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LA RIVOLUZIONE NON E' UN PRANZO DI GALA

DI FENRIR

hescaton.com

Eternamente ritorna l’uomo di cui tu sei stanco, il piccolo uomo

F. Nietzsche

La rivoluzione non è un pranzo di gala; non è un’opera letteraria, un disegno, un ricamo; non la si può fare con altrettanta eleganza, tranquillità e delicatezza, o con altrettanta dolcezza, gentilezza, cortesia, riguardo e magnanimità. La rivoluzione è un’insurrezione, un atto di violenza con il quale una classe ne rovescia un’altra. Con questa frase Mao Tse-tung ci fa capire con poche ma stupende parole cosa sia una Rivoluzione.

Lungi da me ogni simpatia politica per l’uomo in questione, fondatore di una delle più terribili tirannie mai esistite che tuttora rimane un mostruoso regime ibrido capital-comunista, capace di sommare gli aspetti negativi di entrambi i sistemi, però questa sua famosissima frase racchiude chiaramente un concetto di cui gli italiani e gli occidentali sembrano essersi dimenticati, cioè cosa sia una Rivoluzione.

Analizzando la reazione degli utenti di Facebook e Twitter, che ormai coincidono con la maggioranza degli italiani under 60, sui recenti avvenimenti di contestazione, abbiamo un quadro alquanto curioso. Ad esempio, non so se vi ricordate la coraggiosa ragazza che ebbe l’audacia di saltare sul tavolo dietro il quale parlava Mario Draghi lanciandogli coriandoli (simboleggianti la dittatoriale carta straccia stampata a più non posso chiamata Euro) e scandendo slogan contro la dittatura delle banche. Qui sotto per chi se la fosse persa:

ragazza contro Mario Draghi

Ecco, se da una parte gli occidentali più intelligenti hanno plauso al gesto della ragazza, dall’altra una buona parte la ha in qualche modo contestata, asserendo che un’azione del genere non serve niente, che riuscendo ad andare così vicino avrebbe dovuto sparargli, ed altre tante sciocchezze da rivoluzionari da pc. Quando, invece, è stato semplicemente un gesto coraggioso, forte ma non violento, con un alta risonanza mediatica e con un potente messaggio simbolico. Ma niente, ai rivoluzionari di Facebook, questo non basta, Draghi deve essere ucciso, le banche devono essere bruciate, bisogna far saltare in aria la BCE e via dicendo.

Ora torniamo a noi, come ormai tutti sappiamo alla nausea, Milano è stata devastata dalle tute nere che si erano mischiate ai manifestanti No Expo. Quindi auto incendiate, negozi devastati e “finalmente” banche bruciate come volevano molti dei rivoluzionari da pc. Ma incredibilmente (o forse no) stavolta il popolo, grazie anche ad una grandissima azione e manipolazione dei media di regime, si è fortemente indignato contro i manifestanti violenti, ma di un’indignazione veramente importante con insulti di qualsiasi genere. Un’indignazione che come ricordano i migliori blog e siti sulla rete, decisamente superiore all’indignazione, contro gli sprechi del governo, contro la corruzione o contro la dittatura finanziaria in cui viviamo. E’ un fenomeno che in parte mi stupisce, perché ad esempio, io non sono un oppositore del regime attivo in manifestazioni, la mia opposizione attualmente è solo a livello intellettuale come blogger e scrittore, sono un borghese come la maggioranza degli italiani (si la maggioranza, anche i giovani disoccupati mantenuti dai genitori lo sono, i dipendenti statali o i pensionati con casa di proprietà o da mille euro in su, lo sono) e nonostante ciò, io non sono così indignato contro le tute nere, cioè sicuramente contesto la strategia di attaccare nella mischia anche i beni di privati cittadini, strategia totalmente sbagliata a mio avviso, ma al tempo stesso non perdo di vista chi sono i veri colpevoli di tutto ciò, cioè la minoranza al potere, il famoso 1% costituito da banchieri, oligarchi, politici e boiardi di stato che sta portando il sistema e la maggioranza della popolazione mondiale, ad un tragico collasso.

