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LA MUSICA E' FINITA

DI CARLO BERTANI
carlobertani.blogspot.it

“Ecco, la musica è finita
gli amici se ne vanno,
che inutile serata…”

Califano – Bindi – Nisa, La musica è finita, 1967

In tre soli mesi, la parabola del M5S ha percorso un’inarrestabile ascesa: il gongolare per il trionfo elettorale, poi “piccoli politici crescono”, quindi “siamo i più belli della nidiata” e, infine, “non avevamo capito un cazzo”.

Credo che chi ha sdoganato il “vaffa” nella lingua italiana mi perdonerà se – invece di usare “cavolo”, “mazza”…o qualsiasi altro sinonimo – ho usato il termine principe, adoperato ogni giorno in mille piazze italiane.
La parabola del M5S è conclusa: dalla speranza di molti italiani che si riuscisse a voltare pagina, si è finiti nel miglior stile democristiano, ossia…c’è differenza fra elezioni politiche ed amministrative…è stata solo un’impasse temporanea…il crollo del PD-PdL ci aprirà le porte di sconfinati orizzonti…aspettate, gente, aspettate e vedrete…
Abbiamo già visto.Gli errori del duo Grillo-Casaleggio sono immensi, incredibili, pazzeschi: a meno che non fossero la solita false flag, allora tutto si spiega. Personalmente avevo questo dubbio, ma non mi piace fare il complottista per poi gongolare affermando “io l’avevo detto”, perché alla maggior parte dei complottisti non viene mai chiesto il conto quando sparano minchiate. Vedi la guerra all’Iran, che doveva scoppiare duecento volte negli ultimi 10 anni.

Come si possono definire “troll” il popolo che li ha votati, soltanto perché chiedono conto della politica del movimento, delle scelte, delle mancate scelte, delle esternazioni, delle mancate esternazioni…insomma, della mancanza della politica che non sia un tristo conteggiar di scontrini?

Uno dei due fa il veggente e prevede disgrazie a iosa, copiando (e male) i peggiori esegeti di Nostradamus, l’altro un giorno distrugge computer e quello dopo li santifica, beve l’acqua dell’auto ad Idrogeno e poi sparisce dal programma del movimento ogni accenno all’Idrogeno come vettore energetico.

Quando chiedi conto delle scelte, ti rispondono “che hai sbagliato a votarlo”: va bene, grazie, non lo farò più. Scusate.

La politica – che ti piaccia o no, Grillo – è l’arte del compromesso per ottenere il massimo con il minimo delle concessioni: non ti chiediamo di conoscere Sun-Tzu e la sua “Arte della guerra” ma – per Dio – se costruisci un movimento così importante fino al punto d’occupare quasi un terzo del Parlamento, qualche risposta – dopo – la devi dare? O pensi che sia tutto uno show, calato il sipario tutto finisce e passi a ritirare l’assegno?

Grillo, maledizione, cerca di rinsavire!

Quando i “101” ribelli del PD non votarono Prodi, ti rendesti conto che era una minoranza che cercava di schiacciare una maggioranza perché tu – sì, proprio tu – avevi bruciato tutti i ponti alle spalle? Una volta che i tuoi fantaccini risposero picche a Bersani, questi si fregarono le mani, fecero fuori il tuo “Gargamella” e corsero da Berlusconi per continuare tutto come prima, affari compresi, ovvio.

La Finocchiaro esternò che “non c’erano mai state intenzioni serie di fare un governo PD-M5S”. Non t’è mai passato per la testa che la Finocchiaro fa parte della “carica dei 101”?

Ah certo…la tua strategia era: se questi fanno il grande inciucio, la volta seguente noi prenderemo il 100%. Permettimi di ridere: leggi i risultati di oggi. Qualcosa non va? Eh, certo…

Gli italiani che t’avevano votato non desideravano che le tue povere ed impreparate truppe perdessero i giorni e le notti a fare i conti degli scontrini. Fatto un prelievo sullo stipendio base (come faceva il PCI un tempo), credevano che potessero in seguito essere liberi di mangiare una pizza dove e come volevano. Magari non sempre la solita margherita, e magari occuparsi di politica vera, che ce ne sarebbe un gran bisogno.

Gli italiani non hanno reagito come ti aspettavi: evidente, lampante, chiarissimo.

Hanno semplicemente riflettuto: se nemmeno questi fanno una mazza, non serve scaldarsi per andare a votare. Ed a voltarli. Non ti sbagliare a dire “sono gli elettori che sbagliano”: è la peggiore idea che ti può passare per la testa.

Non hai capito che avresti avuto l’occasione di fare una trattativa seria – detto in soldoni, avevi Bersani per le palle – e che l’Europa doveva stare a guardare, non aveva scelta. L’Italia che esce dall’euro? Fine dell’UE.

Addirittura, la Merkel si sbilanciò: l’occupazione? Si crea col turn over, ossia mandando in pensione i vecchi e mettendoci dei giovani. Mario Draghi propose addirittura di mettere un interesse negativo sui conti che le banche avevano nella BCE – obbligandoli, in questo modo, a tornare a fare le banche, invece di godersi gli interessi dei soldi che la BCE stessa dava loro – e di “cartolarizzare” i 40 miliardi dei debiti dello Stato verso le imprese, che sarebbero stati “girati” agli Stati. A ben vedere, per una volta, le Nazioni sarebbero tornate a godere del diritto di signoraggio (1).

