Home / ComeDonChisciotte / LA GERMANIA NON RISPARMIERA' LE SOFFERENZE ALLA GRECIA – CI VOGLIONO SPEZZARE
15006-thumb.jpg

LA GERMANIA NON RISPARMIERA' LE SOFFERENZE ALLA GRECIA – CI VOGLIONO SPEZZARE

DI YANIS VAROUFAKIS

theguardian.com

Il nostro obiettivo è sempre stato la ristrutturazione del debito – ma per alcuni leader europei lo scopo è la Grexit.

Il dramma finanziario della Grecia ha dominato le prime pagine dei giornali per cinque anni per una ragione: la testarda ostinazione dei nostri creditori nel rifiutarsi di concedere una sostanziale riduzione del debito.

Perché, contro ogni buon senso, contro l’opinione del FMI e contro qualsiasi normale prassi bancaria di non accanirsi contro i debitori in difficoltà si oppongono a un taglio del nostro debito? La risposta non può essere trovata in ragioni economiche perché ha le sue radici in quella politica “labirintica” tipica dell’Unione Europea.

Nel 2010 lo stato greco è diventato insolvente.
Si sono presentate due opzioni in linea con l’idea che il Paese ellenico dovesse restare in Europa: quella ragionevole, che qualsiasi banca consiglierebbe – ristrutturare il debito e riformare l’economia; quella “tossica” – erogare ulteriori prestiti a uno Stato in bancarotta fingendo che sia rimasto solvibile.

I rappresentanti dell’Unione hanno scelto la seconda ponendo il salvataggio delle banche francesi e tedesche esposte sul debito pubblico ellenico al di sopra della sopravvivenza economica della Grecia. Una ristrutturazione del debito greco avrebbe comportato delle perdite delle banche relativamente alle loro partecipazioni sul debito della Grecia.
Con l’idea di non rivelare ai parlamenti che i contribuenti avrebbero dovuto pagare nuovamente per salvare le banche per mezzo di insostenibili ulteriori prestiti, i rappresentanti dell’Unione hanno raccontato che l’insolvibiltà della Grecia era un problema di scarsa liquidità e hanno giustificato il bail out [della Grecia] come una questione di “solidarietà” con gli ellenici.

Per spacciare il cinico trasferimento di debiti privati non pagabili sulle spalle dei contribuenti come un esercizio di “costoso amore”, si è imposta un’austerità da record alla Grecia il cui reddito nazionale – tramite il quale vengono ripagati i debiti vecchi e nuovi – diminuiva di più di un quarto. Bastavano le abilità matematiche di un ragazzino sveglio di otto anni per capire che così facendo si andava a finire male.

Una volta che questa sordida operazione è stata completata, l’Europa si è subito inventata un altro motivo per rifiutarsi di discutere la ristrutturazione del debito: andava a colpire le tasche dei cittadini europei!
E quindi venivano somministrate dosi ancora maggiori di austerità mentre il debito cresceva spingendo i creditori a erogare nuovi prestiti in cambio di altra austerità.

Il nostro governo è stato eletto per porre fine a questo circolo vizioso, per esigere un haircut del debito e mettere fine all’austerità. Le trattative si sono arenate nella ben nota impasse per una semplice ragione: i nostri creditori continuavano a negare qualsiasi ristrutturazione mentre allo stesso tempo esigevano che il nostro debito, che non è pagabile, fosse rimborsato “parametricamente” dalle fasce più deboli della popolazione greca, dai loro figli e dai loro nipoti.

Nella mia prima settimana da ministro ho ricevuto la visita di Jeroen Dijsselbloem, presidente dell’Eurogruppo (l’assemblea dei ministri delle finanze dei Paesi europei) che mi ha brutalmente messo di fronte a una scelta: accettare la logica dei bailout e rinunciare a ogni pretesa di ristrutturazione altrimenti il nostro accordo sui nuovi prestiti sarebbe stato cancellato – con l’implicita conseguenza non detta che le nostre banche avrebbero dovuto chiudere.

