organismo che sfugge a qualsivoglia controllo democratico, la BCE. In particolare i trattati UE prevedono che sia la BCE a decidere la politica monetaria ed ad emettere moneta (esclusivamente in favore delle banche commerciali), senza neppur poter prendere consiglio dalle nazioni e addirittura dagli altri organi dell’Unione Europea (a differenza di quello che dice Scaccia). La BCE per di più non è “prestatrice di ultima istanza” (lender of last resort), quindi non può concedere nessun tipo di agevolazione creditizia agli Stati (che strano, vero?).

L’Italia ha pertanto “ceduto” e non solo “limitato” la propria sovranità monetaria, dovendo poi ricorrere ai mercati per soddisfare ogni sua esigenza monetaria, con conseguente impossibilità di fare politiche espansive e di favorire l’occupazione. Senza moneta non è possibile fare politica economica. Ma la Repubblica italiana non era fondata sul lavoro? E la sovranità non apparteneva al popolo?

Dunque la sovranità non è stata “delegata” ad organi sovranazionali democratici ma è stata “sostituita” da altro tipo di sovranità, quella dettata dal monopolio del potere economico, quella dei mercati, quella della BCE. Una banca privata che si occupa di problemi pubblici, scuola, sanità, servizi, lavoro, diritti, non vi sembra un’anomalia.

Una banca privata che gestisce un sistema di potere autoritario ed autoreferenziale, imponendo l’isteria dell’austerity e il pagamento di tasse e balzelli ingiustificati, come nel Medioevo, sconfessando quella norma che ha permesso l’affermazione della sovranità politica della borghesia, e che è stata decretata dallo scoppio della Rivoluzione francese: “No taxation without representation”. Un potere finanziario che pretende di governare una società conformatasi ad un’unica “classe sociale proletaria”, dopo aver spazzato via il ceto medio borghese e intaccato anche quella che è stata la sua prerogativa distintiva per secoli, la proprietà privata.

Si sta realizzando sotto i nostri occhi, senza troppe resistenza sociali, la costruzione di una società verticistica, dove il 99% della popolazione viene governata dal “Gran Maestro dell’Ordine dei Templari”, che assegna, toglie, concede QE, secondo la sua disponibilità misericordiosa, incapace per sua natura di comprendere i bisogni sociali e interessato soltanto alla sopravvivenza del proprio potere finanziario.

Dunque in questo strano autunno, in cui i venti di una guerra mondiale si stanno addensando all’orizzonte, insieme alle brume grigie e umide di settembre, è molto triste assistere alla morte della propria Nazione, alla perdita della sua sovranità, quella che è stata sancita a chiare lettere nella nostra Costituzione, scritta col sangue degli italiani, quella che ora vale quanto un libro vecchio e consunto, dimenticato in un cassetto, di una catapecchia abbandonata.

E tutto ciò è potuto accadere anche e soprattutto grazie ad un’informazione complice e colpevole, che non fa alcuna distinzione di tipo non solo “scientifico”, ma neppure “etico”, tra chi propone analisi economiche documentate, sensate, veritiere, puntuali, libere (Goofy) e invece chi le propone indottrinate, dogmatiche, astratte, alogiche, ascientifiche (il Pistolero).

Che la forza sia con noi.

Rosanna Spadini

Fonte: www.comedonchisciotte.org

5.09.2014

Pubblicato da Davide

  • spadaccinonero

    non guardo la tv e non leggo giornali salvo rarissime occasioni 

    il fq è tra il piddino e il grillino con annesso retrogusto sinistrato radical chic, insomma fa concorrenza alla carta straccia di de benedetti e mieli
  • AlbertoConti

    Svegliarsi piddino è come scoprire il proprio analfabetismo economico (in piena
    crisi un vero incubo che diventa realtà).
    "Una scomoda verità", questa
    sì!

  • ROE

    Purtroppo l’isteresi è un fenomeno anche umano.

  • Penta

    La miglior recensione del Fatto Quotidiano.
    Complimenti!

  • Servus

    Rosanna Spadini sta migliorando di articolo in articolo. 

    Se continua così la voterei for President.
    Vai avanti che sei fra i pochi giornalisti che ammiro.
  • Truman

    Credo ci sia un refuso:

    scoppio della Rivoluzione francese: “No taxation without representation”.