Già, ma ci voleva un po’ di muso duro, la certezza che in Italia le cose erano cambiate e che si dovesse, per forza, presentare il conto alla Germania.

Intanto, tu chiedevi ai tedeschi “d’invaderci”: ma ti rendi conto di quanto sei infantile, di come tratti la politica internazionale come un banco di frutta e verdura al mercato rionale? Ti rendi conto di non capire una mazza di politica?

Adesso non c’è più nulla da fare: raschierai il fondo del barile con i voti dei leghisti delusi, magari con qualche transfuga della destra, ma col tuo vero serbatoio di voti – quell’accozzaglia di gente che ancora pensa “a sinistra” – hai chiuso, queste elezioni lo hanno sancito, gli “share” a due cifre sono passati ad una cifra sola, fine di un sogno.

Ti do un consiglio, anche se non lo meriteresti: fai come fanno i partiti seri. Riconosci la sconfitta – invece d’atteggiarti a democristo d’antan – e metti all’ordine del giorno un congresso. Sì, un vero congresso.
Un posto dove tutti gli aderenti ed i simpatizzanti del tuo movimento possano parlarsi senza timori d’anatemi e scomuniche: hai sognato una “Città del Sole”, ed al risveglio c’era Machiavelli ad attenderti.

Fai un atto d’umiltà, e dai libertà di parola (e di voto) ai nostri “cittadini” rappresentanti.

Carlo Bertani
Fonte: http://carlobertani.blogspot.it/
Link: http://carlobertani.blogspot.it/2013/05/la-musica-e-finita.html
27.05.2013

(1) http://www.economiaweb.it/pmi-una-speranza-chiamata-draghi/

Pubblicato da Davide

  • Tao

    “Quando il saggio indica la luna, lo stolto guarda il dito” filosofeggiava un detto in auge qualche anno fa. Che non mi ha mai convinto. Forse sarò cinico, ma non vedo perché debba essere considerato stolto chi si permette di evidenziare l’inadeguatezza dello strumento per realizzare il Sogno. Ad esempio, il Movimento Cinque Stelle, che proprio oggi si direbbe pervaso da un senso di frustrazione per il risultato delle elezioni comunali. Soprattutto a Roma. Soprattutto dopo i trionfi di piazza di Grillo.

    Intanto una riflessione sul risultato delle amministrative (che, spudoratamente, copio dal post di un mio amico, Ciro Totaro, su Facebook): “Il giorno stesso del trionfo del M5S alle politiche di quest’anno, si votava anche per le amministrative in tre regioni: in Lombardia, Lazio e Molise si passava, mediamente, dal 25% del dato nazionale, al 15% di quello locale. Più recentemente ricorderemo come in Friuli il dato sia stato ancora più divergente: dal 40% al 20%. L’ultimo sondaggio pubblicato questa mattina dava, per le politiche, il M5S al 24,5%. Come si spiega ciò?
    È opinione comune ritenere le amministrative, consultazioni particolari che necessariamente devono essere viste da un ottica diversa, più legata al locale, ai rapporti personali, al voto di scambio. (….) Mettici un po’ di campagna elettorale contro, quasi tutta la stampa negli ultimi tre mesi si è occupata delle “mancanze” dei parlamentari pentastellati, accusando poi i “grillini” di occuparsi troppo degli scontrini e poco dei “problemi del Paese” dopo aver attirato l’attenzione del pubblico italiano montando un caso mondiale sulla diaria. Però vorrei che il movimento facesse anche autocritica perchè, secondo me, ci sono almeno un paio di cose su cui riflettere: Intanto, la comunicazione. La rete sarà il futuro, per il momento non è il presente o lo è solo parzialmente. È assolutamente necessario migliorare la comunicazione negli strumenti, e non solo nella quantità ma anche nella qualità; spesso alcuni “portavoce” si sono resi protagonisti di cadute di stile evitabili, ma hanno anche mostrato scarsa “cultura” politica, frutto certamente di inesperienza, ma anche di una certa superficialità. (…)
    Poi, l’azione politica. Dopo il fisiologico periodo di assestamento, e l’altrettanto comprensibile sbandamento dovuto alla inesperienza ed all’attacco del fuoco amico e non, aspettavamo tutti risultati più efficaci dal lavoro svolto dai nostri terminali. Ciò non è avvenuto se non in misura minore e comunque poco visibile all’esterno (le interpellanze parlamentari che spesso si sono infrante su un muro di gomma di una classe politica esperta, hanno lasciato con l’amaro in bocca molti di quei cittadini che aspettano con trepidazione il risolversi di proprie istanze. (…)”