Ora, voglio quindi comprendere come mai, invece, per la maggioranza degli occidentali l’indignazione verso i ribelli è più forte di quella verso i tiranni sopracitati (parlo di occidentali, perché anche in altri paesi si è verificato lo stesso fenomeno). Io credo che la spiegazione sia abbastanza semplice, il piccolo uomo di cui parla Nietzsche, l’uomo mediocre che vede solo i suoi immediati vantaggi, che sa solo prendere, che non sa combattere, che non sa donare, che non vede oltre il proprio naso, l’uomo totalmente ipnotizzato dai mass media e dalla frenesia della routine quotidiana si è ormai totalmente impossessato, grazie al regime dei mercanti alias regime capitalista, dell’anima della maggioranza della popolazione occidentale che quindi si arrabbia quando vede un’auto privata bruciata, perché pensa: ” e se fosse la mia”, quindi sente che gli stanno togliendo qualcosa, che lo stanno danneggiando. E lo stesso discorso delle persone arrabbiate con i ferrovieri che fanno sciopero o delle persone intrappolate nel traffico durante le rivolte del 9 Dicembre. Persone che si arrabbiano da morire per i piccoli o medi svantaggi diretti che possono subire dai manifestanti e che non capiscono cosa abbia spinto gli stessi a protestare. Persone che si infuriano moltissimo per 1,5 milioni di danni dei No Expo ma che invece si indignano blandamente per 50-100 miliardi che ci costa la corruzione o per gli almeno e ripeto almeno 50 miliardi che ci costa la dittatura delle banche. Quindi per cifre 100.000 volte maggiori rispetto ai danni dei manifestanti violenti. Questo perché corruzione e dittatura finanziaria è qualcosa di meno diretto, di più collettivo, qualcosa che il piccolo uomo ipnotizzato non recepisce immediatamente.

Detto questo, sottolineo che non mi piace la polemica contro il popolo, anche io faccio parte di questa massa imborghesita. Però bisogna rendersi conto che invocare la rivoluzione su Facebook e poi indignarsi alla vista dei primi fuochi, vuol dire non capire cosa sia una rivoluzione. Se effettivamente, solo in linea teorica, ci fosse una devastazione ribelle in tutta Italia anche mille volte quella di Milano, quindi con danni pari 1,5 miliardi e se questa effettivamente riuscisse a cambiare questo sistema in putrefazione, non sarebbe un conto sostenibile rispetto alle decine se non centinaia di miliardi che regaliamo alla corruzione, alla politica, all’usurocrazia e all’oligarchia finanziaria? Io credo che la risposta sia ovvia. Quindi invito tutti, a rimanere coscienti, a non dimenticarsi chi è veramente il tiranno, a risparmiare le proprie energie per contrastare nel proprio piccolo un sistema sbagliato piuttosto che infuriarsi contro dei ribelli anche se hanno agito in una maniera errata.

Ci arrabbiamo nel vedere distrutte delle cose più di quanto ci arrabbiamo nel vedere annientato il nostro futuro, nel vedere annichilita la dignità di altri essere umani, costretti al suicidio o alla protesta violenta e parlo soprattutto a chi è genitore, nel veder derubato il futuro dei propri figli. Non vi arrabbiate per la vetrina spaccata, quella si ripara, infuriatevi per chi vi sta rubando la vita, perché il denaro significa tempo, e quando il sistema si appropria del denaro che abbiamo guadagnato con il duro lavoro o ci rende impossibile guadagnarlo, ci sta effettivamente rubando del tempo, della vita, che non avremo mai indietro.

Detto questo, non sto in nessun modo incitando alla protesta violenta o giustificando le azioni illegali dei manifestanti, sto solo invitando tutti i lettori a non perdere di vista il vero oppressore, che non è uno schiavo come noi che si ribella e magari ribellandosi ci danneggia, ma che è chi è all’origine della sofferenza che causa la rivolta e talvolta una rivoluzione. Soprattutto quando chi rappresenta il potere organizzato liquida l’insofferenza chiamandoli “tre fischi” o “quattro figli di papà” dimostrando una pericolosa indifferenza che non potrà che aizzare il fuoco della ribellione.

Concludo dicendo che io piano piano sono diventato consapevole di essere un piccolo uomo borghese nel senso più negativo del termine e sto cercando di superare questo mio stato, probabilmente se la crisi diventerà, come sembra, sempre più grave, anche i più imborghesiti (o imbestialiti) saranno costretti ad autosuperarsi. L’importante è non farsi disinformare dai media e smettere di seguire il loro dito e cercare di rimanere focalizzati sempre su chi è l’oppressore e chi l’oppresso.

