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LA SCACCHIERA SPEZZATA – BRZEZINSKI RINUNCIA ALL'IMPERO AMERICANO

DI MIKE WHITNEY

counterpunch.org

L’architetto principale del piano di Washington per governare il mondo ha abbandonato il progetto e ha richiesto la creazione di legami con la Russia e la Cina. Anche se l’articolo di Zbigniew Brzezinski su The American Interest dal titolo “Towards a Global Realignment” [“Verso un riallineamento globale”, ndT] è stato ampiamente ignorato dai media, esso dimostra che membri potenti dell’establishment decisionale non credono più che Washington prevarrà nel suo tentativo di estendere l’egemonia degli Stati Uniti in tutto il Medio Oriente e in Asia.

Brzezinski, che è stato il principale fautore di questa idea e che ha redatto il progetto per l’espansione imperiale nel suo libro del 1997 “La Grande Scacchiera: il primato americano e i suoi imperativi geostrategici”, ha fatto dietro-front e ha richiesto una incredibile revisione strategica. Ecco un estratto dal l’articolo del AI:

“Mentre finisce la loro epoca di dominio globale, gli Stati Uniti devono prendere l’iniziativa per riallineare l’architettura del potere globale.

Cinque verità fondamentali per quanto riguarda l’emergente ridistribuzione del potere globale e il violento risveglio politico in Medio Oriente stanno segnalando l’arrivo di un nuovo riallineamento globale.

La prima di queste verità è che gli Stati Uniti sono ancora l’entità politicamente, economicamente e militarmente più potente del mondo, ma, dati i complessi cambiamenti geopolitici negli equilibri regionali, non sono più la potenza imperiale globale.” (Towards a Global Realignment, Zbigniew Brzezinski, The American Interest)

Ripetete: gli Stati Uniti “non sono più la potenza imperiale globale”. Confrontate questo giudizio con quello che Brzezinski ha dato anni prima, ne La Grande Scacchiera, quando affermava che gli Stati Uniti erano “il massimo potere a livello mondiale.”

“… L’ultimo decennio del ventesimo secolo è stato testimone di uno spostamento tettonico nelle relazioni internazionali. Per la prima volta in assoluto, una potenza non eurasiatica è emersa non solo come giudice chiave delle relazioni di potere eurasiatiche, ma anche come il massimo potere a livello mondiale. La sconfitta e il crollo dell’Unione Sovietica sono state il passo finale nella rapida ascesa di una potenza dell’emisfero occidentale, gli Stati Uniti, come l’unica e, in effetti, la prima potenza veramente globale” (“La Grande Scacchiera: il primato americano e i suoi imperativi geostrategici”, Zbigniew Brzezinski, Il Saggiatore, 1997, p. xiii)

Qui altro ancora dall’articolo del AI:

“Il fatto è che non c’è mai stata una vera e propria potenza “dominante” globale fino alla comparsa dell’America sulla scena mondiale… La nuova, determinante realtà globale è stata la comparsa sulla scena mondiale dell’America come giocatore allo stesso tempo più ricco e militarmente più potente. Durante l’ultima parte del 20° secolo nessuna altra potenza gli si è nemmeno avvicinata. Quell’epoca sta ormai per finire.” (AI)

Ma perché “quell’epoca sta ormai per finire”? Che cosa è cambiato dal 1997, quando Brzezinski si riferiva agli Stati Uniti come il “massimo potere a livello mondiale”?

Brzezinski indica l’ascesa della Russia e della Cina, la debolezza dell’Europa e il “violento risveglio politico tra i musulmani post-coloniali”, come le cause approssimative di questa improvvisa inversione. I suoi commenti sull’Islam sono particolarmente istruttivi in quanto egli fornisce una spiegazione razionale per il terrorismo, invece dell’aria fritta governativa sull’”odiare le nostre libertà”. A suo merito, Brzezinski vede lo scoppio del terrore come lo “sgorgare di lamentele storiche” (da un “senso di ingiustizia profondamente sentito”), non come la violenza cieca di psicopatici fanatici.

