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LA RUSSIA: SALVATRICE DELL'OCCIDENTE IN DECLINO ?

DI SAM GERRANS

rt.com

Mentre interi settori della popolazione in tutto l’Occidente stanno aprendo gli occhi riguardo al fatto che i loro governi sono pesantemente influenzati da interessi esterni, molti stanno guardando alla Russia – ed a Putin in particolare- come colei che possa cavarli dagli impicci.

Ma questo è verosimile ?

Se ascolti la stessa storia abbastanza a lungo finirai per credere che non ne esistano altre.

Noi siamo programmati per tutta la nostra vita ad aspettarci un tipo preciso di storia: ci sono i buoni ed i cattivi. Le cose brutte possono accadere – anche ai buoni – ma all’ultimo momento la cavalleria arriverà al galoppo attraversando le colline e tutto sarà nuovamente sistemato.

Gli USA hanno ampiamente dimostrato quale grande valore morale abbiano e quali e quante siano le loro buone intenzioni e adesso sono visti chiaramente dalla gran parte del resto del mondo come ‘i buoni’ divenuti ‘i cattivi’.

Questo ha lasciato vacante la posizione del ‘buono’ nell’immaginario di molti. E la Russia è sempre di più considerata come ideale per ricoprire quel ruolo; per lo meno da alcuni.

La tesi che sta prendendo campo è che la Russia sia l’ultimo bastione di bontà e di virtù rimasto.

Da Brother Nathael, un ebreo americano convertito al Cristianesimo Ortodosso, al sito americano Veterans Today gli elogi sia alla Russia che a Putin sono abbondanti e frequenti.

Ma questo è giustificato ?

Un punto citato al riguardo è che Putin ha saputo come trattare con l’ISIS, diversamente che gli USA.

È vero che la Russia è entrata in gioco su questo terreno. Comunque non dovremmo dimenticare che la Russia non fece altro che mero figurante riguardo Afghanistan, Iraq I, Iraq II e Libia. È membro permanente del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. Avrebbe potuto porre un veto su ognuna di queste guerre.

Il veto russo non avrebbe fermato la NATO, naturalmente, ma ”avrebbe per lo meno privata della foglia-di-fico della legittimazione.

Ma la Russia decise di non farlo.

Adesso la Russia ha tracciato una linea netta e sta bombardando l’ISIS -un composito di interessi occidentali, mercenari, avventurieri raggirati e culturalmente danneggiati. Ma questo è dovuto al fatto che sa bene che tali forze saranno girate contro la Russia, un’eventualità che -se si può credere ancora a ciò che viene scritto – l’Independent (UK) dice potrebbe essere presto una realtà.

E la Russia -che adesso è completamente circondata da basi NATO- non vuole perdere il proprio accesso al Mar Mediterraneo attraverso il porto di Tartus, Syria.

L’Economist cita Georgy Mirsky dell’Istituto Superiore di Economia di Mosca il quale spiega il supporto di Putin ad Assad come meno derivante dall’interesse per la Syria per sé. Mirsky vede il Cremlino come orripilato dalla Primavera Araba e che interpreta quelle rivolte contro capi autoritari come cospirazioni ordite dall’America.

Mentre Putin non nutre nessun tipo di affetto particolare verso Assad, il leader siriano è divenuto un simbolo della resistenza alle ”rivoluzioni colorate ” ed ai tentati “cambi di regime”. Aver sostenuto Assad fino a questo punto, permettergli adesso di capitolare significherebbe che Putin sta ‘‘indietreggiando sotto la pressione americana, che è qualcosa che lui non può permettersi di fare’‘.

Quest’analisi presuppone che la Russia sia una polveriera pronta ad esplodere e Putin ad essere eliminato. Questo è molto diverso da quello che io, o gli altri analisti occidentali, crediamo in realtà. Putin è straordinariamente popolare in Russia.

È anche fuori da ogni dubbio che dietro le cosiddette rivoluzioni colorate ci fosse del denaro occidentale, un punto questo sul quale – almeno per quanto riguarda l’Ucraina – anche il Guardian è d’accordo.

La Russia sta anche tentando di creare e mantenere una coalizione credibile che agisca come contrapposta all’arroganza ed all’essere così eccezionali (V. “American exceptionalism”) da parte degli USA.

E questo non è possibile se tutti i tuoi amici non ci sono più.

L’attacco dell’occidente ad etica e morale

Un secondo punto attribuito alla Russia dai suoi sostenitori è che è un baluardo contro il collasso degli standard morali dell’Occidente. Indicano spesso il fatto che la Russia rifiuta di permettere le marce del cosiddetto Gay Pride sul proprio territorio come indicativo dell’elevato piano morale che questa abbia.

La posizione della Russia è semplicemente che l’omosessualità non deve essere promossa tra i giovani. La questione è altamente supportata all’interno della Russia e, solo fino a pochi anni fa, sarebbe stato la norma anche in occidente.

Lasciando stare le accuse isteriche di persecuzione degli omosessuali in Russia, come quelle riportate dalla BBC, il fatto è che gli omosessuali in Russia sono liberi di fare ciò che gli garba finché questo non ha impatti sulla società che li circonda.

