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LA NORIMBERGA DEGLI SCIACALLI

DI ALESSANDRO GIGLIOLI

gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it

Siete stati a L’Aquila, di recente?

A me è capitato, grazie agli amici di News-town: un sito che consiglio a tutti quelli che vogliono sapere anziché dimenticare.

Comunque, è una cosa impressionante. Non solo il centro storico abbandonato e distrutto, dove il gelo delle case vuote entra nelle ossa, e vedi ancora i panni stesi com’erano stati lasciati la sera del 5 aprile 2009.

È impressionante soprattutto pensare a quelli che ci hanno mangiato, politicamente ed economicamente. Alla buffonata del G8, che non ha lasciato niente tranne l’astio per la Protezione civile che per l’occasione si era trasformata in una specie di Securitate, vietando pure il caffè e il cioccolato perché non si eccitassero gli animi dei terremotati. O alla bufala del «centro riaperto» – andateci, sì, guardate come l’hanno riaperto!

Adesso, poco a poco, alcune delle schifezze vengono a galla: come le mazzette sulla puntellatura selvaggia e quelle sulle “casette”.

“Bisogna avere fiducia della magistratura”, si dice in questi casi.

Certo, per carità.

Ma sogno lo stesso una Norimberga degli sciacalli – politici, amministratori, imprenditori – e mi viene voglia di vederli rinchiusi qualche anno dentro quelle case di pietra diroccate e gelide dove adesso crescono gli alberi.

Alessandro Giglioli
Fonte: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it
Link: http://gilioli.blogautore.espresso.repubblica.it/2014/01/08/la-norimberga-degli-sciacalli/
8.01.2014

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    Si cominci con l’imprigionare il Buffone n°1, poi a seguire  tutti gli altri,cioè l’allegra mortifera compagnia di politicanti,dirigenti e burocrati vari coinvolti nel pasto delle Jene…

    In altre parole ci vorrebbe la ri-voluzione per ristabilire Giustizia.
  • Tao
     

    Vauro [triskel182.files.wordpress.com]

    OTTO INDAGATI TRA CUI IL VICESINDACO CHE SI È DIMESSO. TANGENTI PER APPALTI E PERFINO SUI PONTILI. CINQUE CASETTE IN “REGALO” ALL’EX ASSESSORE.

    Case usate come tangenti. E poi soldi infilati tra i fogli di giornali, nelle bottiglie di grappa, persino mazzette previste “per contratto”, quando mancavano i soldi in contanti. Se pensando alla ricostruzione, l’imprenditore Francesco Piscitelli rideva mentre L’Aquila crollava, la notte del 6 aprile 2009, altri hanno gioito quando la terra ha smesso di tremare e la costruzione è iniziata. E questa volta si tratta di aquilani come Pierluigi Tancredi e Roberto Riga, il primo assessore del Pdl all’epoca del sisma, il secondo attuale vicesindaco della giunta di centrosinistra. S’è dimesso ieri, Riga, dopo l’accusa di corruzione: “Mi tiro da parte dai miei ruoli – ha detto – perché vorrei lasciare tranquilla l’amministrazione comunale, senza avere dubbi sulla propria attività. Confido nei pm, fornirò elementi per mettere in evidenza la mia estraneità”. Per il momento, la Procura sembra certa delle accuse scritte nell’ordinanza d’arresto firmata dal gip Giuseppe Romano Gargarella, su richiesta dei sostituti procuratori Antonietta Picardi e David Mancini, coordinati dal procuratore de L’Aquila Fausto Cardella. Le indagini condotte dalla squadra mobile, guidata da Marilio Grasso, ha portato a quattro arresti e otto indagati – a vario titolo – di corruzione, millantato credito, falsità materiale e ideologica e appropriazione indebita. Il dato più incredibile è che per alcuni degli indagati, secondo l’accusa, continuano a operare con società costituite appena un anno fa – nella ricostruzione.

