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LA PARABOLA CALANTE DI RENZIE E LA SANTA ANIMA DI BETTINO

DI CARLO BERTANI

carlobertani.blogspot.it

La parabola calante di Renzie e la santa anima di Bettino

Tre storielle edificanti, ad usum Renzi-dipendenti, per spiegare come mai l’Italia è l’unico Paese europeo ad avere crescita negativa, dopo strombazzamenti vari, a partire dagli 80 euro in poi.

Ragioneria dello Stato: ovvero, la “verità contabile”

“Pronto, è la Ragioneria dello Stato, ufficio stipendi?”

“Sì”

“Sono…e vorrei sapere a che punto è la mia pratica di stipendio – visto che avete bloccato lo stipendio di Agosto – senza la quale non posso accedere alla pensione…e i soldi che mi dovete?”

“Sì…dunque…ehm…vede: da un anno a questa parte, c’è una nuova procedura. Il tutto deve essere vistato dalla Commissione.”

“E cos’è ‘sta Commissione?”

“Nulla…è un nostro ufficio interno…però deve rivedere il tutto e vistare la pratica, così – dopo – io posso inviare a Latina tutto il suo incartamento e, finalmente, possono mettere in pagamento le sue spettanze…”

“Quindi, se la Commissione vista il tutto…”

“Eh, non so…dovrebbe farlo entro questa settimana (ma è l’ufficio a fianco!!! mi trattengo), altrimenti slitterà il 18…”

“E se slitta il 18?”

“Perdiamo la “finestra” – ancora ‘ste finestre! – per mettere in pagamento la sua pratica e saltiamo dalla fine di Settembre alla metà di Ottobre per avere il mandato di pagamento effettivo…sa, a Latina devono avere il tempo d’istruire la pratica…”

“Perché, allora, m’avete bloccato lo stipendio di Agosto? Io non vedo un soldo da Luglio! E mi dovete quasi 10.000 euro!”

“Per una questione contabile…di “praticità”…siccome lei ad Agosto era già in pensione, non era corretto…meglio chiudere la partita contabile stipendiale e, poi, aprire quella pensionistica…”

E io aspetto: le rammento che una parte dei miei antenati erano tedeschi.

“Ah sì? E di dove? Mio fratello insegna a Mannheim…”

“Le ha detto come trattano lassù queste cose?”

“Sì, me lo ha raccontato.” E tace.

Una vicenda di “de-materializzazione”

Ancora incazzato per la telefonata, decido di recarmi dal medico: deve consegnarmi delle ricette…

Mentre attraverso il paesino, mi salta in mente una fantasia: che Cottarelli (o chi per esso) abbia inviato una circolare “riservata” dove, sostanzialmente, ricorda tutti i trucchi per rallentare i pagamenti? Ma questi sono atti pubblici: come possono esistere – in una democrazia – settori “off-limits” riservati soltanto ai massimi dirigenti? Perché esiste il sistema criptato SISSI per la scuola, dove tutto giunge dall’alto mentre dal basso non può partire nulla? Non è mica un’industria automobilistica, che deve proteggere le sue strategie di mercato!

Dal medico non c’è nessuno: sento la voce, “Avanti!”

Entro, e noto subito che è “nero”.

“Ho bisogno delle pastiglie per la pressione, la ricetta…”

Fa cenno d’aver capito e s’appressa alla tastiera: dopo un attimo, al posto della ricetta, esce dalla stampante un mezzo foglio bianco. Lo volto e, dietro, c’è la ricetta: solo che non è più il foglio prestampato, in genere stampato con l’inchiostro rosso, è un foglietto in formato A5 con i medesimi dati.

Non capisco la novità.

“La chiamano “de-materializzazione”: solo che, prima, agli stampati provvedevano loro, adesso è tutto a spese nostre.” Risponde abbacchiato.

Capisce dalla mia espressione il dubbio: beh, per un po’ di carta…

“E non è mica per la carta: questo scherzetto costa 700 euro all’amministrazione e 700 a noi, dicono per il programma…1400 euro a medico! Prima assicuravano che ce li avrebbero resi, oggi nicchiano…come andrà a finire?”

“Fammi vedere bene la faccia” ribatto per celia “no, non quella: l’altra…eh sì, sembra proprio che te l’abbiano messo nel…”

“Va a dar via il c… Carlo.”

