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LA GRECIA NON E' FALLITA…E HA FESTEGGIATO DEGNAMENTE IL SUO 1 MAGGIO

DI PANAGIOTIS GRIGORIOU

greekcrisis.fr

La Grecia non é ancora fallita. La Grecia ha, comunque, festeggiato degnamente il suo primo maggio 2015… in spiaggia.

Più esattamente, é il suo sesto 1° maggio ed indubbiamente la sesta estate consecutiva sotto la Troika… istituzionalizzata. Tempi nuovi, ma già deperiti.

Segno allora dell’invecchiamento dei tempi e del pubblico; nei quotidiani, compresi quelli della domenica, che in questo momento si vendono male, sia il tema dell’”incertezza” che minaccia il paese sia quello dei “diritti europei”, finiscono per annoiare la gran parte delle persone. Dopo tutto, é quasi estate.

“Tutti si sono abituati alla crisi. C’é stato un adattamento. Più nessuno crede seriamente al ritorno dei tempi andati. Ed ecco come l’isola ha fatto il pieno di sole e di visitatori durante questo lungo week-end del 1°maggio. La gente economizza cento / centocinquanta euro, solo per offrirsi un’uscita. Salamine ha raramente conosciuto una tale affluenza per un 1°maggio. Prima, alcuni correvano verso Santorini o verso Mykonos, oramai le isole vicine ad Atene sono le uniche abbordabili. E ci si abitua. Salmine, come…”Salamykonos”, secondo l’espressione ritornata di moda.”

“Nelle taverne e soprattutto nei caffé, c’era la folla. Daltronde lo sappiamo, i giovani andranno instancabilmente a bere il loro caffé.. .dato che le pensioni dei nonni o dei genitori, sono sempre versate. Ho anche visto con i miei occhi due giovani dividersi un caffé, ma é comunque relativamente raro. Sì, c’é tanta gente a Salamine ed in piena estate ce ne saranno ancora di più. Salvo che la gente porta con sé, sempre più spesso, i loro zaini, la loro spesa ed i loro panini.”

“Infine, ci sono quelli che usano le loro casette, destinate inizialmente ai periodi delle vacanze; hanno potuto costruirle, alcune volte, dopo tanti sacrifici. Ma ecco che dopo la crisi e sopratutto con la disoccupazione, queste persone hanno lasciato gli appartamenti che affittavano al Pireo o nei quartieri Ovest di Atene per trasferirsi definitavmente nello loro casette estive. Hanno sopratutto portato con loro i nonni, anche chiamati, pensionati, alcune volte ritirandoli bruscamente dalle case di riposo. Così, tutta la famiglia vive sulla pensione degli anziani. Ecco come la mia clientela, quella degli anziani, sparisce poco a poco, poichè i loro figli o i loro nipoti hanno conservato una vecchia macchina per le necessità degli spostamenti. Per non parlare della chiusura in gran numero di Amministrazioni, Tasse, Assistenza Sanitaria e mi fermo; in questo luogo, la mia clientela era spesso la solita”. Constatazioni e rimpianti di un anziano autista di taxi sull’isola di Salamine, questo inizio maggio.

E’ così che, di fronte, sul porto di Perama, il mattino del 1°maggio, i numerosi automobilisti dei paraggi trovavano il tempo di accesso alle imbarcazione insolitamente lungo. Perama, città operaia dei cantieri navali, e disastro sociale anche prima della crisi con la sua disoccupazione supplementare, dove… la presenza di Alba dorata é fortemente viva, ponendosi in concorrenza diretta e dinanzi ad un Partito comunista in declino. Quindi, di fronte alle imbarcazioni di Perama, numerosi membri di Alba dorata, uomini e donne, distribuivano volantini e giornali del movimento neonazista, agli escursionisti già infastiditi dal nulla del 1° maggio.

Bandiere, simboli, atteggiamenti paramilitari… era l’ambientazione di questa altra nuova Grecia, attraverso una strana atmosfera, piuttosto… rigida.

