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LA NATO SI ANNETTERA' L'UCRAINA ?

Free Image Hosting at www.ImageShack.usDI PEPE ESCOBAR
rt.com/op-edge

Chiunque creda che Washington sia profondamente innamorata della «democrazia» in Ucraina dovrebbe andare su e-Bay, dove stanno ancora mettendo all’asta i video di Saddam Hussein. Li compra chi offre di più.

Oppure dovrebbe stare a sentire le ufficiose-registrazioni-ufficiali dell’amministrazione Obama, che giura quasi ogni giorno che non c’è nessuna “guerra per procura”, che non si sta replicando nessuna Guerra Fredda in Ucraina.

In poche parole, la politica di Washington bipartisan in Ucraina è sempre stata contro la politica di Mosca.

Certo qualche volta un cambiamento di regime è necessario, anche perché la UE, geopoliticamente, non è altro che una apppendice della NATO, quello che conta veramente è che la NATO estenda i suoi confini in Ucraina. O almeno fino all’Ucraina occidentale – anche se sarebbe solo un premio di consolazione.

Si tratta di un gioco puramente militare-centrico – la logica di tutto un meccanismo che, alla fine, è stato deciso a Washington, non a Bruxelles. Il fatto che la NATO si allarghi, non è « democrazia». Quando la neo-con Victoria Nuland del Dipartimento di Stato si è conquistata i suoi quindici secondi di fama, quello che in realtà voleva dire era : “La NATO siamo NOI, F ** k la UE. ” Nessuna meraviglia quindi se il prossimo mercoledì, a Brussels non ci sarà nessuna riunione urgente dei ministri della Difesa della NATO, per parlare della Ucraina.

Di questa storia nessuno leggerà mai niente sui media americani, né se ne parlerà nel mondo accademico, uniche eccezioni clamorose sono stati il professor Francis Boyle di Harvard, che ne ha parlato alla Voice of Russia , e Stephen Cohen di Princeton, che ne ha parlato in suo recente articolo per la Nazione.

Qualsiasi analista serio sa che dal 1970 la vera mente di questa “politica” è – il Grande giocatore di scacchi – Zbigniew Brzezinski. Il Dr. Zbig è stato il mentore del Presidente USA Barack Obama alla Columbia e poi il Talleyrand della macchina politica estera della sua amministrazione.

Forse recentemente si è un pò ammorbidito, ma non dimentica mai che gli USA devono mantenere la supremazia assoluta su Eurasia, Russia e Turchia, anche se qualche volta prova a farsi sedurre dall’Occidente. Comunque la sua storica Russofobia non si è mai annacquata.

Santa Yulia è tornata

Visto che abbiamo (di nuovo) preso la strada per un cambio di regime in Ucraina, possiamo dire che questo affare non sembra niente male (solo 5 ​​miliardi dollari, come ha ammesso spontaneamente la neo-con Nuland), se confrontato con le altre ben più sontuose avventure all’estero di Bush & Obama, dall’Afghanistan, all’Iraq, alla Siria. Eppure qui ci sarà da aspettarsi ancora qualche altra bella sorpresa.

Free Image Hosting at www.ImageShack.usForse continua l’evoluzione delle idee, come per molti giovani rabbiosi di destra e della generazione Google dell’Ucraina Occidentale. A Kiev sembrano credere che il paese, dopo un cambio di regime, sarà accettato nell’Unione Europea, che tutti potranno avere un passaporto UE, e che potranno andare a cercarsi un buon lavoro in Europa, proprio come fecero gli idraulici polacchi e i ristoratori rumeni.

Beh, non sarà proprio così. Se potessero solo imbarcarsi su un EasyJet, vedrebbero con i propri occhi quello che succede – nel mercato del lavoro in Europa meridionale o a Londra – e cosa deve fare quell’orda, ormai terrorizzata, di europei dell’Est che cercano di non farsi cacciare da un posto di lavoro.