Esco e rifletto: 700 euro a medico (e gli altri 700 a carico della Sanità? Esisteranno per davvero?) sono una cifra da far paura, soprattutto se riferita al numero di medici di base…ma quando mai – un programma che trae i dati da un database, li ordina nei rispettivi campi e invia tutto ad una stampante – deve costare così tanto?!? 20-30-50.000 euro sono cifre con le quali qualsiasi programmatore in poco tempo lo assembla. E ringrazia Dio per tanta manna.Sui 46.000 (circa) medici di famiglia italiani grava invece una spada di Damocle da 32 milioni di euro: alla faccia del programmino!

Vacance volée

Torno a casa e, visto che Ottobre si avvicina, provo a vedere se riesco a programmare quella vacanza in Spagna che attendiamo da tempo.

Invio la prima mail: periodo 1-7 Ottobre. No, ci dispiace, il 6 non è possibile. OK, allora 29-5. Niente: anche il 30 è occupato. Mandatemi una lista delle disponibilità! Va bene il 12-18 Ottobre? Provo a cambiare albergo, Regione, Stato…non rispondono più.

Il viaggio l’avevo vinto con la solita formula “paghi solo il vitto, pernottamenti gratis” e invece questi di EUROREST fanno i furbi. Hanno chiesto circa 20 euro d’anticipo e adesso…voilà! Gli alberghi rispondono picche. Una truffa ben congegnata: butto due parole su Google e tutto è chiaro, ci sono cascati in migliaia – solo in Italia, ovvio, all’estero li sbattono in galera per truffa – adesso rispondono…fammi causa!

Li denuncerò, ma…quanto tempo la denuncia trascorrerà sulla scrivania di un magistrato (se mai ci arriverà) prima d’essere archiviata? Il solito gioco delle scatole cinesi: un magistrato c’impazzisce dietro per poi trovarsi come unico destinatario un conto alle Cayman, il quale corrisponde ad un nero che fa il raccoglitore di banane e che non ne sa nulla, oppure in Lussemburgo dove ci vuole una rogatoria millenaria…t’hanno fregato 20 euro…va beh, capita…ecco cosa pensa l’italiano medio.

Adesso chiariamo perché queste storie si collegano con Renzi e con la buonanima di Craxi: ci vorranno pochi attimi per capirlo.

Intanto, per Renzi e la sua cricca è arrivata una scoppola di quelle serie: l’unico Paese europeo ad essere ancora in recessione, mentre gli altri Paesi europei almeno stanno sopra lo zero. Non stanno nemmeno bene loro, ma noi stiamo peggio.

Lasciamo stare le caccole come gli 80 euro od il pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione – che ritenevano avrebbero smosso mari e monti – e che invece sono, semplicemente, scomparsi dal panorama economico.

Le ragioni?

Gli 80 euro sono arrivati in famiglie dove nemmeno 800 euro sarebbero bastati per osservare qualche timido rilancio dell’economia perché – nel frattempo – sono calate sulle loro teste tante gabelle ed imposizioni fiscali che le hanno annichilite. Che ci fai con 80 euro? Ci paghi una badante? Le tasse universitarie? L’auto che non ne può più?

E i debiti della Pubblica Amministrazione? Sì, sono stati pagati…tutti? Beh, quelli che sono rimasti. Quante aziende hanno chiuso negli ultimi anni? Una media di 2 ogni ora, 14.256 nel solo 2013, 59.570 negli ultimi cinque anni (1).

Come avviene il processo?

Basta che un’azienda ritardi un pagamento un poco oltre la normalità (ad es. da 30-60 giorni a 150 ed oltre) che si scatena l’effetto domino, soprattutto perché il sistema bancario non interviene. Ma il sistema bancario, a sua volta, deve proteggersi dalle insolvenze, poiché anche la banca è un’azienda.

Chi è il primo “cattivo pagatore” dell’ex Belpaese? Lo Stato.

Quando lo Stato decide finalmente di pagare, molte di quelle aziende non esistono più: in questo modo – grazie alla lentezza della giustizia (in particolare, le procedure fallimentari) – lo Stato finisce per “dirli ma non darli”, ossia promette qualcosa quando i ricettori non ci sono più od hanno cambiato ragione sociale, ecc.