    Ottima analisi. Io, comunque, ci aggiungerei, anche l’inconsistenza organizzativa del Movimento Cinque Stelle. Parliamoci chiaro. La scelta di Grillo di escludere dalla compagine elettorale persone della “Società Civile” e quindi di fare eleggere in Parlamento suoi adepti di antica militanza ha inevitabilmente svuotato i meetup locali di persone che, per il loro carisma e la loro storia, riuscivano, in un modo o nell’altro, a “dirigere” il Movimento. Con la loro andata a Roma e con l’inesistenza di un qualsiasi strumento di raccordo tra i parlamentari e i gruppi locali (il famoso “Portale internet” che avrebbe potuto in parte tamponare questa situazione, per motivi imperscrutabili continua a non essere pronto) e con l’inesistenza di un Regolamento (che stabilisca, ad esempio, chi abbia diritto al voto in una riunione) il Movimento Cinque Stelle è piombato nella più assoluta atomizzazione. È vero. Ci si riunisce, si fanno banchetti, si cerca di “parlare con la gente” ma in maniera quasi compulsiva: senza una strategia e, cosa ancora peggiore, senza nessuna capacità di diventare referenti dei tanti movimenti (studenti, disoccupati, cassaintegrati, operai incazzati per l’ennesima infamia dei sindacati….) che pure negli ultimi mesi si erano rivolti al Movimento Cinque Stelle. E ancora peggio quando qualcuno, qui a Napoli, ci domanda quale è la posizione “ufficiale” del Movimento Cinque Stelle su de Magistris o sulla ZTL. Si farfugliano, allora, le risposte più diverse che ognuno si sente autorizzato a dare in nome del famigerato slogan “Uno vale uno” che è l’antitesi di ogni struttura collettiva, di ogni movimento. Si rischia così di fare abortire il Movimento Cinque Stelle come soggetto politico, trasformandolo in un una messe di meri “seguaci di Grillo” capaci solo di estrapolare dai suoi discorsi (“nè di destra, nè di sinistra”) quello che più convince.

    Così non si va da nessuna parte. Anzi, così si va verso la dissoluzione di quella che potrebbe essere (e in parte ancora lo è) la speranza per milioni di persone.

    Francesco Santoianni
    Fonte: http://www.francescosantoianni.it
    Link: http://www.francescosantoianni.it/wordpress/?p=637
    27.05.2013

  • Cartesio

    Concordo in buona sostanza con questa analisi, mentre mi sembra molto più stiracchiata quella di Bertani, che sembra approfittare della débàcle del Movimento per dare credito alle sue insoddisfazioni.

  • marco08

    Quando si vota per un candidato, anziché per un partito cambia tutto. Il M5 Stelle non dovrebbe fare calcoli politici di alleanza, non è questo il suo scopo politico, bensì capire quale linea seguire e rendersi indipendente dalla figura prevaricante di Grillo.
    Il candidato di Roma era veramente scarso ed è stato fatto poco, nel circuito cittadino per promuoverlo. Questa che segue mi sembra una buona testimonianza diretta:
    http://www.lolandesevolante.net/blog/2013/05/roma-marino-e-alemanno-al-ballottaggio-ferrara-porta-a-spasso-il-cane-i-romani-si-astengono/

  • Tonguessy

    L’Italia ha bisogno di personaggi carismatici. Questa è la vera maledizione, ed ha radici lontane. C’è bisogno di qualcuno che sappia interpretare il malessere, e che sappia proporre rimedi adeguati. Grillo in qualche modo ha tentato di farlo. Sicuramente ha carisma, ma ha anche poca esperienza politica. Questa è sempre stata la cifra del M5S. L’alternativa al M5S è l’astensione, ovvero rinunciare al proprio diritto di cittadini, dato che non vale più nulla. Ed è così che è andata. Mi aspetto un costante incremento dei non votanti. Perchè questo è esattamente il modello politico che gli USA vogliono: due contendenti che dagli angoli opposti del ring urlano gli stessi slogan. Ci siamo arrivati, finalmente. Lì vota il 50% degli aventi diritto, qui ormai ci siamo. Bella la democrazia, no?

  • albsorio

    ” La politica – che ti piaccia o no, Grillo – è l’arte del compromesso” —- Perchè Finocchiaro vuol fare una vergogna di legge elettorale se M5S è nella sua parabola discendente? —– L’IMU, la nuova tassa sui rifiuti e chissá quante altre brillanti idee sono state rimandate… a dopo le elezioni ma prima o poi i nodi verranno al pettine ed il tessuto produttivo ormai logoro si strapperá definitivamente. —- Allora vedremo se aveva ragione Grillo o Bertani. —- Troppa gente in Italia sta “bene economicamente” compreso Bettani ma i “mercati” vogliono la loro libbra di carne… se non fosse per M5S il loro “modello greco” sarebbe giá stato replicato, un governo di unitá nazionale, che per il bene della Nazione distrugge i suoi cittadini, caro Bettani forse sei tu che non hai capito niente ( volevo usare la parola che si usa nelle piazze ma mi sono trattenuto ).

  • terzaposizione

    Bertani l’intervento di Sibilia in Parlamento non conta nada, ma gli scontrini sono un affare di stato per te e Debenedetti, solo che tu conti come il 2dipikke, mentre Olivetti ha la stessa sede legale di beppegrillo.it …….

  • rebel69

    Si ma il punto è fino a che punto il comportamento del M5S è dovuto ad inesperienza oppure voluto.Nel frattempo,mentre noi siamo qua ad interrogarci sulla genuinità del movimento,l’agenda europeista continua nel suo cammino…indisturbata

  • Tao

    I risultati delle elezioni amministrative non sono sorprendenti e nessuno può davvero esultare. Vediamo perché.

    1) Il Pd esulta per il successo di Marino, che però è dovuto non al ritrovato slancio popolare per la sinistra moderata, bensì soltanto alla disciplina dello zoccolo duro dell’elettorato, rappresentato da quel 20/25% che vota sempre centrosinistra. Si dirà: ma Marino ha ottenuto il 40%. Vero, ma se la partecipazione è di appena il 50%, il dato reale è un altro. Per il Pd non è una rinascita, ma una boccata d’ossigeno. I problemi esistenziali e di posizionamento restano tali.

