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LA REPUBBLICA E LA TROIKA

DI ALBERTO BAGNAI

Come avrete saputo, oggi Scalfari ha plaudito all’arrivo della Troika, ovviamente con aria contrita, e sostenendo il brillante paradosso che oggi la Troika non sarebbe più quella di una volta (che non ci siano più le mezze stagioni ce ne siamo accorti!), non sarebbe più “restrizionista” (anche un neologismo, per l’occasione), ma ora la troika deve combattere la deflazione e quindi sarebbe il male minore. Come dire che siccome uno deve smettere di fumare, allora lo farà. Una logica tutta personale, che risponde al noto principio della rana bollita, detto anche metodo Juncker (che non a caso abbiamo messo lì): intanto Scalfari lo ha detto, così, se nessuno reagisce (e nessuno sta reagendo), si può andare avanti. Se reagiremo, ci sarà smentita, poi fra due settimane: “Sapete che c’è, forse è meglio la troika, una medicina amara ma efficace…”. E via andare.

Niente di nuovo, e c’era ovviamente da aspettarselo. Che Scalfari odi l’Italia ci era capitato di osservarlo. D’altra parte, lui da questo paese, al quale ha tanto dato, si aspettava almeno la presidenza della Repubblica (almeno, così mi ha detto un suo collega), ma ha avuto solo la direzione di Repubblica.

Va saputo capire, pover’uomo.

Il presupposto per l’accettazione sociale dell’arrivo della Troika era, come sapete, duplice.

Da un lato, la ripetizione ossessiva di una menzogna, in ossequio al noto principio di Goebbels: la menzogna secondo la quale la crisi sarebbe stata causata dal debito pubblico. Quando intervenii per confutarla nel novembre 2011 non mi sarei mai immaginato di essere appoggiato due anni dopo niente meno che dal vicepresidente della Bce. Questo, attenzione, non vuol dire che oggi, grazie a Monti, non esista in Italia un problema di debito pubblico. Vuol dire però che questo problema non potrà essere risolto facendo altri passi nella direzione sbagliata. I colleghi che su Internet inneggiano a Cottarelli, cercando di far passare il teorema di Haavelmo per vecchiume (ma allora perché libri “moderni” come il Mankiw lo insegnano ancora?), i vari gianninizzeri che continuano ossessivamente a parlare della spesa pubblica italiana, la cui quantità non è un problema, come vi ho mostrato mille e mille volte, collaborano tutti alla creazione di questo frame: quello secondo il quale siccome il problema è il debito pubblico (e invece è il debito privato), e i nostri governi sono incapaci di affrontarlo (certo, lo hanno causato per non affrontare il vero problema), allora c’è bisogno della Troika. Si capiscono così certe fughe dalla democrazia, certa ansia di snellimento delle procedure del partito di Renzi e di Repubblica. Ricordate come Panagiotis ci ha descritto l’approvazione del Memorandum?

Ma l’altro presupposto era mentire sugli italiani, raccontarci, anche qui quotidianamente, ossessivamente, che siamo peggiori degli altri, e che quindi sì, la colpa è dei nostri governi, perché il problema è il debito pubblico (ma se stava scendendo, perfino con Berlusconi?), però alla fine la colpa è nostra, e quando verranno a toglierci la democrazia, a violare il principio fondamentale del no taxation without representation, a spremerci come limoni per risolvere i problemi delle loro banche, be’, alla fine dovremo anche star zitti, perché in fondo ce lo saremo meritati.

A questa duplice menzogna hanno collaborato attivamente tutti gli organi di stampa. Dalla precedente lettera di Massimo non sono riuscito a capire cosa tenga vivo un giornale. Mi pare di aver capito che non sia dare informazioni corrette (e ci posso stare), e nemmeno vendere molte copie (e anche questo lo capisco), ma dopo aver capito cosa non tiene un giornale in vita, non sono riuscito a capire cosa ce lo tenga.

So solo una cosa: chiunque, a qualsiasi titolo, in qualsiasi modo, per qualsiasi motivo, con qualsiasi livello di consapevolezza, abbia cooperato alla costruzione dei due frame che vengono usati per distruggere la democrazia nel mio paese non avrà la mia lacrimuccia.

Questo è certo.

Oltre a questo, però, non so molto altro. Vi dico il poco che so, e il molto che non so, così ci confrontiamo e poi andiamo avanti.

So che c’è aria di manovra, come vi ho detto subito, e probabilmente anche di prelievo forzoso in stile cipriota (chi ha la mia età c’è già passato). Io me ne batto, perché ho pochissimi soldi, ma mi rendo conto che non tutti hanno questo problema, e quindi ora magari son preoccupati. Questo lo vedremo entro settembre. Non escludo che ci sia un avvitamento tagli – riduzione del Pil – aumento del rapporto debito/Pil – tagli di entità e velocità tale da richiedere effettivamente l’intervento della troika, del quale, come abbiamo saputo, si parlava già nel 2011, quando io prevedevo la fine del Berlu, e Monti ancora non aveva fatto crescere di più di 10 punti il rapporto debito/Pil. Se se ne parlava allora, figurati ora! Questo lo sapremo entro dicembre, e sto lavorando sugli scenari con Christian.