Il risultato è il crollo del sistema delle imprese: ecco spiegato il dato anomalo dell’Italia, quel -0,4% del PIL.

Chi paga la vera crisi? Chi lavora: piccoli e medi imprenditori, tecnici, impiegati ed operai, che si trovano senza soldi o senza stipendi.

E dove li spende lo Stato tutti ‘sti soldi?

Elaborando i dati sul numero di dipendenti pubblici moltiplicato la spesa media per dipendente, s’evince che lo Stato (in tutte le sue articolazioni, centrali e periferiche) spende 173 miliardi l’anno per pagare i dipendenti pubblici (2). Ribadisco, compresa anche la spesa per gli Enti Locali (e quindi la Sanità), ma non considerando le spese per mantenere i politici di tutte le razze e di tutte le piazze.

Ci sono, però, i “sotto-politici”, ossia tutta la ghenga dei dirigenti che, in Italia, sono una marea:

“Un’elaborazione della Cisl-Fp, basata sul dossier della Corte dei Conti del 2013 sul costo del lavoro pubblico, arriva a contare 168 mila dirigenti e una spesa lorda per le loro retribuzioni di quasi 15 miliardi l’anno. Ma il confronto con un altro rapporto – realizzato dal professore Roberto Perotti per Lavoce.info – evidenzia una serie di lacune: dai 16 mila ufficiali delle forze armate ai 3987 dirigenti dei corpi di polizia, fino ai 9754 magistrati. Figure che, per ruolo e reddito, sicuramente vanno considerate nel novero della dirigenza. Integrando i rilevamenti, si arriva a quasi 200 mila.” (3)

Se sommiamo questi quadri dirigenziali, giungiamo ad una spesa di circa 20 miliardi, che rappresenta più del 10% del totale di circa 193 miliardi.

A quanto ammonta la spesa pubblica?

Sempre considerando l’anno 2010, sono 723,3 miliardi al netto degli interessi (4). Sottraendo i 193 miliardi delle retribuzioni, rimangono più di 500 miliardi: cosa rappresentano? Dovrebbero rappresentare le spese in conto capitale, ossia tutto ciò che lo Stato acquista o finanzia: dall’F-35 al temperamatite, dal ponte ai materiali per la strada da riparare, dalle medicine per gli ospedali ai computer, dal sostegno per tutti gli sfigati a quello per l’editoria, alle auto…fino ai preservativi per i militari all’estero. Insomma: tutto.

Ora, spicchiamo un salto nel passato ed atterriamo alla Camera dei Deputati il 29 Aprile del 1993:

…i finanziamenti illeciti sarebbero stati necessari alla vita politica dei partiti e delle loro organizzazioni per il mantenimento delle strutture e per la realizzazione delle varie iniziative; il suo partito non si sarebbe discostato da questo generale comportamento[80] e, quindi, più che dichiarare sé stesso innocente, Craxi giungeva a sostenere che egli era colpevole né più né meno di tutti gli altri.”

Bettino Craxi, sostanzialmente, affermava d’essere sì colpevole, ma come tutti gli altri di tutti i partiti, nessuno escluso.

Da quei tempi ci è giunto il ben noto “Teorema di Craxi”, secondo il quale ogni esborso dello Stato – sotto qualsiasi forma – è “tassato” con un 30% per pagare le tangenti. Sarà vero? Non lo sappiamo.

L’UE sostiene (5) che la corruzione, in Europa, è pari a 120 miliardi di euro, dei quali la metà è generata dallo Stato italiano. Secondo il Teorema di Craxi, invece, il 30% delle spese in conto capitale renderebbe 150 miliardi: la corruzione italiana starebbe dunque in una forbice fra 60 e 150 miliardi di euro, sempre che non vi siano altri elementi da valutare (le Mafie?).