Fonte: www.hescaton.com

Link: http://www.hescaton.com/wordpress/la-rivoluzione-non-e-un-pranzo-di-gala/

4.05.2015

Pubblicato da Davide

  • GioCo

    Ringrazio Fenrir che mi da la possibilità di dire alcune cose forse importanti. Forse solo per alcuni.
    La meccanica è sempre più complessa di come vorremmo.
    Se un motore di automobile andasse per magie, o per la presenza di spiriti, è chiaro che vi sarebbe un legame diretto tra volontà e azione.
    Tu agiti la bacchetta come il famoso maghetto mediatico ed esiste l’automobile che ti porta dove ti serve. Tra volontà e azione la distanza si riduce. Quella che noi chiamiamo fisica del possibile invece è già un po’ più complessa e per arrivare all’automobile tra l’estrazione delle materie prime in miniere, la fusione di metalli e la chimica per l’elaborazione di certi materiali e delle loro specifiche caratteristiche, di resistenza, durevolezza etc., c’è un potente lavoro di ingegneria, una lunga preparazione, un esercizio e uno studio approfonditi di meccanica, elettrotecnica, etc. che da soli non bastano neppure.
    Infatti ci vuole anche una struttura molto complessa che supporti l’impegno di ognuno, dall’operaio, all’ingegnere, non solo industriale, ma anche economica che modella una società possibile, quella attuale. La modella con le sue idee, le sue soluzioni, fatte di progettualità, di studio, di laboratori sperimentali, di ricerca e di scienza, cioè modelli matematici e ipotesi teoriche su come funziona il mondo (o Dio) e le sue leggi. Uno studio partito dalla religione, quindi e che non si è mai dissociato dall’impostazione originale, quella della ricerca.
    Anche se a un certo punto ha sentito l’esigenza di staccarsi da un ambiente religioso che rifiutava la direzione intrapresa perchè divergeva sempre più drammaticamente dalla interpretazione del divino.

    Questa spaccatura profonda non è sanata: da una parte abbiamo l’idea ancestrale e spirituale oltre il sensibile e dall’altra l’idea geometrica ed ermetica del divino sensibile. Tale spaccatura si riflette poi a specchio in tutto il nostro pensiero. Ovviamente. Facendo della nostra cultura, la cultura della divisione, in particolare tra fratello e fratello. Non a caso è una cultura eminentemente settaria e ego-centrata.

    Ma questo non è male, in fondo se ci permettessimo di chiudere il ciclo ci accorgeremmo che non è un male. Ma per chiuderlo dovremmo accettare che tutto il nostro sapere è inutile, che noi siamo inutili, che il mondo che ci circonda è altro da noi, dal nostro pensiero e dalla nostra azione. Come accaduto a Nietzsche rischio di perdere la ragione e impazzisco (lui finì i suoi giorni in un manicomio con il cervello bello che fritto e questo rimane un monito per tutti ben più potente delle sue parole) oppure mi piego e accetto l’esistente che mi ha accolto e nutrito dalla nascita, cercando nel mio possibile di fare azione di contenimento del danno. Un po’ come si fa con la distribuzione gratuita di goldoni nel mondo della prostituzione: da una parte la incentivi e dall’altra tenti di creare strade perché il punto più debole della catena dello sfruttamento possa uscirne, possa trovare una alternativa.
    Ma è anche ovvio che se di mestiere fai contenimento, sei perennemente al centro del dibattito e sotto tiro dei cecchini sudditi del cretinismo più becero. Cioè sei nella posizione peggiore a fare il mestiere peggiore e con il minimo residuo di controllo della situazione. Devi operare un complesso equilibrio tra il pericolo di cadere in depressione e la necessità fisica di stare allegro.
    Diventa un ossessione non solo l’ottenimento di spazio residuo di controllo, ma anche la resilienza.

    Quindi, quale residua possibilità di sopravvivenza ha una società che non tollera più nemmeno il suo obbligatorio contenimento del danno interno? Collassa. Come una stella quando esaurisce il carburante. Finisce il suo ciclo.
    E’ però, peccato che questo ciclo sia coincidente con uno un po’ più vasto dovuto a un processo che ha reso la nostra società a impatto globale. Quindi se collassa l’impatto è globale. Allora siamo presi dal terrore, terrore per il nostro futuro, per il nostro destino. Noi come chi ci comanda.