    2) Il secondo posto con ampio distacco di Alemanno è preoccupante per due ragioni. La prima: è la seconda volta che il centrodestra rischia di perdere il controllo di una grande città: dopo Milano, probabilmente Roma. Gran brutto segnale.

    Ma la seconda ragione deve fa riflettere ancor di più i quadri del partito: se Berlusconi non si impegna in prima persona, il Pdl si affloscia e perde colpi. Ma come può un grande partito moderato fare affidamento sempre e solo sul suo fondatore? A quando la maturità, peraltro invocata dallo stesso Cavaliere?

    3) il dato più significativo è rappresentato dalla sconfitta di Grillo, che viene dimezzato rispetto alle politiche e non riesce a mandare al ballottaggio nemmeno un candidato. Anche in questo caso nessuna sorpresa. Già alcune settimane fa su questo blog ho indicato quelli che ho definito i limiti di Grillo, limiti che ora trovano conferma.

    Il leader del Movimento 5 stelle è stato bravissimo nell’interpretare il malessere del Paese fino al febbraio scorso, ma pessimo nella selezione dei candidati alle politiche ma soprattutto per la manifesta incapacitá di adeguare il linguaggio e la linea politica al dopo elezioni. Ha continuato ad urlare e a insultare come prima, non rendendosi conto che per ampliare il consenso avrebbe dovuto puntare sulla credibilità; abbassando i toni senza rinunciare alla denuncia, dimostrando di saper gestire naturalmente la truppa di deputati e senatori, senza diktat autoritari; attorniandosi di collaboratori preparati, competenti e fidati e non di un solo guru (Casaleggio) e di tanti consulenti improvvisati.

    Se lo avesse fatto avrebbe saputo leggere e prevenire la guerra della comunicazione che gli è stata dichiarata dall’establishment, e che ha perso, come da copione.

    Sia chiaro: resta forte,Grillo. In Parlamento. Ma l’impressione è che la dinamica si sia spezzata. Non ha più il vento in poppa e più che avanti può andare indietro. Per colpe proprie più che di altri.

    Marcello Foa
    Fonte: http://blog.ilgiornale.it
    Link: http://blog.ilgiornale.it/foa/2013/05/27/perche-grillo-perde-e-il-pdl-non-ride/
    27.05.2013

  • Giancarlo54

    Le elezioni amministrative, da che c’è il maggioritario, sono quasi sempre appannaggio del csx e anche questa volta è stato così. Perchè? Foa lo ha chiaramente spiegato. Lo zoccolo duro piddino vota sempre e comunque (addirittura paga anche 2 euro per andare a votare….) per cui, calando i votanti e restando fermo il numero dei votanti piddini, la percentuale e la relativa vittoria del csx è cosa normalissima. Il cdx? Senza berlusconi è un fantasma. Il M5S? I suoi elettori se ne sono rimasti casa. Del resto, e sono anni che lo sentiamo, siamo come tutte le “grandi democrazie europee” dove va a votare il 50% della gente, non essendoci nessuno che sa intercettare in maniera stabile l’altro 50% che non va a votare, anche per il futuro la solfa sarà sempre questa. Grillo ha dimostrato di non saper conservare i voti che una parte del 50% astensionista gli aveva dato 3 mesi fa. Colpa sua? Anche.

  • Upetto77

    Trovo l’articolo di questo signor Bertani tanto inconcludente e scapestrato quanto invece vorrebbe far apparire il Movimento di Grillo. Questo signore dimostra di non aver minimamente compreso il vero dramma di questo paese ovvero l’astensionismo ed il fallimento della democrazia partecipativa alla base di una societa’ che pretende di definirsi civile. Questo raccapezzato articolo muove critiche cercando la classica pagliuzza nell’occhio degli altri senza vedere la trave che c’e’ nel suo. Un’analisi seria ed approfondita avrebbe valutato le molteplici variabili di elezioni amminisyrative locali ben diverse e spesso totalmente dissonanti dai risultati delle politiche. Tanto e’ vero che, se solo per quello anche i sondaggi davano i consensi ultimi quasi tutti al PDL che invece e’ un’ altro clamoroso sconfitto. Questo signor Bertani dall’ alto della sua predica da italiano mediocre preferisce commentare un calo dei consensi al Movimento 5 Stelle piuttosto che sottolineare per esempio che in un paese Come Cappaloni ha preso l’80% il candidato sindaco di Clemente Mastella icona della mafia politica italiana degli ultimi anni. Oppure non si commenta il fatto che in una citta’ come Siena in cui un partito come il PD che ha distrutto e derubato una banca ed i suoi correntisti ha preso ancora il 40% dei voti. Oppure non si va troppo ad approfondire che ben 1 romano su 2 NON HA VOTATO portando la partecipazione alla politica ai minimi storici di sempre. Caro signor Bertani probabilmente anche lei ha grande preferenza che le cose restino immutate, che il clientelismo politico imperversi ancora perche’ magari ha qualche interesse suo personale da difendere ma le cose stanno cambiando e consiglierei anziche’ gongolare su minori consensi all’unica forza di vera opposizione alla vecchia politica di metitare su quanto con gli altri partiti ci stiamo accingendo a perdere o forse abbiamo gia’ perso: la sovranita’ popolare.
    Se di veri sconfitti qui si vuole parlare allora ce ne sono solo uno: gli italiani. Che poi i numeri debbano servire a Grillo ed al M5S per una riflessione magari sul miglioramento della comunicazion, della gestione interna o di qualche strategia siamo tutti d’accordo ma da qui a dare per finita o spacciata la prima forza politica italiana (partito con maggior numero di voti alle politiche) ne passa di acqua sotto i ponti.