Sono seguiti cinque mesi di trattative in condizioni di strangolamento monetario e di un bank run indotto supervisionato e amministrato dalla BCE.
C’era una scritta ben chiara sul muro: se non ci fossimo arresi avremmo ben presto avuto controlli di capitale, bancomat col contagocce, una prolungata “vacanza” delle banche e infine la Grexit.

La minaccia della Grexit ha avuto una storia a fasi alterne. Nel 2010 spaventava a morte gli investitori finanziari perché le loro banche erano piene zeppe di debito greco. Ancora nel 2012, nonostante Wolfgang Schaeuble ritenesse che i costi della Grexit avrebbero avuto il vantaggio di disciplinare la Francia e gli altri, la prospettiva continuava a creare grandi preoccupazioni.

Quando Syriza è andata al potere a gennaio scorso, a conferma del fatto che i bailout non hanno realmente lo scopo di salvare la Grecia (ma piuttosto quello di costruire una muraglia cinese attorno al nord Europa), una larga maggioranza dell’Eurogruppo – sotto la tutela di Schaeuble – ha considerato la Grexit come l’esito più favorevole e l’ha adoperata come minaccia contro il nostro governo.

I greci, giustamente, hanno i brividi al pensiero di essere amputati dall’unione monetaria. Uscire da una moneta comune non è come staccarsi da un peg valutario, come fece la Gran Bretagna nel 1992, quando la mattina in cui la sterlina abbandonò l’European Rate Mechanism (ERM), Norman Lamont cantava allegramente sotto la doccia.
Ahimè, la Grecia non ha una valuta che si possa separare senza problemi dal vincolo con l’euro. “Ha” l’euro – una moneta completamente controllata da creditori ostili alla ristrutturazione del nostro insostenibile debito nazionale.

Per uscire dall’euro dovremmo inventarci una valuta dal nulla. Nell’Iraq occupato c’è voluto un anno per introdurre nuove banconote, circa 20 Boeing 747, la mobilitazione di tutta la potenza militare americana, tre stabilimenti per stampare il denaro, centinaia di camion.
Senza questi aiuti sarebbe come se la Grecia dovesse annunciare una grossa svalutazione con 18 mesi di anticipo il che porterebbe all’immediata liquidazione di tutti i capitali investiti e al loro trasferimento all’estero con ogni mezzo possibile.

Con la minaccia della Grexit che rafforzava il bank run indotto dalla BCE il nostro tentativo di rimettere sul tavolo la questione della ristrutturazione si è scontrato contro un muro di gomma.
Tutte le volte ci rispondevano che quella era una questione da affrontare in un non meglio specificato futuro successivo alla completa realizzazione del “programma” – un beffardo Comma 22 dato che il successo del “programma” dipende interamente dalla ristrutturazione del debito.

Questa settimana si arriverà al momento cruciale dei colloqui perchè Euclid Tsakalaotos, il mio successore, cercherà disperatamente di rimettere ragionevolmente i buoi davanti al carro nel tentativo di convincere un Eurogruppo chiaramente ostile che la ristrutturazione è un prerequisito per il successo delle riforme in Grecia e non un premio da elargire ex post.
Perché tutte queste difficoltà? Vedo tre possibili ragioni.

Primo c’è una inerzia istituzionale da superare.
Secondo, un debito insostenibile conferisce un potere immenso ai creditori – e il potere come sappiamo corrompe anche i migliori.
Ma la terza ragione è quella che mi sembra più importante e, obiettivamente, la più interessante.

L’euro è un ibrido fra un vincolo valutario fisso come l’ERM del 1980 o il gold standard e una “moneta di Stato”. Il primo fonda la sua forza sulla paura di esserne espulsi, mentre la “moneta di stato” implica meccanismi di riciclo (reinvestimento) dei surplus fra stati membri (ad esempio un budget federale e emissione di titoli di Stato in comune). L’euro è una via di mezzo – più vincolo monetario che moneta di stato.