  • Neriana

    Carissimo GioCo, questo post è per dirti quanto apprezzo il tuo pensiero e quanto mi fa piacere leggere i tuoi commenti. Una bella mente cosmica che si eleva dalla "condizione" umana, per poi guardare l’Umanità con tristezza e tenerezza. Io sono l’Umanita’ : ) 

  • lucamartinelli

    Peccato che l’articolo inizi con uno dei tanti luoghi comuni di cui la propaganda ha riempito il mondo. Che Mao sia stato un tiranno sanguinario è ancora tutto da dimostrare. Stalin inizia a essere rivalutato come statista, man mano che emergono prove che ridimensionano la "purghe" se non addirittura le smentiscono (dalle fosse di Katyn all’epurazione di 10.000 ufficiali dell’Armata Rossa) credo sia ora che anche Mao venga indagato storicamente con onestà.

  • ottavino

    Mi sembra che qui venga negata l’esistenza di un contesto nel quale avvengono certi fatti.

    La Cina di Mao, nel momento storico della rivoluzione cinese, è altro dall’occidente che spia il mondo da un computer.
    Cambia il contesto, cambia tutto il giudizio.
  • cardisem

    Leggo:
    “Lungi da me ogni simpatia politica per l’uomo in questione,»
    Commento:
    E se uno questa “simpatia” ce l’avesse, magari basata su una “narrazione” totalmente sballata, di cui egli stesso potrebbe poi ricredersi, cosa mai gli faresti?
    Lo manderesti in galera perché da giovane aveva manifestato con i cartelli di “servire il popolo” che mi ricordo erano scritti sotto il ritratto di Mao?

    Qualunque sia il giudizio che si possa dare di Mao, resta il fatto che oggi la Cina è la Cina e l’Italietta con i suoi servili governi dal 1945 ad oggi rischia forte di scomparire del tutto come soggetto politico…

    Chissà torneremo ad essere un popolo di camerieri, di Pulcinella, di lazzaroni, di pezzenti… di mandolinari…

    Il guaio è che ci facciamo dettare i concetti di “buono” e di “cattivo” da chi ci tiene il tallone sul capo… Almeno, avessimo noi la “sovranità” pèer poter distribuire patenti di “buono” e di “cattivo” sarebbe una condizione meno triste, ma a noi, poveri servi, non ci è concesso di dire chi è “buono” e chi è “cattivo”, lo possiamo sapere e dire solo DOPO che ce lo ha detto il nostro Padrone…

  • cardisem

    No! Io spezzo una lancia a favore della ggente, dei cazzoni, dei coglioni, dei dormienti, di tutti quelli dai quali ci saremmo aspettati cose che non fanno…

    Sono dalla loro parte per il fatto che capisco, o credo di capire, l’avvilimento morale e intellettuale al quale sono stati ridotti.

    Ma proprio perché lo capisco, se davvero lo capisco, ritengo allora che la “colpa” sia tutta mia e solo mia per non essere riuscito (da Intellettuale grande o poccolo, non importa), per non aver saputo fare nulla per farli uscire dal loro torpore, dalla loro condizione di uomini ingannati…

    Quanto alla violenza milanese so bene che se mi metto anche lontanamente a plaudire, mi entra la polizia in casa…
    Non è affar mia rompere le vetrine o ripararle, imbrattare i muri o ripulirli, ma se mi si dice che quella voleva essere una “protesta” (fatta a rischio della propria pelle: altro che tastiera di un computer), io penso solo alla “protesta” e lasciò il compito di ripulire le scritte o rimettere a posto le vetrine a quanti si sono assunti questo compito o hanno fatto questa scelta…

    La violenza?
    Quanto è costato l’Expo?
    18 miliardi?
    Quanto è stato tolto ai pensionati? (per non parlare degli statali “borghesi” cui sono stati bloccati gli scatti)
    18 miliardi?
    Per farne cosa?
    L’Expo? Che robbba è? Ancora non ho capito cosa è e a cosa serve…

    Ma non è questo un Crimine Sommo che supera qualsiasi rottura di vetrine e di coglioni???!!!!

  • cardisem

    PS – In questo mio commento e nel successivo non ho inteso contestare l’articolo e il suo autore, ma solo commentare i brani riportati… Può darsi che nell’insieme mi trovi d’accordo con l’Autore.