Poi, buio.

So anche che a ottobre uscirà il mio prossimo libro, nel quale continuerò a combattere il frame. Non mi aspetto assolutamente niente: semplicemente, sarà, come il primo, una testimonianza.

Cosa possiamo fare?

Stare calmi.

Mi dispiace per come ho trattato un paio di voi nei post precedenti, ma ora è veramente il momento di stare molto ma molto calmi. È difficile, ma dobbiamo provarci. Non possiamo contare sulla sinistra cialtrona e complice (inclusa quella “critica”), non possiamo contare sulla palude che ci ha portato qui, e probabilmente non possiamo contare nemmeno sulla destra che approfitta della situazione. Certo, questa per lo meno ha il vantaggio tattico di dire spesso la verità tecnica. Ma il mondo che ha in mente lei non è il mondo che ho in mente io, se non per un dettaglio, che poi tanto dettaglio non è: mentre la sinistra critica soffoca la democrazia con l’appartenenza, facendo processi politici a me o a Fusaro (per dirne due), e la sinistra di governo la soffoca con la Troika, capita che a destra ci sia qualcuno abbastanza furbo da fare almeno finta di credere ancora nella democrazia.

Ci è toccato vedere anche questo.

Ma i politici italiani, indipendentemente dal loro spessore morale, culturale, dialettico, etico, non possono fare nulla. L’hanno voluto loro, per tanti motivi, un sistema che li esautorasse per deresponsabilizzarli, e ora sono esautorati. Altro che casta! Sì, la casta dei paria, in termini di politica europea!

Quindi, l’unica cosa che possiamo fare è continuare a dare autorevolezza e visibilità a una voce alternativa, finché ce lo permetteranno. Per questo motivo è indispensabile:

1) Dimenticarsi il modello organizzativo “bar di Guerre Stellari”. In un momento nel quale la credibilità è tutto non ci si può unire a chiunque, e chi si unisce a chiunque può anche evitare di chiamarmi. Chiamiamo noi.

2) Lasciarsi alle spalle gli atteggiamenti da hooligan.

3) Portare il dibattito in sedi sempre più prestigiose, accettando, evidentemente, di confrontarsi con interlocutori di livello scientifico e di statura morale discutibili, ma ben visibili nel dibattito, senza aggredirli. Si riapre il quarto d’ora del dilettante, ma non a livello del locale circolo di Memmeta, questa volta lo apriamo ai piani alti, e lì interverremo per mettere le cose in chiaro.

Non credo si possa fare più di questo.

Il comportamento della “sinistra” “anti”-euro chiarisce perfettamente che da quella parte è del tutto impossibile costruire una aggregazione che offra una sponda “politica”. Mi dispiace, è agli atti che mi sono rivolto a loro, è agli atti la stupidità e la slealtà con la quale mi è stato risposto, e attenzione: non ne faccio una questione personale. Certo, io sono rancoroso, ma il problema non è come hanno trattato “me”: il problema è come hanno reagito a certe semplici constatazioni. Il massimo al quale siamo potuti arrivare, faticosamente, è che ora bisogna fare una sinistra antieuro perché c’è una destra antieuro! Insomma: l’euro andrebbe anche bene, ma se la destra lo contesta, allora, sai com’è, per par condicio… Il problema è, ovviamente, che non si può fare una lotta partigiana per la democr
azia chiedendo certificati di purezza etnica ideologica. O sbaglio? Bo’, forse sbaglio… Un conto è mettersi insieme a qualsiasi cialtrone “appartenga” alla tua parte, e un conto è mettere insieme voci efficaci e credibili da qualsiasi parte provengano. Io preferisco la seconda, chi non è d’accordo ha un mouse.

Al prossimo Goofycompleanno ci confronteremo con politici europei che ci hanno provato, gli chiederemo di parlarci delle loro esperienze. La marmaglia locale non ha e quindi non può offrire speranze: le manca la percezione di quale sia il capitalismo da combattere. Forse dopo il Memorandum lo capiranno? No. Quindi pace. Piantatela di chiedermi di fare un partito. Non è possibile. Semplicemente non è possibile. E piantatela di aggredire i nostri interlocutori. È controproducente. Se volete sfogarvi, fate altro, da soli o in compagnia.

Ecco, più di questo non mi sento di dirvi, se non che sono, come ero fin dall’inizio, molto preoccupato. Saetta previsa vien più lenta. Ma che Scalfari potesse mai avere una spudoratezza simile, ecco, questo forse non ero riuscito a prevederlo nemmeno io.

A presto per qualcosa di più tecnico.