La politica russa non è quella di sradicare gli omosessuali dalla faccia della Madre Russia; dev’essere guidata dalla sensibilità del 99% dei russi che non sono omosessuali e che sperano che l’omosessualità non sia imposta a coloro che non hanno ancora raggiunto l’età della ragione. Questo è quanto.

Quelli che decidono di vedere nella Russia un rinforzo della purezza morale che adesso manca in occidente sarebbero presto disincantati dopo anche pochi giorni solo nei centri più popolosi del Paese: licenza sessuale in tutte le sue possibili configurazioni e combinazioni è cosa diffusa e l’uso di alcol e droga rampante.

Russia la salvatrice ?

Alcuni ritengono che molto sia dovuto all’eredità Cristiana della Russia occidentale. Spesso vediamo Putin intrattenersi con il Patriarca ed andare in chiesa, ad esempio.

L’Ortodossia Russa è un artefatto culturale per molti russi, più che l’epicentro di una fede vibrante. È un motore politico. E, prima che ce ne dimentichiamo: Putin è un politico. Lui ha una popolazione da mantenere contenta.

Quasi tutti i russi dichiareranno di essere cristiani; molti indossano una croce, alcuni vanno in chiesa. Quasi nessuno conosce qualcosa riguardo alla Bibbia. Ancora meno sono coloro che basano la propria vita su di essa. Questa è la realtà.

Mio figlio è cresciuto in Russia, ad un certo punto cadde più o meno sotto l’influenza di un personaggio rasputiniano che informò mio figlio – quello che io avevo tirato su, nutrito ed educato – che adesso era il suo ‘figlio spirituale’.

Ho organizzato un incontro con questo individuo al quale era presente anche mio figlio e durante il quale io resi il prete barbuto assolutamente conscio del fatto che fino al giorno in cui mio figlio non avesse saputo spiegarmi i canoni della fede che lui aveva abbracciato e le ragioni che lo spingevano a fare ciò questa ‘adozione’ decadeva.

Discussioni fatte in seguito con mio figlio riguardo a questo episodio da setta rivelarono che l’impeto che lo spingeva era che lui era l’unico ragazzo in classe che non indossava una croce. Io spiegai che i bambini nella sua classe sapevano meno di Cristianesimo loro che non io di quanto non sappia in materia di disposizione floreale.

Nondimeno gli comprai una Bibbia, gli diedi alcune indicazioni basiche e insegnai lui il Padrenostro a memoria (in russo: Otche Nashe).

Ebbi poi una qualche forma di vendetta dopo qualche mese quando mi raccontò che l’insegnante chiese in classe chi conoscesse il padrenostro. Lui, naturalmente, era l’unico.

Un’altra supposizione che io vedo generalmente condivisa tra certi tipi di social media in lingua inglese, conservatori è che Putin sia un eroe solitario, un uomo che si mette contro la malvagità dei banchieri internazionali ed un rettificatore delle ingiustizie.

Scoprire chi sia il proprietario della Banca Centrale Russa non è più difficile che scoprire chi sia quello della US Federal Reserve; comunque uno dovrebbe comprendere che la versione russa venne fondata nello spazio post-sovietico del 1990

un momento durante il quale le leggi russe erano semplicemente passate brevi mano al Paese da ONG degli USA.

Il vice governatore dello Stato Duma, Yevgeny Fyodorov disse alla Pravda come funzionava il meccanismo: ”per far si che la Banca centrale rilasciasse rubli in Russia, in modo che potessimo andare nei negozi e poi spenderli, la Banca Centrale doveva acquistare prima dollari americani” e continua ”in altre parole la Russia non è neppure una nazione di rubli per modo di dire. La Russia è una nazione di dollari”.

Questa è la realtà adesso. È stata la realtà dal 1990. Potete tratte da soli le conclusioni.

Putin è certamente un uomo intelligente ed uno stratega superlativo, calcolatore e deciso. Ma -a discapito di quello che possono pensare i suoi fan in occidente- gli mancano i tratti da supereroe.

Putin non è né un martire, né un imprudente; forse non vuole abbandonare il posto sotto i riflettori adesso, ma vorrà farlo un giorno e quando questo accadrà egli avrà bisogno di una via d’uscita.

Lui sa come operano le nazioni occidentali civilizzate, ha visto come queste hanno trattato Saddam e Milosevic. Putin è un realista.

Le persone che arrivano a giocare al livello di Putin non pensano in termini di buoni e cattivi; giocano un gioco difficile -e in alcuni casi giocano eccezionalmente bene. Ma rimangono coscienti dei risvolti verosimili che possono sempre esserci e non sono accecati da sentimenti o da pensieri di speranze.

È giunto il momento che il resto di noi faccia lo stesso.

Samm Gerrans

Fonte: https://www.rt.com

Link: https://www.rt.com/op-edge/322690-russia-savior-decadent-west/

19.11.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura de IL PICARO

Pubblicato da Davide