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LA RISPOSTA RUSSA A UNA DOPPIA DICHIARAZIONE DI GUERRA

DI THE SAKER

vineyardsaker.blogspot.be

Il contesto: una doppia dichiarazione di guerra

Ascoltare Poroshenko pochi giorni fa e poi Obama all’ONU non lascia dubbio alcuno sul fatto che l’impero anglo-sionista sia in guerra contro la Russia. Eppure molti credono che la risposta russa a questa realtà sia inadeguata. Vengono costantemente rivolte accuse a Putin riguardo alla politica russa nella crisi in Ucraina. Ciò che propongo di seguito è un piccolo promemoria riguardo a Putin, i suoi doveri e le sue opzioni.

Innanzitutto, Putin non venne mai eletto a poliziotto del mondo o salvatore, ma solo alla presidenza russa. Sembra ovvio, eppure molti sembrano dare per scontato che Putin sia moralmente obbligato a fare qualcosa per proteggere la Siria, la Novorussia o qualsiasi altra parte del mondo sia sotto attacco. Non è così. Sì, la Russia è de facto a capo dei BRICS e dei paesi dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai, ma Putin ha il dovere morale e legale di occuparsi prima di tutto del suo popolo.

Secondo, la Russia è ora ufficialmente nel mirino dell’impero anglo-sionista, il quale include non solo 3 paesi nucleari (USA, Regno Unito, Francia) ma anche la più potente forza militare (USA+NATO) e le maggiori economie del mondo (USA+EU). Credo possiamo essere tutti d’accordo sul fatto che la minaccia rappresentata da un simile impero non sia da poco, e che la Russia abbia ragione a essere molto cauta nell’occuparsene.

Criticare Putin senza capire

Ora, sorprendentemente, molti di quelli che accusano Putin di essere un rammollito, un venduto o un ingenuo affermano anche che l’Occidente stia preparando contro la Russia una guerra nucleare. Se è davvero così, sorge la domanda: se esiste un rischio reale di guerra, nucleare o no, Putin sta facendo la cosa giusta non facendo il duro o minacciando? Alcuni direbbero che l’Occidente vuole la guerra qualsiasi cosa faccia Putin. D’accordo, giusto; ma in questo caso la cosa giusta da fare non è proprio guadagnare più tempo possibile prima dell’inevitabile?!

Terzo, sulla questione degli USA contro l’ISIL, in diversi accusano Putin di pugnalare alle spalle Assad supportando la risoluzione USA al consiglio di sicurezza dell’ONU. Ma Putin cosa doveva fare? Mandare l’aviazione russa in Siria a proteggere i confini siriani? E Assad cos’ha fatto? Ha forse inviato la sua aviazione per cercare di fermare gli USA, o ha fatto un accordo a bassa voce: bombardate “loro”, non noi, e io protesterò senza far nulla? Ovviamente la seconda. Di fatto, Putin e Assad hanno esattamente la stessa posizione: protestare la natura unilaterale degli attacchi, pretendere una risoluzione ONU e nel frattempo guardare tranquillamente lo zio Sam scagliarsi contro la sua stessa progenie e cercare di distruggerla.

Aggiungerei che Lavrov molto logicamente ha affermato che non esistono “terroristi buoni”. Egli sa che l’ISIL non è altro che la continuazione dell’insorgenza siriana creata dagli USA, a sua volta una continuazione della creatura statunitense al-Qaeda.

Da un punto di vista russo, la scelta è semplice: cos’è meglio, che gli USA usino le loro forze e i loro uomini per uccidere i pazzi wahabiti, o che lo faccia Assad? E se l’ISIL vince in Iraq, quanto ci vorrà prima che vada in Cecenia? O in Crimea? O in Tatarstan? Perché mai un soldato russo o siriano dovrebbe rischiare la morte, se l’aviazione statunitense è disposta a farlo per loro? Se è piacevolmente ironico che gli USA debbano ora bombardare la loro stessa creatura, che lo facciano. Perfino Assad ne è chiaramente contento.

Infine, ONU o non ONU, gli USA avevano già preso la decisione di bombardare l’ISIL. Quindi che senso avrebbe avuto bloccare una risoluzione perfettamente buona dell’ONU? Sarebbe stato un autogol. Di fatto, questa risoluzione può perfino essere usata dalla Russia per impedire che gli USA e il Regno Unito fungano da base arretrata per gli estremisti wahabiti (la risoluzione lo bandisce, e stiamo parlando di una risoluzione obbligatoria del consiglio di sicurezza dell’ONU, capitolo VII).
Eppure, alcuni dicono ancora che Putin ha sacrificato Assad. Quanto stupidi bisogna essere per avere idee simili sulla guerra e la politica? E se Putin voleva sacrificare Assad, perché non l’ha fatto l’anno scorso?

[…] Di fatto, credo siano in corso allo stesso tempo tre fenomeni:
1) Una campagna anti-Putin iniziata dagli agenti governativi di USA e Regno Unito con il compito di manipolare i social media.
2) Una campagna anti-Putin spontanea guidata da certi circoli russi nazionalisti-bolscevichi (Limonov, Dugin ecc.).
3) Una sincera perplessità, angoscia e frustrazione da parte di persone oneste e ben intenzionate che davvero non trovano alcun senso nell’attuale posizione della Russia. E’ a questo terzo gruppo che dedico l’articolo per cercare di spiegare la posizione russa.

