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LA GERMANIA VUOLE “DISTRUGGERE” L’ITALIA

DI PIETRO INVERNIZZI
ilsussidiario.net

Intervista all’economista Alberto Bagnai

«La ragione per cui in Europa esistono due pesi e due misure è semplice. L’Italia è una diretta concorrente della Germania sul piano industriale e quindi va penalizzata con l’austerity. La Spagna e altri paesi Ue al contrario sono debitori di Berlino e quindi non vanno troppo indeboliti o non riusciranno a pagare». Lo sottolinea Alberto Bagnai, professore di Politica economica all’Università G. D’Annunzio di Pescara e autore del libro “Il tramonto dell’euro”. Gli italiani sono stati costretti a fare i salti mortali per pagare le tasse e fare rientrare il deficit al di sotto del 3% del Pil. Ad altri Stati come la Spagna, i Paesi Bassi e la Francia è stato invece consentito di derogare tranquillamente a quanto previsto nel trattato di Maastricht. Mentre la regola inclusa nei trattati secondo cui nessun Paese membro deve superare il 6% del surplus commerciale è violata da Germania, Lussemburgo e dalla stessa Olanda, senza che nessuno osi aprire una procedura d’infrazione.Professor Bagnai, fino a che punto la responsabilità di questa situazione è dovuta alla debolezza dei governi italiani?

La vera causa del problema è molto più profonda. Quando a maggio l’Italia è rientrata dalla procedura d’infrazione riguardo il 3% nel rapporto deficit/Pil, pochi giorni dopo la Commissione Ue ha accordato a Francia, Spagna e Portogallo il permesso di derogare da questo obiettivo e di rientrare con più calma. In questo momento la Spagna ha un deficit pubblico intorno al 7%.

Qual è il vero motivo di questa penalizzazione dell’Italia?

Per la Germania l’Italia è un concorrente, e quindi va costretto a seguire politiche di austerità per indebolire la sua struttura produttiva. Viceversa la Spagna per Berlino è soprattutto un debitore, e quindi se la strozzasse imponendole di seguire pedissequamente politiche di austerità, correrebbe il rischio di non rivedere i soldi indietro.

 

È possibile convincere la Germania a rinunciare a questa politica dei due pesi e delle due misure?

Non sono sicuro che il governo italiano possa riuscire in questa impresa. Quello che i fratelli tedeschi dovrebbero ricordare nel loro interesse è il fatto che tra i paesi debitori in questo momento non ci sono solo la Grecia e l’Italia, ma anche gli Stati Uniti. Non vorrei che i tedeschi fossero costretti a ricostruire Dresda per la seconda volta nel giro di un secolo perché sarebbe davvero un peccato. Attraverso l’esportazione della deflazione la Germania sta creando problemi alla stessa America, cioè a qualcuno che tutto sommato è più forte di lei, e che può convincerla a un atteggiamento meno irresponsabile e più cooperativo.

Per quale motivo ritiene che la politica tedesca danneggi gli Stati Uniti?

In questo momento i tre poli più importanti dell’economia mondiale, che tutto sommato sono ancora Europa, Stati Uniti e Giappone, sono in una situazione molto diversa tra loro. Stati Uniti e Giappone sono di nuovo decollati attuando delle politiche espansive, mentre l’Europa a causa delle politiche di austerity è ricaduta nel baratro della recessione. Se la Germania non decide di attuare politiche più espansive, gli Stati Uniti saranno costretti a continuare a stampare dollari e il Giappone a stampare yen.

Quali sarebbero le conseguenze?

In questo modo si costringono Usa e Giappone ad attuare delle politiche eccessivamente espansive, creando il seme di potenziali bolle. In questo modo si pongono le premesse per un’ulteriore crisi, che è sempre la conseguenza di una crescita squilibrata.

 

La crisi dell’Eurozona è colpa soltanto della Germania?

La Germania ha delle gravi responsabilità. Berlino potrebbe cooperare per trovare una soluzione alla crisi europea. Delle politiche mirate potrebbero far sì che anche in Europa, come è successo in Stati Uniti e Giappone, la domanda e la crescita risalgano la china. In questo modo ci sarebbero molti meno rischi e gli altri paesi dovrebbero compiere sforzi meno gravosi.