    Dovrebbe essere la rivoluzione americana e non quella francese.

  • Rosanna

    Tenendo presente che gran parte delle Rivoluzioni della storia nascono dall’imposizione di tasse, in quella americana (hai ragione, non sono stata chiara) la ribellione alla madre patria era nata dall’imposizione di tasse, ma era anche potente l’istanza di autonomia identitaria della nascita di un nuovo Stato e una nuova Nazione:

    “Nel 1765 il governo inglese volle estendere alle colonie una tassa del bollo, già in vigore nella madrepatria, per la quale ogni uso della carta, nei giornali, nei documenti commerciali, negli atti legali, eccetera, era sottoposto a un tributo, che veniva pagato mediante l’apposizione di un bollo (questo documento passò alla storia sotto il nome di "Stamp Act"). Però gli inglesi usarono il fatto che fosse in vigore in madrepatria per farla pagare. Poiché il consenso dei contribuenti nella determinazione delle imposte era uno dei cardini tradizionali della libertà inglese fin dai tempi della Magna Carta i coloni si rifiutarono di ottemperare alla legge e posero l’alternativa o di poter inviare i propri rappresentanti in Parlamento, o di essere esonerati da ogni tassa non approvata dai loro rappresentanti, secondo il famoso principio No taxation without representation che era diventato uno slogan del partito whig.” (wikipedia)

    Io ho trasferito il concetto alla Rivoluzione francese, perché mentre quella americana comporta anche l’esigenza di affrancarsi dal governo “politico fiscale della madrepatria”, quella francese vede l’affermazione e la conseguente vittoria di una borghesia Terzo Stato, che era esclusa dall’esercizio del potere e che doveva subire le imposizioni fiscali da parte degli altri due Stati (Clero e Aristocrazia).

    Dunque la condizione della borghesia francese, mi sembra più vicina alla nostra condizione, perché vengono imposte tasse e balzelli alla borghesia morente (ceto medio), da parte delle altre classi sociali: casta politica e finanziaria.  Mentre lì la Borghesia nasceva potente da una Rivoluzione, ora qui la Borghesia sta morendo tra l’indiffernza di tutti. Il conflitto si sta dichiarando all’interno del contesto sociale di un unico continente, mentre in quella americana era presente anche l’istanza di autonomia identitaria della nascita di un nuovo Stato e una nuova Nazione.

    Grazie comunque per l’appunto, molto giusto.

  • Georgios

    La critica al FQ e’ assolutamente giusta. Io aggiungerei che la critica verso certi organi di stampa o giornalisti dovrebbe essere assolutamente spietata. Devono cominciare a capire che le cose possono benissimo cambiare quando meno se lo aspettano e allora…

    In base all’esperienza accumulata in Grecia posso affermare con certezza che quelli che "osservano le regole democratiche" o le cosiddette "regole del gioco" sono i più pericolosi strumenti del sistema.

    Perché non si può essere equidistanti tra la vittima e il carnefice. Agendo cosi si favorisce il carnefice legalizzando moralmente la sua azione repressiva, presentandola come "una delle opzioni". Non esistono "opzioni" quando si parla della vita stessa delle persone.

    Subito dopo la fine della guerra in Grecia si erano costituiti dei tribunali per giudicare i collaboratoti degli occupanti del paese. L’accusa era di indegnità nazionale. Tra le 12 ipotesi di reato, la 5a afferma: "Chi e’ diventato strumento cosciente del nemico con lo scopo di trasmettere la sua propaganda".

    https://el.wikipedia.org/wiki/%CE%95%CE%B8%CE%BD%CE%B9%CE%BA%CE%AE_%CE%B1%CE%BD%CE%B1%CE%BE%CE%B9%CF%8C%CF%84%CE%B7%CF%82

    Non sarà il caso di cominciare a parlare apertamente di indegnità nazionale anche in Italia?

  • Rosanna

    Ripeto perché mi sembra molto importante:

    “Perché non si può essere equidistanti tra la vittima e il carnefice. Agendo cosi si favorisce il carnefice legalizzando moralmente la sua azione repressiva, presentandola come "una delle opzioni". Non esistono "opzioni" quando si parla della vita stessa delle persone.”