E qui è il problema. Dopo la crisi del 2008/9, l’Europa non sapeva come reagire. Doveva preparare il terreno per almeno un’espulsione (cioè quella della Grecia) a fini “disciplinari”? O piuttosto cercare di diventare una vera federazione? Fino adesso non ha fatto nes
suna delle due con la sua paura esistenziale che cresce sempre di più. Schaeuble ritiene che nelle condizioni attuali gli serve che la Grecia si tolga di mezzo in un modo o nell’altro. Improvvisamente l’assoluta insostenibilità del debito pubblico greco, senza la quale svanirebbe la minaccia nei nostri confronti della Grexit, è diventata per lui un nuovo mezzo di pressione.

Cosa voglio dire? Dopo mesi di trattative la mia idea è che il ministro delle finanze tedesco vuole che la Grecia venga costretta a uscire dalla moneta unica per mettere una paura del diavolo ai francesi e convincerli ad accettare un modello di eurozona di tipo disciplinario.

Yanis Varoufakis, ex ministro delle finaze greco

Fonte: www.theguardian.com

Link: http://www.theguardian.com/commentisfree/2015/jul/10/germany-greek-pain-debt-relief-grexit

10.07.2015

Scelto e tradotto per www.comedonchisciotte.org da WHISTLEBLOWER

Pubblicato da Davide

  • FlavioBosio

    «Il nostro obiettivo è sempre stato la ristrutturazione del debito»


    Obbiettivo mancato!

    Forse anche i creditori hanno letto LA GRECIA NON E’ POVERA – HA ENORMI RISERVE …
  • Stodler

    Si sveglia adesso?

  • Suntsu

    Nelle linee generali condivisibile, ma ci sono alcune domande:

    1. Perché nel 2010, quando Grexit era temibile non è stata utilizzata come arma di ricatto da Papandreu e il suo governo di "socialisti"? Forse per via della sua cittadinanza ed educazione-indottrinamento USA? E perché la stessa arma all’Italiana non è stata utilizzata dai vari governi nostrani, vista la potenza devastante del debito italiano? Collusione?
    2. Perché con l’introduzione dell’euro tutti i paesi aderenti si sono affrettati a distruggere le monete preesistenti e le macchine della zecca? Con l’eccezione della Germania, che non solo ha mantenuto a tutt’oggi il corso legale parallelo del marco, ma lo manterrà per 99 anni dalla data dell’entrata dell’euro e l’ha blindato mettendolo per iscritto nella costituzione.
    3. Un governo che vuole entrare in guerra sul serio, prima prepara il terreno e poi attacca. Se ne sono accorti dopo che ci volevano 20 boing e macchine da stampa e centinaia di camion per poter usare sul serio l’arma del Grexit? Se davvero facessero sul serio, non avrebbero dovuto preparare prima tutto, in gran "segreto", compreso il sistema informatico di conversione per banche e privati e solo dopo sparare?
    Non è che dietro tutto questo ci sia uno spettacolo teatrale geniale ed una regia collaudata con ampio anticipo?
  • sotis

    Questa dei 99 anni di vita ancora del marco non la sapevo. Certo che noi siamo dei bei coglioni.

  • Rosanna

    "I rappresentanti dell’Unione hanno scelto la seconda ponendo il salvataggio delle banche francesi e tedesche esposte sul debito pubblico ellenico al di sopra della sopravvivenza economica della Grecia. Una ristrutturazione del debito greco avrebbe comportato delle perdite delle banche relativamente alle loro partecipazioni sul debito della Grecia.  Con l’idea di non rivelare ai parlamenti che i contribuenti avrebbero dovuto pagare nuovamente per salvare le banche per mezzo di insostenibili ulteriori prestiti, i rappresentanti dell’Unione hanno raccontato che l’insolvibiltà della Grecia era un problema di scarsa liquidità e hanno giustificato il bail out [della Grecia] come una questione di "solidarietà" con gli ellenici."

    Bellissima analisi, dettagliata e motivata dalla diretta esperienza di Varoufakis, a dimostrazione che quasi tutte le analisi che abbiamo letto ultimamente sui vari blog erano spesso farraginose, superficiali e pregiudiziali …

    Tsipras non è un traditore, come molti hanno stupidamente sostenuto, ma è un vittima del sistema mafioso-criminale gestito dall’Unione,  mentre l’Italia potrebbe uscire dall’euro, data il suo ruolo importante di terzo contribuente netto, la Grecia questo non se lo può permettere, quindi viene massacrata e sottoposta a continui ricatti.