Lei prima ha detto che negli Usa c’è malcontento verso la Germania. Ma l’euro forte non finisce per avvantaggiare le esportazioni americane?

In parte è vero, ma nessun Paese può puntare esclusivamente sulla leva del cambio per fare ripartire la domanda. Le esportazioni americane sono infatti danneggiate dalla decrescita dell’Europa e da redditi che, come in Italia, sono calati del 2% l’anno.

Quale può essere la via d’uscita da questa situazione?

Sarebbe opportuno che la Germania si prendesse le sue responsabilità di leadership, come fecero gli Stati Uniti dopo la Seconda guerra mondiale. Alla fine degli anni ’40 l’America era l’unica grande potenza esportatrice, perché tutto il resto del mondo, tranne forse qualche pezzo di Unione Sovietica, era stato bombardato e raso al suolo. Gli Stati Uniti erano dunque l’unico Paese che poteva produrre ed esportare, e hanno risposto con il Piano Marshall finanziando gli altri Stati. Non hanno costretto l’Italia e la Germania ad attuare politiche di austerità per pagare i debiti. Berlino adesso è esattamente nella stessa condizione in cui si trovava allora l’America, ma sta facendo un gioco molto pericoloso. Anche perché non si tratta del gioco della Germania in quanto tale, ma delle elite tedesche che nel corso degli ultimi 150 anni non hanno mai dimostrato molta lungimiranza.

Pietro Vernizzi

Fonte: www.ilsussidiario.net
Link: http://www.ilsussidiario.net/News/Economia-e-Finanza/2013/11/9/FINANZA-1-Bagnai-la-Germania-vuol-distruggere-l-Italia/2/442619/
9.11.2013

Pubblicato da Davide

  • vainart

    E questo sarebbe un economista e professore all’università??!!

  • Eshin

    LA GERMANIA VUOLE…….

  • alberthammer

    alla domanda: Quale può essere la via d’uscita da questa situazione?, l’intervistato risponde che l’Italia deve porgere il piattino.
    I problemi dell’Italia sono italiani, non tedeschi

  • Aloisio

    avercene di Bagnai in Italia…

  • alvise

    Il fatto che alcuni dei presenti dissentino e contestino Bagnai, la misura della coerenza dei loro punti di vista è data dalle conoscenze di politiche monetarie internazionali.Io non sono un esperto in questo senso, ma qualche cosina l’ho compresa, forse meno dei nostri interlocutori contestatori, e da quel poco che ho compreso, da qualche tempo ad oggi, cercando di capire i risvolti intrinsechi delle scelte finanziarie ed economiche legiferate (o non legiferate per il bene del popolo) dai governi che abbiamo dovuto subire, secondo il mio parere Bagnai ha esposto con coerenza, supportato da dati inconfutabili (il 7% che denuncia è forse falso?), una analisi cui concordo

  • mozart2006

    Ma certo, basta stampare moneta… poi potremo andare a mangiare un panino all’ autogrill con una valigia di liregrill.

  • essenziale

    …il prof. Bagnai esprime concetti che tutti sanno, però fuori dall’Italia…per fortuna adesso qualcuno sta dicendo le cose come stanno, anche in questo disgraziato Paese.

  • essenziale

    …e i cieli verranno oscurati dalle cavallette, e gli zombie invaderanno le nostre strade…

  • AlbertoConti

    La testa dell’Italia su un piatto d’argento fu il prezzo che Mitterand pagò a Kohl per convincerlo a trasformare il suo marco in “moneta unica”. E’ proprio vero che la madre dei cretini è sempre incinta (Hollande), ma intanto noi siamo stati lì a prenderla in quel posto osannando Ciampi, il più pulito (che ha comunque la rogna). La tragedia più grande è che ancor oggi, a risultato ottenuto, la maggioranza non abbia ancora la più pallida idea di cosa le è capitato! Bagnai, con tutti i suoi difetti, è uscito da questa categoria maggioritaria di perfetti imbecilli.

  • Georgejefferson

    Non si puo senza il permesso dei rettiliani o omini blu,quelli di etnia “mozart” specie.Non lo sapevi?Basterebbe quello come panacea di tutti i mali dell’universo.