Spiegare una politica apparentemente illogica

Nell’introduzione ho affermato che ciò che sta avvenendo è una guerra contro la Russia, guerra non sparata (finora?) e non in vecchio stile guerra fredda. In pratica ciò che gli anglo-sionisti stanno facendo è piuttosto chiaro, e molti commentatori russi sono già arrivati a questa conclusione: gli USA sono impegnati in una guerra contro la Russia nella quale combatteranno fino all’ultimo ucraino. Perciò per l’impero il successo non dipende dal risultato in Ucraina, perché questa guerra non è per l’Ucraina. Per l’impero il successo sarebbe il cambiamento di regime in Russia. Vediamo come intende ottenere questo risultato.

Il piano originario era semplicistico, in stile tipicamente neo-con americano: rovesciare Yanukovich, portare l’Ucraina nell’UE e nella NATO, estendere la NATO fino al confine russo e occupare militarmente la Crimea. Quel piano è fallito.

La Russia ha accettato la Crimea e l’Ucraina è collassata in una violenta guerra civile accompagnata da una crisi economica terminale. Perciò i necon statunitensi sono ricorsi al piano B.
Anche il piano B era semplice: far intervenire la Russia militarmente nel Donbass e usare l’intervento come pretesto per una piena guerra fredda 2, che creasse tensioni stile anni ’50 tra Est e Ovest, giustificasse le politiche occidentali con la paura e tagliasse completamente i crescenti legami economici tra Russia e UE.

Solo che anche quel piano è fallito: la Russia non ha abboccato all’esca e, anziché intervenire direttamente nel Donbass, ha cominciato una grandiosa operazione segreta per supportare le forze anti-naziste in Novorussia. Il piano russo ha funzionato e le forze di repressione della giunta sono state sonoramente sconfitte dalle forze armate novorusse, anche se quest’ultime soffrivano di un’enorme inferiorità di fuoco, armamenti, specialisti e uomini (gradualmente, l’aiuto russo segreto ha cambiato tutto questo).

A quel punto i plutocrati anglo-sionisti sono davvero andati su tutte le furie, rendendosi conto che il loro piano stava fallendo e che non potevano fare nulla per salvarlo (un’opzione militare era completamente impossibile, come ho spiegato in precedenza). Hanno provato con sanzioni economiche, tuttavia ciò ha solo aiutato Putin a varare riforme necessarie da tempo. Ma il peggio è che, ogni volta che l’Occidente si aspettava che Putin facesse qualcosa, egli ha fatto l’esatto contrario:
– Nessuno si aspettava che Putin usasse la forza militare in Crimea con un’operazione fulminea che passerà alla storia.
– Tutti (me compreso) si aspettavano che Putin inviasse forze in Novorussia. Non l’ha fatto.
– Nessuno si aspettava contro-sanzioni russe che colpissero il settore agricolo dell’EU.
– Tutti credevano che Putin ricambiasse, dopo le ultime sanzioni. Non l’ha fatto.
Qui c’è una regolarità, un modello che è alla base di tutte le arti marziali: primo, non segnalare mai le tue intenzioni; secondo, usa le finte; terzo, colpisci quando e dove il tuo avversario non se lo aspetta.
Al contrario, ci sono due cose profondamente radicate nella mentalità politica occidentale che Putin non fa mai: minacciare e mettersi in posa. Per esempio, mentre gli USA sono praticamente in guerra con la Russia, la Russia supporta volentieri una risoluzione USA sull’ISIL, se è a suo vantaggio. E i diplomatici russi parleranno di “nostri partner americani” o “nostri amici americani” mentre al contempo fanno più di tutto il resto del mondo messo assieme per rovesciare l’impero anglo-sionista.