  • kirby77

    “In tre soli mesi, la parabola del M5S ha percorso un’inarrestabile ascesa: il gongolare per il trionfo elettorale, poi “piccoli politici crescono”, quindi “siamo i più belli della nidiata” e, infine, “non avevamo capito un cazzo”.”

    Ti piacerebbe Bertani, eh?

  • IVANOE

    Vertano può aver ragione per quanto riguarda la mancanza di cultura politica del M5S
    , ossia quella loro ingenuità che pero sfocia in una ambiguità identitaria del M5S ( nel senso il M5S e’ etero-diretto? ).
    Io non mi soffermerei tanto a questo, ma all’analisi dei dati elettorali emersi con le comunali.
    Un dato di fatto e’ la grandissima astensione oltre il 50% e questo ci fa capire solo una cosa: chi va’ a votare ormai sono solo i militanti di partito, sindacali e affaristi (galoppini) che a comando vanno alle urne perché la casta li minaccia di fargli perdere i piccoli privilegi di cui ancora godono…
    Ecco sarebbe questo esercito di élite dei partiti che insieme alle loro famiglie e conoscenti vari che si abbeveravamo alle briciole di privilegi che gli cascano a supportare ancora i partiti tradizionali.
    Il risultato finale e’ che il vero partito di maggioranza sono gli astenuti che sicuramente e’ il popolo ridotto alla fame dalla crisi e ce sicuramente vorrebbero spazzare via chi gode di privi,egi non suoi.
    Quindi questo fa decadere il pensiero di Bertani sulla sola sconfitta del M5S.
    Poi chiedo a Bertani : come mai pero tutti i media tradizionali e sembra in preda ad un ansia irrefrenabile, stanno mettendo tutti in risalto la sconfitta del M5S ?
    Ma non e’ perche ‘ hanno paura del movimento ?
    Poi sul discorso delle alleanze che il M5S non ha voluto fare con il PD, Bertani deve anche dire se e’ in buonafede che Bersani ha chiesto si l’alleanza al M5S , ma con quale contenuti si e’ presentato ? I suoi otto punti…parlavano di tutto meno di cosa fare subito per dare soldi ai cittadini riattivare i consumi.
    E allora cosa voleva Bersani ? Proprio fin da subito il fallimento dell’alleanza con il Pd proprio per arrivare all’attuale forma di governo, in modo tale di creare un alibi a tutta la casta facendo la parte della vittima agli occhi di noi, opinione pubblica.
    Se si puo’ muovere una critica a grillo e’ quella che ha troppa paura e lo abbiamo visto quando aveva aizzato la piazza e poi si era dileguato.
    Ecco se grillo avesse le stesse palle di D’Annunzio oggi non staremo nemmeno a scrivere su COMEDONCHISCIOTTE.

  • pantos

    eccone un altro.
    io a fine anno in 1 ora sommo TUTTI gli scontrini delle spese di casa e questi sono impediti a fare politica perchè costretti 1 volta al mese a calcolare gli scontrini!!!!
    complimenti per l’analisi.
    la gente non perdona proprio costoro che polemizzano per le 100 euro quando in strada si muore di fame, anche perchè sapevano le condizioni prima di andare in parlamento!!!
    appunto a livello locale la gente ha perso fiducia in costoro!

    che poi ci sia poca trasparenza in grillo e casaleggio, gaia e fondi ecc, questo è un altro paio di maniche e che alla plebe non interessa (per ora, perchè non spinta a tamburo battente dai media, veri colpevoli di questo disastro M5S!).

  • yiliek

    Bertani controlla la data di scadenza!

  • mozart2006

    Secondo Grillo, loro hanno perso perchè gli italiani sono tutti dipendenti pubblici a 5000 Euro mensili e vogliono mantenere i privilegi. Beh vi lascio, ho tre comuni e cinque province da amministrare, sapete com’ è. Anzi, mi cresce un Casalpusterlengo, qualcuno di voi è interessato?

  • haward

    C’è sempre un sensibile scarto tra i risultati delle politiche e quelle delle amministrative anche perchè i sistemi elettorali sono diversi. A livello locale, poi, più sei radicato sul territorio, nel bene o nel male, e meglio è a livello di risultato elettorale. Il M5S è neonato e non radicato, il PD, ex PCI più metà ex DC, ha delle radici lunghe venti chilometri. Fatte queste premesse io mi metto nei panni di un elettore non militante che, alle scorse politiche, ha votato Grillo. Beh, non si offendano i sostenitori del M5S, ma l’impressione globale offerta dal Movimento in questi mesi è stata abbastanza deprimente: elevata ed inopinata litigiosità interna, preparazione media degli eletti alquanto approssimativa, priorità data a problemi francamente secondari in un momento di terribile crisi economica, eccesiva vis polemica a sfondo persecutorio.

  • terzaposizione

    Se ci fanno il formaggio Panerone, mi candido

  • Firenze137

    Secondo me la musica è finta per TUTTI. Grillo l’ha detto ( l’unico) che a settembre i soldi saranno finiti ed allora – come in una famiglia in procinto di dichiarare default – non avrà molta importanza chi comanda se nella famiglia non si avranno i soldi neppure per mangiare.

