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La mia guerra contro Facebook

DI GIANNI PETROSILLO

conflittiestrategie.it

Il titolo è, ovviamente, iperbolico ma oggi ho ricevuto l’ennesimo blocco da Facebook per l’articolo pubblicato qui sotto. Trenta giorni di sospensione ed altri trenta terminati appena qualche settimana fa. Più altre punizioni più brevi, qua e là, lungo un arco di sei mesi, più o meno, da quando è partito questo giro di vite contro le notizie sgradite all’establishment.  In un certo senso, è un salto di qualità per i censori “buturliniani” del social network che prima si limitavano a sanzionare pensieri brevi, senza andare a scandagliare in interi articoli. Ora, invece, vanno a fondo perché è arrivato un ordine superiore che loro eseguono con il tipico zelo dei persecutori. Non invocherò la democrazia, per me odiatissima, al fine di difendermi da questi autentici coglioni ertisi a psicopolizia del pensiero. Me ne frego, come disse quello. Ci vuole ben altro per cucire le bocche ed arrestare le penne.

POLITICAMENTE SCORRETTO

La vittoria di Trump impartisce una dura lezione ai radical chic occidentali e apre una crepa nel politicamente corretto che, col suo sentimentalismo sociale, falso ed ipocrita, vuol costringerci ad accettare la decadenza culturale delle nostre società, mentre ci rifila pure quella politica, economica e finanziaria. Sta cambiando il vento che trascina l’odor di merda umanitaristica?

Dopo Trump, e come Trump, finalmente si potranno prendere a calci in culo, pubblicamente e, s’intende, solo metaforicamente, le femministe, in salsa rosa, che reclamano posti a sedere, solo perché donne. Ugualmente accadrà alle altre minoranze rumorose che pretendono più diritti degli altri per essere legittimate a vivere al rovescio, impipandosene del decoro generale. Gay in parata, transgender in ammucchiata, negri imbufaliti, immigrati sediziosi, riformatori delle lingue a favore di figa, vegani nazisti, ecologisti estremisti ed altri cani rabbiosi perderanno l’immunità di fare e dire quel cazzo che pare a loro, sostenuti da una classe politica di smidollati, dedita ad occuparsi di questioni inessenziali per aggirare i problemi seri o delegarli ai ristretti gruppi di potere agenti dietro le quinte e alle spalle della massa. Come in ogni democrazia recitativa.

Sia chiaro che per me ognuno può fare quel che più gli piace, possibilmente però senza sbattermelo in faccia ogni due per tre ed evitando di eccedere nel vittimismo, perché siamo ormai tutti vittime di qualcosa. Anche quel fantoccio democratico di Michael Moore, parlando in Ohio, uno degli Stati indecisi che poteva far pendere la bilancia elettorale a favore di uno o dell’altro candidato, riuscì a tirare fuori una battuta intelligente: “Ed ora dopo aver sopportato per otto anni un uomo nero che ci diceva cosa fare, dovremmo rilassarci e prepararci ad accogliere i prossimi otto anni con una donna a farla da padrone? Dopodiché, per i successivi otto anni ci sarà un gay alla Casa Bianca! Poi toccherà ai transgender! Vedete che piega abbiamo preso. Finiremo col riconoscere i diritti umani anche agli animali ed un fottuto criceto guiderà il paese. Tutto questo deve finire”. Il regista era lì per sostenere la Clinton ma l’involontaria intuizione artistica ha avuto la meglio sui suoi pregiudizi di uomo di sinistra e, come molti suoi simili, intellettualmente sinistrato.