Un’occhiata veloce al passato di Putin

Come ho scritto in precedenza, al contrario di altri blogger e commentatori io non sono né un sensitivo né un profeta e non posso dirvi cosa Putin pensa o cosa farà domani. Ma posso dirvi cosa Putin ha già fatto, in ordine sparso:
– spezzato la schiena all’oligarchia appoggiata dagli anglo-sionisti in Russia.
– ottenuto un successo veramente miracoloso in Cecenia (che nessuno, compresi i profeti, aveva previsto).
– letteralmente resuscitato l’economia russa.
– ricostruito l’esercito russo, le forze di sicurezza e di intelligence.
– gravemente compromesso la capacità delle ONG straniere di sovvertire la Russia.
– fatto di più per la de-dollarizzazione del pianeta di qualsiasi altro prima di lui.
– reso chiaramente la Russia il leader sia dei BRICS che dell’Organizzazione per la Cooperazione di Shanghai.
– sfidato apertamente il monopolio informativo della macchina di propaganda occidentale (ad esempio con RussiaToday).
– fermato un imminente aggressione USA/NATO contro la Siria inviando una forza di spedizione navale russa (che dette alla Siria piena copertura radar dell’intera regione).
– reso possibile ad Assad prevalere nella guerra civile siriana.
– rigettato apertamente il “modello di civiltà universale” occidentale, e dichiarato il suo supporto per un altro modello basato sulla religione e la tradizione.
– respinto apertamente un “Nuovo Ordine Mondiale” unipolare guidato dagli anglo-sionisti, e dichiarato il suo supporto per un ordine mondiale multipolare.
– supportato Assange (attraverso RussiaToday) e protetto Snowden.
– creato e promosso un nuovo modello di alleanza tra cristianesimo e islamismo, indebolendo così il paradigma dello “scontro di civiltà”.
– cacciato a pedate gli anglo-sionisti da luoghi chiave del Caucaso (Cecenia, Ossezia) e dell’Asia Centrale (la base di Manas in Kyrgyzstan).
– dato alla Russia i mezzi per difendere i suoi interessi nell’Artico, compresi i mezzi militari.
– istituito un’alleanza strategica a tutto spettro con la Cina, al centro sia dell’OCS che dei BRICS.
– dato all’Iran gli strumenti per sviluppare un programma nucleare civile.
– ristabilito il supporto politico ed economico russo per Cuba, Venezuela, Bolivia, Ecuador, Brasile, Nicaragua e Argentina.
– sgonfiato molto efficacemente la rivoluzione colorata filo-USA in Russia.
– organizzato il “Voentorg” che ha armato la forze novorusse.
– dato rifugio a centinaia di migliaia di rifugiati ucraini.
– inviato in Novorussia aiuti umanitari di importanza vitale.
– fornito supporto di fuoco diretto e forse perfino copertura aerea alle forze novorusse in luoghi chiave (ad esempio nel “calderone meridionale”).
– parlato apertamente della necessità della Russia di “rendersi sovrana” e prevalere sulla quinta colonna filo-statunitense.
– sta attualmente varando leggi che impediscono agli interessi stranieri di controllare i media russi.
– sta lavorando con la Cina per creare un sistema finanziario completamente separato dall’attuale controllato dagli anglo-sionisti (ad esempio il commercio in rubli o renmimbi).
E la lista continua ancora. Ciò che sto cercando di illustrare è che l’odio degli anglo-sionisti per Putin ha un’ottima ragione: la sua lunga storia di lotta efficace contro di loro. Perciò, a meno che pensiamo che Putin abbia improvvisamente cambiato idea o che abbia esaurito l’energia o il coraggio, l’idea che di soppiatto abbia fatto inversione di marcia non ha senso. Le sue politiche attuali invece il senso ce l’hanno, come cercherò di spiegare ora.

Imperativi che la Russia non può ignorare

Innanzitutto, considero la seguente sequenza indiscutibile:
Primo, la Russia deve prevalere nell’attuale guerra anglo-sionista contro di essa. Quello che vuole l’impero è il cambiamento di regime e poi il completo assorbimento della Russia nella sfera di influenza occidentale, oltre a una probabile frammentazione. Ovvero viene minacciata la stessa esistenza della civiltà russa.
Secondo, la Russia non sarà mai al sicuro con un regime russofobo al potere a Kiev. I fanatici nazionalisti ucraini hanno dimostrato che è impossibile negoziare con loro (hanno rotto letteralmente tutti i concordati firmati finora); il loro odio per la Russia è totale (come evidenziato dalle loro costanti allusioni all’uso di ipotetiche armi nucleari contro la Russia). Di conseguenza:
Terzo, il cambiamento di regime a Kiev è l’unico modo in cui la Russia può ottenere i suoi obiettivi vitali.
Sottolineo ancora che ciò che è in gioco non è la Novorussia, e nemmeno il futuro dell’Ucraina. E’ in gioco un confronto planetario (l’unica tesi di Dugin che condivido totalmente). Il futuro del pianeta dipende alla capacità dei paesi BRICS/OCS di sostituire l’impero anglo-sionista con un ordine internazionale multipolare molto diverso. In questi sforzi la Russia è cruciale e indispensabile (senza di essa qualsiasi sforzo in tal senso è destinato a fallire) e il futuro della Russia si decide ora in base a cosa farà in Ucraina. Il futuro dell’Ucraina dipende in gran parte da cosa succederà in Novorussia, ma non del tutto. Paradossalmente, la Novorussia è più importante per la Russia che per l’Ucraina. Ecco perché: per il resto dell’Ucraina, la Novorussia è perduta. Per sempre. Nemmeno uno sforzo congiunto Putin-Obama potrebbe impedirlo. Di fatto gli ucraini lo sanno e questo è il motivo per cui non provano nemmeno a conquistare il cuore della popolazione locale. […] Detto questo, credo che sia Kiev che Mosca abbiano interesse a mantenere la finzione di un’Ucraina unita. A Kiev serve per non apparire completamente sconfitta dagli odiati moscoviti. Ma alla Russia?

Cosa fareste se foste al posto di Putin?

