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LA LEZIONE DEL 2015. E DOMANI, CHE SUCCEDERA'?

FONTE: DEDEFENSA.ORG

Il fascismo e le sue forme attuali ci circondano…

Alain Badiou, filosofo le cui riflessioni ontologiche sono state utilizzate dalla logica matematica, nel corso di una conferenza del 27 novembre 2015 (qui) ha fatto una riflessione sugli «omicidi di massa».

Si è lungamente diffuso sul fatto che le persone escluse dalla schiavitù salariale, e quindi dall’unico circuito economico possibile, ovvero il capitalismo globale, restino affascinate dall’Occidente o al contrario lo odino accanitamente. Le due posizioni sono accomunate dal fatto che muovono le emozioni solo in relazione ad un rapporto di fascinazione obbligata per le merci.

Alcuni di questi «marginali» attirano l’attenzione dei detentori del potere a causa della loro deriva nichilista o perché compiono assassini di massa. Badiou li considera fascisti.

Questo riferimento ad una forma politica essenzialmente europea del capitalismo del primo Novecento è quanto meno anacronistica, ma soprattutto inappropriata.

Nelle due uniche forme di cui abbiamo conoscenza, quella mussoliniana e quella hitleriana, i fascismi sono stati una risposta alla presenza contemporanea, su un territorio recentemente unificato, di un capitalismo industriale e finanziario endogeno molto moderno e molto concentrato insieme a forme più arcaiche, come la grande proprietà agraria latifondista e tutta una classe media di piccoli artigiani e commercianti in via di declassamento. Né l’Italia, né la Germania avevano avuto il tempo di costruire le istituzioni permanenti di un parlamentarismo rappresentativo pomposamente travestito da democrazia avanzata.

A seguito di gravi crisi economiche che ebbero la loro origine negli USA e di una situazione di intensa frustrazione nazionale dopo la Grande Guerra, erano emersi movimenti “rivoluzionari” autoritari. Si preparavano a forgiare un «uomo nuovo» libero dal capitalismo e dal marxismo, entrambi cosmopoliti e nemici della tradizione e della purezza di una razza, ariana e/o romana.

Allo stato attuale non ci troviamo fra due guerre ma dentro una guerra permanente e senza fine, decisa, teorizzata e sviluppata dalla potenza egemonica mondiale. Essa domina per mezzo della sua moneta e delle sue istituzioni finanziarie, che hanno l’ultima parola anche sull’altro volto di questa egemonia, il famoso complesso militare-industriale.

Se è necessario sostenere un certo livello di conflitti aperti per il buon profitto dell’industria della distruzione, l’eliminazione progressiva di tutte le isole economiche non del tutto annesse al libero scambio mondiale può senza dubbio andare oltre alle “sanzioni”. Inizialmente l’Iraq, la Libia e la Siria avevano subito questo regime di punizione economica, prima di essere messe a ferro e fuoco da vere e proprie guerre da parte dell’Occidente. L’Iran continua a stare nella categoria dei “sanzionati”.

La brillante e commovente relazione di Alain Badiou non rende conto del fatto che siamo già in un regime totalitario. La Gestapo se lo sognava un sistema di sorveglianza così ravvicinato e assoluto come quello della NSA. L’inquadramento dei popoli non aveva mai raggiunto un simile livello di conformismo generato dalla regina «comunicazione», che comprende i reality, i telegiornali pensati e scanditi come riviste di gossip, nei quali la realtà è incredibile e difficile da distinguere dalla finzione.

Il diritto di sciopero non è abolito e i sindacati non sono vietati, ma se i lavoratori decidono di difendere i loro diritti acquisiti, derubricati ormai a privilegio, non viene dato loro ascolto o peggio sono trattati come ricattatori. Da tempo i contributi che le imprese devono versare sui salari, e che danno diritto alle cure mediche e a una pensione, sono considerati dagli imprenditori come tasse insostenibili e ingiustificabili, perciò in via di abrogazione.

L’uomo nuovo è già arrivato…

Senza tradizione, ovvero senza debito simbolico strutturante e senza legame storico, isolato (salvo quando viene immerso in grandi comunioni calcistiche), divenuto egli stesso merce e il cui sesso biologico è considerato alla stregua di un’ingiustizia anatomica. La tradizione lo sottrae da un’uguaglianza perfetta teorica tipica del “dirittiumanismo”, forma ideologica del capitalismo tardivo.