    Allora bisogna cominciare a denunciare apertamente i complici, i collaborazionisti, i servi, gli ipocriti, soprattutto quando sono responsabili di un compito così nobile quale è quello dell’ “informazione libera”, perché quella fasulla  depista la pubblica opinione, confonde le idee, conferma il potere degli aguzzini, e dunque sopravvive sulle disgrazie altrui.

    Purtroppo anche Travaglio e Scanzi, che sembrano così audaci e coraggiosi, sono invece anche loro gatekeepers del potere costituito, non cambiano una virgola del processo economico devastante in atto. Per di più non capiscono una mazza di economia. Ma dico io, non sarebbe loro dovere documentarsi?

  • Truman

    Grazie della precisazione.

    Comunque in sostanza l’Italia ha oggi un livello di tassazione tra i più elevati del mondo, in contemporanea con il terzo governo consecutivo imposto dai banchieri invece che eletto in qualche modo dal popolo.

    Quando non c’è rappresentanza le tasse salgono, indipendentemente che si tratti di USA, Francia o Italia.

  • Albertof

    dai partiti "standard" non mi aspetto più nulla e così pure dal giornalismo "asservito", ma lasciami dire, se vuoi anche in maniera provocatoria, che anche il M5S, da un punto di vista macroeconomico brancola nel buio e non ha una chiara visione delle vere problematiche (mi riferisco in particolar modo alla questione legata alla sovranità monetaria, all’uscita immediata dall’Euro). 

  • Rosanna

    Io credo che l’atteggiamento di Grillo e Casaleggio sia stato ambiguo fin qui per motivi strategici, se avessero parlato di uscita dall’euro e dall’Europa 3 anni fa, nessuno gli avrebbe creduto, e anche oggi, nonostante tutto, ancora molti non vogliono attribuire loro (euro/UE) la colpa di questa crisi economica,

    io lavoro in un Liceo Classico, dove gli insegnanti dovrebbero essere persone colte, perspicaci, intellettualmente flessibili e aperte, bene se ti dico che su 80 insegnanti, saremo in 5 ad aver capito qualcosa di questa crisi, tu ci crederesti?

    Se posso dire ne sapete più voi di tutti loro messi insieme. Ultimamente però Grillo i sembra più orientato sull’uscita, lo ha detto apertamente poco tempo fa, in maniera chiara, e anche sul suo blog buona parte della base lo dice continuamente, ma anche molti dei parlamentari sembrano orientati in questo senso.

    Io dunque non credo che non abbiano avuto le idee chiare, credo che abbiano aspettato tempi più maturi, dando spazio agli eventi, e sono anche convinta che nessuna forza politica ci farà uscire dal guado, ma l’euro collessarà di qui a breve, per l’anomalia assurda del suo stesso esistere.

    Come dice anche il bellissimo articolo precedente sull’Economist: le élites al potere sanno perfettamente che l’euro sta collassando, ma si stanno già attrezzando per agganciarlo al dollaro, per prolungarne l’agonia.

  • Cataldo

    Il fatto quotidiano nasce con il peccato originale, che è incarnato nella figura di Furio Colombo, antico esponente della componente atlantista travestita da sinistra, non mi aspettavo niente di importante, anche se come giornale ha affrontato qualche argomento delicato, sul ruolo del Presidente della Repubblica, ad esempio, va sempre inquadrato in quell’ambito.
    Chi nasce rotondo non muore quadrato 🙂

  • yago

     lavoro in un Liceo Classico, dove gli insegnanti dovrebbero essere persone colte, perspicaci, intellettualmente flessibili e aperte, bene se ti dico che su 80 insegnanti, saremo in 5 ad aver capito qualcosa di questa crisi, tu ci crederesti?

    Ci credo benissimo. Quando parlo con qualcuno di questa crisi ho imparato ad essere prudente, se si insiste con la verità si rischia di esser presi per pazzi.

    Non a caso spesso cerco di stimolare discorsi intrisi di semplicità perché altrimenti hanno un effetto contrario.

