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LA GUERRA INUTILE

Barile

DI ALESSANDRA DANIELE

carmillaonline.com

“Possiamo sempre pagare metà dei poveri per ammazzare l’altra metà” (Gangs of New York)

Prima il figlio di Lupi, poi il padre della Boschi, adesso il compagno della Guidi, è questo il vero Family Day.
Ministre e deputate renziane sono la prova più evidente della parità di meriti fra uomini e donne.
L’Esercito Delle Dodici Sceme ha infatti dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che le donne possono essere cialtrone e cazzare esattamente quanto i loro colleghi uomini.

La prossima ad essere beccata col sorcio in bocca probabilmente cercherà di giustificarsi dicendo d’essersi altruisticamente prestata a intrallazzare al posto di qualcuno che per motivi fisici non poteva farlo, ma che lo desiderava tanto. La cosiddetta Delinquenza Surrogata.
Non è soltanto la ministra Guidi però ad andare a letto con la lobby dei petrolieri, è tutto il governo.
Anche per questo ci ha portato in guerra.
Una guerra utile. E non solo ai petrolieri.
Il conflitto sociale è inevitabile, a maggior ragione in tempi di crisi. Non può essere eliminato, né represso indefinitamente. Quindi va controllato.
Il miglior modo di controllare il conflitto sociale è incanalarlo in una contrapposizione sterile, che sostituisca le concrete e legittime rivendicazioni economiche con qualche motivazione astratta, puramente ideologica o etnico-religiosa, e di conseguenza sposti la mira dal nemico di classe all’infedele, il diverso, lo straniero. Sostituendo la lotta di classe con una rappresentazione nella quale paladini e saraceni si scagliano fragorosamente gli uni contro gli altri, manovrati entrambi dallo stesso puparo.
Il conflitto sociale così smette d’essere un problema per il capitalismo, e diventa una risorsa, una fonte di guadagno. La giustificazione per razzie e occupazioni all’estero, e leggi repressive in patria. L’argomento ideale per talk show, saggi letterari, e campagne elettorali. L’occasione per vendere armi a entrambe le fazioni, e naturalmente per fare benzina.
Attentato dopo bombardamento, bombardamento dopo attentato, la fornace si autoalimenta, e dopo un po’ non c’è più neanche bisogno di pagarli i poveri per ammazzarsi a vicenda.
L’istinto primario del capitalismo – trasformare tutto in un business – l’ha portato a legare alla sua macina anche i quattro cavalli dell’Apocalisse.
In particolare è la guerra il motore del tardo capitalismo. Un motore a scoppio.
Il carburante che brucia siamo noi. Le nostre paure, e quando serve le nostre vite.
Giorno dopo giorno, le fiamme che bruciano le case delle vittime riscaldano quelle dei mandanti.
Per il secondo principio della termodinamica però, l’incendio si diffonde.
E non c’è conflitto che possa essere controllato in eterno.
Alessandra Daniele
5.04.2016

Pubblicato da Davide

  • Hamelin

    Il loro controllo è la mancanza di consapevolezza .
    Se la gente si rendesse conto che è un numero e che puo’ finire dall’oggi al domani come gli Iracheni , i Siriani ed i Libici le cose cambierebbero .

    La gente non si sveglierà finchè non avrà la Guerra sotto casa .

  • rossland

    Detto che Alessandra Daniele ha il raro dono di riuscire sempre a farmi piacevolmente sghignazzare sulle patetiche tragedie nazionali, sulla chiusa di questo pezzo nutro qualche dubbio.
    Magari il conflitto può non essere controllato in eterno, ma certo ci stiamo andando molto vicino.
    Basta dare un’occhiata a quanto succede in questi giorni a Parigi, per avere la misura del nostro pezzetto di eternità nazionale: lì il governo è in serie difficoltà nel far approvare un simil Jobs Act, qui ce lo siamo bevuto tutto d’un fiato e ben condito dalle finte minacce di sfracelli camussiani, funzionali al disinnesco di ogni c onflitto di qualche fastidio al rottamatore.
    Viviamo in un paese dove perfino un iscritto al sindacato, qualunque, si accorda alle note del canto intonato dai manovratori.
    Siamo morti e defunti, solo ancora ci illudiamo che un giorno, chissà, forse, potrebbe essere che…
    Intanto le catene sono ben chiuse ai polsi e ci prelevano il sangue direttamente in vena mentre fantastichiamo di conflitti contro l’ingiustizia che non ha più senso nemmeno immaginare.
    Il tempo del conflitto era prima, anni fa, mentre stavano per fissarci i ferri al piede.
    Ora nemmeno un sasso possiamo più tirare, tanto ci hanno legati mani e piedi…

  • PinoRossi

    Mi sembra la solita carmillata…

    Il nemico sarebbe "lo straniero"?
    Diciamo la verità, il nemico degli antifascisti-in-assenza-di-fascismo oggi è il razzista e l’omofobo. Anche il nemico di Carmilla.
  • geopardy

    L’analisi non fa una grinza, sul fatto che questo sistema ci avrebbe trascinato in una guerra permanente sono stati scritti fiumi di inchiostro in passato.
    La gente guarda sempre la punta del dito, tanto per parafrasare qualche articolo in voga su questo sito, quindi, a livello generale ci comportiamo come una mandria, seppur a livello individuale in molti si eccelle in comprensione ed analisi.
    In questi giorni sono stati approvati tagli alle pensioni povere, ma si è impedito, con voto parlamentare largamente maggioritario, di toccare le pensioni d’oro (che rappresentano  una massa considerevole), che non avrebbero neanche intaccato, in sostanza, il modello di vita di chi le percepisce, mentre per quelle povere il danno sul tenore di vita sarà molto considerevole.
    Detto ciò, la nostra società è impegnata a criminalizzare quei disperati che approdano sulle nostre coste, come se il nostro sistema fosse totalmente innocente in merito e non vede chi veramente sta eliminando il suo benessere.
    Cosa vuoi, il povero non ha bersaglio migliore di chi lo è più di lui (eccetto in qualche breve periodo della storia dell’umanità), quindi, merita tutto ciò che questo comporterà.

  • andriun

    "L’Esercito Delle Dodici Sceme ha infatti dimostrato al di là di ogni ragionevole dubbio che le donne possono essere cialtrone e cazzare esattamente quanto i loro colleghi uomini."

    Che madornale errore paragonare gli uomini di oggi(effeminati) con le donne: è come voler paragonare le donne con le femmine.