Controprove? Non ce ne sono. Certezze? Da cercare col lanternino. Ci sono però elementi che suffragano la ladroneria generale, dalla nota teoria del “a mia insaputa” – iniziata da Scajola ed oggi di gran moda – per finire con i porti ed i cantieri italiani zeppi di “incrociatori” da milioni e milioni di euro, che non si sa di chi sono. Qualcuno, addirittura, è fermo da anni perché sequestrato dalla Magistratura: il pagamento del porto? Mettete in conto…

Una delle forme più in voga, oggi, per pagare tangenti è proprio la nautica: dai cantieri italiani (fatevi un giro…) escono già belle che pronti, con sulla poppa i nomi dei porti d’iscrizione “Cayman”, “Guernesey”, eccetera…tutti i paradisi fiscali del mondo.

Comunque sia, la corruzione che subiamo è una cifra iperbolica: la vera sanguisuga degli italiani.

Le soluzioni prospettate dal governo sono puerili: dare un “assaggio” di TFR agli italiani (soldi loro! e tassati!)

a Natale, così faranno risollevare il sacro PIL. Della serie: raccolgo io parte del grano del tuo campo, per rendertelo a suo tempo…anzi no…te ne do subito una parte…ma una parte di quella parte me la tengo. E per sempre! Mannaggia che affare!

Sono soluzioni da apprendisti stregoni, da fattucchiere della spesa pubblica, che non hanno nessun riscontro nella vera economia di uno stato e nemmeno in quella ufficiale, già di per sé divenuta una barzelletta.

Ora, so di toccare tasti dolenti, ma devo farlo. Mi riferisco ai vari sostenitori di teorie economiche innovative che tutto renderebbero più semplice. Dal signoraggio in poi.

Signori signoraggisti: giusto indicare il “prelievo” – illegale – del sistema bancario sulla creazione di moneta, ma – se non lo diamo alle banche lo diamo allo Stato, ossia alla collettività (come, in parte, un tempo) – ora…mumble mumble…a chi lo diamo? Quale malfattore preferiamo? Renzi (se potesse) si leccherebbe i baffi e tutta la ghenga sarebbe felice di spartirsi la torta.

Signori “innovatori” di teorie economiche: a chi le proponete? A noi, popolo da 1.000 euro il mese? Giusto: ma gli altri – quelli da 10.000 e più euro il mese – saranno d’accordo? E come faremo a portarle avanti? Con chi? Non mi raccontate di Grillo o di Tsipras (un comico che dice ogni giorno il contrario del contrario di ieri associato ad un allampanato imprenditore…ed un oriundo comprato all’estero, perché d’italiani “di sinistra” s’era persa la razza). Va beh, facciamo giocare ‘sto Tsipras…poi, magari lo rivendiamo al Real Mad…scusate, alla Spagna.

Ecco che si torna da capo: “Unica soluzione è la rivoluzione”, affermava Lenin. E mi sa che aveva ragione.

Carlo Bertani

Fonte: http://carlobertani.blogspot.it

Link: http://carlobertani.blogspot.it/2014/10/la-parabola-calante-di-renzie-e-la.html

1.10.2014

NOTE

(1) Fonte: http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2014-01-23/in-italia-chiudono-due-imprese-ogni-ora-cinque-anni-perse-60mila-aziende-174528.shtml?uuid=ABjyzjr

(2) Fonte: elaborato (anno 2010) da: http://www.fermareildeclino.it/fare/approfondimento-spesa-pubblica-per-stipendi-nella-pa

(3) http://espresso.repubblica.it/attualita/2014/02/16/news/quanto-costa-la-pubblica-amministrazione-ecco-i-nomi-e-gli-stipendi-dei-paperoni-di-stato-1.153347

(4) Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Spesa_pubblica

(5) Fonte: http://www.diritto24.ilsole24ore.com/art/guidaAlDiritto/dirittoPenale/2014-02-04/allarme-corruzione-europa-meta-142330.php

Pubblicato da Davide

  • Hamelin

    E’ Inutile cercare di spiegare al popolo come funziona il sistema monetario .

    Tanto non lo capisce .

    Se lo capisse avrebbe 2 reazioni .

    1) Prendere il fucile e partire per disintegrare il sistema bancario

    2) Deprimersi e continuare la sua vita sapendo di essere truffato ogni giorno

    Quei pochi che lo capiscono scelgono tutti la seconda strada .

  • alsalto
    E quindi capiatelo!

    ps. per disintegrare va meglio l’alabarda spaziale.
    Od il maglio perforante, volendo.
         

    E quindi alabardatelo!