No, caro Badiou, siamo già dentro a un totalitarismo fascistoide, e non è il frutto di scherani di un sistema semi-occulto che regge il mondo sotto il suo unico scettro. Peraltro sta calando la qualità delle performance dei desperados pronti a morire per una causa non meglio precisata (il Corano, che non hanno certamente letto, non è certo un testo programmatico). Dallo spettacolare shock di due torri del WTC all’assalto ad una piccola sala di spettacoli parigina, evitando accuratamente l’entrata e l’uscita di migliaia di adepti del «Circenses sine panem» dello Stade de France, il rendimento dei massacri è in ribasso. Riflette l’ordine di grandezza della presunta democrazia francese all’interno della configurazione del sistema.

300 morti per instaurare lo Stato di emergenza e per apportare una sostanziale modifica (un’altra ancora) alla Costituzione francese. Costituzione che non serve ormai più da barriera nazionale, considerata la sua porosità alle leggi decretate a Bruxelles e la sua prevedibile permeabilità al TTIP.

Nel 2015 la Grecia è stata la dimostrazione rigorosa e implacabile di un cambiamento, probabilmente marginale, del sistema capitalista tardivo globalizzato attraverso un mezzo pacifico, popolare e legalistico.

Questa svolta ha rinforzato lo scacco delle primavere arabe. Le migliaia di morti nel corso di quelle insurrezioni autentiche sono state del tutto inutili all’emancipazione di popoli sottomessi e «congelati» da decine di anni. Al contrario, il sistema le aveva anticipate preparandone un efficace antidoto.

A che servono gli Stati? Abbiamo marchi senza nazioni! Si, gli Stati sono indeboliti, sono a mala pena tollerati per perpetuare il motore del debito inestinguibile. È stato l’imperatore Rupert Murdoch che ha nominato re Tony Blair. E sarà l’imperatore Patrick Drahi a nominare il successore di François Hollande. Drahi, nato in Marocco come Alain Badiou ma in una diversa tradizione, ha rinunciato alla nazionalità francese per ragioni fiscali. È israeliano e risiede in Svizzera, da dove guida la sua idra Altice [la multinazionale controllata da Drahi, N.d.T.] le cui teste che si trovano in Francia sono partecipate con SFR-Numéricable, Libération, l’Express, e presto anche Bouygues Télécom. Le banche d’affari si compiacciono delle sue acquisizioni e le imprese pubblicitarie, come Havas, vengono ripagate della comunicazione preventiva fatta per prepararle.

Il «signor 48 miliardi», nomignolo riferito al suo debito maggiore, controlla alcune televisioni via cavo in USA, Israele e presto anche in Francia. Recentemente si è distinto per la creazione di una sotto-categoria di motore perpetuo capitalista. Uno dei marchi che ha appena acquisito, SFR-Numéricable, che l’anno scorso non aveva fatto utili, si è indebitato per distribuire 2,5 miliardi di dividendi a Altice, controllata al 50% da Drahi.

Attraverso questa magica creazione di un valore fittizio, Drahi mette in tasca oltre un miliardo di euro su un suo conto esentasse e, oltretutto, fa salire le azioni di Altice, quindi aumenta il suo patrimonio finanziario. Questo denaro prestato è ovviamente sottratto al risparmio mondiale, e naturalmente la sua allocazione è giustificata dalla benevolenza e dalla neutralità di «Monsieur Le Marché» [espressione coniata da B. Graham per descrivere l’investitore immaginario che si lascia condizionare dai consigli finanziari altrui, N.d.T.].

Forte di tutta questa potenza del conformismo, l’uomo che vale 48 miliardi licenzia, riduce gli spazi di mercato ai rivenditori e riduce i salari. I giornalisti ancora in carica e sottopagati non denunceranno queste pratiche predatorie e senza alcun beneficio sociale. Al contrario, tesseranno le lodi della truffa legalizzata dalla deregulation dell’era Tatcher e poi dell’era Clinton e Jospin.