    Grillo ha tenuto duro, non ha mollato. Giusto o sbagliato questo era il programma e la ‘base’ sulla quale hanno espresso un parere votando una ‘maggiornaza’ significativa degli italiani.

    Poi parte di quella maggioranza si è convertita dal purismo, al ‘compromesso’ ” e la fronda distaccatasi ha adottato il vessillo che è sbagliato l’inciucio ma infondo ci conviene” . Ecco scegliere la convenienza al posto di ciò che è giusto, non è una scelta moralmente accettabile. Lo so parlare di morale in politica è un ossimoro
    Però si converrà che sostituire al “giusto da fare” il “mi convienre” è un’azione che ha mille riprove ( della serie il medico pietoso fa la piaga puzzolente ecc.) che alla lunga non “torna” non ripaga mai.

    Per cui gli attuali vincenti andranno avanti apparentemente conducendo loro il gioco, ma un gioco che si esaurirà per sfinimento..

    Poi pagina nuova. Non oso pensare che genere di pagina nuova sarà. ..
    Chi vivrà vedrà

  • Hellboy

    L’Italia è “solo” quasi completamente anestetizzata…
    Ma forse prima poi l’effetto svanirà…

    http://pericolodifuga.blogspot.com/2013/05/anestesia-totale-di-stampo-italico.html

  • giop

    Lo vedremo nel tempo, per il momento mi sembra un pò presto fare pronostici oppure Bertani vuol giocare a quello che riesce a prevere prima di tutti e in anticipo quello che succederà in futuro?

    Prima di scrivere questo giornalismo da scommesse, come se non ce ne fossero già abbastanza in giro, sarebbe meglio leggere i numeri che non mentono mai, http://www.politicallyscorrect.it/28/05/2013/comunali-2013-tonfo-pd-e-pdl-crescita-del-m5s-ecco-i-numeri/

    e tenere conto della legge elettorale

  • Aironeblu

    La musica è finita…
    Ma le stupidaggini continuano a girare a ruota libera. È possibile essere così ottusi da lamentarsi che Grillo e 5 stelle in questi mesi non hanno cambiato nulla? A parte che per i meno allocchi non è difficile vedere quanto sia forte l’influenza che ha avuto il M5S sugli assetti politici attuali, cosa ci si deve aspettare da un movimento politico che si trova solo all’opposizione contro la triplice alleanza della vecchia casta?!?

    A me sembra che la musica non sia affatto finita, e che come nel Titanic si stia allegramente continuando a procedere danzanti verso l’epilogo.

  • stefanodavidson

    Qualche riga per cercare di spiegare quello che a mio avviso è importante notare analizzando i risultati di questa tornata elettorale amministrativa.

    Punto primo, che potrebbe sembrare banale ma che comunque va sottolineato, le amministrative non sono le “politiche”, viaggiano su binari diversi e seguono logiche assolutamente differenti.

    Punto secondo (che in realtà sarebbe il primo se non avessi prima voluto chiarire un quadro che per me era fondamentale che si prendesse in considerazione): sconfitta di portata clamorosa per tutte le forze politiche, considerando che ha votato solo il 62,38% degli aventi diritto, contro il 77,16 % amministrative delle precedenti (Roma con il 52,80% la dice lunga!).

    Punto terzo: vittoria schiacciante dei cittadini che dopo l’inciucio di Marzo, hanno rifiutato qualunque proposta venisse loro dai Partiti (cosa già verificatasi alle regionali del Friuli Venezia Giulia).

    Punto quarto: vittoria schiacciante dei Partiti e dei loro servi disinformatori, meglio conosciuti come, “media” (carta stampata, televisione e radio) sul M5S il quale, nonostante stia lavorando in Parlamento in regime di assedio ed abbia comunque cercato di fare tutto quanto promesso in campagna elettorale, non ha mai avuto nemmeno un rigo al riguardo o quasi (nota1) quindi parte dei non votanti (e tra loro sicuramente qualcuno che il voto alle politiche glielo aveva dato) non se l’è sentita di rischiare non avendo mai avuto notizie in merito al succitato operato.

    Punto quinto: Ennesima vittoria a mani basse della “pigrizia italica” ovvero quella di tutti coloro che non si informano salvo che attraverso le “flebo” dell’informazione ufficiale o ancor peggio di quella della loro corrente di appartenenza ma che comunque, senza mai mettere in discussione ciò che proviene da chi li ha sodomizzati per decine d’anni continuano (quasi come se in fondo in fondo tale pratica gli piacesse) ad andare a metter in maniera a dir poco IRRESPONSABILE la loro brava X sulla scheda elettorale.

    Punto sesto: Sconfitta della “strategia dell’assenza” dalla televisione da parte del M5S a cui toccherà correre ai ripari. Il problema in questo caso non sarà di facile soluzione poiché i programmi “istituzionali” essendo gestiti in massima parte da servi del potere costituito (centrodestra o centrosinistra e l’istess, come direbbero a Milano, tanto al Governo sono di fatto l’istess!) rappresentano vere e proprie trappole. D’altro canto aprire un canale proprio, magari sulla piattaforma Sky o digitale terrestre diventerebbe canale cult solo per gli appartenenti al Movimento e servirebbe a ben poco per parlare con gli altri.

