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LA NUOVA COSTITUZIONE UNGHERESE (CHE ALL'UE NON PIACE)

DI IDA MAGLI
italianiliberi.com

Questo è il Preambolo della nuova Costituzione ungherese, molto osteggiata,
come è noto, dall’Unione europea. Non c’è da meravigliarsene: lo
spirito che l’anima è del tutto contrario agli intenti dissacratori
dell’Europa che tende, anche se ancora non c’è riuscita, a eliminare
gli Stati nazionali, l’amore per la patria, per la lingua, per la
religione, per la storia di ogni singolo popolo per giungere a
omologare tutti gli abitanti del continente in una massa informe, priva
di sentimenti e di valori.Gli Italiani Liberi sipropongono di stringere dei legami di conoscenza e di solidarietà con l’Ungheria nella speranza che nasca finalmente, almeno fra alcuni dei paesi dell’Ue, la volontà di sottrarsi all’annientamento predisposto dai politici al servizio di Bruxelles, fra i quali eccellono i governanti italiani. L’Ungheria gode del vantaggio di non partecipare all’area euro, avendo conservato la sovranità monetaria, cosa che le ha permesso di recuperare in poco tempo un’economia in crescita e di rimborsare totalmente il prestito onerosissimo del Fondo monetario internazionale.    

Ida Magli

LA LEGGE FONDAMENTALE DI UNGHERIA
(25 aprile 2011)
Dio benedica gli ungheresi
 
PROFESSIONE NAZIONALE
 
  Noi, membri della Nazione ungherese, all’inizio del nuovo
millennio, con senso di responsabilità per ogni ungherese, proclamiamo
quanto segue:
Siamo orgogliosi che il nostro re Santo Stefano abbia costruito lo
Stato ungherese su solide basi e lo abbia reso parte dell’Europa
cristiana mille anni fa.
Siamo orgogliosi dei nostri antenati che hanno combattuto per la sopravvivenza, la libertà e l’indipendenza del nostro paese.
Siamo orgogliosi delle eccezionali conquiste intellettuali del popolo ungherese.
Siamo orgogliosi che la nostra gente nel corso dei secoli ha difeso
l’Europa in una serie di lotte e ha arricchito l’Europa con i suoi
talenti e la sua diligenza.
Riconosciamo il ruolo del cristianesimo nel aver preservato la nazione.
Apprezziamo le varie tradizioni religiose del nostro paese.
Promettiamo di preservare l’unità intellettuale e spirituale della nostra nazione lacerata
nelle tempeste del secolo scorso. Le nazionalità che vivono con noi
fanno parte della Comunità politica ungherese e sono parti costitutive
dello Stato.
Ci impegniamo a promuovere e a salvaguardare il nostro patrimonio, la
nostra lingua, così diversa da tutte le altre, la cultura ungherese, le
lingue e le culture delle nazionalità che vivono in Ungheria,
insieme a tutto il patrimonio antropico e naturale del bacino dei Carpazi.
Noi ci riconosciamo responsabili nei confronti dei nostri discendenti,
quindi proteggeremo le condizioni di vita delle generazioni future
facendo un uso prudente delle nostre risorse materiali, intellettuali e
naturali.
Noi crediamo che la nostra cultura nazionale sia un ricco contributo alla diversità dell’Unione europea.
Rispettiamo la libertà e la cultura di altri popoli, e ci impegneremo a collaborare con ogni nazione del mondo.
Noi riteniamo che l’esistenza umana sia basata sulla dignità umana.
Noi riteniamo che la libertà individuale non possa essere completa se non in collaborazione con gli altri.
Noi riteniamo che la famiglia e la nazione costituiscano la struttura
principale della nostra convivenza, e che i nostri valori di coesione
fondamentali siano la fedeltà, la fede e l’amore.
Noi riteniamo che la forza della comunità e l’onore di ciascuno sono basati sul lavoro, una conquista della mente umana.
Noi riteniamo che abbiamo un dovere generale di aiutare i più deboli e i più poveri.
Noi riteniamo che l’obiettivo comune dei cittadini e dello Stato sia
quello di raggiungere la misura più alta possibile di benessere,
sicurezza, ordine, giustizia e libertà.
Noi riteniamo che la democrazia sia possibile solo se lo Stato serve i
suoi cittadini e amministra i propri affari in modo equo, senza
pregiudizi o abusi.
Onoriamo le conquiste della nostra costituzione storica e onoriamo la
Santa Corona, che incarna la continuità costituzionale della sovranità
dell’Ungheria e l’unità della nazione.
Noi non riconosciamo la sospensione della nostra costituzione storica a
causa delle occupazioni straniere. Neghiamo qualsiasi prescrizione per
i crimini disumani commessi contro la nazione ungherese e i suoi
cittadini, sotto le dittature del nazismo e del comunismo.
Noi non riconosciamo la costituzione comunista del 1949, dato che fece
da base alla tirannide, pertanto la proclamiamo non valida.
Concordiamo con i membri del primo Parlamento libero, che proclamarono
come prima loro decisione che la nostra libertà attuale è nata con la
nostra rivoluzione del 1956.
Riconosciamo come data del ripristino dell’autodeterminazione del
nostro paese, perduta il diciannovesimo giorno di marzo del 1944, al 2
maggio del 1990, quando si è formato il primo corpo di rappresentanza
popolare liberamente eletto. Noi consideriamo questa data come l’inizio
della nuova democrazia e del nuovo ordine costituzionale del nostro
paese.
Noi riteniamo che, dopo i decenni del ventesimo secolo che portarono ad
uno stato di decadenza morale, abbiamo un perdurante bisogno di
rinnovamento spirituale e intellettuale.
Confidiamo in un futuro da costruire insieme e nell’impegno delle
giovani generazioni. Crediamo che i nostri figli e nipoti renderanno di
nuovo l’Ungheria grande con i loro talenti, perseveranza e forza morale.
La nostra legge fondamentale [la presente Costituzione] deve essere la
base del nostro ordinamento giuridico: costituirà un’alleanza tra
ungheresi del passato, presente e futuro; un quadro vivente che esprime
la volontà della nazione e la forma in cui vogliamo vivere.
Noi, i cittadini provenienti da Ungheria, siamo pronti a fondare l’ordine del nostro paese sugli sforzi comuni della nazione.