Ponetevi questa domanda: se foste Putin e il vostro obiettivo fosse il cambiamento di regime a Kiev, preferireste che la Novorussia fosse parte dell’Ucraina oppure no? Direi che avere la Novorussia all’interno sarebbe molto meglio per le seguenti ragioni:
1. la rende parte dei processi ucraini, come le elezioni e i media nazionali.
2. evidenzia il contrasto con le condizioni nel resto dell’Ucraina
3. rende molto più facile influenzare il commercio, gli affari, i trasporti, ecc.
4. crea un centro politico alternativo a Kiev.
5. rende più facile agli interessi russi (di tutti i tipi) penetrare in Ucraina.
6. rende impossibile erigere un “muro” da guerra fredda.
7. vanifica le accuse secondo cui la Russia vuole la partizione dell’Ucraina.
In altre parole, mantenere la Novorussia formalmente in Ucraina è il modo migliore per apparire conformi alle pretese anglo-sioniste mentre al contempo si sovverte la giunta al potere. In un recente articolo ho definito cosa la Russia potrebbe fare senza incorrere in alcuna conseguenza importante:
1. Opporsi politicamente al regime ovunque: all’ONU, sui media, ecc.
2. Esprimere supporto politico per la Novorussia e qualsiasi opposizione ucraina, continuando la guerra di informazione.
3. Impedire che la Novorussia cada (aiuto militare segreto).
4. Mantenere senza pietà la pressione economica sull’Ucraina.
5. Indebolire il più possibile l’”asse di cortesia” USA-EU.
6. Aiutare la Crimea e la Novorussia a prosperare economicamente e finanziariamente.
Quale sarebbe comunque l’alternativa?
Qualcuno crede davvero che una Novorussia indipendente potrebbe vivere con un minimo di serenità e sicurezza senza un cambio di regime a Kiev? Se la Russia non si può permettere la giunta al potere a Kiev, credete che possa la Novorussia?!
[…] Inoltre, mentre la Russia potrebbe facilmente sconfiggere l’esercito ucraino, difficilmente sarebbe una vittoria significativa. All’esterno scatenerebbe un enorme peggioramento del clima politico internazionale, mentre all’interno i russi dovrebbero sopprimere i nazionalisti ucraini con la forza. Potrebbe farlo, la Russia? La risposta è: sì, ma a che prezzo?
[…] E’ un vecchio trucco della CIA quello di usare i social media per promuovere l’estremismo nazionalista in Russia. Un patriota e giornalista ben conosciuto e rispettato, Maksim Shevchenko, ha organizzato un gruppo di persone per tracciare i numeri IP di alcuni dei blog e siti nazionalisti radicali più influenti nell’internet russo. Ha scoperto che la maggior parte era basata in USA, Canada e Israele. Che sorpresa! O forse nessuna sorpresa?
Per gli anglo-sionisti è perfettamente sensato supportare gli estremisti e i nazionalisti rabbiosi in Russia. O riescono a influenzare l’opinione pubblica, o almeno possono essere usati per attaccare il regime al potere. Personalmente non vedo alcuna differenza tra Udaltsov o Navalnii da una parte e Limonov o Dugin dall’altra. Il loro unico effetto è di far infuriare la gente contro il Cremlino. Non importa quale sia il pretesto per la rabbia; per Navalnyi sono le “elezioni rubate”, per Dugin è “la Novorussia pugnalata alla schiena”. E non importa quali tra di loro siano agenti pagati o semplicemente “utili idioti” (Dio li giudicherà), ma ciò che importa è che le soluzioni da essi invocate non sono affatto soluzioni, solo pretesti per screditare il regime al potere.
Nel frattempo, non solo Putin non ha venduto, pugnalato alla schiena, scambiato o altrimenti abbandonato la Novorussia, ma è Poroshenko che mantiene a malapena il potere, e il “Banderastan” che sta andando in rovina.

Ma gli oligarchi?

Ho già affrontato la questione in un articolo recente (Vedi: The Vineyard of the saker ), ma credo sia importante ritornarvi sopra, e la prima cosa che è necessario capire nel contesto russo o ucraino è che gli oligarchi sono un fatto della vita. Questo non significa che la loro presenza sia una buona cosa; solo che Putin, Poroshenko o qualsiasi altro cerchi di compiere qualcosa laggiù deve tenerne conto.

La grande differenza è che, mentre a Kiev un regime controllato dagli oligarchi è stato sostituito da un regime di oligarchi, in Russia l’oligarchia può solo influenzare, ma non controllare, il Cremlino. Gli esempi di Khodorkovsky o Evtushenkov mostrano che il Cremlino può ancora buttare giù un oligarca quando necessario.

Una cosa però è prendere uno o due oligarchi e un’altra è toglierli dall’equazione ucraina, cosa impossibile. Quindi per Putin ogni strategia ucraina deve prendere in considerazione la presenza e il potere degli oligarchi ucraini e delle loro controparti russe.

Putin sa che gli oligarchi sono leali solo a se stessi, e che la loro unica “patria” è dove si trovano ad essere le loro proprietà. Per Putin, ex ufficiale del KGB, questa mentalità è un vantaggio, perché potenzialmente gli permette di manipolarli.

Qualsiasi ufficiale dell’intelligence sa che le persone possono essere manipolate con un numero finito di approcci: ideologia, ego, risentimento, sesso, uno scheletro nell’armadio e, ovviamente, i soldi. Da punto di vista di Putin, per esempio, Rinat Akhmetov è un tipo che impiegava qualcosa come 200.000 persone nel Donbass, che chiaramente ottiene ciò che vuole, e la cui lealtà formale a Kiev e all’Ucraina è solo una copertura per la sua lealtà vera: il denaro. Ora, non serve che Putin ammiri o rispetti Akhmetov; gran parte degli ufficiali di intelligence disprezza in silenzio quel tipo di persone, ma Ahkmetov per Putin è una persona assolutamente cruciale con cui parlare ed esplorare le opzioni e, forse, da usare per ottenere un obiettivo strategico nazionale russo nel Donbass. I russi parlano ai loro nemici. Con un sorriso amichevole. Ci sono molte voci di negoziati segreti tra Rinat Akhmetov e vari ufficiali russi. Non ho alcun dubbio che sia così. Un blogger russo crede che Akhmetov sia già stato “persuaso” (leggi: comprato) da Putin e che sia disposto a giocare con le nuove regole, secondo cui “comanda Putin”. Forse.

Ma c’è una quinta colonna in Russia?