  • gimo

    questo articolo lo trovo ridicolo. un continuo contraddirsi e contraddirsi pure su luoghi comuni piuttosto inutili.
    bah

  • Gil_Grissom

    Credo che il buon padre di famiglia che e’ costretto a tirare la cinghia per far quadrare i conti della famiglia abbia dovuto dire di fronte ai figli che i black bloc erano dei vandali distruttori, ma in cuor suo stia piu’ con loro che col capitalismo selvaggio di banche e finanziarie che magari gli stanno mangiando la casa. Secondo me non meno del 70 per cento degli italiani concorda su quanto asseriscono i black bloc, solo che hanno paura a dirlo. Accade un po’ come ai tempi delle Brigate Rosse, quando sparavano a dirigenti che prendevano miliardi di stipendio e poi tagliavano posti di lavoro per risparmiare o a giuslavoristi che studiavano leggi appositamente per danneggiare i lavoratori: tutti sapevano che facevano bene ma non si poteva dire perché la morale borghese lo impedisce. Ma in cuor nostro tutti sappiamo che alcune vittime cadute sotto il fuoco delle BR proprio vittime non erano, ma erano solo carnefici abbattuti da un popolo stanco di soprusi e sberleffi, un po’ come Maria Antonietta agli inizi della rivoluzione francese.

  • furibondius

     "i veri colpevoli di tutto ciò, cioè la minoranza al potere, il famoso 1% costituito da banchieri, oligarchi, politici e boiardi di stato che sta portando il sistema e la maggioranza della popolazione mondiale, ad un tragico collasso"…..





    ma chi l’ha detto?

     costoro, senza miliardi di teste di cazzo che hanno come unico scopo nella vita l’aumento dei propri consumi, non avrebbero alcun potere…….

    sono proprio queste smiliardate di teste di cazzo che consumano cose prevalentemente inutili, riducendo il pianeta una enorme discarica di sostanze tossiche e private ad una eventuale possibile utilitá, a sostenere questo sistema, ad auto manipolarsi con la rete, nell’illusione di essersi liberati dal potere che manipola con la tv…….

    vorrei che quei poverini che si sono prestati a cancellare le scritte sui muri di Milano, e a raccogliere i cocci di un miliardesimo dello spreco di risorse che l’uomo medio consumatore ogni giorno contribuisce a produrre lavorando come uno schiavo, pensassero alla sproporzione che c’è tra le loro piccole pennellate ipocrite e l’immensa grandezza delle loro teste di cazzo…..

    basta con questa storia dell’1 per cento causa di tutti i mali, è lampante che il potere REALE è in mano al 99…………

    se sono giuste, e lo sono, le parole di Mao Tse Tung, allora sarà molto difficile che la classe costituita dal 99 per cento rivolti se stessa, a meno di una improbabile e radicale autocritica…………….
  • gimo

    basta con questa storia dell’1 per cento causa di tutti i mali, è lampante che il potere REALE è in mano al 99…………



    Il potere, caro Furibondus, lo ha chi ha la CONOSCENZA!!!
    E la vera conoscenza è assolutamente elitaria. La massa non ha la capacità di comprendere e conoscere. Solo una esigua minoranza ha quel "quid".
    (sto parlando di "C"onoscenza, di SAPERE)
    Quindi ti stai sbagliando alla grande….e ti stai schierando in quel 99% dimostrando di non avere la capacità di comprendere!  😉
    Spiacente!
  • gimo

    ps: di quella esigua minoranza che ha la possibilità di comprendere c’è una minoranza che ha la volontà di dominio. Gli altri, piu comprendono meno hanno interesse a cambiare alcunchè.

  • furibondius

    gimondi ti arrampichi, invece che sullo stelvio, sugli specchi. Proprio perchè il 99 per cento ignora le proprie responsabilità e il proprio potere, proprio perchè non conosce, o non usa il proprio sapere in quanto potere per affermare la propria dignità, i propri diritti ed averi di natura, deve ( dobbiamo) riconoscere di essere il responsabile della sua (nostra) condizione. Altrochè l’uno per cento, basterebbe un cricco……

  • furibondius

    Quell’uno da te sovrastimato (per senso di inferiorità ?) sa solo e semplicemente che le seghe mentali che si fa gente come te sono stronzate, ragiona semplice e ragionando semplice ti incula! 

    😉