  • BarnardP

    Ma chi è sta poverina che scrive cose dette da altri qualche millennio fa e che il suo puzzolente giornale smentiva come deliri? Ma non si vergogna sta tizia? Adesso cani gatti scarrafoni e marionette si accorgono sul FQ che l’euro è un tantino sbagliato. Non sanno un cazzo di macro né di analisi storica. Da noi si dice "arrivano dopo la puzza". E questi sarebbero giornalisti. Ok

  • Rosanna

    Carissimo Barnard, sei proprio tu? Non credo alle mie fosche pupille, veramente ti sei degnato di commentare una "poverina" del web, che si permette di esprimere qualche miserevole  giudizio su quello che le gira intorno?

    Veramente ti sei abbassato a ricoprire il ruolo di follower?  Veramente hai avuto l’umiltà di commentare un altro, anzi un’altra, peggio ancora, una donna che si premette di pensare?

    Ma non ce la farai ad offendermi, puoi dire quello che vuoi, ma io sono abituata da secoli ad essere  ingiuriata, disprezzata, schernita, detestata, oltraggiata, violata … ho le spalle veramente robuste.

    Però non credo che tu sia veramente LUI, che è troppo nobile per offendere una donna, o comunque troppo democratico, per offendere una che tutto sommato la pensa proprio come LUI.

    Quindi credo che sia uno scherzo.   A presto, mattacchione …

  • Teopratico

    Un articolo importante, vederlo come editoriale di una seria testata nazionale significherebbe legittimare altre "opzioni", magari quelle giuste, da poter esprimere ovunque. Oltre a sorprendermi l’autrice va a finire che mi fa riflettere anche sul M5S visti i suoi commenti. 

  • Rosanna

    Ciao Teopratico, hai meditato circa il M5S? Che cosa ti sembra giusto di quello che ho detto?

    Hai visto nel commento di sopra che ho meritato anche qualche insulto da Barnard?

    E’ un segnale di prestigio conquistato sul campo.

  • Teopratico

    Ciao Rosanna, mi colpisce la fiducia che tracima dai tuoi commenti sul movimento5s e soprattutto su Grillo e Casalegggio. Spesso si incontrano grillini che sembra abbiano abbracciato una fede, ma tu non sei fra quelli per le argomentazioni e le informazioni che sei in grado di scrivere, sei una testa pensante eccezionale e, se posso, saperti una insegnante cambia anche il mio (pre)giudizio su di te come intellettuale. Ho espresso le mie riserve sul m5s nel tuo articolo sulla pornografia, avremo modo di discuterne spero, per il momento rifletto (ho almeno mille giorni per farlo, no?) e posso solo dire: beati i tuoi alunni, anzi beati tutti noi poichè l’opera di una brava insegnante è una montagna rispetto ai granelli di sabbia scritti da tanti quaquaraquà, questo è certo. Saluti e stima.

  • Rosanna

    Grazie Teopratico, le tue parole mi confermano le mie convinzioni riguardo la speranza di poter rinascere come Italia e come popolo italiano, finché ci sono persone come te e come voi tutti che leggete questo blog, e che usate la testa in maniera autonoma. Infatti le rivoluzioni della storia italiana sono partite sempre da una "minoranza pensante": Resistenza, Rivoluzioni liberali dell’800, Rivoluzione giovanile del ’68.

    Hai ragione riguardo al M5S, anch’io mi sono posta delle domande, ma ho cercato di capire con la mia testa, senza pregiudizi né falsi miti. Proprio ieri sera guardavo un video di Giulietto Chiesa su Pandora.tv, che commentava le esercitazioni della Nato ai confini della Russia, poi alla fine si è messo a criticare Grillo e il Movimento, ma dico, anche lui?

    Allora sono arrivata alla conclusione, che veramente il Movimento rappresenta una vera rottura con il passato, è veramente un’opportunità che non ci dobbiamo far sfuggire di mano, anche perché il momento è veramente molto critico, e anche se abbiamo dubbi o riserve, serviranno per marciare insieme più consapevoli (anche naturalmente solo al fianco, senza condividere tutto e in maniera anche critica, ma costruttiva, dividersi non è mai servito a nessuno).

    Hai ragione tu, avremo modo di pensarci e di risentirci, ma non abbiamo mille giorni, saranno meno, molti meno …

  • Teopratico

    Scusate il problema tecnico, non volevo aprire un nuovo commento prima, qualcuno sa dirmi come si può cancellare, modificare, spostare ciò che si scrive?