Naturalmente, in un breve articolo di 1.500 parole, Brzezniski non può coprire tutte le sfide (o minacce) che gli Stati Uniti potrebbero affrontare in futuro. Ma è chiaro che quello che più lo preoccupa è il rafforzamento dei legami economici, politici e militari tra la Russia, la Cina, l’Iran, la Turchia e gli altri Stati dell’Asia centrale. Questa è la sua principale area di preoccupazione; infatti, ha anche anticipato questo problema nel 1997, quando scrisse La Grande Scacchiera. Ecco cosa disse:

“D’ora in poi, gli Stati Uniti potrebbero dover stabilire come far fronte a coalizioni regionali che cercano di spingere l’America fuori dall’Eurasia, minacciando in tal modo lo status degli Stati Uniti come potenza mondiale” (P.55)

“… Per dirla in una terminologia che richiama l’età più brutale degli antichi imperi, i tre grandi imperativi della geostrategia imperiale sono di prevenire la collusione e mantenere la dipendenza sulla difesa tra i vassalli, tenere i tributari docili e protetti, e impedire che i barbari si uniscano” (p.40)

“… prevenire la collusione… tra i vassalli”. Questo dice tutto, non è vero?

La politica estera sconsiderata dell’amministrazione Obama, in particolare il rovesciamento dei governi in Libia e in Ucraina, ha notevolmente accelerato la velocità con cui si sono formate queste coalizioni anti-americane. In altre parole, i nemici di Washington sono apparsi in risposta al comportamento di Washington. Obama può biasimare solo se stesso.

Il presidente della Federazione Russa Vladimir Putin ha risposto alla crescente minaccia di instabilità regionale e al posizionamento delle forze NATO ai confini della Russia, rafforzando le alleanze con i paesi perimetrali della Russia e in tutto il Medio Oriente. Allo stesso tempo, Putin e i suoi colleghi dei BRICS (Brasile, Russia, India, Cina e Sud Africa) hanno istituito un sistema bancario alternativo (BRICS Bank e AIIB) che finirà per sfidare il sistema dominato dal dollaro, che è la fonte del potere globale degli Stati Uniti. È per questo che Brzezinski ha fatto una rapida svolta a U e ha abbandonato il piano egemonico degli Stati Uniti; è perché egli è preoccupato per i pericoli di un sistema non basato sul dollaro che sta nascendo tra i paesi emergenti e i non allineati, che dovrebbe sostituire l’oligopolio della Banca Centrale occidentale. Se ciò accadrà, allora gli Stati Uniti perderanno la loro morsa sull’economia globale e il sistema di estorsione nel quale biglietti verdi buoni per incartare il pesce vengono scambiati per beni e servizi di valore sarà giunto al termine.

Purtroppo, è improbabile che l’approccio più cauto di Brzezinski sarà seguito dal candidato presidenziale favorito Hillary Clinton, che è una convinta sostenitrice dell’espansione imperiale attraverso la forza delle armi. E’ stata la Clinton che per prima ha introdotto la parola “pivot” [perno, ndT] nel lessico strategico in un discorso che ha tenuto nel 2010 dal titolo “America’s Pacific Century” [Il secolo pacifico dell’America, ndT]. Ecco un estratto dal discorso che è apparso sulla rivista Foreign Policy:

“Mentre la guerra in Iraq si esaurisce e l’America comincia a ritirare le sue forze dall’Afghanistan, gli Stati Uniti si trovano ad un punto di svolta. Negli ultimi 10 anni, abbiamo stanziato risorse immense in questi due teatri. Nei prossimi 10 anni, dobbiamo essere intelligenti e sistematici su dove investiremo tempo ed energia, in modo da metterci nella posizione migliore per sostenere la nostra leadership, garantire i nostri interessi, e far avanzare i nostri valori. Uno dei compiti più importanti della politica americana nel prossimo decennio sarà quello di tenere al sicuro gli investimenti – diplomatici, economici, strategici, e di altro tipo – sostanzialmente aumentati nella regione Asia-Pacifico …

Sfruttare la crescita e il dinamismo dell’Asia è centrale per gli interessi economici e strategici americani ed è una delle principali priorità per il presidente Obama. L’apertura dei mercati in Asia fornisce agli Stati Uniti opportunità senza precedenti per gli investimenti, il commercio, e l’accesso alla tecnologia d’avanguardia… le aziende americane (devono) sfruttare la vasta e crescente base di consumatori dell’Asia…

La regione genera già oltre la metà della produzione mondiale e quasi la metà del commercio mondiale. Mentre ci sforziamo di soddisfare l’obiettivo del presidente Obama di raddoppiare le esportazioni entro il 2015, siamo alla ricerca di opportunità per fare ancora più affari in Asia … e delle nostre opportunità di investimento nei dinamici mercati dell’Asia. ”

(“America’s Pacific Century”, il segretario di Stato Hillary Clinton, Foreign Policy Magazine, 2011)

