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LA PRIMA AGGRESSIONE AL RUBLO E' GIA' FALLITA

DI GIUSEPPE MASALA

megachip.globalist.it

Per giorni e giorni gli analisti mainstream ci hanno inondato, dall’alto dei loro pulpiti televisivi e giornalistici, che la fine del “regime” russo era vicina. Secondo loro, i cosiddetti mercati finanziari avevano mostrato il pollice verso nei confronti di questa nazione destinata a rivedere i giorni della penuria dell’epoca di Boris Eltsin. I mercati – essi ci spiegavano – avevano emesso la loro sentenza e anche la Russia, come qualunque nazione al mondo, doveva chinare il capo di fronte alla loro divina volontà.

Tralasciando i dubbi e le perplessità su una simile strategia, ciò che lascia sbalorditi è che da alcuni giorni questa litania massmediatica sia completamente scomparsa: blackout. Perché? Dovremmo chiederlo ai giornalisti che prima parlavano e ora tacciono: secondo loro, il destino è già segnato oppure è successo qualcosa che forse è meglio nascondere? Qualcosa che confligge sia con la narrazione proposta nell’immediato (la Russia in crisi), sia con la metanarrazione di sempre, quella che deve vedere l’Aquila imperiale americana sempre trionfante nel mondo?

Andiamo a verificare con il seguente grafico se è successo qualcosa degna di nota da quando è calato il blackout informativo sulla “crisi del Rublo”.
Come si può vedere, il Rublo ha recuperato il 30% del suo valore sull’Euro (e sostanzialmente il recupero è stato della stessa misura sul Dollaro).

grafico
Cosa è successo di così importante da portare ad un recupero altrettanto spettacolare rispetto all’attacco speculativo che aveva spinto la moneta russa nell’abisso? A leggere i giornali occidentali non è accaduto assolutamente nulla. Anzi ripetiamo, l’argomento è caduto in un oblio che sa di censura.
Ma andando a verificare sui siti in lingua russa qualcosa di molto importante è invece accaduto (http://info-patriot.com/novosti/politika/kitay-podal-rossii-ruku-pomoshchi.html).
Come si sa le banche centrali della Russia e della Cina hanno firmato dei contratti (swap) per scambiarsi direttamente le loro valute senza l’intermediazione del Dollaro. Il tasso di cambio previsto da questi contratti era pari a 5,67 rubli per 1 yuan renminbi. Considerato che lo Yuan viene scambiato con le altre valute (Dollaro compreso) all’interno di una banda di oscillazione del 2% rispetto ad una parità centrale stabilita dalla Banca Centrale Cinese, si viene a creare una particolare situazione nella quale qualcuno (leggi la Russia) può vendere yuan (ottenuti al cambio stabilito dal contratto swap) in cambio di dollari e con questi ultimi acquistare rubli. Acquistando rubli ne aumenterebbe immediatamente il valore rispetto al Dollaro e ciò esporrebbe a enormi perdite coloro che hanno venduto rubli “allo scoperto” (senza possederli) sperando di riacquistarli successivamente e dunque confidando che si siano svalutati al fine di lucrare la differenza.
Insomma, per la Banca Centrale russa si aprirebbe grazie all’assist della PBoC (banca centrale cinese) la possibilità di effettuare un enorme operazione di “arbitraggio” (cfr. http://www.treccani.it/enciclopedia/arbitraggio_(Dizionario-di-Economia-e-Finanza) tale da esporre a enormi perdite coloro che speculavano contro il Rublo. Confermando il cambio sullo swap i cinesi hanno offerto un arbitraggio del 100% ai russi. Roba da far saltare tutti gli speculatori in un paio di giorni.
Che le cose siano andate sostanzialmente così è un ipotesi – credo – estremamente plausibile e la tesi viene rafforzata enormemente dall’assordante ed emblematico silenzio nella quale è caduta “la crisi del rublo” sui media mainstream. Silenzio talmente impenetrabile che i lettori più sprovveduti probabilmente non sanno nulla del recupero del Rublo rispetto al Dollaro e all’Euro e sono probabilmente convinti che i russi siano in preda ad una crisi isterica per l’impossibilità di comprare IPod e dove – addirittura – le classi meno abbienti stanno già patendo la fame per il rincaro delle derrate alimentari.
Meglio stendere un velo pietoso su questa cappa di omertà che avvolge i media occidentali e che sempre più assomiglia ad una plumbea forma di censura.
Concentriamoci per un attimo sull’aspetto veramente importante di questa situazione: i mercati finanziari occidentali, che spesso hanno attaccato i paesi considerati non allineati con le posizioni dell’Impero, per la prima volta nella storia non sono riusciti a distruggere la moneta e di conseguenza l’economia del paese sotto attacco ma sono andati incontro ad una vera e propria Caporetto di portata storica. Ormai a comandare è quella che anche per l’FMI è diventata la prima economia del mondo: la Cina.
Nel frattempo l’Aquila imperiale americana è rientrata un po’ malconcia nel suo nido, probabilmente a meditare vendetta.
Da constatare che però quest’aquila spennacchiata, per non veder smentita la metanarrazione che deve vederla sempre trionfante, ha dato l’ordine ai suoi corifei di propagandare l’ultima assurda balla: la crescita del suo PIL del 5%. Un PIL di cartapesta come i carri del Carnevale di Viareggio.

