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LA GRECIA OLTRE IL CIGLIO DEL BARATRO

DI PAUL KRUGMAN

nytimes.com

Il vero obbiettivo della Troika era quello di cacciare Alexis Tsipras e di far uscire la Grecia dall’euro.

E’ evidente che la creazione dell’euro sia stato un terribile errore. In Europa non ci sono mai stati i presupposti per una moneta unica di successo – soprattutto un’unione fiscale e bancaria in grado di assicurare che quando scoppia una bolla immobiliare, ad esempio in Florida, Washington andrà automaticamente a proteggere gli anziani contro qualsiasi minaccia alle loro cure mediche o ai loro depositi bancari.

Lasciare un’Unione Monetaria, tuttavia, è una decisione molto più difficile e spaventosa di quanto lo sia entrarci e, fino ad ora, le economie europee in difficoltà, sul ciglio del baratro, hanno sempre fatto un passo indietro. I Governi hanno sempre accettato le richieste di dura austerità dei creditori, mentre la Banca Centrale Europea conteneva il panico sul mercato.

Ma la situazione in Grecia ha ormai raggiunto il punto di non ritorno. Le banche sono temporaneamente chiuse ed il Governo ha imposto un controllo sui capitali, limitando [ma non solo] la circolazione dei fondi fuori dal paese.

E’ probabile che il Governo debba presto cominciare a pagare le pensioni e gli stipendi con dei titoli provvisori, creando in questo modo una moneta parallela [http://www.europeanpensions.net/ep/A-Greek-tragedy.php]. La prossima settimana, inoltre, si terrà un referendum per decidere se accettare o meno le richieste della Troika – l’istituzione che rappresenta gli interessi dei creditori – per un’austerità ancora più dura.

Credo che la Grecia debba votare “no”, e che il Governo greco debba essere pronto, se necessario, a lasciare l’euro.

Per capire la ragione per cui sostengo questa tesi, è necessario rendersi conto che la maggior parte – non tutto, ma la maggior parte – di quello che avete sentito dire sulla dissolutezza greca e sulla sua irresponsabilità è falso.

E’ vero, negli anni 2000 il Governo greco spendeva al di là dei propri mezzi. Ma da allora ha più volte ridotto la spesa e ha più volte accresciuto le tasse. Gli impiegati statali sono diminuiti di più del 25% mentre le pensioni – che erano davvero troppo generose – sono state drasticamente tagliate. Se prendiamo tutte le misure di austerità, esse sono state più che sufficienti per eliminare il deficit originario e per ottenere un avanzo [primario] di grandi dimensioni.

Ed allora, perché la situazione non è migliorata? Perché l’economia greca è crollata, in gran parte come conseguenza di quelle misure di austerità, che hanno trascinato verso il basso le entrate [fiscali]. E questo crollo, a sua volta, ha avuto molto a che fare con l’euro, con la Grecia intrappolata in una camicia di forza economica.

I soli casi di austerità che hanno avuto successo – ovvero quelli in cui i paesi sono riusciti a contenere i deficits senza precipitare in una depressione – sono quelli che hanno coinvolto delle grandi svalutazioni monetarie, che hanno reso le esportazioni più competitive. Questo è quello che è successo in Canada nel 1990 – ad esempio – e, in misura importante, è quello che è successo più di recente in Islanda. Ma la Grecia, senza una propria moneta, non ha avuto questa possibilità.

E così, ho appena descritto le ragioni del “Grexit”. Ma la Grecia deve davvero uscire dall’euro?

I problemi del Grexit sono quelli del probabile caos finanziario, del sistema bancario perturbato da prelievi imponenti, di un’economia danneggiata dai problemi bancari e dall’incertezza sullo status giuridico dei debiti.

È per questo che i Governi greci hanno aderito alle richieste di austerità. Ed è per questo che anche Syriza, la coalizione di sinistra che è ora al potere, era disposta ad accettare l’austerità che era stata imposta in passato. Tutto quello che chiedeva, in effetti, era di fermare ulteriori misure.

Ma la troika non ha offerto niente di tutto questo. E’ facile perdersi nei dettagli, ma il punto essenziale è che alla Grecia è stata presentata un’offerta del tipo “prendere o lasciare”, del tutto indistinguibile dalle quelle degli ultimi cinque anni.

Offerta che Alexis Tsipras, Primo Ministro greco, non poteva chiaramente accettare, perché avrebbe distrutto la ragione stessa del suo stare in politica. L’obiettivo della Troika, quindi, era quello di cacciarlo dalla carica di Primo Ministro … che è quello che accadrà, probabilmente, se la paura nei riguardi della Troika sarà sufficiente a che gli elettori greci votino “sì”, la prossima settimana.

Ma essi non dovrebbero farlo [votare “sì”], e questo per tre motivi.

. In primo luogo ora sappiamo che un’austerità sempre più dura è un vicolo cieco: dopo cinque anni la Grecia è in condizioni peggiori di quanto lo fosse prima.

. In secondo luogo la maggior parte – e forse anche più – del caos che si temeva, conseguentemente al Grexit, ha già avuto luogo. Con le banche che sono state chiuse e con l’imposizione del controllo sui capitali, non è che ci siano molti più danni da fare.

L’adesione all’ultimatum della troika rappresenterebbe il definitivo abbandono di ogni pretesa di indipendenza greca. Non lasciatevi ingannare dalla rivendicazione che i “funzionari della Troika sono solo dei tecnocrati che spiegano ai Greci ignoranti quello che deve essere fatto”. Questi presunti tecnocrati sono dei “fantasisti” che hanno disatteso tutto quello che sappiamo sulla macroeconomia, e che hanno sbagliato ogni passo lungo il cammino.