  • Cataldo

    Se è per questo sei arrivato anche Tu tardi, caro P.B.  o chi per Lui, noi  parlavamo del "vero potere" come lo chiami,  in tante occasioni, su internet e non, quando Tu stavi ancora culo e camicia con la Gabbanelli, quella della moneta tutta elettronica e dei killeraggi a comando, tanto per dire, poi sei cascato dal pero pure tu e adesso sei il sisifo dell’informazione …
    ti arrampichi su un pero dopo l’altro e ti tuffi di testa 🙂

  • Rosanna

    Grande !!

  • Rosanna

    Ti devi rivolgere a Truman

  • Teopratico

    Bene, grazie.

  • Truman

    Riposta il commento nel punto giusto e avvisami di cancellare quello vecchio per messaggio privato. Però ricorda che se viene cancellato un commento spariscono anche tutte le risposte di livello inferiore.

  • BarnardP

    Cataldo stavo talmente culo e camicia che Gabanelli e RAi mi hanno cacciato e accusato in tribunale. Signorina del FQ non sono insulti. Siete degli improvvisati del giornalismo sena curriculum e come detto arrivate alla verità dopo la puzza. Cosa non fareste per sorridere a quel mafioso e cazzone del giornalismo di Travaglio. Non vi dico neppure di vergognarvi. Ciao PB

  • Rosanna

    Mi chiamo Rosanna, non “signorina del FQ”, che come ho detto nell’articolo non leggo da anni, ed ho anche scritto un altro articolo di critica su Travaglio e Scanzi che ora ti posto.

    http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=13470

    Detto questo Paolo, penso di avere il diritto di poter interpretare in piena libertà il contesto storico politico contemporaneo e se qualche lettore mi legge volentieri  vuol dire che dico cose interessanti e forse anche con uno stile avvincente.

    Anche perché stiamo vivendo un momento tragico, e tu lo sai bene, e  lo dimostri con passione  quando scrivi o quando appari in video alla “Gabbia”, ma proprio per questo tanto più saranno le voci che grideranno le verità conclamate, che tutti gli organi di stampa tacciono miseramente, tanto meglio forse riusciremo a sensibilizzare i numerosi italiani che ancora non hanno capito.

    Dunque mi limito ad interpretare i fatti, a rielaborarli alla luce delle vicende quotidiane, con uno stile personale che attinge non solo all’economia, ma anche alla letteratura, alla storia, alla sociologia, alla filosofia, alla politica (per quanto ne so).

    Faccio un’operazione del tutto diversa dalla tua, tu fai analisi economiche, perché sei un esperto, io sono  un’insegnante di Liceo, che ama scrivere di questi temi, in piena libertà interpretativa, attingendo alle proprie  conoscenze culturali. Tutto qui.

    Baci e abbracci. Sono contenta di aver fatto la tua conoscenza, anche se in modo direi “singolare”.

  • BarnardP

    Ho toppato. Ti ho associata al FQ e ho solo letto le prime 4 righe. Ma tu tessi le lodi di Goofy, che è un essere umano repellente, in macro-ignorante, e un lobbista delle multinazionali export italiane. Mi volevo scusare con te, ora non più. PB

  • Teopratico

    …finisce a tarallucci e vino. Sarei intervenuto cavallerescamente in difesa di questa solitaria "Giovanna senz’Arco", ma dubitavo della veracità del pulpito di tali critiche e le ignoravo. Ora, chiunque scriva sotto il nome BarnardP, dimostra di essere… un mulino a vento. E allora consiglio a questa "Giovanna senz’Arco" ma con le spine nel nome e nelle parole, di riporre la Spada chè si è difesa benissimo da sola e non correre appresso ai mulini che agitano stracci.

  • Rosanna

    Hai ragione Teopratico, ma la dialettica mi avvince, e soprattutto mi piace "disarmare" l’aggressività degli altri con la buona educazione, la gentilezza, l’argomentazione sensata, la captatio benevolentiae, porgendo l’altra guancia.

    Infatti il mio motto è: "porgi l’altra guancia"

    non in senso cristiano, perché non sono credente, ma in senso gandhiano, prendendo esempio appunto da Gandhi che  con la "non violenza" ha liberato l’India dalla dominazione inglese.