  • mozart2006

    Dall’ altezza della cattedra di Bagnai, per importanza la 48.ma in Italia, apprendiamo che la Tschermania rischia di essere annientata a causa del suo forte surplus commerciale. Qui siamo tutti terrorizzati, mi creda professore.

  • Georgejefferson

    Per fortuna abbiamo la cattedra prima in classifica,quella dei creditori usurai ad insegnarci il “volgo”,a “disciplinarci”.

  • Earth

    Voglio una Europa senza Francia e Germania

  • ilsanto

    Scusa ma non sarebbe europa tanto vale tornare agli stati nazionali

  • karson

    ti quoto al 100% alvise

  • Aironeblu

    ^^

  • Aironeblu

    «La ragione per cui in Europa esistono due pesi e due misure è semplice. L’Italia è una diretta concorrente della Germania sul piano industriale e quindi va penalizzata con l’austerity. La Spagna e altri paesi Ue al contrario sono debitori di Berlino e quindi non vanno troppo indeboliti o non riusciranno a pagare».

    No, la ragione per cui esistono due pesi e due misure, anzi, molti pesi e molte misure, è ancora più semplice: ad ogni paese la sua specifica ricetta di sottomissione al potere della finanza ebraista.

    «Alla fine degli anni ’40 l’America era l’unica grande potenza esportatrice, perché tutto il resto del mondo, tranne forse qualche pezzo di Unione Sovietica, era stato bombardato e raso al suolo. Gli Stati Uniti erano dunque l’unico Paese che poteva produrre ed esportare, e hanno risposto con il Piano Marshall finanziando gli altri Stati. Non hanno costretto l’Italia e la Germania ad attuare politiche di austerità per pagare i debiti. Berlino adesso è esattamente nella stessa condizione in cui si trovava allora l’America, ma sta facendo un gioco molto pericoloso.»

    Tolto che gli Stati Uniti dopo aver bombardato e raso al suolo mezza Europa (quella cattiva, naturalmente!) hanno potuto procedere indisturbati al piano di colonizzazione a cui oggi continuiamo a pagare il nostro pesante tributo, la Germania, oggi, è solo uno strumento usato per abbattere le economie dei paesi euro che sta traendo momentaneamente vantaggio dal suo ruolo. Ma una volta esaurito il suo compito, sarà il suo turno, con magra ma piacevole soddisfazione dei poveri PIGS. Altro che stessaccondizione in cui si trovava l’Ammmmerica….

  • Aironeblu

    Sorry, ma… Cazzo c’entra col commento di Mozart?

  • Aironeblu

    Sorry, ma… Cazzo c’entra col commento di Mozart?

  • Georgejefferson

    Sorry,ma..cazzo centra le stronzate da slogan baci perugina stampa carta salva il mondo e sfottimenti vari all “Mozart” con un dibattito serio?Sinceramente mi son rotto le palle di questi commentini da analfabeti tipici da slogan dei ragazzini di you tube.Quindi fai tu “cosa centra”…

  • Aironeblu

    Puoi non essere d’accordo con certe opinioni, magari espresse in modo a te fastidioso, ma se ribatti sull’argomento in questione diventa più comprensibile… E il dibattito non ne perde.

  • Georgejefferson

    Rispedisco al mittente:Puoi non essere d’accordo con certe opinioni, magari espresse in modo a te fastidioso, ma se ribatti sull’argomento in questione diventa più comprensibile.Dove e’ la comprensione nel dibattito di chi parte sfottendo politiche keynesiane con slogan alla baci perugina tipo stampi carta e salvi il mondo?Puoi non leggere le risposte merda a merda se ti turba,nessuno ti obbliga,la retorica del dibattito serio la rispedisco al mittente dato che e’ la partenza che si distingue parlando a vanvera

  • TarasBulba

    Quoto pienamente.
    Hanno iniziato con la Grecia. Ora è il maiale italiano ad essere giunto a maturazione: e’ora di macellarlo….
    Ma temo che fra non molto tempo la stessa sorte, sebbene per percorsi diversi (ovvero per dirla con tue parole con una “ricetta diversa”) , toccherà al ben più riluttante e grasso maiale tedesco.