Per quanto riguarda gli ultra-nazionalisti, apertamente neofascisti – assolutamente anti-UE – l’unico loro interesse è sbarazzarsi dall’ abbraccio dell’orso russo. E poi ?

Nella foga, tutta occidentale, per la “democrazia” è così facile dimenticarsi che i fascisti dell’Ucraina-Occidentale restarono sempre allineati con Hitler contro l’URSS e che, la scorsa settimana, erano i loro discendenti schierati in prima linea in tutte le azioni più oscene di violenza. Ed è proprio l’estrema Destra che insiste ancora a continuare la “protesta”. Per questo non entreranno a far parte dei burattini preferiti da Washington, ma resteranno solo dei capri espiatori momentaneamente utili.

Per quanto riguarda l’ex primo ministro ucraino Yulia Tymoshenko – che adesso per l’Occidente sembra essere diventata una Madre Teresa bionda – ha chiamato “liberatori ” i manifestanti di Piazza Maidan (Indipendenza). Ma è possibile che saranno loro stessi a liberarsi di lei – dopo che la corrotta “Santa Yulia” si presenterà per la presidenza il prossimo maggio. –

L’ Ucraina che funziona – quella delle zone a est e a sud del paese – si trova nelle storiche province russe, pensiamo a Kharkov, al Mar Nero, alla Crimea. Il PIL del paese è di circa 157 miliardi di dollari, cioè un quinto di quello turco, pertanto l’Ucraina non rappresenta assolutamente niente di interessante per l’Occidente (varrà ancora meno se diventerà un’altra Siria). L’unico lato “positivo” sarebbe un perverso avanzamento strategico della NATO.

Chiunque creda che, se la UE dovesse tirare fuori dal pantano l’Ucraina e volesse comprarsela per farla uscire dal caos economico, farebbe bene, ancora una volta, ad approfittare dell’offerta dei video su Saddam che stanno vendendo su eBay.

Sarebbe come se il Congresso degli Stati Uniti si mettesse a regalare 15 miliardi di dollari all’Ucraina per appianare il debito estero, per non parlare della riduzione del prezzo del gas importato, proprio come ha fatto Mosca lo scorso dicembre.

E salutatemi gli … “Iskander”

La domanda da un miliardo di dollari adesso è sapere che cosa farà il Presidente Vladimir Putin. Si potrebbe restare tentati dal credere di sentire delle belle risate per i corridoi del Cremlino.

Come aperitivo, Putin deciderà se comprare o no i due miliardi di Eurobonds ucraini, dopo che si sarà insediato il nuovo governo, come scrive Gazeta.ru. A Kiev non arriverà nemmeno un rublo da Mosca, almeno fino a quando non sarà chiaro che il nuovo regime comincerà a “giocare” nell’interesse di un paese che resti unito.

‘Santa’ Yulia, solo per ricordare la storia, all’inizio fu sbattuta in galera proprio per aver negoziato una partita di gas con Mosca, ad un prezzo ritenuto “troppo alto”. Per tornare ai fatti: L’Ucraina non può sopravvivere senza il gas russo e l’industria ucraina non può sopravvivere senza il mercato russo. Si possono pure mischiare tutte le sfumature di arancione, di mandarino, di Campari e di Tequila e si può anche shakerare il tutto per preparare il cocktail per il FMI che vuole un ‘aggiustamento strutturale – ma le cose non cambieranno. E scordiamoci che gli stati dell’EU “compreranno ucraino”.

La banda degli Arancioni occidentali – dai capi fino alla bassa manovalanza – può ancora scommettere su una guerra civile, in stile-Siria. Anche l’arrivo di quelle forze anarcoidi – reazione ai neo-fascisti – deve essere respinto dagli stessi ucraini e non suonerebbe male nemmeno fare un referendum. Che sia la gente a decidere se vuole una confederazione, una divisione ( ma scorrerà il sangue) o se sarà meglio lasciare tutto allo status quo.