L’Internazionale fascistoide mette in mani straniere testate giornalistiche un tempo francesi, sottraendo parte dei capitali locali per acquistarle.

Se l’emozione suscitata dal Bataclan è comprensibile, è esattamente per suscitarla che sono stati perpetrati quegli attentati. Fascista non è la persona contro cui Badiou puntava solennemente il dito il 27 novembre scorso.

L’Essere è assoggettato al suo accadere. Ci arriva come soggetto.

Léon Panetta, Repubblicano diventato Democratico che per più di 9 volte è stato membro del Congresso per lo Stato della California, ex Segretario della Difesa ed ex direttore della Cia, ha dichiarato che la guerra contro il Daesh sarebbe durata più di trenta anni. Era l’ottobre del 2014. Una tale previsione di una guerra perpetua è una delle caratteristiche degli Stati totalitari fascisti del secolo scorso.

Guerra di espansione, di annessione dello spazio vitale per il Reich, decimazione delle élite per il dominio assoluto dei popoli conquistati e asserviti, quando non sterminati. È esattamente il programma che l’Occidente e il suo alleato israeliano hanno applicato in Medio Oriente. La prima settimana di occupazione dell’Iraq, nel marzo del 2003, fu seguita dall’eliminazione programmata degli intellettuali iracheni sopravvissuti alle purghe di Saddam Hussein. La Siria, dove il socialismo baathista non era rimasto immune da una certa autocrazia, era dotata di un numero sufficiente di patrioti consapevoli e informati del disastro iracheno che non hanno ceduto ai fiumi di dollari delle petrolmonarchie. Indebolita da una coalizione internazionale di oltre cento paesi, non è caduta nel buco nero del caos assoluto e della spartizione definitiva. Ha resistito fino all’intervento aereo russo del settembre 2015, aiutata in questo dalla resistenza libanese degli Hezbollah che aveva contribuito a creare.

Le fonti di Seymour Hersh sostengono che informative militari statunitensi trasmesse ad Assad hanno permesso all’esercito siriano di orientare meglio i propri sforzi e di evitare così un rapido collasso. È lecito qui dubitare… Oppure le fughe di notizie erano sufficientemente dosate e calibrate per permettere la distruzione senza però dare immediatamente il potere alle bande di briganti drogati che sono diventati difficili da comandare a distanza.

E domani, che succederà?

Il prossimo obiettivo della guerra senza fine, individuato dal comunicato di Léon Panetta, è la Nigeria. Il prossimo scossone del sistema finanziario, sempre più indebolito da operazioni speculative come quella di Drahi, sembra ormai imminente.

Nascondere l’impoverimento e la disoccupazione con il Debito Illimitato (i tassi di interesse restano quasi allo zero per gli speculatori, nonostante il debole rialzo deciso dalla FED) è il primo principio della dinamica capitalista. L’Odio Gioioso, declinato nelle rinnovate forme delle guerre etniche e delle guerre religiose e “civili”, è il regime applicato a livello mondiale e ne è il corollario ideologico. Affinché l’Essere in potenza e impaziente di venire al mondo diventi Azione, è necessaria una rottura e un superamento di questi due principi. E prima di tutto, i risparmi della collettività devono tornare alla collettività. A lei sola, con il pieno consenso dei suoi membri, spetta la pesante responsabilità di decidere del proprio destino potendo disporre del lavoro fatto nel passato, frutto del lavoro collettivo, per usarlo nella costruzione di un futuro per il benessere di tutti.

Fonte: www.dedefensa.org

Link: http://www.dedefensa.org/article/la-lecon-de-2015

6.01.2016

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MARINO LAURENTI

Pubblicato da Davide

  • Fischio

    …Questa la formula appropriata: abolizione della produzione/proprietà borghesi  a proprietà sociale….Va da se il sistema politico-istituzionale-giuridico sotto il controllo di organi collettivi…

  • Gtx1965

    amen… verità… bravo Fischio…

  • RenatoT

    … e tutto questo perchè continuiamo a foraggiare le multinazionali, quelle che controllano i governi e quindi le leggi, le istituzioni, la sanitá, i media, l’istruzione…

  • Stalin2

    Grande.