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LA GLOBALIZZAZIONE DEI FAST FOOD. OLTRE IL MARCHIO: MC DONALD'S

DI PETER SALISBURY
theecologist.org

Le alternative sono che, sia se tu abbia mangiato al Mc Donald’s che no, di sicuro conoscerai un gran numero di persone che l’ha fatto. E’ la più grande catena dei fast food nel mondo, con circa 32 punti vendita in 117 paesi.

Il clown dalla doppia faccia ha dato lavoro a 1,7 milioni di persone ,e nei primi tre mesi del 2011 ha ottenuto da solo un guadagno di 1.2 milioni, al fronte delle entrate di 6.1 miliardi.

La società ha subito enormi critiche negli ultimi 20 anni, a causa dell’influenza che ha sulla popolazione mondiale, sul modo di lavorare e sull’influenza economica ambientale.

Sono stati scritti numerosi atti per infangare l’immagine del Mc Donald’s dal Fast Food Nation al Supersize Me. La diminuzione delle vendite agli inizi del 2000, ha visto per la prima volta nella storia dell’azienda la chiusura del franchising, causando un ripensamento sul modo in cui il Mc Donald’s opera, e la sua ultima retorica è stata quella di un’azienda che ha riscoperto un entusiasmo per le pratiche etiche ed eco-friendly, ottenendo prestigio da “campioni” come Greenpeace e il Carbon Trust.

Ma questa è soltanto una strategia pubblicitaria o è davvero cambiato? La risposta è si e no. Prima di tutto, a causa del modo in cui l’azienda si sta comportando è difficile generalizzare. Circa l’80% dei punti vendita sono diventati franchisees che devono scontrarsi con i principi stabiliti dall’azienda ma che può e deve superare. Inoltre, le filiali del Mc Donald’s sono gestite dai paesi e dagli uffici regionali, ognuno dei quali è soggetto a regole locali. La produzione di gran parte dei prodotti che vanno a finire nei piatti del Mc Donald’s , dall’hamburger alle salsicce è dato in gestione a diversi fornitori, rendendo impossibile valutare l’azienda in termini di un singolo standard aureo. L’unico fornitore globale (per le bevande analcoliche) è la Coca-Cola.

Il ramo britannico della società ha di sicuro fatto passi avanti fin dagli anni ’90, quando è stato coinvolto nel processo del 1997 di Mc Libel, in cui la Mc Donald’s Corporation e la Mc Donald’s Restaurants Limited ha citato in giudizio Helen Steel e Dave Harris, un ex giardiniere e un postino , per diffamazione dopo aver pubblicato una serie di volantini denunciando l’azienda.

La Schiavitù

Il giudice ha deciso che sebbene i due non potessero provare alcune delle loro accuse che i Mc Donald’s ha distrutto le foreste, ha causato la fame nel terzo mondo o malattie e cancro nei paesi sviluppati sono tutti d’accordo che la società sfrutta i bambini pubblicizzando falsamente il loro cibo come nutriente, sponsorizzando indirettamente la crudeltà sugli animali e da ai lavoratori un salario basso. Da allora il marchio inglese si è impegnato in un gran numero di iniziative per promuovere la sua immagine, perseguando una campagna di marketing aggressivo e dipingendo se stesso allo stesso tempo come un impiegato etico che è sia contadino che eco-friendly.

Si è mosso anche per diventare più trasparente, mettendo una lista di ingredienti di tutti i prodotti sul suo sito internet e dando vita a un altro sito “Make up your own mind” (Decidi tu stesso), invitando i clienti a dar voce alle loro preoccupazioni e pubblicando i commenti dei critici sul sito di produzione.