E’ questa la vera novità che il neopresidente Usa ci porta in dote. Nemmeno più i disabili saranno immuni allo sbertucciamento se speculano sulla loro condizione per propalarci baggianate. Insistere coi luoghi comuni tanto in voga nei salotti di una certaqualsimilkultura spegnerà pure la pietà per il disagio fisico e psicologico. Non se ne può proprio più di tutta questa indulgenza gratuita. La tolleranza è una merce che si paga col rispetto. Inizia la fase del tiro al semicolto e speriamo non si facciano prigionieri tra intellò e lecchini. Sani e malati, sono tutti avvisati. Che questa poltiglia di propugnatori dei diritti civili ed umani sia definitivamente rinchiusa in durissimi campi di concentramento e data in pasto alle bestie feroci, affinché la gente normale, libera dai gramellini, possa tornare ad esprimersi francamente e con autentica rabbia contro i rapinatori di futuro, quelli che la costringono a dover pesare ogni parola (altrimenti scatta l’accusa di razzismo, antisemitismo, maschilismo, populismo ecc. ecc.), anche quando l’incazzatura ha raggiunto il cielo. Sia abolito il vocabolario boldrinesco con l’eccezione del neologismo deficientessa. Come monito per le generazioni a venire, che non ricadano nelle nostre revisioni grammaticali.
Politicamente, sulle posizioni di Trump riponiamo molta meno fiducia. L’uomo bianco non sarà poi tanto migliore del suo predecessore nero. Ammazzerà e corromperà, in ogni parte del pianeta, esattamente come Obama. Forse, muteranno alcune scene del delitto, ma ne riparleremo a breve. Una superpotenza non può essere governata da uno stinco di santo. Tuttavia, almeno non correremo il rischio di vederlo insignito del Nobel per la pace. Ed è già un bel passo in avanti.

Gianni Petrosillo

Fonte: www.conflittiestrategie.it

Link: http://www.conflittiestrategie.it/la-mia-guerra-contro-facebook

13.02.2017

Pubblicato da Davide

  • Gino

    Petrosillo quello che scrivi può anche avere un senso. Ma dal tuo articolo si evince solo della rabbia gratuita verso alcune categorie e questo è sempre segno di superficialità se non di ignoranza. Se articolassi, se spiegassi qualcosa oltre del “non se ne può più”, si potrebbe discutere. Discutere per esempio del buonismo usato come sedazione, del politically corretc usato come indebolimento di ogni protesta. Ma che l’elezione di Trump sianun pretesto per aprire le valvole di sfogo dei frustrati lo trovo banale, sbagliato stupido e superficiale.
    Ovviamente non ti aspetterai che sia politically correct e buonista nel giudicare questa specie di sfogo personale che vorrebbe essere un articolo…..

    • Axxe73

      “se spiegassi qualcosa oltre del non se ne può più”…scusi, ma che altro c’è da spiegare?!? Mi pare che gli argomenti trattati siano stati abbondantemente sviscerati ed approfonditi in altri articoli. E d’altra parte noto che nel prosieguo del suo commento ne fa un elenco, quindi li conosce bene anche lei. A parte questo anche a me sembra uno sfogo, ma non per questo gli darei del fascista come ha fatto qualcun altro; semplicemente direi “scazzo” personale e come tale condivisibile o meno.

      • Gino

        vedi Axxe, non abbiamo (ancora) conosciuto (noi di questa generazione in Europa) un regime che sfondasse le nostre porte e ammazzato e ingabbiato noi o i nostri cari e amici, solo per appartenere a qualche categoria particolare.

        Quindi smettiamola di fare i duri fa film che ci pisciamo subito tutti nei pantaloni. Per favore!

        Un conto è, e lo ripeto, l’uso propagandistico di certi temi, un conto è scrivere che chi propugna diritti civili deve essere chiuso in “durissimi campi di concentramento”.
        Arriverà Peppone, per citare un vecchio amico di Emilio Fede…. e quando cominceranno a volare bassi non gli stipendi ma proiettili, calci in cu.lo e filo spinato vi renderete conto….forse….di quanto siete deficienti, nel senso letterale del termine, cioè deficitate della capacità di rendervi conto di quanto siano grosse (e pericolose) queste vaccate!