    L’intervento di Varoufakis apre scenari diversi e giustifica la scelta obbligata di Tsipras …
    Grazie a Varoufakis che ha fatto chiarezza e grazie a Davide che ha postato questo bell’articolo …

  • Rosanna

    Ho letto adesso che l’articolo lo ha scovato Whistleblower, guindi grazie anche a lui !

  • tersite
    Bravo!..ci vogliono salvini e la meloni altroché…

    Questi 2 comunistacci invece non hanno risolto niente (salvo mettere in crisi l’intero sistema, bce, ue, fmi…per mesi!..costringerli, smascherandoli, a chiudere banche, borse etc..).

    Imparate! voi, sempre in cerca dei musso..leader che proteggano la cagnotta e i crocifissi appesi. 

  • PietroGE

    La storia del 90% dei fondi che fa alle banche tedesche e francesi è contestata in dettaglio qui :http://www.cesifo-group.de/de/ifoHome/policy/Sinns-Corner.html#Eurokrise

    Dall’Abstract :

    [i]Calculated from the onset of the crisis, in net terms one-third of the public credit has contributed to financing the Greek current account deficit, one-third to paying off private foreign debt, and one-third to capital flight by Greek people. Furthermore, the country has profited greatly from the lowering of interest rates on its foreign debt, an advantage that translated into around 50 billion euros between 2008 and 2014. In 2014,overall Greek private and public consumption amounted to almost 114% of net national income.[/i]

    Per stampare le nuove dracme ci vogliono diverse settimane, non anni.

    Varoufakis, con la sua teoria dei giochi, ha fatto un casino, e quando poi si è trattato di raccogliere i cocci, cioè di votare il nuovo memorandum, è partito per le vacanze.

