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La sete saudita di armi: le avventure di Riad verso l’Ucraina

DI AHMED HAI ALI

al-akhbar.com

Il caos in cui è sprofondata l’Ucraina dopo la rottura delle relazioni con il governo di Mosca ha permesso all’Arabia Saudita di presentarsi sul mercato ucraino degli armamenti per sfruttare vantaggiosamente la tecnologia e l’esperienza post-sovietica dal paese. “La sete” di armi da parte di Riad è commisurata alla sua presenza sui fronti delle attuali guerre in Siria e Yemen, e alla ricerca di nuove fonti di produzione, lontane da quelle più “ufficiali”.

L’Ucraina, dopo il colpo di stato del 2014, è passata sotto il controllo diretto degli Stati Uniti. L’arrivo dell’Arabia Saudita è un riflesso dell’influenza di Washington nel cambiare l’identità economica di questo paese al confine con la Russia. È ben noto che Kiev, storicamente, ha sempre avuto un’economia orientata verso la Russia anche dopo il crollo dell’Unione Sovietica. In tal modo l’amministrazione Americana è riuscita a trasformare il paese in una piattaforma di disturbo verso la Russia.

Tuttavia Washington non è riuscita ad apportare quell’equilibrio necessario per assicurare stabilità economica al paese, nonostante i suoi tentativi di creare nuove relazioni economiche tra l’Ucraina e i paesi sotto la sua influenza.

È quindi comprensibile come l’Arabia Saudita sia diventata uno dei principali partner dell’Ucraina nel settore del complesso militare-industriale. Nel periodo 2015-2016 con le frequenti visite di funzionari sauditi a Kiev, sono stati firmati tutta una serie di accordi bilaterali.

Queste unità militari di tecnologia spaziale sono d’interesse all’Arabia Saudita sullo sfondo di un suo maggior coinvolgimento nei conflitti in Yemen e in Siria, ciò nonostante non è minore l’interesse dell’Arabia Saudita per le armi più ordinarie che in grande quantità usa nello Yemen ed è costretta a importare da tutto il mondo. Non è da escludere che l’Ucraina possa diventare il suo fornitore principale.

Sembra che dopo l’approvazione da parte del Congresso degli Stati Uniti della legge “JASTA” la monarchia saudita sia alla ricerca di fonti di armi alternative a quelle americane (una costosa ferraglia), che per decenni Riad è stata costretta ad acquistare per la guerra contro lo Yemen. A questo proposito si profilano due scenari: il primo, Riad troverà fonti alternative di armi, diverse da quelle americane, tuttavia, questo scenario è possibile solo nel lungo periodo; il secondo, gli Stati Uniti non avranno alcuna responsabilità per la partecipazione dell’Arabia Saudita al conflitto, condannando le sue azioni e contemporaneamente preservando la propria immagine.

Da notare che le attuali autorità ucraine hanno offerto a Riad il complesso dei sistemi missilistici, prodotti dalla fabbrica “Yuzhmash”, che a suo tempo era uno dei principali protagonisti dell’industria aerospaziale sovietica.

Il problema sta nel fatto che, a causa della mancanza di stabilità in Ucraina, un tale accordo tra i due paesi non riuscirà a essere adeguatamente secretato, con il pericolo che si possa verificare una fuoriuscita d’informazioni.

Non è da escludere che, al fine di attrarre fonti di finanziamento, Kiev fisserà un prezzo elevato per i propri servizi, oltre a rivelare una tecnologia “segreta” che, al contrario, l’Unione Sovietica nascose sempre accuratamente ai suoi avversari.

Allo stesso tempo, l’attuale governo ucraino potrebbe non rispettare le norme di diritto internazionale che prevedono la limitazione della diffusione di simili tecnologie, o addirittura arrivare a esportare tali tecnologie a organizzazioni terroristiche attraverso intermediari sauditi, che con i loro soldi hanno riempito il mercato nero di armi.

È dal 2015 che, da alcuni dipendenti della “Yuzhmash”, giungono informazioni sull’accordo tra Ucraina e Arabia Saudita; in seguito gli stessi dipendenti si sono licenziati, o sono stati allontanati dal lavoro con l’accusa di simpatie per la Russia.

A distanza di un anno dalla fuga d’informazioni, il numero di professionisti, ingegneri e scienziati che lavoravano in questa fabbrica è diminuito, si ritiene che alcuni di loro siano addirittura stati assunti dalla famiglia reale saudita, per l’attuazione dei piani di costruzione dei sistemi missilistici.

 

 

AHMED HAI ALI

Fonte:  http://al-akhbar.com

Link:  http://al-akhbar.com/node/267130/

6.11.2016

 

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da Eliseo Bertolasi

Foto e documenti mostrano la cooperazione tra Kiev e Riad nel campo delle tecnologie missilistiche, dei sistemi satellitari, e riguardo alle proposte di armamenti ucraini http://al-akhbar.com/sites/default/files/pdfs/20161028/doc20161028.pdf