    Casette di sicurezza

    La gola profonda dell’inchiesta, denominata “Do ut des”, è l’imprenditore veneto – anch’egli indagato – Daniele Lago. Tutto nasce dal momento in cui la sua azienda – Steda spa – viene accettata nelle procedure per la ricostruzione, ma con “riserva”. A quel punto interviene Pasqualino Macera che promette un intervento risolutivo in cambio di una mazzetta. Dice un testimone: “Ricordo che partimmo di pomeriggio e arrivammo verso le 17, le 18. Lago aveva con sé una valigetta ventiquattrore nera in pelle, con all’interno il denaro che era avvolto in un giornale. Quando siamo arrivati in hotel, abbiamo parcheggiato davanti all’ingresso. Non ricordo se Daniele aveva chiamato Macera prima di arrivare, ma ricordo che ci aspettava sulla porta d’ingresso dell’hotel. Siamo entrati, ci siamo seduti su dei divanetti che erano nella hall sul lato sinistro. Macera dopo i saluti, ci diceva che il problema delle altezze dei Map era insormontabile ma, ci disse anche testualmente ‘ho trovato il modo di convincerli’, riferendosi chiaramente al fatto che pagando si sarebbe risolto tutto”. Conferma Lago: “Macera mi ha detto che i soldi andavano a tale De Bernadinis della Protezione Civile. Mi propose di accettare un suo assegno del controvalore di 60 mila euro, che io avrei potuto incassare ove non avessimo vinto l’appalto. Gli ho consegnato i soldi che erano contenuti in una copia del Sole 24 Ore. Ricordo che erano 120 pezzi da 500 euro. Preciso che quei soldi erano dei soldi miei personali…”. In realtà Macera millantava: De Bernardinis, in questa vicenda, non c’entra nulla. Ma i favori a Lago erano invece reali. Intervenne, nel favorire i vari appalti di Lago, l’ex assessore Tancredi che nel 2009, con Macera, creò una società – la Da.Ma Consulting srl, società creata appositamente il 22 ottobre 2009 – per giustificare formalmente i versamenti di denaro. Le somme pattuite erano 7.200 euro mensili per un intero anno, più le percentuali su ogni singolo lavoro procurato. Ma soprattutto, a saldo della pattuizione originaria, Lago consegnava a Tancredi cinque moduli abitativi da 40 mila euro l’uno per un totale di 200 mila euro.

    Sindaci sotto controllo

    Secondo l’accusa Tancredi esercitava una “pressione nei confronti dei sindaci dei comuni di Barisciano, Fagnano Alto e Pizzoli al fine di indurli a omettere qualsivoglia attività di contestazione formale o mediatica nei confronti della Steda Spa in relazione al rispetto dei tempi di consegna dei Map., preservando la Steda Spa dalle possibili penali per i ritardi nella consegna e da ulteriori danni di immagine”. I ritardi, infatti, si sarebbero tradotti in sanzioni economiche.

    Il centro storico

    Per l’accusa, la messa in sicurezza degli immobili del centro storico de L’Aquila, “si rivelerà per molte imprese – non ultima la Steda spa – un immenso business, nel quale la Pubblica amministrazione impiegherà oltre 200 milioni”. Tra i lavori ottenuti da Lago c’è anche un appartamento per il quale, secondo l’accusa, l’imprenditore veneto aveva ottenuto rassicurazioni dal vicesindaco Riga. Su indicazione di Tancredi, poi, Lago pagò un ‘contributo’ di 5 mila euro in favore del partito La Destra”. L’appalto venne però assegnato ad altra ditta. Nel caso della messa in sicurezza di Palazzo Carli, si scopre persino l’appropriazione indebita per 1,268 milioni, per lavori mai realizzati.

    Antonio Massari

    Fonte: http://www.ilfattoquotidiano.it [www.ilfattoquotidiano.it]

    9.01.2014

     

  • vic

    Perche’ non far leva su una mentalita’ diversa?

