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LA MANO DESTRA SI SPARA SUL PIEDE, MA ALMENO FA QUALCOSA

DI MIGUEL MARTINEZ

kelebeklerblog.com

Ho trovato in rete un video che racconta il comizio di Salvini a Bologna alcune settimane fa, facendo vedere sia i leghisti che i loro contestatori.

Proviamo a guardarlo come se fossimo una squadra di antropologi marziani; prescindendo quindi per un momento dalla “politica” e da tutti i temi in ballo.

Guardiamo semplicemente due tipi umani a confronto.

Il filmato è particolarmente utile, perché è costruito ad arte per far fare bella figura agli uni e brutta figura agli altri, e quindi esalta le caratteristiche opposte.

Qual è la differenza di fondo tra le due parti?

Non è una differenza di classe: se i leghisti sono probabilmente in buona parte piccoli commercianti o imprenditori, quasi sicuramente lo sono anche i genitori degli studenti fuorisede che li contestano.

La differenza radicale sta nella spontaneità: il leghista dice la prima cosa che pensa, anche di fronte a telecamere ostili.

I contestatori, invece, dicono solo cose difficilmente criticabili. Le dicono persino quando gridano in coro in una situazione di grande tensione, per cui hanno evidentemente una disciplina interiore straordinaria.

Un’attenzione a non fare brutta figura, che possiamo immaginare si portino dietro anche nella vita privata, frutto di una pratica lunga quanto la loro vita.

A cosa si debba questa autodisciplina, emerge quando sentiamo gli studenti gridare in coro,“studiate! studiate! studiate!”

Nel filmato siamo portati a fissarci sui pittoreschi leghisti, ma è interessante chiederci perché i loro avversari non abbiano nulla di pittoresco e sembrino intercambiabili tra di loro.

Studiare non è un’attività neutra.

Modella i circuiti del nostro cervello in maniera permanente, ci apre forme nuove di percezione; e allo stesso tempo rallenta e paralizza una gran parte del corpo. Capiamo di più le cose, ma le sentiamo di meno.

Non a caso, lo slogan contrario di “studiate! studiate! studiate!” è “ruspa! ruspa! ruspa!”, che si riferisce a un’azione fisica concreta.

Lo studio, come ci insegna Debray, è sempre legato a un’istituzione: se non è in mano alla Chiesa, è in mano allo Stato. Non a caso, la scuola – come ogni iniziazione sociale – è lenta, faticosa e per gradi, anzi gradoni costruiti con mucchi di libri.

Da tutto questo processo, deve uscire il fedele oppure il cittadino: non è un caso che gli studenti gridino in coro scandalizzati, “il saluto fascista è illegale!”

Lo studio è quindi l’autodisciplina del cittadino; cosa che rende i cittadini piuttosto simili tra di loro. Gli interessi individuali possono essere diversi, ma le personalità devono essere tutte controllate da un meccanismo collettivo.

Nel mondo dell’azione, invece, gli interessi ultimi sono assai vaghi per non dire confusi, ma le singole personalità emergono subito come realmente sono: per questo il regista trova con tanta facilità leghisti-macchietta.

Da questo emerge anche un altro paradosso, e solo adesso definiamo politicamente queste due forme di vita.

La sinistra realmente esistente invita soltanto allo studio, alla legalità e alla non violenza, cioè in sostanza a non turbare le acque.

La destra propone comunque di fare qualcosa, per quanto di sostanzialmente autolesionista o magari anche suicida.

Ora, il collasso globale del mondo come lo abbiamo conosciuto ci grida di agire; e poiché la sinistra ci invita soltanto a studiare, per molti resta unicamente da impugnare fermamente la pistola con la mano destra e spararsi al piede, diffondendo scontro di civiltà e islamofobia.

Miguel Martinez

Fonte: http://kelebeklerblog.com

Link: http://kelebeklerblog.com/2015/11/30/la-mano-destra-si-spara-al-piede-ma-almeno-fa-qualcosa/

30.11.2015

Pubblicato da Davide

  • PietroGE

    Martinez dovrebbe anche spiegare perché la sinistra "invita soltanto a studiare" non limitarsi solo a prenderne atto. E poi spiegare anche il perché è capace solo di fissare ipnotizzata il treno che gli sta venendo addosso incapace di muoversi oppure cercando di esorcizzare i problemi invece di tentare di risolverli.

    Il fatto è che sono crollati tutti i capisaldi che mantenevano in piedi il progetto della sinistra. Il primo a partire è stato il marxismo come applicato nei Paesi a socialismo reale, poi l’assistenzialismo economico (il socialismo basato sulle tasse) poi il "sacro" concetto della solidarietà internazionale (l’internazionalismo sotto altro nome), e ora sta crollando l’idea della società multietnica e multiculturale con danni che già hanno raggiunto il livello di guardia e che rischiano di sfociare nella guerra di civiltà, non quella ideologica da discussioni accademiche ma quella reale.

  • Primadellesabbie

    Martinez é un osservatore acuto.