Confrontate il discorso della Clinton coi commenti fatti da Brzezinski ne “La Grande Scacchiera” 14 anni prima:

“Per l’America, il premio geopolitico principale è l’Eurasia … (p.30) … l’Eurasia è il più grande continente del globo ed è l’asse geopolitico. Una potenza che domini l’Eurasia controllerebbe due delle tre regioni più avanzate ed economicamente produttive del mondo. … Circa il 75 per cento della popolazione mondiale vive nell’Eurasia, e la maggior parte della ricchezza fisica del mondo sta lì, sia nelle sue imprese che sotto il suolo. L’Eurasia conta per il 60 per cento del PIL mondiale e circa tre quarti delle risorse energetiche conosciute al mondo”. (p.31)

Gli obiettivi strategici sono identici, l’unica differenza è che Brzezinski ha fatto una correzione di rotta sulla base di circostanze mutevoli e della crescente resistenza al bullismo, al dominio e alle sanzioni statunitensi. Non abbiamo ancora raggiunto il punto di svolta per il primato degli Stati Uniti, ma quel giorno si sta avvicinando velocemente e Brzezinski lo sa.

Al contrario, la Clinton è ancora completamente impegnata ad ampliare l’egemonia degli Stati Uniti in tutta l’Asia. Non capisce i rischi che ciò comporta per il paese o per il mondo. E’ intenzionata a continuare con gli interventi fino a quando il titano combattente Stati Uniti si immobilizzerà di colpo, cosa che, a giudicare dalla sua retorica iperbolica, accadrà probabilmente dopo un po’ di tempo durante il suo primo mandato.

Brzezinski presenta un piano razionale ma opportunista per fare marcia indietro, ridurre al minimo i conflitti futuri, evitare una conflagrazione nucleare e mantenere l’ordine globale (cioè il “sistema del dollaro”). Ma la sanguinaria Hillary seguirà il suo consiglio?

Nemmeno per sogno.

Versione originale:

Mike Whitney

Fonte: www.counterpunch.org

Link: http://www.counterpunch.org/2016/08/25/the-broken-chessboard-brzezinski-gives-up-on-empire/

25.08.2016

Versione italiana:

Fonte: http://vocidallestero.it

Link: http://vocidallestero.it/2016/08/27/counterpunch-la-scacchiera-spezzata-brzezinski-rinuncia-allimpero-americano/

27.08.2016

Pubblicato da Davide

  • AlbertoConti

    Se si conferma che Dio acceca chi vuole perdere, allora la cecità della Clinton cade a fagiuolo.

  • PietroGE

    Brzezinski non è mai stato un ideologo, anche se da posizioni che prevedono la supremazia americana, ha sempre avuto una buona dose di realismo che gli ha permesso di vedere al li là del proprio naso. Una qualità che scarseggia oggi in USA come in Europa. Per quanto riguarda la Russia l’articolo sbaglia, traduzione veloce dal sito di AI :

    [i]-La seconda verità è che la Russia sta vivendo l’ultima fase convulsa del suo tramonto imperiale. Un processo doloroso, ma che non preclude alla Russia di diventare il Paese europeo di riferimento. Comunque, per il momento si sta alienando, senza motivo, alcuni dei suoi ex stati vassalli nel Sud Ovest islamico insieme all’Ucraina, la Bielorussia, la Georgia e gli stati baltici,

    -La terza verità è che la Cina sta stabilmente crescendo, anche se più lentamente di prima, per diventare alla pari con gli USA e il suo probabile rivale; ma per il momento sta attenta a non porre una sfida aperta all’America. Militarmente sta cercando la svolta in una nuova generazione di armi, mentre sta pazientemente aumentando il suo limitato potere navale.

    -La quarta verità è che l’Europa non è e probabilmente non sarà mai una potenza globale. Può giocare però un ruolo costruttivo e di punta per quanto riguarda le minacce al welfare globale e alla sopravvivenza umana (!). Inoltre l’Europa è politicamente e culturalmente allineata agli interessi USA nel MO e li supporta, nello stesso tempo la risolutezza europea all’interno dalla NATO è essenziale per una risoluzione costruttiva della crisi Russia-Ucraina.

    -La quinta verità è che il risveglio politico violento del mondo post coloniale musulmano è in parte una reazione postuma alla oppressione da parte, principalmente, delle potenze europee. Fonde un senso di ingiustizia ritardato ma sentito profondamente con motivazioni religiose che sta unificando un grande numero di musulmani contro il mondo esterno, ma, nello stesso tempo, a causa del settarismo storico all’interno dell’islam, che non ha niente a che fare con l’occidente, l’acutizzarsi delle rivendicazioni storiche produce divisioni anche all’interno dell’islam.[/i]

    Come si vede il giudizio più sprezzante lo riserva, secondo me giustamente, all’Europa.