Sì, assolutamente. Prima di tutto si trova all’interno dello stesso governo Medvedev, e perfino nell’amministrazione presidenziale. Ricordiamoci sempre che Putin fu messo al potere da due forze in competizione: i servizi segreti e il grande capitale. Se è vero che Putin ha tremendamente indebolito il “grande capitale” (quelli che io chiamo gli “integrazionisti atlantici”), essi sono ancora lì, sebbene più controllati, più attenti e meno arroganti di quando Medvedev era formalmente in carica.

Il grande cambiamento degli anni recenti è che la lotta tra i patrioti (i “sovranisti eurasiatici”) e la quinta colonna è venuta allo scoperto, ma è lungi dall’essere finita. E non dovremmo mai sottovalutare queste persone: hanno molto potere, molto denaro e un’incredibile capacità di corrompere, minacciare, screditare, sabotare, insabbiare, calunniare ecc. Sono anche molto intelligenti, possono ingaggiare i migliori professionisti e sono molto, molto bravi nelle campagne politiche scorrette. Per esempio, la quinta colonna fa di tutto per dar voce all’opposizione nazionalista-bolscevica (sia Limonov che Dugin hanno spazi regolari sulla TV russa) e si dice che finanzi molti dei media nazionalisti-bolscevichi (come i fratelli Koch pagavano il Tea Party negli USA).
Un altro problema è che, sebbene questi tizi stiano oggettivamente facendo il gioco della CIA, non ci sono prove a riguardo. Come mi ha detto molte volte un amico saggio: la maggior parte delle cospirazioni sono in realtà collusioni, e queste sono molto difficili da provare. Ma la comunione di interessi tra la CIA e l’oligarchia russa e ucraina è talmente ovvia da essere innegabile.

Il vero pericolo per la Russia

Perciò ora abbiamo il quadro generale. Putin deve fronteggiare allo stesso tempo:
1) una campagna psicologica di USA, Regno Unito e alleati che combina la demonizzazione mediatica di Putin con una campagna nei social media che lo discredita per la sua passività e mancanza di risposte adeguate all’Occidente.
2) un gruppo piccolo ma molto vocale di nazionalisti-bolscevichi (Limonov, Dugin ecc.) che hanno trovato nella causa novorussa la perfetta opportunità di colpire Putin per non condividere la loro ideologia e le loro “soluzioni” “chiare, semplici e sbagliate”.
3) una rete di potenti oligarchi che cerca di usare l’opportunità offerta dalle azioni dei primi due gruppi per promuovere i propri interessi.
4) una quinta colonna per la quale quanto sopra è una fantastica opportunità per indebolire i sovranisti eurasiatici.
5) la delusione di molte persone sincere che credono la Russia stia agendo come un inerte sacco da boxe.
6) una stragrande maggioranza di persona in Novorussia che vogliono la completa indipendenza formale da Kiev, e che sono sinceramente convinte che ogni negoziato con Kiev sia un preludio al tradimento russo degli interessi della Novorussia.
7) il fatto oggettivo che gli interessi russi e novorussi non sono gli stessi.
8) il fatto oggettivo che l’impero anglo-sionista è ancora molto potente e perfino potenzialmente pericoloso.
E’ molto, molto difficile per Putin bilanciare queste forze in modo tale che il vettore risultante sia conforme agli interessi strategici della Russia. Direi che non c’è soluzione al rompicapo se non la completa separazione tra la politica ufficiale dichiarata e le azioni reali. L’aiuto segreto alla Novorussia (il Voentorg) ne è un esempio, ma solo un esempio limitato, perché ciò che la Russia deve fare ora va oltre le azioni sotto banco: deve sembrare che la Russia faccia una cosa mentre fa l’esatto contrario. In questo momento è nell’interesse strategico russo:
1) Supportare una soluzione negoziata per un’Ucraina unita non allineata con ampie autonomie locali, al contempo opponendosi politicamente al regime ovunque: ONU, media, opinione pubblica, e supportando sia la Novorussia che qualsiasi opposizione ucraina.
2) Dare agli oligarchi russi e ucraini una ragione per, se non supportare, almeno non opporsi a tale soluzione (ad esempio non nazionalizzando le proprietà di Akhmetov nel Donbass), al contempo assicurandosi che ci sia letteralmente abbastanza “potenza di fuoco” per tenere gli oligarchi sotto controllo.
3) Negoziare con l’UE l’implementazione dell’accordo di associazione dell’Ucraina all’UE, al contempo aiutando l’Ucraina a suicidarsi economicamente, assicurandosi che venga applicata la giusta quantità di strangolamento economico per impedire al regime di risollevarsi.
4) Negoziare con l’UE e la giunta di Kiev per la fornitura di gas, al contempo assicurandosi che il regime lo paghi abbastanza da andare in fallimento.
5) Apparire non aggressiva verso gli USA, al contempo cercando il più possibile di creare tensioni tra gli USA e l’UE.
6) Apparire disponibile a fare affari con l’impero anglo-sionista, al contempo costruendo un sistema internazionale alternativo non centrato sugli USA o sul dollaro.
Come vedete, ciò va ben oltre un regolare programma di azioni clandestine. Stiamo parlando di un programma molto complesso, multi-livello, per ottenere il più importante obiettivo russo in Ucraina (il cambiamento di regime) e nel frattempo inibire il più possibile i tentativi anglo-sionisti di ricreare una grave e duratura crisi est-ovest, nella quale l’UE praticamente si fonderebbe con gli USA.