  • GioCo

    Possiamo immaginare che ci sia una regia unica, dietro tutto questo, ma rinunciando completamente ai dietrologismi e alle contorte vie della necessaria indagine superficiale dei fatti.
    Molti "come mai" non hanno una vera risposta, ad esempio "come mai la Grecia non ha usato prima l’arma di ricatto del Grexit" non può essere risolta solo con la corruttela e il malaffare, se si premette che corruttela e malaffare è una base imprescindibile della politica demoniocratica, costruita su una geopolitica decisamente orientata alla corporatocrazia.
    Insomma, la corruzione è necessaria, utile e incentivata dalla struttura di potere vigente, è un mezzo connaturato per orientare la politica, è usato abbondantemente e ovuque soprattutto da chi se lo può permettere e assiame ai ricatti strutturali, sistemici e militari. In EU si somma a una sostanziale voluta confusione politica e amministrativa, concepita apposta per i poteri che l’hanno immaginata e per le loro fortune, con regole molto poco chiare e labirintiche gestioni ancora meno chiare, di modo che non ci sia ne una legge, ne un responsabile a cui appellarsi.
    Se anche ammettessimo che Varoufakis sia il "lato buono", cioè stia effettivamente facendo tutto il possibile per mettere ordine alla situazione, significherebbe allora che stiamo guardando qualcuno tipo "Padre Puglisi che tenta di fare luce sul contesto politico italico del 1993", al centro storico della "terza repubblica". Un impresa che può portare solo al suicidio politico, ma non priva di precisi connotati simbolici, come con Moro.
    Non è poi meno importante che sia Il prestigioso "The Manchester Guardian" a pubblicare la sua versione che quindi si inserisce in una precisa regia storica che pare dividere inglesi e tedeschi. Ricordo che dal 1800 e la sconfitta di napoleone di fatto i destini economici britannici dipendono dalla volontà di una sola famiglia tedesca che quindi non può che essere rivale e al contempo collusa con i suoi pari oltreoceano.
    Noi siamo succubi di un idea reiterata (non a caso) di costruzioni nazionaliste, cioè di nazioni-stato, idea che si declina in precise scelte che poi condizionano l’organizzazione sociale globale. Varoufakis e Tsipras non agiscono su Marte, ma qui sulla terra e sono come tutti noi condizionati dalle organizzazioni che sono venute prima e occupano posizioni chiave nella struttura di potere, hanno quindi mezzi di ricatto ben più convincenti per costringere gli individui alla sottomossione e alle richieste (indipendentemente da quanto queste siano assurde).
    Quando occupi una posizione speciale di potere fin dalla nascita (come il faraone, ma anche la dirigenza di una catena produttiva), sei figlio di generazioni di successi elitari e vivi di privilegi, poco importa qual’è la tua educazione, nasci cresci e vivi dentro quel contesto e spenderai la tua vita e il tuo intelletto per conservarlo per te e i tuoi figli e (se ti riesce) anche aumentarlo assieme a prestigio e potere, sia a livello personale (carriera) che generale (tra quelli che consideri tuoi pari). Questa "legge" vale tanto per un mafioso quanto per il presidente degli USA.
    Se non ci riesci legalmente e con atti desiderabili dal pubblico più vasto, inizi ad abusare delle tue posizioni finchè l’abuso non diventa un rituale religioso da trasmettere ai figli. Inizi a cercare giustifiche religiose per abusi crescenti, piuttosto che limitare gli abusi, perchè il costo mentale e fisico appare sempre più vantaggioso dentro la giustifica in virtù della capacità promessa dall’abuso di conservare e aumentare il prestigio individuale. Così ti convinci sempre più che abusare è bello, pratico e non porta necessariamente verso la condanna. Ti convinci che la condanna non è dell’eterno, di una entità intelligente superiore all’uomo, perchè gli attribuisci esattamente le tue identità e le tue posizioni di predominio e le tue necessarie esigenze di conservazione del potere.
    Diventi parte di una elité autoeletta unilateralmente, sempre più convinta che la posizione sociale acquisita sia quella dettata dal volere divino e quindi hai tutta la forza morale, materiale e intellettuale per imporre ogni vaneggiamento ti passi per la testa. Senza controbilancio alcuno (nemmeno a quel punto se lo desideri o se lo cerchi). Sei nella posizione esatta del totale squilibrio morale obbligatorio. Come un imperatore, come Hitler non puoi che vaneggiare soliloqui o costrutti storici più o meno di senso e solidi che altri poi sono costretti ad adattare nella pratica di un mondo in continuo cambiamento. Finchè la realtà non ti bussa alla porta e poi te la sfonda.

  • AlbertoConti

    "Per uscire dall’euro dovremmo inventarci una valuta dal nulla. Nell’Iraq
    occupato c’è voluto un anno per introdurre nuove banconote, circa 20 Boeing 747,
    la mobilitazione di tutta la potenza militare americana, tre stabilimenti per
    stampare il denaro, centinaia di camion.
    Senza questi aiuti sarebbe come se
    la Grecia dovesse annunciare una grossa svalutazione con 18 mesi di anticipo il
    che porterebbe all’immediata liquidazione di tutti i capitali investiti e al
    loro trasferimento all’estero con ogni mezzo possibile."

    Questo è il vero
    punto debole dell’analisi dell’ex-ministro. Anzi è la sintesi del terrorismo
    mediatico che il sistema vigente insinua tra le popolazioni europee, e in
    maniera ancor più violenta in quelle spaventate dalla loro temporanea debolezza
    che l’euro stesso ha provocato! Cornuti e mazziati è ancora poco per rendere la
    gravità della truffa, che il buon Varoufakis si è bevuto, essendo amico del
    figlio dell’americano che è cresciuto a casa sua, cioè nell’ombelico del mondo
    dei produttori di truffe planetarie.

    Guarda caso si prendono sempre gli
    esempi tragici di situazioni limite, in tutti i sensi, come l’Iraq, la Zimbawe,
    e, perchè no, la germania di Weimar, ironia del caso nel ruolo attuale di
    sicario del cornuto di turno.