    Oppure dai lupi, che quando combattono tra di loro per la conquista della posizione dominante, non arrivano mai ad uccidersi, ma il lupo perdente porge appunto la vena giugulare al lupo dominante, e lui lo risparmia.

    Tratto da Konrad Lorenz, "L’anello di re Salomone", libro straordinario, di cui ti consiglio la lettura.

    Perché l’aggressività produce necessariamente altra aggressività, ce ne stiamo accorgendo di questi tempi, avresti mai pensato che saremmo inciampati in un’altra guerra mondiale che ci minaccia da vicino?

  • Teopratico

    Si ho un vago ricordo tra le medie e il liceo dell’episodio dei lupi, terrò presente il titolo è facile trovarlo tra l’usato, grazie.
     Riguardo l’aggressività mi trovi pienamente d’accordo come Utopia (a tal proposito mi viene in mente "L’Isola" di A. Huxley), ma non dimentichiamo che quella di Gandhi era principalmente una strategia politica, geniale ma difficilmente ripetibile tramite le masse di cui è composto l’occidente e che comunque la prevedeva la violenza, non come soggetto, bensì come oggetto della violenza delle forze di polizie.
    Scusate se mi prolungo ma questo è un nodo, l’aggressività e la non-violenza (come fede? Come strategia? Come unica possibilità?) che mi sembra basilare e che non riesco a sciogliere in mente.

  • Rosanna

    Sicuramente quella di Gandhi era una "strategia politica geniale", che prevedeva non solo la "non violenza", ma anche il "boicottaggio industriale", gli indiani infatti si misero a boicottare le industrie manifatturiere degli inglesi, e usarono la "disobbedienza civile": da wikipedia

    Un’altra forma di lotta politica che Gandhi introdusse come centrale
    nell’ambito dell’azione non-violenta è la disobbedienza civile; Gandhi
    per applicarla trasse ispirazione dal saggio [it.wikipedia.org] di Thoreau [it.wikipedia.org] Disobbedienza civile [it.wikipedia.org] ( 1849 [it.wikipedia.org]), che aveva letto da giovane e le cui idee erano già state utilizzate da Tolstoj [it.wikipedia.org].

    La disobbedienza civile consiste nel violare pubblicamente e consapevolmente le leggi [it.wikipedia.org]
    o i comandi amministrativi ritenuti ingiusti accettando però le
    punizioni previste dalla legislazione vigente per le violazioni commesse
    (il rifiuto della sanzione prevista non veniva considerato un
    atteggiamento non-violento). Alcuni esempi sono:

    • non pagare le tasse [it.wikipedia.org];
    • praticare l’ obiezione di coscienza [it.wikipedia.org] al servizio militare [it.wikipedia.org];
    • violare le norme legislative o gli atti amministrativi che limitano illegittimamente la libertà [it.wikipedia.org] fondamentali ( stampa [it.wikipedia.org], manifestazione, sciopero, riunione, ecc. ).

    A volte gli atti di disobbedienza civile possono essere puramente
    simbolici (come fu per l’estrazione del sale alla fine della Marcia del 1930 [it.wikipedia.org]).
    Per Gandhi la disobbedienza civile rappresentava, insieme al digiuno,
    la forma culminante di resistenza non-violenta; egli la definì "un
    diritto inviolabile di ogni cittadino", e affermò che "rinunciare a
    questo diritto significa cessare di essere uomini".

    A questo proposito bisogna ricordare come Gandhi trascorse un totale di 2338 giorni di detenzione in Sudafrica [it.wikipedia.org] e India [it.wikipedia.org] a causa degli arresti dovuti alle sue lotte politiche utilizzando i principi della disobbedienza civile.

    Non potremmo organizzarci per praticarla anche noi? disubbidire alle leggi europee, ai trattati capestro, all’imposizione di tasse, boicottare i prodotti esteri …

    le manifestazioni non bastano, internet non basta, ci vogliono persone organizzate e ben determinate … questa però è la difficoltà.