    Punto settimo: Vittoria eclatante di tutti coloro che pregavano per un alleanza PD e M5S e che accusano il Movimento di non averla voluta e di conseguenza di essere stato punito per questo. A costoro voglio però ricordare che:

    1. In campagna elettorale il M5S aveva giurato agli elettori (la maggior parte dei quali li ha votati proprio per questa ragione) che non sarebbe mai sceso a patti con chi aveva portato il Paese allo scempio (e qui ricordo io il “simpatico” appoggio incondizionato del PD a Monti in ogni circostanza, dalla ratifica di MES e Fiscal Compact, all’omicidio dell’art.18 etc…), come poteva fare il contrario? Doveva scendere alle logiche del compromesso che alla fine finiscono nel fondoschiena del popolo?

    2. “Bersani propone governo “per cambiamento”, chiede fiducia sugli 8 punti a M5s ma non accenna a possibili intese di Governo” fonte: http://it.reuters.com

    3. Macedonia di frasi di Bersani pre elettorali:
    “Fascisti del web, venite qui a dirci zombie” “Con Grillo finiamo come in Grecia” “Lenin a Grillo gli fa un baffo” “ Grillo sei un autocrate da strapazzo”“Grillo porta gente fuori dalla democrazia”“Grillo porta al disastro”“Grillo vuol governare sulle macerie”“Grillo prende in giro la gente”“Nei 5 Stelle poca democrazia”“Grillo fa promesse come Berlusconi” “Grillo dice cose sconosciute a tutte le democrazie” “Grillo? Può portarci fuori da Europa” “Basta con l’uomo solo al comando, guardiamoci ad altezza occhi, la Rete non basta” “Se vince Grillo il Paese sarà nei guai” “Siamo di gran lunga il primo partito e questo vuol dire che siamo compresi. Perché a differenza di quello lì che urla, noi ci guardiamo in faccia, noi facciamo le primarie, stiamo tra la gente” “Grillo indecente, maschilista come Berlusconi”“Da Grillo populismo che può diventare pericoloso”

    E qui aggiungo un’ulteriore considerazione riguardo al fatto se Grillo si fosse alleato a Bersani. I casi a mio avviso sarebbero stati due:

    1. il Governo probabilmente sarebbe crollato dopo una settimana considerato che comunque il diktat dell’oligarchia finanziaria al PD era ed è quello di attendere le elezioni in Germania e il M5S non lo avrebbe accettato, e di conseguenza si sarebbe tornati alle urne con il “porcellum” (che tra parentesi nemmeno ora è ancora stato abolito. Tanta fuffa ma niente fatti!) grazie al quale Berlusconi avrebbe davvero vinto ma mani basse, visto il tradimento di Grillo al suo elettorato.

    2. Il numero degli aventi diritto che si sarebbero presentati al voto in quell’occasione o, ammettendo una durata del governo fino ad oggi, sarebbe arrivato si e no al 30%.

    Conclusa questa brevissima disamina, fatta di pancia ovviamente, visto che le urne sono state aperte da più o meno otto ore, vorrei aggiungere qualche ulteriore considerazione:

    secondo voi PD e PdL possono ritenersi soddisfatti di come ha risposto il Paese nei loro confronti?
    Un candidato che al momento in cui scrivo ha il 42,4% dei voti in una città, Roma, dove alle urne si sono presentati il 52.8% degli aventi diritto (che significa a occhio e croce 1.840.000 persone su circa 3.500.000) cioè è stato votato da 770 mila persone può chiamarlo a ragione “un successo”? Dico 770mila su 3 milioni e mezzo! Signori miei, ma questo a casa mia si chiama “fallimento totale” perché significa aver realmente preso il 22% dei voti possibili!

    Non parliamo poi dell’uscente che, nonostante (o grazie) ai suoi cinque anni di mandato precedente con il suo 30%, quindi un reale 16% rappresentato da 552000, persone rasenta l’umiliazione.

    Quanto appena scritto significa che nell’“inciucittà eterna”, come l’ha definita Dario Ballantini, le maggiori coalizioni (che sono poi quelle che ci Governano) unite e compatte, hanno convinto 1.300 mila persone NONOSTANTE a Roma più che nelle altre città italiane viga un clientelismo allucinante (del resto i Ministeri e i relativi Ministri, segretari, sottosegretari, portaborse etc… sono qui) e che quindi possa essere considerata una roccaforte della “vecchia politica” considerate le migliaia di persone che qui sono state “sistemate” con questo vecchio metodo (in ogni famiglia, o quasi, c’è qualcuno che ha ricevuto “favori” o lavora da qualche parte grazie a… vedete voi! ).

    Questi conti che un po’ alla buona ho fatto per Roma li dovete fare in ogni Comune, così vi renderete veramente conto che paradossalmente, pur avendo perso queste amministrative, il vero vincitore è sostanzialmente il M5S poiché nei pochi mesi che ha avuto a disposizione, nonostante il sopracitato comportamento dei media nei loro confronti, hanno costretto i “vecchi partiti” all’inciucio pur di tentare di salvarsi le penne, cosa che ha schifato la stragrande maggioranza degli italiani, e che di conseguenza ha portato a questo NON risultato elettorale.

    Ricordiamo che lo scopo del Movimento e il loro slogan era di mandarli “Tutti a casa!!!”, e la mia impressione è che piano piano (ma neanche tanto piano), sia quello che sta avvenendo attraverso l’emorragia mortale di voti che i responsabili delle attuali condizioni del Paese stanno patendo.