  • GioCo

    Ma guarda che interessante … al solito non faccio a tempo a scrivere sul blog:

    "Per ciò la pressione Americana e Inglese sulla Germania deve essere in questo periodo massima ma non può essere continua ne garantita a tendere, quindi credo sia in corso una revisione generale delle politiche geostrategiche che interessano l’area europea."

    Che Zio Bìbi ci mette del suo, sottolineando come sia la debolezza dell’UE ad aver innescato la bomba che ha spezzato la scacchiera (sottointeso che vuol dire: "è stato commesso un errore grave nel permettere che l’UE si indebolisse"); giustamente mi viene fatto notare nei commenti al mio post nel blog che l’UE doveva contenere le velleità tedesche di espansione e invece è diventata di fatto la frusta con cui la Germania riesce a dettare legge. Ma non giustamente rispetto l’Italia: è ESATTAMENTE l’indebolimento economico italiano che preoccupa ALCUNI (ma non tutti). Mike ci fa notare che Hillary non è tra questi e quindi chi è al timone del suo carrozzone mediatico-politico non è tra questi.

    Ricordate il magico film Lawrence d’Arabia, l’agente britannico che poi i turchi incularono (fisicamente)? Era un evidente risposta "alla turca" per quelle che i Russi dopo la rivoluzione definirono senza mezzi termini le "ciniche poltiche britanniche e francesi" su suolo ottomano che volevano con la prima guerra controllo sul canale di Suez, controllo che poi fu spartito con l’America dopo la seconda guerra. L’Italia ha sempre giocato un ruolo strategico di primo piano nella regione. Non a caso e non certo perché gli Italiani si sono mai distinti per politiche aggressive. In genere in politica estera, a parte forse un pochetto di pausa fascista, è sempre stata dominata dal becero servilismo più bieco e mellifluo che ci ha reso forti con i deboli e deboli con i forti. Non contiamo cioè pressoché niente … eppure stiamo sempre accanto a nazioni potenti a discutere come se contassimo qualcosa.

    Oggi di nuovo la Turchia è fonte di forte instabilità nella zona orientale ma l’UE a differenza dei primi decenni dell’800 è oggi orribilmente debole e per effetto di precise volontà Americane. Quelle di Nuland e Kagan ad esempio connessi alla Brookings Institution finanziata da Wall street, attaccata alla nuova strategia NATO-pentagono di pressione sui confini Russi e che adesso pubblica "sconvolgenti" rapporti sui Sauditi per mezzo dell’ISIS, probabilmente perché ha fallito il putsch siriano. Ma questa debolezza UE mette a repentaglio l’equilibrio di fine seconda guerra che voleva la Germania contenuta nei suoi propositi di espansione geopolitica e pone la Turchia in una imbarazzantissima (per gli alleati) situazione di controllo strategico multilaterale. Come dire che la pulce Turca controlla adesso l’elefante globalista grazie al bullismo esterofilo gratuito americanodonte: non un fallimento un urlo corale di disperata evidenza fallimentare. Recept Erdogan è stato spesso dipinto come un vanesio, un dittatore, un narciso che corre il rischio di impazzire oggi si e domani pure. Credo in verità sia solo uno che calcola lucidamente di essere proprio e solo in quella posizione molto imbarazzante per tutti e cerca di trarne il massimo profitto, come ci si aspetterebbe da un uomo politico che fa politica, ha i suoi interessi e li difende.

    Quindi ora abbiamo Bìbi che finalmente si accorge che le indicazioni del ’97 sono state laaaaaargamente disattese da una massa di cialtroni che non è riuscita a fare di quella che era già una evidente vittoria americana sulla politica mondiale una realtà globalista affermata. Se il globalismo è fallito lo deve unicamente a se stesso. Che cosa meravigliosamente sciocca.

    A discolpa dei "cialtroni" bisogna però dire che era una situazione che non aveva precedenti ed era già tanto prenderne atto, per ciò farne una realtà politica richiedeva azioni straordinarie e persone straordinarie che la storia evidentemente non ci ha donato. Era una eredità delle politiche precedenti il ’91 che non è stata raccolta e sfruttata come auspicabile dalle premesse.