Pubblicato da Davide

  • Mylan Key

    I Sauditi in associazione con gli Usa sono stati partecipi dell’ 11/9, non a caso gli usa li hanno minacciati di azioni giudiziarie di responsabilita’ al fine di estorcere risarcimenti alle vittime, cosi’ se ne liberavano loro , visto fra parentesi a come hanno trattato i superstiti e danneggiati dell’ 11/9 e reduci da varie guerre, di cui ora Trump si e’ impegnato a rivedere.
    Questo vuol dire, che dalla vecchia linea Clinton Busch e marmaglia, il globalismo, oltre che il boccone grosso della Russia, mette dentro il pasto pure l’ Arabia, farcita di miliardi e di petrolio, dove, non ha nessuno che la protegga, se sono gli stessi protettori e predatori ad averne cura , gli Usa.
    I Sauditi hanno due fronti da pensare, a parte il bisnes linea petrolio gas anti Russia sul mediterraneo, a rifocillare l’ ISIS Daesch spodesta Assad :
    1) Quello fanatico e imperativo del nemico numero uno , lo sciita islamico, e se avanza ancora spazio, alla spartizione dei territori se gli Usa ne continueranno la presunta vittoria e possesso ( Iran, Siria, e ( Libia ancora al vaglio ) .
    2) A difendersi alla pari, si fa’ per dire, dal futuro e gia’ allarmato espansionismo Usa, dove loro sono un grande bottino a sottomissione o presa
    Poi non si sa’ come siano realmente le strategie sotto banco. Gli Usa sono ancora pieni di neocom ( voce primaria economica finanziaria Usa quella bellica ) , e avere un galoppino come i Sauditi che estorcono sistemi agli Ucraini, per poi rimetterceli loro con mandato Usa verso la Russia, non e’ da escludere.
    I tempi cambiano, sembra, ma le situazioni, rimangono, e le hanno rimpinzate bene, e non si tolgono. Fra eserciti accattati dagli ex stati russi, alle ingerenze militari europee e usa, a istruttori, armi stesse vendute dai Sauditi via mandato Usa, e con un governo golpista nazi sempre pronto verso il Dombas e la Crimea, la situazione rimane, e sebbene non si dica, ai filo russi sparano ogni giorno .

    • Cataldo

      Non si comprende molto il tuo intervento, i Saud sono già cosa americana, il problema è se c’è posto nel futuro per una situazione come quella della casa reale saudita, specie se pensa di inserirsi in un contesto di autonomia di qualsiasi tipo dalle politiche USA.
      La casa dei Saud ed il loro potere è pienamente inserito nel circuito imperiale, al momento, ma è una situazione che ha elementi fluidi, alcuni di lunga data, come il rapporto solidissimo con la Cina, altri generati dall’andamento della guerra in Siria ed in Yemen.
      Il controllo della casa dei Saud sul loro ipertrofico strumento militare è molto limitato, intanto ci sono due eserciti, giusto per iniziare, solo la SANG la guardia “nazionale” ha elementi autonomi di una qualche consistenza all’atto pratico, ma l’esercito ufficiale è strettamente controllato dagli USA.
      L’incapacità militare dei saud è leggendaria, e sembra che l’iniezione di pakistani ed egiziani sia anche al limite, viste le temperie geopolitiche che si addensano all’orizzonte, pertanto l’aspetto più importante è la necessità di reperire personale militarmente esperto in generale, e l’Ucraina è un possibile serbatoio, oltre ad essere diventato un hub per lo smistamento delle armi da destinare alle varie milizie terroristiche a libro paga imperiale.

      • Mylan Key

        Si , come vuoi o com’e’ , ma nonostante il supporto , la manutenzione, l’ addestramento, sia nelle mani Usa, non e’ detto cge sia degli Usa, e che a scelta, I Sauditi non possono fare scelte diverse, e staccarsi da questo apparente consorzio a presunta proprieta’ Usa.

        Come dicevi, c’e’ pure Cina e Russia che possono sopperire, e se i sitemi sono comrensibili o criptografati a funzionamento Usa, altre potenze possono riparare o sopperire .
        L’ ingerenza Usa collabora e preme nelle decisioni, e si sa’ che alla lunga prevalica.

        E poi, petrolio e miliardi , rimangono in mano di quella gente li .

        Anche in Libia c’erano aziende a iosa e fior fiore di tutto, ma abattendo Gheddafi, se la sono svignata tutti, sopratuto i Cinesi. Quindi, avendo rapporti piu’ o meno grandi, i rapporti anche finiscono, onde evitare scontri diretti .

        • Cataldo

          Lo dico in modo diverso, forse è più chiaro, l’esercito saudita senza gli USA non è in grado nemmeno di ammazzare qualche topo nel deserto, per dirne una la sicurezza generale delle basi principali Saudite è un appalto storico della lockeed, non esiste la possibilità di vedere i saud utilizzare il loro strumento militare contro gli interessi USA, al massimo possono essere utilizzati strumentalmente, come è accaduto, nelle guerre per bande che è diventata la politica estera americana, ma sembra che i tempi stiano cambiando in fretta.

  • Katoblepa

    Ma gli USA non hanno concluso un contratto di fornitura di armi ai Sauditi da 80mld di dollari? Che se ne fanno i Sauditi del “complesso militare/industriale dell’Ucraina” visto che hanno già un fornitore privilegiato?

    • Mylan Key

      E’ questo il punto se fosse. I sistema Arabo Saudita e’ rifocillato e operativo con controllo e istruttori Usa. Se poni mente, gli Usa , hanno citato i Sauditi e affini, al risarcimento dei danni dell’ 11/9 , rendendoli ufficialmente complici e colpevoli, volendogli spillare miliardi , quando a loro veri fautori, ancora nessuno e’ riuscito ad esporsi e metterli sotto.
      Questo fa’ pensare ( credo, secondo gli arabi ) , che la sfrontatezza verso il globalismo geopolitico e di potere razzia , a come hanno usato negli utimi stai, Irak, Libia, e Siria, sia una sorte che tocchera’ pure a loro , prima o poi, e se gli Usa hanno la maggiore autonomia dell’ esercito Saudita e compani, forse, vorranno di loro, con l’ aiuto di altri patner come la Cina e la Russia, crearsi un sistema autonomo e indipendente di difesa. Se pescano in Ucraina, sistemi Russi, e pure segretati come tecnologia, l’ idea di una possibile alleanza miitare a difesa con la Russia, e’ da considerare. E gli Usa , se cosi’ fosse, lo considereranno ancora di piu’ .