Tutto questo dovrebbe essere preso con le pinze comunque. Non è sorprendente che una corporazione multi miliardaria che in passato è stata attaccata da aziende sul suo modo di agire, farà il possibile per vendersi come un nuovo personaggio. Ed è ambiguo il fatto che ogni ricerca fatta sul web dell’azienda comporta una lista di siti quasi tutti gestiti dall’azienda .Già la ricerca condotta dall’Ecologist mostra che in zone diverse l’azienda ha ampliato la sua conoscenza etica e ambientale nell’ultima decade. Gli hamburger dell’azienda per esempio, adesso sono fatti per il 100% di carne di manzo, non contiene conservanti o coloranti aggiunti o altro. Tutti gli hamburger dei Mc Donald’s sono forniti dalla tedesca Esca Food Solutions che afferma di mantenere uno standard rigoroso e i suoi mattatoi e le piante di produzione, e che per mantenere alti i principi lavora a stretto contatto con 16000 contadini indipendenti in Inghilterra e in Irlanda.

No OGM

A partire dai primi anni del 2000, il Mc Donald’s inglese ha fatto si che nessuno dei suoi manzi, maiali o polli fosse nutrito con grano geneticamente modificato. I contadini che lavorano per il Mc Donald’s hanno affermato autonomamente sull ‘Ecologist e su Esca che loro hanno una relazione “Decente” con l’azienda.

Nel 2007 Esca ha vinto il”The Uk food manufacturing excellence Awards” (premio di eccellenza per la qualità del cibo) per i suoi hamburger e nel 2010 il Mc Donald’s annunciò che stava per lanciare uno studio di tre anni sulla riduzione delle emissioni di carbone causato dal bestiame per i suoi hamburger . Il bestiame rappresenta il 4% delle emissioni del Regno Unito. Nello stesso tempo tutto il pesce usato nei Filet O-Fish e i bastoncini di pesce derivano da pescherie sostenibili certificate dal Marine Stewardship Council. Le patatine fritte derivano ampiamente da Mc Cain, il più grande rifornitore di patate nel mondo.Le patate fritte sono preparate in negozio e cucinate in olio vegetale che non contiene grassi idrogenati. All’inizio della stagione di crescita delle patate, il destrosio, una forma di glucosio viene aggiunto come dolcificante, e il sale viene aggiunto dopo la cottura (la società afferma di aver ridotto la quantità di sale usato il 23% dal 2008).

Il pane per il Mc Donald’s, i buns e i muffins vengono forniti da un unico e anonimo fornitore situato in Heywoo a Manchester e in Banbury nell’Oxfordshire. Il Mc Donald’s non vorrebbe confessare da d proviene il grano per i panettieri, ma ancora una volta afferma di non comprare raccolti geneticamente modificati. Nello stesso tempo l’azienda ha lvorato con i fornitori e con i proprietari dei franchise per far si che siano il più efficienti possibile. Il Carbon Trust ha premiato il Cardon Trust del Mc Donald’s per aver ridotto le emissioni di carbone complessive del 4 o 5% tra il 2007e il 2009.

L’azienda che adesso sta sperimentando con una nuova serie di iniziative energetiche basate soprattutto nel trasformare i rifiuti, dall’imballaggio- che è per l’80% riciclato- all’olio vegetale in energia.

Certificati

Dal 2007, l’azienda- che è una tra i più grandi rivenditori di caffè- si è impegnata a vendere solo caffè certificati dalal Rainforest Alliance. Anche se questo certificato è stato senza ombra di dubbio il responsabile per il miglioramento delle condizioni e delle abitudini in molte operazioni agricole mondiali, è stato oggetto di discussione, più di recente sotto un’investigazione segreta conotta dall’Ecologist ha rivelato accuse di molestie sessuali e condizioni disagiate per alcuni lavoratori e le sue piantagioni di tè a Kericho in Kenya che riconosce il marchio PG Tips.