(traduzione condotta sul testo ufficiale inglese)

Fonte: www.italianiliberi.it
Link: http://www.italianiliberi.it/Edito13/la-nuova-costituzione-ungherese-che-all-ue-non-piace.html
21.08.2013

Pubblicato da Davide

  • Tonguessy

    Siamo orgogliosi che il nostro re Santo Stefano abbia costruito lo Stato ungherese su solide basi e lo abbia reso parte dell’Europa cristiana mille anni fa.

    Bene. Questo, suppongo, è l’art.1 della Costituzione Ungherese.
    Il nostro art.1 recita: “l’Italia è una Repubblica fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione.”
    Mi pare ci sia qualche differenza. L’Ungheria va verso uno Stato confessionale? Dobbiamo necessariamente rallegrarcene?

  • eresiarca

    Penso proprio di sì, perché un conto è cercare di essere padroni a casa propria, con FMI e soci fuori dalle balle, un altro inventarsi la favola del “popolo sovrano”, che manco più c’ha il lavoro, visto che bisogna fare come impongono FMI e soci, per i quali qui è la cuccagna.

  • patrocloo

    Mi sa che supponi male, è un semplice “cappello” alla costituzione vera e propria, come spiegato nell’articolo. Ma se anche fosse un articolo della costituzione è una semplice presa d’atto delle radici storiche della nazione ungherese e non , necessariamente, la fattualizzazione di uno Stato confessionale.

  • Tonguessy

    Quindi per te la teoria dello Stato confessionale è migliore di quella del “popolo sovrano”? Cosa pensi che succederà tra 70 anni (quelli che abbiamo trascorso, con alcuni alti ed ultimamente con molti bassi) all’Ungheria se parte da queste premesse?

  • eresiarca

    Ma qual è il problema? Perché bisogna sempre scaldarsi e preoccuparsi prima del tempo? Vediamo cosa succede, tanto qui nessuno ha la bacchetta magica e la ricetta bella e pronta. Ripeto: in Italia (che dovrebbe preoccuparci più dell’Ungheria), il popolo NON è “sovrano” non perché qualche furbastro glielo impedisce, ma perché quella è una favola irrealizzabile, condita per di più con l’altra favola della “Repubblica fondata sul lavoro”, quando si sa bene che il “lavoro” non ha mai fatto venire l’aureola in capo a nessuno e nessuno, se ne avesse la possibilità, lavorerebbe. A dimostrarlo ci sono i nobili del passato, che appunto non “lavoravano”, il che non significa che passassero il tempo a grattarsi i maroni.

  • eresiarca

    oVVoVE!!! “radici storiche”??? non sia mai detto! “nazione”? Ma no, esiste solo il “cittadino del mondo”! Con chi ragiona così non c’è speranza.

  • bysantium

    Concordo.
    In ogni caso c’è anche il lavoro :
    Noi riteniamo che la forza della comunità e l’onore di ciascuno sono basati sul lavoro, una conquista della mente umana.
    Ma non isoltatamente ed oserei dire estemporaneamente come nella ns. Costituzione.
    Il che, inserendolo in un contesto più ampio di valori comuni, lo qualifica maggiomente.

  • riefelis

    Come al solito Ida Magli ha scitto il suo articolo pieno di argomentazioni astruse e senza alcun nesso logico e storico.
    Siamo alla presenza di uno Stato che con pretesto di tutelare alcuni principi in realtà ai srroga il diritto di imporli violentemente ai cittadini.

    Complimenti Ida Magli hai scritto l’ennesima sciocchezza.

  • yiliek

    Io invece sono molto preoccupato

  • patrocloo

    Le sciocchezze le scrivi tu. Mi sembra che Orban abbia una grande maggioranza di consenso quindi non sta imponendo niente, sta semplicemente facendo ciò per cui è stato eletto. Sei per caso uno di quelli che l’autodeterminazione dei popoli va bene soltanto quando fa scopa col proprio credo?

  • haward

    Di Stati “confessionali”, come li chiami tu, non ne esiste nessuno. Iran e, sopratutto, Israele, sono gli unici due Paesi dove esiste un’esplicito riferimento alla religione. L’articolo 1 della nostra Costituzione, al di là della retorica, è un semplice enunciato che non ha trovato alcun riscontro nella realtà perchè la piena occupazione non è mai stata garantita per Legge. E’ un pò come “ama il prossimo tuo come te stesso”, a proposito di “confessionalità”.

  • Behemot

    … ci vuole la capoccia postsovietica e non occidentale = corrosa dal consumismo ed edonismo per capire la grandezza di questa COSTITUZIONE …