        • Axxe73

          Caro Gino, come ho già detto si può essere d’accordo o meno con lo “scazzo” del Petrosillo. L’articolo è chiaramente iperbolico e sembra lo abbia preso un po’ troppo alla lettera. Comunque serve da spunto per intavolare una discussione sul dove la politica stia andando. Perché se da un lato i diritti civili sono inviolabili dall’altro sono il punto d’arrivo dell’evoluzione della società (sempre e comunque bilanciata dai doveri che invece latitano), non il toccasana per distogliere l’attenzione dai veri problemi della stessa. Per esempio la destrutturazione della famiglia propugnata dai vari Soros & C. è quella di avere, in un futuro non lontano, un nucleo composto da due persone dello stesso sesso, senza figli, (che del resto non potrebbero avere naturalmente), ma con un bel cane a prenderne il posto. Ciò mi sembra, e dico SEMBRA, aberrante. Forse sono all’antica? Probabile, ma sono sicuro di non essere l’unico. E non si preoccupi troppo dei campi di concentramento, la prossima guerra, se ci sarà, non farà molti prigionieri glielo posso assicurare.
          PS: a chi ha dato del deficiente nel senso che deficie?

          • Gino

            mi trovo d’accordo.

  • mazzam

    Finalmente un articolozzo leggibile, senza zucchero, senza diabete. Uno sputo di disgusto in faccia a tanti al quale mi onoro di aggiungere il mio piscio.
    Claps!

  • Holodoc

    A parte le posizioni chiaramente fasciste di chi scrive, è ovvia la volontà di chi ci governa nel distrarre la nostra attenzione bombardandoci tutti i giorni con i problemi delle minoranze, come immigrati, gay, donne (minoranza?) per non farci più curare dei veri problemi, i problemi di tutti, cioè lavoro, cibo, salute e casa.
    E’ la nuova edizione del Divide Et Impera, ognuno che difende il suo giardinetto e intanto tutti lo prendiamo in saccoccia.
    Una cosa che veramente disturba anche me sono i neologismi politically correct. Come chiamare sindaca una donna sindaco. Per non parlare di chi scrive “tutt*” o “quest*” per non scontentare nessuno con il genere.
    Vi ricordo, ma lo ricordo anche all’autore dell’articolo, che l’unico prima della Boldrini ad aver modificato il vocabolario Ex Lege fu proprio Mussolini…

    • Tonguessy

      Ben oltre le tue preferenze politiche si colloca l’Accademia della
      Crusca, il cui scopo è difendere un buon italiano. Non conosco il
      vocabolario mussoliniano, ma senti un po’ cosa dice l’Accademia: ” in
      italiano e in tutte le lingue che distinguono morfologicamente il
      genere grammaticale maschile e quello femminile (francese, spagnolo,
      tedesco, ecc.), la donna risulta spesso nascosta “dentro” il genere
      grammaticale maschile… Frequentissimo è anche l’uso della forma maschile anziché
      femminile per i titoli professionali e per i ruoli istituzionali
      riferiti alle donne: sindaco e non sindaca, chirurgo e non chirurga, ingegnere e non ingegnera, ecc.”

      Quindi di dice sindaca, anche se Sgarbi (o Mussolini, a conoscere la differenza) si incazza.

      http://www.accademiadellacrusca.it/it/tema-del-mese/infermiera-s-ingegnera

      • Holodoc

        Il Regime fascista tolse dal vocabolario le parole di origine straniera, ad esempio “menu” fu sostituito con “lista” e “film” con “pellicola”. Inolte fu vietato l’uso del “Lei” come pronome, giudicato troppo lascivo e femminile, e sostituito con il più virile “Voi”.

        La frase che citi dell’Accademia della Crusca non esprime un giudizio, ma riporta una REGOLA di molte lingue tra cui quella italiana. Non sostiene né che sia giusta né che sia sbagliata. Sei tu che esprimi un giudizio.

        Non esistono termini giusti o sbagliati in una lingua. Le lingue evolvono continuamente perché SPONTANEAMENTE nuovi termini entrano o spariscono NELL’USO COMUNE. Imporre dei termini dall’alto tramite circolari ministeriali o telegiornali politicizzati è FASCISMO!!!