Ho tuttavia rimarcato che poche persone hanno rifiutato il… gesto Albadorato dall’argomento apertamente prevedibile : “Il governo SYRIZA-ANEL ha capitolato davanti alla Troika. Noi siamo la sola alternativa per il futuro”. Rari sono stati anche quelli che, tra gli automobilisti e le loro famiglie, hanno voluto fare un sorriso rilassato agli Albadorati… . Nelle ore successive, il porto ha infine ritrovato la sua abituale routine, così, con i suoi pescatori sui moli, i quali… investono nel (solo) modo possibile, il tempo della pensione o della disoccupazione. All’entrata del Pireo, una bandierina firmata Alba dorata annunciava…la loro visione del 1° maggio: “Ogni operaio immigrato é un Greco disoccupato”. La Grecia non é ancora fallita!

In questi tempi che corrono in fretta, in Piazza della Costituzione, un pensionato é apparso, parusia di un messaggio… politico ben chiaro, scritto in inglese:

“Gesù, ti prego, vieni a salvare la Grecia”. Girovagando tra curiosi e turisti, categorie socio-culturali indistruttibili che hanno… valorosamente sostituito i manifestanti.

​Salvo che, quando alcuni operai ed impiegati (o pensionati), usciti, a volte da un’azienda​, a volte da una fabbrica, manifestano in piccoli gruppi davanti al ministero del Lavoro, come una manica struggente di uomini e di donne, che reclamano la recente presa di coscienza della nocività e dell’insalubrità del loro lavoro in fabbrica.

Non così sicuro… nel paese dei Contratti Nazionali aboliti (e non ancora ristabiliti), d’altronde, veniamo a sapere (salvo che tutti già ne eravamo a conoscenza) che il FMI esige, prima di tutto, dal governo SYRIZA/ANEL, a titolo di un accordo precedentemente intrapreso, il proseguimento dell’impegno nella politica di abolizione dei diritti del lavoro, tra cui la “liberalizzazione (sic) dei licenziamenti e, parallelamente, lo smantellamento progressivo della Sanità Nazionale (quella restante). I media sostengono, malgrado questo, che la Grecia sarebbe ugualmente vicina ad un accordo con le “istituzioni”, cioé con la Troika così “eufemizzata” (radio 105,5 – SYRIZA, il 4 maggio).

​Ad Atene, i graffiti dispotici e disarmonici,​ aggiungono all’atmosfera regnante una prolungata discronia. Tra distopia e discronia, gli Ateniesi hanno preferito, in gran parte, un momento di fuga in occasione del 1°maggio. Questo é comprensibile.

​I sindacati hanno celebrato (sempre in ordine sparso) la festa del lavoro…​ nel paese della grande disoccupazione e delle aprassie… delle funzioni motrici e sensitive che stanno alle fondamenta della società. Manifestazioni poco seguite ed accettabilmente ignorate​ dalla maggioranza dei potenziali interessati. Di passaggio nel Pireo per esempio, gli automobilisti con destinazione Perama, e quindi Salamine, osservano senza vedere niente, questi manifestanti… di sinistra, come quelli ​che si imbarazzano davanti ad un corteo funebre incrociato per caso e che non li riguarda.​

Bisogna dire che per una volta, il porto principale del Pireo è stato completamente fermo durante tutta la giornata del 1°maggio e che solo le piccole imbarcazioni assicuravano il collegamento tra Perama e Salamine​ restando operative. “Noi, non facciamo queste stupidaggini, cioé scioperi quando le persone possono finalmente prendere un po d’aria al mare”, spiegava un’impiegata agli sportelli delle compagnie marittime all’imbarco di Perama, evidentemente sotto lo sguardo degli Albadorati.​ Forse questo si spiega.​

​E’ precisamente la ragione per la quale quest’anno, gli albergatori dell’isola di Egine, hanno offerto una notte gratuita ai visitatori che hanno voluto o potuto, arrivarci la vigilia del 1°maggio, ed “ecco​

un’innovazione che ha ben funzionato, un modo di aggirare intelligentemente l’irrazionalità dello sciopero dei marittimi in un giorno di grande affluenza”, secondo l’opinione politica… neolocale espressa da due abitanti d’Egine incontrati a bordo del traghetto dopo il 1°maggio.​

I viagg​iatori stupiti di questo 1° maggio avranno almeno controllato accuratamente ciò che riguarda il meteo dei cieli e dei mari. Hanno così creduto di fuggire alla distopia, ​come hanno creduto di poter organizzare la vita in altro modo dopo la rottura definitiva, la crisi.​