  • Teopratico

    In realtà so poco o niente della lotta di Gandhi, nemmeno su wikipedia ero andato, ma confermi che oggi trovare una massa critica (pochi, singoli, anonimi, possono pure crepare per l’opinione pubblica) pronta a rinunciare alla propria carriera-vita-sogno-illusione, a non pagare le tasse, a disubbidire, per avere a che fare con procure e guardie carcerarie, il tutto per il bene comune, è praticamente impossibile.

  • Rosanna

    Certo lo potrebbero fare solo persone spinte dalla disperazione, pronte a tutto, dato che non avrebbero nulla da perdere, ma in Italia ce ne sono sempre di più, in Grecia peggio ancora, e perché non l’hanno fatto?

    Perché, come dice Georgios, che ha un’esperienza diretta, le loro istanze di rivolta vengono raccolte e strumentalizzate da Tsipras, che è un gatekeeper del potere costituito, dato che non ha cambiato e non cambierà nulla, restando ancorato al concetto di un "Altra Europa".

    Non ci può essere un’altra Europa, se non la distruggiamo e la ricostruiamo di nuovo.

  • Teopratico

    Non c’è confronto tra Tsipras (a proposito leggo sempre con interesse Georgios) e M5S però dovrai ammettere una certa contraddizione tra le tue affermazioni e il sostegno ad un, movimento si, ma forza parlamentare in sostanza, che anch’esso per il momento è servito a raccogliere e smorzare certe istanze di rivolta che inevitabilmente ci sono state, ci sono e ci saranno (almeno io le avverto semplicemente nell’aria) mentre lo smantellamento costituzionale, infrastrutturale, socio-economico stile Sud-America (o meglio Grecia ahimè) è in atto.
    Per quanto riguarda la ricostruzione dell’Europa sarei d’accordo solo se il nostro paese la smettesse di essere "un’immensa portaerei sul Mediteranneo", per essere invece prima un faro su questo Mare che bagna le terre più ricche e più belle. Nella desolata Germania sinceramente non andrei nemmeno in vacanza.

  • Rosanna

    Io credo che ci sia una bella differenza tra Tsipras e il M5S. Infatti Tsipras , con annessi Barbara Spinelli (compagna di Padoa Schioppa, presente al Bilderberg) & com. e il Movimento.

    A differenza di quanti screditano il M5S, Grillo e Casaleggio (che è la mente del M.), io mi sento di affermare che le sue teorie sono “geniali”, perché se ben applicate, riescono a scardinare il sistema vigente della “democrazia rappresentativa”, ormai morta e sepolta, dato che i cittadini non hanno più alcun potere (Italicum senza preferenze alla Camera e Senato nominato dalle giunte regionali).

    Infatti le poche regole, ma molto rigorose, su cui i mass media fanno confusione ad arte, riuscirebbero a trasformare il sistema della rappresentanza politica e a distruggere definitivamente la casta:

    •    vincolo dei due mandati (elimina la permanenza a vita della casta nelle istituzioni)

    •    niente finanziamenti pubblici (elimina il clientelismo, la corruzione, lo sperpero di denaro pubblico)

    •    revoca dell’eletto, norma assolutamente rivoluzionaria, perché permette ai cittadini di revocare il mandato elettorale di un deputato che non osserva il programma,  (vedi i Razzi e i Scilipoti). E sulle presunte “espulsioni” i mass media ci hanno complottato per anni, perché non sono espulsioni di chi la pensa diversamente, ma di chi ha tradito il mandato (che è diversa)

    •    la formazione di un ceto politico infatti è molto importante, perché determina il sequestro della sovranità popolare, a beneficio solo della casta partitica.

    Quindi c’è una profonda differenza tra Tsipras e Grillo, mentre l’uno mantiene in vita il sistema esistente, l’altro lo vuole scardinare dalle fondamenta.

  • italy4d

    All’epoca avevo fatto una mini-analisi di quella giornata del FQ, giornata presa a campione che metteva in luce il FRAME con cui lavorano.