Nel certificato rilasciato, il Mc Donald’s è diventato senza ombra di dubbio il più criticato. Nel 2006, gli attivisti di Greenpeace hanno assaltato i ristoranti del Mc Donald’s di tutto il mondo vestiti da galline per protestare contro la distruzione della foresta amazzonica che hanno attribuito agli ingordi produttori di soia – che a turno stavano vendendo i loro prodotti agli allevamenti di pollame, e di cui il Mc Donald’s era il cliente principale. Di conseguenza hanno elogiato la soia, spingendo i produttori ad adottare un approccio a “distribuzione zero” per la crescita della loro coltivazione. Nonostante gli elogi di Greenpeace, il Carbon Trust e personaggi come Jamie Oliver che hanno elogiato la società per la linea etica riguardo la carne e nel comprare i suoi prodotti localmente, l’azienda è perfetta. Una tra le più grandi incongruenze nel suo nuovo e riscoperto entusiasmo peri comportamenti etici derivano dai suoi approcci apparentemente diversi alle condizioni in cui le galline vivono dipendono da qualunque cosa producano, le uova e simili vengono usate come carne nei chicken nuggets e nei pasti affini.

La società si è vantata che la sua filiale inglese compra solo uova ai produttori di allevamenti Lion-Certified, un grande sforo per un enorme compratore di uova, e che la carne in ogni crocchetta di pollo (nuggets) è 100% petto di pollo (il prodotto finale è circa 65:3 i carne e pastella)

Gli allevamenti su scala industriale

Eppure allo stesso modo, l’azienda compra gran parte del suo pollame da due rifornitori, da Sun Valley nel Regno Unito e da May Park nell’Irlanda del Nord, che a turno sono i proprietari della discutibile azienda americana Cargill e Brazil Marfig. La Sun Valley è stata accusata di usare in modo smisurato i metodi degli allevamenti di pollame per produrre la carne, che i propagandisti dicono di poter usare uccelli che sono stati rinchiusi in enormi allevamenti per gran parte della loro vita con a malapena uno spazio in cui muoversi.

La Sun Valley fu coinvolta nello scandalo del 2008 quando il gruppo attivista Compassion in World Farming ha filmato segretamente le cattive condizioni dei suoi fornitori a Uphampton Farm vicino Leaminstar. Inoltre, anche se il Mc Donald’s è fiero di poter pubblicizzare la provenienza della sua carne, i latticini e le uova, la situazione riguarda la carne di pollo è più insolita. Forse perché più del 90% della carne usata nel Regno Unito viene dalle strutture Cargill e Marfrag in Thailandia e in Brasile, dove la regolamentazione riguardante il settore degli allevamenti forse sono meno rigidi che nel Regno Unito.

Nello stesso tempo ciò che rimane è che malgrado i tentativi degli ultimi anni di coltivare un’immagine più salutare,le vendite primarie del Mc Donald’s derivano dai fast food in un’epoca in cui sta aumentando la consapevolezza che l’obesità ha raggiunto proporzioni epidemiche nel Regno Unito e in America.

Sebbene gli europei, e in particolare il Regno Unito, pilastro portante dell’azienda sia diventato sempre più eticamente cosciente, non si può dire la stessa cosa dell’America, che usa il bestiame d’allevamento usando metodi intensivi e in alcuni casi nutriti con raccolti geneticamente modificati.

E con l’acquisto del Mc Donald’s nel Regno Unito si sta ancora comprando dallo stesso pagliaccio.

Peter Salisbury

Fonte: www.theecologist.org

Link: Behind the Brand: McDonald’s

16.11.2011

Traduzione per www.comedonchisciotte,.org a cura di DANIELA PALLOTTA

Pubblicato da Davide

  • Earth

    "gli attivisti di Greenpeace hanno assaltato i ristoranti del Mc Donald’s di tutto il mondo vestiti da galline per protestare contro la distruzione della foresta amazzonica che hanno attribuito agli ingordi produttori di soia – che a turno stavano vendendo i loro prodotti agli allevamenti di pollame"


    Per fare 1kg di carne ce ne vogliono 15kg di vegetali, ma fare direttamente gli hamburger di soia?  Aiutandosi magari con una massiccia campagna pubblicitaria, invertire la tendenza delle persone, criminalizzando il consumo di carne.
    Ma probabilmente ci hanno gia’ pensato e non e’ nei loro obiettivi.