Ecco uno dei possibili scenari. Sud e Est dell’ Ucraina tornano a far parte della Russia; Mosca farebbe un pò di scena, ma sarebbe d’accordo. La parte occidentale invece è un paese saccheggiato, un capitalismo-dei-disastri, prodotto da multinazionali-mafiose occidentali – ha creato un paese a cui nessuno darebbe un passaporto EU. Per quanto riguarda la NATO, se si ‘annettessero’ l’Ucraina, loro potrebbero metterci le basi militari e riuscirebbero nel loro intento iniziale, che era quello di bloccare entro i nuovi confini geo-politici quella miriade di missili russi super tecnologici, gli ISKANDER. E’ così che avanza la ‘strategia’ di Washington.

Pepe Escobar

Fonte : http://rt.com/op-edge

Link: http://rt.com/op-edge/will-nato-annex-ukraine-414/

24.02.2014

Il testo italiano di questo articolo è liberamente utilizzabile a scopi non commerciali, citando la fonte ComeDonChisciotte.org e l’autore della traduzione Bosque.Primario

Pubblicato da Bosque Primario

  • Tao

    Nel 2009 Kiev firma un accordo che per­mette il tran­sito ter­re­stre in Ucraina di rifor­ni­menti per le forze Nato in Afgha­ni­stan. Ormai l’adesione alla Nato sem­bra certa ma, nel 2010, il neoe­letto pre­si­dente Yanu­ko­vych annun­cia che, pur con­ti­nuando la coo­pe­ra­zione, l’adesione alla Nato non è nell’agenda del suo governo. Nel frat­tempo però la Nato è riu­scita a tes­sere una rete di legami all’interno delle forze armate ucraine. Alti uffi­ciali par­te­ci­pano da anni a corsi del Nato Defense Col­lege a Roma e a Obe­ram­mer­gau (Ger­ma­nia), su temi riguar­danti l’integrazione delle forze armate ucraine con quelle Nato. Nello stesso qua­dro si inse­ri­sce l’istituzione, presso l’Accademia mili­tare ucraina, di una nuova «facoltà mul­ti­na­zio­nale» con docenti Nato. Note­vol­mente svi­lup­pata anche la coo­pe­ra­zione tecnico-scientifica nel campo degli arma­menti per faci­li­tare, attra­verso una mag­giore inte­ro­pe­ra­bi­lità, la par­te­ci­pa­zione delle forze armate ucraine a «ope­ra­zioni con­giunte per la pace» a guida Nato. Inol­tre, dato che «molti ucraini man­cano di infor­ma­zioni sul ruolo e gli scopi dell’Alleanza e con­ser­vano nella pro­pria mente sor­pas­sati ste­reo­tipi della guerra fredda», la Nato ha isti­tuito a Kiev un Cen­tro di infor­ma­zione che orga­nizza incon­tri e semi­nari e anche visite di «rap­pre­sen­tanti della società civile» al quar­tier gene­rale di Bru­xel­les.

    E poi­ché non esi­ste solo ciò che si vede, è evi­dente che la Nato ha una rete di col­le­ga­menti negli ambienti mili­tari e civili molto più estesa di quella che appare. Lo con­ferma il tono di comando con cui il segre­ta­rio gene­rale della Nato si rivolge il 20 feb­braio alle forze armate ucraine, avver­ten­dole di «restare neu­trali», pena «gravi con­se­guenze nega­tive per le nostre rela­zioni». La Nato si sente ormai sicura di poter com­piere un altro passo nella sua espan­sione ad Est, inglo­bando pro­ba­bil­mente metà Ucraina, men­tre con­ti­nua la sua cam­pa­gna con­tro «i sor­pas­sati ste­reo­tipi della guerra fredda».