    L’articolo è questo
    Per chi non vuole leggerselo tutto, la sintesi è in questo capoverso, che enuncia quella che secondo me è  la regola di Padellaro

    "Prendi due persone con visioni opposte  e chiediti quanto ciascuno possa argomentare a favore della propria tesi. Può capitare che il fautore della tesi A abbia argomenti per dieci minuti di discorso (o mezza pagina di articolo), mentre il fautore della tesi B ne avrebbe per tre giorni (o per un’enciclopedia). Se tu sei onesto (intellettualmente onesto, innanzitutto) dovresti avere il tuo primo dubbio: sarà mica che ha ragione B? Ma lasciamo perdere la ragione e andiamo avanti. Ora, se i tuoi padroni (o il tuo gruppo di riferimento culturale, o la presunta maggioranza dei tuoi lettori) sono fautori della tesi B sei a posto. A ha torto, pubblichi B  e cammini impettito, fiero di avere contribuito alla libertà di stampa e alla cultura dei tuoi lettori. Ma se, per qualche umanissima e terrenissima ragione, preferiscono A, anzi, vogliono A, anzi, vivono per A, come fai? Fai quello che fa Padellaro: pubblichi prevalentemente la tesi A, ma siccome vuoi dire in giro che tu sei aperto a tutte le voci, riservi alla tesi B giusto lo spazio che un esponente di A sia in grado di reggere in termini di confronto.

    In pratica, se A regge mezza pagina, dai anche a B lo spazio di mezza pagina, così fai finta di essere equanime, ma in realtà, mentre A dice tutto quello che ha da dire, B esprime solo una piccola parte delle sue argomentazioni. E dall’esterno sembrano simili, secondo la nota legge del dibattito."

    IFQ è sostanzialmente eurista, con sprazzi di dubbio e seguace ferreo del castacorruzzzzzionebruttobrutto. Ci sono cose serie, qua e là, ma in linea di massima, è pure lui parte del problema. 

    Il che dimostra che non sempre la buona fede (ammesso che lo siano) è sufficiente.

  • Teopratico

    Allora pensi che G. e C. sappiano gestire, o abbiano previsto, un eventuale scintilla di malcontento, il solito sciopero dei Tir, per prevenire anche la strumentalizzazione repressiva magari… Insomma prima o poi questo Movimento dovrà uscire o mantenere almeno un piede fuori dal Palazzo, cosa che mi sembra abbia evitato fino ad ora. Sugli iter parlamentari purtroppo non riesco ad aggiornarmi, sono convinto che ci siano molti on. grillini che lavorano sodo, ci penserò, ci penseremo.

  • Rosanna

    Scusa, ma c’è stato il pranzo di mezzo, comunque non voglio impegnarti oltre, volevo solo aggiungere alcune cose, riguardo al movimento:

    • il Movimento è nato nelle piazze  a sostegno delle istanze dei cittadini, ormai privi di alcun potere politico, sia attivo che passivo, NO-TAV, NO-MOS, NO-EXpo, No-Equitalia …
    • hai ragione ci sono molti parlamentari che lavorano sodo e per il verso giusto, peccato che le tv non ne parlino mai, se non in maniera distorta
    • essendo opposizione il movimento non ha potuto fare molto, se non cambiare qualche emendamento
    • ha restituito 42 milioni e passa ai cittadini (tu dirai che non è questo che risolve la crisi, certo, però è importante  il messaggio dato: il ruolo politico è un servizio civile, che esula da qualsiasi spreco e arricchimento personale)
    • Grillo e Casaleggio non sono al governo, non sono loro i responsabili dell’ordine pubblico, ma purtroppo devono aspettare sulla riva del fiume che passi il cadavere del loro nemico, e sanno anche benissimo che non dovranno aspettare troppo

    Io la vedo così, comunque avremo sicuramente occasione di incontrarci ancora.
    Grazie per la piacevole conversazione e a presto.

  • BarnardP

    Ma con chi sono finito a parlare? PB

  • Whado

    Mi piace quasi tutto quello che hai detto, sono un po’ dubbioso solo sul massimo dei due mandati.

    Tieni conto che per ricoprire certe cariche, come alcuni ministeri, ci vuole oltre che competenza (che ora molti politici non hanno), anche capacità ed esperienza e queste non le puoi trovare in un cittadino che non ha mai governato.

  • Whado

    Scusa vorrei una precisazione da te.

    Quando mai abbiamo votato per eleggere un governo?

    Noi votiamo per il parlamento, è poi il parlamento che vota la fiducia al governo che può essere formato anche da persone non elette.