Anche davanti alle incertezze che sussitono riguardo la moneta greca, e degli altri… eurocratizzati, i più agiati​ e quelli che ancora hanno i mezzi, quelli che appartengono al terzo o al quarto della popolazione del paese, trasformano in questo momento i loro averi, già ritirati dalle banche greche, in macchine nuove ed in appartementi, di fronte allo stupore invidioso e teso degli altri.​

​Al ritorno da Engine e dalle altre isole vicine al Pireo, questa sociometria greca galleggiante naviga​

​…a suo modo. “Noi abbiamo comprato questa macchina nuova adesso che il diesel é stato autorizzato ad Athene. Ci costa meno dell’usato e sopratutto, sappiamo bene che le nostre economie servono a qualche cosa. Tu sai yannis, é nella banca, oramai, che i soldi non sono più al sicuro. A Cipro, nel 2013, hanno rubato i depositi dei privati ed anche quelli delle aziende. Senza parlare di un possibile ritorno alla dracma. Noi non diamo più la minima fiducia ai governi, ed ancora meno alle banche o alla Troika.” ​

“D’altronde, é anche il momento di comprare immobili. I prezzi sono al ribasso, a parte le Cicladi ma​ é un’altra questione nelle Cicladi. Tsipras firmerà un nuovo accordo, la situazione si normalizzerà e ci sarà anche un leggero miglioramento. E i prezzi saliranno progressivamente. Bisogna dunque comprare adesso e in dieci anni, i prezzi saranno doplicati ma non dappertutto come prima, come ai tempi della bolla finanziaria. Se tu vuoi e se tu conosci degli acquirenti, io ti posso aiutare poiché conosco molte persone ad Egine ed altrettante nei quartieri sud di Atene”. Discussioni tra i passeggeri a bordo del traghetto tra Egine ed il Pireo un giorno di maggio. ​


Gli altri, i meno fortunati, seguono, loro malgrado, svogliatamente, queste conversazioni senza proferire parola, mentre i numerosi assenti dalle navi e dalle isole… sono già socialmente e finanziariamente caduti per terra. “Unico promotore, la sofferenza”, questa e l’altra conclusione, sotto forma di graffiti su di un muro di Atene nello stesso momento

​Il mausoleo sociale europeo, quello dell’estesa classe media, si disegna allora nel ​suo mondo ineguale e senza eguali, ad Atene come altrove. Mutazioni di moda.​

​Dei negozi chiudono, altri aprono, come questo nuovo ristorante nel centro di Atene: ” Noi abbiamo aperto per ricordarci insieme la cucina tradizionale greca fatta in casa. Dalle 11 alle 18, prezzi dei piatti a partire da 3 euro”. Ancora una volta… potremmo dire che i gusti si adattano alla moda.

L’estate greca entra allora nella sua sesta annata… nuova ed innovativa, con in più la distopia e la discronia. Le società umane, alla fine, si adattano al peggio ma le stesse aspirano altrettanto ad una vita migliore. Senza dubbio nel modo dell’Aspasia, cortigiana erudita di alto rango all’età di Pericle, nel lontano V a.C. . La scultura raffigurante la sua effige, nel parco dell’accademia, già ignorata dai… moderni, é stata anche vandalizzata come tante altri frammenti della memoria.​

​Nonostantein contro corrente​, un altro conservatorismo di moda in Grecia, consiste nel… riesumare ed esporre le vecchie foto dei luoghi e delle attività di un tempo. Nei caffé e sui muri dei ristoranti, e fino alle gigantografie del vecchio Pireo che decorano le pareti interiori dei traghetti. Illusioni, fantasticherie e viaggi a doppia faccia.

I proprietari dei bar e dei locali della penisola di Metana (tra Egine e Poros), stimano che da adesso le ondate più grandi di turisti e visitatori si dirigono verso Egine e sopratutto verso Poros.