Giuseppe Masala

Fonte: http://megachip.globalist.it/

Link: http://megachip.globalist.it/Detail_News_Display?ID=113940&typeb=0&La-prima-aggressione-al-Rublo-e-gia-fallita

24.12.2014

Pubblicato da Davide

  • s_riccardo

    Non sono molto esperto di finanza ma se questo è vero, buona notizia e buon anno a tutti.

  • borat

    Tecnicismi ecomonico finanziari a parte dobbiamo tutti sperare che la  popalazione russa tenga botta e che putin possa continuare a governare con autorevolezza altrimenti le conseguenze per l europa saranno inimmaginabili.

  • Aloisio

    , una buona notizia di fine anno, Deo Gratias

  • Servus

    Avevo letto qualche giorno fa dell’accordo della Cina con Putin per sostenere il rublo, ma non sapevo di questo repentino cambio del valore: evidentemente è bastato anche il solo accordo per far cambiare rotta agli speculatori.

  • Earth
    Quindi non sono i mercati che decidono? :O

    Ma quindi lo stato vince sui mercati? :O

    Ma quindi il PD, dicendo che devono fare riforme per compiacere i mercati altrimenti l’ Italia va in bancarotta, e’ tutta una scusa per affamare il popolo italiano? :O
  • AlbertoConti

    Questa l’avevo postata ieri, ma ci sta meglio qui (non sono un
    preveggente):
    Le guerre vere non si dicono, si fanno.
    E se la Russia
    rischia di soccombere per una guerra finanziaria più che per quella militare,
    allora deve fare una guerra finanziaria, alleandosi con la Cina e il resto dei
    BRICS che ci stanno, da subito. Questa è la vera alternativa anti-guerra con le
    armi (che sono inevitabilmente di distruzione di massa).

    Non è portando
    il tasso d’interesse sul denaro dal 10,5 al 17% che si comincia questa guerra,
    semmai il contrario, andando a vedere il bluff del dollaro al poker truccato di
    Wall Street, il che farebbe un enorme casino, ma anche un enorme favore ai
    vassalli USA. Non è ancora tempo? E quando mai lo sarà, quando saremo tutti
    arrostiti dalle radiazioni nucleari? Chiaro che Gheddafi non avrebbe mai avuto
    la forza per una sfida di tale portata, ma i BRICS ce l’hanno,
    eccome!

    Questa farsa che più stampano dollari e più si apprezzano è già
    andata troppo oltre, in zona d’instabilità. Basta una spallata e crolla tutto,
    alla buon’ora.

  • bstrnt

    Il PD, salvo rare eccezioni, è diventato un covo di quisling e traditori, come buona parte dei partiti italiani!   Cosa si aspetta a scopar via certa gente?

  • bstrnt

    i BRICS, aggiungendo anche gli stati dell’America Latina che si propongono per entrare (Argentina, Venezuela, Bolivia, Equador e tutti gli altri che hanno oramai realizzato che aria tira) sono oltre il 50% della popolazione mondiale e si da il caso proprio quella che produce.

    Quanta probabilità avrà una compagine di gonzi (circa il 12% della popolazione mondiale), con economia di rapina di avere supremazia contro questa potenza?
    La Cina si è già preparata a respingere qualsiasi proiezione di potenza imperiale (con le ultime acquisizioni di S-400 e dei 12 sommergibili classe Kilo, il DF-21 e la nutrita flotta di 400 cacciabombardieri SU-34 l’impero deve pensarci qualche decina di volte prima di imporsi come bullo internazionale), la Russia rimane fucina inesauribile di tecnologie militari asimmetriche e di risorse energetiche), complementare alla Cina, anche se economicamente più facilmente attaccabile; ovvio quindi che la Cina supporti la Russia contro questi attacchi decerebrati.
    Morale solo degli psicopatici potrebbero pensare di imporsi militarmente dopo aver subito una Caporetto economica come quella che stanno subendo.
    Il guaio è che in Occidente le menti non distoniche sembrano sempre più una rarità sopratutto nei posti di potere.
  • AlbertoConti
    OK, se gli USA hanno il potere di riappacificare russi e cinesi, vuol dire
    che non sono poi così inutili, qualcosa di buono l’avranno pur fatto, prima di
    scomparire.

  • makkia

    Se si conferma la cosa, verrebbe da commentare "kein pfutsch!" (= basta st*onzate!) al prossimo articolo di Uriel Fanelli che (oltre a rendicontarci l’ennesimo trionfo della Merkel e della Krande Cermania) ci ribadisce la sua infallibile analisi su come Putin non può che perdere.