    Ma l’ironia non finisce qui: ci sono
    addirittura i "falchi" della truffatrice germania che insistono per sbattere
    fuori la Grecia, e poi chiunque altro volesse presentarle il conto
    dell’euro-truffa. Magari prevalessero questi falchi-ragionieri fasulli! Sarebbe
    la nostra salvezza, ma questo lo zio Sam non lo permette.

    Varoufakis mi
    ricorda Fassina, sa fare 2+2 ma si ferma lì, terrorizzato dallo spettro delle
    possibili conseguenza dell’indipendenza vera, quella dallo zio Sam e dal prozio
    della vecchia London. Forse i tempi non sono ancora maturi, incredibilmente
    vista l’entità delle prove empiriche a carico dei veri imputati, i signori di
    wall street e dintorni. L’importante è che si accumulino fino a schiacciare col
    loro stesso peso questo sistema criminale di dominazione delle masse.

  • makkia

    Esattamente perché non è povera che potrebbe ripagare il debito se gli venissero concesse scadenze allungate (= ristrutturazione/default).

    Meglio impossessarsi delle ricchezze sottocosto. Così i creditori diventano proprietari delle ricchezze (che avrebbero la potenzialità di ripagargli il debito) e in più rientrano in possesso del capitale prestato e degli interessi.
    Che questo implichi immense sofferenze al debitore è irrilevante per i creditori (e per Flavio Bosio).

    Ma non è esattamente il meccanismo col quale i racket mafiosi si impossessano delle imprese dei poveracci?
    Prima gli impongono il pizzo, col quale li mandano in rosso, poi gli prestano soldi "per tirare avanti" a tassi che sanno già essere impagabili, infine si prendono l’impresa. E per giunta vogliono che l’imprenditore rimanga, come dipendente sottopagato (e ancora in debito), a gestire l’impresa per conto della mafia.

    Solo che questo comportamento è chiaramente "criminale". Ed è anche odioso moralmente/eticamente.
    Quando lo fa la mafia.

    Quando lo fa l’Euro, Flavio Bosio si sente virtuoso a chiedere che lo stesso comportamento venga imposto alla Grecia.

    Mi chiedo se Flavio Bosio si schiererebbe anche con la mafia, contro l’imprenditore e contro lo stato che cerca di combatterla.
    In fondo, il comportamento è lo stesso, come lo è la spietata mentalità.
    La differenza è che il mafioso sa che quello che fa è punibile. Shäuble sa di essere identico, ma impunibile. Flavio Bosio cosa sa?

  • Rosanna

    Non so se hai sentito che la seduta dell’Eurogruppo si è interrotta proprio ora, per forti contrasti tra Draghi, espressione degli Usa e Schauble, espessione della linea dura che vorrebbe provocare il Grexit … questo confermerebbe quanto dice Varoufakis …

  • makkia

    Queste sono domande che non riguardano Varoufakis.
    Tranne forse la terza. Ma a quella Varoufakis (o Bagnai) ti rispondono che bisogna trattare per un’uscita concordata e ragionevole. Che conviene a tutti, visto che l’exit brutale destabilizza tutti.
    (tuttavia, né Bagnai né Varoufakis sanno bene come si fa a far ragionare le bestie nordiche)

  • Whistleblower

    Se qualcuno vuole avere un’idea più chiara della strategia di Varoufakis qui c’è un link della durata di un minuto in cui è lo stesso Varoufakis a parlare

    http://www.tubechop.com/watch/6406255

  • Veron

    It’s the shock economy, stupid! direbbe Bill Clinton.

     E’ ovvio che la Grecia è un esperimento strategico, un esempio per spaventare gli altri europei affinchè non si azzardino a chiedere sconti sui debiti o altre diavolerie.
    Parafrasando Naomi Klein, direi che la shock economy che i greci stanno sperimentando sulla propria pelle è l’equivalente dell’elettroshock che i colonnelli greci o i fascisti di Santiago e Buenos Aires applicavano ai genitali delle proprie vittime, non per farli parlare (i torturatori sapevano bene che molti prigionieri non avevano nulla da dire) ma per terrorizzare i loro amici e parenti e annichilire quindi sottomettere la popolazione intera.

    Temo sia stato un errore far dimettere Varoufakis e/o accettare le sue dimissioni.