    Un po’ come una ricchissima eredità di famiglia che finisca nelle mani di un Re che non vale i calzini dei suoi sudditi. La colpa la prende il povero Re che ha solo quella di vestire i panni sbagliati: di fatto però non lo potremmo mai dire più colpevole dei suoi sudditi se poi il regno cade nel disastro del disordine più irragionevole.

  • GioCo

    Piccola aggiunta: chiunque affermi che la Clinton sia più lucida di Trump deve farsi fare una visita oculistica urgente, perchè ogni volta che appare in pubblico si palesa oltre ogni ragionevole dubbio l’opposto. Confrontate le foto ordinarie diffuse e fatevi i vostri calcoli morfologici.

    Entrambi sono cinici giocatori di un quadro politico statunitense particolarmente cinico, ma di sicuro la Clinton e estremamente meno lucida di Trump a meno che non vogliamo scambiare il ruolo del Joker con quello del Pinguino nella grammatica delle simboliche globaliste ovviamente. Credo che se vincerà la Clinton il suo sarà un mandato breve che terminerà appena prima che sia premuto il pulsante di reset per questo globalistan-stupidistan a causa di un colpo apoplettico, più probabile del cardiaco (nel suo caso). Per completare il quadretto e chiarire il concetto, definirei la Clinton "caotica malvagia" e Trump "legale malvagio", la prima più vicina a Frankenstein Junior il secondo più a Lurch della Famiglia Addams.

  • spadaccinonero

    loro possono attaccarsi a chi vogliono in base a come tira il vento…

    uno o l’altro non fa alcuna differenza…
    p.s.
    lui NON è americano…
  • venezia63jr

    Anche io posso essere il demiurgo della storia, basta che punti il fucile alla

    tempia della vittima e vedi come questa realizza i mie desiderata.
    Qui si confonde l’intelligenza con la prepotenza e l’inganno.
  • ilsanto

    Non importa chi dica cosa, esistono dei dati di fatto inconfutabili anzi matematici .

    Esiste una stretta correlazione tra numero di abitanti, PPA ed estensione di un impero.
    Ora giochini a parte è estremamente improbabile che gli USA con 330 milioni di abitanti ed un PPA di 17.000 miliardi di $ possa controllare la Cina con 1300 milioni di abitanti ed un PPA di 19.000 miliardi di $ per di più con una crescita USA del 2,4 % e la Cina con crescita di circa il 7%.
    Ora senza considerare che la Cina è alleata con la Russia, peso massimo negli armamenti strategici mentre gli USA possono, si fa per dire, contare sulla più che divisa ed imbelle Europa, quanto ci vuole a fare 2+2 ?. A questo punto le scelte sono poche 1) Cercare di bloccare economicamente Cina e Russia e creare un caos incredibile tutto intorno al fine di evitare che l’allenza ( CSI ) si estenda da Russia e Cina, anche all’Islam ma facendosi tanti nemici e di fatto solo rimandando il confronto mentre il "nemico" cresce.
    2) Ritirarsi in buon ordine dall’area EuroAsiatica vista l’impossibilità di controllarla.
    3) Approfittare di una per ora supremazia militare per distruggere l’Asia con un first strike e ricostruire un mondo a predominio USA definitivo avendo spopolato l’Asia, col vantaggio indubbio di conservare le ultime materie prime, azzerare la crescita demografica, eliminare il riscaldamento globale e l’inquinamento. Una fredda disanima pende inevitabilmente sulla soluzione numero 3 o sulla fine della politica imperiale mentre la politica attuale mi sembra che sia un prendere tempo cercando di posticipare la decisione. Ma se non ora tra un pò il first strike diverra impossibile ed allora perche non andarsene fuori dai c…i subito ?
  • giannis

    Io dico che la possibilita’ 2 e’ impossibile

  • Primadellesabbie

    A questo proposito, il rebus é rappresentato dalle ragioni per le quali presentino candidati di tal fatta, e la cosa é iniziata con Reagan.

     Quella volta il messaggio fu quasi trasparente: un attore cinematografico, e di basso profilo per giunta, per una performance insolita, a indicare quale e quanto potere si fosse concentrato da qualche parte.
    Ricordo anche che Brzezinski non é un opinionista, é un riferimento operativo di altissimo rango nell’élite di quel Paese.
  • ilsanto

    Perchè ? l’articolo non dice questo ? e la politica del pivot pacifico e disimpegno in medio oriente e le parole di trump ? Forse potremmo dargli una mano dicendo che l’europa esce dalla NATO e che le loro manie imperiali se le grattino loro a noi il giochino non diverte piu .