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LA POLITICA DEI TASSI ZERO DELLA BCE, OVVERO DITE ADDIO AI VOSTRI RISPARMI

FONTE: MOVISOL.ORG

Una settimana dopo la decisione di “Hjalmario” Draghi di abbattere i tassi d’interesse, si presenta il seguente quadro:

  • La bolla azionaria si gonfia a dismisura. L’indice DAX di Francoforte ha superato la soglia storica dei diecimila punti.
  • La rendita sui decennali dell’Eurozona è ai minimi storici. I titoli spagnoli, ad esempio, offrono rendimenti inferiori al decennale USA.
  • Due terzi dei depositi bancari presso la BCE ha preso il volo verso lidi non-Euro.
  • La moneta unica ha perso terreno nei confronti di tutte le valute importanti, compresi dollaro, sterlina e rublo.

E Draghi non è ancora passato alle misure non ortodosse, come l’acquisto di titoli o di cartolarizzazioni, o la promessa iniezione di liquidità di 400 miliardi.

Con l’eccezione dei mercati azionari, i capitali lasciano l’Eurozona, esattamente la dinamica paventata dalla BCE nell’ultimo rapporto sulla stabilità finanziaria, in cui l’istituto di Francoforte ha ammonito contro il rischio che un’inversione del carry-trade dai paesi emergenti produca uno choc e un crac bancario.

L’annuncio del governatore della Banca d’Inghilterra Marc Carney, che i tassi sulla sterlina possano essere rivisti al rialzo prima di quanto previsto, aggiunge stress sull’Euro.

Ma allora perché la BCE ha scatenato, con la decisione del 5 giugno, la dinamica pericolosa che essa stessa aveva denunciato? La risposta è che non ha scelta. Alla BCE sanno bene che il sistema è in bancarotta e che le misure annunciate non funzioneranno, ma continuano cocciutamente a rifiutarsi di considerare l’unica soluzione possibile, la separazione bancaria di tipo Glass-Steagall.

Così, la BCE ha bisogno di un Piano B diverso dalla narrativa ufficiale. Esso consiste nel guadagnare tempo per il grande prelievo forzoso dei risparmi, o “bail-in”. Di fatto il prelievo è già iniziato con i tassi zero (in realtà negativi se si tiene conto dell’inflazione), come ha denunciato il presidente delle Casse di Risparmio tedesche Georg Fahrenschon (cfr. SAS 24/14).

Il piano, così come congegnato da BCE, UE, Bank of England e Federal Reserve, è più ampio: rinchiudere i risparmiatori, in una forma o nell’altra, nel recinto del “bail-in”, dove verranno depredati del loro denaro per salvare le megabanche fallite.

Fonte: www.movisol.org

Link: http://www.movisol.org/14news127.htm

18.06.2014

Pubblicato da Davide

  • Gtx1965

    beh… prima crolla tutto e meglio è…

  • Truman

    Dicevano più o meno lo stesso nell’URSS del 1989.

  • Maxim

    Articolo sconcertante , affermazioni  eclatanti  senza dimostrazioni  , ma che roba eh ? .
    Riguardo ai titoli di Stato ai minimi storici , è chiaro che per rendere i debiti pubblici sostenibili occorre che gli interessi sugli stessi siano tenuti bassi , riguardo al deprezzamento dell euro è necessario se si vuole che l’ Europa riprenda ad esportare , cosa  difficile se l’ euro vale troppo rispetto al dollaro etc

  • lucamartinelli

    Si vede benissimo che è un articolo di un amerikano, che vede le cose con i suoi clichè, oltretutto con delle fissazioni di vecchia data, tipo la separazione bancaria, noto pallino di LaRouche. Così il nostro economista non vede che recenti avvenimenti stanno scavando la tomba al dollaro………il mondo sta cambiando rapidamente e lui sta a dissertare se sia mglio il dollaro o l’euro……

  • Cataldo

    La separazione bancaria non è un cliche, è stato lo strumento che ha reso possibile lo sviluppo del secondo dopoguerra, e poi la tomba del dollaro si sta scavando dal 1971, più o meno, ma ancora si vede che i lavori non sono finiti 🙂 Il sistema del dollaro ha una inerzia potente, e non si esaurirà senza sconvolgimenti globali.  Il "decupling" dei circuiti economici USA centrici rispetto a quello China centrici non è un fatto monetario, o meglio, l’elemento monetario è una possibile conseguenza, prima vengono gli elementi di base dell’economia, ad iniziare dalla emancipazione dal controllo sulle importazioni energetiche, per passare alla emancipazione dalle esportazioni in USA da parte della China. Su questi fronti l’andamento degli eventi è incostante, vediamo passi avanti e terribili ritorni indietro, in poche settimane vediamo la China che segna un punto verso il decupling con un accordo molto vantaggioso per il popolo cinese con la Russia, ma su un altro versante le armate mercenarie dei tagliagole wahabiti brucia tutti gli investimeni Sinopec in Iraq, e potrei andare avanti con altri esempi di questo cammino verso il "decupling" e conseguente declassamento dell’egemonia del dollaro, fatto di un passo avanti e due indietro.