Alberto Bagnai
Fonte: http://goofynomics.blogspot.it
Link: http://goofynomics.blogspot.it/2014/08/la-repubblica-e-la-troika.html
4.08.2014

Pubblicato da Davide

  • Aloisio

    il 98% dei giornalisti della carta stampata sono una categoria feccia dell’umanità. scalfari è la feccia della feccia.

  • glab

    concordo! ma il problema del giornalista/feccia (sono sicuramente selezionati) secondo me non è risolvibile deparassitando la feccia poichè essa è coltivata dall’utente dei media e la si potrà superare solo quando la maggioranza degli utenti dei media non sarà più ancorata alla feccia di news che gli propinano i media.

    in fondo i media sono un pò come la bancarella del mercato, vi sono esposte le merci che il frequentatore del mercato ricerca/rovista, così finchè non maturerà in lui lo scatto di consapevolezza che gli consentirà di vedere ed accedere così ad una vitalità indipendente (ovvero non dipendente dalla suggestione esterna).
    fino ad allora si comporterà sempre come i manzoniani "capponi di renzo" o alpiù come il manzoniano "volgo disperso".
  • Tonguessy

    Mi dispiace per come ho trattato un paio di voi nei post precedenti, ma ora è veramente il momento di stare molto ma molto calmi. È difficile, ma dobbiamo provarci. 


    Beh, se Bagnai vuole che cominciamo a credergli dovrebbe darsi da fare. La lista di persone che ha fatto incazzare (e allontanare) si allunga ogni giorno di più.
    Basta cercare "bagnai offese" con google. Uno tra tanti:
     "la tecnica degli insulti di chiunque altro non la pensa come lui è diventata in Bagnai un’arte di fronte alla quale un La Russa, un Bossi o una Santanché sono dei dilettanti allo sbaraglio."


    Ora, che uno mi parli enfaticamente di "spessore morale, culturale, dialettico, etico" dal pulpito che si è accuratamente costruito negli anni, e giunga a preoccuparsi sulle sorti della nostra fragile democrazia (che pure deve essere assicurata anche alla "marmaglia locale", così dicono le regole), mi sembra un brutto cortocircuito.

    Ho peraltro avuto il "piacere" di leggere l’economista nel suo sito e di vederlo in tv. Dr. Jekyll e Mr. Hyde. Tanto è promotore della tecnica degli insulti a casa sua con la "marmaglia locale" che lo interpella quanto sa offrire modi affettati al limite del gradevole quando si presenta in casa dei potenti.
    Ora trovo che chiunque si riempie la bocca di concetti come democrazia, etica, spessore culturale etc praticando poi la discriminazione, l’aggressione, l’offesa gratuita, il sarcasmo inteso a sminuire il valore dell’interlocutore di turno, stia semplicemente sbagliando qualcosa.

    Il citato sito parla di "puro stile fascista, perché questo stile espressivo è fascista e fasciste sono le idee espresse".
    Questo non fa che confermare la tesi secondo la quale l’uscita dall’euro può avvenire da destra o da sinistra. 
    L’ha capito anche Bagnai quando dice "In un momento nel quale la credibilità è tutto non ci si può unire a chiunque". 

     è veramente il momento di stare molto ma molto calmi….
  • Aloisio

    complimenti a Tonguessy che riesce a dare del fascista a Bagnai.Non c’è proprio limite alla malafede, all’ottusità ed al servilismo piddino.

  • Tonguessy

    Piddino sarai tu e la tua famiglia. Ho solo citato (una fonte tra tante) chi ha criticato le posizioni di Bagnai. Se hai qualcosa da dire che non sia nel suo stile fascista con tanto di derisione dei commentatori sei benvenuto. Sennò stattene zitto che fai una figura migliore.

  • lucamartinelli

    Amici, compagni e camerati! Non avevamo bisogno del professore per capire che nel nostro disgraziato paese è in corso il tentativo di applicazione del NWO. Tutto il piano gira come un orologio. Venduti e traditori sono stati piazzati dappertutto  e noi sappiamo bene chi sono!! Perchè proprio a noi doveva capitare? Credo perchè gli illuminati hanno cercato il paese con il più alto numero di beceri e semianalfabeti (volevo scrivere di "coglioni") e noi facciamo al caso loro. Così stanno smontando la democrazia: ora tocca al Senato, dopo che ci hanno imposto 3 non-eletti. Via il Senato addio al bilanciamento dei poteri che è un cardine della democrazia stessa. Potrei continuare ma sono troppo costernato. Il popolo bue è talmente anestetizzato da scoraggiare qualsiasi reazione o tentativo di reazione. Buona fortuna a tutti.

  • Whistleblower

    Cito:

    "Amici, compagni, camerati!"

    Capisco molto bene che le tue intenzioni sono ottime…però ci mancava "Itagliani!" e stavamo a posto…

    Siamo messi male ragazzi, tanto male…

  • Gil_Grissom

    Bagnai scrive cose semplicemente perfette: impossibile dargli torto. Benvenga comunque la trika, non fara’ peggio di Renzi.