Conclusione: una chiave di lettura delle politiche russe?

La maggior parte di noi pensa in termini di categorie da superpotenza. Dopotutto, i presidenti statunitensi da Reagan a Obama ci hanno tutti servito una dieta di grandi dichiarazioni, operazioni militari quasi continue seguite da sessioni del Pentagono, minacce, sanzioni, boicottaggi ecc. Direi che questo è stato il marchio della “diplomazia” occidentale dalle crociate all’ultima campagna di bombardamenti contro l’ISIL. Russia e Cina hanno una tradizione diametralmente opposta. Per esempio, in termini di metodologia Lavrov ripete sempre lo stesso principio: “vogliamo trasformare i nostri nemici in neutrali, i neutrali in partner e i partner in amici”. Il ruolo dei diplomatici russi non è di preparare la guerra, ma di evitarla. Se per gli USA la diplomazia è solo uno strumento per consegnare minacce, per la Russia serve a disinnescarle.

Non sorprende affatto quindi che la diplomazia statunitense sia così primitiva da rasentare il comico. Dopotutto, quanta raffinatezza è necessaria per dire “obbedisci o altrimenti…”? Qualsiasi teppistello di strada lo sa fare. I diplomatici russi somigliano molto di più agli specialisti artificieri: devono essere estremamente pazienti, attenti e concentrati. E soprattutto non devono permettere ad alcuno di far loro fretta, o salterà tutto in aria.

La Russia è ben consapevole che l’impero anglo-sionista è in guerra con essa, e che la resa non è più un’opzione (se mai lo è stata). La Russia capisce anche di non essere una vera superpotenza, tantomeno un impero. Essa è solo un paese molto potente che sta cercando di opporsi all’impero senza scatenare un confronto frontale con esso. Il suo obiettivo di lungo termine è di abbattere l’impero. Quello di medio termine è di creare le condizioni per il cambio di regime a Kiev. Quello di breve termine è di impedire che la giunta di Kiev invada la Novorussia. Il metodo preferito per ottenere tutti questi obiettivi è la negoziazione con tutte le parti coinvolte, e il prerequisito è di impedire che l’impero riesca a creare una crisi continentale acuta. Se si tengono a mente questi principii base, si comincia a capire il senso degli apparenti zig-zag, contraddizioni e passività delle politiche russe.
Se la Russia riuscirà ad ottenere i suoi obiettivi resta una domanda aperta. In teoria, un attacco riuscito della giunta alla Novorussia potrebbe costringere la Russia ad intervenire. E c’è sempre la possibilità di un ennesimo “false flag”, forse nucleare. Nelle attuali circostanze penso che la politica russa sia solida e la migliore realisticamente ottenibile, ma solo il tempo lo dirà.

Scusatemi se mi ci sono volute più di 6.400 parole per spiegare tutto questo, ma in una società dove la maggior parte dei “pensieri” viene espressa dai “tweets” era un compito ingrato far luce sul diluvio di malintesi e luoghi comuni, per di più manipolati dai social media. Spero che quanti di voi erano confusi dalla posizione apparentemente illogica della Russia ora potranno capirne meglio il senso.

Versione originale:

Fonte: http://vineyardsaker.blogspot.be

Link: http://vineyardsaker.blogspot.be/2014/09/the-russian-response-to-double.html

27.09.2014

Versione italiana:

Fonte: http://www.controinformazione.info/la

Link

29.09.2014

Traduzione a cura di Anacronista

Pubblicato da Davide

  • MassimoContini

    6.400 parole utili.

  • Gil_Grissom

    Tra le cose fatte da Putin in ordine sparso manca il tfr a base di piombo e polonio dato agli oppositori politici, agli ex agenti segreti e alle giornaliste scomode. Una dimenticanza credo del tutto casuale e non voluta dall’autore dell’articolo peraltro molto obiettivo.

  • GioCo

    Tra le malefatte di Putin c’è la politica e c’è il commento di J.P. Sartre “L’inferno sono gli altri”. In effetti il problema è indicare giusti gesti, accuratamente selettivi perché in questo modo l’attenzione non cada sulla questione politica, dove domina la ferocia di “tutti contro tutti”, esattamente come nella malavita organizzata, ma sul giudizio individuale.
    In questo modo, Hitler (o chi per esso) fu il più grande gerarca maniaco omicida di tutti i tempi, ma a me non risulta che i campi di sterminio li abbia scavati tutti da solo con pala e piccone di notte. Però mi risulta fece molti proseliti in ambito anglofono. Allora si scala subito verso la fobia tedesca e il neo-imperialismo germanico. Peccato che Hannah Arendt ci abbia già raccontato della banalità apodittica della burocrazia: niente a che vedere con i videogame pseudo-massonico-satanisti a sfondo horror tecnofrenico da “Quarto Reicht” holliwoodiano.
    C’è però la propaganda. Peccato che sia un certo Woodrow Wilson (che non mi pare centrasse con il vertice governativo Russo) ad averla inaugurata per far entrare gli Stati Uniti nella guerra europea patita nel 1915 e subito impantanatasi nelle trincee di una vetusta visione strategica militare. Fu un successo così folgorante che di fatto da allora USA propugnano propaganda elittocratica come soluzione standard, facendo scuola al mondo da cento anni. Scusate se è poco.

  • Fedeledellacroce

    Lo stesso polonio di Arafat e Chavez?
    Del resto l’avvelenamento é un’usanza diffusa da oltre 10.000 anni.