    Non so più se si tratti di destra e sinistra, quello che osservo oramai da molto tempo é che, nell’estrema complicazione e soprattutto confusione delle cose, c’é chi tende alla paralisi e chi ad una sorta di iperattività, e che queste due categorie tendono a polarizzare, più che la politica di destra sinistra.
    Quale, tra le due tendenze, veda più in profondità o faccia meno danno, é difficile dire.
    Ciò che si può osservare é che sembra si sia raggiunto un limite, la capacità di comprensione non tiene il passo con la realtà.
    Per non parlare della lingua, impoverita nei vocaboli che però si devono piegare a significati insoliti e "personalizzati" su un impianto di espressioni ripetitive e schematiche.
  • andriun

    Tenga conto che oltre alla confusione destra sinistra, (non a caso specie in Italia, ma non solo) vi è  confusione anche nel determinare chi fa cosa: ovvero tra il ruolo che spetterebbe alla donna e quello che spetterebbe all’uomo, tanto che, nel paradosso odierno è anche facile comprendere, come poi si sia arrivati ad immaginare realistica la teoria del gender. 

    I ruoli, le gerarchie, gli ideali i valori umani/morali che, se pur visti sotto un’ottica maschilista, davano alla società una parvenza di ordine di logica, di educazione e giustizia, ma anche di lungimiranza e di progettualità, sono spariti/svaniti nel nulla per lasciare posto al caos. 
    E nel caos e per causa di esso e quindi anche dell’effeminato, noi moriremo.
  • Primadellesabbie

    Se mettiamo le cose un questo modo, e sono orientato a pensare che anche questa problematica si debba ascrivere alla complessità nella quale ci siamo inoltrati, complessità che nessun maschietto padroneggia oramai, vorrei suggerire uno sguardo ad un fenomeno parallelo che caratterizza i rapporti tra adulti e giovani.

    Lo si nota ovunque. Con uno sguardo al forum, per esempio, si percepisce nitidamente come i suggerimenti sventati ed approssimativi di menti infantili, o che si devono attribuire a giovani, vengano usati, oltre che accettati da coloro che si ritengono colti e navigati, senza pudore o ritegno alcuno.
    Le rape hanno invaso ogni spazio, e dalle rape non si cava sangue anche infarcendole di dati.
     Non ci si può far nulla, ma é utile tenerlo presente.
  • Hamelin
    Non concordo con Martinez .

    Qui non si tratta di due tipi di umani a confronto .
    Il confronto è tra modelli interpretativi ( entrambi fallimentari ) della realtà .

    Si tratta di una recita , puro spettacolo in cui gli attori non sanno di essere tali .
    Entrambi recitano un ruolo . Chi l’impulsività sanguigna dell’ignoranza senza contenuti e senza argomentazioni , chi la pacatezza dell’ipocrisa pseudo intellettuale inetta .

    Il collasso globale del mondo grida altre cose Martinez.

    L’incapacità interpretativa della realtà la mancata evoluzione mentale per elevarsi alla comprensione profonda degli eventi non lascia scampo a queste persone .

    Esse verranno inesorabilmente e drammaticamente travolte in pieno dagli eventi .

    Le menti deboli ripercorrono all’infinito gli schemi fallimentari del passato non comprendendo che il paradigma corrente è cambiato e che il loro ruolo è solo utile a chi domina nel paradigma corrente e dominerà quindi anche in quello futuro .

    Destra e Sinistra sono ormai parole vuote atte solo ad intrappolare le coscienze in un mondo passato che ormai non esiste piu’ .
    E’ un metodo sempre efficace far vivere la gente nel passato per rubare indisturbati il presente ed ipotecare  il futuro .

    La politica cosi’come la democrazia sono solo vecchi meccanismi di controllo che hanno fatto il loro tempo e la loro funzione e stanno per essere abbandonati .

  • IVANOE

    Scusate ma Primadellesabbie ed andriun sono la stessa persona ?

  • Arcadia

    quotissimo!

  • andriun

    IVANOE, guardi, prima di porsi certe domande che restano pur sempre delle domande complicate per quanto possa pretendere da sè stesso, dovrebbe chiedersi: ma io ci sono o ci faccio?

  • spadaccinonero

    video a dir poco patetico…

    come mai non mostrano gli idioti de sinistra?
    eh eh eh 
  • IVANOE

    andrium ha ragione, io ci sono lei invece c’è e ci fa… mi saluti il suo duplicato…

  • AlexFocus

    Anche negli articoli e nei commenti più "arguti" colgo uno spirito di semplificazione, un riduzionismo, una resa all’inevitabile prima di iniziare a combattere.
    Hanno ancora un significato i termini "destra" e "sinistra"? Oppure "progressista" e conservatore?
    Magari servono giusto a creare una contrapposizione che non ci sarebbe se si osservassero i problemi comuni, invece di sottolineare le differenze di sfumatura.
    Persino i post-fascisti non sanno più fare il saluto fascista (parte col pugno chiuso dal cuore e si distende per significare "Il mio cuore oltre l’ostacolo, il mio spirito unito al tuo"), figuriamoci se dei post-comunisti potrebbero andare oltre il materialismo storico, la grettezza dell’immanente, la banalizzazione del "tutto e subito", per trovare una visione del mondo trascendente…

  • andriun

    IVANOE non solo non è capace di copiare il mio nick correttamente(nonostante che sia ben visibile quando risponde, anche se capisco la sua difficoltà nel connettere), ma non ha ancora capito come funziona un forum: se desidera salutare qualcuno, lo può fare direttamente senza servirsi di intermediari; e poi su, non sia timido, si faccia coraggio. Quasi sicuramente lui sarà felicissimo di ricambiare, pubblicamente i suoi saluti.