Non è una questione di “analisi”, è una questione di “potere” – il potere dei creditori di “staccare la spina” all’economia greca, che persisterà fino a quando l’uscita dall’euro sarà considerata impensabile. E’ quindi giunto il momento di porre fine a questa “impensabilità”. In caso contrario la Grecia dovrà affrontare un’austerità e una depressione senza fine.

Paul Krugman

Fonte: www.nytimes.com

Link: http://www.nytimes.com/2015/06/29/opinion/paul-krugman-greece-over-the-brink.html?rref=collection%2Fcolumn%2Fpaul-krugman

29.06.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org a cura di FRANCO

Fra parentesi quadra [ … ] le note del Traduttore

Pubblicato da Davide

  • clausneghe

    "Il Governo Greco spendeva al di la dei propri mezzi" è vero, anche quando spese mezzo bilancio per ammodernare la flotta da guerra con inutili ma costosi nuovi scafi, anche subacquei..

    Ma li nessuno gli tirò le orecchie.
    Forse perchè,stranamente ma non troppo, a capo di questi commerci ci sono sempre loro, i Banckesters, gli stessi che comandano in UE?
    Viva lo spirito Greco, e che prevalga sul mostro freddo.
    Mi auguro tanto che questa UE crolli, vittima delle sue stesse contraddizioni..
  • AlbertoConti

    "Il Governo Greco spendeva al di la dei propri mezzi"

    Perchè, quello
    americano no?

    Ai due estremi vale la stessa "logica".

  • Gil_Grissom

    Speriamo solo che il popolo greco non si lasci ingannare dai falsi messaggi che arrivano da Bruxells: del resto non ha molto da perdere, comunque vada la situazione in caso di grexit non potra’ essere peggiore di come e’ ora, cioe’ quella di un popolo di disoccupati e senza reddito.

  • natascia

    Curare i mercati interni e’ l’unica via d’uscita a livello globale. L”export e’ strumentale a questa finanza distruttiva. Chiaro che  deve esistere, ma in modo  diverso e ridimensionato, se si hanno a cuore le sorti dei popoli e dei luoghi da essi abitati. Limitare i flussi di capitali e con essi i flussi di persone disperate. POche regole diverse dovrebbero sortire degli effetti insperati per i cittadini,  rispetto all’attuale primato della finanza , la Grecia  e’ già uno spartiacque.

  • luis

    sono d’accordo con ‘clausneghe’: quando la grecia fu costretta all’acquisto degli armamenti di fabbricazione tedesca andava bene. Andava bene spendere un sacco di soldi in armi inutili, ma ci guadagnavano gli strozzini (banche tedesche ecc).
    E poi, quanti soldi gli americani hanno impiegato per fomentare la guerra in Ucraina ?
    5 miliardi di dollari solo per fomentare la guerra alle porte della russia, e quanti altri ne spenderanno visto che purtroppo non è finita !!!!!
    La lagarde si dispiace che oggi non riuscirà a succhiare il sangue greco, ma per fomentare guerre i soldi li spendono !
    E poi ancora: che senso ha imprestare il denaro che poi servirà a ripagare i prestiti precedenti !!!!!
    Serve solo a tenere incatenati i popoli per sempre: il creditore vuole le cedole periodicamente, così vive di rendita.
    Se non ci fossero più debitori come vivrebbe il parassita ????

  • ROE

    L’obiettivo non è far saltare Tsipras ma Draghi, perché è l’unico che si rende conto che così non si può più andare avanti.

  • Veron

     più chiaro di così…

  • Simec

    se la Grecia esce dall’EURO nazismo della troika l’EURO è finito, perchè ci sarebbe l’esempio europeo di una vittima che si libera dei suoi carnefici di Bruxelles e ricomincia a vivere.
    Tenteranno di tutto per tenere la Grecia asservita al globalitarismo tecnocratico germanico.
    Ma i greci si libereranno. Alla faccia delle cazzate di krugman.che infatti pontifica su quella fogna a cielo aperto del NYT, ovvero il governo USA, ovvero i padroni del FMI. tout se tient.

  • Earth

    Se lo dice pure il new york times che paura devono avere i greci?

  • mincuo

    Ma da allora ha più volte ridotto la spesa e ha più volte accresciuto le
    tasse. Gli impiegati statali sono diminuiti di più del 25% mentre le
    pensioni – che erano davvero troppo generose – sono state drasticamente
    tagliate. Se prendiamo tutte le misure di austerità, esse sono state più
    che sufficienti per eliminare il deficit originario e per ottenere un
    avanzo [primario] di grandi dimensioni.

    FALSO o meglio: il solito trucco.

    I Greci avevano circa 1 milione di impiegati pubblici nel 2002. Ne hanno prepensionato nei primi anni tra 250.000 e 300.000 al 96% di stipendio, a un’ età media di 50 anni, e con un diluvio di promozioni di ruolo giusto prima dei prepensionamenti. qQuesto fino alla crisi.
    Allora avrebbero dovuto essere 750.000 o 700.000 nel 2009.
    Invece nel 2009 erano 1.200.000. Significa che ne avevano (imbucati) assunti nel frattempo mezzo milione. Da lì poi c’è stata la riduzione di cui parla Krugman che li ha portati dov’erano nel 2002 prima di fare quello sfascio.
    Un po’ diversa da come la racconta lui però….
    Krugman non è un lettore normale, che non è pratico o competente, quindi fa propaganda travestita da autorevolezza.