  • albsorio

    Per noi è difficile valutare una guerra asimmetrica come quella in atto, come conclude il giornalista, solo il tempo dirà se le tante scelte erano giuste, apparentemente quelle russe lo sono.

    La cosa terribile è che il teatro dove si svolge la commedia è reale, vuol dire morte e distruzione per persone vere, noi tastieristi lo dovremo ricordare sempre.
  • Gil_Grissom

    Chavez che io sappia e’ morto di cancro e non avvelenato dal polonio: dicono sia stato "infettato" da agenti cia ma non essendo il cancro un virus o una malattia infettiva mi riesce difficile immaginare come.

  • clausneghe

    Mi ero messo d’impegno sulla tastiera già sabato pomeriggio, appena uscito questo lungo, lunghissimo Post del Saker, con l’intento di tradurlo e farlo girare, data la sua eccezionale importanza, direi. Poi a metà del lavoro mi sono dovuto arrendere, e per questioni di tempo e per la connessione che faceva le bizze. Grazie al traduttore Anacronista che con il suo lavoro permette di leggere questo pezzo, fondamentale per fare il punto sulla situazione Russia vs Resto del mondo.

  • Iside

    e quali sarebbero questi oppositori politici vittime del tfr in
    questione?
    Quali prove hai che la giornalista scomoda sia stata eliminata su
    ordine di putin?
    ti evito la risposta, nessuna. Rientrano tra le
    stronzate con cui il giornalai occidentali liberi e
    democratici ti rincoglioniscono.

  • geopardy

    Siamo sicuri che quelle morti le abbia ordinate il governo russo o non facciano parte di una sofisticata campagna di discredito?

    Anche se fosse stato il governo russo (o suoi personaggi di spicco) ad ordirle, si sarebbe comportato come tanti altri nei cosiddetti paesi democratici (l’Italia tra i primi).
    Ci sono tanti giornalisti ed oppositori, della tipologia di quelli morti, ancora oggi operativi in Russia, pur agendo in un contesto potenzialmente molto più dannoso per il governo russo di quello  precedente e sono tutti vivi e vegeti.
    Una cosa che ho spesso letto in questi anni è che i media russi non perdono occasione di attaccare il governo e non sono controllati, almeno in buona parte, da esso (molto meno che da noi, almeno).
    Fermo restando che Putin appartiene a quel dirigismo, che rappresenta la deriva odierna di pressochè tutto il panorama politico mondiale, ma, secondo me, nettamente meno di quello che viene propinato dai nostri media.
    Seguo spesso  Russia Today e, nonostante sia stata osteggiata in occidente, ti assicuro che tratta le questioni in auge con molta più obbiettività dei nostri (che vanno quasi tutti all’unisono con i desiderata del preteso impero), non dispensando analisi critiche e distaccate alla politica russa, anche se offre altri punti di vista, ma, alla peggiore delle ipotesi, si comporterebbe, relativamente alla Russia, come lo fanno sia la BBC che la CNN rispetto alla politica dei relativi paesi di appartenenza, dando corda alle tesi strategiche, ma non dispensando certe critiche per rimanere, per quanto gli sia possibile, relativamente nel campo dell’informazione democratica.
    Non vedo personaggi alla Josip Stalin e via discorrendo nella Russia attuale, se non altro, Putin è stato pienamente rieletto dal suo popolo.
    Il fatto è che la Russia, ritengo, sia un grosso intralcio all’espansione del potere vigente (volto a contenerlo) e non certo per il "sistema democratico" in senso tale, aldilà della corruzione endemica, che vige in Russia da decenni (ma è in buona compagnia).
    L’unico pericolo ritenuto da essi è per il $istema dollarocratico, che vorrebbe sopravvivere ancora per molto, sfruttando l’intero pianeta, come è insito nelle stesse regole economiche, che si sono volute imporre a tutti dal dopoguerra ad oggi, non calcolando bene (o forse sì, chissà?) la forte espansione economica che ha generato in certi paesi che, sembra, stiano prendendo una certa autonomia decisionale e, cosa più importante, non regalano le proprie risorse ai monopolisti "occidentali".



     



  • Plissken

    Uno degli articoli più importanti degli ultimi mesi.

  • Truman

    L’articolo è eccellente, ma The Saker non credo sia un giornalista, mi sembra piuttosto un progetto di intelligence. Mi sembra di sentir dietro l’odore del gruppo Sorge che operava in Iraq durante i bombardamenti americani.

  • Cataldo

    Questo è un commento improntato a quel cerchiobottismo che distrugge ogni senso critico, tipico arnese di ogni propaganda da che mondo e mondo.
    Putin il cattivone, ma dai.
    Lo stato della democrazia in Russia non è certo peggiore di quello negli USA, alcune considerazioni che possono essere utili.