    Lasciar perdere il sistema Italia cosi’ com’e’ e cercare un gemellaggio Aquila-Norimberga con lo scopo precipuo di ricostruire il centro distrutto dal terremoto, possibilmente in modo che non ricrolli alla prossima scossa.
    Ho fatto l’esempio di Norimberga un po’ per provocazione. Si potrebbe anche pensare a Dresda.
    Ma forse c’e’ qualche altra citta’ nell’UE disposta ad aiutare l’Aquila.
    Oslo, Bergen, Linkoeping, ..
    Cito citta’ del nord perche’ un po’ di mentalita’ nordica all’italia farebbe molto bene, soprattutto nell’amministrazione.
    E ai nordici fa sicuramente bene bere un po’ piu’ di vino dell’Abruzzo.
    Se non si trova nessuna citta’ disposta a gemellarsi, fatemi il favore di non piu’ parlare di spirito comunitario dell’UE.
    A proposito di terremoti, non sara’ sfuggito il fatto che si cominciano a registrare scosse anche in zone reputate a bassissimo rischio sismico. Spero che non siano scosse indotte involontariamente da attivita’ di fracking.
  • dana74

    molto meglio come ha fatto Monti, per evitare speculazioni. LO STATO NON risarcirà più i danni per calamità naturali, così i cittadini di serie B dell’Emilia se la sono presi nel fondoschiena. Ma è tutto più moralmente corretto

  • geopardy

    Nel 1997 nella mia regione c’è stato un devastante terremoto, ma in 2-3 anni tutto è stato ricostruito meglio di prima.<p>
     Al governo dell’Italia c’erano i buffoni dell’Euro a tutti i costi, ma un po’ più seri internamente, rispetto al buffone dei tempi de L’Aquila (anche se se ne sono ben guardati dal protestare seriamente per i fatti riportati nell’articolo). <p>
    Non c’era ancora l’euro, il che non è poco, ma  L’UE i soldi per la ricostruzione li ha dati lo stesso, ma al comando dell’Italia c’era l’unto dal signore, l’elargitore di dentiere e di prefabbricati di lusso ed a capo della Protezione Civile un amante di pregevoli massaggi.<p>
    L’Aquila sta lì a rappresentarne l’affidabilità che tanti italiani non lesinano di concedergli ad ogni occasione che si presenti.<p>
    Gli altri la danno, ormai, a molto probabili succedanei di tipo arcoriamo e non mi limito alla destra, naturalmente.<p>
    Monti è stato la giusta sintesi di 20 anni di inciuci tra i due schieramenti, che si sono amalgamati in quella che, giustamente, è stata definita "casta".<p>
    Anche la vicenda dei militari italiani in India dimostra di quale considerazione godano questi lecca bava che occupano, con la complicità della maggioranza degli italiani, le istituzioni.<p>
    Non sono nemmeno riusciti, se non fosse altro che per i salassi da essa impostaci, ad interessare nemmeno la Ue della vicenda, il che dimostrerebbe il tipo di opinione non dissimile dall’India che i suoi membri hanno nei confronti di un paese con simili rappresentanti.<p>
    Aggiungo e lo credo fermamente, che l’UE doveva, comunque, intervenire con decisione, almeno per farci sentire un  po’ europei anche a noi e non solo per mettere il nostro di dietro a loro disposizione.<p>
    Indice di come non esista neanche la parvenza politica e sociale di Ue.<p>
    Sono andato apparentemente fuori tema rispetto all’articolo, ma ho voluto stigmatizzare il fatto che un paese senza una seria leadership non possa ottenere altro che questo trattamento da chicchessia ed il popolo italiano non è una semplice vittima, ma per una parte è connivente, mentre l’altra avalla in maggioranza questa mediocrità imperante.<p>
    Prendiamoci le nostre responsabilità.

  • geopardy

    Buffoni e come tali siamo e saremo trattati.
    In Spagna ci sono buffoni anche peggiori ed in Grecia idem.
    Viva il Mediterraneo europeo, mi dispiace, ma sotto questo aspetto i nord-europei non hanno tutti i torti, per quanto non tolleri e non giustifichi la violenza economica a cui veniamo da essi sottoposti.
    Gli forniamo la giusta quantità di ragioni, per scusare la loro bramosia di metterci sotto totale controllo e assoggettamento.