        • MarioG

          No, è molto oltre. Qui si coniano a tavolino nuove parole (femminicidi, omofobie…) per inoculare un’ideologia a livello atomico, intendo nei termini stessi della lingua, antecedentemente al compimento di un discorso. In qualche caso si giunge non solo a manipolare la semantica ma anche la grammatica, introducendo pronomi sessualmente neutri…
          Altro che Fascismo!

          (Fatto sta che arrivare al punto di ritrovarsi gli anglicsmi persino nel GERGO ISTITUZIONALE, di cui il “job act” è solo l’ultimo arrivato… poi certe intemperanze “fasciste” scappano per forza!)

          • neroscuro2014

            Magari avesse scritto Job Act… è Jobs Act che in inglese è un errore.

        • Gino

          è propaganda. è la propaganda è di un regime. poi il nome del regime conta poco.

      • Holodoc

        Tratto dal loro sito:
        “…la stessa Accademia della Crusca ha collaborato con il Comune di Firenze al progetto Genere&linguaggio e alla pubblicazione delle prime Linee guida per l’uso del genere nel linguaggio amministrativo. …”

        Anche l’Accademia ormai è politicizzata come i telegiornali.

  • Emanuele Decarli

    Questo articolo é un cumulo fumante di merda. Anzi mi scuso con la merda che é fondamentale per la salute del suolo. Questo articolo é immondizia bruciata

  • MarioG

    Articolo estremeamente piacevole. Anche per le reazioni che suscita nei frequentatori di depositi fecali. Questo dimostra che il buon Petrosillo ci sa fare.

  • Giangiacomo

    Petrosillo è un coglionazzo di quelli rari: rovinare buone battaglie (quelle contro l’ipocrisia democrat e il politically correct) con una retorica a dir poco pessima (e che, evidentemente, per un esibito e anacronistico amore dello scandalo fine a se stesso, egli reputa ottima) riesce a lui come a nessun altro. Volete vedere che, dato il suo viscerale e più volte proclamato interesse per le questioni di intelligence, sotto la scorza dell’intellettuale schiavo della retorica da uomo duro e alieno ai compromessi si cela un ultrà filoUSA radical-chic e democratico?

  • Adriano Pilotto

    Per come si esprime Petrosillo, mi sembre che Facebook più che applicare la netcensura abbia applicato la netiquette. E, mi pare giusto.

  • rossana

    L’ultimo paragrafo è da scolpire nella pietra.

  • Giorgio Ansan

    Non si arrabbi Petrosillo e sorrida, e si goda lo spettacolo; è appena iniziato il devastante declino entropico della civiltà industriale consegente alla contrazione della gigantesca bolla di energia fossile in cui viviamo da quasi un secolo e che ha alimentato generosamente gli ultimi 50 anni di gozzoviglia degli occidentali. I rendimenti decrescenti, molto decrescenti, dell’energia fossile porteranno con se una sana frugalità è sobrietà sia nel pensiero che nei
    costumi….

  • Divoll79

    Trasferitevi su VK …

  • antifemminismoragusa

    io mi sono cancellato un anno fa dopo l’ennesimo blocco, diversi amici miei hano fatto lo stesso, facebook ha i giorni contati

  • ndr60

    Caro Petrosillo, l’unico modo per vincere contro Facebook (nonché l’unico che lo danneggi seriamente) è NON iscriversi a Facebook, oppure cancellarsi definitivamente. L’ha mai preso in considerazione?

  • michele d’onofrio

    Non capisco: se per l’Autore ognuno può fare ciò che vuole, perché Facebook non dovrebbe prendersi la libertà di bloccare chicchessia. Stiamo arrivando al punto di pretendere da un soggetto privato (Facebook) che ospiti nei suoi spazi la parola di chiunque voglia trasmettere qualunque messaggio. Forse che il signor Zuckerberg viene di casa in casa a costringerci ad aprire un’utenza sul suo spazio?