    Nel 2001 è accaduto un sostanziale colpo di stato in USA, il presidente è stato esautorato dai suoi poteri ed il congresso è stato  sequestrato, mentre il "governo profondo" ha preparato una legislazione di emergenza che ha abolito una grandissima parte dei diritti civili degli americani, e di riflesso anche dei nostri, ma si ha la memoria corta e la pagliacciata dell’antrace, ad esempio,  ormai non la ricorda nessuno, eppure il congresso è stato "chiuso" per giorni e giorni e quando si è riunito ha approvato una legislazione semidittatoriale che era stata preparata da tempo senza alcun dibattito o controllo democratico

    Il potere USA e NATO procede ogni giorno ad eliminazioni di avversari politici e militari in mezzo mondo senza alcun processo e senza giurisdizione, altro che Putin, questi fanno tfr di massa

    Anche in USA e da noi ogni tanto c’è qualche tfr anomalo, gente che si impicca ai termosifoni o che fa incidenti di macchina assurdi, ma su questi casi i media non indagano mai

    La domanda vera da porsi oggi è chi comanda in USA ? Obama ? ho delle grandissime perplessità, ma forse sei tra quelli che credono che l’11 settembre 2001 4 kamikaze con taglierini hanno demolito mezza new york, in questo caso è difficile interloquire.

  • Gil_Grissom

    Quello che e’ accaduto l’11 settembre o quello che io credo sia accaduto non
    ha nulla a che vedere con Putin, a proposito del quale non ho detto che e’ un
    cattivone ma solo che bisognerebbe ricordare non solo le luci, come ha fatto
    l’articolista, ma anche le ombre. Tutto qui.

  • Gil_Grissom

    Quali prove hai che Kennedy sia stato ammazzato dalla CIA o che furono i
    francesi ad abbattere l’aereo di Ustica? Nessuna eppure sono verita’.

  • Gil_Grissom

    Suvvia non sto mica facendo una campagna anti russia e anti Putin, che sulla
    questione Ucraina ha ragione da vendere: sto solo dicendo che anche lui ha
    qualche piccolo scheletro nell’armadio.

  • Iside
    ma come si fa a paragonare casi che non c´entrano niente l´uno con l´altro,
    e che tra l´altro sono di epoche completamente diverse…

  • bstrnt

    Ridicolo!

    E tutti gli altri capi di stato sudamericani non allineati?   … un caso?
  • bstrnt

    Conviene lasciar perdere, Gill è un caso disperato!

  • lucamartinelli

    niente male, complimenti all’autore per la lucidità dell’analisi.

  • Cataldo

    Si hai perfettamente ragione, ho commentato OT, è difficile restare lucidi nel frangente attuale, ma bisogna sempre sforzarsi ….

    Comunque, tornando al punto, non sono nemmeno io cosi ottimista, non tanto su Putin, ma sulla lettura generale di Saker, avremo modo di approfondire.

    Su Putin posso dire che  è sicuramente un leader che non ha burattinai a muoverlo e non è un cooptato come Obama, la sua capacità di comprendere le dinamiche mafiose internazionali è certa, ed è scritta nella  la sua storia, la prima volta che ho sentito il suo nome era in relazione ad un grosso traffico di minerali rari,  gestiti dal suo ufficio KGB di S. Pietroburgo, questo nel periodo in cui i comandanti dei sommergibili vendevano l’argento delle batterie !! Evidentemente ha avuto modo di comprendere tante cose in quelgi anni, che oggi lo aiutano a muoversi.

  • Gil_Grissom

    Era solo per dimostrarti che non e’ che una cosa e’ vera solo se hai le prove, ma ci sono anche cose vere che non si possono provare, ecco le analogie.

  • Gil_Grissom

    Se lo dice una mente acuta e soprattutto indipendente come la tua sara’ sicuramente vero: conviene davvero lasciar perdere.

  • Gil_Grissom

    Certo che no ma qui si sta parlando di Putin: se la Cia assassina leader sudamericani non significa che Putin sia un santo, non c’e’ alcun nesso logico nel tuo pseudoragionamento.

  • Fedeledellacroce

    Se analizzi l’aereo caduto a Katin col primo ministro della polonia e mezzo stato maggiore polacco, per esempio, vedrai che…..
    Il governo polacco stava dando l’ok alla NATO (NATO, non istituto di beneficienza, ma gli assassini piú spietati del pianeta degli ultimi 25 anni) di mettere i suoi missili puntati contro la …… Russia.
    Credi che Putin non abbia tentato tutte le strade possibili prima di buttar giú l’aereo?
    Io direi che la NATOSTAN non gli ha lasciato scelta.
    Ma come vedi insistono. L’Ucraina Ee l’ennesima provocazione.

  • geopardy

    Almeno su qualcosa siamo d’accordo.

  • Truman

    C’era un certo Alfred Tarski che alla fine del suo saggio Verità e dimostrazione arrivava a conclusioni analoghe, non tutto ciò che è vero è anche dimostrabile.

  • GiovanniMayer

    Che bello! Su "la effe" c’è un documentario sulle pussy riot.

    Quel cattivone di Putin.
    Non ci sono più i Feltrinelli di una volta…
  • Quantum

    Vuoi un trucco per causare un tumore ad un vicino di casa antipatico?

    Manometti un forno a microonde perché possa funzionare a sportello aperto.
    Lo punti alla massima potenza verso la camera dove dorme il tuo vicino, se vi separa solo una parete, quindi verso il soffitto o verso la parete dove lui ha il letto, se la parete è sufficientemente sottile e l’esposizione molto vicina e prolungata nel giro di qualche mese si ammalerà di cancro…
    Chavez ed altri leader sud americani si pensa siano stati ammalati con microonde focalizzate. Alta intensità diretta sull’organismo.
    Le armi a microonde non letali sono state già presentate da qualche anno, per sedare rivolte di piazza.
    Ma nulla vieta di pensare che focalizzando la radiazione e aumentandone la frequenza non diano fastidi immediati ma comunque alterazioni biologiche irreversibili.