“Malgrado le apparenze e l’aspetto tranquillo dei luoghi, qui la disoccupazione​ é drammatica. Quest’anno in più, l’appuntamento annuale delle navi tradizionali in legno che aveva luogo nel nostro porto, non ci riguarderà poichè sembra che le navi resteranno vicini​ al Pireo. E davanti, Poros é piena di visitatori e turisti, dal primo bel week-end di maggio. Nonostante ciò, l’eletto regionale di qui, SYRIZA e vice-presidente della Regione​ in Attica, incaricato degli affari delle isole, ha ottenuto ​dagli armatori il rafforzamento di alcune tratte. Poiché durante quest’inverno, come tutti gli inverni di cui c’é memoria, la penisola di Metana é restato senza collegamento marittimo con il pretesto ​che c’è l’alternativa della strada.”, Questa é la situazione anche qui a Metana.​

​Parte del paese ha così festeggiato il suo primo maggio 2015… in spiaggia. Dopo, i caffé interessati​ dal turismo, hanno ritrovato una certa calma, avendo capito bene che ci saranno altre escursioni.​

​La Grecia non sarebbe fallita, salvo che secondo i reportage, che hanno ancora un senso nei giornali, la situazione degl’ospedali di Atene peggiora seriamente.​

“Le lacune o le difficoltà ed i ritardi nella fornitura dei materiali e degli oggetti d’uso quotidiano, negl’ultimi quattro anni sono stati la normalità ed oggi, sono sempre più presenti e pressanti.”​

“Nei prodotti delle drogherie c’é, ad esempio, un problema enorme. Combattiamo per essere in grado di farci consegnare del formaggio, dell’olio, o del pane grigliato, spiega il direttore di uno dei più grandi ospedali del bacino ateniese. Questa situazione é imputabile al fatto che gli ospedali hanno ricevuto solo parzialmente la sovvenzione statale di gennaio​, e dopodiché più nulla. Il 90/95 % degli ospedali sono finanziariamente a terra. I pazienti arrivano… muniti dei loro rifornimenti e a volte delle loro medicine… autofinanziamento obbligatorio.“, quotidiano “Kathimerini” del 3 maggio.

Tempi nuovi e tempi mutanti, miscele incredibili ed esplosive. Creature in buona o cattiva salute, malate sotto il sole. Maggio 2015. Salamykonos !

Panagiotis Grigoriou

Fonte: www.greekcrisis.fr

Link: http://www.greekcrisis.fr/2015/05/Fr0426.html#deb

4.05.2015

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di IKATE

Pubblicato da Davide

  • FlavioBosio

    "Ogni operaio immigrato é un Greco disoccupato"


    Avrebbero dovuto scrivere:

    "Ogni operaio immigrato è un fannullone disoccupato"

    Questa è la vera essenza del problema, i fannulloni greci/italiani ecc.. che vorrebbero farsi mantenere come parassiti dai lavoratori "immigrati", per di più incolpandoli dei loro problemi mentre se ne stanno comodamente in spiaggia ad oziare bevendo caffè o altro.

    D’altra parte sono stati cresciuti nella convinzione che il lavoro, la sanitá, la scuola, la sicurezza ed ogni altro servizio siano "diritti inalienabili" senza mai chiedersi chi pagasse il conto.

    Ora presenteranno il conto e s’accorgeranno che il lavoro non è un diritto ma un dovere, e che ogni diritto ha un costo che qualcuno "deve" pagare.

    Che sia il caso di rim occarsi le maniche?





  • gimo

    sei solo infarcito di propaganda e ignoranza. apri la finestra e cerca di svegliarti alla realtà del mondo caro Flavio. di sciocchezze ingenue e fastidiose siamo gia pieni grazie ai politici nn ti ci mettere pure tu a ripetere come un pappagallo cretino certe vaccate. grazie

  • Tao

    I restanti Paesi con governi collaborazionisti, tra i quali l’Italia, preferiscono, anzi è la loro priorità d’agenda, pagare i creditori internazionali con tanto di interessi anzichè stipendi e pensioni, oltre a fare tagli nella spesa pubblica. Ma ciò viene camuffato con la scusa della “credibilità” e sotto il solito mantra delle “riforme” e del taglio della spesa pubblica per limitare tasse , far ripartire l’economia e ridurre il debito pubblico. Peccato che avviene proprio l’esatto contrario e l’esempio greco lo dimostra.

    Ma almeno questo nuovo governo, pare si opponga alle elites finanziare, per assicurare la sopravvivenza del suo popolo. Se l’FMI non riceveno i pagamenti dei suoi crediti non muore, mentre i pensionati greci si.

    Questo deve essere da esempio per i neo darwiniani i quali non concepiscono che un piccolo Paese possa addirittura minacciare potenze straniere finanziare.

    Jean Sebastien LUcidi

    Fonte: http://www.facebook.com [www.facebook.com]

    21.05.2015

    foto di Jean Sebastien.