    Ora, ovviamente, la stampa istituzionale e il resto dei media come al solito vi indicheranno il dito invece che la luna, ovvero parleranno del calo del M5S più che di quanto ho cercato di illustrarvi. Sicuramente ci saranno paragoni assolutamente assurdi tra le Politiche di fine Febbraio e questo risultato, anche se oggettivamente le due cose non c’entrano niente l’una con l’altra.
    L’unico paragone che potrebbe essere appena appena calzante potrebbe essere con le Regionali, rispetto alle quali il M5S ha effettivamente perso un paio di punti percentuali (a mio parere fisiologici considerando la campagna di delegittimazione che ha subito sin dal primo giorno della formazione della Santa Alleanza PD PDL) ma ad ogni modo anche queste con le Amministrative hanno ben poco a che fare.

    Concludo questo articolo con l’invito a porvi un paio di domande, che dedico soprattutto a chi non vuole la “vecchia politica” ma che non si fida del M5S:
    perché se, come ci raccontano e ci racconteranno, il M5S è in caduta libera PD e PdL si affannano a continuare a sottolinearne il calo e non ricominciano la guerra (finta) tra di loro?
    E poi: perché se il M5S ormai non da più fastidio la coppia Finocchiaro-Zanda si è preoccupata di fabbricare un DDL per cercare di escluderli dalla lotta politica?

    Nota 1:

    REDDITO MINIMO GARANTITO
    Le cinque commissioni permanenti coinvolte, in sede congiunta Camera e Senato, stanno studiando la possibilità applicativa del provvedimento, le caratteristiche, gli esborsi, le possibili coperture e persino gli altri modelli europei. Si tratta di un tema complesso, a dispetto della leggerezza di alcuni nel trattarne, ma in poco tempo si dovrebbe arrivare a un documento M5S e poi a una proposta di legge.
    IMU
    E’ stata già depositata alla Camera il 13 maggio scorso una Proposta di legge sull’abolizione completa dell’Imu sulla prima casa (firmatari: Barbanti e Ruocco – proposta di Gruppo). Lo stesso è stato fatto al Senato il giorno dopo.
    IRAP
    In fase di elaborazione testo di legge per la graduale soppressione dell’imposta regionale. M5S ha comunque presentato un intero DEF alternativo (unico di opposizione) che contiene tutte le iniziative di prospettiva che il M5S prenderà nel corso della legislatura.
    PROVINCE
    Proposta di Legge sulla loro abolizione depositata il 14 maggio (firmatari: Toninelli, Cozzolino, Dadone, Dieni, Fraccaro, Lombardi, Nuti – proposta di Gruppo)
    EQUITALIA
    Risoluzione unitaria approvata dalla Commissione Finanze della Camera (22 maggio) che impegna il governo a cambiare una parte della disciplina riguardante l’agenzia di riscossione. Niente ipoteca sulla prima casa, rateazione più lunga e stop al pagamento anticipato in caso di ricorso. Al Senato sono stati presentati emendamenti per chiedere la sospensione delle cartelle Equitalia per chi vanta crediti verso la Pubblica amministrazione e la impignorabilità di stipendi e pensioni sotto i 5.000 euro. E’ stato poi posto il tema della trasparenza degli atti amministrativi di Equitalia. Il M5S è, in prospettiva, per la sua abolizione.

    Fonte: M5S Camera e Senato

  • nigel

    Forse si poteva sinteticamente scrivere che : 1) il 50% dell’elettorato non inquadrato nel sistema dei partiti ha disertato le urne esprimendo liberamente la propria nausea, l’altro 50% ha votato perché adeso al Sistema e interessato alla sua sopravvivenza LOCALE. 2) I Grillini non sono apparsi sufficientemente credibili come nuovo soggetto politico e inoltre a livello locale hanno rotto le scatole per l’eevidenziazione eccessivamente reiterata di tematiche rispettabili ma stantie e di secondo piano (nucleare, TAV, smaltimento rifiuti, etc). La cautela di Grillo nel toccare alcuni punti chiave (Euro-Europa-Debito Pubblico) senza prendere una posizione definita puo’ poi pagare in termini di consenso fino ad un certo punto, ma poi i nodi vengono al pettine. Non sono stati infine identificati per l’agone politico soggetti a livello di Becchi, Bagnai, etc ma ragazzotti che si esprimono male e si presentano peggio (l’elettore ha bisogno di sentire che chi opererà le scelte e’ migliore di lui, non come lui o inferiore a lui). 3) se si vuole fare un’analisi seria del voto, notiamo che il Governo non ne esce rafforzato, ma demolito.

  • yiliek

    complimenti scrivi per Repubblica oppure per Libero?

  • consulfin

    no!!! anche qui la storia degli scontrini e dei 5stelle fannulloni. Ma allora, tanto vale leggere Pier Luigi Battista!

  • Marcusdardi

    Sempre più difficile orientarsi in questa giungla italica.

  • Kevin

    “Mi aspetto un costante incremento dei non votanti. Perchè questo è esattamente il modello politico che gli USA vogliono: due contendenti che dagli angoli opposti del ring urlano gli stessi slogan. Ci siamo arrivati, finalmente. Lì vota il 50% degli aventi diritto, qui ormai ci siamo. Bella la democrazia, no?”

    Tristemente vero.