    Manlio Dinucci
    Fonte: http://www.ilmanifesto.it [www.ilmanifesto.it]
    24.02.2014

     

  • Arcadia
    Gli USA intendono coinvolgere la Georgia nella NATO
    Gli USA intendono coinvolgere la Georgia nella NATO

    Gli USA si propongono di assumere una posizione più ferma e decisa per coinvolgere la Georgia nella NATO.L’attacco ideologico nei confronti di Tbilisi si sta svolgendo al minimo in due direzioni.

    Da una parte, gli strateghi europei nell’ambito del programma “Partenariato orientale” stanno tentando di accostare la Georgia ai cosiddetti valori europei, senza concederle reali dividendi e diritti. Dall’arte parte, Washington sta attivizzando i tentativi di trascinare la Georgia nell’Alleanza Nord-Atlantica.

    In tale contesto gli avvenimenti in Ucraina sono un comodo sfondo per i lavori in questo senso dato che tutta l’attenzione della parte attiva della comunità europea è concentrata sull’ulteriore destino dell’Ucraina. Inoltre, lo senario ucraino offre agli USA la possibilità di mettere un po’ di paura alle autorità georgiane dichiarando “solo insieme a noi avrete una vita agiata e serena”.

    In una lettera indirizzata al Segretario di Stato USA John Kerry, che recentemente hanno firmato diverse decine di parlamentari in rappresentanza dei partiti democratico e repubblicano, si legge, in particolare, che gli USA e i loro alleati hanno raggiunto un punto critico in cui occorre garantire la valenza e la vitalità della NATO in futuro. Una delle garanzie in questo senso è proprio l’adesione della Georgia e dell’Ucraina all’Alleanza. Anzi, Barak Obama e i suoi assistiti già più di una volta hanno fissato in molti documenti ufficiali questi compiti,- ricorda il politologo Vldimir Kosin:

    Come è stato dichiarato a tutti gli ultimi vertici, le porte rimangono aperte. In relazione agli avvenimenti in Ucraina sorge una preoccupazione particolare poiché lì sono salite al potere le forze nazionalistiche. La politica di Washington implica un peggioramento dei rapporti della la Russia con gli USA, nonché con la Georgia e l’Ucraina se esse diventeranno membri a pieno titolo della NATO.

    Detto questo va constatato che l’area dell’alleanza si è già vistosamente avvicinata al territorio della Federazione Russa. Nonostante le reiterate dichiarazioni che l’Occidente non intende affatto allargarsi a scapito degli interessi russi. Le forze di destinazione generale, i mezzi antimissile e le armi nucleari tattiche costituiscono proprio la risorsa che la NATO ha avuto sul territorio dei nuovi paesi-partecipanti. Quanto alla Georgia, essa non fa eccezione in questo contesto.

    Dice Leonid Savin, caporedattore dell’edizione informativo-analitica “La geopolitica”:

    L’ingresso della Georgia nella Nato, indubbiamente, avvicina il dislocamento delle basi straniere ai confini della Russia. il che avrà un impatto negativo sulla stabilità e la sicurezza nella regione nel suo insieme poiché l’Armenia intende aderire all’Unione Doganale e poi all’Unione Eurasiatica e il dispiegamento di unità speciali e di mezzi bellici della NATO nelle zone vicine consente alla NATO di controllare il territorio. Non solo, in seno alla NATO la Georgia farà un altro tentativo di recuperare l’Abhasia e l’Ossezia del Sud.

    È chiaro che la Russia si vedrà costretta a reagire ai piani a largo respiro dei politici occidentali interessati innanzitutto a che Mosca faccia dei passi sconsiderati sia in Caucaso che in Ucraina. Passi che possano giustificare i tentativi di screditare la Federazione Russa a livello internazionale. Peraltro, come ha dimostrato il caso della Siria, Mosca è in grado di fare un gioco geopolitico sensato e, quello che più conta, assai efficace.

    http://italian.ruvr.ru/2014_02_25/Gli-USA-intendono-coinvolgere-la-Georgia-nella-NATO-3563/