  • Cataldo

    L’articolo è ovviamente insufficente, come sempre sono cose complesse, ma è di stimolo ad alcune considerazioni, controintuitive come tutte le verità nel capo economico e sociale

    1) Un tasso di interesse tenuto artificiosamente basso significa che non ci sono rendimenti sufficenti per lo stock di capitale  nel renumerare le pensioni dei lavoratori attuali, in poche parole lavoreremo tutti, o quasi, fino alla morte.

    2) Il rapporto tra svalutazioni ed esportazioni non esiste più nei termini in cui è stato considerato nel secolo scorso, lo dimostra tutta l’economia mondiale, le monete non si muovono più come nell’era del predigitale, e la finanza stessa è una cosa completamente diversa, cosi come è cambiata alla radice la divisione del lavoro globale, continuare a pensare che il problema alle esportazioni sia l’euro forte è semplicemente ridicolo, ma anche  pensare che la risposta alla crisi sia l’incremento stesso delle esportazioni è un palliativo ideologico.

    3) La natura delle legislazioni economiche è cambiata totalmente di prospettiva,  gli stati sono in una crisi fiscale senza precedenti, non sono in grado di tassare adeguatamente la generazione del plusvalore, ma si affannano a garantire sempre più i vari livelli di oligopolio e conflitto di interesse delle economie, la politica dei tassi a zero è l’esempio più lampante di questa tendenza genocida, si permette alle banche di avere a disposizione una leva senza limiti, a spese nostre.

    Il processo di spoliazione dello stock di capitale della ex classe media  è gigantesco, e, al momento, senza limiti di sorta.

  • Georgios

    "rinchiudere i risparmiatori, in una forma o
    nell’altra, nel recinto del "bail-in", dove verranno depredati del loro
    denaro per salvare le megabanche fallite
    ".

    Si e’ forse dimenticato quello che e’ successo a Cipro? O qualcuno crede che sia stata un’eccezione non applicabile nei paesi europei "forti" o "grandi"? No. E’ stato un esperimento a titolo dimostrativo, anzi, educativo, che oltre a creare un "precedente" abitua la gente all’idea.
    Ma cosa volete? Che crollino le banche? Le banche? La garanzia della nostra stessa esistenza? E allora ben venga il bail-in, facciamo questo sforzo patriottico, tanto non saremo i primi, non e’ la fine del mondo.
    I grossi squali dell’economia creativa stanno vivendo la più
    grande sbornia e stanno risucchiando quello che resta dell’economia
    vera, ecco quel che succede.
    Come ho già commentato alcuni giorni fa, chi ha (ancora)
    del denaro in banca e’ tempo che se lo ritiri e lo nasconda sotto il
    materasso. Non sarà la soluzione definitiva del problema (tanto stanno già studiando come affrontare mosse del genere) ma ci darà del tempo.
    Guadagnare del tempo. Un problema loro e un problema nostro. A loro serve per logorarci piano piano, a noi serve per trovare finalmente il modo di reagire a questo scempio.

  • Nauseato

    +1

  • Ercole

    Noi operai non abbiamo risparmi nelle banche , e il problema non sussiste in quanto siamo già alla sopravvivenza materiale in cui ci ha trascinato questo sistema barbaro : il nostro compito e combattere il sistema dei capitali.

  • mazzam

    Grazie.

  • Viator

    … sotto il materasso ma in piccole banconote, perché stanno studiando il ritiro dei pezzi da 200 e da 500 (poi forse anche da 100) dalla circolazione (quelli che rimarranno potranno essere spesi solo dietro presentazione del numero (leggi: schedatura) fiscale.

    Col ritiro dalla circolazione contano di far uscire allo scoperto i risparmi: di lì a un paio di mesi scatterà il prelievo forzoso, retrodatato al momento del ritiro.

    L’aspetto migliore dell’intero processo sarà la rovina delle plebi teledipendenti che votano i partiti di regime. La loro disperazione è un nettare prezioso, da degustare a piccole dosi.

  • Gil_Grissom

    Ma un tasso di interesse a zero non invoglia i risparmiatori a prelevare piuttosto che a depositare? Questo appare in contrasto con la teoria del prelievo forzoso, prima del quale servirebbero provvedimenti atti ad ingolosire non a terrorizzare.

  • rebel69

    Poi se non sbaglio ci fù una non dichiarata mini guerra civile?

    Forse sarà autolesionista desiderare che ciò accada anche da noi, ma come documentato da decine di articoli e da quello che viviamo sulla nostra pelle mi sembra chiaro che non c’è l’intenzione di applicare politiche per il bene comune ma solo di garantire profitti per pochi speculatori, quindi a meno che un leader di un importante paese europeo non si ravveda e faccia il primo passo verso una direzione opposta a quella che tutti stanno supinamente accettando,e mi sembra dura,non vedo altre alternative.
  • Cataldo

    Hai detto bene, Prelevare prelevare, certo, costretti dai tassi negativi, toglierlo dai posti dove il denaro è garantito e si muove lentamente per metterlo dove si rischia 🙂

    La partita è proprio questa, stanare i risparmi privati per assorbirli nel circuito finanziario con strumenti a più veloce mobilità, dove saranno fagocitati.

    Il prelievo forzoso era utile una volta, ora ci sono strumenti più sofisticati e meno impegnativi sul piano politico, il prelievo forzoso è un retaggio del passato, le dinamiche attuali sono più subdole e trasversali.

    Purtroppo si continua ad analizzare il presente con strumenti di interpretazioni obsoleti, ma pian piano ci stiamo attrezzando 😉