    E comunque continuo a pensare che gli umani sono frugivori e non erbivori o carnivori. 
  • uomospeciale

    Veramente l’essere umano è uno dei pochi veri onnivori al 100%, visto che il suo  sistema digerente è troppo lungo per poter assimilare senza danni una dieta composta  quasi esclusivamente da carne:
    -( infatti mangiandola più di 3-4 volte a settimana, si producono tossine e acidi urici in eccesso che a lungo andare, ci avvelenano..)
    E troppo corto per mangiare quasi esclusivamente vegetali  visto siamo in grado  digerire solo parzialmente la cellulosa e di assorbire solo una minima parte degli elementi nutritivi contenuti nei vegetali.
    Se davvero Fossimo-stati dei  frugivori e basta, ci saremmo estinti al primo inverno per non parlare delle ere glaciali.

  • Earth

    Permettimi di cambiare l’ordine

    Se davvero Fossimo-stati dei  frugivori e basta, ci saremmo estinti al primo inverno per non parlare delle ere glaciali. –> QUINDI
    E troppo corto per mangiare quasi esclusivamente vegetali  visto siamo in grado  digerire solo parzialmente la cellulosa e di assorbire solo una minima parte degli elementi nutritivi contenuti nei vegetali. –> ALLORA
     suo  sistema digerente è troppo lungo per poter assimilare senza danni una dieta composta  quasi esclusivamente da carne:
    -( infatti mangiandola più di 3-4 volte a settimana, si producono tossine e acidi urici in eccesso che a lungo andare, ci avvelenano..)

    Veramente l’essere umano è uno dei pochi veri onnivori al 100%
    ——–
    Visto in quest’ ordine si vede chiaramente che l’essere umano si sia dovuto adattare, come tantissimi altri animali. I cani ad esempio si stanno adattando ad essere onnivori per causa degli esseri umani, questo non toglie il fatto che principalmente sono carnivori.
    Poi certamente ci sono periodi di magra e si mangia quello che c’e’, come le ere glaciali. Le ere glaciali comunque hanno un lungo periodo di transizione, quindi gli umani migravano in modo naturale durante quei periodi.
    Rimane il fatto che la carne agli umani fa male, infatti gli americani che ne fanno un grande uso sono molto ammalati, inoltre non abbiamo mai avuto i denti per poterla mangiare cruda e questo e’ gia’ un campanello di allarme. Andare a cacciare la carne e’ un grande rischio. C’e’ un programma che si chiama Dual Survival, che ti fa capire quanto e’ rischioso cacciare senza un fucile. E dopo che lo hai cacciato mica finisce li, il sangue attira altri predatori, quindi la devi mangiare in fretta se non vuoi essere tu preda di altri.
    La verdura oltretutto e’ ipocalorica e il nostro grande cervello consuma tante calorie. Dovremmo fare attenzione a bestie 3 volte piu’ grandi di noi per procurarci chili e chili di verdura insipida, le spezie olio e sale sono recenti.
    Siamo arrampicatori, posto sicuro dove stare, il nostro stomaco e’ piccolo e sentiamo la necessita’ di mangiare svariate volte al giorno. Meno rischioso recuperare frutti che tutte le altre opzioni disponibili.
    La frutta invernale e’ questa:
    Frutta: Uva, Mele, Pere, Mandarini, Pistacchi, Pignoli, Noci, Nocciole, Mandorle, Olive, Aranci, Kaki, Frutta secca, Castagne, Datteri
    Da notare poi come, al diminuire della temperatura, aumenta la frutta secca, il quale e’ ipercalorica.
    Onnivori si, ma tutto fa pensare che siamo principalmente frugivori.